Business and human rights

Business activities that could negatively affect human rights globally, and the EU’s response.

Business activities are the engine of the economy as they contribute to economic and social development through the creation of jobs and the provisions of goods and services. They could at the same time, have adverse impact on human rights including environment, labour and society aspects.

In particular, businesses (through their activities or omissions, and those of their supply chains) can negatively affect the entire spectrum of internationally recognised human rights, such as:

  • civil and political rights
  • economic and cultural rights
  • equality and non-discrimination
  • rights of the child
  • freedom of expression
  • data protection
  • rights to a fair trial
  • environmental rights and sustainability
  • labour rights
  • heath rights
  • consumer protection rights

In order to ensure the positive contribution of businesses and prevent their negative impact, the United Nations (UN), the International Labour Organisation (ILO) and the Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD) defined and approach of the global expectations for responsible business.

In particular:

The 2011 UN Guiding Principles on Business and Human Rights (UNGPs) are the first globally agreed standards for preventing and addressing risks for human rights linked to business activity.

The OECD Guidelines, adopted in 1976 and updated in 2011, include a chapter on Human Rights, which is aligned with the UNGPs.

The ILO Tripartite Declaration of Principles, concerning Multinational Enterprises and Social Policy (ILO MNE Declaration), was updated in 2017 to include new labour standards, as well as references to the UNGPs and to the 2030 Agenda for Sustainable Development.

In addition, in 2016 the Council of Europe adopted a Recommendation on business and human rights focused on giving access to legal remedy, with special emphasis on the additional protection needs of workers, children, indigenous people and human rights defenders.

In view of access to remedy, the UNGP provides that countries are expected to take the appropriate steps to ensure access to effective remedy for persons affected by business related abuses. This can be achieved through judicial, administrative, legislative and other appropriate means. The UNPGs also provides that companies, which have caused or contributed to adverse negative impacts by their activities, are expected to address them through remedy.

EU response

The European Charter of Fundamental Rights includes several relevant rules, such as those on:

  • prohibition of slavery and forced labour (Article 5)
  • freedom to conduct a business (Article 16)
  • non-discrimination (Article 21)
  • rights of the child (Article 24)
  • fair and just working conditions (Article 31)
  • prohibition of child labour (Article 32)
  • health care (Article 35)
  • environmental protection (Article 37).
  • consumer protection (Article 38)
  • right to an effective remedy and a fair trial (Article 47)

The EU has responded to the negative impact of business activities on human rights by doing the following:

Last update: 12/02/2020

This page is maintained by the European Commission. The information on this page does not necessarily reflect the official position of the European Commission. The Commission accepts no responsibility or liability whatsoever with regard to any information or data contained or referred to in this document. Please refer to the legal notice with regard to copyright rules for European pages.

Imprese e diritti umani - Repubblica ceca

1. Quale tipo di tutela giurisdizionale è garantito a livello nazionale alle vittime di violazioni dei diritti umani connesse alle imprese? Tale tutela include il risarcimento?

Le vittime di violazioni dei diritti umani connesse alle imprese possono avvalersi della tutela garantita dalla giurisdizione ordinaria.

Possono chiedere che tale tutela sia loro garantita nell'ambito di un procedimento sia civile che penale dinanzi agli organi di giurisdizione ordinaria e, ove opportuno, adire in seguito la corte costituzionale.

In caso di violazioni di natura civile, è solitamente possibile difendersi promuovendo un'azione di adempimento, attraverso la quale l'attore può chiedere l'adempimento di qualsiasi obbligo legale. In genere, l'attore può chiedere che il convenuto gli dia qualcosa, faccia qualcosa, ponga termine e desista da una condotta illecita o che accetti una determinata condotta. L'attore può chiedere inoltre l'adempimento dell'obbligo di risarcimento dei danni patrimoniali o non patrimoniali causati dalla condotta colposa del convenuto.

Qualora i diritti siano stati violati da un atto qualificabile quale reato, è possibile, come mezzo di difesa, presentare una denuncia penale presso qualsiasi autorità di polizia, presso un ufficio del pubblico ministero oppure, oralmente, presso un organo giurisdizionale. In seguito alla denuncia penale, il pubblico ministero può promuovere un'azione giudiziaria dinanzi a un organo giurisdizionale, che prenderà una decisione riguardo alla colpevolezza e alla sanzione. Nel formulare le decisioni, l'organo giurisdizionale è indipendente e vincolato esclusivamente dalla legge.

Laddove a causa del reato la vittima abbia subito un danno biologico o un danno patrimoniale o non patrimoniale oppure qualora l'autore del reato si sia arricchito a spese della vittima, questa ultima può chiedere all'organo giurisdizionale di imporre al convenuto nella sentenza di condanna l'obbligo di risarcire finanziariamente il danno patrimoniale o non patrimoniale subito a causa del reato (nell’ambito del cosiddetto "procedimento accessorio"). [1] Tale richiesta deve essere presentata prima dell'assunzione delle prove durante il processo o, al più tardi, nel corso della prima udienza sull'accordo, ove raggiunto, riguardante la colpevolezza e la pena.

La vittima di una violazione dei diritti umani (cui è fatto riferimento quale "parte lesa") non può impugnare la sentenza del tribunale per inesattezza del contenuto dispositivo (cioè, la decisione stessa). Può tuttavia presentare ricorso per inesattezza avverso la decisione della sentenza riguardante il risarcimento finanziario del danno patrimoniale o non patrimoniale oppure di quella relativa alla rinuncia all'arricchimento senza giusta causa, qualora abbia presentato richieste di questo tipo.

2. Esistono norme specifiche per le violazioni gravi dei diritti umani? Tali nome si applicano ai reati ambientali o alle forme gravi di sfruttamento del lavoro?

I casi di violazioni gravi dei diritti umani sono considerati reati ai sensi del codice penale. Nel decidere la sentenza il giudice considera, oltre alla situazione dell’autore del reato e agli interessi della vittima tutelati dalla legge, anche della natura e della gravità dei reati in questione. In genere, il codice penale prevede sanzioni e sentenze più severe per alcuni reati, specificati nel codice stesso, che presentano un livello di gravità superiore per la società. Tale gravità può consistere in un pericolo o un danno alquanto grave per la vittima del reato, a causa della modalità di commissione del reato oppure per una motivazione specifica. Tra tali circostanze aggravanti rientrano ad esempio il carattere intenzionale del reato, la negligenza grave, la recidiva, l'ottenimento di un beneficio notevole o su larga scala in seguito al reato oppure la responsabilità per morte o lesioni personali gravi.

Il codice penale contiene un titolo a parte sui reati ambientali. Oltre ai fatti fondamentali classificati in questo tipo di reati, il codice penale prevede altresì taluni atti qualificati, reputati di maggiore gravità per la società e oggetto di sanzioni più aspre. Le sanzioni possono prevedere altresì una pena detentiva per le persone fisiche e lo scioglimento della società per le persone giuridiche.

Quanto sopra si applica mutatis mutandis allo sfruttamento del lavoro. Il codice penale non contiene l'espressione "sfruttamento del lavoro", ma altri termini assimilati al reato di tratta di esseri umani, come ad esempio schiavitù, servitù [2], lavoro forzato e altre forme di sfruttamento [3], che possono confluire nella nozione di sfruttamento del lavoro. Detta nozione può anche indicare condizioni di lavoro di particolare sfruttamento [4], che costituiscono una delle caratteristiche fondamentali dei fatti che determinano il reato di occupazione illegale di cittadini stranieri. Per questi reati sono previsti anche determinati fatti qualificati, che, se presenti, comportano pene più severe.

3. Sono vittima di violazioni dei diritti umani derivanti dalle attività di una multinazionale europea perpetrate al di fuori del territorio dell'Unione europea. Posso accedere agli organi giurisdizionali nazionali se non sono cittadino dell'UE o non vivo nell'UE? Quali sono le condizioni per denunciare la violazione dei miei diritti? Dove posso reperire ulteriori informazioni al riguardo?

Si applica in genere la risposta data alla prima domanda. Se non diversamente previsto dal diritto dell'UE o dai trattati internazionali, le autorità ceche hanno la responsabilità primaria della gestione dei casi verificatisi nella Repubblica ceca.

4. I difensori civici, gli organismi per la parità di trattamento o le istituzioni nazionali per i diritti umani possono sostenere le vittime di violazioni dei diritti umani connesse alle imprese perpetrate da multinazionali europee al di fuori dell'Unione europea? Tali organismi possono svolgere indagini sul mio caso se non sono cittadino dell'UE o se non vivo nell'UE? Esistono altri servizi pubblici nazionali (come gli ispettorati del lavoro o dell'ambiente) che possono indagare sul mio caso? Dove posso reperire informazioni sui miei diritti?

Nell'ambito di alcune delle sue competenze, il difensore civico può fornire sostegno e protezione alle vittime di violazioni dei diritti umani connesse alle imprese. A tal fine si occupa in particolare dell'assistenza ai cittadini dell'UE e dell'esame dei reclami avverso gli organi dell'amministrazione statale e fornisce cooperazione e orientamento alle vittime di discriminazione. Per quanto riguarda l'erogazione di assistenza ai cittadini dell'UE, tutti i cittadini dell'UE possono rivolgersi al difensore civico per richiedere un sostegno nelle questioni riguardanti i diritti di cui godono in quanto lavoratori dipendenti e cittadini dell'UE. Nell'ambito di questa attività, il difensore civico fornisce ai cittadini dell'UE informazioni sui loro diritti, sulle autorità da contattare e sulle azioni da intraprendere. Il difensore civico presta altresì consulenza nei casi di discriminazione sospetta per motivi di cittadinanza e nei casi di presentazione di mozioni per l'avvio di un procedimento per motivi discriminatori. Il difensore civico può comunicare con gli omologhi di altri Stati membri dell'UE. Oltre all'istituto del difensore civico, le vittime di violazioni dei diritti umani connesse alle imprese possono rivolgersi al centro SOLVIT ceco. Il centro SOLVIT indaga sui reclami riguardanti i casi in cui un'autorità pubblica di uno Stato membro dell'UE non agisce conformemente al diritto europeo, ledendo i diritti delle persone (sia dei cittadini che delle imprese).

Il difensore civico svolge indagini anche sui reclami contro gli organi dell'amministrazione statale competenti a vigilare sull'adempimento degli obblighi da parte di enti privati (in genere, le autorità di controllo e di vigilanza). Tuttavia, il difensore civico non può effettuare controlli sulle sole attività degli enti privati. È altrettanto importante ricordare che il difensore civico beneficia delle autorizzazioni concesse in quanto organismo nazionale per la parità di trattamento e la tutela dalle discriminazioni. In tale ruolo, il difensore civico coopera e fornisce orientamenti alle vittime di discriminazioni.

In Repubblica ceca esistono inoltre istituzioni nazionali di vigilanza per ogni settore dell'amministrazione statale, che, di norma, accolgono le indicazioni e ricevono i reclami dei cittadini. Laddove effettuino un controllo e riscontrino una violazione della legislazione, possono imporre, in particolare, l'obbligo di porre rimedio alla situazione e, in caso di violazioni più gravi, comminare sanzioni pecuniarie. Tali istituzioni comprendono, senza limitazioni, gli organismi della Česká obchodní inspekce (l'autorità ceca di controllo nel settore del commercio) per la fornitura di beni e servizi, della Státní zemědělská a potravinářská inspekce (l'autorità ceca di controllo nel settore agroalimentare) e della Státní veterinární správa (l'amministrazione veterinaria statale) per i prodotti alimentari, nonché i centri regionali di sanità pubblica per i prodotti cosmetici e gli articoli destinati a venire a contatto con gli alimenti. Esistono inoltre, per i rapporti di lavoro, lo Státní úřad inspekce práce (l'ispettorato del lavoro della Repubblica ceca) e gli uffici regionali di ispezione del lavoro mentre per il settore dell'ambiente il Česká inspekce životního prostředí (l'ispettorato ambientale della Repubblica ceca). La competenza territoriale di queste istituzioni è in genere limitata alla Repubblica ceca.

5. A livello nazionale è previsto l'obbligo per le multinazionali europee di istituire meccanismi di reclamo o servizi di mediazione per le violazioni derivanti dalle loro attività? Tale obbligo si applica anche alle violazioni verificatesi al di fuori dell'Unione europea? Chi è responsabile del monitoraggio di queste attività a livello nazionale? Esistono relazioni pubbliche contenenti informazioni sul funzionamento del sistema?

La legge ceca non impone alle multinazionali europee l'obbligo di istituire meccanismi di reclamo o servizi di mediazione per le violazioni derivanti dalle loro attività, né l'obbligo di monitorare tali attività. Di conseguenza il governo ceco ha se non altro raccomandato alle imprese di applicare eventualmente i meccanismi interni di dovuta diligenza al fine di individuare ed eliminare i rischi per i diritti umani. [5] In questo ambito dovrebbe essere obbligatorio coinvolgere i gruppi dei portatori d'interesse – i lavoratori dipendenti e i cittadini direttamente interessati. La suddetta raccomandazione del governo non è tuttavia giuridicamente vincolante.

6. Godo di diritti specifici in quanto vittima vulnerabile nell'accesso ai mezzi di tutela contro le violazioni dei diritti umani connesse alle imprese? Posso accedere al patrocinio a spese dello Stato e, in caso affermativo, a quali condizioni? Quali spese sono coperte dal patrocinio a spese dello Stato? Posso accedere al patrocinio a spese dello Stato alle stesse condizioni anche se non sono cittadino dell'UE o non vivo nell'UE?

Le parti in causa in un procedimento civile intentato per la tutela dei propri diritti possono chiedere all'organo giurisdizionale di nominare un rappresentante legale. Laddove la parte soddisfi le condizioni per l'esenzione dalle spese del procedimento, il giudice procede alla nomina di un legale rappresentante, ove necessaria per tutelare gli interessi della parte. Allo stesso tempo, il giudice nomina un avvocato soltanto se necessario per la tutela degli interessi della parte (in particolare nei procedimenti più complessi) oppure nei procedimenti in cui la rappresentanza da parte di un avvocato (notaio) è obbligatoria.

Nei procedimenti penali alle vittime di reati è garantita un'assistenza specializzata, che include servizi di consulenza psicologica e consulenza sociale, gratuito patrocinio, informazioni giuridiche e provvedimenti riparativi. Le vittime hanno anche il diritto di accedere alle informazioni riguardanti il caso in cui sono parti lese. A titolo esemplificativo e non esaustivo, il patrocinio a spese dello Stato include la rappresentanza in procedimenti dinanzi agli organi giurisdizionali e ad altre autorità, la consulenza legale, la redazione di documenti e la preparazione di analisi legali.

Le vittime che hanno subito lesioni personali gravi causate da un reato intenzionale e i superstiti delle vittima decedute in seguito al reato possono chiedere il patrocinio a spese dello Stato e beneficiare di un'assistenza legale gratuita o a tariffa ridotta. Il giudice concede l'assistenza legale gratuita o a tariffa ridotta se la vittima/il superstite dimostra di non disporre delle risorse necessarie per pagare le spese comportate dalla nomina di un avvocato. Allo stesso modo, il giudice dispone l'assistenza legale gratuita o a tariffa ridotta qualora la vittima/il superstite abbia chiesto il risarcimento del danno e la rappresentanza da parte di un avvocato sia chiaramente essenziale. Oltre a quanto sopra, il gratuito patrocinio viene fornito, su richiesta, alle vittime particolarmente vulnerabili, ossia minori, persone in età molto avanzata, disabili e vittime di reati specificati dalla legge, incluse quelle della tratta di esseri umani. Tali soggetti hanno diritto in generale all'assistenza specialistica gratuita e godono anche di ulteriori diritti specifici, quale il diritto alla prevenzione dei contatti con l'autore del reato e il diritto alla protezione in caso di esame o di presentazione di una domanda.

Le parti in causa con una persona che vive o ha la sede legale al di fuori della Repubblica ceca e che non dispongono delle risorse necessarie per coprire i costi del procedimento giudiziario, possono chiedere il patrocinio a spese dello Stato per le controversie transfrontaliere, secondo i termini previsti dalla Il link si apre in una nuova finestradirettiva in materia di patrocinio a spese dello Stato nelle controversie transfrontaliere. In questi casi il patrocinio a spese dello Stato include la consulenza in sede di precontenzioso, intesa al raggiungimento di un accordo prima di avviare un procedimento giudiziario, l'assistenza legale per intentare una causa dinanzi a un organo giurisdizionale e un contributo per le spese del procedimento o l'esenzione dal loro pagamento.

Le vittime di violazioni di diritti umani connesse alla loro attività lavorativa nella Repubblica ceca che non sono cittadini dell'UE e che non vivono nell'UE hanno accesso al gratuito patrocinio alle stesse condizioni dei cittadini della Repubblica ceca.

[1] Articolo 43, comma 3, della legge n. 141/1961 sul procedimento penale (codice di procedura penale).

[2] Articolo 168, comma 1, e articolo 168, comma 2, lettera d), del codice penale (tratta di esseri umani).

[3] Articolo 168, comma 1, e articolo 168, comma 2, lettera e), del codice penale (tratta di esseri umani).

[4] Articolo 342, comma 1, del codice penale (occupazione illecita di cittadini stranieri)

[5] Národní akční plán pro byznys a lidská práva na období 2017–2022 (Piano di azione nazionale per le imprese e diritti umani per il periodo 2017-2022), pagina 30

Ultimo aggiornamento: 28/07/2020

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Imprese e diritti umani - Danimarca

1. Quale tipo di tutela giurisdizionale è garantito a livello nazionale alle vittime di violazioni dei diritti umani connesse alle imprese? Tale tutela include il risarcimento?

La tutela giurisdizionale in caso di violazioni dei diritti dell'uomo è sancita dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dal Danmarks Riges Grundlov (costituzione del Regno di Danimarca). Non è fatta alcuna distinzione tra violazioni dei diritti umani connesse alle imprese e non connesse alle imprese.

Convenzione europea dei diritti dell'uomo

La Convenzione europea dei diritti dell'uomo è stata recepita nel diritto danese dalla legge n. 285 del 29 aprile 1992. In base alla giurisprudenza danese, le autorità pubbliche danesi possono essere tenute a pagare il risarcimento di danni finanziari e non finanziari in caso di violazione della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Sempre secondo la giurisprudenza danese, tale responsabilità è oggettiva. Si applicano inoltre i principi generali della legge danese in materia di risarcimento.

Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea

Tutte le autorità danesi sono tenute a rispettare la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea nell'attuare le normative dell'UE. Gli organi giurisdizionali danesi devono altresì garantire il necessario accesso alla giustizia, per assicurare la protezione effettiva dei diritti negli ambiti disciplinati dal diritto dell'UE. Ciò include la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

Costituzione del Regno di Danimarca (Danmarks Riges Grundlov)

I capi VII e VIII della costituzione danese prevedono una serie di libertà e diritti umani. Le libertà personali riguardano la protezione della libertà individuale (art. 71), il diritto all'abitazione e alla vita privata (art. 72), il diritto di proprietà (art. 73), la libertà di religione e il diritto alla non discriminazione per motivi religiosi (artt. 67, 68 e 70). Le libertà politiche interessano la libertà di parola (art. 77), la libertà di associazione (art. 78) e la libertà di riunione (art. 79). La costituzione prevede altresì il diritto a un accesso libero ed equo al lavoro (art. 74), il diritto all'assistenza pubblica (art. 75) e il diritto all'istruzione elementare gratuita e alla libertà di scelta della scuola (art. 76).

L'articolo 73 della costituzione offre una base giuridica per il diritto all'indennizzo integrale in caso di esproprio, corrisposto in relazione al danno finanziario subito a causa dell'esproprio.

