Затваряне

БЕТА ВЕРСИЯТА НА ПОРТАЛА ВЕЧЕ Е НА РАЗПОЛОЖЕНИЕ!

Посетете БЕТА версията на Европейския портал за електронно правосъдие и дайте мнение за вашето посещение!

 
 

Навигационна пътека

  • Начало
  • Достъп до правосъдие по въпроси на околната среда

menu starting dummy link

Page navigation

menu ending dummy link

Accesso alla giustizia per questioni ambientali - Lettonia

Тази страница е машинно преведена и качеството ѝ не може да бъде гарантирано.

Качеството на този превод е оценено като: средно

Мислите ли, че този превод е полезен?


  1. Le fondamenta costituzionali
  2. Sistema giudiziario
  3. #II
  4. L’accesso alle informazioni sui casi
  5. L’accesso alla giustizia nella partecipazione pubblica
  6. L’accesso alla giustizia nei confronti degli atti o delle omissioni
  7. Altri mezzi di accesso alla giustizia
  8. Legittimazione ad agire
  9. Assistenza legale
  10. Prove
  11. Provvedimenti inibitori
  12. Sulle spese
  13. I meccanismi di assistenza finanziaria
  14. Tempestività
  15. Altre questioni
  16. Uno straniero
  17. Casi transfrontalieri

I. Le fondamenta costituzionali

Secondo la Costituzione (Satversme) della Repubblica di Lettonia, lo Stato protegge il diritto di ogni persona di vivere in un ambiente di volontariato fornendo informazioni sulle condizioni ambientali e promuovendo la conservazione e il miglioramento dell’ambiente. Il diritto costituzionale comprende:

1) l’aspetto procedurale: Il diritto del pubblico di accedere alle informazioni ambientali e di partecipare al processo decisionale in materia ambientale;

2) l’aspetto sostanziale: Il diritto del pubblico di chiedere che le autorità pubbliche o soggetti privati denunciare tali atti o omissioni che incidono negativamente sulla qualità dell’ambiente, causare un danno o minaccia di danno per la salute o la vita umana, o altri interessi giuridici.

Le disposizioni costituzionali, possono essere applicati direttamente, sia nelle procedure amministrative e alla Corte. I cittadini possono invocare le disposizioni in una qualsiasi fase del procedimento amministrativo o giudiziario.

Il diritto internazionale, compresa la convenzione di Aarhus, può anche essere applicato direttamente dagli organi amministrativi e dalla Corte. In caso di conflitto tra una norma giuridica di diritto internazionale e una norma di diritto lettone dello stesso valore giuridico è determinata, la norma giuridica di diritto internazionale vigenti.

II. Sistema giudiziario

Esiste un sistema giudiziario in Lettonia a tre livelli.

Il primo livello è composto da 34 giudici del distretto (città) di cause civili e penali e un tribunale amministrativo distrettuale, composta da 5 tribunali in diverse città e che copra tutto il territorio della Lettonia, delle cause amministrative.

Il secondo livello è formato da 5 tribunali regionali per cause civili e penali e un Tribunale amministrativo regionale per le cause amministrative. I tribunali regionali sono le corti di appello per cause civili, penali e amministrative che sono già stati ascoltati nei tribunali distrettuali. I tribunali regionali sono competenti in primo grado per certe categorie di casi elencati nel diritto processuale.

La Corte di cassazione è il giudice di terzo livello. Esso è costituito da:

1) la sezione delle cause civili e la sezione delle cause penali, in quanto la Corte d’appello per le cause civili e penali che sono state giudicate dai tribunali regionali in quanto tribunali di primo grado;

2) il Senato, suddivisi in tre dipartimenti e funzionamento della Cassazione per tutte le cause civili, penali e amministrative.

Come regola generale, civile, penale e amministrativa può essere riesaminata in tre gradi di giudizio. Tuttavia, solo due gradi di giudizio sono autorizzati per talune categorie di cause civili e amministrative. Tali eccezioni sono illustrate nel diritto processuale civile per piccole controversie civili, nonché in varie leggi speciali che determina procedure amministrative concernenti, ad esempio, le richieste di informazioni dei cittadini o in materia di appalti pubblici. Vi sono vari tipi di tematiche di competenza in un solo grado (ad esempio, casi di richiedenti asilo).

In base al diritto lettone, le procedure in materia di infrazioni amministrative (violazioni) esistenti. Se una persona commette un reato minore passibile elencati nel codice di reati amministrativi, la sanzione è applicata da un organo amministrativo. Le sanzioni applicate dagli organi amministrativi possono essere impugnate dinanzi ai tribunali del distretto (città) — vale a dire, tribunali di primo grado per le cause civili e penali. Le cause giudicate dai giudici del distretto (città) autorità giurisdizionali possono essere impugnate dinanzi a tribunali regionali. Le sentenze dei tribunali regionali sono definitive e non possono essere oggetto di ricorso.

I casi sono giudicati da giudici togati, che sono indipendenti e sono soggetti solo alla legge. Al di casi è aperta al pubblico con eccezioni solo nell’interesse della tutela della vita privata o altre importanti valori tutelati dalla legge. Se la Corte, in conformità della legge, di condurre il procedimento scritto, le decisioni del Tribunale sono aperte al pubblico.

La lingua dei procedimenti giudiziari è il lettone. Partecipanti carente padronanza della lingua ufficiale possano partecipare ai procedimenti penali, con l’ausilio di un interprete. La Corte fornisce un interprete nei casi previsti dal diritto processuale.

Non esistono organi giurisdizionali specializzati in Lettonia.

I casi concernenti la conformità delle leggi con la costituzione o la conformità ad altri atti normativi con le norme di rango giuridico superiore sono riesaminate dalla Corte costituzionale. La petizione costituzionale è consentita, ossia, i cittadini possono presentare una petizione se ritengono che un atto normativo viola i suoi diritti fondamentali protetti dalla Costituzione. La petizione costituzionale è autorizzata solo dopo i mezzi ordinari (istituzioni amministrative, i tribunali di giurisdizione generale) sono esaurite.

Non esiste un tribunale specializzato o quasi-court si discuterà di questioni ambientali.

Qualora un cittadino ritenga che una decisione amministrativa o azione, nonché un’omissione, viola la legislazione a tutela dell’ambiente e della natura, o rischia di creare minacce di danno o danni per l’ambiente, egli può rivolgersi al tribunale amministrativo. Dal momento che le questioni ambientali in più occasioni sono risolte mediante decisioni amministrative (licenze edilizie, autorizzazioni, permessi di inquinamento di acqua ecc.), tali controversie sono generalmente esaminate dal Tribunale amministrativo. L’esercizio del diritto di ricorso al Tribunale non può provocare, di per sé, le eventuali conseguenze negative, tra cui quelli che rientrano nel diritto privato, al richiedente.

In procedura civile, un cittadino può chiedere il risarcimento del danno causato da qualsiasi persona, qualora tale persona abbia violato, tra l’altro, i regolamenti relativi a questioni ambientali e che questo abbia causato un danno al ricorrente. Le autorità pubbliche, che operano per conto dello Stato, può reclamare i danni causati all’ambiente.

I cittadini in possesso di informazioni su reati possono causare danni all’ambiente dovrebbe informare qualsiasi funzionario o ente che è autorizzato a svolgere un procedimento penale (polizia, l’Ufficio del procuratore generale).

