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Controversie in materia di alimenti - Polonia

La versione originale in lingua polacco di questa pagina è stata modificata di recente. La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.

INDICE

Rete Giudiziaria Europea in materia civile e commerciale

1 Che cosa si intende in pratica per "alimenti" e "obbligazione alimentare"? Quali persone sono tenute a pagare gli alimenti a un'altra persona?

In linea con l'articolo 128 del Codice della famiglia e della tutela, per "obbligazione alimentare" s'intende l'obbligo imposto ai parenti in linea retta o ai fratelli di fornire i mezzi di sussistenza (compresi vestiti, cibo, alloggio, benzina e medicine) e, se necessario, i mezzi d'istruzione (compresa la cura dello sviluppo fisico e mentale e l'accesso alla formazione e alla cultura).

Gli "alimenti" sono un'indennità in denaro o in natura. Essi comprendono, nel caso dei figli, l'intervento personale nella loro educazione e le attività nell'abitazione comune in linea con l'obbligo di mantenimento.

Il "diritto agli alimenti" è il diritto riconosciuto a una persona di chiedere l'adempimento di un obbligo di mantenimento gravante in capo a un terzo nei suoi confronti.

Di norma, le obbligazioni alimentari derivano da diverse tipologie di rapporti. A seconda del tipo di legame di parentela, la legge distingue tra le seguenti obbligazioni alimentari:

1. obbligazioni alimentari tra parenti (il mantenimento dei figli costituisce una forma specifica di tale obbligazione): nel caso dei parenti, solo le persone che si trovano in una situazione di difficoltà economica hanno diritto di ottenere gli alimenti. I genitori sono tenuti a versare gli alimenti ai figli che non sono in grado di provvedere alle proprie necessità, salvo che le entrate provenienti dai beni dei figli siano sufficienti a coprire i costi del loro mantenimento e della loro educazione. I figli che hanno compiuto 18 anni non hanno più diritto a ottenere gli alimenti, salvo che essi desiderino proseguire nel loro percorso di studi e i risultati già raggiunti giustifichino tale scelta o che la loro condizione di salute o personale giustifichi il mantenimento delle obbligazioni alimentari. I genitori non sono inoltre tenuti a pagare gli alimenti ai figli che abbiano superato i 18 anni e, seppur pronti per entrare nel mercato del lavoro, continuino gli studi, salvo poi trascurarli, senza fare progressi soddisfacenti, senza ottenere i minimi richiesti e superare gli esami nei termini prescritti e, per tali ragioni, omettono di completare i loro studi nel periodo previsto dal loro programma di studi.

Se non è possibile ottenere gli alimenti o se il loro ottenimento comporta difficoltà eccessive, altri parenti possono essere chiamati a versarli (ad esempio i nonni dal lato del debitore irreperibile);

2. un obbligo derivante dall'adozione: se l'adozione crea soltanto un legame tra l'adottante e l'adottato, l'obbligazione alimentare in capo all'adottante nei confronti dell'adottato prevale su quella degli ascendenti e dei fratelli dell'adottato, mentre l'obbligo di mantenimento dell'adottato rispetto ai suoi ascendenti e ai suoi fratelli si verifica per ultimo. Per il resto, all'adottato si applicano le disposizioni di cui al punto 1;

3. un obbligo tra persone legate da vincolo di affinità (madre adottiva, padre adottivo, figlio adottivo): solo le persone che si trovano in difficoltà economica hanno diritto a ottenere gli alimenti posto che, nella situazione considerata, l'imposizione di un obbligo di mantenimento è in linea con i principi dell'interazione sociale. In base alla normativa e alla giurisprudenza polacca, per "difficoltà economiche" s'intende l'incapacità di soddisfare le proprie ragionevoli esigenze con risorse e sforzi propri;

4. un obbligo tra i coniugi in costanza di matrimonio: in linea con l'articolo 27 del codice della famiglia e della tutela, i membri della famiglia possono vantare il diritto a un "pari tenore di vita" per tutti i membri della famiglia;