2. Esistono norme specifiche per le violazioni gravi dei diritti umani? Tali nome si applicano ai reati ambientali o alle forme gravi di sfruttamento del lavoro?

Non esistono norme specifiche per le violazioni gravi dei diritti umani, né a livello nazionale né a livello internazionale. Il principio della proporzionalità svolge tuttavia un ruolo importante nel valutare le violazioni dei diritti umani, nonché la loro gravità. La tutela giurisdizionale in caso di violazioni dei diritti dell'uomo è sancita dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dal Danmarks Riges Grundlov (costituzione del Regno di Danimarca).

3. Sono vittima di violazioni dei diritti umani derivanti dalle attività di una multinazionale europea perpetrate al di fuori del territorio dell'Unione europea. Posso accedere agli organi giurisdizionali nazionali se non sono cittadino dell'UE o non vivo nell'UE? Quali sono le condizioni per denunciare la violazione dei miei diritti? Dove posso reperire ulteriori informazioni al riguardo?

In sostanza, tutti i soggetti privati in Danimarca possono adire gli organi giurisdizionali nazionali, siano essi cittadini dell'UE oppure di paesi terzi. Ulteriori informazioni su come adire gli organi giurisdizionali sono disponibili sul sito Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.domstol.dk/.

4. I difensori civici, gli organismi per la parità di trattamento o le istituzioni nazionali per i diritti umani possono sostenere le vittime di violazioni dei diritti umani connesse alle imprese perpetrate da multinazionali europee al di fuori dell'Unione europea? Tali organismi possono svolgere indagini sul mio caso se non sono cittadino dell'UE o se non vivo nell'UE? Esistono altri servizi pubblici nazionali (come gli ispettorati del lavoro o dell'ambiente) che possono indagare sul mio caso? Dove posso reperire informazioni sui miei diritti?

In Danimarca l'Institut for Menneskerettigheder (istituto danese per i diritti umani) ha l'obiettivo di promuovere e tutelare i diritti umani, fornendo tra l'altro consulenza al Folketinget (parlamento danese), al governo danese, ad altre autorità pubbliche e a privati interessati in materia di diritti umani e di gestione delle informazioni sui diritti umani. L'istituto danese per i diritti umani può inoltre offrire assistenza alle vittime di discriminazioni per il trattamento dei ricorsi in materia, tenendo in debita considerazione i diritti delle vittime, delle associazioni, delle organizzazioni e di altre persone giuridiche.

Il difensore civico parlamentare danese (Folketingets Ombudsmand) si occupa essenzialmente solo di denunce relative alla pubblica amministrazione.

In Danimarca esistono diversi organismi per il trattamento dei casi relativi a violazioni dei diritti umani connessi alle imprese, tra i quali rientrano gli organi giurisdizionali danesi, l'arbejdsretten (tribunale del lavoro), l'Arbejdsskadestyrelsen (direzione nazionale per gli infortuni sul lavoro), il Ligebehandlingsnævnet (direzione per la parità di trattamento), il Mæglings- og klageinstitutionen for ansvarlig virksomhedsadfærd - MKI (istituto di mediazione e gestione dei reclami per una condotta responsabile delle imprese). Nel mercato del lavoro, le parti risolvono talvolta i casi attinenti ai diritti umani ricorrendo a procedure di conciliazione di natura confidenziale.

5. A livello nazionale è previsto l'obbligo per le multinazionali europee di istituire meccanismi di reclamo o servizi di mediazione per le violazioni derivanti dalle loro attività? Tale obbligo si applica anche alle violazioni verificatesi al di fuori dell'Unione europea? Chi è responsabile del monitoraggio di queste attività a livello nazionale? Esistono relazioni pubbliche contenenti informazioni sul funzionamento del sistema?

Secondo la legge danese, le multinazionali europee non sono obbligate a stabilire meccanismi di reclamo o servizi di mediazione per le violazioni derivanti dalle loro attività.

La Danimarca ha istituito mediante provvedimento normativo l'MKI, l'istituto di mediazione e gestione dei reclami per una condotta responsabile delle imprese, il cui obiettivo è creare un quadro di riferimento per la mediazione, il dialogo e la risoluzione dei conflitti.

L'MKI è il punto di contatto nazionale dell'OCSE in Danimarca e ha il compito di gestire i reclami relativi a potenziali comportamenti irresponsabili, anche da parte di imprese danesi in Danimarca e all'estero, ad esempio attraverso i rapporti commerciali societari, e di proporre una mediazione tra la parte lesa e la parte oggetto del reclamo. L'MKI tratta i reclami ricevuti e può intervenire con una procedura di mediazione nei casi di violazione degli orientamenti dell'OCSE per le società multinazionali, inclusi i casi riguardanti i diritti umani, i diritti dei lavoratori, le norme internazionali in materia di ambiente e la corruzione.

L'MKI pubblica relazioni annuali sul proprio operato, che includono i reclami trattati e le eventuali mediazioni. Nel trattamento di un reclamo l'MKI può anche rilasciare dichiarazioni pubbliche che potrebbero includere, ad esempio, critiche sulla condotta di un'impresa.

L'MKI è un'istituzione indipendente, che ha per mandato di esaminare eventuali casi di propria iniziativa. Non si occupa tuttavia di supervisionare le attività delle aziende danesi.

6. Godo di diritti specifici in quanto vittima vulnerabile nell'accesso ai mezzi di tutela contro le violazioni dei diritti umani connesse alle imprese? Posso accedere al patrocinio a spese dello Stato e, in caso affermativo, a quali condizioni? Quali spese sono coperte dal patrocinio a spese dello Stato? Posso accedere al patrocinio a spese dello Stato alle stesse condizioni anche se non sono cittadino dell'UE o non vivo nell'UE?

Le vittime di violazioni dei diritti umani connesse alle imprese non godono di diritti specifici (cfr. domanda 1.) In Danimarca esistono due tipi di patrocinio a spese dello Stato: fri proces (procedimento gratuito) e offentlig retshjælp (patrocinio a spese dello Stato). L'accesso al patrocinio a spese dello Stato non è vincolato alla cittadinanza danese o di uno Stato membro dell'UE.

Procedimento gratuito

Se la richiesta di procedimento gratuito è accolta, tutte le spese del richiedente saranno coperte dallo Stato. Ne consegue che una delle condizioni per accedere al procedimento gratuito è che il reddito del richiedente non superi la soglia fissata dall'articolo 325, commi da 3 a 5, della retsplejelov (codice di procedura civile) e che il richiedente non sia titolare di un'assicurazione per l'assistenza legale o di un'altra polizza assicurativa che copra le spese del caso. Le soglie di reddito vengono incrementate di anno in anno, come previsto dall'articolo 328, comma 2, del codice di procedura civile. Nel 2019 il reddito di un singolo richiedente non poteva superare le 329 000 DKK, mentre per i richiedenti in coppia, il reddito totale della coppia non poteva superare le 418 000 DKK.

In aggiunta, un'altra condizione è che vi siano motivi di ritenere che il richiedente abbia ragionevoli motivi per proporre un'azione giudiziaria, come previsto dall'articolo 328, comma 2, del codice di procedura civile.

L'articolo 327 del codice di procedura civile elenca una serie di casi specifici per i quali il richiedente non deve soddisfare alcuna condizione riguardo all'esistenza di ragionevoli motivi per dar corso a un'azione giudiziaria. In questi casi ai richiedenti che soddisfino le condizioni finanziarie di cui all'articolo 325 è garantito l'accesso al procedimento gratuito. Ciò non significa tuttavia che l'azione giudiziaria proposta dal richiedente venga necessariamente accolta, come previsto dall'articolo 327, comma 4.

Patrocinio a spese dello Stato

Il patrocinio a spese dello Stato presenta tre livelli, come precisato dall'articolo 323 del codice di procedura civile e dal bekendtgørelse (decreto esecutivo) n. 1503 sul patrocinio a spese dello Stato da parte di un avvocato. Ogni persona ha diritto a una consulenza verbale di base (e gratuita) su questioni giuridiche importanti per una controversia e sulle possibilità pratiche e finanziarie per proporre un'azione giudiziaria (livello 1).

Le persone che soddisfano le condizioni finanziarie per l'accesso al procedimento gratuito hanno anche diritto al patrocinio a spese dello Stato, sotto forma di consulenza e di preparazione di domande individuali scritte, incluse ad esempio quelle per l'accesso al procedimento gratuito (livello 2). Nel caso di una controversia in cui si ravvisa la possibilità di chiudere il caso mediante conciliazione con l'assistenza supplementare di un avvocato, l'interessato ha diritto anche a all'assistenza legale gratuita da parte di un avvocato (livello 3).

Al livello 2 la quota per l'assistenza legale di un avvocato era pari a 1 040 DKK (IVA inclusa) nel 2019. Lo Stato corrisponde il 75 % di tale importo, mentre il resto è a carico del richiedente. Al livello 3 la quota per l'assistenza legale di un avvocato era pari a 2 390 DKK (IVA inclusa). In questo caso l'importo è pagato a metà dallo Stato e dal richiedente, mentre è interamente a carico dello Stato l'assistenza legale relativa alla presentazione di una domanda di procedimento gratuito.

Tuttavia, ai livelli 2 e 3, laddove sia chiaro fin dall'inizio che la gestione del caso comporterà spese superiori alle soglie di importo previste, rispettivamente di 1 040 DKK e 2 390 DKK, non è in linea generale possibile chiedere allo Stato un indennizzo per l'assistenza legale. In aggiunta, l'indennizzo statale per l'assistenza legale di livello 2 e 3 riguarda esclusivamente le spese non coperte da eventuali assicurazioni di assistenza legale o da altre polizze assicurative.

Ultimo aggiornamento: 28/12/2020

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Imprese e diritti umani - Germania

1. Quale tutela giurisdizionale è prevista per le vittime di violazioni dei diritti umani nell'ambito delle attività delle imprese? Tale tutela include il risarcimento?

a. Diritto civile

Chiunque ritenga che i propri diritti siano stati violati dalle azioni di un'impresa tedesca può adire gli organi giurisdizionali civili tedeschi. L'organo giurisdizionale competente è, in linea di principio, quello del distretto giudiziario in cui l'impresa convenuta ha la sede legale. Per "sede legale" di un'impresa si intende la sede iscritta nello statuto, il luogo in cui si trova la sua sede centrale o il centro di attività principale. La competenza internazionale degli organi giurisdizionali tedeschi deriva dal regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (rifusione regolamento Bruxelles I). Maggiori informazioni sul regolamento sono disponibili qui.

Se la sede legale dell'impresa convenuta non si trova nell'Unione europea o in uno Stato contraente della convenzione di Lugano, del 30 ottobre 2007, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, la competenza internazionale degli organi giurisdizionali tedeschi può essere determinata dalle norme di procedura civile tedesche, in particolare dal Zivilprozessordnung – ZPO (codice di procedura civile). Ad esempio, in conformità all'articolo 32 dello ZPO, è possibile adire un organo giurisdizionale tedesco qualora l'illecito sia stato commesso almeno in parte in Germania. Il luogo in cui è stato commesso l'illecito può essere sia quello in cui ha agito il responsabile del danno, in tedesco Handlungsort, sia quello in cui è stato violato il diritto, tutelato dalla legge, della persona che ha subito il danno, in tedesco Erfolgsort.

Tali principi di competenza giurisdizionale si applicano anche alle azioni giudiziarie promosse da cittadini di paesi terzi non residenti nell'Unione europea.

L'ordinamento giuridico nazionale competente per le azioni promosse in seguito a un illecito è determinato in virtù del regolamento (CE) n. 864/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 luglio 2007, sulla legge applicabile alle obbligazioni extracontrattuali (regolamento Roma II). Stabilisce che di norma la legge applicabile è quella del paese in cui il danno si verifica, indipendentemente dal paese nel quale è avvenuto il fatto che ha dato origine al danno e a prescindere dal paese o dai paesi in cui si verificano le conseguenze indirette di tale fatto (articolo 4, paragrafo 1, del regolamento Roma II). Maggiori informazioni sulla legge applicabile sono disponibili qui.

Le norme di procedura civile tedesche prevedono strumenti per la gestione collettiva di cause intentate da diversi attori, ad esempio la Streitgenossenschaft (riunione dei procedimenti) (cfr. articolo 59 e seguenti dello ZPO). Secondo l'articolo 59 del codice di procedura civile, diverse persone possono presentarsi congiuntamente quali attori o essere considerate collettivamente convenute laddove costituiscano una persona giuridica unica in relazione all'oggetto della controversia o qualora condividano un diritto o un obbligo in funzione dello stesso motivo di fatto o di diritto.

Nel 2018 la Germania ha introdotto la richiesta di Musterfeststellungsklage (sentenza dichiarativa in un "test case") per i casi riguardanti la violazione dei diritti di più consumatori in seguito a un'azione condotta da un'impresa. Le associazioni per la tutela dei consumatori appositamente designate possono, a determinate condizioni, presentare un'istanza per una sentenza dichiarativa in un "test case", per ottenere una decisione giudiziaria riguardo alle questioni fondamentali di fatto e di diritto su cui si basano le richieste avanzate dall'insieme dei consumatori. La domanda di emissione di una sentenza dichiarativa in un "test case" comporta la sospensione dei termini di prescrizione delle singole domande dei consumatori iscritti nell'apposito ruolo (in tal modo, i consumatori possono attendere l'esito della domanda riguardante la sentenza dichiarativa in un "test case" senza rischiare di perdere i loro diritti). I consumatori possono iscrivere gratuitamente le loro domande nell'apposito ruolo. La sentenza dichiarativa (sulle questioni fondamentali di fatto e di diritto) è vincolante sia per l'impresa che per i consumatori iscritti a ruolo. Laddove la sentenza dichiarativa sia a favore dei consumatori, l'impresa sarà probabilmente disposta a provvedere volontariamente al risarcimento. Qualora l'impresa decida di non pagare il risarcimento in modo volontario, i consumatori iscritti a ruolo possono promuovere un'azione giudiziaria o far valere le loro richieste in sede extragiudiziale, basandosi sulla sentenza dichiarativa nel "test case".

b. Legge sugli illeciti amministrativi

Ai sensi della Gesetz über Ordnungswidrigkeiten (legge sugli illeciti amministrativi), alle imprese possono essere comminate sanzioni pecuniarie fino a 10 milioni di EUR, ad esempio nel caso in cui un membro della direzione aziendale commetta un reato. Lo stesso si applica alle violazioni dei diritti umani connesse alle imprese. Può inoltre essere comminata una sanzione pecuniaria superiore, al fine di ridurre il vantaggio economico ottenuto dall'impresa in seguito all'illecito.

L'accordo di coalizione del governo tedesco per la 19a legislatura prevede una riforma della legge in materia di sanzioni per le imprese. L'attuazione è in fase di preparazione.

2. Esistono norme specifiche per le violazioni gravi dei diritti umani? Tali norme si applicano ai reati ambientali o alle forme gravi di sfruttamento del lavoro?

La legge tedesca sulla responsabilità extracontrattuale non contiene norme specifiche in materia di violazioni gravi dei diritti umani. Tuttavia, se una violazione grave dei diritti umani causa la violazione di un diritto individuale tutelato per legge, può essere presa in considerazione una responsabilità extracontrattuale generale. Ad esempio, in base all'articolo 823, comma 1, del Bürgerliches Gesetzbuch (codice civile), una persona che, intenzionalmente o per negligenza, arrechi illecitamente un danno alla vita, all'incolumità fisica, alla salute, alla libertà, alla proprietà o a qualsiasi altro diritto di un'altra persona, è tenuta al risarcimento del danno. Laddove il danno abbia quale oggetto la vita, l'incolumità fisica, la salute, la libertà, la proprietà o qualsiasi altro diritto, la responsabilità non ricade soltanto sulla persona che ha causato direttamente il danno, ma anche su chi non ha preso le misure necessarie e ragionevoli per evitare danni a terzi, laddove la suddetta persona sia all'origine di una Verkehrssicherungspflicht (fonte di rischio).

Inoltre, nell'ambito del diritto privato in materia di responsabilità ambientale, sono previsti reati specifici di responsabilità oggettiva in caso di violazione dei diritti individuali tutelati dalla legge, come ad esempio quelli di cui all'articolo 1 e seguenti della Umwelthaftungsgesetz (legge sulla responsabilità ambientale), all'articolo 25 e seguenti dell'Atomgesetz (legge sull'energia atomica), all'articolo 32 e seguenti della Gentechnikgesetz (legge sull'ingegneria genetica) e all'articolo 89 della Wasserhaushaltsgesetz) (legge sulla gestione delle acque).

Dal punto di vista del diritto penale, le violazioni gravi dei diritti umani sono contemplate altresì tra i reati penali generali. Le forme gravi di sfruttamento del lavoro sono considerate quali reati, ad esempio, dall'articolo 233 del Strafgesetzbuch – StGB (codice penale), riguardante la tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento del lavoro.

Affinché siano garantite condizioni di vita dignitose, in particolare per le generazioni future, anche l'ambiente è tutelato dal diritto penale. A questo proposito, le disposizioni del codice penale (articolo 324 e seguenti del codice penale) includono tra le nome del Kernstrafrecht (diritto penale primario) tedesco la protezione completa di acqua, aria e suolo in quanto elementi essenziali dell'ambiente. Questa protezione fondamentale è integrata da diverse disposizioni del Nebenstrafrecht (diritto penale secondario) e prevede anche la tutela per la flora e la fauna. Allo stesso tempo sono presi in considerazione anche i requisiti di ampia portata previsti dal diritto dell'UE, al fine di garantire la conformità in materia di protezione dell'ambiente quale compito transfrontaliero.

3. Sono vittima di violazioni dei diritti umani derivanti dalle attività di una multinazionale europea perpetrate al di fuori del territorio dell'Unione europea. Posso adire gli organi giurisdizionali nazionali anche se non sono cittadino dell'UE o non vivo nell'UE? In che modo posso far valere i miei diritti? Dove si possono trovare ulteriori informazioni?

Chiunque ritenga che i propri diritti siano stati violati dalle azioni di un'impresa tedesca può adire gli organi giurisdizionali civili tedeschi contro tale impresa. L'organo giurisdizionale competente è, in linea di principio, quello del distretto giudiziario in cui l'impresa convenuta ha la sede legale. Per "sede legale" di un'impresa si intende la sede iscritta nello statuto, il luogo in cui si trova la sua sede centrale o il centro di attività principale. La giurisdizione internazionale degli organi giurisdizionali tedeschi deriva dal regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (rifusione regolamento Bruxelles I). Maggiori informazioni sul regolamento sono disponibili qui.

Se la sede legale dell'impresa convenuta non si trova nell'Unione europea o in uno Stato contraente della convenzione di Lugano, del 30 ottobre 2007, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, la competenza internazionale degli organi giurisdizionali tedeschi può essere determinata dalle norme di procedura civile tedesche, in particolare dal Zivilprozessordnung – ZPO (codice di procedura civile). Ad esempio, in conformità all'articolo 32 dello ZPO, è possibile adire un organo giurisdizionale tedesco qualora l'illecito sia stato commesso almeno in parte in Germania. Il luogo in cui è stato commesso l'illecito può essere sia quello in cui ha agito il responsabile del danno, in tedesco Handlungsort, sia quello in cui è stato violato il diritto, tutelato dalla legge, della persona che ha subito il danno, in tedesco Erfolgsort.

Tali principi di competenza giurisdizionale si applicano anche alle azioni giudiziarie promosse da cittadini di paesi terzi non residenti nell'Unione europea.