Il «forum shopping» non è consentito al giudice amministrativo. Vi è la possibilità di scegliere il foro in materia civile: In generale, il ricorso dovrebbe essere promosso davanti al giudice del luogo di residenza del convenuto (per le persone fisiche), oppure la sede legale del convenuto (per le persone giuridiche); Tuttavia, in casi specifici, del diritto di procedura civile dispone di competenza alternative in conformità con la scelta dell’attore o conformemente alle disposizioni contrattuali, se esistenti (cfr. la competenza territoriale).Il link si apre in una nuova finestrahttp://ec.europa.eu/civiljustice/jurisdiction_courts/jurisdiction_courts_lat_en.htm#B.II.

Decisioni amministrative al ricorso in appello al tribunale amministrativo, l’interessato può chiedere:

1) di annullare o dichiarare priva di effetti (in tutto o in parte), oppure di dichiarare illegittima la decisione controversa; quando l’impugnazione è accolta, la Corte può, ove necessario, obbliga l’organo amministrativo a rimediare alle conseguenze della decisione amministrativa;

2) di dichiarare reali azioni già intraprese o previste in futuro, illegittimo e di rettificare le loro conseguenze;

3) di obbligare l’ente amministrativo di emettere una decisione favorevole;

4) di dichiarare come aiuto esistente o inesistente discutibile taluni rapporti giuridici;

5) di obbligare ad avviare il contratto, a rescindere tale contratto, di adempiere gli obblighi derivanti da tale contratto, o di dichiarare gli obblighi soddisfatte.

È possibile presentare ricorso contro la violazione delle norme di procedura, anche quando il richiedente è soddisfatta della decisione finale, ma, in questo caso specifico, la persona deve dimostrare una sostanziale violazione dei suoi diritti ad agire davanti al giudice.

Se una persona ritiene che la decisione amministrativa, azione od omissione ha provocato perdite finanziarie o lesione personale (compreso un pregiudizio morale), egli può chiedere l’indennizzo dovuto al giudice amministrativo. L’indicazione può essere incluso nel ricorso scritto contro la decisione amministrativa, o, se il risarcimento non è stato reclamato in concomitanza con l’impugnazione della decisione amministrativa, una domanda di risarcimento può essere presentata dopo la sentenza definitiva sull’illegittimità della decisione (Azione) è stato consegnato.

Tribunale amministrativo può annullare la decisione oggetto di ricorso (in tutto o in parte), ma la Commissione non ha la competenza per modificare il contenuto della decisione sulla Corte per proprio conto, ad esempio, di modificare le condizioni del permesso di costruzione. In casi specifici, la legge può autorizzare la Corte a modificare la decisione oggetto di ricorso, ma non esistono tali disposizioni nella normativa ambientale.

I casi in materia ambientale sono esaminati secondo le stesse regole procedurali come altre cause amministrative. Tuttavia, alcuni atti normativi concernenti questioni ambientali prevedano norme specifiche particolari per i ricorsi in materia ambientale. Per esempio, i cittadini possono ricorrere le condizioni per il rilascio delle autorizzazioni per lo svolgimento di attività inquinanti durante tutto il periodo di validità, che differisce in modo significativo dalla norma generale di impugnare qualsiasi decisione entro un mese a decorrere dalla data della sua entrata in vigore.

Il Tribunale amministrativo prende in esame il caso rigorosamente entro i limiti fissati dal richiedente. La Corte non può modificare la domanda o di non esaminare le decisioni impugnate nella forma scritta dalla ricorrente di sua iniziativa. Tuttavia, all’interno di tali limiti formali, il giudice è libero di esaminare la decisione completa: verificare la base fattuale per l’emissione di una decisione specifica e all’applicazione della normativa sia correttamente, secondo il principio di un’indagine obiettiva, nella competenza della Corte. Inoltre, il giudice può, su propria iniziativa, presentare una domanda alla Corte costituzionale o di chiedere alla Corte di giustizia dell’Unione europea di pronunciarsi in via pregiudiziale.

Il giudice può adottare la cosiddetta decisione complementare, se del caso durante l’aggiudicatore accerta fatti relativi a un’eventuale violazione della legge, che non è stato direttamente esaminato in un dato caso. Tale decisione è quindi rivolto alla competente istituzione, o l’ufficio della procura. Occasionalmente, i tribunali utilizzare le decisioni connesse a informare il Parlamento o potere esecutivo (ministeri, il Gabinetto) circa la mancanza di norme giuridiche o di altre questioni che devono essere risolte per legge.

III. L’accesso alle informazioni sui casi

Ogni persona che abbia richiesto le informazioni ambientali da un’autorità statale e che la richiesta di informazioni sia stata ignorata o respinti (parzialmente o totalmente), una risposta adeguata o non sia stata trasmessa, o i diritti all’informazione ambientale è stata comunque violata, è legittimata a impugnare tale omissione al tribunale amministrativo.

Se l’autorità competente rifiuta di comunicare le informazioni richieste, essa dovrà giustificare per iscritto tale decisione e contiene le informazioni sui mezzi di ricorso in una determinata situazione, vale a dire, a quale istituzione e entro quali termini la persona può presentare ricorso.

In base alla legge sulla libertà di informazione, la risposta dell’istituzione o l’omessa risposta possono essere impugnate dinanzi a un organo amministrativo superiore e, successivamente, al Tribunale amministrativo distrettuale.

Il ricorso deve essere presentato entro un mese dalla notifica della risposta, o di un anno nel caso in cui la risposta non è stata del tutto o quando la procedura di presentazione di un’impugnazione non è stato chiarito nella risposta scritta. Se vi è un ente amministrative superiori, è obbligatorio il ricorso a tale ente. Il ricorso deve essere presentato per iscritto o oralmente all’istituzione che ha rilasciato (o avevano l’obbligo di emettere la soluzione. Nel caso in cui la domanda sia presentata oralmente, l’ente procede immediatamente a redigere in forma scritta e il richiedente deve firmare il verbale suddetto. Tale richiesta sarà trasmessa per esame al superiore gerarchico istituzione. Se non esiste un simile istituto o se è il gabinetto, la risposta (o l’assenza di qualsiasi risposta, può essere immediatamente ha proposto ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo distrettuale.

I ricorsi possono essere presentati anche elettronicamente per posta elettronica, deve essere sottoscritta con firma elettronica.

Il canone demaniale di 20 LVL (APP. 29 EUR) devono essere pagate prima di presentare un ricorso presso il tribunale amministrativo distrettuale. Ciò può essere fatto a una banca. La Corte, tenuto conto della situazione finanziaria di una persona fisica, può ridurre l’ammontare del canone o esentare l’interessato dall’obbligo di pagare il canone.

Ogni individuo ha diritto di partecipare al procedimento con l’aiuto del rappresentante o tramite rappresentante. Non esistono norme sull’obbligatorietà del difensore per un procedimento giudiziario (compresi cassazione).

Nel corso dell’esame del caso di specie, la Corte, in caso di necessità, possa accedere alle informazioni di cui è controversa l’accessibilità.

La Corte intende obbligare l’istituzione a fornire le informazioni richieste alla ricorrente se essa non sarebbe in grado di trovare motivi di rifiuto dell’ente ben fondate. Se esistono motivi per limitare l’accesso a determinate parti delle informazioni richieste, ancora, l’istituzione è tenuta a comunicare detti elementi di informazione che possono essere divulgati.

IV. L’accesso alla giustizia nella partecipazione pubblica

L’esame delle istituzioni amministrative in materia ambientale è condotto seguendo le stesse norme procedurali previste per altre cause amministrative. La legge disciplina la procedura amministrativa, tenuto conto delle eccezioni e delle diverse norme contenute nella legge sulla protezione dell’ambiente, speciali o atti normativi in materia ambientale, ad esempio, la legge sulla valutazione dell’impatto ambientale.

Il procedimento in istituzioni amministrative si svolgano in lettone, con possibili eccezioni per presentare la candidatura in lingua straniera solo in situazioni di emergenza.

