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Controversie in materia di alimenti - Ungheria

INDICE

Rete Giudiziaria Europea in materia civile e commerciale

1 Che cosa si intende in pratica per "alimenti" e "obbligazione alimentare"? Quali persone sono tenute a pagare gli alimenti a un'altra persona?

Di norma, l'obbligazione alimentare sussiste reciprocamente tra parenti diretti:

- il genitore ha un obbligo alimentare nei confronti del figlio, e il figlio ha un obbligo alimentare nei confronti del genitore;

- se il figlio avente diritto al mantenimento non ha genitori obbligati al pagamento degli alimenti, l'obbligo alimentare si trasmette a parenti più remoti;

- se una persona avente diritto agli alimenti non ha figli, l'obbligo alimentare nei suoi confronti spetta a discendenti più remoti (articolo 4:196, paragrafi da 1 a 4, del codice civile).

I minori che non hanno parenti diretti eventualmente tenuti al loro mantenimento devono essere mantenuti dai fratelli o dalle sorelle maggiori, sempre che questi possano adempiere l'obbligo di mantenimento senza mettere a rischio la loro capacità di provvedere al proprio sostentamento, a quello del loro coniuge o partner convivente o a quello dei parenti diretti a loro carico (articolo 4:197 del codice civile).

Il coniuge convivente ha un obbligo alimentare nei confronti dei figli minorenni a carico dell'altro coniuge (figliastri) portati da quest'ultimo nella famiglia comune con il consenso del coniuge che provvede al mantenimento (articolo 4:198, paragrafo 1, del codice civile).

I figliastri hanno un obbligo alimentare nei confronti del patrigno o della matrigna a carico se quest'ultimo/a ha provveduto al loro mantenimento per un periodo di tempo prolungato (articolo 4:199, paragrafo 1, del codice civile).

I figli dati in affidamento hanno un obbligo alimentare nei confronti della persona che ha provveduto come convivente alle loro esigenze per un periodo di tempo prolungato senza chiedere un indennizzo economico e che non sia un loro genitore biologico o adottivo, né il patrigno o la matrigna (articolo 4:199, paragrafo 2, del codice civile).

Gli alimenti possono essere chiesti da un coniuge all'altro coniuge in caso di separazione legale, o all'ex coniuge in caso di divorzio, se la parte richiedente non è in grado di provvedere al proprio sostentamento per cause a lei non imputabili (articolo 4:29, paragrafo 1, del codice civile).

In caso di separazione legale, l'ex partner che non sia in grado di provvedere al proprio sostentamento per cause a lui non imputabili può chiedere gli alimenti all'altro ex partner, purché il rapporto sia durato almeno un anno e ne sia nato un figlio (articolo 4:86, paragrafo 1, del codice civile).

Esistono due forme di "alimenti": in natura e in denaro (assegno di mantenimento).

Nel caso dei minori, per "obbligazione alimentare" s'intende il diritto-dovere del genitore di provvedere alle esigenze del figlio nell'ambito della famiglia, ad allevarlo e a garantire le condizioni necessarie per il suo sviluppo fisico, cognitivo, emotivo e morale – in particolare alloggio, vitto e vestiario – nonché il suo accesso all'istruzione e all'assistenza sanitaria.

Il genitore convivente che accudisce il figlio deve soddisfarne le esigenze in natura, mentre il genitore che vive altrove (o nella stessa abitazione ma senza contribuire al mantenimento) provvede alle esigenze del figlio principalmente pagando un assegno alimentare.

2 Sino a quale momento un figlio può beneficiare degli alimenti? Ci sono norme diverse per gli alimenti relativamente ai minori e agli adulti?

Tutti i minori (di età inferiore a diciotto anni) hanno diritto agli alimenti in base alla presunzione legale di necessità. I figli di età inferiore a 20 anni hanno parimenti diritto agli alimenti se frequentano corsi d'istruzione secondaria.

I figli in età lavorativa (18 anni o più) che proseguono gli studi hanno diritto agli alimenti, a prescindere dalla presunzione di necessità, se ne necessitano per poter proseguire gli studi per un periodo di tempo ragionevole. Il figlio deve informare tempestivamente il genitore che intende proseguire gli studi (articolo 4:220, paragrafo 1, del codice civile).

Gli studi comprendono qualsiasi corso di studio o di formazione necessario per ottenere una qualifica professionale, nonché i corsi di laurea o i programmi di master d'istruzione superiore e i corsi di formazione professionale superiore, frequentati continuativamente.

