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Divorzio - Repubblica ceca

INDICE

1 Quali sono le condizioni per ottenere il divorzio?

Il tribunale pronuncia la sentenza di divorzio in base all'istanza proposta da uno dei coniugi. Nel corso del procedimento, il giudice stabilisce se sussistano o meno le condizioni per il divorzio, vale a dire se il matrimonio sia fallito e per quali motivi.

Il matrimonio è automaticamente considerato sciolto se i coniugi vivono separati da almeno sei mesi (in caso di matrimonio di durata superiore ad un anno), a condizione che l'altro coniuge acconsenta al divorzio. Il giudice può accordare il divorzio senza che sia necessario stabilire le cause del fallimento del matrimonio qualora constati che i coniugi concordano sul deterioramento del loro rapporto e intendono realmente ottenere il divorzio, a condizione che i medesimi presentino:

una sentenza passata in giudicato con cui siano stati omologati i loro accordi sulla potestà e i diritti di visita in relazione a un figlio minorenne che non acquisirà la piena capacità giuridica nel periodo successivo al divorzio;

una convenzione scritta tra i coniugi con firme autenticate che disciplini le relazioni patrimoniali, i diritti e gli obblighi in materia di coabitazione e gli eventuali obblighi alimentari nel periodo successivo al divorzio.

Se i coniugi hanno un figlio minorenne, il divorzio non viene pronunciato ove risulti pregiudizievole ai suoi interessi per particolari motivi (ad esempio una disabilità fisica o psichica). Il divorzio può essere pronunciato solo a seguito di una decisione giudiziaria passata in giudicato che statuisca sulla potestà e i diritti di visita in relazione al minore per il periodo successivo al divorzio.

Il tribunale non pronuncia il divorzio in caso di disaccordo del coniuge che non ha violato gli obblighi derivanti dal matrimonio e non ha pertanto contribuito significativamente al fallimento del matrimonio, e che subirebbe un danno grave a motivo del divorzio, se circostanze eccezionali rendono necessario il mantenimento del rapporto coniugale. Tuttavia, se i coniugi non coabitano più da oltre tre anni, il tribunale accorda il divorzio, a condizione che sia venuta meno la comunione materiale e spirituale tra i coniugi.

2 Quali sono le cause del divorzio?

I motivi del divorzio consistono in un deterioramento grave, permanente e irreversibile del matrimonio tale da rendere impossibile la riconciliazione tra i coniugi.

3 Quali sono gli effetti giuridici di un divorzio per quanto riguarda:

3.1 i rapporti personali tra coniugi (ad esempio, il cognome)?

Il coniuge che ha assunto il cognome dell'altro coniuge ha facoltà di comunicare all'ufficio di stato civile, entro sei mesi dalla data della decisione di divorzio, che intende riprendere il proprio cognome di nascita o non aggiungere più al proprio cognome quello dell'ex coniuge.

3.2 la divisione dei beni dei coniugi?

Il divorzio determina lo scioglimento della comunione patrimoniale tra i coniugi.

Se il patrimonio comune viene liquidato, distrutto o ridotto, i precedenti obblighi e diritti comuni si estinguono per mezzo di un accordo. L'accordo per la divisione del patrimonio comune deve essere redatto per iscritto se è stato concluso durante il matrimonio o se riguarda un trasferimento di proprietà soggetto al requisito della forma scritta. In mancanza di accordo, la ripartizione del patrimonio comune viene effettuata dal tribunale su richiesta di uno dei coniugi. A tal fine, il tribunale presume che i coniugi siano proprietari in parti uguali dei beni costituenti il patrimonio comune. Ciascun coniuge può chiedere il rimborso del suo contributo al patrimonio comune e deve rimborsare il valore dei beni del patrimonio comune che gli vengono assegnati a titolo esclusivo. Ai fini della divisione si tiene conto principalmente delle esigenze dei figli a carico e della cura prestata da ciascuno dei coniugi alla famiglia (in particolare ai figli e all'abitazione familiare) nonché del loro contributo all'acquisto e al mantenimento dei beni che costituiscono il patrimonio comune.

