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Sequestro dei beni durante un giudizio nei paesi dell'UE

Gibilterra
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European Judicial Network
Rete giudiziaria europea (in materia civile e commerciale)

1 Quali sono i vari tipi di provvedimenti?

Un'ingiunzione è un'ordinanza dell'organo giurisdizionale diretto a una parte per obbligarla a compiere o ad astenersi dal compiere una determinata azione. Un'ingiunzione provvisoria è un'ingiunzione emessa prima del processo in base alla relativa domanda. Un attore che intenda tutelare la propria posizione nel corso del procedimento giudiziario o anche prima dell'inizio del procedimento può chiedere un'ingiunzione provvisoria per evitare che il convenuto agisca in modo da arrecargli danno.

Esistono altresì due tipi specifici di ingiunzione che l'attore può chiedere laddove ci sia il rischio che il convenuto possa prendere provvedimenti al fine di distruggere le prove o di rendere inefficace qualunque sentenza ottenuta dall'attore. Il primo è un decreto con il quale si può imporre al convenuto di consentire di recarsi nei suoi locali per ispezionare documenti o beni. Il secondo è un provvedimento di sequestro, che vieta al convenuto di disporre dei propri beni o di trasferirli fuori dalla giurisdizione.

Se la domanda dell'attore è relativa a una somma di denaro (ad esempio, un debito o il risarcimento di danni), l'organo giurisdizionale può emettere un'ingiunzione provvisoria di pagamento a carico del convenuto a titolo di acconto dell'importo che questi dovrà corrispondere al termine della controversia, per evitare che l'attore si trovi in difficoltà a causa di eventuali ritardi nell'ottenere la sentenza.

Il convenuto può correre il rischio che, anche se la domanda viene respinta e l'attore è condannato alle spese, non sia possibile dare esecuzione all'ingiunzione di pagamento delle spese di giudizio. Per tutelare il convenuto, l'organo giurisdizionale può, in determinate circostanze, ordinare all'attore la costituzione di una garanzia relativa alle spese di giudizio, di solito mediante il deposito di una somma di denaro presso l'organo giurisdizionale.

La Supreme Court (Corte Suprema) è competente anche in materia di ordinanze sommarie di sostegno a un procedimento pendente dinanzi a un'altra giurisdizione, se necessario. Può anche pronunciare una "worldwide freezing injunction" (ingiunzione di sequestro a livello mondiale) che si applica nei confronti dei beni situati in altre giurisdizioni.

2 Quali sono le condizioni per l’adozione di tali provvedimenti?

2.1 La procedura

Ingiunzioni (inclusi i decreti di ispezione e i provvedimenti di sequestro)

Le ingiunzioni sono ordini di un organo giurisdizionale. In assenza di un decreto di ispezione o di un provvedimento di sequestro, in genere il convenuto non è tenuto a consentire ispezioni nei suoi locali né a non dissipare i propri beni. Le domande per l'emissione di un decreto di ispezione o di un provvedimento di sequestro devono essere presentate alla Supreme Court.

L'attore deve comunicare, integralmente e francamente, tutti i fatti materiali di cui il giudice deve essere informato (in particolare se la domanda è presentata senza previa notifica). Deve inoltre presentare un progetto di ordinanza, che descriva precisamente le misure necessarie.

Per le ingiunzioni provvisorie, l'attore è solitamente tenuto a fornire un "cross-undertaking in damages" (impegno incrociato al risarcimento dei danni), ossia un impegno a risarcire il convenuto per le eventuali perdite causate dall'ingiunzione, laddove in seguito risulti che non avrebbe dovuto essere concessa (ad esempio nel caso in cui l'attore sia soccombente).

Le domande possono essere presentate senza notifica nei confronti del convenuto, qualora esistano buoni motivi per procedere in tal modo. Possono altresì essere presentate prima che l'attore presenti il modulo per l'introduzione della domanda da cui prende avvio il procedimento principale. Non esistono requisiti formali che obblighino l'attore a essere rappresentato da un avvocato all'udienza della domanda. Tuttavia, in genere, l'attore dovrà avvalersi di un consulente e di un legale rappresentante per la presentazione della domanda.

