Bezárás

MÁR ELÉRHETŐ A PORTÁL BÉTA VERZIÓJA!

Látogasson el az európai igazságügyi portál béta verziójának felületére, és mondja el nekünk, milyennek találja!

 
 

Navigációs útvonal

  • Főoldal
  • Hozzáférés az igazságszolgáltatáshoz környezeti ügyekben

menu starting dummy link

Page navigation

menu ending dummy link

Accesso alla giustizia per questioni ambientali - Repubblica ceca

Ez az oldal gépi fordítás eredménye – a fordítás minőségét nem áll módunkban garantálni.

Az értékelés alapján ennek a fordításnak a minősége: közepes

Ön szerint használható ez a fordítás?


  1. Le fondamenta costituzionali
  2. Sistema giudiziario
  3. L’accesso alle informazioni sui casi
  4. L’accesso alla giustizia nella partecipazione pubblica
  5. L’accesso alla giustizia nei confronti degli atti o delle omissioni
  6. Altri mezzi di accesso alla giustizia
  7. Legittimazione ad agire
  8. Assistenza legale
  9. Prove
  10. Provvedimenti inibitori
  11. Sulle spese
  12. I meccanismi di assistenza finanziaria
  13. Tempestività
  14. Altre questioni
  15. Uno straniero
  16. Casi transfrontalieri

I. Le fondamenta costituzionali

La Carta dei diritti fondamentali, che fa parte della Costituzione ceca (in prosieguo: la «Carta») sancisce il diritto a vivere in un ambiente favorevole e il diritto a informazioni tempestive e complete sull’ambiente nel suo articolo 35. La Carta sancisce inoltre un diritto connesso alla tutela della salute. Inoltre, si prevede che per esercitare i diritti di nessuno può mettere in pericolo o danneggiano l’ambiente, le risorse naturali, la biodiversità e i monumenti culturali «oltre i limiti stabiliti dalla legge». L’articolo 7 della Costituzione ceca stabilisce che il governo sia responsabile di «attenta utilizzazione delle risorse naturali e la protezione dell’ambiente». Ai sensi dell’articolo 36 della Carta, ogni persona ha diritto di far valere i propri diritti presso un tribunale indipendente o, se la legge determina, a un altro ente pubblico. Chiunque, sostenendo che i propri diritti siano stati violati da una decisione di un’autorità amministrativa ha la facoltà di chiedere al giudice di controllare la legittimità di tale decisione, salvo che la legge disponga diversamente. Le decisioni in materia di diritti e libertà fondamentali, quali definiti dalla Carta, non possono essere esclusi dalla competenza dei giudici. I cittadini possono invocare il diritto costituzionale di vivere in un ambiente favorevole nelle procedure amministrative o giudiziarie. Tuttavia, ai sensi dell’articolo 41 della Carta, questo diritto può essere fatto valere solo nell’ambito di applicazione delle leggi di attuazione di tali diritti. A norma dell’articolo 10 della Costituzione ceca, gli accordi internazionali, approvato dal Parlamento e vincolante per la Repubblica ceca, costituiscono parte dell’ordinamento giuridico ceco e devono essere applicati prima alle legislazioni nazionali. La giurisprudenza dei giudici cechi ha aggiunto due nuove prescrizioni per l’applicazione diretta degli accordi internazionali: Esse devono essere «sufficientemente specifica» e «riconoscere precisi diritti» a privati. Nella maggior parte delle loro decisioni, i giudici cechi è giunto alla conclusione che le disposizioni della convenzione di Aarhus non sono «direttamente applicabile», in quanto non sono «sufficientemente specifica». Dall’altro, in alcune decisioni, i giudici hanno sottolineato che la legislazione nazionale deve essere interpretata in conformità con gli obblighi internazionali derivanti dalla convenzione.

II. Sistema giudiziario

Diritto ceco continentale appartiene al sistema giuridico (diritto civile), che si basa sulla codificazione leggi adottate dal Parlamento. Le decisioni non sono considerati una fonte formale del diritto. Tuttavia, la giurisprudenza dei supremi organi giurisdizionali (la Corte costituzionale) viene spesso impiegata a fini interpretativi da giudici di grado inferiore e sia rispettato. La struttura dei tribunali civili e penali è costituito da 4 livelli nella Repubblica ceca. Contiene

  • I tribunali distrettuali,
  • I tribunali regionali (compreso il tribunale della città di Praga),
  • Le corti d’appello e
  • La Corte suprema.

Il giudice civile tutelare i diritti privati e decide in materia civile disciplinate dal codice di procedura civile. I giudici penali di decidere della colpevolezza e le pene comminate per i reati definiti e regolamentati, sotto il profilo procedurale dal Codice penale. Il pubblico ministero ha il diritto esclusivo di avviare il procedimento presso il tribunale penale. La struttura dei tribunali amministrativi composto da 2 livelli nella Repubblica ceca. Contiene

  • I tribunali regionali (compreso il tribunale della città di Praga),
  • La Corte suprema amministrativa.

Il giudice amministrativo tutela del pubblico dei diritti individuali nella procedura disciplinata dal codice di giustizia amministrativa. La revisione delle decisioni delle autorità amministrative, comprese le decisioni sulle infrazioni amministrative (illeciti).

La Corte costituzionale della Repubblica ceca è responsabile della tutela della costituzionalità, compresa la protezione dei diritti e delle libertà fondamentali garantiti dalla Costituzione e dalla Carta. La Corte costituzionale è competente sia per annullare leggi se essi sono contrari all’ordine costituzionale. Esso decide anche in ricorsi costituzionali presentati contro le decisioni delle autorità pubbliche in tutti i rami del diritto che si presume violino i diritti fondamentali e le libertà fondamentali. Non vi sono autorità amministrative speciali che decidono in materia ambientale a livello amministrativo, ad esempio nella Repubblica ceca, l’ispettorato ambientale ceco. A livello giuridico, non vi sono organi specializzati per la tutela dell’ambiente. La giurisdizione ordinaria civile e penale da parte dei tribunali con le controversie e i reati collegati all’ambiente. Le decisioni delle autorità amministrative, per quanto riguarda l’ambiente, sono esaminate in primo luogo dai servizi dei tribunali regionali, specializzati in materia di giustizia amministrativa in generale. Le sentenze dei tribunali amministrativi possano essere riesaminate dalla Corte suprema amministrativa, che è una autorità giudiziaria specializzata nel settore della giustizia amministrativa.

Vi è poco spazio per il cosiddetto «forum shopping» nella Repubblica ceca, come oggetto la competenza giurisdizionale e la competenza territoriale dei singoli giudici sono stabiliti per legge. La giurisdizione amministrativa, qualsiasi tipo di «forum shopping» è impossibile. Nei procedimenti civili, il ricorrente può tentare di influenzare quale tribunale si occuperà della causa in primo grado (e successivamente la Corte d’appello) dal modo in cui il procedimento è designata e le argomentazioni presentate. Ad esempio, la stessa causa può essere citato come «vicini» (nel caso in cui un tribunale distrettuale avrebbe deciso in primo grado) o come un’ «azione di tutelare la personalità» (il Tribunale regionale sarebbe il giudice di primo grado). È, tuttavia, sempre ai giudici di decidere quali Corte ha la competenza, a prescindere dal titolo del processo. Nei procedimenti giudiziari civili e penali, il ricorso ordinario di impugnare la decisione del Tribunale di primo grado sia l’impugnazione. I tribunali regionali si occupano di ricorsi avverso le decisioni di primo grado dei tribunali distrettuali e le Corti d’Appello esaminare le pronunce di primo grado dei tribunali regionali in sede di impugnazione. La più importante ricorso straordinario in materia di procedura sia civile sia penale sia un «esame d’appello», che è l’unico deciso dalla Corte suprema. Altri ricorsi straordinari sono processi che chiede un nuovo processo, in materia sia civile che penale (procedimenti giudiziari), causa chiedendo di dichiarare nulla la decisione (in materia civile) e alla denuncia, che può essere presentata nei casi penali dal Ministro della giustizia o il procuratore capo presso la Corte suprema. I mezzi di ricorso per contestare la decisione del giudice di primo grado in materia amministrativa è colmare le «cassazione denuncia» presso la Corte suprema amministrativa. La Cassazione denuncia è considerato un ricorso straordinario, in quanto non rinviare l’efficacia giuridica della decisione di primo grado. Tuttavia, per quanto riguarda la frequenza di utilizzo di ciò e tenuto conto del fatto che il Tribunale amministrativo supremo può modificare la decisione impugnata, la Cassazione denuncia ha il carattere di un ricorso ordinario. Un altro ricorso straordinario in alcuni tipi di procedimenti giudiziari amministrativi è una causa per chiedere un nuovo processo.

In linea di principio, solo i giudici amministrativi sono competenti ad annullare le decisioni amministrative (potere di cassazione). Vi sono tuttavia eccezioni a tale norma. Al momento di riesaminare le decisioni che infliggono sanzioni amministrative (ammende), i giudici possono, per annullare la decisione, oltre a moderare la sanzione. Se la Corte è di annullare la decisione di rifiutare le informazioni, può ingiungere all’amministrazione di divulgare le informazioni. Dal punto di vista giuridico (legislative), non vi è alcuna specificità delle procedure giudiziarie in materia ambientale, fatta eccezione per i diritti partecipativi e permanente delle organizzazioni ambientali. Da un punto di vista fattuale, una percentuale significativa di procedimenti avviati da tali associazioni, che rappresentano una particolarità delle procedure giurisdizionali amministrativi in materia ambientale. Le procedure giudiziarie civili, con cui la ricorrente chiede alla Corte di tutelare i propri diritti violati da interventi per l’ambiente, sono per lo più difficile dal punto di vista. Ciò vale anche per i reati relativi a danni all’ambiente. Oltre a ciò, la «reati ambientali» sono descritti nel codice penale in un modo che provochi difficoltà per i procuratori a dimostrare che tutte le condizioni erano soddisfatte per punire l’autore del reato.

