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Trovare un traduttore o interprete legale - Francia

La versione originale in lingua francese di questa pagina è stata modificata di recente. La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.

Queste pagine contengono informazioni riguardanti la ricerca di un interprete o di un traduttore, ove richiesto nell’ambito di un procedimento giudiziario, attraverso un sito web ufficiale.


Come trovare un traduttore in Francia

Il servizio di documentazione e studi della Il link si apre in una nuova finestraCorte di cassazione pubblica sul proprio sito web:

  • l'elenco, contenuto in un file PDF, dei Il link si apre in una nuova finestraperiti autorizzati dalla Corte di cassazione In esso figurano inoltre dei link a siti web di alcune Corti d'appello. Il suddetto elenco viene redatto su base annuale dall'ufficio della Corte.
  • Il link si apre in una nuova finestraelenchi di periti giudiziari redatti da ogni Corte d'appello in cui figurano, in particolare, i periti registrati sotto le rubriche "traduzione" e "interpretariato". Gli elenchi dei periti giudiziari stilati dalle Corti d'appello sono da queste aggiornati e trasmessi a intervalli irregolari alla Corte di cassazione.

La Corte di cassazione non dispone, per la precisione, di banche dati contenenti tutti i nominativi dei traduttori e degli interpreti legali.

Gli elenchi con i nomi, i recapiti, le date di nascita e le specializzazioni dei periti sono stati disponibili per 35 Corti d'appello.

La consultazione della banca dati dei traduttori è gratuita?

Sì, la consultazione delle banche dati è gratuita.

Contesto o storia dei repertori dei traduttori in Francia

Storia

I primi elenchi di periti sono stati istituiti ufficialmente nel sistema giudiziario francese, e in particolare nel settore della giustizia penale, dalla legge del 30 novembre 1892.

Esistevano in parallelo elenchi ufficiosi di periti, perlopiù riguardanti il settore della giustizia civile.

La legge n. 71-498, del 29 giugno 1971, e il decreto n. 74-1184, del 31 dicembre 1974, hanno creato, per le giurisdizioni dell'ordinamento giudiziario, un elenco unico civile e penale presso ogni Corte d'appello, nel quale i periti iscritti sono suddivisi per specializzazione. L'elenco veniva completato e modificato ogni anno. L'iscrizione era rinnovabile annualmente ma, in pratica, veniva rinnovata per i periti il cui operato non era stato oggetto di contestazione importante. Era stato altresì creato un elenco nazionale dei periti redatto dall'Ufficio della Corte di cassazione che funzionava in maniera analoga.

Requisiti per l'iscrizione

L'iscrizione negli elenchi dei periti giudiziari è stata profondamente modificata dalla legge n. 2004-130, dell'11 febbraio 2004, e dal decreto n. 2004-1460, del 23 dicembre 2004. Poiché si tratta di elenchi delle Corti d'appello, le richieste vengono rivolte al procuratore della Repubblica presso il Tribunale di primo grado (Tribunal de Grande Instance), che le istruisce e le invia al procuratore generale, il quale interpella il primo presidente della Corte d'appello.

Gli elenchi vengono redatti annualmente dall'assemblea generale dei magistrati presso la sede della Corte d'appello

La prima iscrizione sugli elenchi delle Corti d'appello è intesa per un periodo di prova della durata di tre anni, al termine del quale l'esperienza del soggetto interessato e l'acquisizione delle conoscenze giuridiche necessarie al corretto adempimento degli incarichi affidatigli vengono valutate ai fini di un'eventuale reiscrizione, qualora venga presentata una nuova domanda. Successivamente il perito viene reiscritto per un periodo di cinque anni a seguito del riesame del relativo fascicolo e sentito il parere di una commissione composta da periti e da magistrati.

Il decreto n. 2012-1451 del 24 dicembre 2012 ha precisato i criteri per l'iscrizione. Le domande sono esaminate considerando le qualifiche e l'esperienza professionale dei canditati, comprese le competenze acquisite in uno Stato membro dell'Unione europea diverso dalla Francia e l'interesse manifestato dai candidati per la collaborazione al servizio pubblico della giustizia. Può anche essere tenuto conto delle esigenze della giurisdizione.

Solo i periti iscritti nell'elenco di una Corte d'appello da cinque anni possono essere iscritti nell'elenco nazionale. Per quanto riguarda la procedura di iscrizione o di reiscrizione nell'elenco nazionale, il procuratore generale presso la Corte di cassazione ne riceve le richieste e sente il parere del primo presidente e del procuratore generale presso la Corte d'appello in cui è iscritto il soggetto interessato. L'ufficio della Corte di cassazione stila dunque l'elenco nazionale, in quanto la procura generale non è competente.

Nomenclatura delle rubriche degli elenchi dei periti

Un decreto del guardasigilli del 10 giugno 2005 ha stabilito, per l'intero territorio nazionale, una nomenclatura armonizzata delle rubriche degli elenchi dei periti. L'elenco è diviso in rami (per settori dell'economia, per esempio: Agricoltura, Sanità, Industria ecc.), rubriche (corrispondenti a discipline, per esempio: medicina, chirurgia) e specializzazioni (quale approfondimento delle discipline: allergologia, chirurgia gastrica ecc.). Esiste un ramo "interpretariato-traduzione", che comprende una rubrica traduzione, divisa per specializzazioni e categorie linguistiche (lingue romanze, lingue germaniche, lingue slave ecc.). Le specializzazioni sono dunque ampiamente definite in maniera da includervi qualsiasi idioma parlato o scritto.

Nell'ambito dell'elaborazione della nuova nomenclatura armonizzata delle specializzazioni dei periti, i traduttori e gli interpreti hanno dunque mantenuto la loro posizione negli elenchi dei periti giudiziari di diritto comune, essendo stata loro dedicata una rubrica specifica. Infatti, anche se questi professionisti non hanno quale scopo precipuo quello di effettuare perizie nel senso stretto del termine, essi, alla stregua dei periti giudiziari, sono dei collaboratori occasionali del servizio pubblico della giustizia e possono, all'occorrenza, essere nominati in qualità di perito, in applicazione dell'articolo 232 del nuovo codice di procedura civile, per compiere, su richiesta dei giudici, vere e proprie misure istruttorie e, in particolare, offrire consulenze.

Alla luce delle suddette osservazioni, in occasione della riforma del 2004 non è parso opportuno assoggettare gli interpreti e i traduttori a un regime particolare di iscrizione in elenchi distinti.


La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Ultimo aggiornamento: 03/09/2013