Le procedure amministrative sono gratuite, con le eccezioni previste dalla legge. Se l’ente (o il tribunale di conseguenza) ritiene che la persona destinataria di detta decisione, la persona fisica) si trova in una difficile situazione finanziaria e che la particolare questione amministrativa è complicata, essa può adottare una decisione che la retribuzione di un rappresentante di tale persona, nell’ambito dei quadri di regolamentazione, è finanziata dal bilancio dello Stato.

Il diritto di partecipare alle procedure amministrative è riconosciuto alle persone fisiche e giuridiche (comprese le organizzazioni non governative), nonché le associazioni di tali persone. Una persona ha il diritto di partecipare al procedimento personalmente o con l’aiuto del rappresentante o tramite rappresentante.

Si tratta di un obbligo dell’ente di gestione competente di raccogliere tutte le informazioni pertinenti. Tuttavia, una persona è tenuta a fornire informazioni e prove che sono in suo possesso.

I partecipanti alla procedura amministrativa hanno il diritto di prendere conoscenza dei documenti del fascicolo e del diritto di essere utilmente sentito dall’entità con potere decisionale. In materia ambientale, i suddetti diritti processuali sono disciplinati da norme procedurali dettagliate in materia di protezione dell’ambiente per le questioni ambientali in generale) e per altri atti normativi in relazione a specifiche questioni di diritto ambientale, ad esempio, la procedura di valutazione dell’impatto ambientale.

In generale, istituzioni amministrative deve deliberare entro un mese dal ricevimento di una domanda di una persona. Ma va rilevato che vari atti normativi in materia di ambiente può fissare termini diversi. L’istituzione è autorizzata a prorogare la scadenza se sono necessari per prendere una decisione finale. In caso d’urgenza, l’interessato può chiedere all’ente di emettere la decisione immediatamente.

Se la persona ritiene la decisione dell’ente amministrativo illegittimo o altrimenti insoddisfacenti, si può presentare ricorso contro la decisione di un ente amministrativo superiore entro un mese a decorrere dall’entrata in vigore della decisione o entro un anno dall’entrata in vigore della decisione se le informazioni sulle procedure applicabili al procedimento di impugnazione non è stato incluso nella decisione scritta. Il ricorso deve essere presentato per iscritto o oralmente all’ente che ha emesso la decisione e sarà trasmessa per esame al superiore gerarchico istituzione.

Il ricorso ad un ente amministrativo superiore è obbligatoria, tranne nei casi in cui non esiste un istituto superiore o il gabinetto. La Corte può rifiutarsi di accettare appelli diretti se la persona non è stata in grado di provare di aver cercato di presentare ricorso all’istituto superiore.

Nel corso dell’esame della causa, il giudice dovrà riesaminare la legittimità procedurale e sostanziale della decisione.

Secondo la legittimità procedurale, il Tribunale può annullare la decisione, quando giunge alla conclusione che l’istituzione ha proceduto a gravi errori procedurali. Di solito un’attenzione particolare è rivolta alle questioni seguenti:

1) se le persone direttamente interessate dalla decisione, nonché a chiunque dimostri di avere un interesse in materia ambientale hanno avuto con possibilità di partecipare al processo decisionale (vale a dire, se vi è stata tempestiva di informazioni disponibili in merito all’avvio del processo decisionale, se i cittadini hanno avuto la possibilità di prendere conoscenza del fascicolo, se i cittadini hanno la possibilità di essere ascoltato dall’istituzione, che comprende anche il diritto di fornire informazioni all’istituzione e al fine di esprimere il proprio parere e delle proposte);

2) Se l’ente ha acquisito tutte le informazioni necessarie (se l’ente ha stabilito di tutte le circostanze rilevanti del caso, se ha considerato ed equilibrio tra gli interessi delle diverse persone e gruppi);

3) Se l’ente ha fornito in modo chiaro ed esauriente le ragioni di diritto e di fatto (con riferimento a norme giuridiche) per la decisione.

Nell’ambito di legittimità nel merito, il Tribunale esaminerà se, tenuto conto dei fatti accertati, era legittimo per emettere la decisione controversa. Ad esempio, se in circostanze particolari è autorizzato a rilasciare un permesso di gestire un impianto inquinanti caratterizzati da una certa quantità di alcune emissioni.

Se i candidati nutrono dubbi fondati circa il materiale tecnico e conclusioni, la Corte può verificare quei fatti. Per la maggior parte, tali questioni sono affidate ad esperti indipendenti; Le spese sono coperte dal bilancio dello Stato. I partecipanti al procedimento sono altresì autorizzati a presentare i propri pareri di esperti.

La Corte è limitato nel suo controllo solo in due occasioni: Quando l’istituzione ha avuto il potere discrezionale (potere di scegliere, tra più soluzioni giuridicamente solide sarebbero meglio) o, nel caso in cui l’ente ha dato una valutazione che, per sua natura, rientra nella sua competenza propria e non può essere impugnata in tribunale.

La Corte amministrativa d’appello non rivede le dichiarazioni sugli atti normativi, ad esempio, piani regolatori e piani di utilizzazione del terreno da parte delle amministrazioni locali. Essi possono essere impugnati in sede di Corte costituzionale (cfr. capitolo II).

A partire dal 2012, il giudice amministrativo è competente per il riesame dei piani dettagliati che, se necessario, specificare il contenuto dei piani regolatori del governo locale e piani di utilizzazione del terreno e piani spaziali (locali) al livello di particolare terreni, in quanto essi sono considerati decisioni amministrative a carattere generale. I piani dettagliati può essere impugnata entro un mese dalla pubblicazione ufficiale in merito alla loro approvazione. I piani dettagliati possono essere oggetto di ricorso da parte delle persone interessate dal piano o da persone negare la partecipazione al processo decisionale garantita dai diritti di società, nonché le persone che ritengono che il piano non conformi ai requisiti di legge in materia di ambiente, crea un danno ambientale o minaccia di danno ambientale. Ricorso scritto indicante le obiezioni dovrebbe essere presentato al Tribunale amministrativo distrettuale, unitamente a tutte le prove disponibili in allegato. La Corte può anche, di sua iniziativa, raccogliere elementi di prova necessari per la decisione della causa, comprese le perizie. I casi sono disciplinati nel procedimento scritto. Ma la Corte terrà un’audizione orale, qualora la Corte decida in tal senso o il richiedente, i terzi coinvolti nel processo o i soggetti giuridici aventi il diritto di difendere i diritti e gli interessi giuridici delle persone private ha chiesto orale del procedimento. L’ente amministrativo (la convenuta) non ha il diritto di opporsi al procedimento scritto.

Nella valutazione di impatto ambientale (VIA), procedura, il giudice amministrativo può valutare decisioni di indagine VIA. Una decisione che dichiari via necessarie possono essere impugnati dal soggetto intende eseguire l’attività prevista. Una decisione che dichiari superflua via non possono essere oggetto di ricorso immediatamente alla giustizia, ma possono essere esaminati durante il riesame dell’atto che autorizza il progetto previsto (ad esempio, il permesso di costruzione).

Via di definizione dell’ambito di applicazione delle decisioni e dei pareri dell’autorità competente in materia di dichiarazione VIA (decisione finale VIA) non potranno essere riesaminate dalla Corte separatamente. Tuttavia, la Corte può riesaminare l’autorizzazione finale dell’attività prevista e, in tale contesto, il Tribunale è libero di esaminare le obiezioni contro la procedura di VIA e la decisione finale VIA.

