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Accesso alla giustizia per questioni ambientali - Francia

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  1. Le fondamenta costituzionali
  2. Sistema giudiziario
  3. L’accesso alle informazioni sui casi
  4. L’accesso alla giustizia nella partecipazione pubblica
  5. L’accesso alla giustizia nei confronti degli atti o delle omissioni
  6. Altri mezzi di accesso alla giustizia
  7. Legittimazione ad agire
  8. Assistenza legale
  9. Prove
  10. Provvedimenti inibitori
  11. Sulle spese
  12. I meccanismi di assistenza finanziaria
  13. Tempestività
  14. Altre questioni
  15. Uno straniero
  16. Casi transfrontalieri

I fondamenti costituzionali

Una «carta dell’ambiente» è stato introdotto nella Costituzione francese con la legge costituzionale n. 2005-205 del 1º marzo 2005.

La carta costituzionale ambientale si compone di 10 articoli. Essa riconosce i diritti fondamentali e gli obblighi relativi alla protezione dell’ambiente in tre principi fondamentali: Il principio di precauzione, il principio di prevenzione e sul principio «chi inquina paga». La presente Carta non stabilisce il diritto di accesso alla giustizia, ma l’articolo 7 dispone che «ogni individuo ha diritto, alle condizioni e nei limiti definiti dalla legge per l’accesso alle informazioni relative all’ambiente in possesso delle autorità pubbliche e di partecipare alla formazione delle decisioni pubbliche che incidono sull’ambiente.»

I cittadini possono invocare tali norme costituzionali in un procedimento amministrativo quanto dinanzi al Tribunale, dal momento che la priorità «domanda di pronuncia pregiudiziale sulla questione di costituzionalità» è entrato in vigore nel marzo 2010, come introdotta con la riforma costituzionale del 2008 luglio 23.

L’articolo 55 della Costituzione sancisce il primato dei trattati rispetto alle leggi. Tutti i giudici devono garantire il rispetto di questo principio (giurisprudenza dei tribunali amministrativi: CE ass., 1989, il sig. Nicolo). Le parti possono avvalersi direttamente, a determinate condizioni, di accordi internazionali.

La convenzione di Århus è stata ratificata dalla Francia il 8 luglio 2002 (dopo l’approvazione della legge n. 2002-285 del 28 febbraio 2002). Effetto diretto delle disposizioni della convenzione di Aarhus è riconosciuto solo per alcune disposizioni della convenzione.

II sistema giudiziario

L’ordinamento giuridico francese è organizzata sulla base di una distinzione fondamentale tra due ordinanze dei tribunali:

  • L’ordine di trattazione delle controversie tra privati o organismi; e alla
  • ordini amministrativi che si occupano di casi riguardanti una qualche forma di controversie tra cittadini e autorità pubbliche, un privato o ente (società, associazione, ecc.), un ente pubblico.

Ciascuno di essi è composto di giudici di common law e i tribunali specializzati.

Vi sono due tipi di giudizio: i giudici civili e dei tribunali penali.

In primo grado, i tribunali civili sono normali (Tribunale regionale) o specializzate, Tribunali commerciali (tribunali distrettuali, tribunali di sicurezza sociale e i consulenti des Prud’hommes per le relazioni di lavoro, le controversie tra lavoratori e datori di lavoro dei tribunali commerciali per le controversie che coinvolgono gli imprenditori o imprese e tribunali di sicurezza sociale, e alla Corte di leasing).

L’organizzazione dei tribunali penali distinguere tre tipi di reato:

  • infrazioni (contravvenzioni) da parte della polizia, giudici,
  • reati (reati), giudicati dai tribunali penali,
  • (delitti, reati gravi) hanno cercato con la Corte di Assise (l’unico gettare popolari).

Vi è un’autorità giurisdizionale specifica per i minori, i giovani o i tribunali per i minorenni, per le cause sia civili che penali.

Tutti i ricorsi presentati al Tribunale civile e penale di sentenze dinanzi alla Corte d’appello, fatta eccezione per le impugnazioni di decisioni della Corte d’Assise, che risiede con un’altra Corte d’assise. Le sentenze delle corti d’appello possono essere impugnate dinanzi alla Corte di cassazione, la Corte suprema dell’ordine giudiziario. La Cour de cassation è competente a esaminare i ricorsi contro le sentenze del Tribunali, che decide i ricorsi relativi a questioni di diritto e di procedura e può annullare o annullare le sentenze e di rinviare le cause di riesame a uno dei 35 corti d’appello per un nuovo processo.

I tribunali amministrativi sono il tribunale amministrativo ordinario in primo grado. I tribunali amministrativi specializzati sono principalmente la Corte nazionale per il diritto d’asilo, il conto finanziario (tribunali regionali delle Camere e Corte dei conti), la autorità giurisdizionali (Corte di disciplina di bilancio e finanziaria, alto consiglio dei magistrati, giudici ordinale, Università giudici...). L’impugnazione delle decisioni è, in linea di principio, oggetto di ricorso dinanzi al giudice amministrativo d’appello, le cui pronunce sono, in appello, con il Consiglio di Stato.

Il Consiglio di Stato è l’organo superiore di giustizia amministrativa, giudice di ultima istanza sulla legittimità degli atti amministrativi. Come la Corte di cassazione, non esercita il controllo della corretta applicazione delle norme di procedura e di diritto da parte delle decisioni giurisdizionali dinanzi ad esso impugnate. Inoltre, anche il Consiglio di Stato, in determinate controversie come quella degli atti normativi del ministro, si pronuncia in prima e in seconda istanza. Il Consiglio di Stato invita inoltre il governo sui progetti di legge e su alcuni progetti di ordini.

Il conflitto di competenza tra le autorità giudiziarie e i giudici amministrativi è determinato dalla Corte, il conflitto di giurisdizione è composto da un numero uguale di membri della Corte di cassazione e del Consiglio di Stato.

Il Consiglio costituzionale, composto di nove membri, è competente per statuire sulla costituzionalità delle leggi organiche e della legislazione a lui sottoposti, e di controllare il corretto funzionamento delle elezioni. Essa non dispone di alcuna competenza in materia di atti dell’amministrazione.

Non vi sono tribunali speciali in materia ambientale. Tutti i giudici francesi occuparsi dei problemi ambientali, conformemente alle loro rispettive competenze.

«forum shopping» non esiste nell’ordinamento giuridico francese. Competenza dei tribunali è determinato dalla legge.

Non vi è alcuna distinzione fra i ricorsi e ricorso straordinario in procedure giudiziarie francesi. Vi è una distinzione tra commercio e deferimenti (ricorso ordinaria» référés») che consentano l’adozione di misure provvisorie (sospensione di un atto intermedio, il pagamento di un indennizzo) o dell’indagine o istruzioni (nomina di un esperto). Le decisioni di primo grado può essere riformata in appello, e le decisioni delle corti d’appello può essere annullata dalla Corte Suprema di Cassazione (Corte di cassazione e Consiglio di Stato).