Se dopo tre anni dal divorzio i coniugi non hanno ancora raggiunto un accordo sulla divisione e non è stata presentata una domanda per la definizione giudiziaria della stessa, si presume che i beni mobili materiali appartengano al coniuge che li utilizza in via esclusiva per le proprie necessità o per quelle della sua famiglia o della sua abitazione. Gli altri beni materiali mobili e immobili sono considerati di proprietà comune dei coniugi in parti uguali; la stessa regola si applica agli altri diritti su beni immobili, nonché ai crediti e debiti.

3.3 i figli minori dei coniugi?

Prima di accordare il divorzio ai genitori di un figlio minorenne che non ha ancora acquisito la piena capacità giuridica, il giudice deve stabilire i diritti e gli obblighi dei coniugi nei confronti di tale figlio per il periodo successivo al divorzio. In particolare, esso deve decidere a quale coniuge debba essere affidato il figlio e con quali modalità ciascuno di essi debba contribuire al suo mantenimento.

3.4 l’obbligo alimentare nei confronti dell’altro coniuge?

Il coniuge divorziato è tenuto a versare gli alimenti all'altro coniuge che non sia in grado di provvedere al proprio sostentamento, se tale impossibilità trae origine dal matrimonio o è collegata ad esso. Per fissare gli alimenti si tiene conto in particolare dell'età, dello stato di salute alla data del divorzio e della cessazione degli obblighi di mantenimento nei confronti dei figli nati dal matrimonio. Se i coniugi non raggiungono un accordo sugli alimenti, il loro importo viene fissato dal tribunale in base alla richiesta di uno dei coniugi. L'assegno alimentare può essere versato in un'unica soluzione o periodicamente.

Se i coniugi o ex-coniugi non raggiungono un accordo sugli alimenti, il tribunale può assegnarli, per un periodo non superiore a tre anni a decorrere dal divorzio, in base alla richiesta della parte che non ha contribuito significativamente al fallimento del matrimonio e ha subito un danno grave a motivo del divorzio.

Il diritto agli alimenti si estingue se l'ex-coniuge beneficiario contrae un nuovo matrimonio o costituisce un'unione civile.

4 Cosa significa "separazione legale" in termini pratici?

Nella Repubblica ceca non esiste la separazione legale.

5 Quali sono le condizioni per la separazione legale?

Si veda la domanda 4.

6 Quali sono gli effetti giuridici della separazione legale?

Si veda la domanda 4.

7 Cosa significa "annullamento del matrimonio" in termini pratici?

Il tribunale dichiara la nullità del matrimonio, anche in mancanza di ricorso, se constata che il matrimonio è stato contratto con un uomo o una donna già sposato/a oppure con una persona che aveva già costituito un'unione civile o altra analoga unione all'estero, sempre che tale matrimonio, unione civile o altra unione analoga esista ancora, o tra un ascendente e un discendente, un fratello e una sorella o adottante e adottato.

Il tribunale annulla il matrimonio su ricorso del coniuge il cui consenso al matrimonio sia stato estorto con violenza o minaccia di violenza o sia stato prestato solo a causa di un errore sull'identità del futuro coniuge o sulla natura delle trattative nuziali. Il ricorso deve essere proposto entro un anno dalla data in cui il coniuge ne ha avuto la possibilità o è venuto a conoscenza della situazione reale. Il tribunale può annullare il matrimonio su istanza di qualsiasi persona che abbia un interesse legittimo a farne domanda, se il matrimonio è stato contratto nonostante l'esistenza di una causa giuridica ostativa (ad esempio la minore età o l'incapacità giuridica, ma non la capacità giuridica limitata).

Il matrimonio è nullo se, nel caso di almeno uno dei futuri coniugi, non sussistevano le condizioni imprescindibili del consenso al matrimonio o della sua celebrazione o altre condizioni ad esso connesse.