Non esistono procedure giudiziarie in materia ambientale che i giudici possano avviare di loro iniziativa (motu proprio). Procedure amministrative e giudiziarie nel settore penale, il giudice può agire esclusivamente sulla base della proposta, giudiziario o di altro genere, mai di propria iniziativa. La procedura giudiziaria civile può essere disposto dal giudice di propria iniziativa nelle occasioni e nei casi espressamente previsti dalla legge. I giudici possono iniziare motu proprio ad esempio procedure per l’assistenza ai figli, la detenzione della persona nel servizio medico, la capacità giuridica di una persona, la dichiarazione della persona da morti, successione, esistenza o meno del matrimonio, ecc.

III. L’accesso alle informazioni sui casi

Se una richiesta di informazione ambientale sia respinta (o parzialmente rifiutato), la persona che richiede tali informazioni possa impugnare la decisione che l’organo amministrativo. Lo stesso vale nel caso in cui la richiesta di informazioni resta senza risposta o solo una parte delle informazioni richieste non saranno fornite senza alcuna spiegazione. In tal caso, la legge presuppone che la decisione di rifiutare l’informazione. Se un’autorità amministrativa superiore, conferma la decisione di rifiutare le informazioni, è possibile adire le vie legali avverso tale decisione al Tribunale amministrativo. Per un caso in cui la risposta è ritenuto illecito o inadeguate, l’unica possibilità per affrontare i capi delle rispettive autorità in generale una denuncia di cattiva amministrazione o di ripetere la richiesta (precisare). La decisione di rifiutare le informazioni devono includere informazioni sulla possibilità di adire l’organo amministrativo superiore. La decisione dell’autorità superiore, tuttavia, non devono contenere informazioni circa la possibilità di impugnare detto Provvedimento presso il tribunale amministrativo.

La richiesta d’informazione relativa all’ambiente può essere effettuata oralmente, per iscritto o in qualsiasi altra forma tecnicamente disponibili. La domanda non dovrà essere anonime e i dati richiesti devono essere evidenti. Non ci sono specifici requisiti formali relativi alla domanda. Se la domanda è troppo generica o incomprensibili, il richiedente deve fornire materiale supplementare e la richiesta dell’autorità. Le informazioni sono fornite entro 30 giorni dalla sua ricezione o integrare. Questo termine può essere prorogato, per fondati motivi, a 60 giorni massimo. Il ricorso contro la decisione di diniego devono essere presentate per iscritto entro 15 giorni dal ricevimento della decisione. Se la decisione non comprende le informazioni relative alle possibilità di ricorso, il termine per la presentazione del ricorso è di 90 giorni. Il termine per l’azione legale contro la decisione dell’organo di grado superiore è di 2 mesi. Non vi è alcun obbligo di un avvocato in tutte le fasi del procedimento, di chiedere informazioni e di esperire mezzi di ricorso contro le decisioni di rifiuto

Le autorità giudiziarie hanno accesso alle informazioni sull’accessibilità dei quali è contestato dinanzi a un’azione legale. Se l’autorità competente non fornisca alla Corte, tali informazioni di propria iniziativa, il Tribunale può ordinare l’autorità per agire in tal senso.

In base alle «Disposizioni generali» alla libertà di informazione, i tribunali possono imporre all’autorità di fornire le informazioni richieste. Tale disposizione, tuttavia, non sono contenute nella legge sul diritto di accesso alle informazioni ambientali, che si applicano in via preferenziale rispetto alle richieste di informazioni ambientali. Non è quindi chiaro se i tribunali possono imporre anche le informazioni ambientali che devono essere comunicate. In pratica, ciò è stato fatto in alcuni casi.

IV. L’accesso alla giustizia nella partecipazione pubblica

Per la maggior parte degli investimenti con impatti ambientali, l’investitore deve ricevere un numero di autorizzazioni distinte. Il sistema ceco di procedure amministrative in materia ambientale (autorizzazione ambientale) è pertanto molto frammentato. Il maggior numero di permessi rilasciati ai sensi

  • Legge n. 183/2006 Coll. Building Act) (permesso di assestamento in gran parte i «principali» o «obbligato principale»: decisione relativa alla possibilità di svolgere il progetto),
  • Legge n. 114/1992 Racc., legge sulla tutela ambientale,
  • Legge n. 254/2001 Racc., legge sulla protezione delle acque,
  • Legge n. 86/2002 Racc., legge sulla protezione dell’aria,
  • Legge n. 76/2002 Racc., IPPC,
  • Legge n. 44/1988 Racc., legge sulle attività di estrazione mineraria,
  • Legge n. 258/2001 Racc., alla protezione della salute pubblica,
  • Legge n. 18/1997, legge nucleare.

Anche nei casi in cui la «autorizzazione integrata «è rilasciato ai sensi della legge n. 76/2002 Coll., IPPC, esso comprende solo una parte delle autorizzazioni specifiche, richieste dagli atti di cui sopra, e gli altri sono ancora rilasciato separatamente.

La procedura di VIA (disciplinati dalla legge n. 100/2001 Coll., sulla valutazione dell’impatto ambientale) non sono parte integrante dell’autorizzazione (autorizzazione ambientale) procedure nel sistema giuridico ceco. Si tratta di un processo separato messo a punto tramite l’emissione di una «dichiarazione VIA». Tale «dichiarazione VIA» non hanno il carattere vincolante di una autorizzazione (autorizzazione). Essa è obbligatoria per le ulteriori decisioni di base (permessi), che deve trovare riscontro (ma non necessariamente rispettati) in tali decisioni. Queste caratteristiche del sistema delle procedure amministrative in materia ambientale influenzano anche le norme che regolano la possibilità della partecipazione del pubblico. Per le singole modalità

  • La definizione generale della parte conformemente al codice di procedura amministrativa (basato sul principio del «bene giuridico colpito») si applica, o
  • non vi è una definizione specifica delle parti interessate (ad esempio i proprietari terrieri nelle procedure secondo il codice edilizio tedesco).

Accanto a ciò, vi sono una serie di disposizioni speciali che consentono le organizzazioni ambientaliste a partecipare alle procedure amministrative concernenti l’ambiente. Da tali disposizioni, la più utilizzata è l’articolo 70 della legge n. 114/1992 Racc., legge sulla tutela ambientale. La disposizione della direttiva VIA (articolo 23 paragrafo 9), in base alla quale le organizzazioni ambientaliste che hanno attivamente partecipato alla procedura di valutazione dell’impatto ambientale sono abilitati ad agire in qualità di parti delle successive procedure di autorizzazione, utilizzata più raramente nella pratica.

In quanto principio generale del diritto amministrativo CECA, è possibile presentare ricorso contro le decisioni amministrative di organo amministrativo superiore. Questo principio si applica sempre salvo rari casi di atti che non sono emessi nella forma di una decisione amministrativa (ad esempio i «certificati degli ispettori autorizzati, che, in base a determinate condizioni, possono sostituire i permessi di costruzione). Non vi è inoltre alcun ricorso contro le cosiddette «misure di carattere generale». In linea di principio, il regolare ricorso dinanzi a un organo amministrativo superiore deve essere esauriti prima della decisione amministrativa può essere sottoposto al sindacato della Corte. Primo grado delle decisioni amministrative possa essere citata in giudizio direttamente. «irregolare» atti avverso i quali non vi è alcuna possibilità di ricorso amministrativo, ma che deve essere soggetto a controllo giurisdizionale se sono in grado di violare i diritti di una persona o costituiscono un’eccezione. In secondo luogo, le «misure di carattere generale» si intende la Corte direttamente dopo la loro emissione. Infine, una deroga specifica è la possibilità di presentare una denuncia, «nell’interesse pubblico» contro la decisione amministrativa di prima istanza, a determinate condizioni definite dalla legge. Analogamente, i normali mezzi della giustizia amministrativa, se disponibili, dovranno essere esauriti prima di prendere una causa presso il tribunale amministrativo anche in caso di omissioni (illegale inazione) delle autorità amministrative o di altri interventi «illegale» delle autorità amministrative. I ricorsi amministrativi straordinari non devono essere esauriti prima di adottare un procedimento giudiziario.

In generale, i giudici amministrativi devono esaminare la legittimità sostanziale e procedurale di decisioni amministrative oggetto di un procedimento amministrativo. Violazione delle disposizioni procedurali inerenti la procedura amministrativa è un motivo per annullare la decisione impugnata, se è probabile che essa potrebbe indurre l’illegittimità sostanziale della decisione in questione. La decisione del Tribunale è basata sui fatti di quanto lo fossero nel momento in cui la decisione è stata emessa. Di norma, il giudice prende i materiali raccolti nell’ambito del procedimento amministrativo come base delle loro decisioni. Sono tuttavia autorizzati, se le parti del procedimento giudiziario suggeriscono, verificare l’esattezza di detti materiali, ripetere o modificare gli elementi presi in considerazione nell’ambito del procedimento amministrativo. L’autorità giudiziaria deve sempre esaminare se le autorità amministrative non hanno abusato supera l’ambito di applicazione del loro potere discrezionale. L’ambito di applicazione del controllo giurisdizionale delle decisioni amministrative è in pratica limitato dalla dottrina della violazione di diritti, che costituisce una base per regolamentare la legittimazione ad agire in procedure giudiziarie e amministrative si ripercuote anche gli argomenti che dei singoli ricorrenti sono ritenuti ammissibili. Ciò riguarda in particolare i processi delle organizzazioni ambientali. Tali organizzazioni, come risulta dalla prevalente giurisprudenza dei giudici cechi, possono far valere solo la violazione dei propri diritti procedurali nelle procedure amministrative, non la legittimità sostanziale delle decisioni amministrative in quanto tale.