I poteri dei giudici amministrativi è ampio anche per i giudici dei tribunali di primo grado. Il giudice amministrativo può annullare una decisione amministrativa illegittima. I giudici possono anche ingiungere all’amministrazione di rivedere la sua decisione annullata, specificando il contenuto della nuova decisione.

Non esistono norme specifiche delle procedure giudiziarie in materia ambientale, vi sono soltanto due eccezioni dinanzi ai tribunali amministrativi.

La prima, l’articolo L. 122-2 del codice dell’ambiente e L. 554-11 del codice di giustizia amministrativa, permette la sospensione di una licenza o di una decisione di autorizzazione per l’attuazione degli interventi o lavori se, a causa delle loro dimensioni o all’impatto sull’ambiente naturale, esso avrebbe dovuto essere sottoposto a una VIA, ma ciò non è stato effettuato.

La seconda, l’articolo L. 123-12 del codice dell’ambiente e L. 554-12 del codice di giustizia amministrativa, permette la sospensione di una decisione di autorizzazione per l’attuazione degli interventi, strutture o opere oggetto di una prima indagine pubblica, se un’applicazione solleva seri dubbi quanto alla legittimità della decisione: Qualora le conclusioni dell’autorità competente sono sfavorevoli, o quando la pubblica trattazione orale non ha avuto luogo.

In entrambi i casi, il presupposto dell’urgenza che è tenuto a disporre la sospensione dell’esecuzione di un atto è in linea di principio una presunzione

Di norma, i giudici, in particolare i giudici amministrativi, non hanno il diritto di presentare un ricorso ad un tribunale, solo le parti compresi i cittadini, le ONG, le imprese, le amministrazioni e le autorità pubbliche possono. Ma c’è un’eccezione: un’azione legale può essere avviato d’ufficio in materia penale da parte della Procura della Repubblica. Ciò è possibile anche in materia ambientale.

III L’accesso alle informazioni sui casi

La legislazione generale sull’accesso ai documenti amministrativi (legge n. 78-753 del 17 luglio 1978, quale modificata dalla legge n. 79-583 dell’ 11 luglio 1979, relativa alla motivazione degli atti amministrativi ed al miglioramento dei rapporti tra l’amministrazione e il pubblico nonché dall’art. 7 della legge n. 321 del 12 aprile 2000, relativa ai diritti dei cittadini nei loro rapporti con le amministrazioni) ha istituito la libertà di accesso ai documenti amministrativi. La presente legge riguarda tutti i documenti detenuti dall’amministrazione (se sono emesse dall’amministrazione o se abbiano un terzo origine) e che, per la loro natura, oggetto o l’uso sono connessi all’esercizio di un’attività di servizio pubblico. Tale legge prevede che l’accesso ai documenti amministrativi non viene concessa se la consultazione o la divulgazione di tali documenti pregiudicherebbe segreti protetti per legge.

Il diritto di accesso alle informazioni relative all’ambiente è esercitato alle condizioni generali stabilite dalla legge del 1978 luglio 17 e le disposizioni speciali del codice dell’ambiente.

Le decisioni amministrative non connesse a questo argomento può essere annullato dai giudici amministrativi dopo l’avviso di una commissione nazionale.

L’art. R.421-5 del codice di giustizia amministrativa dispone quanto segue: «il termine per proporre un ricorso contro una decisione, di cui la Corte sono vincolanti solo se sono state menzionate, nonché i rimedi nella notifica della decisione.»

In materia di ambiente, un implicito rifiuto di divulgare informazioni è necessariamente illegittima, in quanto la presente decisione non è stata notificata alla ricorrente mediante una decisione scritta motivata, precisando i mezzi e i termini di ricorso dinanzi a un tribunale amministrativo.

La legge n. 78-753, del 17 luglio 1978, ha istituito una commissione indipendente per l’accesso ai documenti amministrativi (CADA), che ha il compito di garantire il rispetto della libertà di accesso ai documenti amministrativi. La c.a.d.a. è anche competente in merito a questioni concernenti l’accesso alle informazioni sull’ambiente. La causa deve essere messo preventivamente la Commissione prima di presentare al tribunale amministrativo. La procedura di cui alle sezioni 17, 18 e 19 del decreto n. 2005-1755 del 30 dicembre 2005 relativa alla libertà di accesso ai documenti amministrativi. Un richiedente che ha subito un rifiuto di comunicare, deve sottoporre la questione alla cada, entro un termine di due mesi a decorrere dalla notifica del rifiuto. Nel termine di un mese dal ricevimento della notifica, l’autorità competente motiva la sua posizione l’associazione CADA. Se l’autorità competente conferma il suo iniziale rifiuto o non risponde entro due mesi dal deferimento a cada, il richiedente può proporre ricorso presso il Tribunale amministrativo chiedendo l’annullamento.

Giudice può ingiungere all’amministrazione di produrre le informazioni richieste. Il giudice può annullare altresì la decisione di rifiutare l’accesso e, di conseguenza, trarre le conseguenze di un rifiuto.

Il giudice può disporre le informazioni che devono essere comunicate.

IV L’accesso alla giustizia nella partecipazione pubblica

Un impianto gestiti o posseduti da qualsiasi persona fisica o giuridica, pubblica o privata, che possano comportare pericoli o inconvenienti ai residenti, la salute, la sicurezza, la sanità pubblica, l’agricoltura, la tutela dell’ambiente, la tutela dei siti e dei monumenti è definito come un «impianto classificato per la protezione dell’ambiente (ICPE)» in Francia ed è soggetta a un regime giuridico particolare descritto dal codice dell’ambiente. Sono presenti circa 500000 di questi impianti in Francia.

La normativa sugli impianti classificati per la tutela dell’ambiente organizzare tre regimi diversi a seconda della gravità dei pericoli e degli svantaggi: l’autorizzazione, la rendicontazione, la semplificazione e una recente regime intermedio, denominato «registrazione» (decreto n. 2009-663 dell’11 giugno 2009 e decreto n. 2010-368 del 13 aprile 2010).

Nell’ambito del regime di autorizzazione preventiva, il diritto di gestire» è rilasciata al termine di un studio d’impatto» e una pubblica inchiesta»».

Il ricorso a un’autorità amministrativa superiore avverso la decisione amministrativa è sempre possibile (è un principio generale della giurisprudenza). Salvo che una disposizione speciale è facoltativo.

Il principio generale è che le decisioni amministrative possano essere prese al giudice direttamente in mancanza di norme procedurali specifiche siano disponibili (ad esempio, in caso di accesso alle informazioni ambientali). Non esistono specifiche regole per quanto riguarda la partecipazione pubblica e relative decisioni.

In assenza di norme specifiche previste dalla legge sulla necessità del reclamo amministrativo, decisioni amministrative, è possibile adire un giudice amministrativo direttamente.

I tribunali amministrativi riesame della legittimità procedurale e la legittimità nel merito di tutte le decisioni amministrative.