L'ordinamento giuridico nazionale competente per le azioni promosse in seguito a un illecito è determinato in virtù del regolamento (CE) n. 864/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 luglio 2007, sulla legge applicabile alle obbligazioni extracontrattuali (regolamento Roma II). Stabilisce che di norma la legge applicabile è quella del paese in cui il danno si verifica, indipendentemente dal paese nel quale è avvenuto il fatto che ha dato origine al danno e a prescindere dal paese o dai paesi in cui si verificano le conseguenze indirette di tale fatto (articolo 4, paragrafo 1, del regolamento Roma II). Maggiori informazioni sulla legge applicabile sono disponibili qui.

Maggiori informazioni sono disponibili qui.

4. I difensori civici, gli organismi per la parità di trattamento o le istituzioni nazionali per i diritti umani possono sostenere le vittime di violazioni dei diritti umani commesse da multinazionali europee al di fuori dell'Unione europea? Posso adire gli organi giurisdizionali nazionali anche se non sono cittadino dell'UE o non vivo nell'UE? Esistono altri servizi pubblici nazionali (come gli ispettorati del lavoro o dell'ambiente) che possono indagare sul mio caso? Dove posso reperire informazioni sui miei diritti?

Il punto di contatto nazionale (PCN) della Germania per gli orientamenti dell'OCSE per le società multinazionali agisce quale organismo stragiudiziale per i reclami. Facente capo al ministero federale dell'Economia e dell'energia, ha il compito di promuovere la conoscenza e l'attuazione effettiva degli orientamenti dell'OCSE. Chiunque possa dimostrare plausibilmente un interesse legittimo può presentare un reclamo al PCN in merito a possibili violazioni degli orientamenti dell'OCSE da parte di una società multinazionale. Il PCN esamina i reclami ricevuti e, se accolti, fornisce sostegno alle parti coinvolte nella questione mediante procedure di conciliazione o mediazione, al fine di contribuire al raggiungimento di un accordo sul contenzioso. Il PCN è responsabile, tra gli altri aspetti, dei reclami riguardanti il mancato rispetto dei diritti umani e la considerazione insufficiente di tali diritti nell'esercizio della dovuta diligenza delle imprese ai sensi degli orientamenti dell'OCSE. La versione riveduta degli orientamenti dell'OCSE, del 2011, che include raccomandazioni specifiche relative al rispetto dei diritti umani da parte delle imprese, si base espressamente sui principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani.

Il PCN coordina le proprie attività e decisioni in consultazione con il comitato interministeriale per gli orientamenti dell'OCSE, in cui sono rappresentati altri sette ministeri federali. Il gruppo di lavoro sugli orientamenti dell'OCSE, un'ulteriore sede di scambi, è costituito, oltre ai rappresentanti di tutti i ministeri federali riuniti nel comitato interministeriale per gli orientamenti dell'OCSE, dai rappresentanti di associazioni di imprese, sindacati e organizzazioni non governative.

Ulteriori informazioni sulla procedura di reclamo dinanzi al PCN (inclusi i reclami ricevuti e le azioni prese al riguardo) sono reperibili sul sito web del PCN tedesco, raggiungibile Il link si apre in una nuova finestraa questo indirizzo.

5. A livello nazionale è previsto l'obbligo per le multinazionali europee di istituire meccanismi di reclamo o servizi di mediazione per le violazioni connesse alle loro attività? Tale obbligo si applica anche alle violazioni verificatesi al di fuori dell'Unione europea? A chi spetta verificare l'istituzione dei meccanismi di reclamo o dei servizi di mediazione? Esistono relazioni pubbliche contenenti informazioni sul funzionamento di tali meccanismi e servizi?

Nel "Piano di azione nazionale per le imprese e i diritti umani per il periodo 2016-2020", il governo federale ha posto come obiettivo un'opportuna integrazione, da parte di tutte le imprese, dei processi di dovuta diligenza in materia di diritti umani nelle attività svolte in Germania e nel mondo, quindi anche al di fuori dell'UE. Tale obiettivo non è tuttavia un requisito di legge. Il piano di azione nazionale per le imprese e i diritti umani definisce la dovuta diligenza in materia di diritti umani in base a cinque elementi fondamentali, uno dei quali è l'istituzione di un meccanismo di reclamo da parte delle imprese.

In tale contesto, il piano di azione nazionale mette in evidenza il ruolo fondamentale dei meccanismi di reclamo non governativi e incoraggia le imprese a parteciparvi o a istituirne. Il piano di azione nazionale definisce una serie di requisiti per l'istituzione e il funzionamento dei meccanismi di reclamo non governativi. Ad esempio, il meccanismo di reclamo dovrebbe essere strutturato in modo diverso a seconda del gruppo cui è destinato. Nel creare nuovi meccanismi e utilizzare quelli esistenti, è necessario garantire che essi assicurino una procedura equa, equilibrata e prevedibile, accessibile a tutti i potenziali interessati. La procedura dovrebbe consentire la massima trasparenza possibile nei confronti delle parti coinvolte ed essere in linea con le norme internazionali in materia di diritti umani. Alcune imprese tedesche hanno già istituito meccanismi di reclamo interni o settoriali per consentire ai propri dipendenti e alle persone esterne all'impresa di denunciare le violazioni dei diritti umani.

Il governo federale sta esaminando lo stato di attuazione della dovuta diligenza in materia di diritti umani da parte delle imprese attraverso un'indagine annuale, condotta dal 2018 al 2020 e delineata secondo norme scientifiche. Questa indagine permetterà di ottenere risultati empirici per determinare se le imprese con oltre 500 dipendenti abbiano istituito meccanismi di reclamo e per verificarne la relativa efficacia. I risultati del monitoraggio del piano di azione nazionale per le imprese e i diritti umani sono importanti anche per la discussione del governo federale sulle misure di seguito per il piano di azione nazionale in corso. Laddove dal monitoraggio del piano di azione nazionale risulti che meno del 50% delle imprese interessate soddisfa i requisiti del piano di azione nazionale per le imprese e i diritti umani relativi alla dovuta diligenza delle imprese, il governo federale prenderà in considerazione, come previsto dallo stesso piano, la possibilità di adottare ulteriori misure, inclusi provvedimenti legislativi. L'accordo di coalizione dell'attuale governo federale stabilisce inoltre che, a seconda dell'esito di una revisione completa ed efficace del piano di azione per le imprese e i diritti umani, il governo federale potrà adottare misure legislative e offrire il proprio sostegno per una regolamentazione a livello dell’UE.

I membri del partenariato multipartecipativo per un settore tessile sostenibile attribuiscono grande importanza alla messa in atto di meccanismi di reclamo efficaci lungo le catene globali di valore e di approvvigionamento. Per questo motivo, nell'ambito del gruppo di esperti sui meccanismi di reclamo, i membri scambiano informazioni ed esempi di buone pratiche. Inoltre, il partenariato tessile ha avviato una collaborazione con la Fair Wear Foundation, attiva nel settore dei meccanismi di reclamo in sette paesi produttori di prodotti tessili.

La cooperazione allo sviluppo tedesca sostiene attualmente progetti volti a migliorare le condizioni di lavoro nel settore tessile in Bangladesh, Myanmar e Pakistan. Le attività condotte in tali progetti includono anche lo sviluppo e l'attuazione di strategie per meccanismi di reclamo efficaci.

Nell'ambito dell'approccio ai diritti umani del ministero federale per la Cooperazione e lo sviluppo economico, le organizzazioni governative responsabili dell'attuazione delle iniziative tedesche di cooperazione allo sviluppo hanno introdotto diversi meccanismi di reclamo. L'impresa statale Deutsche Gesellschaft für Internationale Zusammenarbeit GmbH (GIZ) e la banca di promozione e istituzione di diritto pubblico KfW Entwicklungsbank hanno istituito dal 2013 meccanismi di reclamo per le violazioni dei diritti umani. Il loro esempio è stato seguito nel 2017 da due autorità federali di alto livello, il Bundesanstalt für Geowissenschaften und Rohstoffe – BGR (l'istituto federale per le geoscienze e le risorse naturali) e il Physikalisch-Technische Bundesanstalt – PTB (l'istituto nazionale di metrologia).

I meccanismi di reclamo istituiti sono aperti al pubblico e si occupano anche di reclami relativi ad attività al di fuori dell'Unione europea. Su richiesta, il GIZ, la KfW, il BGF e il PTB forniscono al ministero informazioni sui reclami ricevuti.

Anche una società controllata della KfW, la KfW Deutsche Investitions- und Entwicklungsgesellschaft mbH (DEG), ha istituito nel 2014 un meccanismo di reclamo interno.

In Germania esistono poi i seguenti meccanismi di risoluzione stragiudiziale delle controversie (per le procedure avviate presso il punto di contatto nazionale per gli orientamenti dell'OCSE per le società multinazionali, si veda la domanda 4).

  1. Le procedure di mediazione prevedono l'intervento di una terza parte, priva di potere decisionale, il cui compito è esclusivamente quello di mediare nella controversia. La mediazione è un metodo di risoluzione delle controversie facilmente accessibile e, in linea di principio, non associato a un settore specifico. Può quindi essere applicata in tutti i settori in cui può sorgere una controversia.
  2. La Germania offre anche un metodo di risoluzione delle controversie in cui un terzo presenta alle parti una proposta di decisione (non vincolante). Una modalità particolare di risoluzione delle controversie per i contratti stipulati con i consumatori è quella disciplinata dalla Gesetz über die alternative Streitbeilegung in Verbrauchersachen – VSBG (legge sulla risoluzione alternativa delle controversie in materia di consumo). La suddetta legge offre da un lato ai consumatori un metodo di risoluzione delle controversie semplice e gratuito e dall'altro alle imprese un meccanismo di gestione dei reclami dei consumatori che consente loro di migliorare la propria immagine, oltre a contribuire a evitare del tutto le controversie.
  3. È inoltre possibile ricorrere all'arbitrato (procedura stragiudiziale) con l'accordo delle parti.

Maggiori informazioni sulle possibilità di mediazione sono disponibili qui.

6. Godo di diritti specifici in quanto vittima vulnerabile di violazioni dei diritti umani nell'ambito delle attività economiche? Quali sono le condizioni per accedere al patrocinio a spese dello Stato? Quali spese sono coperte dal patrocinio a spese dello Stato? Se non sono cittadino dell'UE o non vivo nell'UE godo degli stessi diritti garantiti ai cittadini dell'UE in termini di gratuito patrocinio?

La legge tedesca in materia di procedura civile prevede diversi meccanismi per facilitare l'accesso agli organi giurisdizionali civili tedeschi. Ad esempio, gli attori possono richiedere il patrocinio a spese dello Stato qualora non dispongano di risorse sufficienti per pagare le spese del procedimento (art. 114 e seguenti del codice di procedura civile). Dopo aver esaminato la situazione personale e finanziaria dell'attore e le probabilità di successo del caso, le spese del procedimento e gli onorari degli avvocati sono coperti dallo Stato, del tutto o in parte, a seconda delle esigenze dell'attore e purché l'azione giudiziaria non sia vessatoria. Anche le persone fisiche straniere possono presentare domanda di patrocinio a spese dello Stato per le azioni giudiziarie promosse in Germania. Le persone giuridiche con sede legale nell'UE – ad esempio le associazioni delle vittime – possono accedere al patrocinio a spese dello Stato alle condizioni previste dal codice di procedura civile tedesco.

La direttiva 2002/8/CE mira a migliorare l'accesso alla giustizia nelle controversie transfrontaliere attraverso la definizione di norme minime comuni relative al patrocinio a spese dello Stato in tali controversie.

Ultimo aggiornamento: 28/07/2020

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Imprese e diritti umani - Grecia

1. Quale tipo di tutela giurisdizionale è garantito a livello nazionale alle vittime di violazioni dei diritti umani connesse alle imprese? Tale tutela include il risarcimento?

L'articolo 8 della Il link si apre in una nuova finestralegge 4443/2016 recita: «1. In caso di mancato rispetto del principio di parità di trattamento nell'ambito di un'azione amministrativa, oltre alla tutela giurisdizionale è garantita alle parti lese anche la tutela di cui agli articoli da 24 a 27 del codice di procedura amministrativa (Il link si apre in una nuova finestralegge 2690/1999, serie I, n. 45). 2. La tutela dalla violazione del principio di parità di trattamento non viene meno in caso di risoluzione del rapporto nel cui ambito è stata commessa la violazione. 3. Le persone giuridiche, le associazioni o le organizzazioni, incluse le parti sociali e i sindacati, incaricate – tra gli altri aspetti – di garantire il rispetto del principio della parità di trattamento indipendentemente dalla razza, dal colore della pelle, dall'origine nazionale o etnica, dalla discendenza familiare, dalla religione o altre convinzioni, da disabilità o malattie croniche, dall'età, dallo stato familiare o sociale, dall'orientamento sessuale, dall'identità di genere o dalle caratteristiche di genere, possono rappresentare le parti lese dinanzi agli organi giurisdizionali e a qualsiasi autorità o organo amministrativo, purché l'interessato abbia dato il suo previo consenso mediante un atto pubblico notarile, ove richiesto, o una scrittura privata con firma autenticata".

L'articolo 11 della stessa legge, intitolato "Sanzioni", recita inoltre: «1. Chiunque, nella vendita di beni o nella prestazione di servizi, violi il divieto, previsto dalla presente legge, di discriminazione per razza, colore della pelle, origine nazionale o etnica, discendenza familiare, religione o altre convinzioni personali, disabilità o malattie croniche, età, stato familiare o sociale, orientamento sessuale, identità di genere o caratteristiche di genere, è punito con la reclusione da sei (6) mesi a tre (3) anni e con una sanzione pecuniaria da mille (1 000) a cinquemila (5 000) euro. Gli atti di cui al presente paragrafo sono perseguiti d'ufficio. 2. Qualsiasi discriminazione – in violazione delle disposizioni della presente parte – basata su razza, colore della pelle, origine nazionale o etnica, discendenza familiare, religione o altre convinzioni, disabilità o malattie croniche, età, stato familiare o sociale, orientamento sessuale, identità di genere o caratteristiche di genere, da parte di una persona che agisce in qualità di datore di lavoro in qualsiasi fase dell'accesso al lavoro e all'occupazione, al momento dell'inizio o del rifiuto di un rapporto di lavoro, o nel corso della durata, della validità, dello svolgimento o al momento della risoluzione dello stesso, costituisce una violazione del diritto del lavoro, per la quale l'ispettorato del lavoro greco (SEPE) prevede le sanzioni amministrative di cui all'articolo 24 della legge 3996/2011 (serie I, Il link si apre in una nuova finestran. 170)".

Infine, in caso di violazione del principio di parità di trattamento per motivi di razza, colore della pelle, origine nazionale o etnica, discendenza familiare, religione o altre convinzioni, disabilità o malattie croniche, età, stato familiare o sociale, orientamento sessuale, identità di genere o caratteristiche di genere, il convenuto o l'autorità amministrativa ha l'onere di provare all'organo giurisdizionale che non si sono verificate circostanze che costituiscono una violazione di tale principio. La parte lesa è protetta anche contro il licenziamento o in caso di trattamento sfavorevole in generale in seguito a un reclamo o a una richiesta di tutela giurisdizionale.

2. Esistono norme specifiche per le violazioni gravi dei diritti umani? Tali nome si applicano ai reati ambientali o alle forme gravi di sfruttamento del lavoro?

Sulla base dell'articolo 78, lettera i) della Il link si apre in una nuova finestralegge 4052/2012 "per condizioni lavorative di particolare sfruttamento si intendono condizioni lavorative, incluse quelle risultanti da discriminazione di genere e di altro tipo, in cui vi è una palese sproporzione rispetto alle condizioni di impiego dei lavoratori assunti legalmente, che incide, ad esempio, sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori ed è contraria alla dignità umana". Conformemente all'articolo 89, comma 3, "in caso di occupazione illegale di un minore non accompagnato cittadino di un paese terzo, il pubblico ministero competente adotta tutte le misure necessarie per determinarne l'identità e la nazionalità e per stabilire se si tratta di un minore non accompagnato. Compie ogni azione possibile per localizzarne prontamente la famiglia e adotta senza indugio le misure necessarie per garantirne la rappresentanza legale e, se necessario, la rappresentanza nell'ambito di un procedimento penale. Il pubblico ministero competente per i minori o, in mancanza di tale autorità, il pubblico ministero competente dell'organo giurisdizionale di primo grado può ordinare – laddove la famiglia del minore non sia stata localizzata oppure qualora ritenga che, nelle circostanze del momento, il rimpatrio non sia nell'interesse del minore – che siano adottate tutte le misure idonee a garantire la tutela del minore fino alla decisione dell'organo giurisdizionale, emessa su richiesta del pubblico ministero, presentata entro trenta giorni, riguardo alla nomina di un tutore, secondo quanto previsto dagli articoli 1532, 1534 e 1592 del codice civile. 4. Ai suddetti soggetti sono garantite condizioni di vita adeguate laddove non dispongano di risorse adeguate e se il pubblico ministero competente dell'organo giurisdizionale di primo grado lo ritiene necessario. 5. Il pubblico ministero competente, le autorità giudiziarie e le autorità di polizia hanno la responsabilità, in via prioritaria, di proteggere e salvaguardare le suddette vittime, in conformità alle disposizioni pertinenti, di garantire loro servizi di traduzione e di interpretazione qualora non parlino greco, di informarle dei diritti di cui godono per legge e dei servizi a loro disposizione, nonché di tutte le forme di gratuito patrocinio necessario cui possono accedere".

3. Sono vittima di violazioni dei diritti umani derivanti dalle attività di una multinazionale europea perpetrate al di fuori del territorio dell'Unione europea. Posso accedere agli organi giurisdizionali nazionali se non sono cittadino dell'UE o non vivo nell'UE? Quali sono le condizioni necessarie per denunciare la violazione dei miei diritti? Dove posso reperire ulteriori informazioni al riguardo?

Tale possibilità non è prevista.

4. I difensori civici, gli organismi per la parità di trattamento o le istituzioni nazionali per i diritti umani possono sostenere le vittime di violazioni dei diritti umani connesse alle imprese perpetrate da multinazionali europee al di fuori dell'Unione europea? Tali organismi possono svolgere indagini sul mio caso se non sono cittadino dell'UE o se non vivo nell'UE? Esistono altri servizi pubblici nazionali (come gli ispettorati del lavoro o dell'ambiente) che possono indagare sul mio caso? Dove posso reperire informazioni sui miei diritti?

Tale possibilità non è prevista.

5. A livello nazionale è previsto l'obbligo per le multinazionali europee di istituire meccanismi di reclamo o servizi di mediazione per le violazioni derivanti dalle loro attività? Tale obbligo si applica anche alle violazioni verificatesi al di fuori dell'Unione europea? Chi è responsabile a livello nazionale del monitoraggio di queste attività? Esistono relazioni pubbliche contenenti informazioni sul funzionamento del sistema?

La Grecia non impone alle multinazionali europee l'obbligo di istituire meccanismi di reclamo o servizi di mediazione per le violazioni derivanti dalle loro attività.

6. Godo di diritti specifici in quanto vittima vulnerabile che tenta di accedere ai mezzi di tutela contro le violazioni dei diritti umani che coinvolgono un'impresa? Posso accedere al patrocinio a spese dello Stato e, in caso affermativo, a quali condizioni? Quali spese sono coperte dal patrocinio a spese dello Stato? Posso accedere al patrocinio a spese dello Stato alle stesse condizioni anche se non sono cittadino dell'UE o non vivo nell'UE?

