Alimenti e mantenimento

Polonia
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Rete giudiziaria europea (in materia civile e commerciale)

1 Che cosa si intende in pratica per "alimenti" e "obbligazione alimentare"? Quali persone sono tenute a pagare gli alimenti a un'altra persona?

In linea con l'articolo 128 della legge in materia di famiglia e tutela, per "obbligazione alimentare" s'intende l'obbligo imposto ai parenti in linea retta o ai fratelli di fornire i mezzi di sussistenza (compresi vestiti, cibo, alloggio, combustibile per riscaldamento e medicine) e, se necessario, i mezzi d'istruzione (compresa la cura dello sviluppo fisico e mentale e l'accesso alla formazione e alla cultura).

Gli "alimenti" sono un'indennità in denaro o in natura. Essi comprendono, nel caso dei figli, l'intervento personale nella loro educazione e le attività nell'abitazione comune in linea con l'obbligo di mantenimento.

Il "diritto agli alimenti" è il diritto riconosciuto a una persona di chiedere l'adempimento di un obbligo di mantenimento gravante in capo a un terzo nei suoi confronti.

Di norma le obbligazioni alimentari derivano da diverse tipologie di rapporti di famiglia.
A seconda del tipo di legame di parentela, la legge polacca distingue tra le seguenti obbligazioni alimentari:

  1. obbligazioni alimentari tra parenti (il mantenimento dei figli costituisce una forma specifica di tale obbligazione): nel caso dei parenti, solo le persone che si trovano in una situazione di difficoltà economica hanno diritto di ottenere gli alimenti. I genitori sono tenuti a versare gli alimenti ai figli che non sono in grado di provvedere alle proprie necessità, salvo che le entrate provenienti dai beni dei figli siano sufficienti a coprire i costi del loro mantenimento e della loro educazione. I figli che hanno compiuto 18 anni non hanno più diritto a ottenere gli alimenti, fatto salvo il caso in cui desiderino proseguire nel loro percorso di studi e i risultati già raggiunti giustifichino tale scelta o che la loro condizione di salute o personale giustifichi il mantenimento delle obbligazioni alimentari. I genitori non sono inoltre tenuti a pagare gli alimenti ai figli che abbiano superato i 18 anni e, seppur pronti per entrare nel mercato del lavoro, continuino gli studi, salvo poi trascurarli, senza fare progressi soddisfacenti, senza ottenere i voti minimi richiesti e superare gli esami nei termini prescritti e, per tali ragioni, omettono di completare i loro studi nell'arco di tempo previsto dal loro programma di studi.
    Se non è possibile ottenere gli alimenti dalla persona avente la responsabilità primaria (genitore) o se il loro ottenimento comporta difficoltà eccessive, possono essere citate in giudizio altre persone responsabili (ad esempio i nonni dal lato del debitore irreperibile). Tuttavia non è possibile ottenere gli alimenti dai nonni per il solo motivo che il debitore di alimenti non ha versato gli importi riconosciuti; affinché i nonni siano tenuti a versare gli alimenti, la persona avente diritto deve trovarsi in difficoltà finanziarie e i nonni devono disporre dei mezzi finanziari per sostenere tale spesa. Le obbligazioni alimentari imposte ai nonni sono solitamente di importo inferiore rispetto a quelle che è tenuta a versare la persona avente la responsabilità primaria;
  2. un obbligo derivante dall'adozione: se l'adozione crea soltanto un legame tra l'adottante e l'adottato, l'obbligazione alimentare in capo all'adottante nei confronti dell'adottato prevale su quella degli ascendenti e dei fratelli dell'adottato, mentre l'obbligo di mantenimento dell'adottato rispetto ai suoi ascendenti e ai suoi fratelli si verifica per ultimo. Per il resto, all'adottato si applicano le disposizioni di cui al punto 1;
  3. un obbligo tra persone legate da vincolo di affinità (madre adottiva, padre adottivo, figlio adottivo): solo le persone che si trovano in difficoltà economica hanno diritto a ottenere gli alimenti posto che, nella situazione considerata, l'imposizione di un obbligo di mantenimento è in linea con i principi dell'interazione sociale. In considerazione della normativa e della giurisprudenza polacca, per "difficoltà economiche" s'intende l'incapacità di soddisfare le proprie ragionevoli esigenze con risorse e sforzi propri;
  4. un obbligo tra i coniugi in costanza di matrimonio: i membri della famiglia possono vantare il diritto a un "pari tenore di vita" per tutti i membri della famiglia. In linea con l'articolo 27 della legge in materia di famiglia e tutela, entrambi gli sposi sono tenuti, conformemente alle loro capacità e alle loro entrate e disponibilità economiche, a contribuire a soddisfare le esigenze della famiglia che hanno costituito attraverso la loro relazione. Tale obbligo può essere considerato adempiuto in tutto o in parte anche sotto forma di sforzi personali per educare i figli e prendersi cura dell'abitazione comune;
  5. un obbligo tra i coniugi successivo alla fine del matrimonio: se uno dei coniugi è stato ritenuto l'unico responsabile del fallimento del matrimonio e il divorzio comporta un sostanziale peggioramento delle condizioni economiche dell'altro, quest'ultimo può chiedere che le sue ragionevoli esigenze siano soddisfatte anche se non si trova in una situazione di difficoltà economica.
    In altri casi, il coniuge in difficoltà economica può chiedere gli alimenti al suo ex coniuge in proporzione alle sue ragionevoli esigenze e alle entrate e alle disponibilità economiche dell'ex coniuge. Le obbligazioni alimentari nei confronti del coniuge si estinguono quando quest'ultimo contrae nuove nozze. Tuttavia, quando un coniuge divorziato cui non è stato addebitato il fallimento del matrimonio è tenuto a pagare gli alimenti, anche l'obbligo in tal senso si estingue decorsi cinque anni dal provvedimento di divorzio, salvo che l'organo giurisdizionale proroghi tale periodo su richiesta del beneficiario degli alimenti in ragione di circostanze eccezionali;
  6. l'obbligo in capo al padre del figlio nato al di fuori del matrimonio nei confronti della madre di quest'ultimo: il padre, che non è il marito della madre, deve contribuire in base alle circostanze ai costi connessi alla gravidanza e al parto nonché alle spese di mantenimento della madre per un periodo di tre mesi. In presenza di valide ragioni, la madre può chiedere al padre di contribuire al suo mantenimento per un periodo superiore.