Le autorità giurisdizionali dello studio del materiale, risultati tecnici e i calcoli ove essi siano considerati appartenenti alla decisione.

La legittimità di una pianificazione amministrativa è controllata dai tribunali amministrativi. Le condizioni in materia di legittimazione ad agire, le modalità di prova, norme sull’audizione o la portata del riesame da parte del giudice non sono specifici in questo settore.

Sulla legittimazione ad agire: qualsiasi persona fisica che ha il potere di adire un tribunale può adire il giudice amministrativo. Tale capacità è valutata in base alle norme del diritto civile. Pertanto non-emancipated minori, nonché le principali persone poste sotto la tutela della giustizia» a causa delle facoltà mentali o a condanne penali che conducono ai loro rappresentanti legali di interdizione non hanno la possibilità di rivolgersi al giudice. Tuttavia, la giurisprudenza amministrativa riconosce che talune persone, mentre sono incapaci in base al codice civile, hanno la capacità di esercitare un ricorso per eccesso di potere contro decisioni che «il principio fondamentale del diritto di habeas corpus.»

Persone giuridiche o gruppi possono presentare ricorso contro le misure che ledono i loro interessi (esistenza, beni immobili, attività, condizioni di esercizio), nonché, per la domanda di risarcimento del danno materiale e morale da loro subito. Ma hanno anche la facoltà di ricorrere al tribunale onde tutelare gli interessi collettivi dei cittadini che i primi rappresentano, nella misura in cui il regolamento o la misura controversa leda tale interesse collettivo.

In materia amministrativa, come nel procedimento giuridico privato, l’attore incombe l’onere della prova. Tuttavia, il presente Principio si applica in modo un pò diverso, in materia amministrativa, in particolare quando gli elementi di prova sono nelle mani dell’amministrazione o, in caso di responsabilità, sulla base del principio della presunzione che il firmatario è esente da colpa, egli afferma, obbligano l’amministrazione a dimostrare che essa non abbia commesso alcun errore. Considerando la natura inquisitiva del procedimento, il giudice amministrativo, il quale dispone di importanti poteri investigativi, effettivamente contribuisce in misura significativa all’accertamento dei fatti. Se necessario, egli può ordinare la divulgazione di documenti, oppure procedere se stesso a determinate indagini direttamente l’esame di atti e documenti, visitando luoghi, partecipando alle udienze o valutazioni di esperti.

L’articolo L. 6 del codice di giustizia amministrativa sancisce il principio che «il procedimento si svolge in un’udienza pubblica».

La norma di legalità ha diverse esigenze come interpretata e applicata dal Tribunale amministrativo. In particolare, la norma non esclude le autorità amministrative con la libertà d’azione per illustrare ciò che è noto come il «pieno potere di agire».

Quando l’amministrazione ha la possibilità di scegliere tra l’adozione di una decisione e si astiene da qualsiasi decisione o tra due o più decisioni di contenuto diverso ma ugualmente conforme alle disposizioni di legge, il giudice non è sempre tenuta a controllare l’adeguatezza della scelta operata dall’amministrazione.

Inoltre, soggetta al principio di legalità è più o meno rigorosi a seconda che il controllo giurisdizionale è presentato come un controllo «normale» o «controllo ristretto controllo.» sono limitati ai casi in cui la controversa decisione sia stata resa nell’esercizio di un potere discrezionale, ossia quando la legittimità di tale decisione deve essere valutata. Nella presente causa, il giudice verifica se la decisione sia viziata da un errore di fatto, errore di diritto o di abuso di potere, ma il controllo della valutazione giuridica dei fatti si concentreranno unicamente su errori manifesti di valutazione. Nei casi usuali in cui la scelta dell’amministrazione è disciplinata da criteri giuridici e se, quindi, il giudice svolge un normale controllo, tutti gli errori nella qualificazione giuridica dei fatti saranno controllati.

In alcuni casi, i comandi normali e controllo ristretto, vengono esercitati conformemente a specifiche condizioni. Pertanto, il controllo ristretto, non comprende la ricerca di un palese errore di valutazione allorché la decisione deriva da una valutazione della gestione del debito sovrano (esempio di giurie d’esame).

Il giudice ha inoltre facoltà di equilibrare la decisione amministrativa di vantaggi e svantaggi; La decisione solo se è legale, che rifletta in modo appropriato i fatti.

La valutazione dell’impatto ambientale (screening e decisione di definizione dell’ambito di applicazione) fa parte della procedura di autorizzazione degli impianti classificati per la tutela dell’ambiente. È possibile chiedere l’annullamento di tale autorizzazione o approvazione del progetto dinanzi ai tribunali amministrativi di una mancanza o di un’insufficienza della direttiva VIA [1].#_ftn1 Ma non è possibile agire direttamente dinanzi ai tribunali contro la valutazione di impatto ambientale.

L’ultima le autorizzazioni possono essere riesaminate da organi giurisdizionali. Le condizioni in materia di legittimazione ad agire, le modalità di prova, norme sull’audizione o la portata del riesame da parte del giudice non sono specifici in questo settore.

I tribunali amministrativi riesame della legittimità procedurale e anche la legittimità nel merito di tutte le decisioni amministrative. Le autorità giurisdizionali dello studio del materiale, risultati tecnici e i calcoli quando riguardano la decisione. Lo studio di impatto ambientale è controllato in quanto è il principale aspetto della legittimità procedurale.

Dimostrare un interesse alla tutela giurisdizionale è la principale condizione da soddisfare per la ricevibilità del ricorso.

Fatta eccezione per il caso eccezionale in cui a un’autorità pubblica è conferito un mandato giuridico che le consente di agire contro la misura da essa ritenuta illegale (casi di prefettura competenti una domanda di «judicial review»), l’interesse giustifica l’esercizio del ricorso. Questo interesse, la cui esistenza è valutato al momento del ricorso, possono essere di diversa natura: morale o materiale, individuali o collettivi.

In tutti i casi, deve essere personale, legittimi e pertinenti. La prima di tali condizioni impedisce a una persona di agire senza mandato per conto di un’altra, o far valere solo la sua qualità di cittadino, un consumatore o un rappresentante eletto per opporsi ad un atto di valutazione della legalità. La necessità di un interesse di protezione si oppone il fatto che un ricorso è inteso alla salvaguardia di una situazione irregolare o contrario ai buoni costumi. Infine, la situazione da cui il firmatario atti devono essere connessi all’atto impugnato. Inoltre, l’interesse deve essere diretto e certo, che è direttamente e sicuramente lesi dalla decisione controversa.

I tribunali amministrativi riesame della legittimità procedurale e la legalità sostanziale della direttiva IPPC [2] decisioni nonché la legittimità di tutte le decisioni amministrative.#_ftn2 Essi devono inoltre studiare la materia, accertamenti tecnici, i calcoli e la documentazione IPPC se questi elementi sono considerati appartenenti alla decisione. Le autorità giurisdizionali dello studio del materiale, risultati tecnici e i calcoli quando sono considerate facenti parte della decisione.