Secondo il codice dell’edilizia, i piani di utilizzazione del terreno e piani di zonizzazione sono emessi nella forma delle cosiddette «misure di carattere generale» e non vi è un rimedio specifico in cui possono essere impugnate. Misura di carattere generale» è definita dalla legge come atto vincolante, che non è un pezzo di bassa né la decisione. Anche alcuni atti conformemente ad altre normative ambientali, come ad esempio le norme in materia di visita dei parchi nazionali secondo la legge sulla tutela ambientale o i piani per i bacini idrografici secondo la legge sulla protezione delle acque sono emessi in tale forma e, pertanto, soggetto a sindacato giurisdizionale. Secondo la legge, le persone che ritengono che i loro diritti siano stati violati dal rilascio della misura di carattere generale sono legittimate ad agire in giudizio la misura in tribunale. La Corte suprema amministrativa ha tuttavia sviluppato una giurisprudenza restrittiva, secondo cui solo il diritto reale, vale a dire i diritti relativi alla proprietà di immobili, può essere violato attraverso l’emissione di una misura di carattere generale (vale a dire il piano relativo all’uso della terra). Di conseguenza, solo i proprietari dei terreni siano considerate per essere legittimata a citare in giudizio le misure di carattere generale. Il Tribunale amministrativo supremo ha ripetutamente dichiarato che le organizzazioni ambientali non sono legittimati ad adire i piani di destinazione dei suoli (nonostante fossero legittimati ad agire di convenire modalità di visita dei parchi nazionali. Fino alla fine del 2011, la Corte suprema amministrativa era l’unico competente a conoscere del riesame delle misure di carattere generale senza ulteriore ricorso. Dal 2012, i tribunali regionali hanno questa competenza ed è possibile presentare un reclamo contro la loro decisione in cassazione. Le principali norme di prova sono simili alla giustizia amministrativa in generale:

  • Il giudice esamina la legittimità sostanziale e procedurale delle misure di carattere generale;
  • Nell’ambito degli argomenti presentati nel procedimento e della violazione dei diritti della ricorrente,
  • I giudici hanno diritto, su proposta delle parti, di rivedere o modificare gli elementi di prova considerati nella procedura di rilascio della misura.

Le audizioni si svolgono spesso in questo tipo di procedimento giudiziario amministrativo rispetto ad altri.

Procedure VIA:

La procedura VIA non è parte integrante delle procedure di autorizzazione (autorizzazione) nel sistema giuridico ceco; L’autorizzazione si basa su un processo distinto che presentano le seguenti caratteristiche principali:

  • La procedura VIA in quanto tale è completamente aperto al pubblico,
  • La relazione VIA (documentazione) sia accessibile e ogni persona ha diritto a presentare osservazioni, in termini specifici,
  • la «dichiarazione via» deve esistere prima di ulteriori decisioni (permessi) sono emesse, ma non devono essere rispettati (si deve unicamente essere «prese in considerazione»),
  • Il processo è concluso tramite l’emissione di una «dichiarazione VIA», che non hanno il carattere vincolante di una autorizzazione (autorizzazione), ma è considerato un «parere di esperti» (anche se il rilascio da parte del Ministero dell’ambiente o dalle autorità amministrative regionali).

Di conseguenza, secondo la giurisprudenza dei giudici cechi, né le decisioni in merito allo ‘screening’ e VIA (che sono uniti in un secondo la legge ceca finale VIA) né la «dichiarazione via» può essere riesaminata dal giudice «in modo indipendente» o «direttamente». Quale supremo giudice amministrativo ha statuito, esse sono soggette a controllo giurisdizionale soltanto insieme a (o nell’ambito di applicazione del successivo rilascio dell’autorizzazione o consente, ad esempio con l’uso del suolo, le autorizzazioni rilasciate ai sensi della legge sulla protezione della natura, tutela delle acque, legge mineraria ecc. in base a tale impostazione, è necessario prendere in considerazione le autorizzazioni rilasciate in base alle leggi specifiche per il progetto, che è stato oggetto di via via come «decisioni» («autorizzazioni» ai sensi della direttiva VIA). Tali decisioni sono riesaminate da organi giurisdizionali ai sensi delle condizioni generali del riesame delle decisioni amministrative. La legittimazione ad agire è concesso per:

a) le persone che ritengono che i loro diritti siano stati violati da una decisione «che crea, modifica, annulli o autoritativamente determina i rispettivi diritti e doveri» e

b) altre parti ai procedimenti amministrativi per l’emissione della decisione amministrativa, che ritengono che i loro diritti siano stati violati in questi procedimenti e ciò può comportare l’illegittimità della decisione (legittimazione ad adire le vie legali per le organizzazioni ambientali si ricava da questa disposizione)

Accanto a ciò, secondo una recente modifica della direttiva sulla valutazione dell’impatto ambientale (adottata nel dicembre 2009), le organizzazioni ambientaliste che hanno presentato osservazioni nella procedura di VIA, legittimata a citare in giudizio la decisione recante approvazione di un progetto, per il quale era stata rilasciata la dichiarazione VIA prima. Le organizzazioni ambientali hanno permanente anche nei casi che non abbiano partecipato al procedimento amministrativo di autorizzazione. Tale disposizione speciale, tuttavia, non consente di citare in giudizio ai sensi dell’omonima decisione di screening e di definizione dell’ambito o la dichiarazione VIA direttamente. Essa non è stata in pratica utilizzata finora, come le organizzazioni ambientaliste partecipanti possono usare la regolamentazione in vigore. Ne consegue che non vi sono più «metodi» per le organizzazioni ambientaliste, per ottenere legittimazione ad agire contro l’autorizzazione per il progetto oggetto di VIA dinanzi alla Corte:

a) Se un’organizzazione ambientale formuli osservazioni alla relazione VIA (documentazione) entro i termini per la consultazione pubblica, nella procedura di VIA, può ottenere lo status di parte della successiva procedura di autorizzazione (e quindi, in quanto tale, presentato una denuncia contro l’autorizzazione definitiva), o, in teoria, fascicolo, l’azione legale contro tale decisione anche senza fungere da una parte del procedimento amministrativo.

b) Tuttavia, organizzazioni ambientali possono ottenere lo status di parte della procedura di autorizzazione (a prescindere dal fatto che il progetto è soggetto a VIA) anche in base a disposizioni di altre leggi; In applicazione dell’articolo 70 della legge sulla protezione della natura è il più utilizzato.

Per una singola persona, che partecipano alla procedura VIA non è né necessaria, né accorda diritti speciali per quanto riguarda la partecipazione nelle successive procedure amministrative e l’accesso alla giustizia. Per entrambe queste possibilità, occorre essere direttamente pregiudicati dall’autorizzazione in quelle diritti (se la legge speciale non impongono condizioni ancora più severe).

I tribunali regionali sono il Forum di rimettere in discussione tutte le decisioni amministrative, comprese le autorizzazioni rilasciate successivamente alla procedura VIA (con la possibilità di presentare un reclamo contro la loro decisione di cassazione alla suprema corte amministrativa. Le audizioni non sono effettuate se le autorità giudiziarie rifiutano il procedimento in quanto irricevibile, o se annullare le autorizzazioni per errori metodologici o non sufficientemente giustificati (verificabili). Accanto a ciò, generalmente la Corte invita le parti convengano di decidere la causa senza procedere alla fase orale, in molti casi (probabilmente la maggior parte), le parti convengono con esso. I giudici devono riesaminare sia sulla legittimità sostanziale o procedurale di autorizzazione allo sviluppo. Le norme in materia di prove sono uguali a quelli del sistema giudiziario amministrativo in generale. I giudici hanno diritto, su proposta delle parti, di rivedere o modificare gli elementi presi in considerazione nell’ambito del procedimento amministrativo. Insieme all’autorizzazione definitiva, anche la legittimità sostanziale e procedurale della dichiarazione via via e/o decisione di screening e di definizione dell’ambito sono riesaminate. In teoria, la Corte, su suggerimento della ricorrente, verificare anche materiali e risultati tecnici, sul quale la dichiarazione VIA e, di conseguenza, l’autorizzazione si basa, a garantire che non vi sia un chiaro conflitto tra questi risultati e delle conclusioni e argomentazioni delle autorità amministrative. In pratica, tuttavia, i giudici sono spesso riluttanti a farlo, e segnatamente nel caso in cui i processi delle organizzazioni ambientali. Nei casi di riesame delle autorizzazioni per i progetti che sono soggetti a valutazione dell’impatto ambientale, si applicano le condizioni generali per l’adozione di provvedimenti ingiuntivi. Ad esempio, l’attrice di chiedere provvedimenti ingiuntivi deve dimostrare che

  • La decisione di esecuzione possa causargli un danno «incomparabilmente più grave» che potrebbero essere causati ad altre persone con la concessione dei provvedimenti di natura inibitoria (rispetto alla condizione che il ricorrente deve dimostrare «pregiudizio irreparabile», in vigore fino alla fine del 2011) e
  • l’emissione di provvedimenti ingiuntivi non sarebbe in contrasto con un interesse pubblico importante.

L’unica regola speciale è applicabile per la causa dell’organizzazione ambientalista, che sarà presentata contro l’autorizzazione dalla disposizione speciale della via atto (senza la partecipazione dell’organizzazione al procedimento amministrativo). Per questo tipo di controversie, i provvedimenti inibitori (sotto forma di effetto sospensivo rispetto all’autorizzazione) non sono disponibili.

Procedure IPPC:

I giudici possono rivedere le decisioni finali di permessi integrati (IPPC), rilasciata ai sensi della legge n. 76/2002 Coll. Atto IPPC, alle condizioni generali di controllo giurisdizionale degli atti amministrativi. Legittimazione ad intentare un’azione legale contro l’IPPC («le decisioni di autorizzazioni integrate») è concesso a

a) le persone che ritengono che i loro diritti siano stati violati dall’IPPC decisione «che crea, modifica, annulli o autoritativamente determina i rispettivi diritti e doveri» e

b) altre parti ai procedimenti amministrativi per il rilascio della suddetta decisione, che sostengono di aver subito una violazione dei propri diritti in questi procedimenti e ciò può comportare l’illegittimità della decisione (legittimazione ad adire le vie legali per le organizzazioni ambientali si ricava da questa disposizione)

Le organizzazioni ambientali hanno la legittimazione ad agire contro l’IPPC decisione se soddisfano alle condizioni sub b), vale a dire se la stessa fosse parte del procedimento amministrativo (IPPC per il rilascio dell’autorizzazione IPPC). Per ottenere la posizione di una parte di tale procedimento, l’organizzazione deve comunicare all’autorità amministrativa competente di voler partecipare al procedimento entro il termine di 8 giorni dalla pubblicazione delle informazioni in merito alla richiesta di decisione IPPC all’avviso pubblico. Inoltre, un’organizzazione ambientalista che ha presentato osservazioni nella procedura di VIA, che precede il procedimento IPPC è probabilmente in grado di citare in giudizio la decisione IPPC, anche se l’organizzazione non dovrebbe partecipare a tale procedimento. Non vi è, tuttavia, alcuna giurisprudenza dimostrarlo. Da un punto di vista formale, non è necessario partecipare attivamente, in fase di consultazione pubblica della procedura, ai fini della legittimazione ad agire della suddetta decisione dinanzi ai tribunali. Se una persona o un’organizzazione per la protezione dell’ambiente soddisfa i criteri per essere considerato una parte dell’IPPC procedimenti amministrativi, può presentare un ricorso amministrativo contro la decisione dell’IPPC e, di conseguenza, è legittimata ad intentare un’azione legale contro la decisione finale, anche se non sono attivi nella direttiva IPPC procedimento amministrativo. Tuttavia, se la parte non è attivo, è inferiore di riuscire con l’impugnazione e/o il procedimento, in quanto è più difficile per la parte di esigere che i suoi diritti siano stati violati nel corso del procedimento e all’emissione della decisione.

