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Il Civilinis kodeksas (codice civile) prevede un termine di prescrizione generale e termini di prescrizione più brevi. I termini di prescrizione possono essere prorogabili, "acquisitori" o perentori.
Le domeniche;
il 1° gennaio: Capodanno;
il 16 febbraio: giornata della restaurazione dello Stato della Lituania;
l'11 marzo: giornata della restaurazione dell'indipendenza della Lituania;
la domenica e il lunedì di Pasqua (secondo la tradizione occidentale);
il 1° maggio: festa internazionale del lavoro;
la prima domenica di maggio: festa della mamma;
la prima domenica di giugno: festa del papà;
il 24 giugno: festa di mezza estate, festa di San Giovanni;
il 6 luglio: festa dello Stato (incoronazione di re Mindaugas);
il 15 agosto: Assunzione;
il 1° novembre: Ognissanti;
il 24 dicembre: vigilia di Natale;
il 25 e 26 dicembre: Natale e Santo Stefano.
Un termine di prescrizione determinato per legge, da un contratto o da un'autorità giudiziaria è espresso sotto forma di una data di calendario o di un numero di anni, mesi, settimane, giorni od ore.
Un termine di prescrizione può essere altresì definito come un evento che deve inevitabilmente verificarsi. Un tale termine può essere prorogabile, acquisitorio o perentorio. Un termine di prescrizione prorogabile (di remissione in termini) è un termine che può essere ripristinato da un organo giurisdizionale dopo che è scaduto a condizione che il termine pertinente non sia stato rispettato per motivi importanti. Un termine di prescrizione "acquisitorio" (dilatorio) è un termine decorso il quale sorge un determinato diritto o obbligo civile (ossia allo scadere del quale tale diritto o obbligo viene acquisito). Un termine di prescrizione perentorio è un termine decorso il quale un determinato diritto o obbligo civile decade. I termini di prescrizione perentori non possono essere ripristinati da un organo giurisdizionale o tramite arbitrato.
Il termine di prescrizione generale è di dieci anni.
La legislazione lituana stabilisce termini di prescrizione più brevi per particolari tipologie di controversie.
Un termine di prescrizione più breve, pari a un mese, si applica alle domande derivanti dalle risultanze di procedure di gara.
Un termine di prescrizione più breve, pari a tre mesi, si applica invece alle domande che mirano a ottenere la dichiarazione di nullità degli organi di una persona giuridica.
Un termine di prescrizione più breve, pari a sei mesi, si applica a:
Un termine di prescrizione più breve, pari a sei mesi, si applica alle controversie derivanti da relazioni tra imprese di trasporto e i loro clienti in merito a spedizioni spedite dall'interno della Lituania; mentre un termine di prescrizione di un anno si applica alle spedizioni spedite all'estero.
Un termine di prescrizione più breve, pari a un anno, viene applicato alle controversie assicurative.
Un termine di prescrizione più breve, pari a tre anni, viene applicato alle richieste di risarcimento danni, ivi comprese quelle derivanti da un'inadeguata qualità dei prodotti.
Un termine di prescrizione più breve, pari a cinque anni, si applica alle domande per ottenere l'esecuzione di interessi e altri pagamenti periodici.
10. Le domande relative a difetti di lavori eseguiti sono soggette a termini di prescrizione più brevi.
Le domande derivanti dal trasporto di merci, passeggeri e bagagli sono soggette ai termini di prescrizione stabiliti nei codici (leggi) applicabili alle specifiche modalità di trasporto.
Un termine di prescrizione o le norme per il computo di tale termine non possono essere modificati tramite accordo tra le parti.