Gli argomenti presentati a sostegno di un ricorso di annullamento di un atto amministrativo (ricorso per abuso di potere) sono classificati in due categorie: legittimità esterna e interna.

I mezzi esterni di illegittimità siano collegate all’attuazione dell’atto: incompetenza dell’autore dell’atto, l’illegittimità formale, difetti o irregolarità (tra cui il difetto di motivazione)

Legittimità dei mezzi collegati al contenuto, la sostanza dell’atto, e su un errore di fatto o un errore di diritto:

  • errore di diritto: applicazione di una regola di diritto che non è applicabile o interpretazioni errate della norma applicabile
  • errore di fatto: errore nella qualificazione dei fatti o un errore manifesto di valutazione quando il giudice esercita un controllo limitato,

e sviamento di procedura o di potere.

Non è necessario a partecipare alla fase di consultazione pubblica della procedura VIA o IPPC o di presentare osservazioni per avere una legittimazione ad agire dinanzi ai giudici amministrativi.

Il ricorso per abuso di potere è ampiamente aperto alle parti in causa, ma esso non sia una «actio popularis». Al fine di poter avere accesso alla giustizia, il richiedente è tenuto a giustificare un «interesse» legati al contenuto della decisione, che è tuttavia inteso piuttosto liberamente e ampiamente dai tribunali amministrativi. Tale interesse deve essere diretto, reale e certo.

Il potere di ingiunzione è disponibile per tutti i tribunali amministrativi in materia.

Per un lungo periodo, il giudice amministrativo ha rifiutato di rivolgere ingiunzioni all’amministrazione, anche per l’esecuzione delle sue decisioni. L’unica possibilità per la decisione del beneficiario di avviare un ricorso contro l’inerzia dell’amministrazione. La legge dell’8 febbraio 1995, conferisce al giudice amministrativo la possibilità di affrontare la tematica delle ingiunzioni all’amministrazione di adottare una misura di esecuzione in una determinata direzione o a pronunciarsi nuovamente in un lasso di tempo prestabilito.

A questo riguardo occorre adire la Corte, con specifica richiesta di ingiunzione. Organismi pubblici o enti di diritto privato responsabile della gestione di un servizio pubblico sono soggetti a tale ingiunzione.

Il potere di ingiunzione è compensata con una possibile sanzione. La sanzione deve essere richiesto, salvo dinanzi al Consiglio di Stato, il quale può pronunciare automatica e, inoltre, gode del sostegno di dipartimento specializzato incaricata di seguire l’esecuzione delle sue decisioni.

Sugli impianti classificati per la protezione dell’ambiente, il giudice amministrativo ha un potere di ingiunzione nei confronti del Prefetto. Si può cercare di attuare tutte le misure che ritiene necessarie.

V l’accesso alla giustizia nei confronti degli atti o delle omissioni

Le controversie possono essere promosse direttamente nei confronti di privati o di imprese private dinanzi ai tribunali civili ordinari né in sede penale. L’autorità giudiziaria può imporre un’ammenda alla persona privata (vi è anche la possibilità per un singolo di essere condannato al carcere), se ha causato un danno ambientale. Ma ciò è possibile solo se tale condanna sia stata precedentemente sanzionate penalmente per legge. Non vi è alcuna incriminazione in materia ambientale, la penale di cui i giudici devono riferirsi all’elenco scritto del codice penale. Il giudice civile può frase i privati o le società private di risarcire il danno ambientale quando sono soddisfatte tre condizioni:

  • (1) L’autore è responsabile di tale danno,
  • (2) Questa azione ha causato un danno risarcibile,
  • (3) e vi è un nesso di causalità tra l’attività e i danni.

Alcuni regimi di responsabilità del diritto civile, possono dar luogo a responsabilità, anche in assenza di colpa (responsabilità per cose o per altri, o per fatto altrui per prodotti difettosi). Il gestore di un impianto può essere altresì condannata a bonificare il sito inquinato (recupero).

Crediti a favore della tutela dell’ambiente possa essere presentata direttamente al giudice amministrativo contro lo Stato o enti pubblici (autorità pubbliche locali). Tali mezzi di ricorso consentono al giudice amministrativo di annullare le decisioni amministrative non conformi (ad esempio, permessi), di imporre nuovi obblighi per gli operatori privati al fine di migliorare la tutela dell’ambiente, o comportare la responsabilità dello Stato o di autorità pubbliche locali. Tale responsabilità è spesso richiesto in caso di inadempienze riscontrate nel potere di controllo gestito da organismi pubblici. Ma gli esempi sono rari. Il Consiglio di Stato a volte condivide la responsabilità tra lo Stato e il comune (cfr. ad esempio: CE, 2007 luglio 13, comune di taverny, n. 293210). La legge 1º agosto 2008, pubblicata per il recepimento della direttiva UE del 21 aprile 2004 non ha creato un principio di responsabilità sussidiaria dello Stato in caso di impossibilità di applicare il principio «chi inquina paga».

L’articolo L 165-2 del codice dell’ambiente, risultante dalla legge n. 2008-757 del 1º agosto 2008, a condizione che l’intervento di un decreto di designare le autorità competenti in materia di responsabilità ambientale. Decreto n. 2009-496, pubblicato il 30 aprile 2009, ha individuato diverse autorità all’interno dello Stato, secondo il tipo di progetti, i piani e i programmi: Il Ministro per l’ambiente, il Consiglio generale dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile, il prefetto della regione, un altro coordinatore prefetto o prefetto marittimo (per le aree marittime).

Non esistono norme specifiche in merito a richieste di azione in materia ambientale. La responsabilità dello Stato non può essere invocata direttamente dinanzi ai tribunali amministrativi. La domanda proposta ad un giudice è sempre il ricorso proposto contro il rigetto implicito o esplicito dello Stato o contro una risposta positiva considerata insufficiente.

Non esistono norme specifiche relative alle condizioni di controllo giurisdizionale in materia di responsabilità ambientale nel diritto francese. Gli avvocati devono fare riferimento ai principi generali della responsabilità dello Stato. Giudici amministrativi può annullare il rigetto del ricorso e condannare lo Stato se (1) è il responsabile del danno, (2) se l’azione (o inazione più spesso) ha causato un danno risarcibile, e (3) esiste un nesso di causalità.

Quando una decisione amministrativa illegittima in materia ambientale è annullata, giudice amministrativo deve, su richiesta del richiedente, le autorità pubbliche competenti a trarre le conseguenze di tale annullamento.