Sulla base dell'articolo 78, lettera i) della Il link si apre in una nuova finestralegge 4052/2012 "per condizioni lavorative di particolare sfruttamento si intendono condizioni lavorative, incluse quelle risultanti da discriminazione di genere e di altro tipo, in cui vi è una palese sproporzione rispetto alle condizioni di impiego dei lavoratori assunti legalmente, che incide, ad esempio, sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori ed è contraria alla dignità umana". Conformemente all'articolo 89, comma 3, "in caso di occupazione illegale di un minore non accompagnato cittadino di un paese terzo, il pubblico ministero competente adotta tutte le misure necessarie per determinarne l'identità e la nazionalità e per stabilire se si tratta di un minore non accompagnato. Compie ogni azione possibile per localizzarne prontamente la famiglia e adotta senza indugio le misure necessarie per garantirne la rappresentanza legale e, se necessario, la rappresentanza nell'ambito di un procedimento penale. Il pubblico ministero competente per i minori o, in mancanza di tale autorità, il pubblico ministero competente dell'organo giurisdizionale di primo grado può ordinare – laddove la famiglia del minore non sia stata localizzata oppure qualora ritenga che, nelle circostanze del momento, il rimpatrio non sia nell'interesse del minore – che siano adottate tutte le misure idonee a garantire la tutela del minore fino alla decisione dell'organo giurisdizionale, emessa su richiesta del pubblico ministero, presentata entro trenta giorni, riguardo alla nomina di un tutore, secondo quanto previsto dagli articoli 1532, 1534 e 1592 del codice civile. 4. Ai suddetti soggetti sono garantite condizioni di vita adeguate qualora non dispongano di risorse adeguate e se il pubblico ministero competente dell'organo giurisdizionale primo grado lo ritiene necessario. 5. Il pubblico ministero competente, le autorità giudiziarie e le autorità di polizia hanno la responsabilità, in via prioritaria, di proteggere e salvaguardare le suddette vittime, in conformità alle disposizioni pertinenti, di garantire loro servizi di traduzione e di interpretazione qualora non parlino greco, di informarle dei diritti di cui godono per legge e dei servizi a loro disposizione, nonché di tutte le forme di gratuito patrocinio necessario cui possono accedere".

Secondo le disposizioni della Il link si apre in una nuova finestralegge 3226/2004 il patrocinio a spese dello Stato è garantito a tutti i cittadini degli Stati membri dell'UE aventi basso reddito, nonché ai cittadini di paesi terzi e agli apolidi aventi basso reddito, purché legalmente domiciliati o abitualmente residenti nell'UE. Non possono invece accedere al patrocinio a spese dello Stato i cittadini di paesi terzi e gli apolidi non legalmente domiciliati né abitualmente residenti nell'UE.

L'accesso al patrocinio a spese dello Stato garantisce l'esonero dall'obbligo di pagare in tutto o in parte le spese del procedimento e, su richiesta specifica, la nomina di un avvocato, di un notaio e di un ufficiale giudiziario, cui è assegnato il compito di difendere il beneficiario, di rappresentarlo in tribunale e di fornire l'assistenza necessaria per lo svolgimento delle azioni necessarie.

Ultimo aggiornamento: 20/08/2020

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Imprese e diritti umani - Spagna

1. A che tipo di tutela giurisdizionale ho diritto nel vostro paese in qualità di vittima di violazioni dei diritti umani commesse da imprese? Tale tutela comprende un risarcimento?

In Spagna l'accesso ai ricorsi giurisdizionali per le violazioni dei diritti umani è disponibile presso gli organi giurisdizionali civili e penali e i tribunali amministrativi e del lavoro.

La Ley de Enjuiciamiento Civil (codice di procedura civile) stabilisce l'obbligo di fornire determinati diritti; oltre a circostanze e diritti giuridici; misure di protezione e tutti gli altri tipi di protezione espressamente previsti dalla legge che possono influire su questo tipo di abuso.

La Ley de Enjuiciamiento Criminal (codice di procedura penale) stabilisce i meccanismi e i mezzi di ricorso giurisdizionali che possono essere utilizzati nel contesto di procedimenti penali. Il Código Penal (codice penale) prevede specificamente la responsabilità penale delle persone giuridiche (articoli 31 bis e seguenti) e stabilisce vari reati che possono comportare violazioni dei diritti umani commesse da imprese quali i reati contro i diritti dei lavoratori o contro la salute pubblica, i reati ambientali, il finanziamento del terrorismo e così via.

Per quanto concerne le misure amministrative, la legge 39/2015 del 1° ottobre 2015 relativa alla procedura amministrativa comune applicabile alle pubbliche amministrazioni e la legge 40/2015 del 1° ottobre 2015 relativa all'ordinamento giuridico applicabile al settore pubblico stabiliscono norme generali in materia di procedure disciplinari e responsabilità statale di pubbliche amministrazioni. Tali norme sono attuate tramite leggi specifiche in materia di violazioni commesse da imprese (ad esempio, la legge 26/2007 del 23 ottobre 2007 in materia di responsabilità ambientale). I mezzi di ricorso previsti dalla legge 29/1998 del 13 luglio 1998 in materia di controllo giurisdizionale amministrativo si applicano ai procedimenti giudiziari.

Nel contesto del diritto del lavoro, la legge n. 36/2011 del 10 ottobre 2011 che disciplina i tribunali del lavoro stabilisce la procedura giudiziaria applicabile ai casi nei quali un lavoratore o un sindacato asseriscono l'esistenza di violazioni del diritto alla libertà di associazione, del diritto di sciopero o di altri diritti fondamentali e di altre libertà pubbliche, compresi il divieto di trattamento discriminatorio e le molestie.

Il diritto processuale spagnolo stabilisce i mezzi di riparazione disponibili al fine di ottenere un risarcimento nei casi in cui le azioni di un'impresa hanno determinato una violazione dei diritti umani. L'articolo 116 del codice di procedura penale e l'articolo 116 del codice penale prevedono che una persona responsabile penalmente di un reato è altresì responsabile in sede civile per tale reato qualora quest'ultimo provochi danni o lesioni. Nel caso di persone giuridiche, la loro responsabilità penale comporta una responsabilità civile ai sensi delle disposizioni stabilite in solido con le persone fisiche condannate per i medesimi reati.

2. Esistono norme specifiche per violazioni gravi dei diritti umani? Tali norme si applicano a reati ambientali o a sfruttamenti gravi della manodopera?

Sì, il codice penale spagnolo stabilisce le violazioni dei diritti umani che costituiscono reati penali.

Per quanto concerne l'ambiente, il codice penale contiene una sezione dedicata ai "reati collegati alla pianificazione territoriale e urbanistica, alla protezione del patrimonio storico e dell'ambiente". Tale sezione riconosce come reati vari tipi di condotta: l'edificazione in zone verdi o aree di interesse ecologico (articolo 319), l'emissione e il trasporto di rifiuti, la produzione di scarichi e rumore, le attività estrattive presso miniere o cave e così via che possono causare danni sostanziali alla qualità dell'aria, del suolo o dell'acqua, nonché agli animali o alle piante (articoli 325 e seguenti). Tali condotte sono punibili con pene detentive, sanzioni pecuniarie o l'interdizione dall'esercizio di determinate professioni o cariche pubbliche. Il codice penale conferisce inoltre a giudici ed organi giurisdizionali il potere di ordinare l'adozione, a spese dell'autore del reato, delle misure necessarie per ripristinare l'equilibrio ecologico disturbato dalla condotta in questione, oltre che di qualsiasi altro provvedimento cautelare destinato a proteggere i beni tutelati dalla sezione di cui sopra (articolo 339).

I reati contro i lavoratori sono disciplinati dal titolo XV del libro II del codice penale (articoli da 311 a 318 del codice penale). I seguenti reati sono punibili con sanzioni pecuniarie o pene detentive: l'imposizione di condizioni di lavoro o forme di affiliazione a enti di previdenza sociale che danneggiano, revocano o limitano i diritti dei lavoratori riconosciuti loro nelle disposizioni di legge, nei contratti collettivi o in contratti individuali (articolo 311); l'assunzione simultanea di vari lavoratori senza registrarli nel contesto del regime di previdenza sociale appropriato o senza ottenere il permesso di lavoro pertinente (articolo 311) oppure l'impiego di cittadini di paesi terzi o minori sprovvisti del permesso di lavoro (articolo 311 bis); il traffico illecito di lavoratori o l'assunzione mediante l'inganno o con false promesse (articolo 312); l'inganno che simula un contratto di lavoro per incoraggiare una persona a emigrare (articolo 313); una discriminazione grave in materia di impiego, in ambito pubblico o privato, nei confronti di qualsiasi persona avente come motivazione ragioni ideologiche, religiose o convinzioni personali, l'etnia, la razza o la nazione di origine, il sesso, l'orientamento sessuale, le circostanze familiari, una malattia o una disabilità, lo stato di rappresentante legale dei lavoratori o di funzionario sindacale, relazioni con altri lavoratori dell'azienda o l'uso di qualsiasi lingua ufficiale all'interno dello Stato spagnolo (articolo 314); la limitazione della libertà di associazione e del diritto di sciopero (articolo 315); una violazione delle norme di prevenzione dei rischi professionali che mette in pericolo la vita, la salute o l'integrità fisica dei lavoratori (articolo 316).

Se il reato è commesso da una persona giuridica, la pena si applica agli amministratori e ai responsabili del servizio, nonché alle persone che erano a conoscenza del reato e avrebbero potuto intraprendere azioni correttive ma non lo hanno fatto.

3. Sono vittima di violazioni dei diritti umani derivanti da attività di un'impresa transnazionale europea verificatesi al di fuori dell'Unione europea. Ho accesso agli organi giurisdizionali del vostro paese se non sono un cittadino UE o se non vivo nell'UE? A quali condizioni posso invocare una violazione dei miei diritti? Dove posso trovare ulteriori informazioni?

La legge organica 6/1985 del 1° luglio 1985 sulla magistratura contiene norme che stabiliscono il legame necessario tra un determinato atto e la Spagna al fine di stabilire la competenza giurisdizionale degli organi giurisdizionali spagnoli.

In materia civile e commerciale, la legge di cui sopra prevede che gli organi giurisdizionali spagnoli siano competenti a esaminare tutte le domande presentate sul territorio spagnolo in conformità con le disposizioni dei trattati e delle convenzioni internazionali di cui la Spagna è parte, dei regolamenti dell'Unione europea e del diritto spagnolo (Articolo 21). Laddove la parte attrice non risieda in Spagna, gli organi giurisdizionali spagnoli sono competenti nei seguenti casi (articolo 22 quinquies):

  1. in materia di obbligazioni contrattuali, quando l'obbligazione alla quale la domanda si riferisce è stata soddisfatta o deve essere soddisfatta in Spagna;
  2. in materia di obbligazioni extracontrattuali, quando l'evento dannoso ha avuto luogo nel territorio spagnolo;
  3. nel caso di domande relative all'attività di una filiale commerciale, di un'agenzia o di uno stabilimento con sede nel territorio spagnolo;
  4. in materia di contratti stipulati dai consumatori, questi ultimi possono presentare una domanda in Spagna se il loro luogo di residenza abituale o quello dell'altra parte coinvolta si trova nel territorio spagnolo. L'altra parte può presentare una domanda in Spagna soltanto se il luogo di residenza abituale del consumatore si trova nel territorio spagnolo.

Nel contesto del diritto penale, gli organi giurisdizionali possono esaminare i casi riguardanti reati ed illeciti commessi nel territorio spagnolo o a bordo di navi o aeromobili spagnoli, fatte salve le disposizioni dei trattati internazionali di cui la Spagna è parte. Gli organi giurisdizionali spagnoli hanno competenza giurisdizionale anche sui reati commessi al di fuori del territorio nazionale quando le persone ritenute penalmente responsabili sono cittadini spagnoli o di paesi terzi che hanno acquisito la cittadinanza spagnola in seguito alla commissione del reato, subordinatamente a determinate prescrizioni (articolo 23).

In materia di diritto del lavoro, gli organi giurisdizionali spagnoli sono competenti nei seguenti casi (articolo 25):

1.º nell'ambito dei diritti e delle obbligazioni derivanti da contratti di lavoro nel contesto dei quali sono stati prestati servizi in Spagna o il contratto è stato firmato nel territorio spagnolo; quando la parte attrice è domiciliata in Spagna o ha un'agenzia, una filiale, una delegazione o qualsiasi altro tipo di rappresentanza in Spagna; quando il lavoratore e il datore di lavoro sono cittadini spagnoli, indipendentemente dal luogo in cui sono stati prestati i servizi o è stato firmato il contratto; nel caso di contratti di lavoro a bordo di navi nel contesto dei quali il contratto deriva da un'offerta ricevuta in Spagna da un lavoratore spagnolo;

2.º nell'ambito della revisione del rispetto della legge in materia di contratti collettivi di lavoro firmati in Spagna e di domande derivanti da controversie relative a contratti collettivi di lavoro aventi luogo nel territorio spagnolo;

3.º nel caso di domande in materia di previdenza sociale presentate contro soggetti giuridici spagnoli o persone giuridiche che hanno la loro sede legale, un'agenzia, una delegazione o qualsiasi altra rappresentanza in Spagna.

4. Le istituzioni del difensore civico, gli organismi per la parità o le istituzioni nazionali per la tutela dei diritti umani possono sostenere le vittime di violazioni dei diritti umani commesse da imprese transnazionali europee al di fuori dell'Unione europea? Tali soggetti possono indagare in merito al mio caso se non sono un cittadino dell'UE o se non vivo nell'UE? Esistono altri servizi pubblici (quali un ispettorato del lavoro o un ispettorato dell'ambiente) nel vostro Paese che possono indagare sul mio caso? Dove posso trovare informazioni in merito ai miei diritti?

In Spagna, il soggetto che agisce da Defensor del Pueblo (difensore civico) è l'Ufficio dell'Alto Comisionado de las Cortes Generales (Alto commissario del Parlamento spagnolo), responsabile della difesa dei diritti fondamentali e delle libertà pubbliche dei cittadini attraverso la supervisione dell'attività delle pubbliche amministrazioni spagnole.

Qualsiasi cittadino può chiedere l'intervento del difensore civico (che è gratuito) affinché indaghi su qualsiasi presunto atto irregolare commesso da pubbliche amministrazioni spagnole o da loro agenti. Il difensore civico può altresì intervenire di propria iniziativa nei casi dei quali viene a conoscenza anche se non è stata presentata alcuna denuncia. Tuttavia i suoi poteri non si estendono all'attività di multinazionali al di fuori dell'Unione europea.

Il difensore civico riferisce al Parlamento spagnolo mediante una relazione annuale e può altresì pubblicare relazioni dedicate su questioni che ritiene serie, urgenti o meritevoli di un'attenzione speciale.

Maggiori informazioni a questo riguardo sono disponibili Il link si apre in una nuova finestraqui.

Le attività di ispezione del lavoro in Spagna competono all'Inspección de Trabajo y Seguridad Social (Ispettorato del lavoro e della previdenza sociale), il quale riferisce al Ministerio de Trabajo, Migraciones y Seguridad Social (ministero del lavoro, delle migrazioni e della previdenza sociale). I poteri amministrativi conferiti all'Ispettorato del lavoro e della previdenza sociale gli consentono di monitorare il rispetto delle norme in materia di lavoro, nonché di imporre le responsabilità pertinenti, di fornire consulenza e di impegnarsi in attività di conciliazione, mediazione e arbitrato in materia di lavoro, ove opportuno.

Chiunque venga a conoscenza di atti che potrebbero costituire una violazione in materie che rientrano nelle competenze dell'Ispettorato del lavoro (questioni relative al lavoro, alla salute e sicurezza sul lavoro, alla previdenza sociale, all'occupazione e così via) può rivolgersi ai servizi di tale ispettorato. Le denunce possono essere presentate di persona (presso gli ispettorati provinciali del lavoro e della previdenza sociale); per via elettronica, tramite il sito web del ministero del lavoro, delle migrazioni e della previdenza sociale; oppure tramite posta.

Maggiori informazioni sono disponibili Il link si apre in una nuova finestraqui.

Le ispezioni in materia ambiente sono di competenza dei governi regionali spagnoli che intervengono quando necessario per punire comportamenti che costituiscono una violazione in tale contesto. La legge 26/2007 del 23 ottobre 2007 sulla responsabilità ambientale stabilisce l'obbligo per gli operatori impegnati in attività economiche di porre rimedio a eventuali danni causati all'ambiente. Nei casi in cui tali attività costituiscono un reato, si applica la legge penale di cui alla risposta 2. In tali casi, si applicano anche le norme in materia di risarcimento e responsabilità civile di cui sopra.

5. Il vostro paese impone alle imprese transnazionali europee l'obbligo di istituire meccanismi di reclamo o servizi di mediazione per violazioni derivanti dalle loro attività aziendali? Tali obblighi si applicano anche alle violazioni che si sono verificate al di fuori dell'Unione europea? Quali soggetti sono incaricati del monitoraggio di tali attività nel vostro paese? Sono disponibili relazioni pubbliche che forniscono informazioni sul funzionamento del sistema?

Questo tipo di controversia non può essere risolto dal sistema di mediazione civile e commerciale spagnolo di cui alla legge 5/2012 del 6 luglio 2012 sulla mediazione in materia civile e commerciale dato che tale normativa esclude dal proprio ambito di applicazione le controversie che riguardano diritti indisponibili (articolo 2).

La decisione del segretariato di Stato per gli Affari esteri del 1° settembre 2017 relativa alla pubblicazione del piano di azione nazionale per le imprese e i diritti umani (pubblicata nella gazzetta ufficiale dello Stato il 14 settembre 2017) è pertinente al riguardo. Tale piano tratta della necessità di stabilire misure efficaci a tutela dei diritti umani nel contesto imprenditoriale e di disciplinare i meccanismi giudiziari, extragiudiziali ed amministrativi per fornire un risarcimento in caso di violazione di tali diritti.

6. Dispongo di diritti specifici se sono una vittima vulnerabile che tenta di ottenere un risarcimento per violazioni di diritti umani commesse da imprese? Posso avere accesso al patrocinio a spese dello Stato e a quali condizioni? Quali costi saranno coperti da tale patrocinio? Ho accesso a tale patrocinio alle medesime condizioni se non sono un cittadino dell'UE o non vivo nell'UE?

L'articolo 119 della costituzione spagnola riconosce il diritto al patrocinio a spese dello Stato laddove previsto dalla legge e in tutti i casi in cui una parte attrice è in grado di dimostrare di non disporre di risorse sufficienti per intraprendere un'azione legale. Tale diritto costituzionale è attuato tramite la legge 1/1996 del 10 gennaio 1996 in materia di patrocinio gratuito a spese dello Stato. Le vittime di violazioni dei diritti umani commesse da imprese possono beneficiare del patrocinio gratuito a spese dello Stato purché le loro risorse finanziarie non superino la soglia stabilita dalla legge 1/1996. Nel 2015 tale soglia è stata innalzata in seguito alla modifica di tale legge. Tiene inoltre conto di talune circostanze personali del richiedente, quali le responsabilità familiari, allo scopo di aumentare il numero potenziale di beneficiari di tale patrocinio. Il patrocinio fornito comprende la difesa in giudizio da parte di rappresentanti legali professionisti, assistenza legale e informazioni da qualsiasi risorsa extragiudiziale disponibile.

La legge 1/1996 disciplina anche la concessione di patrocinio gratuito a spese dello Stato nel contesto di procedimenti giudiziari transfrontalieri. Le persone fisiche che sono cittadini dell'Unione europea o cittadini di paesi terzi legalmente residenti in uno Stato membro dell'UE possono beneficiare di tale patrocinio.

