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Controversie in materia di alimenti - Slovenia

INDICE

Rete Giudiziaria Europea in materia civile e commerciale

1 Che cosa si intende in pratica per "alimenti" e "obbligazione alimentare"? Quali persone sono tenute a pagare gli alimenti a un'altra persona?

Gli alimenti sono un istituto del diritto di famiglia basato su uno dei principi fondamentali del diritto di famiglia, ossia quello dell'assistenza reciproca tra familiari, chiamato anche principio della solidarietà familiare. Di norma, gli alimenti vengono corrisposti spontaneamente, in ragione dei legami personali tra i familiari, ma possono anche essere ottenuti coattivamente per via giudiziaria.

In Slovenia, l'espressione "alimenti" viene utilizzata per indicare i crediti alimentari di (ex) coniugi, figli e genitori. Tale espressione indica il mantenimento e il sostegno, nonché gli assegni di mantenimento e sostegno accordati a un figlio da un tribunale. Essi fanno riferimento quindi a tutto ciò a cui una persona è giuridicamente tenuta per fornire il necessario sostegno a un figlio o al coniuge. L'espressione può essere utilizzata anche per gli alimenti che i figli sono tenuti a versare ai genitori che non abbiano mezzi sufficienti per il proprio sostentamento. La medesima espressione può inoltre indicare i pagamenti di somme di denaro destinate agli alimenti.

I genitori hanno l'obbligo di provvedere ai bisogni dei figli (articolo 103 della legge sul matrimonio e i rapporti familiari).

I figli maggiorenni hanno l'obbligo di provvedere, nei limiti delle loro possibilità, ai bisogni dei loro genitori che non dispongano di mezzi di sostentamento sufficienti e non siano in grado di procurarseli. I figli maggiorenni non sono tenuti a provvedere ai bisogni dei genitori che non abbiano adempiuto gli obblighi di mantenimento nei loro confronti senza validi motivi (articolo 124 della legge sul matrimonio e i rapporti familiari).

Il coniuge o partner non coniugato deve provvedere ai bisogni dei figli minorenni dell'altro coniuge o partner non coniugato conviventi, se non possono provvedervi il coniuge o partner non coniugato e l'altro genitore. L'obbligo del coniuge o partner coniugato cessa allo scioglimento del matrimonio o dell'unione non coniugale con la madre o il padre del minore, a meno che tale scioglimento sia dovuto al decesso della madre o del padre del minore. In tal caso, il coniuge o partner non coniugato superstite è tenuto a provvedere ai bisogni del figlio del coniuge o partner deceduto solo se tale figlio conviveva con loro al momento dello scioglimento del matrimonio o dell'unione non coniugale (articolo 127 della legge sul matrimonio e i rapporti familiari).

Il coniuge che non ha mezzi di sussistenza e non ha un'occupazione – senza sua responsabilità – ha diritto di ricevere gli alimenti dall'altro coniuge, se quest'ultimo è in grado di provvedervi (articolo 50 della legge sul matrimonio e i rapporti familiari).

Il coniuge privo di mezzi di sussistenza può chiedere gli alimenti nell'ambito di un procedimento di divorzio o con un'azione legale autonoma, che deve proporre entro un anno dalla data in cui il divorzio è divenuto definitivo (articolo 81a della legge sul matrimonio e i rapporti familiari).

2 Sino a quale momento un figlio può beneficiare degli alimenti? Ci sono norme diverse per gli alimenti relativamente ai minori e agli adulti?

I genitori hanno l'obbligo di provvedere ai bisogni dei figli fino alla maggiore età, assicurando loro, nei limiti dei propri mezzi e delle proprie capacità, le condizioni di vita necessarie per il loro sviluppo.

Se il figlio è uno studente a tempo pieno, anche nel caso in cui sia iscritto a un corso di studi a tempo parziale, i genitori hanno l'obbligo di mantenerlo anche dopo il raggiungimento della maggiore età, ma non oltre il compimento del ventiseiesimo anno.

I genitori hanno l'obbligo di provvedere ai bisogni dei figli coniugati o conviventi con un partner non coniugato solo se il loro coniuge o partner non è in grado di farlo.