2 Sino a quale momento un figlio può beneficiare degli alimenti? Ci sono norme diverse per gli alimenti relativamente ai minori e agli adulti?

I genitori sono tenuti a versare gli alimenti ai figli che non siano ancora in grado di provvedere a sé stessi. Posto che l'obbligo scolare è fissato a 18 anni, i figli hanno di norma diritto a ottenere gli alimenti sino al raggiungimento della maggiore età o sino al completamento dei loro studi. Quando una persona avente diritto agli alimenti non è in grado di provvedere a sé stessa (ad esempio in ragione di malattia o disabilità), tale diritto può rimanere valido per un periodo indefinito.

Il fondo statale per gli alimenti eroga prestazioni a favore degli aventi diritto sino al raggiungimento dei 18 anni. Tali persone hanno il diritto di ricevere tali prestazioni sino ai 25 anni, se continuano il loro percorso formativo scolastico o presso istituti d'istruzione superiore, e per un periodo indefinito se è stata certificata la loro grave disabilità. È possibile accedere alle prestazioni erogate dal fondo per gli alimenti a patto che il reddito familiare pro capite non superi gli 800 PLN al mese. A decorrere dal 1° luglio 2020 tale importo diventerà 900 PLN al mese.

3 Per ottenere gli alimenti, il ricorrente deve rivolgersi a un'autorità competente o deve adire un organo giurisdizionale? Quali sono gli elementi principali di tale procedura?

Possono verificarsi le seguenti situazioni:

1. la persona chiamata a versare gli alimenti vi adempie spontaneamente;

2. le parti raggiungono un accordo extragiudiziale sulle obbligazioni alimentari;

3. se la persona tenuta a versare gli alimenti omette di adempiere i suoi obblighi, è possibile chiederne il pagamento dinanzi al sąd rejonowy (tribunale distrettuale) competente per il luogo di residenza dell'avente diritto agli alimenti (articolo 32 del codice di procedura civile) o del convenuto (articolo 27, primo comma, del codice di procedura civile), o una siffatta richiesta può essere formulata durante il procedimento di divorzio o di separazione dinanzi a un sąd okręgowy (tribunale regionale).

Il ricorso è esente da spese di giudizio. Esso deve tuttavia soddisfare i requisiti previsti per la memoria, ossia deve contenere: l'indicazione dell'organo giurisdizionale adito; nome e cognome delle parti, dei rispettivi rappresentanti legali e procuratori; la tipologia di memoria; una chiara descrizione della richiesta e il suo valore; la descrizione dei fatti che giustificano la richiesta, e, se necessario, fondano la competenza dell'organo giurisdizionale; la firma della parte e del suo rappresentante legale o procuratore (deve essere allegata anche la procura); un elenco degli allegati; il luogo di residenza o della sede ufficiale delle parti, dei rispettivi rappresentanti legali e procuratori; nonché una descrizione della domanda. Le memorie successive devono indicare il riferimento del fascicolo. Al ricorso deve essere allegato anche il certificato di nascita del figlio nel quale il convenuto è indicato come genitore del minore e, se necessario, insieme all'istanza per il riconoscimento del diritto agli alimenti è possibile presentare una domanda per l'accertamento della filiazione;

4. è altresì possibile raggiungere una transazione dinanzi un notaio, nel qual caso il tribunale distrettuale emetterà soltanto un'ordinanza che concede l'esecuzione della transazione. La sottoscrizione di un accordo transattivo dinanzi un notaio è soggetta al versamento di diritti, così come avviene per la richiesta di emissione di un titolo esecutivo.

5. una transazione può essere raggiunta anche adendo un organo giurisdizionale, nel qual caso il convenuto può essere esonerato dal versamento delle spese di giudizio oppure essere tenuto a pagarne soltanto la metà.

4 È possibile presentare una richiesta a nome di un parente (in caso affermativo, quale grado), o di un minore?

Le seguenti persone possono richiedere gli alimenti in nome dell'avente diritto:

– i procuratori (oltre agli avvocati e ai consulenti legali, possono fungere da procuratore i genitori, il coniuge, i fratelli, gli ascendenti, le persone legate all'avente diritto da adozione, nonché le persone chiamate a gestire i beni dell'avente diritto);

– i rappresentanti delle autorità governative locali responsabili dell'assistenza sociale. Ai sensi della legge del 12 marzo 2004 sull'assistenza sociale pubblicata nella Dziennik Ustaw (Gazzetta ufficiale) del 2004, n. 64, voce 593, si tratta del responsabile del centro comunale di assistenza sociale o del responsabile del centro distrettuale di sostegno alle famiglie;

– l'articolo 61, primo comma, punto 1, del codice di procedura civile stabilisce che le organizzazioni non governative possono, nell'ambito delle loro funzioni statutarie, avviare procedimenti per la richiesta di alimenti previo consenso scritto della persona fisica interessata;

– i pubblici ministeri, se il loro intervento è giustificato dalla necessità di tutelare lo Stato di diritto e l'interesse pubblico.

I rappresentanti legali agiscono in nome del minore avente diritto agli alimenti. Tuttavia, dopo il raggiungimento della maggiore età, il figlio deve agire in proprio.

Un convivente o un conoscente non può agire in nome dell'avente diritto se non rientra nelle categorie sopra elencate.

5 Qualora intenda adire un organo giurisdizionale, come posso individuare il giudice competente?

Secondo il codice di procedura civile la competenza per materia delle cause alimentari spetta ai tribunali distrettuali. La competenza territoriale è invece determinata dal luogo di residenza dell'avente diritto agli alimenti o da quello del convenuto. Gli organi giurisdizionali competenti per determinati comuni sono elencati nel regolamento del ministero della Giustizia del 28 dicembre 2018 sulla determinazione delle sedi e della competenza delle corti d'appello, dei tribunali regionali e dei tribunali distrettuali e sulla portata della loro competenza (Gazzetta ufficiale del 2018, voce 2548).