5. un obbligo tra i coniugi successivo alla fine del matrimonio: se uno dei coniugi è stato ritenuto l'unico responsabile del fallimento del matrimonio e il divorzio comporta un sostanziale peggioramento delle condizioni economiche dell'altro, quest'ultimo può chiedere che le sue ragionevoli esigenze siano soddisfatte anche se non si trova in una situazione di difficoltà economica. In altri casi, il coniuge in difficoltà economica può chiedere gli alimenti al suo ex coniuge in proporzione alle sue ragionevoli esigenze e alle entrate e alle disponibilità economiche dell'ex coniuge. Le obbligazioni alimentari nei confronti del coniuge si estinguono quando quest'ultimo contrae nuove nozze. Tuttavia, quando un coniuge divorziato cui non è stato addebitato il fallimento del matrimonio è tenuto a pagare gli alimenti, anche l'obbligo in tal senso si estingue decorsi cinque anni dal provvedimento di divorzio, salvo che il giudice proroghi tale periodo su richiesta del beneficiario degli alimenti in ragione di circostanze eccezionali;

6. l'obbligo in capo al padre del figlio nato al di fuori del matrimonio nei confronti della madre di quest'ultimo: il padre, che non è il marito della madre, deve contribuire in base alle circostanze ai costi connessi alla gravidanza e al parto nonché alle spese di mantenimento della madre per un periodo di tre mesi. In presenza di valide ragioni, la madre può chiedere al padre di contribuire al suo mantenimento per un periodo superiore.

2 Sino a quale momento un figlio può beneficiare degli alimenti? Ci sono norme diverse per gli alimenti relativamente ai minori e agli adulti?

I genitori sono tenuti a versare gli alimenti ai figli che non siano ancora in grado di provvedere a se stessi. Posto che l'obbligo scolare è fissato a 18 anni, i figli hanno di norma diritto a ottenere gli alimenti sino al raggiungimento della maggiore età e anche sino al completamento degli studi universitari o del percorso di formazione professionale superiore.

Il fondo statale per gli alimenti eroga prestazioni a favore degli aventi diritto sino al raggiungimento dei 18 anni. Tali persone hanno titolo a ricevere le prestazioni sino ai 25 anni, se continuano il loro percorso formativo scolastico o presso istituti d'istruzione superiore, e per un periodo indefinito se è stata certificata la loro grave disabilità.

3 Per ottenere gli alimenti, il ricorrente deve rivolgersi a un'autorità competente o deve adire un organo giurisdizionale? Quali sono gli elementi principali di tale procedura?

Sì, possono verificare le seguenti situazioni:

1. la persona chiamata a versare gli alimenti vi adempie spontaneamente,

2. le parti raggiungono un accordo sulle obbligazioni alimentari,

3. se la persona tenuta a versare gli alimenti omette di adempiere i suoi obblighi, è possibile chiederne il pagamento dinanzi al giudice distrettuale (sąd rejonowy) competente per il luogo di residenza dell'avente diritto agli alimenti (articolo 32 del codice di procedura civile) o del convenuto (articolo 27, paragrafo 1, del codice di procedura civile), o una siffatta richiesta può essere formulata durante il procedimento di divorzio o di separazione dinanzi a un giudice regionale (sąd okręgowy).

Il ricorso è esente da spese di giudizio. Esso deve tuttavia soddisfare i requisiti previsti per la memoria, ossia deve contenere l'indicazione del giudice adito, nome e cognome delle parti, i rispettivi rappresentanti legali e procuratori, la tipologia di memoria, una chiara descrizione della richiesta e il suo valore, la descrizione dei fatti che giustificano la richiesta, e, se necessario, fondano la competenza del giudice, la firma della parte e del suo rappresentante legale o procuratore (deve essere allegata anche la procura), un elenco degli allegati, il luogo di residenza o della sede ufficiale delle parti, i rispettivi rappresentanti legali e procuratori e una descrizione della domanda. Le memorie successive devono indicare il numero di fascicolo.

4 È possibile presentare una richiesta a nome di un parente (in caso affermativo, quale grado), o di un minore?