8 Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

Si veda la domanda 7.

9 Quali sono gli effetti giuridici dell’annullamento del matrimonio?

Un matrimonio annullato è considerato come mai esistito (annullamento ex tunc). Tuttavia, è considerato valido fino a quando non sia dichiarato nullo dal tribunale. I diritti e gli obblighi dei coniugi nei confronti della prole e del loro patrimonio in seguito all'annullamento del matrimonio discendono dalle medesime disposizioni applicabili al divorzio. La dichiarazione di nullità del matrimonio implica che anche la dichiarazione di cambiamento di nome dei presunti coniugi diventa nulla. I coniugi recuperano di conseguenza il cognome di nascita e non hanno il diritto di scegliere tra i loro due cognomi. In caso di annullamento del matrimonio, i cognomi dei figli non cambiano. La presunzione di paternità vale anche dopo l'annullamento del matrimonio.

10 Vi sono procedure alternative stragiudiziali per risolvere questioni relative al divorzio senza adire l’autorità giudiziaria?

Esistono vari servizi di orientamento nei settori della famiglia, del matrimonio e delle relazioni interpersonali. È inoltre possibile ricorrere alla mediazione. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito Internet dell'Associazione dei mediatori della Repubblica ceca e dell'Associazione dei consulenti matrimoniali e familiari della Repubblica ceca – si vedano i link indicati sotto. Tuttavia, solo una decisione giudiziaria passata in giudicato può determinare lo scioglimento del matrimonio.

11 A quale autorità va presentata una domanda di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio? Quali sono le formalità da rispettare e i documenti da allegare alla domanda?

L'istanza di divorzio o di annullamento del matrimonio deve essere presentata presso il tribunale distrettuale della zona dell'ultimo luogo di coabitazione della coppia nella Repubblica ceca, a condizione che almeno uno dei coniugi sia residente in tale zona. In caso contrario, la competenza spetta al tribunale distrettuale della zona in cui risiede il coniuge che non ha presentato istanza e, qualora questo tribunale non esista, la giurisdizione compete al foro generale del coniuge che ha presentato istanza. Il foro generale delle persone fisiche è il tribunale distrettuale della zona in cui l'interessato risiede o, in mancanza di residenza, della zona in cui è domiciliato. La residenza è intesa come il luogo in cui una persona risiede con l'intenzione di rimanervi stabilmente (può trattarsi di molteplici luoghi, di modo che tutti i relativi tribunali possono essere considerati fori generali). Per ulteriori dettagli si rinvia alle informazioni sulla competenza giurisdizionale.

L'istanza deve essere presentata per iscritto e indicare chiaramente il giudice adito, il richiedente, le parti (nome completo, cognome, numero o data di nascita, indirizzo di un domicilio stabile o indirizzo postale) e il matrimonio cui si riferisce (data del matrimonio nonché circostanze, evoluzione e cause del suo deterioramento). L'istanza deve essere firmata e datata. Se i coniugi si sono accordati sul divorzio, l'istanza deve essere firmata da entrambi. I fatti allegati nell'istanza devono essere dimostrati con prove documentali.

12 Posso ottenere il patrocinio a spese dello Stato a copertura dei costi del procedimento?

In generale, le parti non hanno diritto al rimborso delle spese sostenute nel procedimento di divorzio, di annullamento del matrimonio o di convalida del matrimonio. Il tribunale può accordare un rimborso integrale o parziale delle spese se le circostanze o la situazione delle parti lo giustificano. Su domanda, il presidente del tribunale può esonerare le parti, in tutto o in parte, dal pagamento delle spese di giudizio se la loro situazione lo giustifica, purché la domanda non sia volta a fare valere indebitamente un diritto o a impedire l'esercizio di un diritto. Se necessario per la tutela degli interessi di una delle parti, l'interessato può anche chiedere al tribunale di assegnargli un avvocato. Il tribunale può designare un avvocato prima dell'inizio del procedimento, ma solo se la parte interessata soddisfa le condizioni che giustificano l'esenzione dalle spese di giudizio. Il richiedente deve quindi fornire al giudice prove plausibili della sua situazione economica e sociale.