È concesso soltanto nell'ambito di controversie civili o commerciali e di procedimenti extragiudiziali in controversie civili o commerciali nel contesto delle quali la legge impone alle parti di intraprendere un tale procedimento o l'organo giurisdizionale in questione scelga di avviare un tale procedimento.

Ultimo aggiornamento: 28/07/2020

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Imprese e diritti umani - Croazia

1. A che tipo di tutela giurisdizionale ho diritto nel vostro paese in qualità di vittima di violazioni dei diritti umani commesse da imprese? Tale tutela comprende un risarcimento?

Le vittime di violazioni dei diritti umani possono chiedere tutela giurisdizionale:

  • nel contesto di procedimenti civili, nei quali possono ottenere un risarcimento dei danni, materiali o immateriali (immateriali in caso di violazioni dei diritti della personalità [1]);
  • nel contesto di procedimenti penali, nei quali una parte lesa può presentare una domanda di risarcimento per i danni subiti a seguito del reato commesso.

L'articolo 1 della Zakon o parničnom postupku (codice di procedura civile) (Narodne Novine (NN, Gazzetta ufficiale della Repubblica di Croazia), n. 53/91, 91/92, 112/99, 129/00, 88/01, 117/03, 88/05, 2/07, 96/08, 84/08, 123/08, 57/11, 25/13, 89/14 e 70/19) prevede che tale codice disciplini le norme di procedura in base alle quali gli organi giurisdizionali esaminano e si pronunciano nei procedimenti riguardanti gli obblighi e i diritti fondamentali dell'uomo e dei cittadini, i rapporti personali e familiari dei cittadini, nonché nei procedimenti in materia di diritto del lavoro e diritto commerciale, di questioni di proprietà e in altri procedimenti di diritto civile, fatto salvo il caso in cui la legge non stabilisca che detti organi si devono pronunciare su tali materie ai sensi di altre norme di procedura. L'articolo 185 del codice di procedura civile prevede inoltre che i procedimenti civili siano avviati mediante il deposito di un atto introduttivo.

Nei procedimenti relativi al diritto del lavoro, in particolare quando si fissano termini e si programmano udienze, l'organo giurisdizionale presta sempre particolare attenzione alla necessità di risolvere urgentemente le controversie in tale contesto.

2. Esistono norme specifiche per violazioni gravi dei diritti umani? Tali norme si applicano ai reati ambientali o allo sfruttamento grave del lavoro?

L'articolo 43 del Zakon o kaznenom postupku (codice di procedura penale, NN n. 152/08, 76/09, 80/11, 121/11, 91/12, 143/12, 56/13, 145/13, 152/14, 70/17 e 126/19) definisce un catalogo generale dei diritti di tutte le vittime di reato (il diritto a servizi di sostegno alle vittime di reato; il diritto a un'assistenza efficace psicologica e di altro tipo nonché al sostegno da parte di autorità, organizzazioni o istituzioni che forniscono assistenza alle vittime di reato ai sensi della legge; il diritto alla protezione nei confronti di intimidazioni e ritorsioni; il diritto alla protezione della dignità della vittima durante il suo esame in veste di testimone; il diritto della vittima di essere esaminata senza indebito ritardo in seguito al deposito di una denuncia penale e il diritto a che ulteriori udienze siano svolte soltanto nella misura necessaria per il procedimento penale; il diritto della vittima ad essere accompagnata da una persona di fiducia durante le azioni alle quali essa partecipa; il diritto a delle procedure mediche ridotte al minimo ed eseguite soltanto laddove strettamente necessario ai fini del procedimento penale; il diritto di presentare una mozione per l'accusa e l'azione privata ai sensi delle disposizioni del Kazneni zakon (codice penale); il diritto a partecipare a un procedimento penale in veste di parte lesa; il diritto della vittima di essere informata in merito al rigetto della denuncia penale e del fatto che il državni odvjetnik (pubblico ministero) ha desistito dal promuovere l'azione penale, nonché il diritto di subentrare a tale pubblico ministero nell'azione penale; il diritto della vittima di essere informata dal pubblico ministero in merito a qualsiasi azione intrapresa in ragione della denuncia penale della vittima, nonché di presentare una denuncia a un pubblico ministero di grado superiore; il diritto della vittima di essere informata, su richiesta e senza indebito ritardo, in merito alla sospensione della custodia o della detenzione preventiva o della fuga dell'imputato, nonché dell'esonero del condannato dallo scontare una pena detentiva, nonché dal sottostare a misura intrapresa a protezione della vittima; il diritto della vittima di essere informata, su richiesta, in merito a qualsiasi decisione definitiva che ponga fine al procedimento penale e altri diritti previsti dalla legge).

L'articolo 44 del codice di procedura penale stabilisce i diritti speciali delle vittime della tratta di esseri umani (che possono essere commessi per fini di sfruttamento del lavoro di qualcuno attraverso lavoro forzato o servitù) le quali, oltre ai diritti previsti dall'articolo 43 di tale codice, hanno altresì: il diritto di beneficiare di consulenza gratuita prima di essere esaminate, nonché a un rappresentante gratuito a spese dello Stato; il diritto di essere esaminate presso una stazione di polizia o il državno odvjetništvo (ufficio del pubblico ministero) da una persona dello stesso sesso e, se possibile, dalla stessa persona qualora tale esame debba essere ripetuto; il diritto di non rispondere a domande che non siano legate al reato e riguardino la vita privata della vittima; il diritto di chiedere di essere esaminata utilizzando mezzi audiovisivi; il diritto alla protezione dei dati personali; e il diritto di richiedere l'esclusione del pubblico dal procedimento.

L'articolo 43a [del codice di procedura penale] e la Pravilnik o načinu provedbe pojedinačne procjene žrtve (ordinanza sui metodi di valutazione individuale delle vittime, NN n. 106/17, di seguito: l'ordinanza) stabiliscono che la procedura di valutazione individuale della vittima ai fini della determinazione della necessità di misure di protezione speciali nei confronti della vittima di un reato nonché, qualora si constati che tale necessità sia effettiva, della determinazione di quali misure di protezione dovrebbero essere attuate (comprese misure di protezione in ambito procedurale, quali metodi speciali di esame, il ricorso a tecnologie di comunicazione per evitare il contatto visivo con l'autore del reato, l'esclusione del pubblico dal procedimento, l'esame da parte di una persona del medesimo sesso e, se possibile, della medesima persona in caso di esame ripetuto, la possibilità per la vittima di essere accompagnata da una persona di fiducia, la protezione dei dati personali), agevolando la consulenza gratuita a spese dello Stato e altre misure previste dalla legge. È tenuto in considerazione il fatto che i reati gravi comprendono, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, tra l'altro la tratta di esseri umani e la criminalità organizzata; di conseguenza rientrano in tale contesto anche i reati ambientali se commessi nell'ambito di un'associazione criminale.

La protezione dei diritti delle vittime nella Repubblica di Croazia è garantita dalla normativa in materia di giustizia penale, nonché dalla Ustav Republike Hrvatske (costituzione croata), e la loro osservanza è garantita dagli organi giurisdizionali nazionali. Una volta esperiti tutti i mezzi di ricorso disponibili a livello nazionale, le vittime possono avviare un procedimento dinanzi la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo come ultima grado di giudizio, qualora ritengano che uno dei loro diritti fondamentali garantiti dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo sia stata violata a livello nazionale.

3. Sono vittima di violazioni dei diritti umani derivanti da attività di un'impresa transnazionale europea verificatesi al di fuori dell'Unione europea. Ho accesso agli organi giurisdizionali del vostro paese se non sono un cittadino UE o se non vivo nell'UE? A quali condizioni posso invocare una violazione dei miei diritti? Dove posso trovare ulteriori informazioni?

Ai sensi dell'articolo 27 del codice di procedura civile, gli organi giurisdizionali croati dispongono della competenza giurisdizionale per pronunciarsi in merito a controversie aventi carattere internazionale quando tale competenza è espressamente prevista dalla legge o da un trattato internazionale.

Per quanto concerne la competenza giurisdizionale in materia civile e commerciale, la Zakon o međunarodnom privatnom pravu, (legge in materia di diritto internazionale privato, NN n. 101/17) prevede espressamente l'applicazione del regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (in appresso: regolamento Bruxelles I) all'interno del suo ambito di applicazione; inoltre la sua applicazione si estende a situazioni riguardanti paesi terzi.

Ai sensi della norma di base in materia di competenza giurisdizionale di cui all'articolo 4 del regolamento Bruxelles I, le persone domiciliate nel territorio di un determinato Stato membro sono convenute, a prescindere dalla loro cittadinanza, davanti alle autorità giurisdizionali di tale Stato membro. L'articolo 63 prevede che il domicilio delle persone giuridiche sia nel luogo in cui si trova la loro sede statutaria, la loro amministrazione centrale o il loro centro d'attività principale.

Le circostanze nelle quali un convenuto può essere citato in giudizio in uno Stato membro diverso da quello in cui è domiciliato sono definite negli articoli da 7 a 9 (competenze speciali). Di conseguenza la competenza giurisdizionale nelle relazioni extracontrattuali è disciplinata dall'articolo 7, paragrafo 2, che stabilisce che una persona domiciliata in uno Stato membro può essere citata in giudizio in un altro Stato membro in materia di illeciti civili dolosi o colposi, davanti all'autorità giurisdizionale del luogo in cui l'evento dannoso è avvenuto o può avvenire.

L'articolo 58 della legge in materia di diritto internazionale privato fissa inoltre la competenza giurisdizionale necessaria come segue: Se l'applicazione delle disposizioni di tale legge o di altre leggi croate o trattati internazionali in vigore in Croazia non conferisce competenza giurisdizionale nei confronti di un convenuto domiciliato in uno Stato terzo e se il procedimento non può essere o non può ragionevolmente prevedersi essere condotto all'estero, tale competenza spetta agli organi giurisdizionali croati se l'oggetto del procedimento giudiziario presenta un legame sufficiente con la Croazia tale da rendere opportuno il suo svolgimento in Croazia.

4. Le istituzioni del difensore civico, gli organismi per la parità o le istituzioni nazionali per la tutela dei diritti umani possono sostenere le vittime di violazioni dei diritti umani commesse da imprese transnazionali europee al di fuori dell'Unione europea? Tali soggetti possono indagare in merito al mio caso se non sono un cittadino dell'UE o se non vivo nell'UE? Esistono altri servizi pubblici (quali un ispettorato del lavoro o un ispettorato dell'ambiente) nel vostro Paese che possono indagare sul mio caso? Dove posso trovare informazioni in merito ai miei diritti?

Ai sensi della Zakon o pučkom pravobranitelju (legge sul difensore civico), il difensore civico croato è competente per l'esame soltanto delle denunce relative a violazioni di leggi e irregolarità esistenti nel lavoro delle autorità nazionali, di unità di autogoverno locali e regionali nonché di persone giuridiche aventi autorità pubblica, il che significa di conseguenza che un'indagine su denunce relative a violazioni di leggi nel settore privato non sono consentite. Inoltre, ai sensi dell'articolo 20, chiunque ritenga che i propri diritti e le proprie libertà costituzionali o legali siano minacciati o violati in ragione di una condotta illegittima o irregolare da parte di tali autorità, può adire un organo giurisdizionale competente. Di conseguenza non è necessario che una persona che desidera presentare una denuncia all'Ured pučkog pravobranitelja (ufficio del difensore civile) sia un cittadino UE, tuttavia una condizione preliminare affinché il difensore civico esamini la denuncia è data dal fatto che una (o più) autorità abbia (abbiano) commesso una violazione di diritti umani. Tuttavia, dato che l'ufficio del difensore civico in Croazia riceve spesso denunce relative al settore privato, le esperienze e le denunce dei cittadini vengono utilizzate tanto nelle relazioni annuali quanto attraverso la partecipazione a procedimenti giuridici per sostenere misure specifiche, senza le quali non sarebbe possibile conseguire un livello più elevato di applicazione della legge e protezione dei cittadini.

D'altra parte la Zakon o suzbijanju diskriminacije (legge contro le discriminazioni) è applicabile alla condotta di tutte le autorità nazionali, le unità di autogoverno locale e regionale e le persone giuridiche aventi autorità pubblica, nonché alla condotta di tutte le persone fisiche e giuridiche, in particolare nei settori del lavoro e delle condizioni di lavoro, dell'accesso al lavoro autonomo e delle attività dipendenti, compresi i criteri di selezione, oltre che alle condizioni per l'assunzione e la promozione; all'accesso a tutti i tipi di orientamento professionale, formazione professionale e riqualificazione; all'istruzione, alla scienza e allo sport; alla sicurezza sociale, compresa l'assistenza sociale; alle pensioni e all'assicurazione sanitaria; alla magistratura e all'amministrazione, all'informazione pubblica e ai mezzi di comunicazione; all'accesso e alla fornitura di beni e servizi; all'appartenenza e ad attività nel contesto di sindacati, organizzazioni della società civile, partiti politici o qualsiasi altro tipo di organizzazione, così come alla partecipazione alla creazione culturale e artistica.

L'ufficio del difensore civico, in veste di autorità centrale contro le discriminazioni, riceve inoltre segnalazioni da qualsiasi persona fisica e giuridica ed esamina le segnalazioni individuali; di conseguenza può emettere raccomandazioni, pareri, proposte e avvertimenti giuridicamente non vincolanti al fine di affrontare la discriminazione e tutelare i diritti delle persone discriminate. Può altresì prendere parte a procedimenti giudiziari in qualità di interveniente per conto della persona che denuncia la discriminazione oppure può promuovere un'azione legale congiunta per la protezione contro la discriminazione qualora dimostri la probabilità che la condotta del convenuto abbia violato il diritto alla parità di trattamento di un ampio numero di persone in ragione del loro legame con i diritti e i valori riconosciuti da tale legge (razza o etnia, colore della pelle, sesso, lingua, religione, convinzioni politiche o di altro tipo, contesto nazionale o sociale, proprietà, appartenenza a sindacati, istruzione, status sociale, stato civile o familiare, età, condizioni di salute, disabilità, patrimonio genetico, identità o espressione di genere od orientamento sessuale). La persona autorizzata a presentare una denuncia di discriminazione presso il difensore civico non deve inoltre necessariamente essere un cittadino UE.

La nuova Il link si apre in una nuova finestraZakon o zaštiti prijavitelja nepravilnosti (legge sulla protezione degli informatori), in vigore dal 1° luglio 2019, prevede che gli informatori contattino il difensore civico chiedendo la tutela dei propri diritti qualora un informatore dimostri la probabilità di essere o di poter essere vittima di eventi lesivi in caso di segnalazione di irregolarità. Ai sensi di tale legge, una persona che desidera presentare una denuncia non deve essere un cittadino UE e il difensore civico può intervenire per proteggere l'informatore proveniente dal settore pubblico o privato (Nota: la legge definisce un "informatore" come una persona che è a conoscenza e ha segnalato irregolarità legate allo svolgimento di lavoro condotto per conto del datore di lavoro, ad esempio violazioni di leggi, regolamenti, norme, codici etici o di condotta oppure atti interni di imprese.). Occorre sottolineare che lo svolgimento del lavoro, oltre alle relazioni di lavoro dipendente usuali, comprende anche il volontariato, il lavoro basato su contratti di servizio a tempo determinato, il lavoro studentesco, ecc. Inoltre, un informatore può essere una persona che ha partecipato a procedure di assunzione in veste di candidato.

Inoltre, nel contesto di una condotta aziendale responsabile, ossia la protezione dei diritti umani, in particolare i diritti dei lavoratori e la protezione dell'ambiente, la Repubblica di Croazia, in veste di paese in via di adesione al Comitato per gli investimenti dell'OCSE, in quanto organo di supervisione imparziale, è tenuta ad attuare le seguenti linee guida: fornire informazioni sulla condotta istituzionale responsabile sul sito web; elaborare le richieste di informazioni; mediare a favore della risoluzione di problemi derivanti da possibili comportamenti istituzionali irresponsabili e comunicare con le parti interessate per evitare controversie.

La Croazia ha inoltre istituito un Državni inspektorat (ispettorato statale), composto da divisioni e servizi competenti (come ad esempio la Divisione Vigilanza sulla sicurezza e sulla salute sul lavoro e la Divisione Vigilanza in materia di occupazione).

Maggiori informazioni in merito alla portata delle attività e delle competenze di questo Ispettorato statale o dei settori/delle divisioni di cui sopra sono disponibili ai seguenti indirizzi:

5. Il vostro paese impone alle imprese transnazionali europee l'obbligo di istituire meccanismi di reclamo o servizi di mediazione per violazioni derivanti dalle loro attività aziendali? Tali obblighi si applicano anche alle violazioni che si sono verificate al di fuori dell'Unione europea? Quali soggetti sono incaricati del monitoraggio di tali attività nel vostro paese? Sono disponibili relazioni pubbliche che forniscono informazioni sul funzionamento di tali sistemi?

La Croazia non impone alcun programma di mediazione obbligatorio per affrontare le violazioni dei diritti umani commesse da imprese. Per le controversie dei consumatori tra consumatori e operatori commerciali, la mediazione è disciplinata dalla Zakon o alternativnom rješavanju potrošačkih sporova (legge sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori, NN n. 121/16 e 32/19) che recepisce le direttive e il regolamento dell'UE in materia di risoluzione delle controversie dei consumatori. Per questioni relative alla protezione dei diritti umani e altre controversie relative a diritti, la mediazione può essere proposta dinanzi uno dei centri di mediazione in Croazia, in seno ai quali una controversia può essere risolta sulla base degli interessi delle parti.

Si invita a consultare le pagine pertinenti per trovare ulteriori informazioni in merito a:

Ai sensi della Zakon o zaštiti potrošača (legge sulla tutela dei consumatori), l'operatore commerciale è tenuto a fornire al consumatore la possibilità di presentare un reclamo scritto a mezzo posta, fax o e-mail.

Ai sensi della Zakon o državnom inspektoratu (legge sull'ispettorato statale), le istanze che comprendono i dettagli della persona che effettua la segnalazione (nome, cognome e indirizzo di casa) e che riferiscono comportamenti contrari alle normative possono essere utilizzate come base per le indagini.

Per i dipendenti di imprese multinazionali, la Zakon o radu (legge sul lavoro) impone a un datore di lavoro con almeno venti dipendenti di nominare una persona che, insieme al datore di lavoro, sia incaricata di ricevere e risolvere i reclami relativi alla tutela della dignità dei lavoratori.

Tali attività sono monitorate dall'Il link si apre in una nuova finestraIspettorato statale.

6. Dispongo di diritti specifici se sono una vittima vulnerabile che tenta di ottenere un risarcimento per violazioni di diritti umani commesse da imprese? Posso avere accesso al patrocinio a spese dello Stato e a quali condizioni? Quali costi saranno coperti da tale patrocinio? Ho accesso a tale patrocinio alle medesime condizioni se non sono un cittadino dell'UE o non vivo nell'UE?