Le seguenti persone possono richiedere gli alimenti in nome dell'avente diritto:

– i procuratori (oltre agli avvocati e ai consulenti legali, possono fungere da procuratore i genitori, il coniuge, i fratelli, gli ascendenti, le persone legate all'avente diritto da adozione, e le persone chiamate a gestire i beni dell'avente diritto);

– i rappresentanti delle autorità governative locali responsabili dell'assistenza sociale (ai sensi della legge del 12 marzo 2004 sull'assistenza sociale pubblicata nel Dziennik Ustaw, la Gazzetta ufficiale, del 2004, n. 64, voce 593; si tratta dei responsabili dei centri comunali di assistenza sociale o dei centri distrettuali di sostegno alle famiglie);

– i rappresentanti delle organizzazioni sociali che forniscono assistenza familiare (tali organizzazioni sono elencate nel regolamento del ministero della Giustizia del 10 novembre 2000 pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 2000, n. 100, voce 1080);

– i pubblici ministeri se il loro intervento è giustificato dalla necessità di tutelare la legge e l'interesse pubblico.

I rappresentanti legali agiscono in nome del minore avente diritto agli alimenti. Tuttavia, dopo il raggiungimento della maggiore età, il figlio deve agire in proprio.

Un convivente o un conoscente non può agire in nome dell'avente diritto se non rientra nelle categorie sopra elencate.

5 Qualora intenda adire un organo giurisdizionale, come posso individuare il giudice competente?

Secondo il codice di procedura civile la competenza per materia delle cause alimentari spetta al tribunale distrettuale. La competenza territoriale è invece determinata dal luogo di residenza dell'avente diritto agli alimenti o da quello del convenuto. I giudici competenti per determinati comuni sono elencati nel regolamento del ministero della Giustizia del 25 ottobre 2012 sulla determinazione delle sedi e della competenza delle corti d'appello, dei giudici regionali e dei giudici distrettuali (Gazzetta ufficiale del 2012, voce 1223).

I giudici regionali sono competenti a pronunciarsi nelle cause vertenti sul riconoscimento, in Polonia, delle decisioni dei giudici degli Stati membri dell'Unione europea (articolo 11511, paragrafo 1, del codice di procedura civile) se la decisione è stata emessa prima che lo Stato in cui è stata pronunciata fosse vincolato dal protocollo dell'Aia del 23 novembre 2007 sulla legge applicabile alle obbligazioni alimentari (GU L 331, 16 dicembre 2009, pag. 17).

Le sentenze straniere emanate dopo il 18 giugno 2001 nei paesi europei diversi dalla Croazia, dalla Danimarca e dal Regno Unito devono essere dichiarate esecutive da un giudice distrettuale ai sensi dell'articolo 115311 del codice di procedura civile.

6 Chi avanza la pretesa deve servirsi di un intermediario per adire il giudice (ad esempio: avvocato, autorità centrale o locale ecc.)? Altrimenti, quale procedura dovrà seguire?

Non è necessario farsi rappresentare da un avvocato nelle cause in materia di alimenti. Le parti possono agire in proprio o mediante procuratori che operano a titolo professionale.

Si vedano i quesiti sub 7 e 20 per informazioni dettagliate in merito alla possibilità di ottenere la nomina d'ufficio di un avvocato che agisca in nome dell'avente diritto agli alimenti.

7 Adire la giustizia comporta un costo? In caso affermativo quale spesa è prevedibile? Se i mezzi di colui che avanza la pretesa sono insufficienti, si può ottenere un'assistenza giudiziaria gratuita per far fronte alle spese del procedimento?

In base al diritto polacco, la parte che chiede il riconoscimento degli alimenti e il convenuto in una causa riguardante una riduzione degli alimenti sono esentati dalle spese di giudizio (articolo 96, paragrafi 1 e 2, della legge del 28 luglio 2005 sulle spese di giudizio nelle controversie di diritto civile, pubblicata nella Gazzetta ufficiale del 2005, n. 167, voce 1398, come modificata). Le suddette persone sono esentate integralmente, il che significa che non possono essere chiamate a sostenere nessuna spesa di giudizio, di appello o di esecuzione.

Inoltre, la parte che beneficia dell'esenzione dalle spese di giudizio può chiedere di essere ammessa al gratuito patrocinio sotto forma di un avvocato nominato d'ufficio. Se la richiesta di un avvocato è accolta, le relative spese sono a carico della controparte della persona per la quale è stato nominato l'avvocato. Se quest'ultima risulta soccombente nella causa, le spese dell'avvocato sono a carico della tesoreria dello Stato.