La Corte intende rivedere sia la legalità procedurale e sostanziale di decisioni via:

1) Se l’essenziale siano rispettate norme procedurali per le persone interessate e le persone che hanno un interesse nelle questioni ambientali, con particolare accento sull’accesso all’informazione ambientale e con il diritto di partecipare al processo decisionale, compresa la possibilità di presentare informazioni, di esprimere opinioni e proposte, e sufficientemente grave atteggiamento dell’istituzione nei confronti di tali pareri e proposte;

2) se la valutazione d’impatto ambientale è stata condotta in modo da offrire sufficienti possibilità di raccogliere tutte le informazioni pertinenti sul possibile impatto delle attività previste per l’ambiente,

3) se la decisione finale VIA si basa su risultati corretti e se esso stabilisce in modo chiaro ed esauriente motivazione per iscritto.

La Corte non è in grado di decidere e di dichiarare le proprie affermazioni in merito all’impatto dell’attività prevista al posto dell’ente amministrativo. Tuttavia, la Corte può constatare errori fattuali e gli errori che hanno condotto o possono aver portato, a un’errata decisione finale.

Ai fini della legittimazione presso il tribunale amministrativo di autorizzazione finale, una persona dovrebbe fare riferimento alla violazione dei suoi diritti (ad esempio, asseritamente violato il diritto di proprietà) o di interesse ambientale. Una persona che presenta un ricorso nell’interesse della tutela dell’ambiente dovrebbe spiegare i motivi per cui ritiene che l’autorizzazione dell’attività prevista, probabilmente a causa della non corretta procedura di VIA non sia conforme al diritto ambientale o rischia di creare minacce di danno o di danno ambientale.

Come regola generale, quando un ricorso è presentata a un ente amministrativo superiore o al Tribunale amministrativo ha un effetto sospensivo della decisione impugnata. Ad esempio, è vietato avviare un’operazione dell’attività prevista, per avviare i lavori di costruzione o di emanare nuove decisioni sulla base di quella impugnata. La legge sulla valutazione dell’impatto ambientale non prevede alcuna eccezione stessa. Una persona che intende iniziare l’attività prevista (attualmente sospeso) ha il diritto di chiedere per la ripresa della forza operativa della decisione. La Corte deciderà la protezione provvisoria, prendendo in considerazione sia la legittimità della decisione (rapidamente, senza pregiudicare in alcun modo la sentenza definitiva) e un possibile pregiudizio degli interessi coinvolti, compresi quelli ambientali.

Il giudice amministrativo può riesaminare le autorizzazioni per le attività industriali e agricole ad alto inquinamento (IPPC). Qualsiasi persona fisica, giuridica, organizzazione non governativa può presentare ricorso contro tale decisione alla Corte. Tra l’altro, l’impugnazione può essere presentata qualora un cittadino ritenga che il suo diritto all’informazione ambientale o il suo diritto di partecipare ad un processo decisionale violati.

Il ricorso deve essere presentato all’autorità superiore, membro dell’Ufficio di presidenza (ambiente). Successivamente, un ricorso scritto indicante le opposizioni possono essere presentate al Tribunale amministrativo distrettuale, unitamente a tutte le prove disponibili in allegato. La Corte può anche, di sua iniziativa, raccogliere elementi di prova necessari per la decisione della causa, comprese le perizie. La Corte si pronuncerà il caso in una procedura scritta, ad eccezione dei casi in cui i partecipanti al procedimento amministrativo (a parte l’istituzione, il convenuto) hanno richiesto la fase orale del procedimento.

Il Tribunale esaminerà se l’autorizzazione non è stata rilasciata in conformità delle norme procedurali imperative, che comprende l’accesso alle persone che hanno un interesse a tutte le pertinenti informazioni e spiegata chiaramente, nonché la possibilità per le persone interessate di opporsi, proposte, nonché una prova che l’ente ha preso in considerazione le obiezioni e le proposte della stessa.

La Corte ha facoltà di verificare i fatti che giustificano il rilascio dell’autorizzazione, ad esempio, la Corte può verificare i dati sull’attività industriale pianificata, le caratteristiche di tali strumenti, e i dati sulle condizioni ambientali esistenti.

Al fine di presentare il ricorso al Tribunale amministrativo, non è necessario che il ricorrente a partecipare, in fase di consultazione pubblica della procedura o formulare osservazioni nel corso della consultazione pubblica.

Come regola generale, il ricorso a un ente amministrativo superiore o al Tribunale amministrativo ha un effetto sospensivo per l’autorizzazione IPPC, vale a dire che non è consentito avviare il funzionamento dell’impianto di inquinanti, a meno che la Corte riprende la forza operativa dell’autorizzazione. Tali regole si applicano se il richiedente ha presentato il ricorso entro il termine di un mese dalla data in cui la decisione entra in vigore.

Tuttavia, vi è un’eccezione per quanto riguarda le attività inquinanti che richiedono una categoria A o di categoria B lo consentano. A norma della legge sull’inquinamento, chiunque può presentare un ricorso per quanto riguarda le condizioni di autorizzazione in qualsiasi momento mentre la pertinente autorizzazione è in vigore. Questo tipo di ricorso è consentito sostanzialmente quando attività inquinante può incidere negativamente sulla salute umana o l’ambiente o gli obiettivi di qualità ambientale di cui al diritto ambientale, o altri requisiti di atti normativi. In questo caso, l’impugnazione della decisione di non sospendere l’esecuzione dell’autorizzazione.

V. l’accesso alla giustizia nei confronti degli atti o delle omissioni

Se una persona ritiene che qualsiasi altra persona fisica o giuridica privata cause minaccia di danno o di danni all’ambiente, non è autorizzato a proporre un ricorso dinanzi al giudice civile o di introdurre un ricorso sul suo ricorso al Tribunale amministrativo. La persona può chiedere un risarcimento per i danni causati a lui stesso, ma non è autorizzato a chiedere il risarcimento di un danno all’ambiente in quanto tale. Pertanto, se la persona ritiene che qualsiasi altra persona, con la sua azione, previste o avviate cause minaccia di danno o di danni all’ambiente, egli può agire nei modi seguenti:

1) se le presunte attività pericolose è effettuato conformemente alla decisione di un organo amministrativo, l’interessato può proporre ricorso contro la decisione di un ente amministrativo superiore e, di conseguenza, al Tribunale amministrativo, o,

2) presentano una domanda all’ente amministrativo competente per proteggere l’ambiente e ad attuare azioni appropriate per interrompere i danni all’ambiente. Se l’ente di gestione competente rifiuta di intervenire, le decisioni o le omissioni possano essere impugnate dinanzi a un organo amministrativo superiore e, di conseguenza, al Tribunale amministrativo. In questo caso, l’interessato può chiedere al giudice di obbligare l’istituzione competente a prendere una decisione volta a proteggere l’ambiente. Per esempio, se una persona ha illegittimamente, senza preventiva autorizzazione, costruzione di una strada nell’area naturale protetta, la persona può richiedere che l’ente di gestione competente al fine di obbligare il responsabile per abbattere la costruzione, al ripristino della situazione precedente e a risarcire i danni materiali provocati all’ambiente.

Lo Stato servizio ambientale è l’istituzione competente che effettua il controllo statale, di protezione dell’ambiente e di uso delle risorse naturali. Realizza le sue funzioni attraverso 8 territorialmente ubicate comitati ambientali regionali, nonché nelle acque marine ed interne e amministrazione, centro per la radioprotezione.

In generale, le decisioni dei comitati ambientali regionali possano essere impugnate dinanzi a un organo amministrativo superiore, che, nella maggior parte dei casi, è costituito dal settore ambientale, membro dell’Ufficio di presidenza.