I tribunali regionali sono le sedi di impugnare le decisioni IPPC (con la possibilità di presentare un reclamo contro la loro decisione di cassazione alla suprema corte amministrativa. Le audizioni non sono effettuate se le autorità giudiziarie rifiutano il procedimento in quanto irricevibile, o se annullare le autorizzazioni per errori metodologici o non sufficientemente giustificati (verificabili). Accanto a ciò, generalmente la Corte invita le parti convengano, di decidere la causa senza procedere alla fase orale, in molti casi, le parti concordano. Il giudice esamina la legittimità sostanziale o procedurale delle decisioni in materia di IPPC. Le norme in materia di prove sono uguali a quelli del sistema giudiziario amministrativo in generale. I giudici hanno diritto, su proposta delle parti, di rivedere o modificare gli elementi di prova considerati nella direttiva IPPC procedimento amministrativo. In teoria, la Corte, su suggerimento della ricorrente, verificare anche materiali e risultati tecnici IPPC, su cui la decisione si basa, almeno nella misura se non vi è un’evidente contraddizione tra le constatazioni e le conclusioni e i motivi della decisione. In pratica, tuttavia, i giudici sono spesso riluttanti a farlo, e segnatamente nel caso in cui i processi delle organizzazioni ambientali. Nei casi in cui il controllo giurisdizionale di decisioni IPPC, condizioni generali di applicare provvedimenti ingiuntivi. La ricorrente chiede provvedimenti ingiuntivi deve dimostrare che

  • La decisione di esecuzione possa causargli un danno «incomparabilmente più grave» che potrebbero essere causati ad altre persone con la concessione dei provvedimenti di natura inibitoria (fino alla fine del 2011, non vi era una condizione di «pregiudizio irreparabile») e
  • l’emissione di provvedimenti ingiuntivi e non sarebbe contrario all’interesse pubblico importante.

V. l’accesso alla giustizia nei confronti degli atti o delle omissioni

Crediti nei confronti di privati o di persone giuridiche può essere presentata direttamente al giudice civile (nell’ambito del sistema giudiziario civile) per tutte le questioni concernenti i diritti e gli obblighi, compresi quelli riguardanti la protezione del diritto costituzionale per ambiente favorevole. I cittadini possono invocare tale diritto costituzionale esclusivamente nell’ambito di applicazione delle leggi di attuazione di tali diritti. Ciò significa che anche le conclusioni presentate dinanzi al giudice civile nei confronti di privati o di persone giuridiche, il ricorrente deve far valere e provare che un dazio specifico fissato per legge, è stato violato dalla convenuta e che i diritti del ricorrente sarebbero stati violati da tale mezzo. I tipici diritti nei confronti di privati o di persone giuridiche, in materia ambientale, diritto per ambiente favorevole) comprendono

  • «Le azioni dei paesi limitrofi», con cui la ricorrente chiede al Tribunale di condannare la convenuta a interrompere il contatto con i vicini oltre misura «proporzionata» o «minacciano gravemente i loro diritti» (ad esempio, rumore, emissioni, ecc.). La Corte non può che condannare la convenuta a far cessare l’attività illegale in tali casi, senza ulteriori precisazioni sulle modalità per conseguire questo obiettivo.
  • «azioni di protezione della personalità e/o la vita privata», con cui la ricorrente chiede la protezione contro interferenze illecite nella propria sfera privata (personalità), che comprende anche l’organismo, salute e qualità dell’ambiente. L’indicazione può mirare alla cessazione delle azioni illegittime nella sfera privata, la rimozione dei risultati di tali interventi, di un’adeguata soddisfazione
  • azione per chiedere compensazioni monetarie ai danni dell’ambiente, che ha causato inoltre una perdita finanziaria per il ricorrente
  • «azione preventiva», con il quale la ricorrente chiede al Tribunale di condannare la convenuta ad adottare misure per prevenire un danno in relazione, ad esempio l’ambiente naturale.

Generalmente non è possibile presentare i crediti nei confronti di privati o di persone giuridiche direttamente al giudice amministrativo. Un’eccezione è una situazione in cui un individuo o soggetto giuridico agisce come organo amministrativo (ad esempio, se un ispettore autorizzato rilascia il certificato, che, a determinate condizioni, può sostituire il permesso di costruzione). Analogamente, non è possibile presentare domande nei confronti di privati o di persone giuridiche direttamente al giudice penale.

Se un organismo dello Stato che agisce come rappresentante dello Stato nel settore del diritto privato (attività commerciali ecc.), la medesima natura dei crediti può essere presentata al giudice civile contro lo Stato, come nei confronti di privati o di persone giuridiche. Nel settore della giustizia amministrativa, le azioni legali contro le decisioni degli organismi pubblici (autorità amministrative) in materia ambientale può essere presentata a determinate condizioni. Come regola generale, è possibile chiedere al giudice di annullare la decisione, tranne alcune eccezioni (moderazione delle sanzioni amministrative, per divulgare le informazioni). Inoltre, una persona che ha esaurito le misure amministrative per la protezione contro l’omissione (inerzia) di un’autorità amministrativa, che viola i suoi diritti, può chiedere alla Corte di ingiungere all’Amministrazione «ad emettere una decisione sul merito della questione». Vi è però una «lacuna» nel presente regolamento (come interpretata dai giudici amministrativi cechi), che porta alla conclusione che non è possibile chiedere che l’Autorità possa iniziare la procedura stessa (ex officio), quando è tenuto per legge a farlo (per esempio, se vi è un progetto in costruzione o operare senza i necessari permessi). I giudici hanno reiteratamente rifiutato i procedimenti dei paesi interessati in tali casi. Non vi è inoltre alcun regolamento per quanto riguarda la legittimità delle organizzazioni ambientali di citare in giudizio le autorità amministrative in caso di omissioni illeciti. Si potrebbe prevedere la possibilità di ricorrere ad un diverso tipo di azione amministrativa — la cosiddetta «azione contro le azioni illegittime delle autorità amministrative» — in tali casi. Il regolamento legislativo di questo tipo di azione è cambiata dal 2012. Secondo l’attuale formulazione, chi afferma che i suoi diritti siano stati violati da «intervento illegittimo, istruzione o esecuzione» dall’autorità amministrativa può chiedere alla Corte di vietare l’autorità di continuare con l’intervento, a condannare l’Autorità al fine di rimuovere i risultati di tale intervento, o solo di dichiarare che non era illegale.

Vi sono due principali autorità competenti nel campo della responsabilità ecologica: L’Ispettorato ambientale ceco e del Ministero dell’ambiente. Il ministero dell’Ambiente esercita le competenze dell’organo amministrativo centrale nell’intero settore della protezione dell’ambiente, ivi compreso il danno ambientale; L’ispettorato, che accetta le osservazioni e richieste di azioni e ha il potere di imporre misure di prevenzione o di riparazione in relazione al danno ambientale e sanzioni. La procedura per imporre misure di prevenzione o di riparazione in relazione al danno ambientale può essere avviato d’ufficio dall’ispettorato o su richiesta. Tale richiesta può, tuttavia, essere depositata unicamente da persone che sono o potrebbero essere colpite dal danno ambientale (quali i proprietari di terreni); le organizzazioni ambientaliste sono generalmente considerati non muta, anche se la tutela dell’ambiente. Le organizzazioni ambientali e il pubblico in generale possono presentare una comunicazione scritta chiedendo l’Ispettorato di avviare il procedimento ex officio; Tuttavia, spetta all’ispettorato di decidere se avviare o meno il procedimento.

Le parti di un procedimento in materia di responsabilità ambientale può proporre l’azione legale dinanzi ai tribunali amministrativi, una volta che la decisione amministrativa definitiva. Ciò significa che il ricorso amministrativo ordinario, un ricorso al Ministero dell’ambiente, deve essere esaurito prima. Le organizzazioni ambientali, se esse non possono avviare il procedimento contenzioso, può divenire la parte del procedimento avviato dall’ispettorato sulla base della legge sulla protezione della natura. In tal caso, essi possono inoltre presentare l’azione legale contro la decisione dell’ispettorato. Le persone i cui diritti siano stati violati in conseguenza della decisione amministrativa può inoltre adire le vie legali. In casi nei quali non sia richiesta di azione e l’ispettorato non consentirebbe anche di avviare la procedura ex officio, le organizzazioni ambientali o nessuno dal pubblico in generale può chiedere al ministero per un ricorso. Tuttavia, se il Ministero stesso non riesce a farlo, il giudice non può ordinare il passivo di agire (autorità di avviare la procedura) e non è possibile far valere la responsabilità ambientale attraverso il procedimento amministrativo. È comunque possibile applicare la responsabilità ambientale attraverso la presentazione di richieste di indennizzo private. Possono sussistere ancora un altro tipo di l’applicazione della responsabilità ambientale che è la situazione in cui la decisione su misure di prevenzione o di riparazione sono rilasciate ma non rispettati. Conformemente alla legislazione ceca in materia, essa è in linea di principio fino all’organo amministrativo che ha deciso di imporre dazi non finanziarie (come la decisione di applicare misure di prevenzione o di riparazione per il danno ambientale) per attuarlo. Per garantire che tale decisione è rispettata e i dazi imposti sono soddisfatte. Nel caso in cui la decisione non sia rispettato, l’autorità competente può infliggere ammende alla persona obbligata o fare in modo che un’altra soddisfa gli obblighi posti a carico del soggetto obbligato. Inoltre, una persona autorizzata dalla decisione può far valere la decisione di imporre dazi non finanziari (ovvero la persona obbligata dovrebbe agire o astenersi dall’agire a nome della persona abilitata). Quest’ultima sarebbe applicabile in situazioni in cui il danno ambientale pregiudicherebbe la successione di qualcun altro da quella della persona responsabile.