I tribunali regionali sono competenti a pronunciarsi nelle cause vertenti sul riconoscimento, in Polonia, delle decisioni degli organi giurisdizionali degli Stati membri dell'Unione europea (articolo 11511, primo comma, del codice di procedura civile) se la decisione è stata emessa prima che lo Stato in cui è stata pronunciata fosse vincolato dal protocollo dell'Aia del 23 novembre 2007 sulla legge applicabile alle obbligazioni alimentari (GU L 331 del 16.12.2009, pag. 17), ossia prima del 18 giugno 2011.

In conformità con l'articolo 115314 del codice di procedura civile modificato, in Polonia esistono i seguenti titoli esecutivi:

1) sentenze emesse da organi giurisdizionali di Stati membri dell'UE e transazioni e documenti ufficiali emessi da tali Stati soggetti all'applicazione del regolamento (UE) n. 1215/2012, se esecutive;

2) sentenze emesse dagli organi giurisdizionali degli Stati membri dell'UE, transazioni e documenti ufficiali emessi da tali Stati certificati come titolo esecutivo europeo;

3) ingiunzioni di pagamento europee emesse dagli organi giurisdizionali degli Stati membri dell'UE la cui esecutività è stata dichiarata in tali Stati a norma del regolamento (CE) n. 1896/2006;

4) sentenze emesse dagli organi giurisdizionali degli Stati membri dell'UE nel contesto di un procedimento europeo per le controversie di modesta entità e certificate in tali Stati a norma del regolamento (CE) n. 861/2007;

5) decisioni in materia di alimenti emesse negli Stati membri dell'UE parti contraenti del protocollo dell'Aia del 23 novembre 2007 sulla legge applicabile alle obbligazioni alimentari (GU L 331 del 16.12.2009, pag. 17), nonché transazioni e documenti ufficiali concernenti questioni in materia di alimenti emessi da tali Stati a norma del regolamento (CE) n. 4/2009;

6) sentenze emesse negli Stati membri dell'UE che comprendono misure di protezione in applicazione del regolamento (UE) n. 606/2013, se esecutive.

6 Chi avanza la pretesa deve servirsi di un intermediario per adire il giudice (ad esempio: avvocato, autorità centrale o locale ecc.)? Altrimenti, quale procedura dovrà seguire?

Non è necessario farsi rappresentare da un avvocato nelle cause in materia di alimenti. Le parti possono agire in proprio o mediante rappresentanti che operano a titolo professionale.

Si vedano i quesiti sub 7 e 20 per informazioni dettagliate in merito alla possibilità di ottenere la nomina d'ufficio di un avvocato che agisca in nome dell'avente diritto agli alimenti.

7 Adire la giustizia comporta un costo? In caso affermativo quale spesa è prevedibile? Se i mezzi di colui che avanza la pretesa sono insufficienti, si può ottenere un'assistenza giudiziaria gratuita per far fronte alle spese del procedimento?

La parte che chiede il riconoscimento degli alimenti e il convenuto in una causa riguardante una riduzione degli alimenti sono esentati dalle spese di giudizio (articolo 96, primo e secondo comma, della legge del 28 luglio 2005 sulle spese di giudizio nelle controversie di diritto civile, pubblicata nella Gazzetta ufficiale del 2005, n. 167, voce 1398, come modificata). Le suddette persone sono esentate integralmente, il che significa che non possono essere chiamate a sostenere nessuna spesa di giudizio, di appello o di esecuzione.

Una persona tenuta a corrispondere alimenti può altresì richiedere un'esenzione dalle spese di giudizio quando cerca di ottenere una modifica dell'importo stabilito. A tal fine occorre che essa presenti una dichiarazione concernente il suo patrimonio e i suoi redditi. La decisione viene presa dall'organo giurisdizionale in seguito ad esame della richiesta.

La parte che beneficia dell'esenzione dalle spese di giudizio può inoltre chiedere di essere ammessa al patrocinio a spese dello Stato sotto forma di un avvocato nominato d'ufficio. Se la richiesta di un avvocato è accolta, le relative spese sono a carico della controparte della persona per la quale è stato nominato l'avvocato. Se quest'ultima risulta soccombente nella causa, le spese dell'avvocato sono a carico della tesoreria dello Stato.

I diritti in tal senso dei cittadini degli Stati membri sono disciplinati dalla legge del 17 dicembre 2004 sul diritto all'assistenza nei procedimenti civili celebrati negli Stati membri dell'Unione europea e sul diritto all'assistenza in vista di una risoluzione amichevole di una controversia prima dell'avvio di un procedimento giudiziario in sede civile (Gazzetta ufficiale del 2005, n. 10, voce 67).

8 Che tipo di alimenti dev'essere concesso dal giudice e come si calcola il relativo importo? Si può ottenere una modifica della decisione del giudice qualora il costo della vita o la situazione familiare si siano modificate? In caso affermativo, in che modo (ad esempio, con il sistema di indicizzazione automatica)?

L'importo degli alimenti dipende dalle entrate e dalle disponibilità economiche della persona chiamata a versarli e delle ragionevoli esigenze dell'avente diritto. Tra le ragionevoli esigenze dell'avente diritto agli alimenti rientra tutto quanto necessario a garantirgli la sussistenza, in senso materiale e non (necessità culturali e spirituali). Le esigenze del minore comprendono anche le spese per la sua educazione. Nel valutare le entrate e le disponibilità economiche del debitore degli alimenti, non è preso in considerazione il suo reddito effettivo, bensì quello che egli potrebbe ottenere se sfruttasse appieno le sue possibilità di guadagno. Ciò significa che un disoccupato che non dispone di un reddito regolare può essere chiamato a pagare gli alimenti ed essere assoggettato ad azione esecutiva.