In casi eccezionali giustificati, i genitori possono essere tenuti al mantenimento dei figli di età pari o superiore a 25 anni (articolo 4:220, paragrafo 5, del codice civile).

Tuttavia, i genitori non hanno un obbligo alimentare nei confronti di un figlio maggiorenne che prosegue gli studi se quest'ultimo è considerato indegno di mantenimento, non adempie per colpa i suoi obblighi relativi agli studi o al superamento degli esami o se il suo mantenimento metterebbe a rischio la capacità del genitore di provvedere al proprio sostentamento o a quello di un figlio minorenne. Un figlio maggiorenne è considerato indegno di mantenimento anche nel caso in cui, senza validi motivi, non mantenga rapporti con il genitore tenuto a provvedere alle sue esigenze (articolo 4:220, paragrafi 3 e 4, del codice civile).

3 Per ottenere gli alimenti, il ricorrente deve rivolgersi a un'autorità competente o deve adire un organo giurisdizionale? Quali sono gli elementi principali di tale procedura?

L'avente diritto e l'obbligato agli alimenti (nel caso dell'assegno alimentare a favore dei figli, i genitori) possono accordarsi sull'entità e le modalità della prestazione alimentare. In mancanza di accordo, l'avente diritto può chiedere una decisione giudiziaria sugli alimenti. In mancanza di accordo tra i genitori, il giudice determina l'assegno alimentare a favore del figlio.

I procedimenti giudiziari in materia di obbligazioni alimentari possono essere promossi, per gli alimenti dovuti a un figlio, dall'autorità tutelare e, per gli alimenti dovuti a un genitore, e previo suo consenso, dall'autorità distrettuale competente. I parenti che hanno un obbligo alimentare e mantengono o accudiscono l'avente diritto possono agire in giudizio a nome proprio nei confronti degli altri obbligati agli alimenti.

Il genitore o altro rappresentante legale del minore avente diritto agli alimenti può chiedere all'autorità tutelare il pagamento anticipato dell'assegno alimentare, se non è stato possibile riscuoterlo per almeno i sei mesi precedenti.

La domanda deve specificare che non vi sono ragioni per rifiutare il pagamento anticipato, nonché i motivi e i fatti che giustificano la richiesta.

Alla domanda devono essere allegati le dichiarazioni dei redditi pertinenti, la decisione giudiziaria passata in giudicato che stabilisce l'assegno alimentare dovuto al minore o il documento attestante l'iscrizione a un corso di istruzione secondaria a tempo pieno, a seconda dei casi, e un certificato non anteriore a sei mesi relativo al pignoramento dei beni che attesti la sospensione della procedura esecutiva o un documento che attesti l'avvio di un procedimento per il recupero degli alimenti dovuti.

L'autorità tutelare deve verificare che non sia stato possibile recuperare gli alimenti per almeno i sei mesi precedenti alla domanda.

Il pagamento anticipato degli alimenti può essere concesso se l'avente diritto ha chiesto l'esecuzione della prestazione alimentare stabilita con decisione giudiziaria e se il pignoramento della retribuzione, di altri redditi periodici o di altri beni del debitore non è andato a buon fine o è stato sospeso, o se l'importo parziale pagato o la somma recuperata non supera il 50% dell'importo degli alimenti fissato dal giudice.

Se del caso, l'autorità tutelare chiede informazioni sull'esito del procedimento esecutivo promosso dal richiedente presso l'autorità giudiziaria o l'ufficiale giudiziario indipendente. Se necessario per l'accertamento dei fatti, l'autorità tutelare deve chiedere informazioni sul pignoramento presso il datore di lavoro.

Nella notifica dell'avvio del procedimento, l'autorità tutelare intima al debitore di provvedere tempestivamente al pagamento degli alimenti e di rilasciare una dichiarazione in tal senso.

L'autorità tutelare notifica la sua decisione al datore di lavoro del debitore, al giudice dell'esecuzione, all'ufficiale giudiziario indipendente, all'ufficio del procuratore competente in relazione al domicilio del creditore e del debitore, al notaio competente in relazione al domicilio del debitore, in quanto autorità fiscale, e all'ufficio di Budapest o regionale del governo che provvede al pagamento anticipato degli alimenti.

4 È possibile presentare una richiesta a nome di un parente (in caso affermativo, quale grado), o di un minore?

Sì, il genitore o altro rappresentante legale del minore che ha diritto agli alimenti può chiedere all'autorità tutelare il pagamento anticipato dell'assegno alimentare.