Esistono diversi regimi di responsabilità ambientale. Ciascuno di essi si basa su condizioni specifiche. Dinanzi ai tribunali amministrativi, la responsabilità di chi inquina potrebbe essere richiesta sulla base del regolamento «IPPC» (la responsabilità dell’operatore), le norme sulla gestione dei rifiuti (Responsabilità del titolare), oppure il regime specifico previsto dalla legge del 1º agosto 2008. Dinanzi ai tribunali civili, danni ambientali può essere compensata sulla base dei regimi di responsabilità civile comuni (per colpa, negligenza, e talvolta in assenza di colpa) o funzioni particolari (disturbi anormali del vicinato, i danni causati da determinati tipi di inquinamento: idrocarburi e degli impianti nucleari). L’autorità giudiziaria può sanzionare per danni ambientali che sono state precedentemente sanzionati (anche cercare di risposta numero uno).

Vi altri mezzi di accesso alla giustizia

Tutti i procedimenti generali, amministrative, civili o penali potranno essere applicate in materia ambientale. Non vi sono altre norme specifiche in questo settore.

Non esistono specifiche autorità pubbliche responsabili di garantire l’accesso alla giustizia in materia ambientale. Il Mediatore, i pubblici ministeri e a tutte le giurisdizioni la facoltà di intervenire nel settore del diritto ambientale.

Il Mediatore europeo è stato istituito dalla legge del 3 gennaio 1973, sul modello del difensore civico svedese. «Questa è un’autorità amministrativa indipendente» responsabile del miglioramento delle relazioni tra i cittadini e le pubbliche amministrazioni. Interviene il Mediatore in controversie tra cittadini e autorità pubbliche. È responsabile di, proponendo soluzioni per risolvere le controversie in via amichevole. Tale autorità ha cambiato il suo nome dal marzo 31, 2011, è ora denominata «difensore dei diritti.»

Il procuratore della Repubblica (Procureur de la République) è il magistrato che viene incaricato di guidare l’azione «pubbliche» la giurisdizione del Tribunal de grande instance (TGI)», il principale tribunale civile e penale a livello di prima istanza. I pubblici ministeri sono soggetti all’autorità del ministro della giustizia. Le prestazioni dei procuratori sono esercitate soprattutto in materia penale. È responsabile, in conformità del principio di discrezionalità dell’azione penale per perseguire i colpevoli o meno (anche in materia ambientale).

Quando un reato in materia di ambiente, accusa privata è disponibile.

Vi sono due possibilità di ricorsi dinanzi ai tribunali amministrativi in caso di inazione o le azioni inadeguate:

  • Il ricorso di annullamento contro una decisione amministrativa illegittima: «ricorso per abuso di potere».
  • l’azione per il risarcimento dei danni nei confronti di un’autorità pubblica se è dimostrato che tale inazione o le azioni inadeguate causato un pregiudizio.

VII la legittimazione ad agire

Articolo 31 del codice di procedura civile, riconosce la legittimazione a coloro che hanno un interesse e di legittimazione ad agire. Il richiedente è tenuto a dimostrare di avere un legittimo interesse tutelato dalla legge, e un interesse diretto e individuale («nessuno sostiene con deleghe»). La legge consente anche alle persone giuridiche; comprese le associazioni; ONG; e professionale, legalmente istituito, i sindacati di difendere gli interessi comuni dei loro membri. L’interesse ad agire dinanzi ad un organo giurisdizionale deve essere esistente ed effettivo, ma le autorità giudiziarie hanno talvolta ammesso la ricevibilità di ricorsi quando l’interesse è in futuro o incerti.

Le nozioni di diritto civile si sono trovati nella giurisprudenza dei tribunali amministrativi, con un approccio pragmatico e interpretazione estensiva. Il «ricorso per abuso di potere» è ampiamente aperti contro qualsiasi decisione amministrativa, ma la qualità di vita dei cittadini non è sufficiente per agire: esso non sia una «actio popularis». Al fine di poter esercitare tale diritto, i richiedenti devono giustificare un «interesse riconoscere la legittimazione ad agire», che è diretto, certo e attuale (CE, 21 décembre 1906, Union des propriétaires et des Contribuables du distretto de La Croix — seguey — Tivoli, Recueil Lebon, pag. 962 — CE, dicembre 21, 1906, Unione dei proprietari e dei contribuenti del distretto di cross-seguey — Tivoli, Recueil Lebon, pag. 962).

Questi principi si applicano a tutti i richiedenti: le persone giuridiche di diritto privato francese o straniero, associazioni, ONG, ecc.

Non vi è alcun meccanismo di «actio popularis» in Francia.

Il Mediatore non può intervenire nei procedimenti dinanzi ad un organo giurisdizionale né rimettere in discussione la fondatezza di una decisione giudiziaria. Tuttavia, il Mediatore può rivolgere ingiunzioni alle autorità pubbliche quando essi hanno rifiutato di eseguire una decisione a favore del richiedente.

Le procure non abbiano interesse ad agire dinanzi ai tribunali amministrativi. Essi possono agire soltanto in materia penale.

Tutti gli altri enti pubblici, sono legittimati ad agire dinanzi ai tribunali amministrativi quando hanno interesse a chiedere o di difendersi.

Non esistono norme specifiche in merito a VIA e IPPC la legittimazione ad agire delle persone fisiche/ONG e l’accesso alla giustizia in materia ambientale.

VIII Assistenza legale

Prima del primo grado i tribunali amministrativi (art. R. 431-2 del codice di giustizia amministrativa), la rappresentanza da parte di un consulente legale sia imposto in materia di piena giurisdizione: essenzialmente monetario o controversie contrattuali. Le altre controversie sono implicitamente esclusi dalla regola di rappresentanza obbligatoria. Dinanzi al giudice amministrativo d’appello (art. R. 811-7 del codice di giustizia amministrativa), l’obbligo di assistenza legale è la norma (solo eccezioni: eccesso di potere contestato in relazione al servizio pubblico e contestate infrazioni al codice della strada).

Dinanzi ai tribunali di primo grado e dinanzi ai tribunali di appello, il membro è esonerato dall’obbligo di un avvocato.

La norma ha un campo di applicazione più ampio della rappresentanza obbligatoria dinanzi al Consiglio di Stato: Si tratta della norma in cassazione (ad eccezione di alcune situazioni come la controversia di aiuti sociali). Per quanto riguarda l’eccesso di energia elettrica in prima ed ultima istanza, l’avvocato non è obbligatoria.

L’assenza di un avvocato è sanzionato con l’inammissibilità della richiesta, a seguito di un guasto della regolarizzazione.

La legislazione ambientale è una delle indicazioni di specializzazione in uso nella professione di avvocato (decreto del 28 dicembre 2011, Gazzetta ufficiale francese n. 0301 del 2011 dicembre 29, pagina 22577). Il sito web di ciascuna barra include un elenco di avvocati specializzati in materia. Qualsiasi associazione ambientalista può agire per conto di persone vittime di pregiudizi, nel momento in cui essa ha ricevuto un mandato in tal senso. Essa può anche agire contro qualsiasi decisione amministrativa che può ripercuotersi negativamente sull’ambiente.