3 Per ottenere gli alimenti, il ricorrente deve rivolgersi a un'autorità competente o deve adire un organo giurisdizionale? Quali sono gli elementi principali di tale procedura?

Per quanto riguarda gli alimenti dovuti ai genitori da un figlio maggiorenne, il beneficiario e l'obbligato possono stipulare una convenzione sotto forma di atto notarile (articolo 130a della legge sul matrimonio e i rapporti familiari).

Se i genitori concludono un accordo sul mantenimento del figlio, possono chiedere all'autorità giudiziaria di omologarlo nell'ambito di un procedimento di volontaria giurisdizione. Il giudice può respingere la richiesta ove accerti che l'accordo non tutela gli interessi del figlio (articolo 130 della legge sul matrimonio e i rapporti familiari).

Il coniuge privo di mezzi di sussistenza può chiedere gli alimenti all'altro coniuge nell'ambito di un procedimento di divorzio o mediante un'azione legale autonoma, che deve proporre entro un anno dalla data in cui il divorzio è divenuto definitivo (articolo 81a della legge sul matrimonio e i rapporti familiari).

Se non è stato concluso un accordo sul mantenimento, occorre promuovere un'azione legale dinanzi al giudice competente. Le decisioni sugli alimenti rientrano nella competenza dei tribunali distrettuali (articolo 32 del codice di procedura civile).

Il ricorso deve indicare una pretesa specifica che definisca l'oggetto principale del procedimento e le richieste accessorie, i fatti posti a fondamento dell'azione, le prove dei fatti addotti e ogni altra informazione che una domanda giudiziale deve necessariamente contenere (articolo 180 del codice di procedura civile).

Ai sensi del codice di procedura civile, le azioni in giudizio comprendono il ricorso, la comparsa di risposta, le impugnazioni e le altre dichiarazioni, proposte o comunicazioni presentate al di fuori del procedimento. I ricorsi devono essere comprensibili e contenere tutti gli elementi necessari ai fini della discussione dinanzi al giudice. In particolare, esse devono indicare il giudice adito, i nomi e i luoghi di residenza permanente o temporanea delle parti, i nomi dei rappresentanti legali, l'oggetto della controversia e il contenuto della dichiarazione. Il ricorrente deve sottoscrivere l'atto, a meno che ciò risulti impossibile in ragione del suo formato. Sono considerate autentiche la firma originale manoscritta del ricorrente e la sua firma elettronica sicura attestata mediante certificato qualificato. Se la dichiarazione contiene una richiesta, l'interessato deve indicare nel ricorso i fatti pertinenti e, se necessario, le prove (articolo 105 del codice di procedura civile).

All'atto della presentazione di una domanda giudiziale occorre versare le tasse giudiziarie. Il pagamento deve essere effettuato entro un termine stabilito dal giudice nel provvedimento relativo alle spese di giudizio (articolo 105a del codice di procedura civile).

Le domande giudiziali devono essere presentate per iscritto. Una domanda è considerata scritta se è stata redatta a mano o stampata e firmata di proprio pugno dall'autore (domanda in formato cartaceo) o è stata presentata in formato elettronico e sottoscritta con una firma elettronica sicura verificata mediante certificato qualificato. Le domande scritte possono essere presentate per posta, con mezzi elettronici, utilizzando una tecnologia di comunicazione, oppure mediante consegna diretta all'autorità o notifica tramite una persona impegnata professionalmente nella comunicazione degli atti (prestatore di servizi). Le domande elettroniche sono inviate al sistema informatico con mezzi elettronici; il sistema informatico ne conferma automaticamente la ricezione. Le domande possono essere presentate anche su moduli raccomandati o predisposti (articolo 105b del codice di procedura civile).

Le domande che devono essere notificate alla controparte vanno presentate al giudice nel numero di copie richiesto da quest'ultimo o dalla controparte e in un formato che consenta al giudice di accettarle. La stesa regola vale per gli allegati. Le domande e gli allegati presentati per via elettronica che devono essere notificati alla controparte vengono inviati in un'unica copia. Il giudice ne estrae il numero di copie elettroniche o di fotocopie richieste dalla controparte (articolo 106 del codice di procedura civile). I documenti possono essere allegati alla domanda in originale o in copia (articolo 107 del codice di procedura civile). Nonostante la base giuridica in vigore, le condizioni tecniche per la trasmissione elettronica, la notifica e la gestione dei documenti nei procedimenti giudiziari non sono del tutto rispettate.