Una persona può presentare il proprio reclamo all’ente amministrativo sia scritto che parlato. Denunce orali sarà immediatamente ridotto dal funzionario dell’istituzione. Reclami e ricorsi scritto, firmato elettronicamente, può essere inviata anche per posta elettronica.

Se la persona interessata non è soddisfatta della decisione o dell’omissione da parte dell’istituzione competente, può appellarsi a un’istituzione amministrativa superiore. Il ricorso deve essere presentato all’istituzione che ha emesso (o avevano l’obbligo di emettere la decisione relativa alla denuncia iniziale. Il ricorso è trasmesso per un esame di un istituto superiore. Il ricorso ad un ente amministrativo superiore è obbligatorio prima di adire il tribunale amministrativo.

Se il ricorso al tribunale amministrativo è giustificata con interesse ambientale, è sufficiente legittimazione della Corte. Il ricorso scritto indicante le obiezioni dovrebbe essere presentato al Tribunale amministrativo distrettuale, unitamente a tutte le prove disponibili in allegato.

VI. Altri mezzi di accesso alla giustizia

Oltre al riesame in via amministrativa e giurisdizionale delle decisioni o delle omissioni delle istituzioni amministrative, vi sono altri mezzi di ricorsi in materia ambientale.

La protezione dei diritti umani, compreso il diritto di vivere in un ambiente di beneficienza, rientra nell’ambito di competenza del Mediatore (tiesībsargs). Il Mediatore può:

1, esaminano i reclami e le proposte dei privati, esaminare le circostanze;

2) chiedere che gli enti chiarire le circostanze della questione e informare il mediatore;

3) al momento o dopo l’esame, fornire raccomandazioni e pareri circa la legittimità e l’efficacia della loro azione, nonché il rispetto del principio di buona amministrazione;

4) nel quadro della legislazione, risolvere le controversie tra privati e le istituzioni, nonché le controversie in materia di diritti dell’uomo tra privati;

5) facilitare la conciliazione tra le parti della controversia;

6 per risolvere le controversie, fornisce pareri e raccomandazioni ai privati per quanto riguarda la prevenzione delle violazioni dei diritti umani;

7 il Parlamento, il governo, i governi locali o ad altre istituzioni con raccomandazioni sull’emissione o modifiche della legislazione;

8) fornire alle persone con consultazioni sulle questioni relative ai diritti umani;

9) lo svolgimento di ricerche e analisi della situazione in materia di diritti dell’uomo, nonché fornire pareri per quanto riguarda le questioni specifiche in materia di diritti umani.

L’Ufficio del Procuratore generale dispone di un potere di vigilanza, vale a dire, il pubblico ministero ha il dovere di adottare le misure necessarie per tutelare i diritti e gli interessi legittimi delle persone e dello Stato. Ciò può comprendere anche gli interessi di tutela ambientale. Le misure adottate dal procuratore può essere l’avvio di indagini penali, ma anche altri mezzi di ricorso. Il pubblico ministero può:

1 avvertire le persone se le loro azioni emerga l’eventualità di una violazione di diritto;

2) questione una protesta presso il Gabinetto, ministeri e altre istituzioni, gli enti locali, le ispezioni e i servizi statali, imprese, istituzioni, organizzazioni e funzionari, se le loro decisioni non sono conformi alla legge; L’istituzione o il funzionario è tenuto ad informare il procuratore dei risultati della protesta entro un periodo di 10 giorni. Il pubblico ministero può chiedere alla Corte se la sua protesta è negata senza alcuna risposta o è destinato;

3) a presentare una comunicazione scritta all’impresa interessata, autorità, organizzazione, funzionario o persona, se è necessario sospendere l’attività illecita, di rimediare alle conseguenze di tale attività o di evitare una violazione; Qualora i requisiti indicati in una richiesta non sono rispettate o nessuna risposta è fornita, il pubblico ministero ha facoltà di presentare presso un tribunale o altra istituzione competente una domanda che richieda la responsabilità per le rispettive misure.

In Lettonia, non vi è nessuna azione penale disponibili. Una persona deve presentare le sue preoccupazioni in merito a una possibile reato alla polizia o l’ufficio della procura.

VII. Legittimazione ad agire

Legittimazione ad agire

Procedimento amministrativo

Procedimento dinanzi al Tribunale

Persone

interesse ambientale

interesse ambientale

ONG

identico

identico

Altri soggetti giuridici

identico

identico

Gruppi ad hoc

identico

identico

Le ONG straniere

identico

identico

Per ogni altro uso#_ftn1

no

no

Ogni individuo ha il diritto di presentare un reclamo al competente ente amministrativo o un ricorso al tribunale amministrativo in materia ambientale senza altre condizioni specifiche, ad esempio, può essere presentato un reclamo qualora una persona ritenga che una decisione amministrativa o una reale azione, nonché un’omissione, viola la legislazione a tutela dell’ambiente e della natura, o rischia di creare minacce di danneggiamento o di danni causati all’ambiente.

Il diritto di partecipare alle procedure amministrative o procedimenti giudiziari è riconosciuto allo stesso modo a tutte le persone: per le persone fisiche e giuridiche (comprese le organizzazioni non governative, nazionali o stranieri, di diversa natura; partiti politici, organizzazioni commerciali), nonché le associazioni di persone se tali associazioni dimostrare unità organizzativa sufficiente per il raggiungimento di determinati obiettivi. In generale, gli enti statali e comunali non sono autorizzati a presentare ricorso avverso ciascuna di esse il Tribunale amministrativo. È consentito solo in circostanze eccezionali quando le decisioni o le omissioni delle istituzioni amministrative modificare lo stato o il comune (privato), al pari di qualsiasi altra persona.

Questo ampio approccio la facoltà di presentare reclami e di ricorsi è riconosciuto allo stesso modo a tutte le questioni ambientali, comprese le valutazioni di impatto ambientale o le procedure di autorizzazione IPPC.

Il diritto di presentare reclami e ricorsi al solo gli interessi ambientali è l’unica eccezione nel caso in cui la cosiddetta actio popularis (diritto di difendere gli interessi comuni) è autorizzata a organi amministrativi o dinanzi al giudice. In qualsiasi altro tipo di contenziosi legali, la persona deve dimostrare la violazione dei suoi diritti soggettivi al fine di avere il diritto di presentare un reclamo o di adire la Corte.

Ai sensi dell’art. 29 della legge sulle procedure amministrative, nei casi previsti dalla legge, le autorità pubbliche hanno il diritto di presentare un reclamo presso un ente amministrativo o un ricorso dinanzi ad un organo giurisdizionale al fine di tutelare i diritti e gli interessi giuridici delle persone private. Ciò può includere anche il diritto della persona privata di vivere in un ambiente di beneficienza.

Secondo il Mediatore, il Mediatore ha il diritto, dietro costituzione di una violazione, per difendere i diritti e gli interessi di una persona fisica presso il Tribunale, se è necessaria nell’interesse pubblico.

Inoltre, secondo l’Ufficio del procuratore e dei procuratori che abbiano il diritto di presentare un ricorso alla Corte se altre misure, ossia la segnalazione o la protesta o la presentazione (cfr. capitolo VI), non ha avuto esito positivo.

VIII. Assistenza legale

In linea di principio, chiunque può consultare l’ente amministrativo o alla Corte personalmente, senza l’assistenza di un consulente legale. Tenuto conto del fatto che il giudice amministrativo è vincolata al principio di indagini obiettive, il Tribunale può anche di sua iniziativa chiarire eventuali ambiguità del ricorso scritto, o di porre i partecipanti e le altre persone presentino i necessari elementi di prova. Si tratta di un notevole passo avanti per persone che difendono i loro diritti o interessi ambientali presso il tribunale amministrativo. Tuttavia, una persona può coinvolgere altre persone, avvocato o qualsiasi altra persona, quale il suo rappresentante e/o di un consulente legale a procedure amministrative o giudiziarie. Non esistono norme sull’obbligo di assistenza legale per un procedimento giudiziario presso il tribunale amministrativo, anche presso la Corte suprema.