I diritti in tal senso dei cittadini degli Stati membri sono disciplinati dalla legge del 17 dicembre 2004 sul diritto all'assistenza nei procedimenti civili celebrati negli Stati membri dell'Unione europea (Gazzetta ufficiale del 2005, n. 10, voce 67, come modificata). Notizie in merito sono contenute nelle informazioni fornite dalla Polonia sul gratuito patrocinio.

8 Che tipo di alimenti dev'essere concesso dal giudice e come si calcola il relativo importo? Si può ottenere una modifica della decisione del giudice qualora il costo della vita o la situazione familiare si siano modificate? In caso affermativo, in che modo (ad esempio, con il sistema di indicizzazione automatica)?

L'importo degli alimenti dipende dalle entrante e dalle disponibilità economiche della persona chiamata a versarli e delle ragionevoli esigenze dell'avente diritto. Tra le ragionevoli esigenze dell'avente diritto agli alimenti rientra tutto quanto necessario a garantirgli la sussistenza, in senso materiale e non (necessità culturali e spirituali). Le esigenze del minore comprendono anche le spese per la sua educazione. Nel valutare le entrate e le disponibilità economiche del debitore degli alimenti, non è preso in considerazione il suo reddito effettivo, bensì quello che egli potrebbe ottenere se sfruttasse appieno le sue possibilità di guadagno. Ciò significa che un disoccupato che non dispone di un reddito regolare può essere chiamato a pagare gli alimenti ed essere assoggettato ad azione esecutiva.

In caso di mutamento nelle condizioni, può essere richiesta una modifica di una decisione giudiziale o di un accordo sugli alimenti. Ciascuna delle parti del rapporto alimentare può chiedere una tale modifica. A seconda delle circostanze di fatto, la parte può chiedere l'annullamento dell'obbligazione alimentare o un incremento o una riduzione del suo importo. L'importo delle prestazioni alimentari può essere modificato se le ragionevoli esigenze dell'avente diritto agli alimenti o la capacità di guadagno della persona obbligata sono aumentate o diminuite.

In Polonia non esiste un importo determinato per gli alimenti. Essi non sono calcolati come percentuale fissa del reddito della persona chiamata a versarli. Nel 2014, il salario minimo ammontava a 1 680 PLN (circa 400 EUR) lordi. Nel 2013, il salario medio era pari a 3 650 PLN (circa 900 EUR) lordi al mese. In pratica, nella maggior parte dei casi, l'importo degli alimenti concessi dai giudici si colloca tra i 300 PLN e i 1 000 PLN al mese per un figlio. L'importo degli alimenti non è soggetto a indicizzazione automatica in ragione dell'età del figlio o del livello d'inflazione.

9 In che modo e a chi saranno pagati gli alimenti?

La persona indicata come debitore in un titolo esecutivo è tenuta a versare gli alimenti. Di norma, gli alimenti concessi in Polonia sono pagabili in zloty polacchi al rappresentante legale del minore (in contanti o mediante bonifico bancario) a cadenza mensile, generalmente entro il 10 del mese. Le sentenze prevedono, in caso di ritardo nel pagamento, l'applicazione degli interesse di legge (al tasso del 13% l'anno dal 2008) sull'importo ancora dovuto (v. informazioni fornite dalla Polonia sugli interessi legali).

Di norma, un'obbligazione alimentare grava quindi soltanto sulla persona chiamata a versare gli alimenti. Se tale persona non li versa spontaneamente, l'avente diritto può chiedere l'avvio di una procedura esecutiva all'autorità competente per le esecuzioni (di norma l'ufficiale giudiziario). L'esecuzione può anche essere avviata d'ufficio su richiesta del giudice di primo grado che ha pronunciato la decisione con cui è stato fissato l'importo degli alimenti. L'avente diritto agli alimenti può anche presentare il titolo esecutivo al datore di lavoro del debitore o all'ente che gli eroga la pensione e chiedere che il relativo ammontare sia detratto dall'importo pagato al debitore. Tale richiesta è vincolante per l'organismo pagatore.

Le esecuzioni sul patrimonio immobiliare del debitore necessitano di una richiesta separata.

10 Se la persona su cui grava l'obbligo dell'assegno (debitore) non lo versa volontariamente, quali mezzi ci sono per costringerla ad adempiere?

Se l'obbligato non adempie spontaneamente alle obbligazioni alimentari, è possibile ricorrere all'esecuzione forzata (v. punto 9).