In caso di mutamento nelle condizioni, può essere richiesta una modifica di una decisione giudiziale o di un accordo sugli alimenti. Ciascuna delle parti del rapporto alimentare può chiedere una tale modifica. A seconda delle circostanze di fatto, la parte può chiedere l'annullamento dell'obbligazione alimentare o un incremento o una riduzione del suo importo. L'importo delle prestazioni alimentari può essere modificato se le ragionevoli esigenze dell'avente diritto agli alimenti o la capacità di guadagno della persona obbligata sono aumentate o diminuite.

In Polonia non esiste un importo determinato per gli alimenti. Essi non sono calcolati come percentuale fissa del reddito della persona chiamata a versarli. Nel 2014 il salario minimo ammontava a 1 680 PLN (circa 400 EUR) lordi. Nel 2013 il salario medio era pari a 3 650 PLN (circa 900 EUR) lordi al mese. Il salario minimo ammontava a 1 750 PLN lordi nel 2015, a 1 850 PLN lordi nel 2016 e a 2 250 PLN lordi nel 2019. Nel 2020 ammonta invece a 2 600 PLN lordi. In pratica, nella maggior parte dei casi, l'importo degli alimenti concessi dagli organi giurisdizionali si colloca tra i 300 PLN e i 1 000 PLN al mese per ciascun figlio. L'importo degli alimenti non è soggetto a indicizzazione automatica in ragione dell'età del figlio o del livello d'inflazione.

9 In che modo e a chi saranno pagati gli alimenti?

La persona indicata come debitore in un titolo esecutivo è tenuta a versare gli alimenti. Di norma gli alimenti concessi in Polonia sono pagabili in zloty polacchi al rappresentante legale del minore (in contanti o mediante bonifico bancario) a cadenza mensile, generalmente entro il 10 del mese. In caso di ritardato pagamento, le sentenze prevedono l'applicazione di interessi legali (dal 29 maggio 2020 tali interessi ammontano al 3,6 % annuo) sull'importo non versato (si vedano le informazioni sugli interessi legali fornite dalla Polonia).

Di norma, un'obbligazione alimentare grava quindi soltanto sulla persona chiamata a versare gli alimenti. Se tale persona non li versa spontaneamente, l'avente diritto può chiedere l'avvio di una procedura esecutiva all'autorità competente per le esecuzioni (di norma l'ufficiale giudiziario). L'esecuzione può anche essere avviata d'ufficio su richiesta dell'organo giurisdizionale di primo grado che ha pronunciato la decisione con cui è stato fissato l'importo degli alimenti. L'avente diritto agli alimenti può anche presentare il titolo esecutivo al datore di lavoro del debitore o all'ente che gli eroga la pensione e chiedere che il relativo ammontare sia detratto dall'importo pagato al debitore. Tale richiesta è vincolante per il soggetto pagatore.

Una domanda per avviare un procedimento di esecuzione contro un debitore di alimenti può essere presentata a qualsiasi ufficiale giudiziario. Tuttavia quando il credito è oggetto di esecuzione nei confronti del patrimonio del debitore, la competenza spetta all'ufficiale giudiziario della regione nella quale risiede il debitore.

10 Se la persona su cui grava l'obbligo dell'assegno (debitore) non lo versa volontariamente, quali mezzi ci sono per costringerla ad adempiere?

Se l'obbligato non adempie spontaneamente alle obbligazioni alimentari, è possibile ricorrere all'esecuzione forzata (cfr. punto 9).

Inoltre, a norma dell'articolo 209 del codice penale (Gazzetta ufficiale 1997, n. 88, voce 553), qualsiasi persona che non soddisfi un'obbligazione alimentare stabilita da una decisione di un organo giurisdizionale, una transazione raggiunta dinanzi un tale organo o un'altra autorità oppure ai sensi di un altro accordo, può vedersi comminare una multa, una condanna a servizi socialmente utili o una pena detentiva fino a un anno se l'importo totale degli arretrati è equivalente ad almeno tre pagamenti periodici di alimenti o se il ritardo concernente un pagamento non periodico di alimenti supera i tre mesi. Se l'autore del reato fa sì che una persona avente diritto non sia in grado di soddisfare i suoi bisogni vitali essenziali, l'autore del reato è passibile di una multa, di una condanna a servizi socialmente utili o di una pena detentiva fino a due anni.

Tale reato viene perseguito su richiesta della vittima, di un istituto di previdenza o di un organo che intraprende un'azione nei confronti di un debitore di alimenti. Se alla vittima sono state concesse adeguate prestazioni familiari o rendite esigibili, in caso di mancata esecuzione per ottenere il pagamento degli alimenti, il procedimento giudiziario viene promosso d'ufficio.

L'articolo 5, comma 3b, punto 2, della legge del 7 settembre 2007 sull'assistenza alle persone aventi diritto agli alimenti (Gazzetta ufficiale del 2007, n. 192, voce 1378) stabilisce che l'autorità può presentare domanda di sospensione della patente di guida del debitore.

Se l'esecuzione risulta infruttuosa, l'ufficiale giudiziario può chiedere che il debitore sia inserito nell'elenco dei debitori insolventi.

11 Si prega di descrivere brevemente i limiti all'esecuzione, in particolare le norme concernenti la tutela del debitore e i periodi di limitazione o di descrizione nel suo sistema di esecuzione.

A norma dell'articolo 1083, secondo comma, del codice di procedura civile, i pagamenti arretrati a titolo di alimenti possono essere recuperati integralmente mediante pignoramento dei conti bancari.

In base all'articolo 833, primo comma, del codice di procedura civile, le retribuzioni per lavoro dipendente sono assoggettabili a esecuzione nella misura specificata nel codice del lavoro. Di norma può essere pignorato il 60 % dello stipendio. Possono essere inoltre pignorati, sino ai tre quinti, gli importi concessi dalla tesoreria dello Stato per particolari finalità, in particolare sovvenzioni e misure di sostegno (articolo 831, primo e secondo comma, del codice di procedura civile).