VI. Altri mezzi di accesso alla giustizia

A prescindere dalla partecipazione a procedure amministrative e a mettere in discussione le decisioni dei tribunali amministrativi, vi sono altri vari rimedi che possono essere utilizzati da entrambi le parti per le procedure amministrative e il pubblico in generale. Vale a dire:

  • comunicazioni alle autorità competenti per avviare un procedimento d’ufficio, ivi incluse le osservazioni di adottare misure contro l’inerzia delle autorità subordinate,
  • Ricorsi amministrativi straordinari (vale a dire il riesame delle decisioni amministrative in vigore, nuova procedura (nuovo processo)),
  • comunicazioni al Mediatore, penale notifica alla polizia e procure, e comunicazioni al pubblico ministero e mediatore per fascicolo actio popularis.

Tuttavia, essi siano, in generale, piuttosto vaghe. Essi non formalmente avviare procedure. Spetta alle autorità competenti decidere se avviare o meno il procedimento mentre il notificatore ha solo il diritto di essere informato del seguito della sua presentazione.

Vi è un mediatore generale nella Repubblica ceca che riguarda tutti i casi in cui gli organi amministrativi, compiono od omettono atti, in violazione della legge, i principi democratici, lo Stato di diritto o i principi di buona amministrazione; Esso copre altresì i casi in materia ambientale. Il Mediatore può avviare un’inchiesta ex officio. Inoltre, chiunque può rivolgersi al difensore civico con la presentazione (condizioni specifiche sono previste in merito a quando il Mediatore può decidere di non trattare con la presentazione, ad esempio la violazione è di età superiore a 1 anno). Tuttavia, anche se il Mediatore conclude che l’autorità amministrativa abbia violato la legge, egli può soltanto raccomandare all’autorità di adottare misure correttive, non imporla. In caso di mancato rispetto, il difensore civico può contattare autorità superiore o di governo e informare il pubblico in generale.

Non è possibile a chiunque di intentare un’azione penale privata. Tutti i reati siano perseguiti dallo Stato (rappresentata dalla Procura), chiunque può, tuttavia, informa l’autorità giudiziaria (polizia e procure), se ha il sospetto di commettere un reato; Successivamente, egli può solo essere informato del seguito della notifica. Parte lesa (ossia le persone vittime di lesioni, danni alla proprietà, o morale o altri danni in conseguenza del reato commesso) hanno diritti procedurali e può influire sulla procedura penale (ad esempio, può presentare reclamo contro la cessazione dell’azione penale).

Sia il Mediatore e il procuratore generale può proporre l’azione «nell’interesse pubblico» nei confronti di qualsiasi decisione amministrativa, se ne «trovare» (il procuratore capo) o «provare» (il Mediatore) un importante interesse pubblico.

I principali meccanismi di trattamento delle denunce riguardanti le azioni amministrative, omissioni amministrative inadeguate o mancanti, possono essere riassunte come segue:

  • una presentazione al Mediatore
  • una denuncia contro l’inerzia (IT è disponibile unicamente nei casi in cui la procedura amministrativa è in funzione ma l’autorità rifiuta di emettere una decisione)
  • denuncia il comportamento inappropriato del funzionario o durante le azioni dell’amministrazione (tuttavia, tale denuncia è gestita principalmente dalla stessa autorità che è oggetto della denuncia — solo nel caso in cui non sia stata trattata correttamente, è possibile rivolgersi all’organo amministrativo superiore),
  • nei casi più gravi, per informare le autorità responsabili dell’azione penale (polizia e procure),
Non vi sono altre istituzioni o organismi che hanno competenza per la fornitura dell’accesso alla giustizia in materia ambientale, oltre a quelli descritti precedentemente. vale a dire:
  • le autorità amministrative competenti per la pubblica amministrazione, su specifici settori ambientali o connesse con l’ambiente,
  • tribunali;
  • Il difensore civico e
  • pubblico ministero.

VII. Legittimazione ad agire

Legittimazione ad agire

Procedimento amministrativo

Procedimento dinanzi al Tribunale

Persone

«diritti eventualmente direttamente colpiti»

violazione di diritto

ONG

protezione degli interessi pubblici

violazione di diritto/protezione degli interessi pubblici (secondo il procedimento speciale)

Altri soggetti giuridici (compresi i comuni)

«diritti eventualmente direttamente colpiti»

violazione di diritto

Gruppi ad hoc

Solo via procedura di consultazione e adozione di piani di uso del terreno — aperto a chiunque di presentare osservazioni

Possibilità n.

Le ONG straniere

violazione di diritto

Qualsiasi altra (organizzazioni dei datori di lavoro e le camere di commercio — procedura IPPC, procuratore generale e il difensore civico — Interesse pubblico giudiziario)

«diritti eventualmente direttamente colpiti»

violazione di diritto/protezione degli interessi pubblici (Procuratore Generale e Mediatore)

Nell’ambito del procedimento amministrativo, la regola di base per «permanenti» (diritto ad avere una posizione del partito), è il concetto dei «diritti e doveri forse direttamente colpiti» dalla decisione. Questo concetto è generalmente espressa nell’articolo 27 della legge n. 500/2004 Racc., codice amministrativo, secondo la quale, «le persone i cui diritti o obblighi che possono essere direttamente interessati dalla decisione amministrativa» sono considerati parti per le procedure amministrative (accanto alle persone che hanno presentato richiesta per un permesso di soggiorno (i richiedenti), persone che la decisione si creano, abolire o modificare i loro diritti e doveri e destinatari di una posizione del partito è disciplinato da una legge speciale). Questa regola generale viene modificata da alcuni atti settoriali:

a) per la protezione dell’ambiente, il più importante è la legge n. 183/2006 Racc., legge in materia di edilizia. Il presente atto contiene definizioni autonome di parti del procedimento amministrativo per il rilascio di permessi di costruzione e di utilizzo del suolo. In base a tali definizioni, solo le persone fisiche e giuridiche i cui diritti di proprietà o altri diritti reali che possono essere direttamente pregiudicati dall’autorizzazione hanno uno status di parte del procedimento.

b) simile è la regolamentazione delle parti nelle procedure amministrative ai sensi della legge n. 44/1988 Coll. Legge sulle attività estrattive.

c) in alcune altre procedure, relative all’ambiente, la ricorrente è l’unica persona con i diritti delle parti. Tale situazione esiste, per esempio per quanto riguarda il rumore «eccezioni» — decisioni che autorizzano il gestore di una fonte di rumore che è superiore ai limiti massimi di proseguire l’attività per un periodo di tempo limitato (con possibilità di proroga ripetuta). Altri esempi sono le autorizzazioni rilasciate ai sensi della legge n. 18/1997 Coll., nucleari atto.

d) dall’altro lato, le procedure di consultazione VIA (che non sono ultimati entro un permesso) e procedure vincolanti di adottare i piani di destinazione dei suoli sono aperti a tutti di formulare osservazioni; Anche questi sono gli unici procedimenti in cui i gruppi ad hoc possono partecipare.

Le organizzazioni ambientali possono ottenere lo status di parte in un procedimento amministrativo in materia di ambiente conformemente ad una serie di atti specifici; Anche la legge sulla tutela ambientale, EIA Act, legge IPPC, alla protezione delle risorse idriche, e di alcune altre. Le organizzazioni ambientali conformi alle prescrizioni di tali atti hanno diritto ad essere parti in tutti i procedimenti in cui gli interessi protetti da tali atti sono influenzati (vale a dire nel procedimento in base all’edificio). È confermato dalla giurisprudenza, che il motivo di questa possibilità è che dovrebbe essere prevista la possibilità per le organizzazioni per promuovere l’interesse del pubblico per la protezione dell’ambiente ed i suoi componenti specifici nella posizione di parte. Tuttavia, né le organizzazioni ambientali possono diventare parti nei casi che la legge stabilisce esplicitamente che il richiedente è la sola parte del procedimento.

I comuni hanno diritto ad essere parti di un procedimento amministrativo secondo gli stessi principi validi per altri soggetti (sulla nozione di «diritti eventualmente direttamente interessati»). Nella procedura IPPC, le organizzazioni dei datori di lavoro e le camere di commercio possono ottenere lo status di parte in condizioni simili a quelle dell’ambiente; Tuttavia, esse sono considerate di difendere i loro interessi e gli interessi dei loro membri. A livello di procedure giudiziarie, il concetto di permanente assolutamente prevalente per tutte le categorie di soggetti sia il concetto di violazione di diritto. La fornitura permanente di giustizia amministrativa (articolo 65 della legge n. 150/2002 Racc., codice di giustizia amministrativa), Stati membri di riconoscere la legittimazione a citare in giudizio le decisioni amministrative è concesso a

a) le persone che ritengono che i loro diritti siano stati violati da una decisione «che crea, modifica, annulli o autoritativamente determina i rispettivi diritti e doveri» e

b) altre parti ai procedimenti amministrativi per l’emissione della decisione amministrativa, che ritengono che i loro diritti siano stati violati in questi procedimenti e ciò può comportare l’illegittimità della decisione (legittimazione ad adire le vie legali per le organizzazioni ambientali derivante da tale disposizione).