Inoltre, a norma dell'articolo 209 del codice penale, il persistente omesso pagamento degli alimenti è un reato punibile con una sanzione pecuniaria, con provvedimenti non detentivi o con la pena detentiva sino a due anni.

L'articolo 5, paragrafo 3, terzo comma, della legge del 7 settembre 2007 sull'assistenza alle persone aventi diritto agli alimenti (Gazzetta ufficiale del 2009, n. 1, voce 7, come modificata) stabilisce che l'autorità può chiedere la sospensione della patente di guida del debitore.

Se l'esecuzione risulta infruttuosa, l'ufficiale giudiziario può chiedere che il debitore sia inserito nell'elenco dei debitori insolventi.

11 Si prega di descrivere brevemente i limiti all'esecuzione, in particolare le norme concernenti la tutela del debitore e i periodi di limitazione o di descrizione nel suo sistema di esecuzione.

A norma dell'articolo 1083, paragrafo 2, del codice di procedura civile, i pagamenti arretrati a titolo di alimenti possono essere recuperati integralmente mediante pignoramento dei conti bancari.

In base all'articolo 833, paragrafo 1, del codice di procedura civile, le retribuzioni per lavoro dipendente sono assoggettabili a esecuzione nella misura specificata nel codice del lavoro. Di norma può essere pignorato il 60% dello stipendio. Possono essere inoltre pignorati, sino ai tre quinti, gli importi concessi dalla tesoreria dello Stato per particolari finalità, in particolare sovvenzioni e misure di sostegno (articolo 831, paragrafi 1 e 2, del codice di procedura civile).

In conformità dell'articolo 829 del codice di procedura civile, non possono essere assoggetti ad azione esecutiva in particolare:

– gli articoli per la casa e l'abbigliamento quotidiano essenziale per il debitore e i membri della famiglia a suo carico, oltre all'abbigliamento necessario per prendere servizio o svolgere l'attività lavorativa;

– attrezzi e altri oggetti necessari al debitore per svolgere un'attività lucrativa, esclusi i veicoli a motore;

– scorte di cibo e di carburante necessarie al debitore e ai membri a carico della sua famiglia per un mese;

– il denaro necessario al debitore per mantenere sé stesso e la sua famiglia per due settimane;

– gli oggetti necessari a fini di studio, documenti personali, decorazioni, oggetti utilizzati per pratiche religiose e oggetti di utilizzo quotidiano che possono essere venduti soltanto a un prezzo significativamente inferiore al loro valore ma che svolgono una funzione importante per il debitore.

L'articolo 831 del codice di procedura civile stabilisce, in particolare, che le prestazioni di assistenza sociale ai sensi della legge del 12 marzo 2004 sull'assistenza sociale (Gazzetta ufficiale del 2013, voce 182, come modificata) e i crediti vantati dal debitore nei confronti del bilancio dello Stato o del fondo sanitario nazionale (Narodowy Fundusz Zdrowia), per l'erogazione di prestazioni sanitarie ai sensi della legge del 27 agosto 2004 sulle prestazioni sanitarie finanziate dai fondi pubblici (Gazzetta ufficiale del 2008, n. 164, voce 1027, come modificata) prima della loro erogazione, sono escluse da esecuzione sino al 75% di ciascun pagamento.

L'articolo 137, paragrafo 1, del codice della famiglia e della tutela stabilisce che i crediti alimentari sono soggetti a un termine di prescrizione di tre anni.

L'articolo 121, paragrafo 1, del codice civile stabilisce che il termine di prescrizione non inizia a decorrere e, se ha iniziato a decorrere, si sospende rispetto ai diritti dei figli nei confronti dei genitori fintantoché questi ultimi esercitano su di loro la potestà genitoriale.

Se il debitore contesta la validità delle obbligazioni alimentari nei confronti del figlio maggiorenne, l'ufficiale giudiziario può chiedere al ricorrente di fornire un certificato attestante il suo status di studente, il fatto che non dispone di entrate o che si sta sottoponendo a trattamenti medici e che, pertanto, necessita ancora del sostegno economico del debitore.