Inoltre, conformemente all'articolo 829 del codice di procedura civile, non possono essere assoggettati ad azione esecutiva:

1) gli articoli per la casa, la biancheria da letto, la biancheria intima e l'abbigliamento quotidiano strettamente necessari per il debitore e i membri della famiglia a suo carico, oltre all'abbigliamento strettamente necessario per prendere servizio o svolgere l'attività lavorativa;

2) scorte di cibo e di carburante strettamente necessarie al debitore e ai membri a carico della sua famiglia per un mese;

3) una mucca o due capre o tre pecore strettamente necessarie per nutrire il debitore e i membri della famiglia a suo carico, unitamente a scorte di alimenti per animali e materiale da lettiera fino al raccolto successivo;

4) strumenti ed altri oggetti strettamente necessari al debitore per svolgere un'attività lavorativa lucrativa e materie prime strettamente necessarie alla produzione per un periodo di una settimana, esclusi i veicoli a motore;

5) nel caso di debitori che assumono un impiego permanente periodico, un importo in denaro corrispondente alla parte non assoggettabile ad esecuzione della retribuzione per il periodo fino alla scadenza successiva e, nel caso di debitori senza retribuzione regolare, una somma di denaro strettamente necessaria per la sussistenza del debitore e dei membri della famiglia a suo carico per un periodo di due settimane;

6) oggetti necessari per finalità educative, documenti personali, decorazioni e oggetti utilizzati per pratiche religiose, nonché oggetti di uso quotidiano che possono essere venduti soltanto a un prezzo significativamente inferiore al loro valore originale, ma che presentano un valore elevato di utilità per il debitore;

7) medicinali ai sensi della legge sui prodotti farmaceutici del 6 settembre 2001 (Gazzetta ufficiale del 2019, voce 499, come modificata), strettamente necessari per il funzionamento dell'istituzione sanitaria a norma delle disposizioni giuridiche in materia di assistenza sanitaria per un periodo di tre mesi e medicinali strettamente necessari per il suo funzionamento ai sensi della legge sui medicinali del 20 maggio 2010 (Gazzetta ufficiale del 2010, n. 107, voce 679 e Gazzetta ufficiale del 2011, n. 102, voce 586 e n. 113, voce 637);

8) articoli strettamente necessari in considerazione della disabilità del debitore o dei membri della sua famiglia.

Conformemente all'articolo 833, sesto comma, del codice di procedura civile, non sono soggetti ad esecuzione: prestazioni alimentari; compensazioni dovute in caso di mancata esecuzione del pagamento di alimenti; prestazioni familiari; assegni familiari, di assistenza o per la nascita di un figlio; prestazioni a favore di orfani; prestazioni a favore di fornitori di cure; prestazioni sociali; prestazioni integrative; prestazioni per l'educazione oppure prestazioni una tantum di cui all'articolo 10 della legge del 4 novembre 2016 sul sostegno alle donne incinte e alle loro famiglie ("sostegno alla vita") (Gazzetta ufficiale 2019, voce 473).

Il ministro della Giustizia, in consultazione con il ministro dell'Agricoltura e quello delle Finanze, specificherà, mediante un'ordinanza, quali oggetti appartenenti a un agricoltore non sono assoggettabili ad esecuzione (articolo 830).

L'articolo 831 del codice di procedura civile stabilisce, in particolare, che le prestazioni di assistenza sociale ai sensi della legge del 12 marzo 2004 sull'assistenza sociale (Gazzetta ufficiale del 2013, voce 182, come modificata) e i crediti vantati dal debitore nei confronti del bilancio dello Stato o del Narodowy Fundusz Zdrowia (fondo sanitario nazionale), per l'erogazione di assistenza sanitaria ai sensi della legge del 27 agosto 2004 sulle prestazioni sanitarie finanziate dai fondi pubblici (Gazzetta ufficiale del 2008, n. 164, voce 1027, come modificata) prima della loro erogazione, sono escluse da esecuzione sino al 75 % di ciascun pagamento, a meno che non si tratti di crediti dei dipendenti o dei fornitori di servizi del debitore di cui all'articolo 5, quarantunesimo comma, lettere a) e b), della legge del 27 agosto 2004 sulle prestazioni sanitarie finanziate dai fondi pubblici.

L'articolo 137, primo comma, della legge in materia di famiglia e tutela stabilisce che i crediti alimentari sono soggetti a un termine di prescrizione di tre anni.

L'articolo 121, primo comma, del codice civile stabilisce che il termine di prescrizione non inizia a decorrere e, se ha iniziato a decorrere, si sospende rispetto ai diritti dei figli nei confronti dei genitori fintantoché questi ultimi esercitano su di loro la responsabilità genitoriale.

Se il debitore contesta la validità delle obbligazioni alimentari nei confronti del figlio maggiorenne, l'ufficiale giudiziario può chiedere al creditore di fornire un certificato attestante il suo status di studente, il fatto che non dispone di entrate o che si sta sottoponendo a trattamenti medici e che, pertanto, necessita ancora del sostegno economico del debitore.

12 Esiste un'organizzazione o un'autorità che possa aiutare l'avente diritto a percepire l'assegno?

Come indicato al punto 4, una richiesta di alimenti può essere presentata in nome dell'avente diritto, in particolare, dai responsabili dei centri per l'assistenza sociale e di determinate organizzazioni sociali, dai rappresentanti delle autorità del governo locale responsabili per l'assistenza sociale e, in alcuni casi, dal pubblico ministero. I suddetti organismi assistono inoltre il creditore nella partecipazione ai procedimenti già in corso. La loro funzione è allora quella di sostenere l'avente diritto agli alimenti nei procedimenti giudiziali.

I tribunali regionali assistono gli aventi diritto a perseguire crediti alimentari all'estero.

Le persone che vivono all'estero e desiderano ottenere il versamento di crediti alimentari da un debitore residente in Polonia possono ricevere assistenza dalle autorità centrali competenti: https://www.gov.pl/web/stopuprowadzeniomdzieci/lista-organow-centralnych.