Nella maggior parte dei casi, la legittimazione ad agire in procedure giudiziarie è strettamente correlato alla qualità di parte alla procedura amministrativa. Pertanto, ad eccezione delle poche possibilità di cosiddette «cause di interesse pubblico», non vi è alcuna normativa specifica per i diritti permanente per uno specifico settore giuridico o attori. Allo stesso tempo, la portata dei soggetti con in una determinata area permanente è fortemente influenzata dal campo di applicazione delle parti dei relativi procedimenti amministrativi. Per esempio, soltanto il «vicini» (persone i cui diritti di proprietà sono interessate) sono parti di procedimenti amministrativi conformemente alla legge in materia di edilizia (prossimo all’investitore, comune e, eventualmente, le ONG), solo queste persone sono legittimate ad agire in giudizio anche una decisione definitiva conformemente alla legge. Nei casi in cui il richiedente è la sola parte nel procedimento amministrativo, è anche solo il richiedente che ha diritto di citare in giudizio la decisione in tribunale. Le organizzazioni ambientali, come risulta dalla prevalente giurisprudenza dei giudici cechi, possono far valere solo la violazione dei propri diritti procedurali nelle procedure amministrative, non la legittimità sostanziale delle decisioni amministrative in quanto tale. È la conseguenza dell’applicazione restrittiva della nozione di violazione di diritto in sua causa; Nonostante la ragione per la loro partecipazione al procedimento amministrativo, è la protezione dell’interesse pubblico, significa che le organizzazioni possono chiedere alla Corte di esaminare quanto segue:

  • se si possano vedere tutti i documenti relativi all’autorizzazione ambientale,
  • Se ne avesse avuto abbastanza tempo per esaminarli ed esprimere il loro parere,
  • se essi sono stati invitati all’audizione pubblica, ecc.

Tuttavia, se la dottrina è interpretata restrittivamente, non si può sostenere che la decisione viola i requisiti della normativa ambientale (ad esempio, limiti di emissioni o disposizioni che vietano determinate attività nelle zone protette), poiché questo non è collegato a nessuno dei suoi «diritti personali». Tale approccio è corroborato dalla giurisprudenza della Corte costituzionale in base al quale i soggetti giuridici, comprese quelle operanti in campo ambientale, non possono invocare un diritto ad un ambiente favorevole, poiché può «evidentemente» si riferiscono unicamente alle persone fisiche. D’altro canto, vi sono anche le decisioni con le quali i giudici hanno, di fatto, ha esaminato l’opposizione «sostanziale» della ONG.

Non vi è alcuna actio popularis (nel senso della capacità di chiunque di citare alcuni tipi di decisioni) in qualsiasi settore di diritto nella Repubblica ceca. Il codice di giustizia amministrativa contiene una disposizione in base alla quale un «procedimento nell’interesse pubblico» può essere presentata da

  • Il procuratore generale capo
  • Il Mediatore
  • altre pubbliche autorità abilitata a farlo da una legge speciale
  • una persona espressamente autorizzata a farlo da una legge speciale

Il procuratore generale e il difensore civico possano presentare il «procedimento nell’interesse pubblico» nei confronti di qualsiasi decisione amministrativa, se ne «trovare» (il procuratore capo) o «provare» (il Mediatore) un importante interesse pubblico. Non vi è alcun atto normativo che conferiscono il diritto di adire le vie legali, nell’interesse pubblico, o di qualsiasi altro tipo di procedimento amministrativo, a qualsiasi altra autorità pubblica. Come per le altre persone, il solo tipo specifico di sostenere un «procedimento nell’interesse pubblico», esistente nel diritto ceco (dal dicembre 2009) è contenuta nella legge sulla valutazione dell’impatto ambientale. Ai sensi dell’articolo 23, paragrafo 10 del presente atto, le organizzazioni ambientaliste o comuni, che ha presentato osservazioni nella procedura di VIA, sarebbero legittimati ad agire contro l’autorizzazione di approvare un progetto, per il quale la relativa dichiarazione via era stato rilasciato. Qualora si scelga di adire le vie legali a norma di tale disposizione, esso non è necessaria per permettere loro di partecipare al procedimento amministrativo di autorizzazione in qualità di parti. In teoria, la nozione di violazione di diritto non si applicano anche in questo caso e le organizzazioni ambientali dovrebbero senza dubbio anche avere il diritto di contestare la legittimità sostanziale della decisione impugnata. D’altro canto, se questo tipo di procedimento sommario sarà presentato, non sarebbero disponibili. In pratica, vi sono stati tentativi di utilizzare quest’opportunità.

Finora, le organizzazioni ambientali hanno utilizzato più di frequente la disposizione della legge sulla protezione della natura e, solo in quanto il secondo e il terzo ciascuna opzione, le disposizioni degli atti di VIA e IPPC. Come già sopra descritto, vi sono più «metodi», vale a dire per le organizzazioni ambientali, come diventare parte nel procedimento amministrativo, e in tal modo, indirettamente, anche, per essere legittimata a citare in giudizio le decisioni amministrative in materia ambientale presso i tribunali. Nella maggior parte dei casi le persone traggono la loro legittimazione dalla posizione di «limitrofi direttamente interessati» (con riguardo alle decisioni emesse in base alla legge in materia di edilizia) o «persona i cui diritti e obblighi sono forse direttamente interessati» rispetto alla maggior parte delle altre decisioni.

VIII. Assistenza legale

Rappresentanza legale da parte di un avvocato è obbligatoria nei procedimenti giudiziari dinanzi la Suprema Corte amministrativa, la Corte suprema e la Corte costituzionale, a prescindere dalla natura del caso esaminato, compresi i casi in materia ambientale. Le persone fisiche che hanno una formazione giuridica corrispondente all’istruzione necessarie per assumere un avvocato o un lavoratore dipendente o le persone giuridiche il cui stato è tale istruzione non devono essere legalmente rappresentato da un altro avvocato, fatta eccezione per la Corte costituzionale. Dinanzi ad altri giudici, consulenti legali (rappresentanza) non è obbligatoria. Chiunque può scegliere di essere rappresentato da un avvocato o qualsiasi altra persona in grado di atti giuridici. Pertanto, è possibile anche per le organizzazioni non governative ambientali a rappresentare le parti in questioni ambientali. Tuttavia, il giudice può proibire al rappresentante di rappresentare nel caso che rappresenta in diversi casi più volte (ciò riguarda solo le procedure giudiziarie e non amministrative). Vi sono vari centri di consulenza giuridica gestiti da organizzazioni non governative ambientaliste nella Repubblica ceca. Tali centri forniscono gratuitamente assistenza legale a chi li approccio in materia ambientale. Viene in genere offre loro clienti spiegazione delle disposizioni giuridiche concernenti il loro quesito, proporre soluzioni, commentare le osservazioni o di consulenza legale. L’ordine degli avvocati ceco pubblica ed aggiorna l’elenco di tutti i ministeri su Internet, compresa la loro specializzazione. Tuttavia, non esistono molti fra coloro che si concentrano sulle norme ambientali.

IX. Prove

Questioni amministrative in materia ambientale, la stragrande maggioranza dei casi sono decisa esclusivamente sulla base dei fascicoli amministrativi e, successivamente, di altri documenti ufficiali. Ciascuna delle parti può, tuttavia, presentare le prove a sostegno di tale processo. Nelle cause civili è assolutamente necessario apportare prove sufficienti a sostegno di tale procedimento giudiziario. In generale, è al ricorrente che incombe l’onere della prova; Né egli dimostri che le sue conclusioni siano giustificate o egli perde la causa. La prova è valutata dalla Corte in linea con il principio della valutazione indipendente di tutti gli elementi di prova. La Corte non è vincolata da alcun regolamento che gli elementi che dovrebbero essere considerati prioritari o plausibilità ecc.; Spetta al giudice valutare attentamente tutti gli elementi di prova. Nella decisione sul merito, la Corte ha a ragione in modo approfondito degli elementi di prova che la decisione si basa su elementi di prova che sono stati presi in considerazione, che si è data la priorità e perché. In caso contrario, la decisione può essere annullata dal giudice di grado superiore. Tutte le parti possono produrre prove a sostegno delle loro affermazioni. Tuttavia, la Corte non deve rispecchiare tutte le proposte. In un caso del genere, la decisione in merito alla controversia, la Corte ha a ragione per cui la prova non è stata effettuata. Non spetta al Tribunale fornire la prova; In generale, il giudice solo chiedere il parere di esperti se necessario ai fini di decidere nel merito. È tuttavia possibile per la Corte di giustizia indicare a una delle parti che non sembra essere in grado di sopportare l’onere della prova, essa dovrebbe presentare ulteriori elementi di prova, o rischia di perdere la causa. Inoltre, su richiesta di una delle parti, l’autorità giudiziaria può richiedere la prova dell’altra parte o di terzi. Le parti possono adottare pareri di esperti che hanno lo stesso peso e l’attendibilità secondo il parere degli esperti richiesti dalla Corte. Le parti possono scegliere l’esperto dall’elenco ufficiale di esperti, invitandolo a presentare il parere, e di retribuzione per i suoi servizi. Nel caso in cui ciascuna delle parti introduce la propria perizia ed essi sono contraddittorie, la Corte deve richiedere perizie ulteriori. Le perizie non sono formalmente vincolanti per i giudici. Tuttavia, nella grande maggioranza dei casi, la Corte intende rispettarle. In caso di dubbi in merito all’attendibilità o alla qualità della perizia, il giudice può chiedere a un altro esperto di rivedere il precedente parere esperto.

Provvedimenti ingiuntivi X.

Il ricorso a un organo amministrativo superiore ha un effetto sospensivo. Solo in rari casi, e generalmente non in materia ambientale, l’appello non ha un effetto sospensivo e può essere eseguita in via preliminare. La presentazione di una denuncia contro una decisione di un’autorità amministrativa di norma non ha effetto sospensivo. Tuttavia la Corte può, conformemente all’articolo 73 paragrafo 2 del codice di giustizia amministrativa su domanda del richiedente, ma solo alle seguenti condizioni

  • eseguire la decisione potrebbe arrecare alla ricorrente un danno «incomparabilmente più grave» di quello che potrebbe essere causato ad altre persone con la concessione dei provvedimenti ingiuntivi
  • l’emissione di provvedimenti ingiuntivi non sarebbe in contrasto con un interesse pubblico importante.

Una volta che l’organo amministrativo approva la decisione, può essere eseguito indipendentemente dall’azione giudiziaria intentata contro di essa. Solo nel momento in cui il Tribunale conceda un effetto sospensivo al ricorso legale o emette un provvedimento cautelare, una persona autorizzata dalla presente decisione devono cessare alla sua esecuzione. A prescindere dal concedere un effetto sospensivo al ricorso legale, il giudice amministrativo può inoltre emettere un provvedimento cautelare sulla base dell’articolo 38 del codice di giustizia amministrativa nel caso in cui non vi sia la necessità di un accordo provvisorio del rapporto tra le parti. Deve trattarsi di una minaccia di danno «grave», e non è necessario che esso è personalmente l’attore che è sotto questa minaccia. Il Tribunale può ordinare alle parti della controversia, o ancora di terzi, a fare qualcosa, ad astenersi da qualcosa o sopporta qualcosa. Tuttavia, è estremamente raro che i tribunali amministrativi di emettere ingiunzioni preliminari. Nelle cause civili le tempistiche sono molto più spesso. Nei procedimenti giudiziari civili, il giudice può, su richiesta di una parte, imporre provvedimenti ingiuntivi «se è necessario, in via provvisoria, modificare le condizioni delle parti o se esiste un rischio che l’esecuzione della decisione giudiziaria (successive) potrebbero essere minacciati» (articolo 74 del codice giudiziario). La Corte può richiedere provvedimenti ingiuntivi a vietare la manipolazione degli oggetti, legislative, o determinate operazioni.