Una vittima che cerca di ottenere rimedio per una violazione dei diritti umani commessa da un'impresa ha gli stessi diritti delle altre vittime nei procedimenti penali. Si consiglia di consultare il portale europeo della giustizia elettronica per ulteriori informazioni:

Ai sensi della Zakon o besplatnoj pravnoj pomoći (legge sul patrocinio gratuito a spese dello Stato), il diritto al patrocinio gratuito a spese dello Stato è concesso a:

  • cittadini croati;
  • minori che non sono cittadini croati ma si trovano in Croazia non accompagnati da un adulto responsabile per legge;
  • stranieri con residenza temporanea, in caso di reciprocità, e stranieri con residenza permanente;
  • stranieri soggetti a protezione temporanea;
  • stranieri che risiedono illegalmente e stranieri in soggiorno di breve durata, nel contesto di procedimenti concernenti la decisione di espulsione o rimpatrio;
  • richiedenti asilo, persone aventi lo status di rifugiato e stranieri che beneficiano della protezione sussidiaria nonché loro familiari legalmente residenti in Croazia, nei procedimenti nei quali non è loro fornita assistenza legale ai sensi di una legge speciale.
  • La legge sul patrocinio gratuito a spese dello Stato (NN n. 143/13 e 98/19) disciplina le condizioni e la procedura secondo le quali le persone svantaggiate possono esercitare il loro diritto alla consulenza legale e all'accesso agli organi giurisdizionali e ad altri organismi di diritto pubblico in materia civile e amministrativa.
  • La legge sul patrocinio gratuito a spese dello Stato prevede che i beneficiari di tale patrocinio, diversi dai cittadini croati, comprendano:
  • minori che non sono cittadini croati ma si trovano in Croazia non accompagnati da un adulto responsabile per legge;
  • stranieri con residenza temporanea, in caso di reciprocità, e stranieri con residenza permanente;
  • stranieri soggetti a protezione temporanea;
  • stranieri che risiedono illegalmente e stranieri in soggiorno di breve durata, nel contesto di procedimenti concernenti la decisione di espulsione o rimpatrio;
  • richiedenti asilo, persone aventi lo status di rifugiato e stranieri che beneficiano della protezione sussidiaria nonché loro familiari legalmente residenti in Croazia, nei procedimenti nei quali non è loro fornita assistenza legale ai sensi di una legge speciale.

I beneficiari del patrocinio gratuito a spese dello Stato possono esercitare il diritto al patrocinio primario e/o secondario a spese dello Stato alle condizioni previste dalla legge.

Il patrocinio primario a spese dello Stato include informazioni legali generali, consulenza legale, istanze presentate a enti pubblici, alla Corte europea dei diritti dell'uomo e alle organizzazioni internazionali in conformità ai trattati internazionali e a regolamenti interni, la rappresentanza nei procedimenti dinanzi enti pubblici e l'assistenza legale nella composizione extragiudiziale di controversie. Viene fornito dalle autorità amministrative nelle contee e nella Grad Zagreb (città di Zagabria) da associazioni e consultori giuridici autorizzati e può essere offerto in relazione a qualsiasi questione legale. La procedura per l'esercizio del patrocinio primario a spese dello Stato viene avviata contattando direttamente un prestatore di tale patrocinio il quale stabilirà, a propria discrezione, se sono soddisfatti i requisiti per beneficiare di tale patrocinio.

Il patrocinio secondario a spese dello Stato include la consulenza legale, le istanze nei procedimenti per la tutela dei diritti dei lavoratori dinanzi al datore di lavoro, le istanze presentate e la rappresentanza in contenzioso nonché l'assistenza legale nella risoluzione amichevole di controversie. Il patrocinio secondario a spese dello Stato è fornito da avvocati. Il patrocinio secondario a spese dello Stato comprende anche l'esenzione dal versamento delle spese di contenzioso e delle spese di giudizio.

Affinché il patrocinio secondario a spese dello Stato sia concesso sotto forma di presentazioni di istanze e rappresentanza in contenzioso nonché di esenzione dal versamento delle spese di giudizio, la situazione finanziaria del richiedente deve soddisfare i requisiti stabiliti dalla legge sul patrocinio gratuito a spese dello Stato, ossia quello secondo il quale il reddito mensile totale dei richiedenti e dei loro familiari non deve superare l'importo della base imponibile per membro del nucleo familiare (3 326,00 HRK) e il requisito secondo il quale il valore totale dei beni posseduti dai richiedenti e dai loro familiari non deve superare 60 volte tale importo della base imponibile (199 560,00 HRK).

Oltre al soddisfacimento dei requisiti finanziari, è possibile richiedere il patrocinio secondario a spese dello Stato in uno dei seguenti tipi di procedimenti relativi a:

  • diritti reali, fatta eccezione per i procedimenti relativi al catasto;
  • rapporti di lavoro;
  • rapporti familiari, fatta eccezione per i procedimenti in materia di divorzio consensuale se i coniugi non hanno figli minorenni comuni o adottati o figli maggiorenni soggetti a potestà genitoriale;
  • procedimenti di esecuzione e cautelari relativi alla riscossione forzata o alla costituzione di garanzie per crediti derivanti da procedimenti nei quali è possibile concedere il patrocinio a spese dello Stato ai sensi delle disposizioni della legge sul patrocinio gratuito a spese dello Stato;
  • composizione amichevole di controversie;
  • in via eccezionale, in tutti gli altri procedimenti giudiziari amministrativi e civili quando tale necessità deriva da circostanze di vita specifiche dei richiedenti e dei loro familiari, in conformità con lo scopo fondamentale della legge sul patrocinio gratuito a spese dello Stato.

L'iter per la concessione del patrocinio secondario a spese dello Stato viene avviato rivolgendosi all'autorità amministrativa competente della contea o della città di Zagabria. La domanda viene presentata utilizzando un modulo standard che comprende l'espressione del consenso da parte dei richiedenti e dei loro familiari all'accesso a tutti i dati relativi al loro reddito e patrimonio totali nonché la conferma del richiedente che le informazioni fornite sono accurate e complete.

Nel contesto dell'iter per la concessione del patrocinio secondario a spese dello Stato a un richiedente che soddisfi i requisiti giuridici per esercitare il diritto a tale patrocinio, l'autorità competente emetterà una decisione di concessione di tale patrocinio secondario a spese dello Stato, indicando il tipo e la portata del patrocinio concesso. La concessione del patrocinio secondario a spese dello Stato fa riferimento a una garanzia totale o parziale per il versamento dei costi di tale patrocinio, a seconda dell'importo del reddito mensile totale dei richiedenti e dei loro familiari. La decisione in merito alla concessione del patrocinio secondario a spese dello Stato specifica anche l'avvocato che fornirà tale patrocinio.

Se il richiedente non soddisfa i requisiti per la concessione del diritto al patrocinio secondario a spese dello Stato, viene emessa una decisione di rigetto della domanda. La decisione di rigetto della domanda può essere oggetto di impugnazione da parte del richiedente presso il Ministarstvo pravosuđa (ministero della Giustizia). Contro la decisione del ministero della Giustizia che rigetta tale impugnazione è possibile avviare un procedimento amministrativo.

Se il beneficiario del patrocinio gratuito a spese dello Stato risulta essere la parte soccombente, ossia non prevale nel procedimento giudiziario per il quale è stato concesso tale patrocinio, non è tenuto a rimborsare le spese di tale patrocinio. Tuttavia la sua concessione non significa che il beneficiario del patrocinio secondario a spese dello Stato che risulti essere la parte soccombente, sarà esonerato dal versamento delle spese di contenzioso sostenute dalla parte avversa che saranno decise dall'organo giurisdizionale secondo le norme che disciplinano i procedimenti giudiziari.

Il patrocinio gratuito a spese dello Stato può essere concesso anche nelle controversie transfrontaliere. La legge sul patrocinio gratuito a spese dello Stato definisce le controversie transfrontaliere come controversie nelle quali il richiedente il patrocinio è domiciliato o residente in uno Stato membro dell'Unione europea diverso da quello dell'organo giurisdizionale o da quello in cui la decisione giudiziaria deve trovare esecuzione.

Il patrocinio a spese dello Stato nelle controversie transfrontaliere è concesso in materia civile e commerciale, nel contesto di procedimenti di mediazione, composizioni extragiudiziali, dell'esecuzione di strumenti pubblici nonché per la consulenza legale nel contesto di tali procedimenti. Le disposizioni sul patrocinio a spese dello Stato nelle controversie transfrontaliere non si applicano a procedimenti in materia fiscale, doganale ed amministrativi di altra natura.

Ai richiedenti il patrocinio a spese dello Stato in controversie transfrontaliere verrà concesso tale patrocinio se soddisfano i requisiti stabiliti dalla legge in materia. In via eccezionale il patrocinio a spese dello Stato può essere concesso ai richiedenti che non soddisfano i requisiti per la sua concessione stabiliti dalla legge in materia qualora essi dimostrino di non essere in grado di sostenere il costo del procedimento in ragione di costi della vita sproporzionati nello Stato membro di domicilio o residenza abituale e del costo della vita in Croazia.

In Croazia i richiedenti o l'autorità competente dello Stato membro in cui essi sono domiciliati o residenti abitualmente (autorità di trasmissione) devono presentare la domanda di patrocinio a spese dello Stato al ministero della Giustizia (autorità ricevente). I moduli e i documenti allegati devono essere preparati in lingua croata, altrimenti la domanda verrà respinta.

Se una controversia nella quale il richiedente chiede il patrocinio a spese dello Stato non è una controversia transfrontaliera o se il richiedente non ha diritto a tale patrocinio nelle controversie transfrontaliere, il ministero della Giustizia emetterà una decisione di rigetto della domanda. Non sono consentiti ricorsi contro le decisioni del ministero della Giustizia, sebbene sia possibile avviare procedimenti amministrativi.

Il patrocinio gratuito a spese dello Stato può essere concesso a persone non residenti nell'Unione europea, nel rispetto delle disposizioni degli accordi internazionali bilaterali e multilaterali vincolanti per la Croazia.

Per informazioni sul patrocinio a spese dello Stato in Croazia, consultare il sito web:


[1] Diritti della personalità: diritto alla vita, alla salute fisica e mentale, alla reputazione, all'onore, alla dignità, al nome, alla tutela della vita privata personale e familiare, alla libertà, ecc.

Ultimo aggiornamento: 09/02/2021

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Imprese e diritti umani - Cipro

1. Di che tipo di protezione giudiziaria posso beneficiare nel vostro paese come vittima di violazioni dei diritti umani in relazione alle imprese? Questo tipo di protezione comprende un risarcimento?

Conformemente alle disposizioni della legge sull'assicurazione obbligatoria per i datori di lavoro (legge 174/1989), come modificata, i dipendenti vittime di violazioni dei diritti umani in cui sono coinvolte le imprese hanno diritto a un risarcimento in caso di infortunio sul lavoro (decesso o lesioni corporali), provocato dal lavoro o nel corso del lavoro, oppure in caso di malattia professionale La legge impone a tutti i datori di lavoro di sottoscrivere una polizza per la responsabilità civile presso una compagnia di assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali di qualsiasi dipendente. L'obbligo si applica anche ai casi in cui soggetti con residenza permanente a Cipro lavorino all'estero e possano essere vittime di un infortunio sul lavoro o di una malattia professionale La legge stabilisce una soglia minima di copertura per ciascun infortunio sul lavoro o ciascuna malattia professionale del dipendente (centosessantamila (160 000) EUR) e per ciascun evento o serie di eventi con lo stesso fatto costitutivo (tremilioniquattrocentoquindicimila (3 415 000) EUR), compresi le spese e gli interessi.

Se del caso, per il versamento a un dipendente di un'indennità superiore agli importi previsti dalla legge è necessario avviare un'azione davanti a un organo giurisdizionale.

Quando si eseguono ispezioni presso i locali o le imprese dei datori di lavoro per controllare il rispetto della legislazione sulla sicurezza e la salute sul lavoro, gli ispettori del lavoro verificano anche l'esistenza del certificato di assicurazione obbligatoria per la responsabilità del datore di lavoro.

2. Esistono norme specifiche per gravi violazioni? Tali norme si applicano ai reati ambientali o allo sfruttamento dei lavoratori?

Si veda la risposta alla domanda 1.

3. Sono vittima di una violazione dei diritti umani derivante dalle attività di una società transnazionale europea e tale violazione è stata commessa al di fuori dall'Unione europea. Posso adire gli organi giurisdizionali del vostro paese se non sono cittadino dell'UE o non vivo nell'UE? Quali sono le condizioni per far valere i miei diritti in caso di violazione degli stessi? Dove posso trovare ulteriori informazioni?

No, tale possibilità non è prevista. Viste le informazioni e gli elementi della domanda, non sembra sussistere alcun legame che permetta di attribuire la competenza agli organi giurisdizionali ciprioti.

4. Le istituzioni competenti per la mediazione, gli organismi per le pari opportunità o le istituzioni nazionali per i diritti umani sostengono le vittime di violazioni dei diritti umani in relazione alle imprese commesse da società transnazionali europee al di fuori dell'Unione europea? Questi organismi possono indagare sul mio caso se non sono cittadino dell'UE o non vivo nell'UE? Esistono altri servizi pubblici (come l'ispettorato del lavoro o ambientale) nel suo paese che possano indagare sul mio caso? Dove posso trovare informazioni sui miei diritti?

No I cittadini di paesi terzi che si ritengono vittime di una violazione dei diritti umani beneficiano di una protezione analoga da parte di istituzioni indipendenti, a condizione che la violazione sia avvenuta a Cipro.

5. Il vostro paese impone obblighi alle società transnazionali europee di istituire meccanismi o servizi di mediazione per violazioni derivanti dalle loro attività commerciali? Tali obblighi si applicano anche alle violazioni che si sono verificate al di fuori dell'Unione europea? Chi è incaricato di monitorare queste attività nel vostro paese? Esistono relazioni pubbliche che forniscono informazioni sul funzionamento del sistema?

Il regolamento (UE) n. 524/2013 relativo alla risoluzione delle controversie online dei consumatori impone alle imprese di commercio elettronico di fornire informazioni relative alla piattaforma di risoluzione delle controversie online sul proprio sito internet.

6. Sono titolare di diritti specifici nel caso in cui io sia una vittima vulnerabile che intende ricorrere alle autorità competenti relativamente a violazioni dei diritti umani in relazione alle imprese? Posso beneficiare dell'assistenza legale e a quali condizioni?

L'assistenza legale è concessa a qualunque persona fisica che sia stata vittima di una violazione dei diritti umani durante il soggiorno sul territorio della Repubblica di Cipro, indipendentemente dal fatto che si tratti di un cittadino della Repubblica di Cipro o dell'Unione europea.

Quali costi saranno coperti dall'assistenza legale?

L'assistenza legale include:

  • il ricorso a un avvocato,
  • la consulenza legale,
  • la rappresentanza davanti agli organi giurisdizionali.

Posso beneficiare dell'assistenza legale alle stesse condizioni se non sono cittadino dell'UE o non vivo nell'UE?

No

Ultimo aggiornamento: 29/07/2020

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Imprese e diritti umani - Malta

1. A che tipo di tutela giurisdizionale ho diritto nel vostro paese in qualità di vittima di violazioni dei diritti umani commesse da imprese? Tale tutela comprende un risarcimento?

Qualsiasi vittima di violazioni dei diritti umani, indipendentemente dal fatto che tali violazioni siano state commesse o meno da imprese, ha il diritto di intraprendere un'azione dinanzi a un giudice per tentare di ottenere una riparazione e un risarcimento.

2. Esistono norme specifiche per violazioni gravi dei diritti umani? Tali norme si applicano a reati ambientali o a sfruttamenti gravi della manodopera?

Non esistono norme specifiche per violazioni gravi dei diritti umani. Tutti i casi relativi a violazioni dei diritti umani sono trattati allo stesso modo.

3. Sono vittima di violazioni dei diritti umani derivanti da attività di un'impresa transnazionale europea verificatesi al di fuori dell'Unione europea. Ho accesso agli organi giurisdizionali del vostro paese se non sono un cittadino UE e non vivo nell'UE? A quali condizioni posso invocare una violazione dei miei diritti? Dove posso trovare ulteriori informazioni?

La legge è territoriale. Una persona fisica deve ricorrere al diritto internazionale privato per determinare la lex fori, a condizione che non vi sia un accordo tra le parti che impedisca la scelta della legislazione applicabile.

4. Le istituzioni del difensore civico, gli organismi per la parità o le istituzioni nazionali per la tutela dei diritti umani possono sostenere le vittime di violazioni dei diritti umani commesse da imprese transnazionali europee al di fuori dell'Unione europea? Tali soggetti possono indagare in merito al mio caso se non sono un cittadino dell'UE e se non vivo nell'UE? Esistono altri servizi pubblici (quali un ispettorato del lavoro o un ispettorato dell'ambiente) nel vostro Paese che possono indagare sul mio caso? Dove posso trovare informazioni in merito ai miei diritti?

Il mandato del difensore civico di Malta, in conformità dell'articolo 64A della costituzione e degli articoli della legge sul difensore civico, consiste nell' "indagare in merito alle azioni intraprese da o per conto del governo o da qualsiasi altra autorità, organo o persona che possa essere prevista dalla legge (comprendente un'autorità, un organo o un ufficio istituita/o dalla presente costituzione) se si tratta di azioni intraprese nell'esercizio delle loro funzioni amministrative".

Ai sensi dell'articolo 12, primo comma, della legge sul difensore civico, la competenza di quest'ultimo è limitata alle indagini in merito alle denunce riguardanti:

"a) il governo, compreso qualsiasi dipartimento governativo o altra autorità del governo, qualsiasi ministro o segretario parlamentare, qualsiasi funzionario pubblico e qualsiasi membro o agente di un'autorità di cui sopra;

b) qualsiasi organo statutario e qualsiasi società di persone o altro organismo in cui il governo o uno o più di detti soggetti summenzionati o una qualsiasi combinazione di essi abbia una partecipazione di maggioranza o in relazione al/alla quale abbia un controllo effettivo, compreso qualsiasi amministratore, socio, dirigente o altro funzionario di tale organo o società di persone o del suo organo di controllo (di seguito collettivamente denominati "organizzazione"); e

c) consigli locali e qualsiasi loro comitato, sindaci, consiglieri e membri del personale di tutti i consigli locali".

Il difensore civico non dispone di un mandato specifico e formale per indagare in merito a casi che comportano la violazione o minacce di violazione di diritti fondamentali o per fornire risarcimento o promuovere o proteggere i diritti fondamentali dei cittadini.

Tuttavia, le funzioni di cui all'articolo 22, primo comma, della legge sul difensore civico sono sufficientemente ampie da consentire a tale istituzione di essere coinvolta senza restrizioni nel settore dei diritti umani svolgendo le seguenti attività:

  • indagando in merito a denunce che presentano aspetti legati ai diritti umani;
  • attirando l'attenzione delle autorità sulle minacce ai diritti dei cittadini;
  • in caso di violazione, contribuendo a risolvere la situazione formulando raccomandazioni per comporre la questione in maniera equa ed efficace al fine di evitare procedimenti giudiziari.

La competenza processuale del difensore civico si estende a tutte le persone che ritengono di essere state lese indipendentemente dalla loro cittadinanza od origine, a condizione che la persona in questione abbia un interesse personale nella sostanza della denuncia. Il termine "persona" comprende in questa sede tanto le persone fisiche quanto quelle giuridiche.

Le autorità o le istituzioni soggette alla competenza giurisdizionale del difensore civico sono tenute a tutelare i diritti umani e a garantirne l'applicazione. Di conseguenza, sebbene il mandato del difensore civico sia limitato alle autorità pubbliche, tale istituzione ha la possibilità di prendere in considerazione le situazioni nelle quali la vittima di una violazione dei diritti umani commessa da un'impresa asserisce che i suoi diritti siano stati violati perché tale autorità pubblica o istituzione non ha fornito alla persona in questione la protezione alla quale aveva diritto.

Il difensore civico può indagare su qualsiasi caso anche se la persona che presenta la denuncia non è un cittadino UE o non vive nell'UE, a condizione che la sostanza della denuncia rientri nella competenza giurisdizionale del difensore civico. Inoltre, se la sostanza della denuncia è soggetta alla competenza giurisdizionale del difensore civico o di un'altra autorità locale o di regolamentazione, la tutela giuridica è garantita a tutte le vittime.