Informazioni su come ottenere il patrocinio gratuito a spese dello Stato sono disponibili anche sul sito web: https://darmowapomocprawna.ms.gov.pl/pl/.

13 Le organizzazioni pubbliche o private possono anticipare il pagamento degli alimenti in tutto o in parte in sostituzione del debitore?

La legge del 7 settembre 2007 sull'assistenza agli aventi diritto agli alimenti (Gazzetta ufficiale del 2009, n. 1, voce 7, come modificata) fissa le norme per l'assistenza statale a favore degli aventi diritto agli alimenti nei casi in cui l'azione esecutiva risulti infruttuosa.

È possibile accedere alle prestazioni erogate dal fondo per gli alimenti soltanto se il reddito familiare pro capite non supera gli 800 PLN al mese. A decorrere dal 1° luglio 2020 tale importo diventerà 900 PLN al mese.
Dal 1° luglio 2020 si applica anche la regola "1 zloty per 1 zloty", ossia se il reddito familiare pro capite supera l'importo di 900 PLN di cui sopra, il sostegno è ridotto ed è dovuto per un importo che rappresenta la differenza tra l'importo delle prestazioni erogate dal fondo per gli alimenti dovute all'avente diritto e l'importo per il quale viene superato il reddito familiare pro capite (articolo 9, comma 2a). Tuttavia se la prestazione calcolata in tale modo è inferiore a 100 PLN, viene emessa una decisione di respingimento della domanda e la prestazione non viene corrisposta (articolo 9, comma 2b).

La domanda è presentata all'ufficio comunale o cittadino competente per il luogo di residenza dell'avente diritto. L'erogazione delle prestazioni da parte del fondo può essere delegata anche ad un'unità organizzativa del comune, ad esempio a un centro di assistenza sociale.

Tali prestazioni non sono però erogate se l'avente diritto a un anticipo sugli alimenti vive presso un'istituzione che gli fornisce un trattamento di pensione completa (ad esempio, un centro di assistenza sociale, una struttura rieducativa, un centro di detenzione minorile o una struttura per la custodia cautelare) o presso una famiglia affidataria, se è coniugato o se ha un figlio ed ha diritto alle prestazioni familiari.

Tale legge si applica soltanto se l'avente diritto agli alimenti risiede in Polonia nel periodo per il quale sono dovute le prestazioni.

Per ulteriori informazioni, si rimanda al sito web: https://www.gov.pl/web/rodzina/wiadczenia-z-funduszu-alimentacyjnego.

14 Nel caso in cui il ricorrente si trovi in questo Stato membro e il debitore risieda in un altro paese:

Se il debitore risiede all'estero e l'avente diritto agli alimenti risiede in Polonia, il tribunale regionale competente per il luogo di residenza di quest'ultimo lo aiuta a presentare una richiesta di alimenti. Tale assistenza comporta la fornitura di tutte le informazioni e di tutta l'assistenza necessarie al fine di completare la documentazione richiesta nonché la verifica della correttezza formale della domanda.

14.1 Posso ottenere l'assistenza di un'autorità o di un'organizzazione privata in questo Stato membro?

Sì.

14.2 In caso affermativo, come si può contattare l'autorità o l'organizzazione privata?

La parte A della domanda proposta ai sensi del regolamento (CE) n. 4/2009 del Consiglio, del 18 dicembre 2008, relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari, è compilata dal tribunale regionale.

Elenco dei tribunali regionali che svolgono la funzione di autorità centrale

Organo giurisdizionale

Indirizzo

Telefono (+48)

Fax (+48)

Indirizzo di posta elettronica

Tribunale regionale

di Białystok

ul. Marii Skłodowskiej-Curie 1

15-950 Białystok

85 7421517

85 7421517

oz@bialystok.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Bielsko-Biała

ul. Cieszyńska 10

43-300 Bielsko-Biała

33 4990424

33 4990488

33 4990488

boguslawa.pokusa@bielsko-biala.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Bydgoszcz

ul. Wały Jagiellońskie 2

85-128 Bydgoszcz

52 3253155

52 3253255

oz@bydgoszcz.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Częstochowa

ul. Dąbrowskiego 23/35

42-200 Częstochowa

34 3684425

34 3684420

prezes@czestochowa.so.gov.pl

anna.bocianowska@czestochowa.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Elbląg

pl. Konstytucji 1

82-300 Elbląg

55 6112409

55 6112408

55 6112215

oddzial.administracyjny@elblag.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Danzica

ul. Nowe Ogrody 30/34

80-803 Danzica

58 3213119

[Obbligazioni alimentari]

58 3213141 [Capo dell'ufficio amministrativo]

58 3213234

section.oz@gdansk.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Gliwice

ul. Kościuszki 15

44-100 Gliwice

32 3380052

32 3380102

oz@gliwice.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Gorzów Wielkopolski

ul. Mieszka I 33

66-400 Gorzów Wielkopolski

95 7256718

95 7256702

95 7202807

95 7256790

marta.samolak@gorzow-wlkp.so.gov.pl

sekretariat@gorzow-wlkp.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Jelenia Góra

al. Wojska Polskiego 56

58-500 Jelenia Góra

75 6415113

75 6415113

oz@jelenia-gora.so.gov.pl

o.administracyjny@jelenia-gora.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Kalisz

al. Wolności 13

62-800 Kalisz

62 7657764

62 7574936

administracja@kalisz.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Katowice

ul. Francuska 38

40-028 Katowice

32 6070183

32 7836806

32 6070184

obrot_zagraniczny@katowice.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Kielce

ul. Seminaryjska 12 a

25-372 Kielce

41 3402320

41 3402320

oz@kielce.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Konin

ul. Energetyka 5

62-510 Konin

63 2451443

63 2423022 +172

63 2426569

oz@konin.so.gov.pl

administracja@konin.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Koszalin

ul. Waryńskiego 7

75-541 Koszalin

94 3428750

94 3428897

administracja@koszalin.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Cracovia

ul. Przy Rondzie 7

31-547 Cracovia

12 6195241

12 6195262

12 6195204

12 6195665

oz@krakow.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Krosno

ul. Sienkiewicza 12

38-400 Krosno

13 4373671

13 4373673

13 4320570

Obrot.zagr@krosno.so.gov.pl

administracja@krosno.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Legnica

ul. Złotoryjska 40

59-220 Legnica

76 7545036

76 7545107

76 7545012

oz@legnica.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Lublino

ul. Krakowskie Przedmieście 43

20-076 Lublino

81 4601004

81 4601013

malgorzata.stec-szewczyk@lublin.so.gov.pl

obrotzagraniczny@lublin.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Łomża

ul. Dworna 16

18-400 Łomża

86 2166281

86 2154254

86 2166753

sekretariat@lomza.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Łódź

XI Wydział Wizytacyjny (11° dipartimento di ispezione)