La persona bisognosa di assistenza legale possono contattare i membri dell’Advocacy (gli avvocati giurati) nonché altri avvocati. Essi possono fornire consulenze, elaborare documenti giuridici ed esercitare altre attività legali.

Il link si apre in una nuova finestraL’elenco degli avvocati giurati.

Il link si apre in una nuova finestraSezione lettone Delna di Transparency International fornisce assistenza legale per i cittadini in materia di uso del suolo e di costruzione. Delna sarà pronta ad affrontare il caso nelle situazioni in cui la causa è di importanza pubblica, vale a dire, quando un notevole danno è causato o potrebbe essere causato all’ambiente, o quando il caso può costituire un precedente e contribuirà a migliorare la legislazione o le prassi giuridiche in vigore.

IX. Prove

Nel caso in cui una persona presenti la propria impugnazione su una decisione amministrativa dinanzi al giudice, tutti gli elementi di prova a disposizione dei ricorrenti e che giustificano le obiezioni della ricorrente dovrebbe essere allegata al ricorso scritto. L’ente amministrativo (il convenuto), a sua volta, allegare alle spiegazioni di tutte le prove necessarie per giustificare la decisione dell’istituzione. I partecipanti alla procedura possono chiedere alla Corte di raccogliere altri elementi di prova, comprese le testimonianze orali e pareri di esperti. Il Tribunale ha la facoltà di chiedere la prova di propria iniziativa, poiché la Corte è tenuta a rispettare il principio di un’indagine obiettiva ed è il dovere della Corte di valutare la legittimità della decisione amministrativa contestata. I partecipanti alla procedura può inoltre introdurre nuove prove nel corso del procedimento giurisdizionale in primo grado o in sede di impugnazione. La Corte di Cassazione (Corte suprema) non accettare nuovi elementi di prova, dato che il suo compito è esaminare questioni di diritto.

Il giudice amministrativo può accettare e valutare tutti i tipi di prove:

1 deposizioni di testimoni,

2 documenti (compresi i documenti scritti, le registrazione audio, video e materiale digitale),

3 Materiali di prova,

Pareri di esperti (di solito 4) prodotti nel corso del procedimento giudiziario da parte di esperti selezionati dalla Corte).

Come uno specifico mezzo di acquisizione delle informazioni, il tribunale può ascoltare il parere di amicus curiae («L’amico della Corte»): qualsiasi associazione considerate rappresentative degli interessi in un determinato settore e in grado di fornire un parere competente, può chiedere a quest’ultima di consentire di esprimere il suo punto di vista sugli elementi di fatto o di diritto.

La Corte può rifiutarsi di accettare prove non pertinente al caso. Valutare l’accettazione e prove legittime, la Corte presenterà le sue conclusioni secondo le proprie convinzioni in modo completo, che deve essere basato su prove verificate, completamente e in modo obiettivo e conformemente alla coscienza giudiziaria sulla base di leggi della logica, i risultati della scienza e i principi di giustizia.

Se i partecipanti al procedimento abbiano fondati dubbi circa i fatti su cui si basa la controversa decisione amministrativa, essi possono chiedere al Tribunale di ordinare un expert-examination. Se la Corte è convinta della necessità dell’audizione di periti, servizi resi da selezionare uno o più esperti, tenendo conto dei punti di vista dei partecipanti alla procedura. I partecipanti hanno il diritto di proporre domande che, a loro parere, richiedere il parere di un esperto, ma questioni saranno definitivamente fissato dal giudice.

La Corte valuterà le perizie allo stesso modo degli altri elementi di prova: La Corte non è vincolata dal parere dell’esperto, ma presenterà le proprie conclusioni finali dopo la valutazione della credibilità del parere. Nella sentenza, la Corte è tenuta ad esporre le ragioni per le quali la preferenza è stata accordata a taluni elementi di prova rispetto ad altri, e perché taluni fatti sono state riconosciute come dimostrato, mentre altri fatti in quanto non provata.

Provvedimenti ingiuntivi X.

Quando una decisione amministrativa è rivolto al tribunale amministrativo, il ricorso presentato alla Corte ha in genere un effetto sospensivo, ossia, il funzionamento dell’atto amministrativo è sospeso a partire dalla data in cui la domanda è presentata. Ad esempio, se una persona presenta un ricorso contro un permesso di costruzione, la costruzione dell’edificio non è consentito.

Tuttavia, procedura amministrativa la legge prevede numerose deroghe quando la decisione amministrativa impugnata, possono essere eseguiti nonostante il ricorso dinanzi alla Corte. Le esenzioni principali sono le seguenti:

1) l’atto amministrativo impone un obbligo di pagare le tasse, dazi o un altro versamento al membro o un governo locale, bilancio, fatte salve le sanzioni;

2) è prevista da altre leggi, per esempio, se una persona ha presentato ricorso avverso le condizioni per il rilascio delle autorizzazioni per lo svolgimento di attività inquinanti dopo la scadenza di un mese per proporre un ricorso contro le decisioni amministrative, il ricorso non sospenderà l’esecuzione dell’autorizzazione;

3) l’istituzione, esponendo i motivi di urgenza di esecuzione forzata su una questione specifica, ha espressamente disposto nell’atto amministrativo che deve essere eseguita senza indugio; o

4) un atto amministrativo della polizia, guardia di frontiera, guardia nazionale, servizio antincendio e altri funzionari autorizzati dalla legge è rilasciato con l’obiettivo di prevenzione immediata del pericolo diretto per la sicurezza dello Stato, l’ordine pubblico o la vita, l’incolumità o i beni di persone;

5) l’atto amministrativo impugnato istituisce, modifica o revoca dell’istituzione di relazioni giuridiche con un funzionario;

6) la decisione impugnata è di natura generale, ad esempio, limita l’uso di una strada municipale;

7) l’atto amministrativo impugnato o sospende la licenza o altra autorizzazione speciale.

I partecipanti alla procedura possono chiedere alla Corte di protezione provvisoria:

1) se il ricorso ha effetto sospensivo, il destinatario della decisione impugnata può chiedere alla Corte di proseguire l’efficacia operativa, l’esecuzione della decisione, ad esempio, per consentire di avviare i lavori di costruzione o del funzionamento della centrale di produzione di energia elettrica;

2) se il ricorso non ha effetto sospensivo, la persona che presenta un ricorso contro la decisione può chiedere alla Corte di giustizia di sospendere l’esecuzione della decisione impugnata.

In entrambi i casi summenzionati, il Tribunale deciderà la protezione provvisoria, prendendo in considerazione sia la legittimità della decisione (rapidamente, senza pregiudicare in alcun modo la sentenza definitiva) e un possibile pregiudizio degli interessi coinvolti.

Se vi è motivo di ritenere che l’atto impugnato o le conseguenze del mancato rilascio di un atto amministrativo potrebbe causare un danno rilevante o di risarcimento danni, la prevenzione o la cui compensazione sarebbe notevolmente vincolate o richiederebbe risorse paragonabili, e se l’esame delle informazioni a disposizione della Corte risulta che l’atto impugnato è prima facie illegale, la Corte può, conformemente alla richiesta motivata del richiedente, adotta una decisione in merito a provvedimenti ingiuntivi. Quali mezzi di natura inibitoria, il giudice può rilasciare:

1) una decisione del Tribunale che, in attesa della sentenza della Corte, la sostituibilità per la richiesta o l’atto amministrativo dell’istituzione;

2) la decisione di un tribunale che impone all’istituzione interessata di procedere a un’azione specifica durante un periodo di tempo determinato o vieta un’azione specifica;

3) la decisione di un tribunale che utilizza il catasto per registrare le restrizioni al proprietario il diritto di disporre di un bene immobiliare.