Se ricorrono le condizioni previste dalla legge sugli avvocati, è possibile chiedere all'Ordine degli avvocati della Repubblica ceca di fornire assistenza legale gratuita o a tariffa ridotta.

13 È possibile ricorrere in appello contro una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio?

Sì, a condizione che l'appello sia inoltrato entro quindici giorni dalla ricezione della copia scritta della decisione giudiziaria di divorzio o di annullamento del matrimonio. L'appello deve essere presentato per iscritto presso il tribunale che ha emesso la decisione. Se tale decisione è stata seguita da una decisione di rettifica, il termine decorre dalla data in cui la decisione di rettifica produce effetti. L'appello depositato dopo la scadenza del termine di quindici giorni si considera presentato in tempo utile se l'appellante ha ricevuto dal tribunale istruzioni errate sul procedimento di appello. L'appello non può essere proposto se il divorzio è stato pronunciato in base a una domanda congiunta.

14 Che cosa occorre fare per ottenere il riconoscimento in questo Stato membro, di una decisione di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata da un’autorità giudiziaria di un altro Stato membro?

Se la decisione emessa in un altro stato membro dell'Unione europea (ad eccezione della Danimarca) rientra nell'ambito di applicazione ratione temporis del regolamento (CE) del Consiglio n. 2201/2003 (regolamento Bruxelles II bis), la decisione viene riconosciuta senza alcuna procedura particolare. L'ufficio di stato civile prende semplicemente atto della decisione e provvede automaticamente alle annotazioni sui registri pertinenti previa presentazione dei documenti necessari, ad esempio la decisione di divorzio, separazione legale o annullamento del matrimonio passata in giudicato di un giudice di un altro Stato membro o una copia autenticata della stessa, corredata di traduzione ufficiale in ceco e del certificato di cui all'articolo 39 del regolamento Bruxelles II bis (o all'articolo 33 del medesimo regolamento). Gli organi giurisdizionali che hanno pronunciato il divorzio, la separazione legale o l'annullamento del matrimonio devono rilasciare un certificato su richiesta di una delle parti. La presentazione di tale certificato può non essere richiesta se tutti i fatti che sarebbero ivi attestati risultano dalla decisione stessa, o in altri documenti prodotti (ad esempio se la decisione presentata è considerata definitiva).

L'interessato può chiedere al tribunale distrettuale competente di dichiarare che la decisione deve essere o non può essere riconosciuta, ad esempio qualora occorra chiarire se il matrimonio esiste o meno (articolo 21, paragrafo 3, del regolamento Bruxelles II bis). Tuttavia, tale dichiarazione riguarda solo il diritto dell'interessato e non è obbligatoria. Questo tipo di decisione giudiziaria non è richiesta per le normali trascrizioni allo stato civile.

Se la decisione è stata emessa in un altro Stato membro dell'UE prima del 1° maggio 2004 e almeno una delle parti del procedimento ha la cittadinanza ceca, le decisioni in materia matrimoniale sono riconosciute con provvedimento speciale della Corte suprema della Repubblica ceca. Le decisioni straniere considerate definitive e gli altri documenti necessari (ad es. gli atti di matrimonio) sono presentati alla Corte suprema corredati di traduzioni ufficiali in ceco e adeguatamente autenticati (sopralegalizzazione o apostille), salvo che sia diversamente previsto da una convenzione internazionale. Ulteriori informazioni riguardo a tale procedimento sono disponibili sul sito Internet della Corte suprema della Repubblica ceca (v. link sotto).