Un termine di prescrizione non si applica a:
1) domande derivanti dalla violazione di diritti personali non patrimoniali, fatta eccezione per i casi stabiliti dalla legge;
2) domande di depositanti per ottenere il rimborso dei loro depositi detenuti presso una banca o un altro istituto di credito;
3) altre richieste di risarcimento danni risultanti dai seguenti crimini specificati nel Baudžiamasis kodeksas (codice penale) (in lituano):
1) genocidio (articolo 99);
2) trattamento di persone in maniera vietata dal diritto internazionale (articolo 100);
3) uccisione di persone protette dal diritto umanitario internazionale (articolo 101);
4) deportazione o trasferimento di civili (articolo 102);
5) cagionamento di lesioni corporali, tortura o altri trattamenti disumani di persone protette dal diritto umanitario internazionale (articolo 103);
6) uso forzato di civili o prigionieri di guerra nelle forze armate di un nemico (articolo 105);
7) distruzione di oggetti protetti o saccheggio di tesori nazionali (articolo 106);
8) aggressione (articolo 110);
9) attacchi militari proibiti (articolo 111);
10) uso di mezzi di guerra proibiti (articolo 112);
11) esecuzione negligente delle funzioni di un comandante;
4) casi specificati in altre leggi e in relazione ad altre controversie.
Per quanto riguarda i termini applicabili alle udienze di cause civili, un organo giurisdizionale deve mirare a decidere una causa civile nel più breve tempo possibile, a evitare ritardi e ad assicurare che una causa civile sia esaminata nel contesto di un'unica seduta.
Determinate leggi possono stabilire termini specifici per trattare talune categorie di cause civili. Qualora l'organo giurisdizionale di primo grado ometta di eseguire un atto processuale richiesto a norma del codice civile, una parte coinvolta nel procedimento che ha interesse a che tale atto processuale venga effettuato è legittimata a presentare istanza a una corte d'appello per chiedere che venga fissato un termine per l'esecuzione di tale atto processuale. La domanda deve essere presentata attraverso l'organo giurisdizionale che sta trattando la causa e quest'ultimo deve decidere in merito all'ammissibilità della domanda stessa entro e non oltre il giorno lavorativo successivo al suo ricevimento. Qualora l'organo giurisdizionale che ha omesso l'esecuzione dell'atto processuale che ha dato adito alla domanda esegua gli atti in questione entro sette giorni lavorativi dal ricevimento della domanda, si ritiene che la parte in questione abbia rinunciato all'azione. In caso contrario, la domanda viene trasferita alla corte d'appello entro sette giorni lavorativi dalla data del suo ricevimento. Di norma tali domande vengono esaminate mediante procedimento scritto senza che le parti vengano informate dell'ora e del luogo della seduta o siano invitate a parteciparvi. La domanda deve essere esaminata entro sette giorni lavorativi dal suo ricevimento da parte della corte d'appello. La domanda deve essere esaminata e una decisione in merito deve essere presa dal presidente della corte d'appello, dal presidente della Sezione delle cause civili o da un giudice designato dagli stessi. La decisione emessa non può essere impugnata presentando un ricorso separato.
Il termine inizia a decorrere dalle ore 00 e 00 minuti del giorno successivo alla data di calendario o all'evento che ne definisce l'inizio, salvo diversamente disposto in leggi specifiche.
Qualsiasi domanda e notificazione scritta inviata a mezzo posta, telegrafata o trasmessa con altri mezzi di comunicazione prima della mezzanotte dell'ultimo giorno di un termine è considerata inviata entro il termine (articolo 1.122 del codice civile).
L'articolo 123, terzo e quarto comma, del Civilinio proceso kodeksas (codice di procedura civile) stabilisce che quando una persona che consegna un atto processuale non trova il destinatario presso il suo luogo di residenza o il suo luogo di lavoro, il documento deve essere notificato a qualsiasi membro adulto della sua famiglia che risieda con lui/lei (figli (adottivi), genitori (genitori adottivi), coniuge, ecc.), fatta eccezione nei casi in cui i familiari abbiano interessi giuridici contrari rispetto all'esito della causa oppure, nel caso anche questi ultimi siano assenti, presso l'amministrazione del luogo di lavoro.
Qualora una persona incaricata di notificare un atto processuale non trovi il destinatario presso la sede legale di una persona giuridica o in altro luogo specificato dalla persona giuridica, tale atto processuale deve essere notificato a qualsiasi dipendente della persona giuridica presente presso il luogo di consegna. Qualora un atto processuale non venga consegnato secondo le modalità specificate nel presente paragrafo, esso deve essere spedito per posta all'indirizzo dell'ufficio della persona giuridica e si ritiene essere stato consegnato entro dieci giorni dalla data di invio a mezzo posta.