12 Esiste un'organizzazione o un'autorità che possa aiutare l'avente diritto a percepire l'assegno?

Come indicato al punto 4, una richiesta di alimenti può essere presentata in nome dell'avente diritto, in particolare, dai responsabili dei centri per l'assistenza sociale e di determinate organizzazioni sociali, dai rappresentanti delle autorità del governo locale responsabili per l'assistenza sociale e, in alcuni casi, dal pubblico ministero. I suddetti organismi assistono inoltre il creditore nella partecipazione ai procedimenti già in corso. La loro funzione è allora quella di sostenere l'avente diritto agli alimenti nei procedimenti giudiziali.

I tribunali regionali supportano gli aventi diritto agli alimenti nel presentare le richieste volte al loro recupero all'estero.

13 Le organizzazioni pubbliche o private possono anticipare il pagamento degli alimenti in tutto o in parte in sostituzione del debitore?

La legge del 7 settembre 2007 sull'assistenza agli aventi diritto agli alimenti (Gazzetta ufficiale del 2009, n. 1, voce 7, come modificata) fissa le regole per l'assistenza statale a favore degli aventi diritto agli alimenti nei casi in cui l'azione esecutiva risulti infruttuosa.

È possibile accedere alle prestazioni dal fondo per gli alimenti solo se il reddito familiare pro capite non eccede i 725 PLN (circa 170 EUR) al mese. La domanda è presentata all'ufficio comunale o cittadino competente per il luogo di residenza dell'avente diritto.

Tali prestazioni non sono però erogate se l'avente diritto a un anticipo sugli alimenti vive presso un'istituzione che gli fornisce il mantenimento completo (ad esempio, un centro di assistenza sociale, una struttura rieducativa, un centro di detenzione minorile o una struttura per la custodia cautelare) o presso una famiglia affidataria, se è coniugato o se ha un figlio ed ha diritto alle prestazioni familiari.

La legge in parola si applica soltanto se l'avente diritto agli alimenti risiede in Polonia nel periodo per il quale gli acconti sono versati.

Maggiori informazioni possono essere reperite alla pagina Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.mpips.gov.pl/wsparcie-dla-rodzin-z-dziecmi/fundusz-alimentacyjny/swiadczenia-z-funduszu-alimentacyjnego/

14 Nel caso in cui il ricorrente si trovi in questo Stato membro e il debitore risieda in un altro paese:

Se il debitore risiede all'estero e l'avente diritto agli alimenti risiede in Polonia, il giudice regionale competente per il luogo di residenza di quest'ultimo lo aiuta a presentare una richiesta di alimenti, fornendogli tutte le informazioni e l'assistenza necessaria al fine di completare la documentazione richiesta e controllando la correttezza formale della domanda.

14.1 Posso ottenere l'assistenza di un'autorità o di un'organizzazione privata in questo Stato membro?

Sì.

14.2 In caso affermativo, come si può contattare l'autorità o l'organizzazione privata?

La parte A della domanda proposta ai sensi del regolamento (CE) n. 4/2009 del Consiglio, del 18 dicembre 2008, relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari, è compilata dal giudice regionale.

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administracja@piotrkow-tryb.so.gov.pl

biblioteka@piotrkow-tryb.so.gov.pl

Sąd Okręgowy

w Płocku

pl. Narutowicza 4

09-404 Płock

24 2697220

24 2697220

24 2697364

24 2625253

so.plock.oz@plock.so.gov.pl

 

Sąd Okręgowy

w Poznaniu

al. Marcinkowskiego 32

61-745 Poznań

61 8566205

61 8528751

opzagr@poznan.so.gov.pl

Sąd Okręgowy w Przemyślu

ul. Konarskiego 6

37 - 700 Przemyśl

16 6761336

16 6761353

 

m.telega@przemysl.so.gov.pl

Sąd Okręgowy

w Radomiu

ul. Marszałka

J. Piłsudskiego 10

26-600 Radom

48 3680288

 

48 3680287

wizytacje@radom.so.gov.pl

wizytacja@radom.so.gov.pl

Sąd Okręgowy

w Rzeszowie

pl. Śreniawitów 3

35-959 Rzeszów

17 8756394

17 8756349

e.czudec@rzeszow.so.gov.pl

Sąd Okręgowy

w Siedlcach

ul. Sądowa 2

08-110 Siedlce

25 6407846

 

25 6407812

poczta@siedlce.so.gov.pl

 

 