I parenti che hanno un obbligo alimentare e mantengono o accudiscono l'avente diritto possono agire in giudizio a nome proprio nei confronti delle altre parti che hanno un obbligo alimentare.

I procedimenti giudiziari in materia di obbligazioni alimentari possono essere promossi, per gli alimenti dovuti a un figlio, dall'autorità tutelare e, per gli alimenti dovuti a un genitore, e previo suo consenso, dall'autorità distrettuale competente.

5 Qualora intenda adire un organo giurisdizionale, come posso individuare il giudice competente?

Conformemente alle norme ordinarie sulla competenza giurisdizionale, è competente il giudice del luogo in cui è domiciliato il convenuto (debitore).

Se il convenuto non ha un domicilio in Ungheria, la competenza è determinata dal luogo di residenza. Se il luogo di residenza del convenuto è ignoto o si trova all'estero, si tiene conto del suo ultimo domicilio in Ungheria. Se tale domicilio non può essere determinato o il convenuto non ha un domicilio, la competenza viene stabilita in base al domicilio dell'attore o, in mancanza, al suo luogo di residenza.

Se il luogo di lavoro e il domicilio del convenuto non sono ubicati nella stessa regione, il giudice, su domanda del convenuto presentata non oltre la prima udienza, rimette gli atti al giudice del luogo di lavoro del convenuto ai fini della trattazione e della decisione (articolo 29 del codice di procedura civile).

L'azione giudiziaria per l'esazione degli alimenti può essere proposta anche dinanzi al giudice del domicilio dell'attore (articolo 34, paragrafo 1, del codice di procedura civile).

I giudici competenti possono essere individuati Il link si apre in una nuova finestraqui.

6 Chi avanza la pretesa deve servirsi di un intermediario per adire il giudice (ad esempio: avvocato, autorità centrale o locale ecc.)? Altrimenti, quale procedura dovrà seguire?

Il soggetto che avanza la pretesa non è tenuto a servirsi di un intermediario e può adire direttamente il giudice (senza obbligo di avvalersi di un rappresentante). V. domande 3, 4 e 5.

7 Adire la giustizia comporta un costo? In caso affermativo quale spesa è prevedibile? Se i mezzi di colui che avanza la pretesa sono insufficienti, si può ottenere un'assistenza giudiziaria gratuita per far fronte alle spese del procedimento?

A prescindere dalla loro situazione reddituale e finanziaria, le parti ‒ salvo che siano esentate dal pagamento delle spese processuali per legge o in virtù di una norma dell'Unione europea o di un accordo internazionale direttamente e generalmente applicabile ‒ hanno diritto alla proroga del pagamento delle spese relative ai procedimenti in materia di obblighi alimentari, compresi quelli relativi al recupero degli alimenti presso il soggetto che paga la retribuzione al debitore o presso altri soggetti, e ai procedimenti per la revoca degli alimenti o la modifica del loro importo, la cessazione o la limitazione dell'esazione delle prestazioni alimentari, nonché, nei casi transfrontalieri in materia di alimenti, i procedimenti diretti ad ottenere i dati personali del debitore.

In caso di proroga del pagamento delle spese processuali:

a) lo Stato paga le spese sostenute nel procedimento (indennità per testimoni, periti, interpreti e amministratori, onorari degli avvocati, spese per le udienze e gli accertamenti in loco, ecc.), ad eccezione delle spese non coperte dalla proroga e quindi dovute in anticipo dalla parte;

b) alla parte interessata viene concessa una proroga per il pagamento delle tasse giudiziarie.

Anche in mancanza di accordo internazionale o di reciprocità, gli stranieri hanno parimenti diritto alla proroga del pagamento delle spese processuali.

Se, in caso di proroga del pagamento delle spese, il giudice condanna una delle parti alle spese del procedimento, detta parte deve sopportare tutte le spese anticipate dallo Stato e i diritti ad esso dovuti.

La tassa giudiziaria è pari al 6% del valore della causa, oppure a un minimo di 15 000 HUF e a un massimo di 1 500 000 HUF. Per i procedimenti in materia di crediti alimentari, la base imponibile della tassa è costituita dall'assegno alimentare ancora dovuto, ma non può essere superiore all'importo degli alimenti dovuti in un anno.

Se l'interessato non dispone di risorse economiche sufficienti per pagare le spese processuali, può presentare al giudice una domanda di esenzione.