Il termine inizia a decorrere dalle ore 00 e 00 minuti del giorno successivo all'evento che ne definisce l'inizio, salvo diversamente disposto in leggi specifiche (articolo 73 del codice di procedura civile).
Un termine di prescrizione è computato in giorni di calendario. Inizia a decorrere dalle ore 00 e 00 minuti del giorno successivo alla data di calendario o all'evento che ne definisce l'inizio, salvo diversamente disposto in leggi specifiche.
Un termine processuale espresso in anni, mesi, settimane o giorni inizia a decorrere dalle ore 00 e 00 minuti del giorno successivo alla data di calendario o all'evento che ne definisce l'inizio, salvo diversamente disposto in leggi specifiche.
Un termine espresso in settimane scade alle ore 24 e 00 minuti del giorno corrispondente dell'ultima settimana inclusa nel termine. Un termine espresso in mesi scade alle ore 24 e 00 minuti del giorno corrispondente dell'ultimo mese incluso nel termine. Un termine espresso in anni scade alle ore 24 e 00 minuti del giorno corrispondente del mese corrispondente dell'ultimo anno incluso nel termine. Qualora un termine espresso in anni o mesi scada in un mese che non contiene la data in questione, il termine scade l'ultimo giorno di tale mese.
I giorni festivi e di riposo ufficiali (sabato e domenica) sono inclusi nel computo del termine. Se l'ultimo giorno del termine è un giorno di riposo o festivo, il termine si considera scadere il giorno lavorativo successivo.
Rimessione in termini. Le persone che non rispettano un termine fissato da leggi specifiche o da un organo giurisdizionale per motivi che l'organo giurisdizionale riconosce essere importanti, possono ottenere una rimessione in termini. Un organo giurisdizionale ha il diritto di effettuare una rimessione in termini di propria iniziativa laddove il fascicolo della causa indichi che il termine in questione non è stato rispettato per motivi importanti.
L'istanza di rimessione in termini deve essere depositata presso l'organo giurisdizionale dinnanzi il quale doveva essere eseguito l'atto processuale. La domanda sarà esaminata mediante procedimento scritto. L'atto processuale (deposito di una domanda, presentazione di documenti o esecuzione di altre azioni) rispetto al quale non è stato rispettato il termine deve essere eseguito parallelamente alla domanda. Un'istanza di rimessione in termini deve essere motivata e deve essere accompagnata da prove che giustifichino la necessità di tale rimessione in termini.
Una parte viene rimessa in termini tramite una decisione dell'organo giurisdizionale. Un respingimento della rimessione in termini di un termine processuale è emesso sotto forma di decisione motivata dell'organo giurisdizionale. Una decisione di un organo giurisdizionale che respinge un'istanza di rimessione in termini può essere impugnata con ricorso separato.
Un'impugnazione di una sentenza di un tribunale regionale può essere presentata entro 30 giorni dalla data di emissione della sentenza da parte dell'organo giurisdizionale di primo grado.
Un'impugnazione separata di una decisione di un tribunale regionale può essere presentata:
È possibile impugnare le sentenze di tribunali regionali che esaminano una causa nel merito, mentre si possono presentare impugnazioni separate nei confronti di decisioni provvisorie di tribunali regionali espressamente menzionate nel codice di procedura civile (ad esempio nel caso di una decisione che respinge un'istanza di rimessione in termini (articolo 78, sesto comma, del codice di procedura civile), nei confronti di una decisione sulle spese di contenzioso (articolo 100 del codice di procedura civile) o nei confronti di una decisione che impedisce ulteriori procedimenti).
In ogni caso, un'udienza deve essere condotta in maniera continua, tranne nel caso in cui venga annunciato un aggiornamento, che non può essere superiore a cinque giorni lavorativi. Può essere annunciato un aggiornamento al fine di consentire all'organo giurisdizionale e alle parti del procedimento di riposare dopo un'udienza prolungata e di acquisire eventuali prove mancanti, garantendo in tal modo che la causa sia risolta il più rapidamente possibile.