Una volta concessa dall'organo giurisdizionale, l'ordinanza dovrà essere elaborata e notificata o comunicata al convenuto. Gli ufficiali giudiziari non si occupano della notificazione o comunicazione delle ingiunzioni provvisorie, né della loro esecuzione. Tuttavia, per l'esecuzione dei decreti di ispezione devono essere applicate procedure speciali. Di norma, devono essere notificati da un "supervising solicitor" (avvocato supervisore), che abbia familiarità con i decreti di ispezione e che sia indipendente dagli avvocati dell'attore. L'avvocato supervisore deve spiegare il decreto di ispezione al convenuto e prestare assistenza per la scelta di avvalersi o meno del suo diritto di chiedere una consulenza legale. L'avvocato supervisore sarà incaricato di effettuare o monitorare l’ispezione, nonché di riferire in merito agli avvocati dell'attore.

Ingiunzione provvisoria di pagamento e garanzia relativa alle spese di giudizio

Le ingiunzioni provvisorie di pagamento e le garanzie relative alle spese di giudizio possono essere garantite da un accordo tra le parti. In mancanza di un accordo è necessario rivolgersi all'organo giurisdizionale. La domanda viene presentata mediante il deposito di un avviso di domanda, accompagnato da prove scritte. La domanda deve essere notificata alla parte convenuta, che può depositare in risposta i propri elementi di prova. Laddove l'organo giurisdizionale emetta un'ordinanza di questo tipo, la forma e l'importo della garanzia o del pagamento da corrispondere saranno precisati nell'ordinanza stessa.

Costi per l'emissione delle ingiunzioni

Non esiste una tabella fissa dei costi per l'ottenimento di una delle ordinanze summenzionate. Esistono tuttavia spese di giudizio specifiche per l'emissione di una domanda di ingiunzione, che dipendono dal fatto che la domanda sia presentata con o senza previa notifica al convenuto. Per informazioni complete sulle spese è possibile rivolgersi alla cancelleria della Corte suprema (Supreme Court Registry, 277 Main Street, Gibilterra, numero di telefono (+350) 200 75608).

L'attore è tenuto a pagare gli onorari dei propri rappresentanti legali (e, nel caso di un provvedimento di ispezione, quelli dell'avvocato supervisore), anche se alla fine il convenuto può essere condannato a pagare tali spese.

2.2 Le principali condizioni

Tutti i rimedi descritti in questa sezione sono discrezionali e il giudice non li concederà qualora li ritenga inappropriati o sproporzionati rispetto alle circostanze. Gli organi giurisdizionali tendono a esercitare una maggiore cautela in relazione agli ordini di ispezione e alle ingiunzioni di congelamento perché si tratta di misure particolarmente severe.

Ingiunzioni provvisorie

Nel decidere se emettere un'ingiunzione provvisoria, il giudice valuterà in primo luogo se l'azione riguarda una "questione seria da decidere a processo" (piuttosto "frivola o vessatoria"). In caso contrario, la domanda di ingiunzione sarà respinta.

Laddove la questione sia seria, il giudice prenderà in considerazione la necessità di "bilanciare gli interessi in causa". A tal fine valuterà se chiedere all'attore di rinunciare all'ingiunzione fino al processo sia una soluzione più svantaggiosa rispetto all'emissione dell'ingiunzione nei confronti del convenuto. Nel decidere il giudice considererà le questioni seguenti nell'ordine riportato:

  • il risarcimento dei danni sarebbe un rimedio adeguato per l'attore se quest'ultimo vincesse al processo? In caso affermativo, la domanda di ingiunzione sarà respinta. In caso negativo (ad esempio perché il danno per l'attore è irreparabile o non pecuniario), considererà le questioni restanti;
  • l'impegno assunto dall'attore al risarcimento dei danni (cross-undertaking in damages) garantirebbe al convenuto una tutela adeguata nel caso in cui vinca il processo? In caso affermativo, questo aspetto pesa a favore di norma a favore dell'ingiunzione;
  • qualora gli altri fattori risultino bilanciati equamente, il giudice manterrà la situazione come è (status quo). Questo fattore conta di norma a favore dell'ingiunzione;
  • possono essere presi in considerazione altri fattori sociali o economici, ad esempio gli effetti della concessione o del respingimento della domanda di ingiunzione sull'occupazione lavorativa o sulla disponibilità di farmaci;
  • in ultima istanza, il giudice può valutare il merito relativo delle cause delle parti, ma solo se è possibile determinare con chiarezza che la causa di una parte ha una valenza decisamente superiore a quella dell'altra parte.