Plac Dąbrowskiego 5

90-921 Łódź (stanza 118)

42 6778799

42 2126082

oz@lodz.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Nowy Sącz

ul. Pijarska 3

33-300 Nowy Sącz

18 4482145

18 4482185

alimenty@nowysacz.so.gov.pl

Tribunale regionale di Olsztyn

ul. Dąbrowszczaków 44A 10-543 Olsztyn

89 5216049

89 6123838

oz@olsztyn.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Opole

pl. Daszyńskiego 1

45-064 Opole

77 5418134

77 5418109

Obrot.zagr@opole.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Ostrołęka

ul. Gomulickiego 5

07-410 Ostrołęka

29 7650130

29 7650181

sekretariat@ostroleka.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Piotrków Trybunalski

ul. Słowackiego 5

97-300 Piotrków Trybunalski

44 6494121

44 6494159

44 6478919

administracja@piotrkow-tryb.so.gov.pl

[più importante]

biblioteka@piotrkow-tryb.so.gov.pl

jolanta.sipinska@piotrkow-tryb.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Płock

pl. Narutowicza 4

09-404 Płock

24 2697320

24 2697364

24 2625253

oz@plock.so.gov.pl

urszula.kaluzna@plock.so.gov.pl

urszula.wyrwas@plock.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Poznań

ul. Stanisława Hejmowskiego 2

61-736 Poznań

61 6283730

61 6283731

61 6283734

61 6283739

opzagr@poznan.so.gov.pl

Tribunale regionale di Przemyśl

ul. Konarskiego 6

37-700 Przemyśl

16 6761336

16 6761353

m.telega@przemysl.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Radom

ul. Marszałka

J. Piłsudskiego 10

26-600 Radom

48 6776780

48 6776788

48 3680287

wizytacje@radom.so.gov.pl

Tribunale regionale di Rybnik

ul. Józefa Piłsudskiego 33

44-200 Rybnik

32 7840578

32 7840402

oz@rybnik.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Rzeszów

Plac Śreniawitów 3

35-959 Rzeszów

17 8756394

17 8627265

elzbieta.czudec@rzeszow.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Siedlce

ul. Sądowa 2

08-110 Siedlce

25 6407846

25 6407812

poczta@siedlce.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Sieradz

al. Zwycięstwa 1

98-200 Sieradz

43 8266650

43 8266607

43 8271014

sekretariat@sieradz.so.gov.pl

administracja@sieradz.so.gov.pl

katarzyna.szala@sieradz.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Słupsk

ul. Zamenhofa 7

76-200 Słupsk

59 8469543

59 8469513

59 8469424

59 8469429

agnieszka.kozlowska@slupsk.so.gov.pl

referat.wiz@slupsk.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Suwałki

ul. Waryńskiego 45

16-400 Suwałki

87 5631213

87 5631300

87 5631303

sekretariat@suwalki.so.gov.pl

anna.klekotko@suwalki.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Stettino

ul. Małopolska 17

70-227 Stettino

91 4830170

91 4830170

jsurowa@szczecin.so.gov.pl

amazur@szczecin.so.gov.pl [sprawy alimentacyjne – casi concernenti obbligazioni alimentari]

Tribunale regionale

di Świdnica

pl. Grunwaldzki 14

58-100 Świdnica

74 8518 287

74 8518270

sekretarz@swidnica.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Tarnobrzeg

ul. Sienkiewicza 27

39-400 Tarnobrzeg

15 688 2500

15 6882678

15 8229756

oz@tarnobrzeg.so.gov.pl

halina.rojek@tarnobrzeg.so.gov.pl

magdalena.kochanowska-lezon@tarnobrzeg.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Tarnów

ul. J. Dąbrowskiego 27

33-100 Tarnów

14 6887409

14 6887417

sad_okregowy@tarnow.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Toruń

ul. Piekary 51

87-100 Toruń

56 6105609

56 6555706

oz@torun.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Varsavia

al. "Solidarności" 127

00-898 Varsavia

22 440 11 54 [obbligazioni alimentari]

22 6544443

22 6544411

m.karcz@warszawa.gov.pl [fino a settembre del 2020]

a.kowalczyk@warszawa.so.gov.pl

p.luscinska@warszawa.so.gov.pl

Tribunale regionale

per il distretto Varsavia-Praga di Varsavia

ul. Poligonowa 3

04-051 Varsavia

22 4177393


oz@warszawapraga.so.gov.pl

dariusz.olowski@warszawapraga.so.gov.pl

kontakt@warszawapraga.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Włocławek

ul. Wojska Polskiego 22

87-800 Włocławek

54 4120365

54 4118575

oz@wloclawek.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Breslavia

ul. Sądowa 1

50-950 Breslavia

71 3704391

71 7482964

oz@wroclaw.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Zamość

ul. Wyszyńskiego 11

22-400 Zamość

84 6316927

84 6316928

84 6316993

aneta.juszczak@zamosc.so.gov.pl

prezes@zamosc.so.gov.pl

Tribunale regionale

di Zielona Góra

pl. Słowiański 1

65-069 Zielona Góra

68 3220221

68 4567769

oz@zielona-gora.so.gov.pl

e.branicka@zielona-gora.so.gov.pl

k.zubryk@zielona-gora.so.gov.pl

z.pejs@zielona-gora.so.gov.pl

15 Nel caso in cui provenga da un altro paese e il debitore sia in questo Stato membro:

15.1 È possibile rivolgere una richiesta direttamente a tale autorità o organizzazione privata in questo Stato membro?