Per agevolare l'esercizio dei loro diritti, le persone fisiche (compresi gli intervenienti) che non sono in grado di pagare le spese processuali a motivo della loro situazione reddituale ed economica possono essere esentati in tutto o in parte, su loro richiesta, dal pagamento di tali spese.

L'esenzione dalle spese processuali deve essere concessa alle parti che hanno un reddito (retribuzione, pensione o altro pagamento periodico) non superiore all'importo attuale della pensione minima, calcolato in base al numero di anni lavorati, e non dispongono di beni ‒ ad eccezione dei comuni oggetti, mobili e arredi domestici. Tale esenzione deve essere concessa ‒ senza esaminare la situazione reddituale ed economica ‒ a coloro che hanno diritto a prestazioni erogate a persone in età lavorativa o che convivono con un parente stretto che ha diritto a tali prestazioni.

L'esenzione dalle spese processuali comporta i seguenti benefici:

a) l'esenzione dal pagamento delle tasse giudiziarie;

b) l'esenzione dal pagamento anticipato e – salvo che sia diversamente previsto dalla legge applicabile – dal pagamento in generale delle spese sostenute nel procedimento (indennità per testimoni, periti, interpreti e amministratori, onorari degli avvocati, spese per le udienze e gli accertamenti in loco, ecc.);

c) l'esenzione dall'obbligo di prestare una cauzione per le spese processuali;

d) la possibilità di chiedere l'assegnazione di un avvocato, se consentito dalla legge.

L'esenzione dalle spese è concessa, su richiesta, dal giudice, al quale spetta anche decidere sulla sua revoca.

8 Che tipo di alimenti dev'essere concesso dal giudice e come si calcola il relativo importo? Si può ottenere una modifica della decisione del giudice qualora il costo della vita o la situazione familiare si siano modificate? In caso affermativo, in che modo (ad esempio, con il sistema di indicizzazione automatica)?

In mancanza di accordo tra i genitori, gli alimenti sono determinati dal giudice.

Per stabilire l'importo degli alimenti, occorre prendere in considerazione:

a) le esigenze giustificate dei figli (spese periodiche necessarie per la sussistenza, l'assistenza sanitaria, l'educazione e l'istruzione dei figli);

b) la situazione reddituale ed economica di entrambi i genitori;

c) l'esistenza di altri figli conviventi con i genitori (siano essi figli naturali, figliastri o figli adottivi) e di figli nei cui confronti i genitori hanno un obbligo di mantenimento;

d) il reddito proprio dei figli, e

e) le prestazioni di tutela dei minori, sostegno familiare, previdenza e assistenza sociale a favore dei figli e dei genitori per l'allevamento del figlio (articolo 4:218, paragrafo 2, del codice civile).

Gli alimenti devono essere pagati sotto forma di importo fisso. Il giudice può disporre che l'importo degli alimenti dovuti sia adeguato automaticamente su base annua, secondo l'aumento dell'indice dei prezzi al consumo pubblicato ogni anno dall'Ufficio centrale di statistica ungherese, a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo (articolo 4:207 del codice civile). Di norma, l'importo degli alimenti dovuto per ciascun figlio ammonta al 15‑25% del reddito medio dell'obbligato alimentare. In generale, per determinare il reddito medio del soggetto obbligato a versare gli alimenti si deve tenere conto del suo reddito annuo totale nell'anno precedente all'avvio del procedimento relativo agli alimenti (articolo 4:218, paragrafo 4, del codice civile).

Se una variazione dell'accordo tra le parti o degli elementi sui quali è fondata la decisione giudiziaria relativa all'importo degli alimenti metterebbe a rischio un interesse legittimo fondamentale di una delle parti, nel caso in cui essa continuasse a pagare gli alimenti alle stesse condizioni, tale parte può chiedere la modifica dell'importo o delle modalità di corresponsione degli alimenti. La modifica degli alimenti stabiliti mediante accordo non può essere chiesta dalla parte che avrebbe dovuto prevedere un mutamento della propria situazione al momento della conclusione dell'accordo né dalla parte cui tale mutamento sia direttamente imputabile.

9 In che modo e a chi saranno pagati gli alimenti?

La persona tenuta al pagamento degli alimenti deve corrispondere il relativo assegno all'avente diritto, periodicamente (ad esempio su base mensile) e in anticipo.

10 Se la persona su cui grava l'obbligo dell'assegno (debitore) non lo versa volontariamente, quali mezzi ci sono per costringerla ad adempiere?