IX prove

In materia amministrativa, come nel procedimento giuridico privato, l’onere della prova è a carico del ricorrente. Tuttavia, tale principio riconosce l’attenuazione del contenzioso amministrativo, in particolare quando gli elementi di prova sono nelle mani dell’amministrazione o, in caso di responsabilità, nell’ipotesi di presunzioni che esonera il firmatario di stabilire la colpa egli afferma, obbligano l’amministrazione a dimostrare che essa non abbia commesso alcun errore.

Considerando la natura inquisitiva del procedimento, il giudice amministrativo, il quale dispone di importanti poteri di indagine effettivamente contribuisce in misura significativa all’accertamento dei fatti. Se necessario, egli può imporre la comunicazione di documenti o di procedere se stesso a determinate indagini direttamente l’esame di atti e documenti, visitando luoghi, partecipando alle udienze o valutazioni di esperti.

Le parti possono sempre presentare nuovi elementi di prova. Ma la procedura applicabile ai giudici amministrativi è denominato «inquisitorio»: Ciò significa che il giudice è dominus del procedimento. Egli comunica le argomentazioni presentate dalle parti. Egli può altresì imporre alle parti di produrre nuovi documenti a dimostrazione dei fatti. Egli può anche disporre una perizia.

La procedura per i tribunali amministrativi è diverso da quello dinanzi al giudice civile ordinario. Dinanzi ai giudici civili le parti svolgere il processo chiedendo al giudice di disporre un’istruttoria, una perizia. Il giudice amministrativo non è vincolato dalla richiesta della parte: non è obbligatorio ricorrere alle competenze quando è stata chiesta da una delle parti, se il giudice ritiene che i documenti del caso sono sufficienti per formare una condanna. Tuttavia, esso può disporre una perizia, anche se tale richiesta non è espressa dalle parti.

Il giudice non è vincolato al risultato di un esperto. Deve sempre valutare gli studi con un atteggiamento critico. La soluzione può essere basato su altri elementi del caso di specie che contesta le conclusioni di una perizia. Questo vecchio principio è stato espressamente previsto dall’articolo 22 della legge 1889 luglio 22 applicabili ai tribunali amministrativi, ma è anche una giurisprudenza del Consiglio di Stato.

X provvedimenti ingiuntivi

Secondo la giurisprudenza, il principio dell’immediata esecutività delle decisioni amministrative è un principio fondamentale di diritto pubblico (CE., Ass., 2 juillet 1982, Huglo et autres). Pertanto, le decisioni amministrative possono essere immediatamente eseguita, a prescindere da un ricorso giurisdizionale. La tradizionale azione dinanzi alla Corte contro tali decisioni non hanno effetto sospensivo. Vi sono alcune eccezioni, soprattutto in materia di immigrazione o il diritto tributario, ma non in materia ambientale.

Vi è la possibilità di provvedimenti ingiuntivi nei confronti di decisioni amministrative in procedimenti giurisdizionali amministrativi in materia ambientale, come in tutte le questioni. Questa possibilità non esiste dinanzi ai tribunali amministrativi contro azioni o omissioni di altri soggetti privati. Ma tale procedura può essere attuata da parte della magistratura ordinaria civile («référé civile»).

In casi di emergenza, la sospensione dell’esecuzione provvisoria consente la sospensione dell’esecuzione di una decisione amministrativa fino a quando il giudice non si sia pronunciato sulla legittimità di tale decisione. Il firmatario deve dimostrare l’urgenza del caso e che sussistono fondati dubbi sulla legittimità della decisione affinché il giudice a decidere su un provvedimento provvisorio entro pochi giorni.

È possibile impugnare la decisione di un tribunale amministrativo in materia di ingiunzione. Tale ricorso deve essere proposto direttamente al Consiglio di Stato.

Costi XI

Spese giuridiche comprendono le spese di giudizio e le spese per onorari.

  • Le spese processuali sono definite alla sezione 695 del codice di procedura civile. Tali costi sono disciplinati o tariffed oneri:
    • L’ufficiale giudiziario (la legge prevede che gli atti che introducono il processo e la sentenza è trasmessa all’opponente ad opera di un ufficiale giudiziario);
    • le tasse noti come «postulation e promozione» (decreto n. 72-784 del 1972 agosto 25, riveduta nel 1975) che sono suddivisi in «importo forfettario», a seconda della natura della sperimentazione clinica, e una «quota proporzionale» calcolato sull’impatto finanziario della sperimentazione;
    • e la «onorari esperti».

Non vi sono né costi postulation onorari dell’ufficiale giudiziario in sede amministrativa.

  • Gli onorari degli avvocati. Tali diritti sono definiti «non recuperabili», dal momento che non è possibile rimborso (resa) in quanto non sono «obbligatori».

Le spese sostenute dall’avvocato in relazione all’esecuzione della sua missione per conto del suo cliente: bolli fiscali per le spese di registrazione, sulla difesa dei diritti delle donne, diritti di pubblicità, onorari di esperti, ufficiali giudiziari, ecc.

L’imposta di registro è stata soppressa per le domande registrate dal 1º gennaio 2004. Ma a partire dal 1º ottobre 2011, qualsiasi persona che chiede che sia fatta giustizia deve versare un’imposta di bollo pari a 35 EUR. Questo importo deve essere versato a ciascun livello della procedura: primo grado, appello, cassazione.

Gli onorari degli avvocati sono fissati liberamente tra le parti e i loro consulenti legali: non è possibile fornire una stima.

I costi di un esperto in Tribunale sono fissati dal giudice. Nel 2009, ad esempio, il Tribunale e la Corte amministrativa d’appello di Caen ha proposto di applicare il seguente calendario:

  • Tariffe per l’esperto: 90 EUR per un’ora a 180 EUR e oltre in funzione della complessità del caso.
  • Battitura: 7 EUR per pagina.
  • Fotocopia: 0,42 EUR per pagina, a 1,5 EUR per una copia.
  • Documenti disponibili sul CD-ROM: 20 EUR ciascuno.
  • Francobolli: secondo le tariffe postali.
  • Fee-kilometer: 0.60 a 0.80/km.
  • Spese di viaggio, albergo, i pasti: In base a giustificazioni.

Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.upem.org/documents/coutjud.html

I costi dei provvedimenti ingiuntivi o un provvedimento provvisorio sono identiche al caso del procedimento principale.

Spese legali sono di norma a carico della parte soccombente. Ai sensi dell’art. L 761-1 del codice di giustizia amministrativa: "In tutti i casi, la parte perdente deve pagare all’altra parte l’importo determinato dal giudice in relazione a spese sostenute. Il giudice tiene conto del rispetto del principio di equità o la situazione economica della parte condannata. Egli può anche automaticamente, per ragioni fondate su considerazioni analoghe, comunichi che non vi è alcun motivo per condannare.». Tuttavia, i tribunali amministrativi limitano solitamente le spese a carico di alcune migliaia di euro.