4 È possibile presentare una richiesta a nome di un parente (in caso affermativo, quale grado), o di un minore?

Nel caso dei minori, le richieste per l'assegnazione degli alimenti sono presentate dai loro legali rappresentanti. I figli sono rappresentati dai genitori. Se il figlio è stato dato in affidamento, la richiesta deve essere presentata da chi ne ha la custodia.

Il giudice deve assicurarsi che i minori che hanno raggiunto l'età di 15 anni e sono in grado di comprendere il senso e le conseguenze giuridiche delle loro azioni compiano i loro atti processuali in modo indipendente in qualità di parti del procedimento. Il rappresentante legale del minore può compiere atti processuali solo se il minore non ha dichiarato di voler esercitare tale diritto. I minori di età inferiore a 15 anni o dichiarati dal giudice incapaci di comprendere il senso e le conseguenze giuridiche delle loro azioni sono rappresentati da un legale rappresentante. Se gli interessi del minore confliggono con quelli del suo rappresentante legale, il giudice assegna al minore un rappresentante speciale. Il giudice adotta tale provvedimento anche in altre situazioni se, alla luce delle circostanze del caso, ritiene che sia necessario per tutelare gli interessi del minore (articolo 409 del codice di procedura civile).

5 Qualora intenda adire un organo giurisdizionale, come posso individuare il giudice competente?

La competenza a pronunciarsi sulle obbligazioni alimentari spetta ai tribuni distrettuali (articolo 32 del codice di procedura civile).

La competenza territoriale spetta al tribunale del luogo in cui il convenuto ha la residenza permanente o temporanea. Se è competente un giudice sloveno in quanto il convenuto ha la residenza temporanea in Slovenia, la competenza territoriale generale spetta al tribunale del luogo in cui il convenuto ha la residenza temporanea. Se, oltre alla residenza permanente, il convenuto ha anche una residenza temporanea in un altro comune e alla luce delle circostanze del caso si può presumere che vi soggiornerà per un lungo periodo, al giudice competente per il luogo di residenza temporanea del convenuto spetta anche la competenza territoriale generale (articolo 47 del codice di procedura civile).

Se, in una controversia in materia di obbligazioni alimentari, il ricorrente è la persona che chiede gli alimenti, al giudice competente per il luogo in cui il ricorrente ha la residenza permanente o temporanea spetta anche la competenza territoriale generale. Se, in una controversia in materia di obbligazioni alimentari con un elemento internazionale, è competente un giudice sloveno, in quanto il ricorrente è un minore che ha la residenza permanente in Slovenia, la competenza territoriale spetta al giudice competente per il luogo in cui il ricorrente ha la residenza permanente. Se, in una controversia in materia di obbligazioni alimentari, è competente un giudice sloveno, in quanto il convenuto dispone di beni in Slovenia che possono essere destinati al pagamento degli alimenti, la competenza territoriale spetta al giudice del luogo in cui sono ubicati tali beni (articolo 50 del codice di procedura civile).

6 Chi avanza la pretesa deve servirsi di un intermediario per adire il giudice (ad esempio: avvocato, autorità centrale o locale ecc.)? Altrimenti, quale procedura dovrà seguire?

Le parti possono agire in giudizio personalmente o tramite rappresentante. Nei procedimenti dinanzi ai tribunali distrettuali, la rappresentanza può essere affidata solo a un avvocato o altra persona che abbia superato l'esame di ammissione alla professione forense (articoli 86 e 87 del codice di procedura civile).

7 Adire la giustizia comporta un costo? In caso affermativo quale spesa è prevedibile? Se i mezzi di colui che avanza la pretesa sono insufficienti, si può ottenere un'assistenza giudiziaria gratuita per far fronte alle spese del procedimento?

Sì, all'atto della presentazione di una domanda giudiziale occorre versare le tasse giudiziarie. Il pagamento deve essere effettuato entro un termine stabilito dal giudice nel provvedimento relativo alle spese di giudizio (articolo 105a del codice di procedura civile).