Sąd Okręgowy

w Sieradzu

al. Zwycięstwa 1

98-200 Sieradz

43 8266650

43 8266607

43 8271287

43 8271014

sekretariat@sieradz.so.gov.pl

administracja@sieradz.so.gov.pl

 

Sąd Okręgowy

w Słupsku

ul. Zamenhofa 7

76-200 Słupsk

59 8469422

59 8469424

 

59 8469424

 

rzecznik.prasowy@slupsk.so.gov.pl

poczta@slupsk.so.gov.pl

administracja@slupsk.so.gov.pl

Sąd Okręgowy

w Suwałkach

ul. Waryńskiego 45

16-400 Suwałki

87 5631213

87 5631303

oz@suwalki.so.gov.pl

Sąd Okręgowy

w Szczecinie

ul. Kaszubska 42

70-952 Szczecin

91 4830147

91 4830170

91 4830170

 

91 4830170

91 4830170

91 4830170

 

administracyjny@szczecin.so.gov.pl

Sąd Okręgowy

w Świdnicy

pl. Grunwaldzki 14

58-100 Świdnica

74 8518 287

 

71 8518270

 

sekretarz@swidnica.so.gov.pl

 

Sąd Okręgowy

w Tarnobrzegu

ul. Sienkiewicza 27

39-400 Tarnobrzeg

15 8234880+425

 

rojek@tarnobrzeg.so.gov.pl

Sąd Okręgowy

w Tarnowie

ul. J. Dąbrowskiego 27

33-100 Tarnów

14 6887409

 

sad_okregowy@tarnow.so.gov.pl

Sąd Okręgowy

w Toruniu

ul. Piekary 51

87-100 Toruń

56 6105609

 

oz@so.torun.pl

Sąd Okręgowy

w Warszawie

al. Solidarności 127

00-951 Warszawa

22 6544443

22 6544411

karcz.19wiz@warszawa.gov.pl

a.kowalczyk@warszawa.so.gov.pl

Sąd Okręgowy

Warszawa-Praga w Warszawie

al. Solidarności 127

00-951 Warszawa

22 4404040

22 4401066

oz@warszawapraga.so.gov.pl

Sąd Okręgowy

we Włocławku

ul. Wojska Polskiego 22

87-800 Włocławek

54 4120353

54 4118575

oz@wloclawek.so.gov.pl

 

Sąd Okręgowy

we Wrocławiu

ul. Sądowa 1

50-950 Wrocław

71 3704391

71 3704391

oz@wroclaw.so.gov.pl

 

Sąd Okręgowy

w Zamościu

ul. Akademicka 1

22-400 Zamość

84 6382970

84 6393 359

84 6382970

84 6393359

prezes@zamosc.so.gov.pl

 

Sąd Okręgowy

w Zielonej Górze

pl. Słowiański 1

65-958 Zielona Góra

68 3220221

68 3220193

oz@zielona-gora.so.gov.pl

15 Nel caso in cui provenga da un altro paese e il debitore sia in questo Stato membro:

15.1 È possibile rivolgere una richiesta direttamente a tale autorità o organizzazione privata in questo Stato membro?

L'articolo 55 del regolamento (CE) n. 4/2009 del Consiglio, del 18 dicembre 2008, relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari non richiede che la richiesta sia proposta mediante l'autorità centrale dello Stato in cui il richiedente risiede. Le richieste possono essere inviate direttamente al giudice polacco competente (sono così soddisfatti i requisiti formali stabiliti nei capi IV e VI del regolamento e nel codice di procedura civile).

Dettagli in merito agli organi di trasmissione sono reperibili al seguente indirizzo:

Il link si apre in una nuova finestrahttp://bip.ms.gov.pl/pl/ministerstwo/wspolpraca-miedzynarodowa/alimenty/

Gli organi di trasmissione dei paesi stranieri, indicati nelle dichiarazioni allegate al regolamento, forniscono all'avente diritto agli alimenti tutte le informazioni necessarie per aiutarlo a completare i documenti richiesti, controllano che la domanda sia formalmente corretta, e la inoltrano all'estero.

15.2 In caso affermativo, come posso mettermi in contatto con tale autorità o organizzazione privata e quale tipo di assistenza posso ricevere?