L'articolo 55 del regolamento (CE) n. 4/2009 del Consiglio, del 18 dicembre 2008, relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari non richiede che la richiesta sia proposta mediante un'autorità centrale dello Stato in cui il richiedente risiede. Le richieste possono essere inviate direttamente all'organo giurisdizionale polacco competente; circostanza questa conforme ai requisiti formali stabiliti nei capi IV e VI del regolamento e nel codice di procedura civile.

Dettagli in merito alle autorità di invio sono reperibili al seguente indirizzo:

https://www.gov.pl/web/stopuprowadzeniomdzieci/lista-organow-centralnych

Le autorità di trasmissione dei paesi stranieri, indicate nelle dichiarazioni allegate al regolamento, forniscono all'avente diritto agli alimenti tutte le informazioni necessarie per aiutarlo a completare i documenti richiesti, controllano che la domanda sia formalmente corretta e inviandola all'estero.

15.2 In caso affermativo, come posso mettermi in contatto con tale autorità o organizzazione privata e quale tipo di assistenza posso ricevere?

Se l'organo giurisdizionale ha riconosciuto gli alimenti e la causa rientra nell'ambito di applicazione del regolamento (CE) n. 4/2009, il creditore residente all'estero può ricorrere alla procedura prevista in tale regolamento e rivolgersi all'autorità di trasmissione competente del paese in cui egli risiede o presentare una domanda di accertamento dell'esecutività di una sentenza straniera all'organo giurisdizionale competente (cfr. punto 5). Le domande di esecuzione sono presentate all'ufficio di qualsiasi ufficiale giudiziario.

Se la Polonia e il paese in cui il creditore risiede sono firmatari di una convenzione o di un accordo bilaterale sul riconoscimento e l'esecuzione di sentenze in materia di alimenti, tale assistenza è fornita nella misura prevista nell'accordo considerato. Di norma gli accordi bilaterali prevedono che le istanze debbano essere presentate all'organo giurisdizionale polacco direttamente oppure tramite un organo giurisdizionale del paese nel quale è stata emessa la sentenza. In quest'ultimo caso, le domande vengono inoltrate attraverso le autorità centrali, di norma il ministero della Giustizia o le autorità notificate per le esigenze della convenzione di New York:

http://treaties.un.org/doc/Publication/MTDSG/Volume%20II/Chapter%20XX/XX-1.en.pdf

I dettagli degli organi giurisdizionali sono disponibili all'indirizzo:

https://www.gov.pl/web/sprawiedliwosc/znajdz-wybrany-sad-powszechny.

mentre i dettagli concernenti gli ufficiali giudiziari sono disponibili all'indirizzo: http://komornik.pl/.

16 Questo Stato membro è vincolato al protocollo dell'Aia del 2007?

Sì, è vincolato dal protocollo dal 18 giugno 2011.

17 Qualora questo Stato membro non sia vincolato dal protocollo dell'Aia del 2007, quale legge sarà applicabile alla domanda di mantenimento in base alle norme di diritto private internazionale? Quali sono le corrispondenti norme di diritto privato internazionale?

Non applicabile.

18 Quali sono le norme sull'accesso alla giustizia nei casi transfrontalieri nell'ambito dell'UE secondo la struttura del Capo V del regolamento sugli alimenti?

Le disposizioni applicabili in Polonia comprendono la legge del 17 dicembre 2004 sul diritto all'assistenza nei procedimenti civili celebrati negli Stati membri dell'Unione europea (Gazzetta ufficiale del 2005, n. 10, voce 67, come modificata) e della direttiva 2003/8/CE del Consiglio, del 27 gennaio 2003, intesa a migliorare l'accesso alla giustizia nelle controversie transfrontaliere attraverso la definizione di norme minime comuni relative al patrocinio a spese dello Stato in tali controversie (GU L 26 del 31.1.2003, pag. 41), che integrano le disposizioni del codice di procedura civile e della legge sulle spese di giudizio nelle controversie di diritto civile. Una parte che si aspetta di vedersi riconoscere una forma specifica di assistenza (ad esempio, la nomina di un avvocato, la traduzione di documenti, il rimborso di spese di viaggio) deve comunicare chiaramente tale circostanza all'organo giurisdizionale utilizzando il modulo UE disponibile all'indirizzo: https://e-justice.europa.eu/content_legal_aid_forms-157-en.do?clang=it%23action

19 Quali sono le misure adottate da questo Stato membro per assicurare il funzionamento delle attività descritte all'articolo 51 del regolamento sugli alimenti?

Il 28 aprile 2011 il legislatore polacco ha adottato la legge che modifica il codice di procedura civile e taluni altri atti (legge del 28 aprile 2011 che modifica il codice di procedura civile, la legge sul diritto all'assistenza nei procedimenti civili celebrati negli Stati membri dell'Unione europea e sul diritto all'assistenza in vista di una risoluzione amichevole di una controversia prima dell'avvio di un procedimento giudiziario in sede civile e la legge sull'assistenza alle persone aventi diritto agli alimenti – Gazzetta ufficiale del 2011, n. 129, voce 735), ai sensi della quale l'autorità centrale polacca può ordinare all'autorità competente per il debitore di effettuare delle indagini in materia di obbligazioni alimentari.

Se il luogo di residenza del convenuto o del partecipante è sconosciuto, il ministero della Giustizia invia richieste di informazioni ai registri centrali e locali (eventualmente ricorrendo anche alla banca dati PESEL) al fine di stabilire l'organo giurisdizionale o l'ufficiale giudiziario competente oppure di rispondere a una richiesta di misure specifiche. Non sono attualmente previste modifiche alle basi normative, al finanziamento e alla squadra dell'autorità centrale al fine di garantire che i compiti descritti nell'articolo 51 siano completati.

 

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Ultimo aggiornamento: 27/07/2021

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