Di conseguenza la competenza giurisdizionale del difensore civico non dipende dalla sostanza del caso o dal fatto che la parte lesa viva a Malta, quanto piuttosto dalla presunta violazione commessa da un'autorità soggetta a detta competenza da parte del difensore civico.

Per quanto riguarda altri servizi pubblici (ad esempio occupazione o ambiente) a Malta, vi sono altre istituzioni pubbliche, quali il Dipartimento per le relazioni industriali e occupazionali, l'Autorità per l'ambiente e le risorse, l'Arbitro per i servizi finanziari e la Commissione nazionale per la promozione della parità. Tuttavia, quest'ultima, essendo un ente nazionale per le pari opportunità, può svolgere indagini esclusivamente in merito a casi di discriminazione e molestie sessuali che si verificano a Malta.

5. Il vostro paese impone alle imprese transnazionali europee l'obbligo di istituire meccanismi di reclamo o servizi di mediazione per violazioni derivanti dalle loro attività aziendali? Tali obblighi si applicano anche alle violazioni che si sono verificate al di fuori dell'Unione europea? Quali soggetti sono incaricati del monitoraggio di tali attività nel vostro paese? Sono disponibili relazioni pubbliche che forniscono informazioni sul funzionamento del sistema?

Malta non impone alle imprese transnazionali europee l'obbligo di istituire meccanismi di reclamo o servizi di mediazione per violazioni derivanti da attività commerciali. La mediazione a Malta ha luogo nelle cause esaminate dal tribunale della famiglia o in procedimenti dinanzi la commissione competente in materia di locazione.

6. Dispongo di diritti specifici se sono una vittima vulnerabile che tenta di ottenere un risarcimento per violazioni di diritti umani commesse da imprese? Posso avere accesso al patrocinio a spese dello Stato e a quali condizioni? Quali costi saranno coperti da tale patrocinio? Ho accesso a tale patrocinio alle medesime condizioni se non sono un cittadino dell'UE o non vivo nell'UE?

Si ha diritto a beneficiare del patrocinio a spese dello Stato se si è vittima di un reato di cui al capo 539, articolo 2 delle Laws of Malta (leggi di Malta) (legge sulle vittime di reati) o se si è vittima di violenza domestica ai sensi del capo 581 delle leggi di Malta (legge sulla violenza domestica o sulla violenza basata sul genere). Dopo che l'organo giurisdizionale ha emesso un'ordinanza nella quale concede il patrocinio a spese dello Stato, la vittima in questione avrà diritto a ricevere consulenza legale e ad essere rappresentata in giudizio. Tale patrocinio coprirà le spese di giudizio e gli onorari dell'avvocato. Se la vittima non è un cittadino UE ma ha uno status a Malta, ha comunque diritto a beneficiare del patrocinio a spese dello Stato. Se la vittima è un cittadino UE che vive al di fuori dell'UE, avrà comunque diritto a essere rappresentata in giudizio a Malta e ad ottenere il patrocinio a spese dello Stato.

Ultimo aggiornamento: 04/05/2021

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Imprese e diritti umani - Slovacchia

Nella Repubblica slovacca, ogni persona ha diritto alla parità di trattamento nell'esercizio dei propri diritti, nonché alla protezione contro la discriminazione. Le imprese devono rispettare il principio della parità di trattamento, non soltanto nell'erogazione di beni e servizi, ma anche, per quanto concerne l'occupazione, tanto nei confronti delle persone in cerca di lavoro quanto dei loro dipendenti.

1. A che tipo di tutela giurisdizionale ho diritto nel vostro paese in qualità di vittima di violazioni dei diritti umani commesse da imprese? Tale tutela comprende un risarcimento?

Uno dei diritti fondamentali sanciti dalla costituzione della Repubblica slovacca è il diritto alla tutela giurisdizionale, a far valere i propri diritti dinanzi ad organi giurisdizionali indipendenti, compresa la Corte costituzionale, o dinanzi a un'altra autorità della Repubblica slovacca, laddove la legge lo preveda.

Il diritto alla tutela giurisdizionale è esercitato mediante la presentazione di un atto introduttivo per l'avvio di un procedimento giudiziario. In caso di violazione o di minaccia di violazione di un diritto soggettivo, il detentore di tale diritto, sia esso una persona fisica o una persona giuridica, può esercitare il proprio diritto alla tutela giurisdizionale chiedendo di avviare un procedimento, ossia un'azione dinanzi a un giudice. Ogni persona fisica o giuridica ha il diritto di adire le vie giudiziarie. Gli organi giurisdizionali devono considerare qualsiasi azione.

Dall'atto introduttivo presentato deve essere chiaro ciò che la parte attrice intende ottenere, ossia quale forma di ordinanza o di provvedimento sta richiedendo. Tramite la domanda giudiziale (il petitum), la parte attrice definisce il caso che l'organo giurisdizionale dovrà esaminare e in merito al quale dovrà esprimersi. L'organo giurisdizionale non può concedere nulla di diverso da quanto richiesto nella domanda giudiziale. A seconda dell'esito del procedimento giudiziario, l'organo giurisdizionale può ovviamente riconoscere meno di quanto richiesto dalla parte attrice; può concedere qualcosa in più rispetto a quanto richiesto soltanto se la legge stabilisce una specifica forma di composizione tra le parti o se il procedimento avrebbe potuto essere avviato su iniziativa propria dell'organo giurisdizionale stesso.

La vittima di una violazione dei diritti umani in un contesto commerciale ha pertanto diritto alla tutela giurisdizionale e, nel promuovere un'azione legale, specifica nell'atto introduttivo la questione che deve essere esaminata e in merito alla quale occorre che l'organo giurisdizionale si esprima, nonché il risarcimento che intende ottenere in veste di parte attrice dinanzi a detto organo giurisdizionale.

Nei casi di interferenza illecita con l'onore, la dignità, la salute o la vita privata di una persona fisica, la sua vita familiare, ecc., la parte lesa ha il diritto di chiedere il risarcimento del danno morale adendo un organo giurisdizionale. L'ammontare del danno morale è determinato in termini monetari principalmente con riferimento ai seguenti aspetti:

  1. la vittima, la sua vita fino al momento in questione e l'ambiente nel quale essa vive e lavora;
  2. la gravità del danno e le circostanze nelle quali si è verificato;
  3. la gravità delle conseguenze per la vita privata della vittima;
  4. la gravità delle conseguenze per la posizione sociale della vittima.

2. Esistono norme specifiche per violazioni gravi dei diritti umani? Tali norme si applicano a reati ambientali o a sfruttamenti gravi della manodopera?

Il codice del lavoro proibisce la discriminazione nei rapporti di lavoro, imponendo quindi direttamente alle imprese di rispettare il principio della parità di trattamento nei loro rapporti precontrattuali e di lavoro. Misure più dettagliate sono previste dalla legge contro le discriminazioni, che vieta la discriminazione in materia di lavoro e in rapporti giuridici analoghi basata sul sesso, sulla religione o sulle credenze personali, sulla razza, sulla cittadinanza o sul gruppo etnico di appartenenza, su una disabilità, sull'età, sull'orientamento sessuale, sullo stato civile e su quello familiare, sul colore della pelle, sulla lingua parlata, sulle convinzioni politiche o di altro tipo, sull'origine nazionale o sociale, sulla proprietà, sul genere o su un altro status oppure a causa di una denuncia di un reato o di un'altra attività antisociale.

Ai sensi della legge in materia di sicurezza e salute sul lavoro, le imprese devono vigilare in merito alla sicurezza di condizioni di lavoro, edifici, strade, macchinari e attrezzature tecniche, procedure di lavoro, organizzazione del lavoro, ecc., al fine di garantire la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro.

La costituzione della Repubblica slovacca prevede che nessuno possa essere sottoposto a lavoro forzato o a un servizio forzato.

Reati che comportano gravi violazioni dei diritti umani, ad esempio contro la libertà (quali la tratta di esseri umani, la limitazione della libertà personale o la limitazione della libertà di soggiorno), nonché i reati che comportano un pericolo per il pubblico e contro l'ambiente (ad esempio lo smaltimento illegale di rifiuti, lo scarico non autorizzato di inquinanti, violazioni di norme in materia di protezione delle acque e dell'aria, la produzione e la gestione non autorizzate di sostanze che riducono lo strato di ozono e di altro tipo) sono classificati nel codice penale come reati commessi con dolo, per i quali detta legge prevede una pena detentiva massima superiore a cinque anni. La responsabilità penale per tali reati è a carico dei loro autori che possono essere persone fisiche ai sensi del codice penale o persone giuridiche ai sensi della legge sulla responsabilità penale delle persone giuridiche e del codice penale.

Da quanto precede risulta che in caso di violazioni gravi dei diritti umani, compresi i reati ambientali e lo sfruttamento grave di manodopera, si applicano norme specifiche alla durata della pena che sarà più elevata ai sensi del codice penale per questi reati rispetto a quella prevista per reati minori.

3. Sono vittima di violazioni dei diritti umani derivanti da attività di un'impresa transnazionale europea verificatesi al di fuori dell'Unione europea. Ho accesso agli organi giurisdizionali del vostro paese se non sono un cittadino UE o se non vivo nell'UE? A quali condizioni posso invocare una violazione dei miei diritti? Dove posso trovare ulteriori informazioni?

Nel caso di controversie in materia di diritto internazionale, occorre stabilire quale organo giurisdizionale esaminerà il caso in quesitone e si pronuncerà in merito allo stesso; inoltre, è altresì necessario stabilire la legge ai sensi della quale i fatti devono essere accertati. La legge in materia di diritto internazionale privato e processuale destinata a stabilire quale sistema giuridico disciplina i rapporti civili, commerciali, familiari, di lavoro ed altri rapporti analoghi aventi carattere internazionale, contiene una parte dedicata al diritto processuale internazionale che stabilisce i casi nei quali gli organi giurisdizionali slovacchi hanno competenza giurisdizionale, quelli nei quali detti organi hanno competenza esclusiva e quelli nei quali le parti coinvolte nella controversia sono libere di scegliere di optare per un procedimento dinanzi un organo giurisdizionale slovacco. Va sottolineato che gli organi giurisdizionali slovacchi seguono sempre le norme procedurali slovacche e se l'autorità giudiziaria slovacca non riesce a stabilire il contenuto di una legge straniera entro un termine ragionevole o se sarebbe difficile o impossibile stabilirne il contenuto, al procedimento giudiziario si applica il diritto slovacco.

Nella situazione in questione, di norma si applicano esclusivamente le disposizioni della legge slovacca in materia di diritto internazionale privato e processuale relative alla scelta della competenza giurisdizionale effettuata di comune accordo, ciò significa che entrambe le parti coinvolte nella controversia concordano sul fatto che il caso venga esaminato da organi giurisdizionali slovacchi. Tuttavia, se un accordo in merito alla competenza giurisdizionale sarebbe vantaggioso per una sola parte, rimane tutelato il diritto delle parti di adire un altro organo giurisdizionale. In materia di contratti di lavoro, contratti assicurativi e contratti conclusi da consumatori, gli accordi in materia di competenza giurisdizionale sono validi soltanto se non ostano alla competenza degli organi giurisdizionali dello Stato nel quale risiede la parte attrice o se sono conclusi dopo l'insorgere della controversia.

Per maggiori informazioni, contattare i seguenti soggetti:

Il link si apre in una nuova finestraNárodné kontaktné miesto pre podnikanie a ľudské práva (punto di contatto nazionale per le imprese e i diritti umani)

Il link si apre in una nuova finestraministero della Giustizia della Repubblica slovacca

4. Le istituzioni del difensore civico, gli organismi per la parità o le istituzioni nazionali per la tutela dei diritti umani possono sostenere le vittime di violazioni dei diritti umani commesse da imprese transnazionali europee al di fuori dell'Unione europea? Tali soggetti possono indagare in merito al mio caso se non sono un cittadino dell'UE o se non vivo nell'UE? Esistono altri servizi pubblici (quali un ispettorato del lavoro o un ispettorato dell'ambiente) nel vostro Paese che possono indagare sul mio caso? Dove posso trovare informazioni in merito ai miei diritti?

La costituzione slovacca prevede la figura del Il link si apre in una nuova finestradifensore civico dei diritti umani (il difensore civico). Il difensore civico slovacco è nominato dal Consiglio nazionale della magistratura della Repubblica slovacca e può essere contattato da persone fisiche e giuridiche qualora queste ritengano che i loro diritti o le loro libertà fondamentali siano stati violati da un'azione, una decisione o un'omissione di un'autorità pubblica. Ciò significa che una persona che non vive in Slovacchia o i cui diritti e libertà non sono stati violati dalle autorità pubbliche slovacche può chiedere consulenza al difensore civico slovacco, ma quest'ultimo non avrà la competenza giurisdizionale per affrontare la questione o agire in merito alla stessa.

In Slovacchia, il Slovenské národné stredisko pre ľudské práva (Il link si apre in una nuova finestraCentro nazionale slovacco per i diritti dell'uomo) opera tanto in veste di istituzione nazionale per la tutela dei diritti umani quanto di organismo nazionale contro le discriminazioni. Il compito principale di tale Centro è garantire nella Repubblica slovacca il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, compreso il principio della parità di trattamento. Svolge una vasta gamma di attività per attuare la propria missione e fornisce vari servizi nel settore della protezione e della promozione dei diritti umani, collaborando strettamente con le organizzazioni e le istituzioni internazionali per la tutela dei diritti umani. Nel settembre del 2018 il Centro nazionale slovacco per i diritti dell'uomo ha istituito il punto di contatto nazionale per le imprese e i diritti umani. In conformità con la legislazione che disciplina le attività e il funzionamento dell'entità fondatrice, il Centro fornisce, tra l'altro, consulenza legale in materia di discriminazione sul luogo di lavoro (nonché la rappresentanza gratuita nel contesto di procedimenti giudiziari) e consulenza in materia di protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali nella massima misura possibile, dalle questioni di parità di genere a quelle legate alla protezione dell'ambiente, ma soltanto all'interno del territorio della Slovacchia (conformemente al codice di procedura civile, a norma del quale l'organo giurisdizionale competente per una persona fisica è quello nel cui territorio vive la persona fisica, e conformemente alla legge sul diritto internazionale privato e processuale).

Nel settore della protezione dell'ambiente, la Slovacchia dispone dello Slovenská inšpekcia životného prostredia (Ispettorato slovacco dell'ambiente) attraverso il quale il ministero dell'Ambiente esercita il controllo dello Stato e impone sanzioni a persone fisiche, imprese e altre persone giuridiche in conformità con la legge sulla protezione della natura e del paesaggio e la cui competenza giurisdizionale copre il territorio della Repubblica slovacca e, di conseguenza, le violazioni di tale legge devono aver luogo all'interno del territorio della Repubblica slovacca.

La legge sulle ispezioni del lavoro, sul lavoro illegale e sull'occupazione illegale disciplina l'ispezione del lavoro nel territorio della Repubblica slovacca, il che significa che le violazioni di tale legge devono aver luogo nel territorio della Repubblica slovacca.

Da quanto precede si deduce che se una persona ritiene che i suoi diritti umani e le sue libertà fondamentali siano stati violati ma non è cittadina di uno Stato membro dell'Unione europea e non vive nel territorio dell'Unione europea, detta persona non può chiedere un'efficace tutela giuridica da parte delle autorità nazionali che tutelano i diritti e le libertà fondamentali nella Repubblica slovacca.

5. Il vostro paese impone alle imprese transnazionali europee l'obbligo di istituire meccanismi di reclamo o servizi di mediazione per violazioni derivanti dalle loro attività aziendali? Tali obblighi si applicano anche alle violazioni che si sono verificate al di fuori dell'Unione europea? Quali soggetti sono incaricati del monitoraggio di tali attività nel vostro paese? Sono disponibili relazioni pubbliche che forniscono informazioni sul funzionamento di tali sistemi?

La Repubblica slovacca non obbliga le multinazionali europee a istituire meccanismi di reclamo, dato che tale obbligo è imposto soltanto alle autorità dello Stato e alle unità territoriali autonome e ad altri organi della Repubblica slovacca in conformità con la legge sui reclami. Essendo uno Stato membro dell'Unione europea, la Repubblica slovacca è tenuta ad attuare la legislazione europea.

In Slovacchia, le multinazionali possono contattare il punto di contatto nazionale per le imprese e i diritti umani che fornisce formazione, consulenza e consulenza legale in questo settore.

La mediazione è un processo volontario destinato ad alleviare gli organi giurisdizionali nella gestione delle controversie. In Slovacchia la mediazione è disciplinata dalla legge sulla mediazione e prevede la risoluzione extragiudiziale delle controversie in materia di diritto civile, diritto di famiglia, obbligazioni commerciali e rapporti di lavoro, nonché delle controversie transnazionali derivanti da rapporti giuridici analoghi tra soggetti residenti o abitualmente residenti in uno Stato membro dell'Unione europea. Ai sensi del codice di procedura civile, l'organo giurisdizionale dovrebbe sempre cercare di raggiungere una composizione amichevole. L'organo giurisdizionale può proporre che le parti raggiungano una transazione mediante mediazione, ma non può ordinarlo. La mediazione richiede il consenso volontario e un approccio attivo da parte delle parti interessate.

6. Dispongo di diritti specifici se sono una vittima vulnerabile che tenta di ottenere un risarcimento per violazioni di diritti umani commesse da imprese? Posso avere accesso al patrocinio a spese dello Stato e a quali condizioni? Quali costi saranno coperti da tale patrocinio? Ho accesso a tale patrocinio alle medesime condizioni se non sono un cittadino dell'UE o non vivo nell'UE?

In Slovacchia, la legge sulle vittime di reati fornisce la seguente definizione del termine "vittima": vittime particolarmente vulnerabili (minori; persone di età superiore a 75 anni; disabili; vittime della tratta di esseri umani, della criminalità organizzata, di uno dei reati contro la dignità umana, di uno dei reati di terrorismo; vittime di reati di violenza o minacce di violenza sulla base del sesso, dell'orientamento sessuale, della cittadinanza, della razza o dell'etnia, della religione o delle convinzioni personali; vittime di altri reati esposte a un rischio più elevato di vittimizzazione reiterata sulla base di una valutazione individuale della vittima e delle sue caratteristiche personali, della sua relazione con l'autore del reato o della sua dipendenza dall'autore del reato, nonché del tipo o della natura e delle circostanze del reato) ai fini di un procedimento giudiziario a norma del diritto slovacco.

Le autorità incaricate dell'applicazione della legge (pubblici ministeri e polizia), gli organi giurisdizionali e i soggetti che forniscono assistenza alle vittime devono informarle dei loro diritti in maniera semplice e comprensibile. In particolare, essi terranno conto delle difficoltà di comprensione o comunicazione derivanti da taluni tipi di disabilità, dalle conoscenze linguistiche o dalla limitata capacità di esprimersi della vittima. Nei procedimenti penali, le vittime hanno lo status di una parte che ha denunciato un reato, di una parte lesa o di un testimone e avranno i diritti e gli obblighi associati al loro status ai sensi del codice di procedura penale. Le autorità incaricate dell'applicazione della legge, gli organi giurisdizionali e i soggetti che forniscono assistenza alle vittime effettuano valutazioni individuali di queste ultime in merito alla gravità del reato commesso al fine di determinare se la vittima in questione è particolarmente vulnerabile, in maniera da prevenire vittimizzazioni reiterate.