Tutte le norme di cui sopra sono applicati anche in questioni ambientali.

I partecipanti al regime possono chiedere che i provvedimenti inibitori in qualsiasi fase della procedura, anche alla Corte d’appello e Corte di cassazione, quando ritengono la tutela provvisoria necessaria con urgenza. Non si applicano scadenze formali. L’esercizio dei diritti di chiedere una tutela provvisoria non può provocare, di per sé, le eventuali conseguenze negative, tra cui quelli che rientrano nel diritto privato. Ciò significa che la persona non è responsabile del danno causato a un’altra persona con la decisione della Corte.

La decisione della Corte in materia di provvedimenti ingiuntivi possono essere oggetto di ricorso. Inoltre, il partecipante alla procedura possono chiedere di sostituire o revocare la imposti i mezzi di natura inibitoria.

XI. Sulle spese

Procedure amministrative nelle istituzioni amministrative sono gratuite.

Se l’interessato presenta un ricorso presso il tribunale amministrativo, egli dovrebbe tener conto di diritti statali.

In entrambi i procedimenti amministrativo e giurisdizionale, l’interessato deve provvedere alle proprie spese:

1) la retribuzione di un rappresentante o consigliere giuridico (sia la persona in causa); Se l’ente di gestione (o il tribunale di conseguenza) ritiene che la persona destinataria di detta decisione, la persona fisica) si trova in una difficile situazione finanziaria e che la particolare questione amministrativa è complicato, esso può decidere che la retribuzione di un rappresentante di tale persona, nell’ambito dei quadri di regolamentazione, è finanziata dal bilancio dello Stato.

2) del pagamento di esperti (la persona ha comportato una di propria iniziativa); Il bilancio statale coprirà le retribuzioni corrisposte soltanto agli esperti assegnati dalla decisione del Tribunale.

Membro delle commissioni. Al momento della presentazione di un ricorso al giudice amministrativo di primo grado, il richiedente deve pagare una tassa per l’importo di 20 LVL (APP. 29 EUR). La tassa di ricorso del primo grado di giudizio della sentenza è 40 LTL (APP. 57 EUR). Pagamento di una cauzione per la presentazione di una denuncia alla Corte suprema di cassazione è di 50 LTL (71 EUR), a partire dal marzo del 1, 2013). Il pagamento dei depositi per chiedere provvedimenti ingiuntivi o agli altri reclami riguardanti decisioni di procedura è di 10 LVL (APP. 14 EUR). Il pagamento dei depositi per le questioni de novo in relazione a fatti newly-discovered 10 LVL (APP. 14 EUR).

L’importo del canone demaniale è identico per tutte le categorie di cause amministrative. Fatta eccezione per il richiedente asilo, casi che sono gratuite. La Corte, tenuto conto della situazione finanziaria di una persona fisica, può ridurre l’ammontare del canone o esentare l’interessato dall’obbligo di pagare il canone.

Diritto in materia di procedimenti amministrativi non impone altre provvigioni o pagamenti dei depositi.

Le spese relative all’assistenza legale o expert-examinations non sono regolamentati e sarà subordinata principalmente sulla situazione del mercato, la complessità del caso, o le circostanze di fatto esaminati da esperti.

Nella sentenza, il Tribunale ordina il rimborso dell’imposta statale: Se il ricorso contro la decisione amministrativa o l’omissione ha avuto successo, in tutto o in parte, il giudice dispone il convenuto (statale o comunale) al rimborso dell’imposta statale al ricorrente; Se il ricorso non ha avuto esito positivo, il ricorrente non può recuperare la tassa pagata. Lo stesso principio si applica ai pagamenti dei depositi: l’attore potrà riprendere il pagamento dei depositi in caso la Cassazione (denuncia o richiesta di provvedimenti ingiuntivi, accessori o reclamo ex novo di riesame) ha avuto successo.

La decisione della Corte sul rimborso delle spese non contempla altri tipi di spese. Pertanto, tutte le altre spese, escluse le tasse di deposito, sostenute e i pagamenti ai partecipanti, non vengono recuperati. Ma, se il ricorso contro la decisione amministrativa è stata accolta, il ricorrente può pertanto chiedere alla parte convenuta di recuperare tutti i danni causati dalla decisione illegittima, e ciò può includere pagamenti precedenti a consulenti legali o esperti.

XII. I meccanismi di assistenza finanziaria

Una persona fisica attraente una decisione amministrativa dinanzi al Tribunale amministrativo può chiedere:

1) per la diminuzione dell’importo dell’imposta statale o esenzione dall’obbligo di pagare il canone. La Corte tiene conto della situazione finanziaria di tale persona;

2) per la remunerazione di un suo rappresentante. La Corte, qualora riconosca che la persona destinataria di detta decisione, la persona fisica) si trova in una difficile situazione finanziaria e che la particolare questione amministrativa è complicato, esso può decidere che la retribuzione di un rappresentante di tale persona, nell’ambito dei quadri di regolamentazione, è finanziata dal bilancio dello Stato.

Disposizioni in materia di patrocinio a spese dello Stato garantisca un sostegno finanziario dal bilancio statale per il patrocinio a spese dello Stato sia nell’ambito di procedimenti giudiziari e i meccanismi di composizione extragiudiziale delle controversie. Si tratta di un meccanismo distinto per il patrocinio a spese dello Stato in materia civile, penale e amministrativa, il patrocinio a spese dello Stato gestito dall’amministrazione. Tuttavia, il patrocinio a spese dello Stato è previsto solo per le questioni amministrative che riguardano la concessione di asilo e patrocinio finanziato dallo Stato non può essere fornita in materia ambientale.

Talvolta è possibile, su base individuale, di ricevere assistenza legale pro bono in materia amministrativa. Per esempio, se l’esito della causa o l’interpretazione delle disposizioni di legge potrebbe avere conseguenze significative, gli avvocati sono talvolta disposti a fornire consulenza legale gratuita. Dal 2010 in poi, quattro studi legali hanno accettato di partecipare a un progetto della Fondazione Soros e a fornire consulenza legale pro bono alle ONG attraverso il centro di consulenza legale pro bono (tel. + 371 67294646).Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.sfl.lv/public/index.html Altri studi legali e gli avvocati possono essere contattati individualmente.

Il consultorio giuridico presso l’Università della Lettonia è pronta a fornire consulenza legale per le persone a basso reddito.Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.lu.lv/eng/faculties/fl/structural-units/the-legal-aid-and-assistance-centre/ Di solito la consulenza legale fornita da studenti di giurisprudenza riguarda tali succursali come l’occupazione, l’affitto di locali di abitazione o di assegni alimentari per i minori.

Il link si apre in una nuova finestraSezione lettone Delna di Transparency International fornisce assistenza legale per i cittadini in materia di uso del suolo e di costruzione. Delna sono pronte a gestire il caso in situazioni in cui la causa è di importanza pubblica, vale a dire, quando un notevole danno è causato o potrebbe essere causato all’ambiente, o quando il caso può costituire un precedente e contribuirà a migliorare la legislazione o le prassi giuridiche in vigore.

XIII. Tempestività

Istituzioni amministrative devono formulare le loro decisioni entro un mese a decorrere dal giorno in cui l’interessato ha presentato la sua domanda o denuncia. In caso d’urgenza, l’interessato può chiedere all’ente di emettere la decisione immediatamente.