XII i meccanismi di assistenza finanziaria

Non vi sono norme specifiche in materia di spese processuali di un procedimento in materia ambientale. Vi è una sola imposta dinanzi ai tribunali amministrativi. Una legge del 29 luglio 2 011 ha istituito un’imposta speciale di 35 EUR da pagare all’atto dell’archiviazione di un procedimento dinanzi a un organo giurisdizionale (amministrativo o di altro genere). Questa imposta è una condizione di ammissibilità della domanda. I beneficiari del patrocinio a spese dello Stato non devono pagare tale imposta (in risposta alla domanda n. 2).

Non vi è «patrocinio a spese dello Stato» in Francia. L’attuale regime di assistenza legale è disciplinato dalla legge sul patrocinio a spese dello Stato (n. 91-647 del 10 luglio 1991) e il decreto n. 91-1266 del 18 dicembre 1991. Ciò comprende:

  • Del patrocinio a spese dello Stato: Il contributo finanziario per i procedimenti giurisdizionali e di procedimenti di risoluzione extragiudiziale;
  • Aiuti per onorari di avvocati in procedimenti penali che sono disponibili come alternativa all’azione penale, mediazione e risoluzione), di assistenza legale per coloro in possesso di polizia per essere interrogata, e per avviare un procedimento disciplinare in carcere;
  • Accesso al diritto (di informazione, di consulenza, di orientamento, di consultazione gratuita). Il patrocinio a spese dello Stato permette al destinatario di assistenza gratuita di un avvocato o altro professionista del settore legale (ufficiale giudiziario, avoué, notaio, responsabile del collocamento, ecc.) e per l’esenzione dalle spese processuali.

L’assistenza legale è disponibile anche in materia ambientale in assenza di norme specifiche.

Il patrocinio a spese dello Stato è soggetto a requisiti di nazionalità, di residenza e di risorse, la ricevibilità. È possibile beneficiare del patrocinio a spese dello Stato se la media delle sue risorse combinate per l’anno civile precedente non supera una determinata soglia, stabilita per legge ogni anno. Hai diritto all’assistenza legale se sei un cittadino francese o cittadino dell’Unione europea o di un cittadino straniero che, legittimamente residente abitualmente in Francia. Residenza abituale e regolare in Francia è tenuto in linea di principio. L’assistenza legale viene accordata se l’azione non è manifestamente irricevibile o priva di sostanza. Tali condizioni si applicano anche alle ONG.

La maggior parte dei sindacati e delle organizzazioni non governative dei consumatori offrono un’assistenza legale gratuita prestata dagli avvocati ai loro membri. La maggior parte degli avvocati offrono anche un colloquio iniziale. Non vi sono pratiche specifiche in materia ambientale.

Le cliniche legali sono piuttosto nuove organizzazioni in Francia. Attualmente vi sono 4 cliniche per legge in Francia, due su diritto civile e due sui diritti umani (La Maison du droit dell’Università di Parigi II;Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.u-paris2.fr/63247158/0/fiche___pagelibre/&RH=ORGA_ETUDES Il link si apre in una nuova finestraLa legge clinica universitaria di circuiti «tutto compreso»; Il link si apre in una nuova finestraI diritti fondamentali di diritto dell’università di Caen clinica; Il link si apre in una nuova finestraIl diritto Euclid clinica dell’Università Paris Ouest Nanterre). Nessuno di essi si occupano di questioni ambientali.

Vi sono anche un numero sempre maggiore di avvocati specializzati in diritto ambientale e numerose organizzazioni non governative per la difesa dell’ambiente in Francia. Alcuni di essi sono riconosciuti come servizi pubblici dallo Stato come la Francia Natura Ambiente (FNE) che costituiscono la federazione francese delle associazioni per la protezione della natura e dell’ambiente. Essa è composta da 3,000 ONG (su una base geografica o tematica).

XIII tempestività

Vi è un principio che una decisione negativa implicite si verifica qualora l’amministrazione non risponda allo scadere di un termine di due mesi per l’invio della richiesta da parte del richiedente (articolo 21 della legge del 2000 aprile 12).

In numerosi settori, la legge ha istituito una disciplina di accettazione tacita. Il silenzio dell’amministrazione, determina la comparsa di una tacita accettazione entro il termine fissato dalla legge. A parte tale ipotesi, la responsabilità di un’autorità pubblica può essere pronunciata da un tribunale amministrativo quando è dimostrato che tale ritardo è anomala e ha determinato un pregiudizio al ricorrente.

Non vi sono termini particolari stabiliti per legge per i procedimenti giudiziari in materia ambientale.

Inoltre occorre distinguere il procedimento nel merito e le procedure di emergenza.

Nel caso di un procedimento di merito, l’obiettivo fissato dal Parlamento ai tribunali amministrativi, a qualsiasi livello (primo grado, Corte d’appello e Corte di cassazione), nell’allegato della legge annuale per il bilancio dello Stato, è ottenere una decisione entro un periodo massimo di un anno.

In caso di procedura d’urgenza, la decisione del Tribunale provengono di solito entro una settimana a un mese in più, a volte anche 2 o 3 giorni.

Non esiste un termine legalmente fissato per l’introduzione del procedimento di merito. Vi sono tuttavia limiti per le procedure di emergenza: Per esempio, quando si tratta di un procedura in merito a una minaccia per le libertà fondamentali, il giudice decide entro 48 ore.

Vi è un principio importante rilasciato da una giurisprudenza effettuata nel 2002. «le parti abbiano il diritto di essere riforniti di richieste giudicati entro un termine ragionevole in base al principio formulato dall’articolo 6 della CEDU. La violazione di tale obbligo non pregiudica la validità della decisione giudiziaria. Ma quando il diritto ad ottenere una pronunzia giudiziale in termini ragionevoli ha causato un pregiudizio, possono chiedere una compensazione per il danno dovuto alla scorretta gestione dei tribunali amministrativi». Riferimento: Conseil d’Etat Assemblée, 28 juin 2002, garde des mia contre M. Magiera, n. 239575. http://www.legifrance.gouv.fr/affichJuriAdmin.do?oldAction=rechJuriAdmin&idTexte=CETATEXT000008099419&fastReqId=109660118&fastPos=7...
Il link si apre in una nuova finestra &fastpos = 7

XIV altre questioni

Un ricorso di annullamento nei confronti delle decisioni amministrative è ammissibile solo se è contro un «atto amministrativo che arreca pregiudizio administratif» («acte faisant grief» in diritto amministrativo francese). Un atto amministrativo è considerato tale quando si produce effetti giuridici: modificare il sistema giuridico o viola i diritti e gli obblighi dei cittadini. Un atto che si manifesta solo nel contesto di una procedura per l’elaborazione di una successiva decisione principale è semplicemente un atto preparatorio, e non può essere impugnata dinanzi a un tribunale amministrativo. Tutte queste norme generali sono applicabili in materia ambientale.