Se l'oggetto della controversia è solo il diritto agli alimenti o il credito su singole somme alimentari, l'importo delle tasse giudiziarie dovute è calcolato in base alla somma di tre mensilità di alimenti, salvo che questi ultimi siano richiesti per un periodo di tempo inferiore (articolo 23 della legge sulle spese giudiziali).

Tuttavia, se il diritto agli alimenti è richiesto nell'ambito di una procedura relativa alla tutela di un minore, le spese giudiziarie da pagare sono fissate nell'importo di 45 euro (capo 1212 del tariffario processuale ai sensi della legge sulle spese processuali).

Sì, è possibile beneficiare del patrocinio a spese dello Stato a copertura delle spese processuali. La decisione sulla concessione del beneficio spetta al presidente del tribunale distrettuale (articolo 2 della legge sul patrocinio a spese dello Stato).

Il deferimento del pagamento a rate delle spese processuali deve essere richiesto separatamente, e detta richiesta va trasmessa alla corte incaricata del procedimento principale (articolo 12 della legge sulle spese processuali).

8 Che tipo di alimenti dev'essere concesso dal giudice e come si calcola il relativo importo? Si può ottenere una modifica della decisione del giudice qualora il costo della vita o la situazione familiare si siano modificate? In caso affermativo, in che modo (ad esempio, con il sistema di indicizzazione automatica)?

Il credito alimentare è stabilito in base a un importo mensile e può essere richiesto a partire dal momento in cui viene avviata l'azione alimentare (articolo 132c della legge sul matrimonio e i rapporti familiari).

Il credito alimentare è fissato in funzione dei bisogni del beneficiario e delle capacità materiali e finanziarie del debitore (articolo 129 della legge sul matrimonio e i rapporti familiari).

Al momento del calcolo del credito alimentare per i figli, il tribunale deve tenere conto dell'interesse di questi ultimi, in modo che le prestazioni alimentari consentano di garantire il loro adeguato sviluppo fisico e psichico. Il credito alimentare deve coprire le spese per soddisfare le esigenze primarie dei figli, in particolare le spese di alloggio, vitto e vestiario, le calzature, le spese sanitarie, di istruzione, di educazione, per la ricreazione e il tempo libero e per gli altri bisogni particolari dei figli (articolo 129a della legge sul matrimonio e i rapporti familiari).

Su richiesta del beneficiario o del debitore, il tribunale può aumentare, diminuire o sopprimere il credito alimentare fissato mediante un atto esecutivo in caso di modifica delle esigenze del beneficiario o delle capacità del debitore sulla base dei quali esso era stato calcolato (articolo 132 della legge sul matrimonio e i rapporti familiari).

Il credito alimentare fissato da un titolo esecutivo è indicizzato una volta l'anno sulla base dell'indice dei prezzi al consumo in Slovenia. L'indicizzazione è effettuata in marzo e tiene conto dell'aumento accumulato dei prezzi al consumo dal mese successivo all'ultima indicizzazione dei crediti alimentari. Il coefficiente d'indicizzazione dei crediti alimentari è pubblicato dal ministro della famiglia nella Gazzetta ufficiale della Slovenia. Il centro degli affari sociali (center za socialno delo) notifica per iscritto al beneficiario e al debitore ogni indicizzazione e il nuovo importo della pensione alimentare. Con la transazione giudiziaria, la decisione avente autorità di cosa giudicata o l'atto del notaio reso esecutivo, l'avviso del centro degli affari sociali costituisce titolo esecutivo (articolo 82.d della legge sul matrimonio e sui rapporti familiari).

9 In che modo e a chi saranno pagati gli alimenti?

La decisione al riguardo spetta al tribunale. Di norma, gli alimenti a favore dei minori vengono versati sui conti bancari dei loro rappresentanti legali. Gli alimenti a favore degli adulti sono versati sui loro conti bancari.

10 Se la persona su cui grava l'obbligo dell'assegno (debitore) non lo versa volontariamente, quali mezzi ci sono per costringerla ad adempiere?