Decreti di ispezione

Un decreto di ispezione può essere emesso al fine di garantire la conservazione delle prove o dei beni rilevanti per un procedimento giudiziario. Le condizioni per ottenere un decreto di ispezione sono più rigide rispetto ad altri tipi di ingiunzioni e l'organo giurisdizionale emetterà un'ordinanza di questo tipo soltanto laddove l'attore dimostri che tutte le seguenti condizioni sono soddisfatte:

  • esistono elementi prima facie molti incisivi contro il convenuto;
  • le attività del convenuto che danno luogo al procedimento arrecano all'attore un danno reale o potenziale grave;
  • vi sono prove evidenti che il convenuto dispone di documenti o materiali incriminanti;
  • esiste una "possibilità reale" o una "probabilità" che i documenti o materiali in questione scompaiano qualora l'ordinanza non venga emessa.

Provvedimenti di sequestro

Il giudice può concedere un provvedimento di sequestro laddove lo ritenga "giusto e conveniente". I provvedimenti di sequestro sono emessi soltanto se l'attore è in grado di dimostrare che tutte le seguenti condizioni sono soddisfatte:

  • l'attore intende proporre un'azione in giudizio sostanziale per la quale sono competenti gli organi giurisdizionali di Gibilterra;
  • l'attore ha "valide argomentazioni giustificabili" contro il convenuto;
  • vi sono motivi per ritenere che il convenuto abbia dei beni nella giurisdizione;
  • esiste un "rischio reale" che il convenuto possa disfarsi dei beni in modo tale da rendere impossibile l'esecuzione di qualsivoglia sentenza (ad esempio, eliminandoli o spostandoli dalla giurisdizione).

Il giudice presterà particolare attenzione prima di emettere un provvedimento di sequestro a sostegno di un procedimento condotto all'estero, soprattutto se il provvedimento andrebbe a sovrapporsi o sarebbe in conflitto con altri provvedimenti di sequestro emessi dall'organo giurisdizionale del paese terzo in cui si svolge il procedimento principale oppure laddove tale organo giurisdizionale abbia respinto la domanda di sequestro dei beni.

Il giudice respingerà le domande di provvedimenti di sequestro a livello mondiale se il convenuto dispone di beni sufficienti situati all'interno della giurisdizione. Dovrà inoltre valutare se un provvedimento di sequestro a livello mondiale possa essere eseguito nei paesi in cui il convenuto dispone di beni.

Ingiunzione provvisoria di pagamento

Il giudice può emettere un'ingiunzione provvisoria di pagamento nei confronti del convenuto solo se questi ha riconosciuto la responsabilità del saldo da effettuare all'attore, se è già stata emessa una sentenza a favore dell'attore per una somma di denaro che sarà valutata in seguito oppure qualora il giudice sia convinto che al processo l'attore recupererà una "somma di denaro sostanziale" (o in una domanda di reintegrazione del possesso di un terreno, un pagamento relativo all'occupazione del terreno da parte del convenuto). Nei casi riguardanti lesioni personali, il giudice può ordinare un pagamento soltanto se la responsabilità del convenuto è coperta da un'agenzia assicurativa o se il convenuto è un ente pubblico.

Garanzia relativa alle spese di giudizio

I casi più comuni in cui l'organo giurisdizionale può ordinare all'attore di fornire una garanzia sono i seguenti:

  • l'attore è residente al di fuori dell'Unione europea e dell'Associazione europea di libero scambio (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera) e sarebbe difficile far valere un'ordinanza sulle spese nel suo paese di residenza;
  • l'attore è una società o un'altra persona giuridica e vi è motivo di credere che non sarà in grado di pagare le spese del convenuto, laddove venga condannato a farlo (nel decidere se emettere una garanzia, il giudice terrà conto del fatto che la mancanza di denaro o di fondi dell'attore è stata causata o meno dalla condotta del convenuto);
  • l'attore ha cambiato indirizzo per evitare le conseguenze della controversia o non ha fornito un indirizzo corretto nel modulo di introduzione della domanda;
  • l'attore ha adottato misure riguardanti il suo patrimonio che renderebbero difficile l'esecuzione di un'ingiunzione di pagamento delle spese a suo carico.

Il giudice emette l'ordinanza solo se è convinto che sia giusto farlo in ogni circostanza. A tal fine, valuterà se la domanda di emissione di un'ordinanza di garanzia è utilizzata per reprimere una domanda autentica e se per questa ultima vi siano ragionevoli prospettive di successo.