Nelle cause amministrative, non vi è alcun limite di tempo entro il quale la richiesta di un effetto sospensivo o un’ingiunzione preliminare deve essere presentato dopo la scadenza del termine per il deposito della causa è rispettato. Nelle cause civili, è possibile chiedere il provvedimento cautelare in primo fascicolo della causa in un certo periodo in seguito. In materia amministrativa, non è possibile proporre ricorso dinanzi alla Suprema Corte amministrativa contro le decisioni interlocutorie che sono anche la decisione sull’effetto sospensivo o un’ingiunzione preliminare. La Corte può riconsiderare la propria decisione in merito all’effetto sospensivo o un’ingiunzione preliminare in qualsiasi momento ed è quindi possibile chiedere il riesame. Nelle cause civili, è sempre possibile impugnare la decisione sulle misure cautelari alla Corte superiore; Tuttavia, il ricorso non ha effetto sospensivo.

XI. Sulle spese

In generale, i costi connessi con la partecipazione a procedure amministrative in materia ambientale; solo la fase giurisdizionale viene caricato. I costi direttamente collegati alle azioni della ricorrente nei confronti delle autorità giudiziarie, vale a dire:

  • Tassa per avviare un procedimento giudiziario
  • canone per l’appello o Cassazione denuncia,
  • Tassa per la domanda di effetto sospensivo né costituisce ingiunzione di soccorso.

Tutte le tasse devono essere pagate dal richiedente o ricorrente. Inoltre, non vi sono costi di persone diverse dalla Corte come esperti, testimoni, interpreti ecc., nonché le spese delle parti del procedimento stesso.

Le spese di giudizio per singoli tipi di procedimenti amministrativi sono basate su un tasso forfettario indipendentemente dal valore della causa. Una tassa per un procedimento di riesame di una decisione amministrativa è di 3000 corone ceche (circa 125 EUR); La stessa tariffa si applica per un ricorso in cassazione. Tassa per un procedimento contro un piano regolatore è di 5000 corone ceche (circa 200 EUR). Se un ricorso viene chiesto al giudice civile, come domande di risarcimento dei danni connessi all’inquinamento ambientale o una distruzione, il sistema di calcolo dei contributi è generalmente basata sul valore della causa. Tale principio si applica quando il credito è pecuniario; Esistono regole specifiche per il calcolo di diritti in controversie che riguardano non pecuniarie. Tassa di cassazione denuncia è di 5000 corone ceche (circa 200 EUR). La tassa di ricorso nelle cause civili è la stessa del procedimento nella stessa causa. Delle perizie possono variare; I costi possono essere da 100 a 4500. Tuttavia, la grande maggioranza delle cause amministrative sono decise sulla base dei fascicoli amministrativi e, eventualmente, di altri documenti ufficiali. D’altro canto, nelle cause civili è necessario apportare prove sufficienti a sostegno della causa, pertanto, i pareri di esperti sono spesso necessarie. Per esempio, nei casi in cui i ricorrenti chiedono ai giudici di ordinare ai proprietari delle strade ad adottare misure volte a ridurre il rumore provocato dal traffico e che superano i limiti di rumorosità, i costi della consulenza (valutazione) può variare tra 1900 e 4200. In teoria, in altri casi, quali i casi riguardanti l’inquinamento chimico del suolo, le spese per le consulenze possono essere molto più elevate.

Gli onorari degli avvocati possono anche variare distintamente. Di norma, vi è la tariffa oraria che viene concordato con il cliente e può variare da 20 a 200; Tuttavia, vi sono anche altre possibilità di individuazione di contributo come tassa per la piena rappresentanza o tasse calcolate sulla base della tariffa degli avvocati (ordinanza giuridicamente vincolante). A partire dal 1º settembre 2011, il pagamento di una tassa di 1000 corone ceche (circa 40 EUR) è stato realizzato per una richiesta di provvedimenti ingiuntivi in cause amministrative (che era gratuito prima); Tuttavia, il versamento di alcun deposito per coprire un eventuale risarcimento richiesto. D’altro canto, in materia civile la persona che chiede un Tribunale di imporre un provvedimento ingiuntivo è costretto a versare una cauzione di 10000 CZK (circa 360 EUR) per coprire gli eventuali risarcimenti per danni o altre perdite che potrebbero essere causati dai provvedimenti ingiuntivi; una tassa di 1000 corone ceche (circa 40 EUR) è obbligatoria e.

Il principio «chi perde paga» si applica come norma generale: la parte soccombente è tenuta a sostenere le spese della controparte, nonché il costo di perizie e testimonianze. Tuttavia quest’ultimo è raro nella giustizia amministrativa, in quanto i giudici basano le loro decisioni su gran parte dei fascicoli amministrativi e degli elementi di prova raccolti al riguardo. Inoltre, vi è una giurisprudenza dei tribunali amministrativi, che i costi della rappresentanza legale non sono costi ammissibili per l’autorità amministrativa, in quanto esse dispongono di propri dipendenti, gli avvocati, che può rappresentarli presso la controversia. Inoltre, in circostanze particolari (dipende dalla considerazione della Corte), la Corte può decidere che ciascuna parte debba sopportare le proprie spese.

XII. I meccanismi di assistenza finanziaria

I giudici, tanto in materia civile e giustizia amministrativa, possono ridurre i costi dei procedimenti, che concede l’esenzione delle spese di giudizio se il richiedente dimostra la necessità di revoca. Questa possibilità è applicabile in tutti i casi, compresi i ricorsi. I tribunali amministrativi devono concedere il condono dei contributi qualora il richiedente dimostri che egli non disponga dei mezzi per pagare la tassa integralmente; La rinuncia integrale della tariffa può essere concesso solo in circostanze particolari. I giudici civili possano concedere dispensa totale o parziale delle spese processuali se il richiedente dimostra la mancanza di fondi e l’azione stessa non sia arbitrario o il ricorso è quasi certamente, senza possibilità di successo.

Giurisprudenza in questioni ambientali specificati ulteriormente questa regola in modo che una ONG non può essere aggiudicato con dispense ripetutamente; se l’ONG intende proteggere l’ambiente in tribunale, deve sollevare e «base di fonti che non trasferisce allo Stato». I giudici civili possano concedere dispensa totale o parziale delle spese processuali se il richiedente dimostra la mancanza di fondi e l’azione stessa non sia arbitrario o il ricorso è quasi certamente, senza possibilità di successo. Inoltre, in circostanze particolari (dipende dalla considerazione della Corte), la Corte può decidere che ciascuna parte debba sopportare le proprie spese. Per quanto riguarda le altre possibilità di assistenza finanziaria, è possibile, per una parte in una controversia giudiziaria di chiedere alla Corte di lo nomina un rappresentante legale e allo stesso tempo di liberare questa parte dall’obbligo di pagare per l’assistenza legale (in tutto o in parte). Le condizioni sono le stesse di revoca per le spese di giudizio; la situazione finanziaria del richiedente è considerata. Inoltre, è anche possibile chiedere l’ordine degli avvocati ceco per la nomina di un avvocato per fornire un patrocinio legale gratuito (di norma soltanto per uno o pochi atti, non per completare la rappresentanza). La condizione è che, a parte la situazione finanziaria, che, per una ragione qualsiasi, la suddetta possibilità di nomina di tale rappresentante non poteva essere utilizzato dalla Corte. Il sistema della Czech Bar può teoricamente essere utilizzate già nella fase delle procedure amministrative. Ne consegue che non è possibile per una parte di scegliere il proprio avvocato e poi chiedere alla Corte di revoca delle spese di rappresentanza legale. Ufficialmente, la rinuncia di tali costi si riferisce sempre alla nomina del rappresentante della Corte (o dall’ordine degli avvocati).

Di norma, solo gli avvocati possono fornire assistenza legale come un servizio a pagamento, e soltanto un avvocato può essere nominato un rappresentante di una parte che chiede il gratuito patrocinio. D’altra parte, è possibile che una persona diversa da un avvocato rappresenta una parte dinanzi alla Corte o l’organo di amministrazione. In pratica, le ONG di base sono spesso in grado di fornire assistenza legale gratuita (come centri di consulenza) nei settori della loro specializzazione, e talvolta anche rappresentare parti presso i tribunali. Il patrocinio a spese dello Stato è spesso utilizzata piuttosto in questioni ambientali e la loro frequenza sembra crescere costantemente. Vi sono studi legali pro bono che forniscono assistenza legale; Tuttavia, molte delle quali sono specializzate in materia ambientale. Circa 30 avvocati e studi legali sono coinvolti nel progetto dell’organizzazione non governativa «pro bono Alleanza Centrum pro bono» specializzata sulla garanzia del gratuito patrocinio. Tale aiuto è fornito ai clienti delle ONG in materia ambientale e per le organizzazioni senza scopo di lucro si trovano in settori quali il diritto del lavoro, tasse o altri problemi giuridici concernenti le loro funzioni senza scopo di lucro.

In generale, facoltà di legge sono piuttosto respinge approcci per quanto riguarda le cliniche legali; Vi è un intervento giuridico gestito dalla facoltà di diritto dell’Università Palacky d’Olomouc, che opera come centro di consulenza per le persone che non dispongono dei fondi per pagare i servizi di un avvocato. Inoltre, non vi è stato un progetto di intervento giuridico gestiti dalle autorità locali europee ELSA (associazione degli studenti di Praga) alle condizioni analoghe (mancanza di fondi). Tuttavia, la maggior parte di loro ordine del giorno civile, non si occupa delle questioni ambientali. Vi sono vari centri di consulenza giuridica gestiti da organizzazioni non governative ambientaliste nella Repubblica ceca. Tali centri forniscono gratuitamente assistenza legale a chi li approccio in materia ambientale; viene in genere offre loro clienti spiegazione delle disposizioni giuridiche concernenti il loro quesito, proporre soluzioni, commentare le osservazioni o di consulenza legale.