Se il giudice ha riconosciuto gli alimenti e la causa ricade nell'ambito di applicazione del regolamento (CE) n. 4/2009, il creditore residente all'estero può ricorrere alla procedura prevista nel regolamento in parola e rivolgersi al competente organo di trasmissione del paese in cui egli risiede o presentare una domanda di accertamento dell'esecutività di una sentenza straniera al giudice competente (v. punto 5). Le domande di esecuzione sono presentate all'ufficio di qualsiasi ufficiale giudiziario.

Se la Polonia e il paese in cui il creditore risiede sono firmatari di una convenzione o di un accordo bilaterale sul riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia di alimenti, tale assistenza è fornita nella misura prevista nell'accordo considerato. Di norma, gli accordi bilaterali prevedono che la domanda possa essere presentata all'autorità giudiziaria polacca direttamente oppure attraverso il giudice straniero che ha pronunciato la sentenza. In quest'ultimo caso, la domanda è trasmessa attraverso le autorità centrali, solitamente il ministero della Giustizia o le autorità che ricadono nella convenzione di New York:

Il link si apre in una nuova finestrahttp://treaties.un.org/doc/Publication/MTDSG/Volume%20II/Chapter%20XX/XX-1.en.pdf

Dettagli sui giudici sono reperibili alla pagina:

Il link si apre in una nuova finestrahttp://bip.ms.gov.pl/pl/rejestry-i-ewidencje/lista-sadow-powszechnych/

Dettagli sugli ufficiali giudiziari sono reperibili invece alla pagina: Il link si apre in una nuova finestrahttp://komornik.pl/

16 Questo Stato membro è vincolato al protocollo dell'Aia del 2007?

Sì, dal 18 giugno 2011.

17 Qualora questo Stato membro non sia vincolato dal protocollo dell'Aia del 2007, quale legge sarà applicabile alla domanda di mantenimento in base alle norme di diritto private internazionale? Quali sono le corrispondenti norme di diritto privato internazionale?

Non applicabile.

18 Quali sono le norme sull'accesso alla giustizia nei casi transfrontalieri nell'ambito dell'UE secondo la struttura del Capo V del regolamento sugli alimenti?

Le disposizioni applicabili in Polonia sono quelle della legge del 17 dicembre 2004 sul diritto all'assistenza nei procedimenti civili celebrati negli Stati membri dell'Unione europea (Gazzetta ufficiale del 2005, n. 10, voce 67, come modificata) e della direttiva 2003/8/CE del Consiglio, del 27 gennaio 2003, intesa a migliorare l'accesso alla giustizia nelle controversie transfrontaliere attraverso la definizione di norme minime comuni relative al patrocinio a spese dello Stato in tali controversie (GU L 26/41, 31 gennaio 2003, pag. 90), che integrano le disposizioni del codice di procedura civile e della legge sulle spese di giudizio nelle controversie di diritto civile. La parte che desidera ricevere una specifica forma di assistenza (ad esempio, la nomina di un avvocato, la traduzione di documenti, il rimborso delle spese di viaggio) deve informarne chiaramente il giudice utilizzando il modulo UE (https://e-justice.europa.eu/content_legal_aid_forms-157-pl.do) o un modulo polacco (Il link si apre in una nuova finestrahttp://ms.gov.pl/pl/dzialalnosc/broszury-i-publikacje/obywatel-w-postepowaniu-cywilnym/).

19 Quali sono le misure adottate da questo Stato membro per assicurare il funzionamento delle attività descritte all'articolo 51 del regolamento sugli alimenti?

Il 28 aprile 2011 è stata adottata la legge di modifica del codice di procedura civile e di altre leggi (Gazzetta ufficiale del 2011, n. 129, voce 735), in base alla quale l'autorità centrale polacca può ordinare all'autorità competente per il debitore di effettuare delle indagini in materia di obbligazioni alimentari. Se il debitore o la parte non può essere localizzato, il ministero della Giustizia consulta i registri e i casellari centrali e locali per stabilire quale giudice o quale ufficiale giudiziario sia competente o per rispondere a una richiesta di misure specifiche. Attualmente, non sono previste modifiche alla base normativa né al finanziamento e al personale dell'autorità centrale nell'ottica di garantire il funzionamento delle attività descritte nell'articolo 51.


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Ultimo aggiornamento: 04/10/2016