Se il debitore non adempie spontaneamente alla sua obbligazione alimentare in conformità dell'atto esecutivo (sentenza, ingiunzione giudiziaria o atto notarile vincolante, corredati di una clausola di calcolo degli alimenti), il beneficiario può presentare una domanda giudiziaria di esecuzione conformemente alle disposizioni della legge sui procedimenti esecutivi e cautelari per ottenere l'adempimento delle obbligazioni.

11 Si prega di descrivere brevemente i limiti all'esecuzione, in particolare le norme concernenti la tutela del debitore e i periodi di limitazione o di descrizione nel suo sistema di esecuzione.

L'informazione è disponibile sul portale E-Justice: Procedure per l'esecuzione di una decisione giudiziaria

12 Esiste un'organizzazione o un'autorità che possa aiutare l'avente diritto a percepire l'assegno?

Le parti interessate da un procedimento per ottenere/regolamentare le obbligazioni alimentari possono informarsi presso un qualsiasi centro d’assistenza («center za socialno delo»).

Il tribunale regionale («okrožno sodišče») è competente per materia relativamente al provvedimento con il quale si stabilisce un assegno di mantenimento o per gli alimenti. Nel caso in cui occorra nominare un difensore che rappresenti la parte in giudizio è possibile chiedere l’assistenza legale, a questo proposito chiedendo la nomina di un avvocato o l’esenzione dalle spese per il procedimento.

Nel caso in cui l’obbligato non versi l’assegno per il mantenimento o per gli alimenti, il rappresentante nominato per difendere un minore oppure il creditore principale stesso possono adire il tribunale circondariale («okrajno sodišče») competente in materia. Per ottenere l’assistenza in ordine alla compilazione del formulario di domanda di recupero è possibile rivolgersi al centro d’assistenza sociale competente, al tribunale circondariale, a un avvocato oppure al Fondo pubblico della Repubblica di Slovenia per le borse, lo sviluppo, l’invalidità e le obbligazioni alimentari («Javni štipendijski, razvojni, invalidski in preživninski sklad»).

13 Le organizzazioni pubbliche o private possono anticipare il pagamento degli alimenti in tutto o in parte in sostituzione del debitore?

Se l’obbligato per il mantenimento o gli alimenti non versa l’importo stabilito dal giudice, il rappresentante legale del minore può chiedere un indennizzo (a questo titolo) al Fondo pubblico della Repubblica di Slovenia per le borse, lo sviluppo, l’invalidità e le obbligazioni alimentari, ma soltanto dopo aver ottenuto una sentenza definitiva ed esecutiva o una transazione omologata dal giudice in cui si stabiliscono i relativi diritti e inoltre a condizione che abbia già tentato lui stesso di recuperare invano tale credito o che abbia presentato una domanda per recuperare la somma rispettando tutti i requisiti previsti all’estero.

Il diritto al credito alimentare sostitutivo è riservato ai minori di anni 18 e a:

  • cittadini della Slovenia e aventi residenza permanente in Slovenia,
  • stranieri e aventi residenza permanente in Slovenia qualora sia previsto da una convenzione internazionale su riserva di reciprocità.

14 Nel caso in cui il ricorrente si trovi in questo Stato membro e il debitore risieda in un altro paese:

14.1 Posso ottenere l'assistenza di un'autorità o di un'organizzazione privata in questo Stato membro?

Sì. Il Fondo pubblico della Repubblica di Slovenia per le borse, lo sviluppo, l’invalidità e le obbligazioni alimentari che è stato designato quale autorità centrale per l'adempimento degli obblighi derivanti dal regolamento (CE) del Consiglio n. 4/2009 del 18 dicembre 2008, relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari. Il suddetto Fondo è altresì designato come autorità centrale ai sensi della convenzione (dell’Aia) sul recupero internazionale degli assegni di mantenimento e relativi agli alimenti destinati ai minori e ad altri familiari e come autorità mittente e istituzione intermediaria ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sull'esazione delle prestazioni alimentari all'estero.

14.2 In caso affermativo, come si può contattare l'autorità o l'organizzazione privata?

I dati di contatto sono:

Javni štipendijski, razvojni, invalidski in preživninski sklad Republike Slovenije (Fondo pubblico della Repubblica di Slovenia per le borse, lo sviluppo, l’invalidità e le obbligazioni alimentari)

Dunajska cesta 20

1000 Ljubljana

Tel.: +386 1 4720 990

Fax: +386 1 4345 899

email: Il link si apre in una nuova finestrajpsklad@jps-rs.si

Sito internet: Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.jpi-sklad.si/

15 Nel caso in cui provenga da un altro paese e il debitore sia in questo Stato membro:

15.1 È possibile rivolgere una richiesta direttamente a tale autorità o organizzazione privata in questo Stato membro?