Alcuni accordi bilaterali sull'assistenza legale, vincolanti per la Repubblica ceca (conclusi con Slovacchia, Ungheria e Polonia), prevedono il riconoscimento delle decisioni giudiziarie in materia non patrimoniale emesse da una delle parti (comprese le decisioni di divorzio, separazione legale o annullamento del matrimonio). Tali decisioni sono riconosciute nella Repubblica ceca senza che occorra alcuna procedura e l'ufficio di stato civile si limita a prenderne atto. In questi casi, l'ufficio competente procede a un'ulteriore trascrizione previa presentazione di una decisione straniera considerata definitiva, corredata di traduzione ufficiale in ceco e adeguatamente autenticata (sopralegalizzazione o apostille), salvo che sia diversamente previsto da una convenzione internazionale. Ovviamente, tale procedura si applica solo se la decisione è stata emessa prima del 1° maggio 2004. In caso contrario, si applica la procedura di cui al regolamento Bruxelles II bis (v. sopra).

La Repubblica ceca è parte della Convenzione sul riconoscimento dei divorzi e delle separazioni (Convenzione dell'Aia del 1° giugno 1970). Nella Repubblica ceca vige la prassi secondo cui, se la decisione soddisfa i requisiti previsti da tale convenzione, non occorre esperire alcuna procedura dinanzi alla Corte suprema della Repubblica ceca ai fini del riconoscimento, purché la decisione abbia iniziato a produrre effetti dopo l'11 luglio 1976, data in cui la Convenzione dell'Aia è entrata in vigore nella Repubblica ceca. Le decisioni straniere considerate definitive devono essere presentate all'ufficio di stato civile corredate di traduzione ufficiale in ceco e adeguatamente autenticate (sopralegalizzazione o apostille), salvo che sia diversamente previsto da una convenzione internazionale.

15 Qual è il giudice competente per l'opposizione al riconoscimento di una decisione relativa alla pronuncia di divorzio/separazione legale/annullamento di matrimonio pronunciata in un altro Stato membro? Quali procedure si applicano in questi casi?

Le decisioni possono essere impugnate per i motivi indicati all'articolo 22 del regolamento Bruxelles II bis. In tal caso, il ricorso deve essere proposto dinanzi al tribunale distrettuale competente per territorio, che è il foro generale della persona fisica contro la quale è diretta la domanda.

È possibile opporsi al riconoscimento automatico di una decisione da parte dell'ufficio di stato civile, ai sensi di un accordo bilaterale o alla Convenzione sul riconoscimento dei divorzi e delle separazioni, proponendo un ricorso amministrativo e successivamente un'azione giudiziaria dinanzi al tribunale regionale competente secondo l'ordinamento giudiziario amministrativo.

Le decisioni sul riconoscimento adottate dalla Corte suprema della Repubblica di Croazia non sono suscettibili di impugnazione.

16 Qual è la legge applicabile da parte del giudice nel quadro di una procedura di divorzio tra coniugi che non vivono in questo Stato membro o che sono di nazionalità diversa?

Nella Repubblica ceca, lo scioglimento del matrimonio mediante divorzio è disciplinato dalla legge dello Stato di cui i coniugi avevano la cittadinanza all'inizio del procedimento di divorzio. Se i coniugi hanno cittadinanze diverse, lo scioglimento del matrimonio mediante divorzio è disciplinato dalla legge dello Stato in cui i entrambi coniugi hanno la residenza abituale o, in mancanza di tale residenza, dalla legge ceca.

Si applica la legge ceca se il divorzio sarebbe soggetto all'applicazione di una normativa estera che non consente lo scioglimento del matrimonio o lo subordina a condizioni molto restrittive, purché uno dei coniugi abbia la cittadinanza ceca o almeno uno di essi risieda abitualmente nella Repubblica ceca.

Link correlati

Il link si apre in una nuova finestraAssociazione dei mediatori della Repubblica ceca

Il link si apre in una nuova finestraAssociazione dei consulenti matrimoniali e familiari della Repubblica ceca

Corte suprema della Repubblica ceca – riconoscimento delle decisioni straniere


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Ultimo aggiornamento: 21/08/2018