Il giudice può altresì ordinare che la garanzia deve essere fornita da:

  • un terzo che finanzia la domanda in cambio di una quota dell'importo ottenuto dal procedimento o che ha ceduto all'attore il diritto di presentare la domanda per evitare il rischio di incorrere in una condanna alle spese;
  • qualsiasi parte del procedimento che, senza un valido motivo, non si sia conformata alle norme dell'organo giurisdizionale.

3 Oggetto e natura dei provvedimenti

3.1 Quali tipi di beni possono essere oggetto di tali provvedimenti?

Ingiunzioni provvisorie

Un'ingiunzione può obbligare una parte a prendere o ad astenersi dal prendere provvedimenti in relazione a qualsiasi tipo di attività.

Decreti di ispezione

Un decreto di ispezione impone al convenuto di consentire l'accesso nei suoi locali, ma non consente all'attore di forzare l'ingresso. L'ordinanza deve specificare i locali che possono essere ispezionati ed elencare gli elementi che gli incaricati dell’ispezione possono ispezionare, copiare e rimuovere. L'ordinanza può riguardare solo le prove che possono essere pertinenti per il procedimento, i beni che possono essere oggetto del procedimento o riguardo ai quali potrebbero essere posti quesiti nel corso del procedimento.

In base all'atto ordinario dell'ordinanza, il convenuto è tenuto a consegnare tutti gli elementi elencati nell'ordinanza. Laddove possano esservi prove pertinenti conservate in computer, il convenuto deve garantire l'accesso a tutti i computer presenti nei locali, affinché possano essere ispezionati, e deve fornire copie di tutti gli elementi pertinenti trovati.

Provvedimenti di sequestro

Il giudice può emettere nei confronti dei beni del convenuto un provvedimento di sequestro che vieta al convenuto di ridurre al di sotto di un certo valore i beni che gli appartengono all'interno della giurisdizione oppure un provvedimento di sequestro di beni specifici. Il convenuto potrà comunque utilizzare gli importi decisi per le spese di sussistenza e di consulenza e rappresentanza legale. Nell'ordinanza può essere consentito al convenuto di disporre dei beni per il normale svolgimento delle proprie attività.

L'atto ordinario dei provvedimenti di sequestro consiste in un'ordinanza per una "somma massima", applicata a tutti i beni del convenuto fino a un determinato valore. L'ordinanza riguarda qualsiasi bene di cui il convenuto può disporre come bene proprio, inclusi i beni detenuti o controllati da terzi conformemente alle istruzioni del convenuto.

Le ordinanze generali o per una "somma massima" riguardano qualunque tipo di bene, tra cui beni mobili e immobili, veicoli, denaro e titoli. L'ordinanza è estesa anche a tutti i beni acquisiti dopo la sua esecuzione. Possono esservi specificati beni specifici, beni aziendali e conti bancari da sottoporre a sequestro. I conti bancari in comune con altri non vengono sequestrati, a meno che non siano inclusi specificamente nell'ordinanza.

3.2 Quali sono gli effetti di tali provvedimenti?

Il convenuto è avvertito del fatto che la violazione di un'ingiunzione provvisoria è considerata un oltraggio alla corte, per il quale può essere posto in detenzione, ricevere un'ammenda o vedersi confiscare i beni.

Il fatto che un terzo consenta al convenuto di disfarsi dei beni in violazione di un provvedimento di sequestro non costituisce necessariamente un oltraggio alla corte In ogni caso, un terzo informato del provvedimento di sequestro che assiste consapevolmente il convenuto nel disfarsi dei beni oggetto del provvedimento di sequestro commette un reato di oltraggio alla corte. Di conseguenza, l'attore deve trasmettere copie del provvedimento di sequestro ai soggetti terzi interessati, quali gli amministratori di banca, i contabili e gli avvocati della parte nei cui confronti è diretto l'ordine (l'atto ordinario dell'ingiunzione, in cui si presuppone la distribuzione di copie a terzi, contiene avvertimenti rivolti ai terzi riguardo alle possibili sanzioni. Include inoltre l'impegno dell'attore a sostenere le ragionevoli spese sostenute dai terzi per l'esecuzione dell'ingiunzione e a provvedere al loro indennizzo per le responsabilità comportate dall'esecuzione). Anche se informati dell'ingiunzione, gli istituti bancari e altri terzi possono comunque esercitare i diritti di garanzia e di compensazione creati prima del provvedimento di sequestro.