Se un organo giurisdizionale aggiorna un'udienza, l'ora dell'udienza successiva deve essere fissata e notificata ai partecipanti, ottenendo una ricevuta firmata. Le persone che non si sono presentate in giudizio o che sono state incluse per la prima volta nel procedimento ricevono la notifica dell'orario dell'udienza successiva in conformità al codice di procedura civile.
In determinate situazioni un'udienza può essere sospesa. Tale sospensione significa che qualsiasi atto processuale da svolgere ai fini della decisione della causa nel merito è temporaneamente sospeso per un periodo di tempo indefinito. Una causa può essere sospesa per ragioni oggettive specificate in leggi specifiche che impediscono il trattamento di una causa civile e non sono soggette alla discrezione delle parti o dell'organo giurisdizionale oppure in circostanze che non sono previste da leggi specifiche ma che impediscono comunque all'organo giurisdizionale di esaminare la causa nel merito.
L'organo giurisdizionale deve sospendere un'udienza nelle seguenti circostanze:
Non applicabile.
La scadenza di un termine di prescrizione prima del deposito di una domanda comporterà il respingimento di detta domanda.
Laddove l'organo giurisdizionale riconosca che un termine non è stato rispettato in ragione di un motivo importante, il diritto violato deve essere difeso e il termine di prescrizione in questione deve essere rimesso in termini.
Le questioni relative al diritto in materia di proprietà e possesso concernenti beni il cui recupero è soggetto a termini di prescrizione che sono scaduti sono risolte in conformità con le disposizioni del tomo IV del codice civile.
Il diritto di eseguire un atto processuale decade nel momento in cui il termine stabilito dalla legge o da un organo giurisdizionale è scaduto. Eventuali atti processuali depositati dopo la scadenza di un termine vengono restituiti ai richiedenti. Il mancato rispetto di un termine per l'esecuzione di una determinata obbligazione processuale non esonera la persona interessata da tale obbligazione.
Qualora i termini non siano stati rispettati per motivi importanti e non siano trascorsi più di tre mesi dall'emissione della sentenza dell'organo giurisdizionale, su istanza del ricorrente, l'organo giurisdizionale può effettuare una rimessione in termini. Un termine per la presentazione di un'impugnazione può essere oggetto di rimessione in termini laddove l'organo giurisdizionale riconosca che il termine in questione non è stato rispettato per motivi importanti. Una decisione dell'organo giurisdizionale che respinge un'istanza di rimessione in termini di un termine di impugnazione può essere contestata depositando un ricorso separato. Qualora la corte d'appello accolga tale impugnazione separata ed effettui una rimessione in termini per il termine di impugnazione, il presidente della Sezione delle cause civili della corte d'appello deve trasferire l'impugnazione, unitamente al fascicolo della causa, all'organo specializzato della corte d'appello oppure rinviare la questione dell'ammissibilità dell'impugnazione all'organo giurisdizionale di primo grado per una decisione. Se, in queste circostanze, il fascicolo della causa viene rinviato all'organo specializzato della corte d'appello, la corte d'appello deve inviare copie dell'impugnazione e dei relativi allegati alle parti del procedimento entro tre giorni lavorativi dalla data in cui è stata ammessa l'impugnazione. Una volta scaduto il termine per la contestazione di una sentenza e per la risposta a un'impugnazione, l'organo giurisdizionale di primo grado rinvierà la causa alla corte d'appello entro sette giorni e lo notificherà alle parti. Qualora la causa sia rinviata alla corte d'appello e quest'ultima stabilisca che il termine per l'impugnazione non è stato rispettato, l'organo giurisdizionale può effettuare una rimessione in termini di propria iniziativa (ex officio) a condizione che il fascicolo della causa indichi chiaramente che il termine non è stato rispettato per motivi importanti, oppure può suggerire alla parte del procedimento di presentare un'istanza di rimessione in termini per il termine di impugnazione (articolo 307, secondo e terzo comma, articolo 338 e articolo 78 del codice di procedura civile). Una decisione che respinge l'istanza di rimessione in termini del ricorrente può essere impugnata presentando un ricorso separato (articolo 78, sesto comma, del codice di procedura civile).
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