Se il debitore non paga spontaneamente l'assegno alimentare, il creditore può far valere il proprio diritto in sede giurisdizionale e il giudice può ordinare l'esecuzione forzata del credito. I crediti alimentari anteriori di oltre sei mesi possono essere fatti valere retroattivamente se il ritardo nella presentazione della domanda di esecuzione è giustificato da validi motivi. I crediti alimentari anteriori di oltre tre anni non possono essere fatti valere in sede giurisdizionale (articolo 4:208, paragrafo 3, del codice civile).

I procedimenti giudiziari in materia di obbligazioni alimentari possono essere promossi, per gli alimenti dovuti a un figlio, dall'autorità tutelare e, per gli alimenti dovuti a un genitore, e previo suo consenso, dall'autorità distrettuale competente (articolo 4:208, paragrafo 1, del codice civile).

I parenti che hanno un obbligo alimentare e mantengono o accudiscono l'avente diritto possono agire in giudizio a nome proprio nei confronti degli altri obbligati agli alimenti (articolo 4:208, paragrafo 2, del codice civile).

Nella decisione con cui impone un obbligo alimentare a una persona che percepisce una retribuzione, il giudice può, su richiesta del creditore, ordinare al datore di lavoro di tale persona di detrarre direttamente l'importo fissato nella decisione e di versarlo al creditore.

Se non vi è un ordine diretto emanato dal giudice, ma successivamente una parte presenta una domanda di esecuzione basata su una decisione giudiziaria o su un accordo tra le parti omologato dal tribunale, il giudice dispone l'esecuzione forzata del credito alimentare adottando un provvedimento di sequestro, purché le somme detratte dalla retribuzione coprano l'importo di cui trattasi.

La detrazione non può eccedere il 50% della retribuzione del lavoratore. È possibile detrarre a titolo di alimenti fino al 33% delle prestazioni di disoccupazione (indennità di disoccupazione, pensionamento anticipato per disoccupazione, integrazione al reddito e assegno per le persone in cerca di impiego).

Se il debitore non percepisce regolarmente redditi, o l'importo da detrarre dal suo reddito non è sufficiente a coprire la somma dovuta, il giudice può disporre l'esecuzione rilasciando il titolo corrispondente. In tal caso, l'esecuzione può avere per oggetto non solo la retribuzione, ma anche altri beni indicati nella legge sull'esecuzione.

11 Si prega di descrivere brevemente i limiti all'esecuzione, in particolare le norme concernenti la tutela del debitore e i periodi di limitazione o di descrizione nel suo sistema di esecuzione.

Si prega di consultare la scheda informativa sulle Procedure per l'esecuzione di una decisione giudiziaria.

12 Esiste un'organizzazione o un'autorità che possa aiutare l'avente diritto a percepire l'assegno?

Si veda la risposta alla precedente domanda 10.

Il genitore o altro rappresentante legale del minore avente diritto agli alimenti può chiedere all'autorità tutelare il pagamento anticipato dell'assegno alimentare, se non è stato possibile riscuoterlo per almeno i sei mesi precedenti.

Nella notifica dell'avvio del procedimento, l'autorità tutelare intima al debitore di provvedere tempestivamente al pagamento degli alimenti e di rilasciare una dichiarazione in tal senso.

L'autorità tutelare notifica la sua decisione al datore di lavoro del debitore, al giudice dell'esecuzione, all'ufficiale giudiziario indipendente, all'ufficio del procuratore competente in relazione al domicilio del creditore e del debitore, al notaio competente in relazione al domicilio del debitore, in quanto autorità fiscale, e all'ufficio di Budapest o regionale del governo che provvede al pagamento anticipato degli alimenti.

Il mancato pagamento degli alimenti costituisce reato. Chiunque ometta intenzionalmente o colposamente di adempiere un proprio obbligo alimentare fissato con decisione esecutiva di un'autorità è punito con la reclusione per due anni.

13 Le organizzazioni pubbliche o private possono anticipare il pagamento degli alimenti in tutto o in parte in sostituzione del debitore?

Sì (v. domanda 3).