XIII. Tempestività

In generale, le autorità amministrative sono tenute a emettere decisioni amministrative entro il periodo di 30 giorni, con la possibilità di estenderlo fino a 60 giorni. Nel caso in cui l’autorità amministrativa non rispetta le cui scadenze, è possibile presentare una richiesta al superiore gerarchico dell’organismo ad adottare misure contro l’inazione delle autorità subordinate. Successivamente, è possibile presentare una denuncia e chiedere che la Corte obbliga l’organo amministrativo di emettere una decisione sul merito della questione. Tuttavia, è improbabile che l’organo amministrativo che è in ritardo sarà sanzionato in alcun modo. Nel caso in cui verificabili di danni causati alla parte della procedura a seguito dell’illegittima inerzia dell’amministrazione, è possibile chiedere il risarcimento ai tribunali. Tuttavia, anche se aggiudicati alla persona lesa, nella maggior parte dei casi non è richiesto il risarcimento dai responsabili.

Le parti del procedimento amministrativo deve impugnare la decisione dinanzi ad autorità giurisdizionali entro 2 mesi dal momento in cui è stata pronunciata la decisione amministrativa finale (che è la decisione dell’organo di grado superiore nell’ambito del ricorso diretto contro la decisione’first-instance»). Nei casi relativi ad alcuni grandi progetti infrastrutturali, il termine è fissato a 1 mese. L’azione legale contro le «misure di carattere generale», come i piani di utilizzazione del terreno deve essere depositata entro 3 anni a partire dal momento in cui è entrato in vigore. Il procedimento in caso di inazione delle autorità amministrative deve essere presentato entro il termine di 1 anno. In materia di questioni ambientali, come il caso di un credito, prevenzione del rumore ecc.), in linea di massima non esistono scadenze stabilite, ad eccezione del risarcimento dei danni che deve essere presentato entro un termine di 3 anni a decorrere dalla data in cui il danno è stato cause e, allo stesso tempo, per 2 anni a decorrere dalla data in cui il richiedente ha scoperto circa il danno e la persona responsabile.

In generale, non vi sono scadenze specifiche per i giudici di emanare la propria decisione. Il procedimento giudiziario (civile e amministrativa in un unico livello) può variare da alcuni mesi a vari anni. In molti casi, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha già avuto modo di pronunciarsi sull’obbligo della Repubblica ceca al pagamento di una compensazione per i partecipanti che violano i loro diritti a un equo processo a causa della durata del procedimento giudiziario. In combinazione con la difficoltà, o impossibilità, in molti casi, di ottenere le ingiunzioni o richieste di effetto sospensivo di un’azione legale, ciò consente di concludere che la tutela non può essere considerata «tempestiva» ed «effettiva». Termine specifico per ottenere la pronuncia di cui solo nel caso di cosiddette «misure di carattere generale», come i piani di destinazione dei suoli o leggi speciali su alcuni aspetti di sviluppo dei progetti di infrastrutture del traffico in cui il codice di giustizia amministrativa dispone un termine di 90 giorni. Lo stesso termine si applica per le decisioni in materia di amministrazione dei procedimenti relativi ad alcuni grandi progetti infrastrutturali. Le decisioni provvisorie relative l’effetto sospensivo del procedimento giudiziario o di un provvedimento ingiuntivo deve essere consegnato entro il termine di 30 giorni, nelle cause amministrative e 7 giorni nelle cause civili (questo termine è tuttavia spesso over-stepped). Non sono previste sanzioni stabilite per i giudici che ritardare l’adozione della decisione. È possibile presentare una denuncia riguardante il ritardo al presidente della Corte, o di presentare una richiesta al giudice di grado superiore (o altri Senato delle corti supreme) di fissare un termine in cui alcune azioni debbano essere intraprese dal giudice responsabile. Anche se i termini non sono generalmente stabiliti dalla normativa, è compito della Corte di pubblicare la decisione in un termine adeguato. Se non è consegnato, è il caso dei cosiddetti «improper procedura ufficiale». In tali casi è possibile chiedere il risarcimento o risarcimento finanziario per la immotivati ritardi causati dai tribunali.

XIV. Altre questioni

La situazione tipica per tutti i tipi di progetti con impatto ambientale è che gli investitori devono ricevere un numero di autorizzazioni distinte prima di avviare le operazioni. Tali autorizzazioni e permessi di costruzione possono essere considerati «decisioni principali» per la maggior parte degli investimenti, e queste sono oggetto di contestazione da parte del pubblico. Tuttavia, altre decisioni amministrative, come l’IPPC decisione o esenzioni dalla protezione della natura e del paesaggio sono inoltre oggetto di contestazione nella pratica. In linea di principio, è necessario che il pubblico interessato a partecipare al procedimento amministrativo sia dinanzi a corti; In generale, solo le decisioni amministrative finali possono essere impugnate. Informazioni sull’accesso alla giustizia viene erogato principalmente attraverso le organizzazioni non governative che forniscono consulenza legale ambientale al pubblico. I mezzi di ricorso (quali il diritto di impugnazione, diritto di adire le vie legali, termini) deve essere dato per ogni decisione amministrativa e anche in ogni decisione giudiziaria. La legislazione in vigore è disponibile al pubblico ed è quindi possibile per il pubblico di avere accesso alle pertinenti disposizioni legislative e regolamentari.

Non esiste un sistema di risoluzione alternativa delle controversie a disposizione in materia ambientale. L’unica alternativa per i procedimenti giudiziari è l’arbitrato, che è, tuttavia, ricevibile solo in controversie patrimoniali. La mediazione è praticamente mai utilizzato in materia ambientale.

XV. Uno straniero

Secondo le norme procedurali che tutte le parti in procedimenti giudiziari devono avere pari diritti e siano trattati su un piede di parità e i tribunali sono tenuti a garantire che: Principi analoghi sono applicabili nelle procedure amministrative quando le autorità amministrative sono tenute ad agire in modo imparziale e a considerare le parti allo stesso modo. Tali clausole si riferiscono anche a Lingua e paese di origine, possono essere considerate clausole generali di lotta contro la discriminazione. In un procedimento giudiziario, tutte le parti hanno il diritto di intervenire nella propria lingua madre. Ogni persona che non parla la lingua ceca può chiedere l’interprete (traduttore); Tale diritto è garantito direttamente dalla Carta dei diritti e delle libertà fondamentali. È lo Stato che sostiene il costo della traduzione nei procedimenti giudiziari, contrariamente alle procedure amministrative nei casi in cui la parte che non parli la lingua deve sostenere il costo della traduzione in sé.

XVI. Casi transfrontalieri

Nel caso in cui vi sia un progetto con possibile che gli effetti sull’ambiente venissero valutati nel paese limitrofo, è possibile che i cittadini cechi e ONG di partecipare alla procedura VIA. Il Ministero dell’ambiente devono pubblicare tutte le informazioni fornite dal paese di valutazione e chiunque abbia il diritto di presentare osservazioni. Queste osservazioni devono essere trasmesse al paese di valutazione unitamente al parere del Ministero e le pertinenti autorità amministrative. La partecipazione ad altri tipi di procedure nei paesi terzi limitrofi non è regolamentata dalla legislazione ceca e basarsi sulla legislazione del paese in questione. Esso non contiene alcuna disposizione particolare riguardante la possibilità del pubblico o delle ONG del paese colpito a partecipare alle procedure amministrative CECA. Solo tali persone, compresi gli stranieri, che dimostrano di soddisfare una delle condizioni previste dalla legge possono diventare parti per le procedure amministrative in questione. Le persone devono quindi dimostrare che i loro diritti possono essere lesi dalla decisione. Le ONG straniere devono essere in grado di partecipare al prosieguo delle procedure amministrative in ragione della loro partecipazione nell’ambito della procedura VIA. Non vi è alcuna clausola speciale per quanto riguarda la partecipazione delle ONG straniere, tuttavia, in linea con la «euroconform» l’interpretazione di una normativa in materia di VIA, essi dovrebbero avere gli stessi diritti della ONG ceca. Nessuna assistenza processuale come il patrocinio a spese dello Stato , richiesta di provvedimenti ingiuntivi, provvedimenti provvisori, e consulenza legale pro bono sono generalmente disponibili in tali casi. Per contro, disposizioni speciali sono incluse nella legislazione ceca in relazione agli Stati colpiti. Detta legge concede uno «Stato colpito» che è lo Stato le cui «territorio può risentire gli impatti ambientali significativi di un progetto», di avviare una procedura transfrontaliera di valutazione. Analogamente, è obbligatoria per l’amministrazione a informare i paesi interessati in merito alle procedure IPPC e consentire loro di presentare le loro dichiarazioni e discutere la questione con loro se richieste in tal senso. In linea di principio, dovrebbe essere possibile anche per i paesi interessati a partecipare alla successiva procedura di procedure amministrative, quali il permesso di assestamento e di permesso di costruire, sulla base della suddetta regola affermando che tutti coloro i cui diritti o obblighi potrebbero essere direttamente colpiti dall’esito di una procedura amministrativa in corso ha diritto di partecipare. Tuttavia, tale caso non si è mai verificato ed è discutibile se le autorità ceche riconoscessero la partecipazione dello Stato colpito o meno. Nel caso in cui la decisione dell’autorità amministrativa ceca viene contestata, è sempre necessario adire le vie legali presso i tribunali cechi. In materia civile come domanda di risarcimento, tuttavia, non è escluso che il convenuto sia domiciliato all’estero. In tali casi, il regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (Bruxelles I). In conformità del regolamento, è ad esempio possibile scegliere di citare in giudizio una persona nello Stato del suo domicilio (articolo 2) o dello Stato in cui l’evento dannoso è avvenuto (articolo 5, paragrafo 3).

Link correlati


Questa è una traduzione automatica del contenuto. ll proprietario della pagina non si assume alcuna responsabilità circa la qualità della traduzione automatica del testo.

Ultimo aggiornamento: 14/09/2016