Per motivi oggettivi, l’ente può prorogare il termine per un periodo non superiore a quattro mesi. Se vi sono difficoltà oggettive nel chiarire circostanze di fatto, il termine può essere prorogato per un periodo massimo di un anno, con previa autorizzazione dell’ente amministrativo superiore. La decisione dell’istituzione di prorogare il termine possono essere impugnate dinanzi a un organo amministrativo superiore né, di conseguenza, al Tribunale.

Se vi è un ritardo nella notifica della decisione, non sono immediate possibili sanzioni nei confronti dell’istituzione. Tuttavia, la persona in questione è autorizzata a presentare il proprio ricorso in questione immediatamente al tribunale amministrativo e, oltre ai principali, di chiedere alla Corte di pronunciarsi sull’equo compenso per perdite pecuniarie o danni morali causati dal ritardo.

Se la persona decide di ricorrere contro la decisione amministrativa dinanzi al Tribunale amministrativo, il ricorso deve essere presentato entro un mese dalla notifica della decisione amministrativa, o di un anno nel caso in cui la risposta non è stata del tutto o quando la procedura di presentazione di un’impugnazione non è stata precisata nella decisione scritta. La persona che non è destinataria della decisione e non ha partecipato al procedimento amministrativo (ad esempio, una ONG ambientale) dovrebbe presentare la sua impugnazione proposta dinanzi alla Corte entro un mese dal giorno in cui la persona divenuta informati entro un periodo di un anno a decorrere dal giorno in cui la decisione entra in vigore. I partecipanti al procedimento giudiziario saranno informati delle seguenti norme procedurali obbligatorie e termini durante il procedimento dinanzi alla Corte. Il termine per impugnare la sentenza di primo grado e per la presentazione di una denuncia alla Corte suprema di cassazione è di un mese. Più importanti decisioni di procedura della Corte, ad esempio, il rifiuto della Corte di accettare la richiesta, può anche essere oggetto di ricorso dinanzi a un giudice di grado superiore, e dovrebbe essere effettuata entro 14 giorni.

La Corte deve attenersi ai termini quando:

1) di decisione sull’accettazione della domanda alla Corte (7 giorni; Il termine può essere prorogato fino a un mese);

2) di decidere in merito a provvedimenti di natura inibitoria (in un tempo ragionevole in funzione dell’urgenza della questione in esame, ma non superiore a un mese);

3) la sentenza dopo le udienze (21 giorno per il Tribunale di primo grado e la Corte d’appello, e di 30 giorni per la Corte suprema; Quest’ultimo può essere prorogato di altri due mesi).

In caso contrario, la Corte non è vincolata a limiti di tempo rigorosi e non è obbligato a riesaminare i casi in un certo periodo di tempo. Ma, naturalmente, è obbligato a riesaminare i casi e le decisioni finali al più presto in ordine consecutivo.

Tali regole si applicano anche a tutti i tipi di casi, compresi quelli ambientali.

La durata tipica di un procedimento giudiziario è di circa 1 anno per il Tribunale di 1,5 anno per il Tribunale regionale e circa 9 mesi per la Corte suprema.

Grave ritardo nella creazione di decisioni e di sentenze o ritardi di altri termini indicati dalla legge può fungere da base per misure disciplinari nei confronti dei giudici.

XIV. Altre questioni

Solo le decisioni finali di taluni procedimenti amministrativi (atti amministrativi, chiare omissioni) possono generalmente essere ha interposto appello dinanzi alla Corte amministrativa. In tal modo il pubblico in genere ricorsi alla Corte le decisioni di accettare le decisioni in materia di permessi di costruzione, di attività previsto, i permessi per le attività inquinanti o l’impiego di acqua, con la possibilità di esaminare i precedenti decisioni procedurali. Ricorso decisioni di indagine VIA è spesso utilizzata una tecnica di accedere ai tribunali. Non è possibile chiedere il risarcimento dei danni senza precedenti, unicamente per contestare la decisione o l’omissione che ha causato danni all’ambiente.

Il pubblico può accedere a informazioni di facile comprensione su questioni ambientali, compresi i differenti settori di attività del governo e l’accesso alla giustizia, sul sito Internet: Il link si apre in una nuova finestraIl Ministero dell’ambiente e dello sviluppo regionale, in cui si può trovare un link verso brochure sull’accesso alla giustizia in materia ambientale.Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.varam.gov.lv/lat/darbibas_veidi/vides_informacija_un_sabiedribas_lidzdaliba/files/text/Darb_jomas/PieejaTiesuVarai_RECbrosura2008_LV.pdf

Il portale Internet alla magistratura fornisce informazioni in materia amministrativa, con modelli di atti processuali.Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.tiesas.lv/

Non esistono specifiche disposizioni giuridiche in materia di risoluzione alternativa delle controversie (ADR) che sono state adottate. Un progetto di legge può essere proposta al Consiglio dei ministri. Tuttavia, i partecipanti ai procedimenti amministrativi o giurisdizionali in materia ambientale, inoltre, sono liberi di deliberare e di concludere un contratto amministrativo sulla questione controversa e quindi di risolvere la controversia prima della decisione del Tribunale.

XV. Uno straniero

A norma della legge sul potere giudiziario tutte le persone sono uguali dinanzi alla legge e la Corte. Cause indipendentemente, tra l’altro, l’origine, nazionalità, lingua o luogo di residenza di una persona.

La lingua dei procedimenti giudiziari è il lettone. Partecipanti carente padronanza della lingua ufficiale possano partecipare ai procedimenti penali, con l’ausilio di un interprete. La Corte fornisce l’assistenza di un interprete, pagato dalla pubblica amministrazione, per le persone fisiche, o i loro rappresentanti, al fine di familiarizzarsi con i documenti del caso e per la partecipazione alle udienze. La Corte, a sua discrezione, può procurare un interprete anche per una persona giuridica.

XVI. Casi transfrontalieri

Le norme procedurali sono gli stessi per tutti i casi. Il diritto lettone non limita alla Corte permanente secondo gli effetti diretti o indiretti della decisione per le singole persone che presentano domanda al tribunale amministrativo. Pertanto, qualsiasi persona, comprese le ONG, possono rivolgersi alla Administrative Court se la motivazione ragionevole può dimostrare che la decisione amministrativa od omissione viola la legislazione a tutela dell’ambiente e della natura, o rischia di creare minacce di danneggiamento o di danni causati all’ambiente. Durante l’azione, i partecipanti possono chiedere le stesse soluzioni procedurali, ivi compresi procedimenti ingiuntivi e l’adozione di misure provvisorie .

Assistenza finanziaria per l’assistenza legale può essere fornita solamente alle persone fisiche (destinatarie della decisione) in una situazione finanziaria difficile e solo se la particolare questione amministrativa è complicata. Pertanto, la possibilità per il pubblico o le ONG per ottenere un sostegno finanziario a carico del bilancio dello Stato è praticamente esclusa.

Ottenere assistenza legale pro bono rientra tra i partecipanti di propria iniziativa di negoziare con gli avvocati o gli studi legali.

Non vi sono disposizioni legislative o prassi giudiziaria in materia di scelta del tribunale in Lettonia, o un altro paese in caso di effetti transfrontalieri in materia ambientale. La competenza giurisdizionale dei tribunali lettoni sulle decisioni delle istituzioni amministrative lettone.

Link correlati


Questa è una traduzione automatica del contenuto. ll proprietario della pagina non si assume alcuna responsabilità circa la qualità della traduzione automatica del testo.

Ultimo aggiornamento: 14/09/2016