14 Nel caso in cui il ricorrente si trovi in questo Stato membro e il debitore risieda in un altro paese:

14.1 Posso ottenere l'assistenza di un'autorità o di un'organizzazione privata in questo Stato membro?

Il ministero della Giustizia ungherese fornisce assistenza, su domanda, ai richiedenti domiciliati in Ungheria, ai sensi del regolamento (CE) del Consiglio n. 4/2009 e di accordi internazionali, mantenendo i contatti con l'autorità centrale competente in materia di alimenti dell'altro Stato membro interessato. L'interessato può chiedere che la decisione sul pagamento degli alimenti resa da un giudice ungherese sia eseguita all'estero o – in mancanza di tale decisione – che l'obbligo di pagare gli alimenti sia accertato all'estero, o che l'importo degli alimenti da pagare all'estero sia aumentato. La domanda formale non va presentata al ministero della Giustizia, bensì al tribunale distrettuale individuato in base al domicilio, alla residenza o al luogo di lavoro del richiedente, o al tribunale distrettuale che ha pronunciato la decisione di primo grado di cui si chiede l'esecuzione. Non è richiesta l'assistenza di un avvocato per la presentazione di una domanda o per il procedimento all'estero. Il tribunale presta assistenza alle parti prive di rappresentante legale ai fini della presentazione della domanda. Il tribunale inoltra la domanda e i necessari allegati al ministero della Giustizia. Quest'ultimo invia la domanda tradotta all'autorità centrale competente in materia di alimenti dell'altro Stato membro, la quale adotta le misure necessarie per avviare il procedimento nei confronti del debitore. Il ministero della Giustizia tiene costantemente informato il richiedente in merito agli sviluppi del procedimento sulla base delle informazioni ricevute dall'estero.

14.2 In caso affermativo, come si può contattare l'autorità o l'organizzazione privata?

Ministero della Giustizia, Dipartimento per il diritto privato internazionale (Igazságügyi Minisztérium, Nemzetközi Magánjogi Főosztály)

Indirizzo: H-1055 Budapest, Kossuth Lajos tér 2-4.

Indirizzo postale: H-1357 Budapest, Pf. 2.

Telefono: +36 (1) 795-4846;

Fax: +36 (1) 795-0463;

E-mail: Il link si apre in una nuova finestranmfo@im.gov.hu

Sito web: Il link si apre in una nuova finestrahttp://igazsagugyiinformaciok.kormany.hu/nemzetkozi-gyermekelviteli-es-tartasdijjal-kapcsolatos-ugyek

15 Nel caso in cui provenga da un altro paese e il debitore sia in questo Stato membro:

15.1 È possibile rivolgere una richiesta direttamente a tale autorità o organizzazione privata in questo Stato membro?

No, la domanda deve essere presentata tramite l'autorità centrale competente in materia di alimenti dello Stato membro in cui risiede il richiedente.

15.2 In caso affermativo, come posso mettermi in contatto con tale autorità o organizzazione privata e quale tipo di assistenza posso ricevere?

Le autorità centrali degli Stati membri possono essere trovate qui.

16 Questo Stato membro è vincolato al protocollo dell'Aia del 2007?

Sì.

17 Qualora questo Stato membro non sia vincolato dal protocollo dell'Aia del 2007, quale legge sarà applicabile alla domanda di mantenimento in base alle norme di diritto private internazionale? Quali sono le corrispondenti norme di diritto privato internazionale?

-

18 Quali sono le norme sull'accesso alla giustizia nei casi transfrontalieri nell'ambito dell'UE secondo la struttura del Capo V del regolamento sugli alimenti?

A seconda della domanda pervenuta, il ministero della Giustizia contatta il servizio competente a fornire l'assistenza giudiziaria affinché provveda ad assegnare un avvocato al richiedente domiciliato all'estero. Nel caso menzionato all'articolo 46 del regolamento (CE) n. 4/2009, è garantita l'esenzione totale dalle spese e gli onorari dell'avvocato sono a carico dello Stato. Nei casi menzionati all'articolo 47, le parti hanno diritto alla proroga del pagamento delle spese processuali ai sensi della legge ungherese. In virtù di tale diritto, lo Stato paga le spese sostenute nel procedimento (ad es. tasse giudiziarie e onorari degli avvocati) in anticipo, a prescindere dalla situazione economica della parte interessata, ma se quest'ultima rimane soccombente, il giudice può condannarla alle spese. Se il richiedente dimostra di avere diritto, a motivo della sua situazione economica, all'esenzione totale ai sensi della legge ungherese, non è tenuto al pagamento delle spese nemmeno in caso di soccombenza.

19 Quali sono le misure adottate da questo Stato membro per assicurare il funzionamento delle attività descritte all'articolo 51 del regolamento sugli alimenti?

La domanda prevista dal regolamento sulle obbligazioni alimentari è disciplinata dalla Il link si apre in una nuova finestralegge LXVII del 2011.


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Ultimo aggiornamento: 05/10/2017