Alle vittime viene fornita assistenza legale sotto forma di informazioni legali e rappresentanza legale nel contesto di procedimenti penali e procedimenti civili, nonché della richiesta di risarcimento dei danni. L'assistenza legale è fornita alle vittime dal Centrum právnej pomoci (Centro per la consulenza legale) secondo le condizioni e la portata stabiliti dalla legge sull'assistenza legale a favore di persone bisognose. Il Centro per la consulenza legale fornisce assistenza legale a tutte le persone fisiche coinvolte in controversie nazionali ma, nelle controversie transnazionali, soltanto alle persone fisiche residenti o abitualmente residenti nel territorio di uno Stato membro. A norma di un trattato internazionale ai sensi del quale la Repubblica slovacca è vincolata o sulla base di una reciprocità dichiarata dal ministero della Giustizia della Repubblica slovacca, l'assistenza legale è prevista anche ai fini di un procedimento giudiziario dinanzi un organo giurisdizionale della Repubblica slovacca a favore di cittadini di uno Stato che è parte di un trattato internazionale o di persone abitualmente residenti nel territorio di tale Stato o di persone in relazione alle quali l'oggetto di un procedimento giudiziario nella Repubblica slovacca è direttamente correlato alla loro precedente residenza abituale nel territorio della Repubblica slovacca. Non è esclusa la rappresentanza di un avvocato (o consulente legale) ai sensi della legge sulle professioni giuridiche e della legge sul commercio.

Le persone bisognose [aventi un reddito inferiore a 1,4 volte il livello di sussistenza (in Slovacchia) o che stanno ricevendo prestazioni perché bisognose (in Slovacchia)] hanno diritto a beneficiare di assistenza legale gratuita erogata dal Centro per la consulenza legale nel caso in cui la controversia non sia manifestamente senza merito e il valore della controversia superi quello del salario minimo stabilito dalla legge.

I richiedenti hanno diritto all'assistenza legale attraverso il Centro per la consulenza legale con un contributo del 20 % delle spese di rappresentanza legale se soddisfano contemporaneamente le tre condizioni che seguono: il reddito del richiedente supera di 1,4 volte il minimo di sussistenza (in Slovacchia) e allo stesso tempo non supera di 1,6 volte tale importo e il richiedente non è in grado di assicurarsi servizi legali con i propri beni; la controversia non è manifestamente priva di merito; e il valore della controversia supera quello del salario minimo stabilito dalla legge. Il Centro valuta sempre il rispetto di queste condizioni prima di fornire patrocinio a spese dello Stato.

In altri casi le vittime si assicurano i servizi del proprio avvocato (o consulente legale) a proprie spese.

La protezione dei diritti degli informatori costituisce un contesto speciale. La legge sulla protezione degli informatori disciplina le condizioni per la fornitura di protezione alle persone in un rapporto di lavoro in relazione alla denuncia di reati o di altre attività antisociali, nonché i diritti e gli obblighi delle persone quando segnalano attività antisociali, e l'istituzione, lo status e la competenza dell'Úrad na ochranu oznamovateľov protispoločenskej činnosti (Ufficio per la protezione degli informatori).

Gli informatori possono richiedere protezione quando segnalano un'attività antisociale grave che costituisce un reato o durante un procedimento penale. La richiesta va presentata a un pubblico ministero. Se viene presentata ad un'altra autorità pubblica, la richiesta di protezione di informatori viene inoltrata senza indugio a un pubblico ministero. Se il pubblico ministero rileva che l'informatore che ha richiesto la protezione ha reso una notificazione qualificata, gli fornisce immediatamente protezione. Una protezione speciale è prevista per gli informatori al fine di evitarne la vittimizzazione affinché l'autore del reato non possa vittimizzare l'informatore attraverso minacce, intimidazioni, coercizione o abusi di potere oppure vendicandosi o influenzando in altro modo l'integrità fisica o psicologica della vittima.

Nei casi in cui la vittima lamenta una discriminazione, la protezione è prevista dalla legge contro le discriminazioni ai sensi della quale anche misure ingiustificate nei confronti di un denunciante sono considerate una forma di discriminazione. Nei casi di discriminazione, il Centro nazionale slovacco per i diritti dell'uomo fornisce consulenza legale e può altresì rappresentare la vittima nel contesto di procedimenti giudiziari.

Il Centro non tiene conto della cittadinanza della vittima, tuttavia la protezione può essere fornita soltanto alle vittime situate nel territorio della Repubblica slovacca.

Ultimo aggiornamento: 29/07/2020

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Imprese e diritti umani - Scozia

1. A che tipo di tutela giurisdizionale ho diritto nel vostro paese in qualità di vittima di violazioni dei diritti umani commesse da imprese? Tale tutela comprende un risarcimento?

Lo Scotland Act (legge sulla Scozia) del 1998 richiede che tutta la legislazione approvata dal parlamento scozzese e tutti gli atti dei membri del governo scozzese siano compatibili con i diritti contenuti nella Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU). Lo Human Rights Act (legge sui diritti umani) del 1998 rende illegittimo per le autorità pubbliche scozzesi agire in maniera incompatibile con i diritti sanciti dalla CEDU. Qualora si verifichino violazioni, gli organi giurisdizionali scozzesi hanno il potere di esaminare i casi e fornire mezzi di ricorso.

Il Companies Act (legge sulle imprese) del 2006 stabilisce la base giuridica secondo la quale le imprese sono costituite e gestite. Il Crown Office and Procurator Fiscal Service (COPFS, pubblico ministero scozzese) è in grado di avviare procedimenti giudiziari nei confronti di imprese scozzesi adendo gli organi giurisdizionali scozzesi nei casi in cui vi siano prove che sia stato commesso un reato.

Lo Human Trafficking and Exploitation (Scotland) Act (legge scozzese sulla tratta e sullo sfruttamento di esseri umani) del 2015 consolida e rafforza l'attuale legislazione penale del Regno Unito contro la tratta e lo sfruttamento di esseri umani e migliora lo status e il sostegno a favore delle vittime.

Tale legge contiene disposizioni sulla creazione di un reato unico di tratta di esseri umani per tutti i tipi di sfruttamento di adulti e minori; istituisce aggravanti normative della tratta di esseri umani da utilizzare con altri reati; e riformula il precedente reato indipendente di schiavitù, servitù e lavoro forzato od obbligatorio.

L'articolo 4 della legge del 2015 prevede un reato di schiavitù, servitù e lavoro forzato od obbligatorio che deve essere interpretato conformemente all'articolo 4 della CEDU.

Persone giuridiche (ad esempio un'impresa), associazioni di fatto e società di persone possono essere colpevoli di un reato di tratta di esseri umani o di un reato ai sensi dell'articolo 4 della legge del 2015. L'articolo 39 della legge del 2015 prevede che anche le persone fisiche pertinenti all'interno di tali soggetti (quali ad esempio un amministratore) possano essere colpevoli di un reato sopra descritto.

Come richiesto dalla legge del 2015, il Lord Advocate (Avvocato di Sua Maestà) ha pubblicato istruzioni per i pubblici ministeri in merito ad azioni giudiziarie di vittime sospette o confermate del reato di tratta di esseri umani e del reato di cui all'articolo 4 (schiavitù, servitù e lavoro forzato od obbligatorio). Il COPFS continua ad applicare tali istruzioni per garantire che le vittime non siano perseguite in relazione a reati commessi in conseguenza di tali attività.

Lo Scottish Public Services Ombudsman (SPSO, difensore civico scozzese per i servizi pubblici) ha un ampio mandato. Rappresenta l'ultimo grado per i reclami in merito ai servizi pubblici per lo più gestiti in Scozia. L'SPSO fornisce anche un servizio di esame indipendente per lo Scottish Welfare Fund (fondo previdenziale scozzese), con il potere di ribaltare e sostituire le decisioni prese dai consigli in merito alle domande di fondi per assistenza di prossimità e crisi. L'SPSO svolge un ruolo molto limitato per quanto concerne il risarcimento. Di norma la sua attività sfocia in raccomandazioni indirizzate ai servizi pubblici oggetti del reclamo in questione. I poteri e i doveri pertinenti sono stabiliti nello Scottish Public Services Ombudsman Act (legge sul difensore civico scozzese per i servizi pubblici) del 2002.

Laddove ritenga che i suoi diritti umani siano stati violati, una persona fisica può voler chiedere una consulenza legale indipendente.

2. Esistono norme specifiche per violazioni gravi dei diritti umani? Tali norme si applicano a reati ambientali o a sfruttamenti gravi della manodopera?

La dichiarazione sui diritti e sulle responsabilità in materia di terreni in Scozia, pubblicata dal governo scozzese come richiesto dal Land Reform (Scotland) Act (legge scozzese sulla riforma fondiaria) del 2016, stabilisce sei principi per aiutare a definire la politica in materia di questioni concernenti i terreni in Scozia. Il primo di questi principi stabilisce che: "il quadro generale dei diritti, delle responsabilità e delle politiche pubbliche in materia fondiaria deve promuovere, soddisfare e rispettare i diritti umani pertinenti in relazione ai terreni, contribuire all'interesse e al benessere pubblico e trovare un equilibrio tra interessi pubblici e privati. Tale quadro deve sostenere lo sviluppo economico sostenibile, proteggere e migliorare l'ambiente, contribuire al conseguimento della giustizia sociale e allo sviluppo di una società più giusta".

La legge del 2016 impone ai ministri scozzesi di rivedere regolarmente tale dichiarazione e riferire al parlamento.

La risposta alla domanda 1 contiene informazioni sulla tratta e lo sfruttamento di esseri umani.

3. Sono vittima di violazioni dei diritti umani derivanti da attività di un'impresa transnazionale europea verificatesi al di fuori dell'Unione europea. Ho accesso agli organi giurisdizionali del vostro paese se non sono un cittadino UE o non vivo nell'UE? A quali condizioni posso invocare una violazione dei miei diritti? Dove posso trovare ulteriori informazioni?

Gli specifici mezzi di ricorso giudiziari disponibili per una violazione di un diritto umano dipenderanno dal fatto che il diritto sia previsto dal diritto comune o da uno statuto.

L'articolo 2 della legge scozzese sulla tratta e sullo sfruttamento di esseri umani del 2015 prevede l'applicazione del reato di tratta di esseri umani nel Regno Unito e altrove, riflettendo il fatto che l'attività di tratta di esseri umani può comportare un'attività svoltasi interamente o parzialmente al di fuori della Scozia.

La legge del 2015 prevede inoltre che un cittadino del Regno Unito, una persona che al momento del reato era abitualmente residente in Scozia o una persona giuridica costituita ai sensi della legge di una parte del Regno Unito commetta un reato di sfruttamento di esseri umani indipendentemente dal luogo in cui viene perpetrato tale reato. Il fatto che una persona sia abitualmente residente in Scozia sarà determinato alla luce di tutti i fatti e di tutte le circostanze del caso. Qualsiasi altra persona commette il reato di tratta di esseri umani soltanto se una parte delle azioni pertinenti ha luogo nel Regno Unito o l'azione pertinente viene intrapresa con l'obbiettivo di fare in modo che una persona giunga o entri nel Regno Unito, parta da tale Stato o viaggi all'interno del suo territorio.

4. Le istituzioni del difensore civico, gli organismi per la parità o le istituzioni nazionali per la tutela dei diritti umani possono sostenere le vittime di violazioni dei diritti umani commesse da imprese transnazionali europee al di fuori dell'Unione europea? Tali soggetti possono indagare in merito al mio caso se non sono un cittadino dell'UE e se non vivo nell'UE? Esistono altri servizi pubblici (quali un ispettorato del lavoro o un ispettorato dell'ambiente) nel vostro Paese che possono indagare sul mio caso? Dove posso trovare informazioni in merito ai miei diritti?

Il panorama normativo per le imprese in Scozia è simile in molti modi al resto del Regno Unito e dell'Europa e una varietà di autorità di regolamentazione si concentra sulle attività aziendali. I loro poteri di applicazione mirano a sanzionare l'impresa piuttosto che a sostenere le vittime, tuttavia vi sono meccanismi in atto attraverso la polizia e altre agenzie governative nel caso in cui vi sia un elemento penale correlato all'attività.

La Scozia dispone di due istituzioni nazionali per i diritti umani:

L'SHRC e l'EHRC hanno un mandato condiviso in materia di diritti umani ed entrambi svolgono ruoli importanti, sebbene diversi, nella promozione e nel monitoraggio a livello nazionale dell'attuazione dei diritti umani riconosciuti a livello internazionale. I rispettivi poteri di ciascuna commissione sono descritti sui corrispondenti siti web.

Il difensore civico scozzese per i servizi pubblici (SPSO) si occupa della fase finale dei reclami in merito ai servizi pubblici maggiormente devoluti in Scozia. Il difensore civico è un funzionario indipendente e, nell'esercizio delle sue funzioni, non è soggetto alla direzione o al controllo di alcun membro del governo scozzese o del parlamento scozzese. L'SPSO può considerare presunte violazioni dei diritti umani come parte della sua considerazione di una denuncia. È improbabile che un'impresa transnazionale europea possa essere uno degli organismi elencati in merito ai quali l'SPSO può ricevere denunce. L'SPSO può esaminare le denunce relative ai servizi forniti dal settore privato o da quello volontario se questi vengono erogati per conto di un organismo soggetto alla sua competenza giurisdizionale.

Inoltre, l'articolo 9, quarto e quinto comma, della legge del difensore civico scozzese per i servizi pubblici del 2002 tratta di chi può presentare una denuncia all'SPSO. Tali soggetti devono essere residenti nel Regno Unito al momento della presentazione della denuncia oppure le azioni oggetto della denuncia devono aver avuto luogo mentre la persona era presente nel Regno Unito.

5. Il vostro paese impone alle imprese transnazionali europee l'obbligo di istituire meccanismi di reclamo o servizi di mediazione per violazioni derivanti dalle loro attività aziendali? Tali obblighi si applicano anche alle violazioni che si sono verificate al di fuori dell'Unione europea? Quali soggetti sono incaricati del monitoraggio di tali attività nel vostro paese? Sono disponibili relazioni pubbliche che forniscono informazioni sul funzionamento del sistema?

Il Regno Unito ha istituito un punto di contatto nazionale (PCN) per le linee guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali che costituiscono una serie di raccomandazioni per una condotta aziendale responsabile che trattano, tra l'altro, i diritti umani. Essendo parte del Dipartimento per il commercio internazionale, tale punto di contatto nazionale del Regno Unito è competente per la sensibilizzazione in merito alle linee guida dell'OCSE e all'attuazione del meccanismo di reclamo associato. Se una società viola le linee guida dell'OCSE, una parte interessata può presentare una denuncia al punto di contatto nazionale, compresi i suoi dipendenti o sindacati e le comunità interessate dalle attività dell'impresa. Il punto di contatto nazionale tenta di mediare un accordo tra le parti, ma laddove ciò non sia possibile, viene pubblicata e resa disponibile per la diffusione pubblica una determinazione in merito al fatto che l'impresa ha agito in maniera incoerente rispetto alle linee guida. Informazioni su come presentare una denuncia sono disponibili sul Il link si apre in una nuova finestrasito web del punto di contatto nazionale.

Altre fonti di consulenza e servizi di mediazione nel Regno Unito comprendono gli Il link si apre in una nuova finestraUffici di consulenza per i cittadini e l'Il link si apre in una nuova finestraAdvisory, Conciliation and Arbitration Service (Servizio di consulenza, conciliazione e arbitrato).

6. Dispongo di diritti specifici se sono una vittima vulnerabile che tenta di ottenere un risarcimento per violazioni di diritti umani commesse da imprese? Posso avere accesso al patrocinio a spese dello Stato e a quali condizioni? Quali costi saranno coperti da tale patrocinio? Ho accesso a tale patrocinio alle medesime condizioni se non sono un cittadino dell'UE o non vivo nell'UE?

L'assistenza legale finanziata con fondi pubblici consente alle persone di promuovere un'azione per far valere i propri diritti o pagare per la propria difesa nei casi in cui non potrebbero altrimenti permettersi di farlo.

Non è necessario essere residenti in Scozia al momento della presentazione della richiesta di assistenza legale ai sensi del Legal Aid (Scotland) Act (legge scozzese sul patrocinio a spese dello Stato) del 1986. Esistono due tipi di assistenza legale in sede civile:

i. tramite la consulenza e l'assistenza, un consulente legale può fornire consulenza, presentare richieste di informazioni e corrispondere con altri per conto di un cliente. La consulenza e l'assistenza sono disponibili per questioni in materia di diritto scozzese (incluso il diritto del Regno Unito che si applica in Scozia) ma generalmente non possono essere utilizzate per portare una questione in giudizio;

ii. il patrocinio a spese dello Stato in materia civile è disponibile per i procedimenti giudiziari dinanzi gli organi giurisdizionali scozzesi.

Entrambi i tipi di assistenza legale in sede civile sono soggetti a criteri di ammissibilità previsti dalla legge. La consulenza e l'assistenza sono disponibili in base a criteri di ammissibilità finanziaria. I criteri di ammissibilità per coloro che accedono al patrocinio a spese dello Stato in materia civile sono coerenti e trasparenti e le domande sono sottoposte a verifiche sancite dalla legge. Le prime due verifiche si applicano ai meriti legali della domanda. Deve essere dimostrato che esiste una base giuridica per il caso per il quale viene richiesto il patrocinio a spese dello Stato ("causa probabile") e che è ragionevole utilizzare fondi pubblici per sostenere tale caso. La terza verifica si applica alle circostanze finanziarie del richiedente.

Maggiori informazioni sono disponibili sul Il link si apre in una nuova finestrasito web dello Scottish Legal Aid Board (Ufficio scozzese per il patrocinio a spese dello Stato).

L'articolo 9 della legge scozzese sulla tratta e sullo sfruttamento di esseri umani del 2015 autorizza i ministri scozzesi a specificare il periodo durante il quale gli adulti devono ricevere sostegno e assistenza, qualora vi siano fondati motivi per ritenere che essi siano vittime di un reato di tratta e di sfruttamento di esseri umani. I regolamenti entrati in vigore il 1° aprile 2018 fissano tale periodo di sostegno a 90 giorni e comprendono l'erogazione di sostegno e assistenza in relazione (ma senza limitazione) a:

  • alloggio;
  • vita quotidiana;
  • consulenza medica e trattamento medico (compresi la valutazione e il trattamento psicologici);
  • servizi linguistici di traduzione e interpretariato;
  • consulenza;
  • consulenza legale;
  • informazioni su altri servizi disponibili per gli adulti;
  • rimpatrio.

L'articolo 10 della legge del 2015 contiene i poteri conferiti ai ministri scozzesi per la definizione di norme in merito al sostegno e all'assistenza che possono essere forniti a un adulto che è o sembra essere vittima di schiavitù, servitù e lavoro forzato od obbligatorio. Tali norme sono entrate in vigore il 1° aprile 2018 ed hanno stabilito che il processo per la determinazione del fatto che un adulto sia vittima di un tale reato; l'erogazione di sostegno e assistenza; e il periodo per il quale è prevista tale erogazione siano identici a quelli previsti per una vittima di un reato di tratta e sfruttamento di esseri umani.

Il governo scozzese ha stipulato accordi di finanziamento con Il link si apre in una nuova finestraMigrant Help (che sostiene le vittime adulte della tratta e dello sfruttamento, diverse dalle donne vittime della tratta a fini di sfruttamento sessuale a scopo commerciale) e il Il link si apre in una nuova finestraTrafficking Awareness Raising Alliance (che sostiene le donne vittime della tratta a fini di sfruttamento sessuale a scopo commerciale). Anche l'Il link si apre in una nuova finestraAnchor Service, che fa parte del NHS Greater Glasgow and Clyde (sezione di Greater Glasgow e Clyde del sistema sanitario nazionale), è finanziato per fornire un servizio psicologico a tutte le vittime adulte di tratta e sfruttamento di esseri umani individuate in Scozia.

Ultimo aggiornamento: 29/07/2020

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.