Un provvedimento di sequestro non conferisce all'attore alcun diritto di proprietà in relazione ai beni oggetto del sequestro. Il diritto di agire in giudizio per oltraggio alla corte è in genere l'unico rimedio a disposizione dell'attore. Un contratto concluso in violazione di un'ingiunzione è illegale e non può quindi essere eseguito da una parte a conoscenza della violazione dell'ordinanza. Inoltre, il giudice può talvolta emettere un'ingiunzione separata per impedire al convenuto di eseguire un contratto con un terzo. Tuttavia, il trasferimento di proprietà può ancora avere luogo in forza di un contratto illecito e pertanto, una volta che questo contratto è eseguito, non è in genere possibile recuperare i beni trasferiti.

3.3 Qual è la validità di tali provvedimenti?

Quando l'ordinanza di ingiunzione provvisoria è emessa in presenza delle parti, il giudice può dichiararla efficace fino al processo, all'emissione della sentenza o di un ulteriore provvedimento del giudice oppure fino a un termine specifico (se un'ingiunzione è efficace "fino ad un'ulteriore provvedimento" non decade quando il giudice emette la sentenza, ma solo quando emette un provvedimento che annulla esplicitamente o implicitamente l'ingiunzione).

Se l'ingiunzione provvisoria è emessa senza previa notifica al convenuto, la sua durata è di norma limitata, raramente superiore a 7 giorni, e una volta scaduta sarà necessario un altro provvedimento del giudice per prolungarne la validità. Quando concede un'ingiunzione senza previa notifica, il giudice fissa solitamente una "return date" (termine per la risposta), per poter tenere un'udienza supplementare, cui il convenuto potrà partecipare e contestare il prolungamento dell'ingiunzione. Nell'atto ordinario per i provvedimenti di sequestro è precisato che il provvedimento è valido sino al termine per la risposta o all'emissione di un nuovo provvedimento.

4 Esiste la possibilità di impugnare il provvedimento?

Il convenuto o qualsiasi terza parte pregiudicata dalla formulazione di un'ingiunzione provvisoria può, in qualsiasi momento, chiedere all'organo giurisdizionale di disporre l'annullamento dell'ingiunzione o la sua modifica (anche se per una domanda relativa a un decreto di ispezione cui è già stata data esecuzione si dovrebbe di norma attendere fino al processo). Non è necessario attendere il termine per la risposta per contestare un'ordinanza emessa senza notifica. Il convenuto che intenda contestare l'ingiunzione deve comunicarne l'intenzione all'avvocato della controparte. In genere la domanda deve essere presentata all'organo giurisdizionale che ha emesso l'ordinanza ed è spesso esaminata dallo stesso giudice.

I motivi per i quali il convenuto può presentare tale domanda: l'impossibilità di rispettare una delle condizioni dell'ordinanza, un cambiamento materiale delle circostanze che annulla la giustificazione dell'ordinanza, l'effetto particolarmente gravoso dell'ordinanza, l'eccessiva interferenza con i diritti di terze parti innocenti e il ritardo dell'attore nel far valere la propria pretesa. Nel caso in cui l'ingiunzione sia stata ottenuta senza previa notifica al convenuto, tra i motivi per chiederne l'annullamento o la modifica rientrano altresì la mancata comunicazione al giudice da parte dell'attore di fatti materiali per l'ottenimento dell'ingiunzione e la presentazione di un numero di prove insufficiente per giustificare la concessione di provvedimenti provvisori senza previa notifica.

Se il giudice annulla l'ingiunzione, il convenuto può chiedere il risarcimento dei danni, in virtù dell'impegno assunto dall'attore in tal senso, mediante il cross-undertaking in damages. Il giudice disporrà in tal caso una ordinerà una "inquiry as to damages" (indagine relativa ai danni), per accertare le perdite del convenuto, anche se questa procedura può essere rinviata fino al processo od oltre.

Il giudice può altresì annullare o modificare le ingiunzioni provvisorie di pagamento e le garanzie relative alle spese di giudizio e ordinare che tutto o parte del denaro versato in base a tali ordinanze venga restituito.

Ultimo aggiornamento: 27/09/2021

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