Chiudi

LA VERSIONE BETA DEL PORTALE È DISPONIBILE ORA!

Visita la versione BETA del portale europeo della giustizia elettronica e lascia un commento sulla tua esperienza sul sito!

 
 

Percorso di navigazione

menu starting dummy link

Page navigation

menu ending dummy link

Mediazione familiare transfrontaliera - Grecia

Mediazione familiare

L’espressione “mediazione familiare” si riferisce a una forma di composizione extragiudiziale delle controversie familiari (ad esempio controversie finanziarie e controversie relative a diritti di proprietà tra coniugi, controversie analoghe derivanti dalla convivenza oppure dalle relazioni tra genitori e figli, e altre controversie familiari), nell’ambito delle quali le parti vengono assistite ad addivenire congiuntamente a una conciliazione reciprocamente accettabile.

I. Lo strumento della διαμεσολάβηση (mediazione) è stato introdotto nel sistema della giustizia greco dalla legge 3898/2010 sulla mediazione in materia civile e commerciale (Gazzetta ufficiale, serie I, n. 211/16-10-2010), che ha attuato la direttiva 2008/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008.

Ai sensi dell’articolo 2 della legge 3898/2010, “le controversie in materia di diritto privato possono essere sottoposte a mediazione tramite accordo tra le parti, purché l’oggetto della controversia sia alla portata delle parti”, mentre l’articolo 8 della stessa legge prevede che:‑ “1. Le parti o i loro rappresentanti legali oppure, in caso di persone giuridiche, i loro rappresentanti, assistono alla mediazione con il loro avvocato. 2. Il mediatore viene designato dalle parti o da una terza parte scelta dalle stesse. 3. La procedura di mediazione è determinata dal mediatore in accordo con le parti, che possono porvi fine in qualsiasi momento qualora desiderino farlo. Il processo di mediazione è riservato e non vengono conservati verbali. Nel corso della mediazione, il mediatore può comunicare con le parti e incontrare ciascuna di esse”. Al termine del processo, il mediatore deve redigere una registrazione della mediazione (articolo 9 della legge 3898/2010), contenente l’indicazione dell’accordo raggiunto, la quale viene firmata dal mediatore, dalle parti e dagli avvocati delle parti. Se richiesto da almeno una delle parti, il mediatore deve inoltre depositare tale registrazione presso la cancelleria del tribunale di primo grado del luogo, dopo di che diventa esecutiva.

Al mediatore spetta una retribuzione secondo una tariffa oraria, per un massimo di 24 ore, che include il tempo dedicato alla preparazione per la mediazione. Le parti e il mediatore possono concordare un diverso metodo di retribuzione. La retribuzione del mediatore è a carico delle parti in ugual misura, a meno che non decidano diversamente. Ciascuna parte sostiene il costo della remunerazione del proprio avvocato. L’importo della tariffa oraria è definito e riesaminato tramite decisione del ministro della Giustizia, della trasparenza e dei diritti umani

(Cfr. Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.diamesolavisi.gov.gr/)

IΙ. Inoltre l’articolo 214 ter, paragrafo 1, del codice di procedura civile, introdotto dall’articolo 7 della legge 4055/2012, ha introdotto lo strumento della δικαστική μεσολάβηση (mediazione giudiziaria); in base a tale articolo, le controversie in materia di diritto privato possono essere risolte ricorrendo alla mediazione giudiziaria.‑ Il ricorso alla mediazione giudiziaria è opzionale e può aver luogo prima che venga intentata un’azione oppure durante il suo svolgimento”. L’ultimo comma del paragrafo 3 dello stesso articolo statuisce che “ogni parte interessata può inviare, tramite un avvocato che agisce per proprio conto, una richiesta scritta chiedendo il rinvio della causa al giudice-mediatore”. L’articolo statuisce inoltre che: “4. Il tribunale dinanzi il quale la causa è pendente può, in qualsiasi momento, a seconda dei casi e tenendo conto di tutte le circostanze, invitare le parti a ricorrere alla mediazione giudiziaria, al fine di risolvere la loro controversia e, allo stesso tempo, qualora le parti siano d’accordo, può rinviare l’audizione della causa per un breve periodo di tempo, comunque non superiore a sei mesi. 5. Qualora le parti raggiungano un accordo, deve essere redatta una registrazione della mediazione. Tale registrazione viene firmata dal mediatore, dalle parti e dagli avvocati delle parti, e l’originale viene depositato presso la cancelleria del tribunale di primo grado della località nella quale ha avuto luogo la mediazione... Una volta che la registrazione della mediazione è depositata presso la cancelleria del tribunale di primo grado, nella misura in cui essa dimostri che le parti hanno concordato che esiste una rivendicazione, detta registrazione costituisce un titolo esecutivo ai sensi dell’articolo 904, paragrafo 2, lettera c), del codice di procedura civile”.

I costi della mediazione giudiziaria rientrano senza dubbio nel campo di applicazione della legge sulla fornitura di assistenza legale ai cittadini con redditi bassi (legge 3226/2004).

Due disposizioni importanti sono il nuovo articolo 116 bis del codice di procedura civile, (introdotto dall’articolo 1, paragrafo 2, della legge 4335/2015), il quale statuisce che “in qualsiasi momento nel corso di un processo e nell’ambito di tutti i procedimenti il giudice deve incoraggiare ... la scelta della mediazione come mezzo per risolvere la controversia in via stragiudiziale”, e l’articolo 214 quater del codice di procedura civile, il quale statuisce che “il giudice deve suggerire alle parti di ricorrere alla mediazione qualora ciò risulti adeguato alle circostanze del caso di specie. Qualora la proposta della corte venga accettata, l’audizione dovrà essere differita per un periodo di tre mesi. Lo stesso si applica nel caso in cui le parti decidano di ricorrere alla mediazione mentre la causa è in corso”.

Non esiste alcuna legislazione in Grecia che disciplini in modo specifico la mediazione familiare, di conseguenza le norme che si applicano sono norme generali in materia di mediazione e mediazione giudiziaria precedentemente descritte.

Le coppie con nazionalità diverse, sposate o che convivono nell’ambito di unioni non matrimoniali, danno vita a famiglie biculturali e, in caso di divorzio o rottura del rapporto, oltre alle usuali questioni associate alle controversie familiari (ad esempio responsabilità genitoriale, custodia, contatto con i figli, mantenimento dei figli, questioni patrimoniali tra i coniugi), può insorgere una difficoltà ancora più grave nei casi transfrontalieri, quella della sottrazione di minori. Le norme di cui sopra sulla mediazione e sulla mediazione giudiziaria possono essere facilmente applicate in tali casi; tali norme sono coerenti con le norme già applicabili dell’articolo 7, paragrafo 2, lettera c), della Convenzione dell’Aia del 1980 e l’articolo 55, paragrafo 2, lettera e), del regolamento (CE) n. 2201/2003 (regolamento “Bruxelles II bis”).


La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata al rispettivo punto di contatto della Rete giudiziaria europea (RGE). Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea e l'RGE declinano ogni responsabilità per quanto riguarda le informazioni o i dati contenuti nel presente documento. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Ultimo aggiornamento: 18/01/2017