Il diritto di accesso all’informazione sull’ambiente è disciplinata dal principio generale rilasciato dalla legge n. 78-753 del 17 luglio 1978 e dal decreto di attuazione n. 2005-1755, del 30 dicembre 2005, relativa all’accesso ai documenti amministrativi, e anche da specifiche norme scritte in il codice ambientale (articoli da L. 124-1 a L. 124-8 e R. 124-1 a R. 124-5). Tutti questi testi sono stati raccolti da una circolare ministeriale informativa pubblicata il 18 ottobre 2007.

Il principale sito web su questo tema: Ministero francese per l’ambiente:

Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.toutsurlenvironnement.fr/aarhus/lacces-du-citoyen-la-justice

Di conciliazione e di arbitrato, di transazione sono metodi per risolvere le controversie che non siano quanto più spazio in materia amministrativa nelle controversie di diritto privato. Articolo L.211-4 del codice di giustizia amministrativa, i tribunali amministrativi con competenza generale per la conciliazione. Tuttavia questa disposizione è poco utilizzato, considerata la natura del contenzioso amministrativo e del fatto che in materia contrattuale esiste già un meccanismo di composizione amichevole delle controversie con le commissioni di transazione dei mercati. Il diritto di compromesso è dato alle società pubbliche di risolvere le loro controversie. Nella maggior parte dei casi, le operazioni firmano con soggetti privati costituiscono contratti di diritto privato e non rientrano nella competenza del giudice amministrativo. Le autorità pubbliche sono oggetto di un divieto di principio di ricorrere all’arbitrato.

La mediazione non è spesso utilizzato nel settore ambientale, ma l’idea è sempre più popolare in Francia. E non vi sono molti nuovi studi in merito a tale questione: come sviluppare la mediazione in materia di ambiente? Una interessante conferenza è stata organizzata nel aprile 2012 dalla «l’Istituto per la ricerca e l’istruzione in materia di negoziato» recante una sintesi pubblicata su «la mediazione, un metodo di risoluzione dei conflitti ambientali?» (in francese).

Il link si apre in una nuova finestrahttp://gcft.fr/wp-content/uploads/2012/05/CR-SIRENE-29.pdf

XV sia uno straniero

L’articolo 1 della Costituzione francese definisce il principio di «uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, indipendentemente dalla loro origine, razza o religione.» molte leggi hanno esteso tale articolo della Costituzione, che vieta le discriminazioni, in particolare quelle basate sul sesso, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale. L’articolo 225-1 del codice penale definisce con precisione la nozione di discriminazione, all’interno di un elenco di numerosi criteri. Ma non vi sono clausole in materia di lotta contro la discriminazione linguistica nel diritto processuale considerare risolta in Francia (n. 2 e 3).

Lingua francese dovrebbe essere utilizzata in particolare nei tribunali. Tale principio è molto vecchi. È stato adottato un regio decreto firmato nella Città di villers-cotterets (nome del presente decreto regio) il 1539 agosto 15. Il presente atto è considerato il «certificato di nascita» ufficiale della lingua francese. È stato inserito nell’articolo 2 della Costituzione e specificate dalla legge n. 94-665 dell’agosto del 1994 «4 sull’impiego della lingua francese.»

Se necessario, la traduzione è fornita e pagata dal governo nei procedimenti giudiziari, ma solo in materia di immigrazione, asilo, e cause penali.

XVI cause transfrontaliere

Tale questione riguarda essenzialmente l’applicazione della responsabilità ambientale. L’ambiente non conosce confini. L’unica possibilità per la vittima di un inquinamento transfrontaliero, è di portare il caso dinanzi a un tribunale nazionale dello Stato nel quale l’infrazione è originaria di, o dello Stato in cui la violazione produce i suoi effetti. La ricevibilità di un ricorso dinanzi ad un giudice francese, è possibile in diverse condizioni relative alla competenza dei giudici e al principio di territorialità della legge. Gli stranieri non residenti possono invocare le disposizioni del diritto francese. Ma ad istituire forme di responsabilità, è difficile nell’ambito dell’attuale normativa. È difficile per i giudici di articolare il diritto comune della responsabilità civile, con la particolare responsabilità ambientale istituito dalla legge del 1º agosto 2008 sulla responsabilità ambientale. Il recepimento della direttiva n. 2004/35 del 2004 aprile 21 è codificata nel codice dell’ambiente (titolo VI «La prevenzione e la riparazione di danni per l’ambiente»), che resta praticamente non attuata. Un importante studio è stata pubblicata su questo tema nel mese di gennaio 2012 (70 pagine):

Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.leclubdesjuristes.com/notre-expertise/a-la-une/risque-environnemental-affaire-erika

Il codice dell’ambiente francese in inglese:

Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.legifrance.gouv.fr/content/download/1963/13739/version/3/file/Code_40.pdf

Questo argomento può essere inoltre analizzato mediante un famoso caso in Francia dopo il naufragio della petroliera Erika da Malta nel dicembre 1999 francese in acque internazionali all’interno della zona economica esclusiva (ZEE) al largo della costa della Bretagna. Tale incidente di inquinamento di 400 km dalla costa. Il proprietario e il gestore di questa, il noleggiatore della nave la società di classificazione, sono stati condannati per il reato di tale inquinamento dal Tribunale della Corte di appello di Parigi con sentenza 30 marzo 2010.

La nozione di interesse generale non è specifico in un contesto transfrontaliero. Le norme generali sono applicabili (in particolare in merito alla ricevibilità di richieste tramite la nozione di interesse).

Il diritto amministrativo francese riconosce la parità di accesso ai tribunali amministrativi per le persone che risiedono all’estero o le ONG, sulla stessa base che i ricorrenti residenti in Francia. Ma i cittadini di altri Stati membri non hanno accesso al patrocinio a spese dello Stato. Il Tribunale amministrativo di Strasburgo ha deciso nel 1983, l’ipotesi delle cosiddette «Miniere di potassio dell’Alsazia», che le persone giuridiche di diritto pubblico possono avere un interesse ad agire dinanzi a un tribunale amministrativo francese. Un interessante studio su questo argomento nel campo della gestione delle risorse idriche, pubblicato nel 2007 in francese: Jochen sohnle, «le dispositif juridique de l’Europe pour les Conflits appréhender transfrontaliers sur l’eau», Lex Electronica, Vol. 12 n. 2, automne/caduta, 2007, in particolare pagg. 17 e 18:

Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.lex-electronica.org/articles/v12-2/sohnle.pdf

Una clausola attributiva di competenza è possibile in materia civile. Essa assume la forma di una clausola contrattuale con la quale le parti convengono di affidare la composizione di una controversia ad un tribunale che normalmente non sarebbe competente. Ciò può riguardare l’oggetto di competenza o di competenza territoriale. Tale clausola può riguardare soltanto le controversie derivanti dal contratto. Ma questo meccanismo è vietata per gli appalti pubblici e le controversie dinanzi ad un tribunale amministrativo.

[1] «valutazione dell’impatto ambientale (VIA)

[2] Prevenzione e riduzione integrate polluton (IPPC)


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Ultimo aggiornamento: 14/09/2016