No. Conformemente all’articolo 55 del regolamento (CE) n. 4/2009 del Consiglio, la domanda di recupero dell’assegno di mantenimento e degli alimenti dev’essere trasmessa all’autorità centrale dello Stato membro dell’UE nel quale il richiedente è residente e successivamente tale autorità trasmette la domanda all’autorità centrale della Repubblica di Slovenia per le borse, lo sviluppo, l’invalidità e le obbligazioni alimentari («Javni štipendijski, razvojni, invalidski in preživninski sklad»).

15.2 In caso affermativo, come posso mettermi in contatto con tale autorità o organizzazione privata e quale tipo di assistenza posso ricevere?

Non è previsto alcun contatto diretto, conformemente al regolamento, tra il richiedente residente all’estero e il Fondo pubblico della Repubblica di Slovenia per le borse, lo sviluppo, l’invalidità e le obbligazioni alimentari quale autorità centrale.

La comunicazione si effettua tramite l’autorità centrale dello Stato membro nel quale il richiedente ha la residenza. Quest’ultima autorità assiste il richiedente al momento del deposito della domanda di recupero dell’assegno di mantenimento e di alimenti in modo tale che sia compilato correttamente e integralmente nella Repubblica di Slovenia; successivamente trasmette la domanda insieme ai documenti e agli atti necessari al Fondo pubblico della Repubblica di Slovenia per le borse, lo sviluppo, l’invalidità e le obbligazioni alimentari che quale autorità centrale esamina i documenti trasmessi ed eventualmente chiede che siano modificato o integrati. In seguito tale autorità rappresenta il richiedente presso i giudici competenti e le altre autorità della Repubblica di Slovenia.

16 Questo Stato membro è vincolato al protocollo dell'Aia del 2007?

Sì.

17 Qualora questo Stato membro non sia vincolato dal protocollo dell'Aia del 2007, quale legge sarà applicabile alla domanda di mantenimento in base alle norme di diritto private internazionale? Quali sono le corrispondenti norme di diritto privato internazionale?

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18 Quali sono le norme sull'accesso alla giustizia nei casi transfrontalieri nell'ambito dell'UE secondo la struttura del Capo V del regolamento sugli alimenti?

Può essere accordato il patrocinio a spese dello Stato a copertura delle spese processuali. La decisione sulla sua assegnazione spetta al presidente del tribunale distrettuale (okrožno sodišče - articolo 2 della legge sul patrocinio a spese dello Stato).

Il patrocinio a spese dello Stato può essere accordato sotto forma di consulenza legale e altri servizi giuridici previsti dalla legge, per ogni tipo di tutela giudiziaria dinanzi a qualsiasi giudice sloveno ordinario o speciale, dinanzi alla Corte costituzionale della Repubblica di Slovenia e dinanzi a qualsiasi ente, istituzione o persona slovena competente per la risoluzione extragiudiziale delle controversie, nonché sotto forma di esenzione dalle spese processuali (articolo 7 della legge sul patrocinio a spese dello Stato).

Ai sensi della suddetta legge, possono beneficiare del patrocinio a spese dello Stato: 1) i cittadini sloveni; 2) gli stranieri muniti di un titolo di soggiorno permanente o temporaneo in Slovenia e le persone prive di cittadinanza (apolidi) legalmente residenti in Slovenia; 3) altri cittadini stranieri a condizioni di reciprocità o alle condizioni e nelle ipotesi previste da convenzioni internazionali vincolanti per la Slovenia; 4) organizzazioni e associazioni non governative operanti senza scopo di lucro e iscritte nel pertinente registro conformemente alla legge applicabile, nelle controversie relative ad attività svolte nel pubblico interesse o alle finalità per le quali tali enti sono stati costituiti; 5) altri soggetti aventi diritto al patrocinio a spese dello Stato per legge o in virtù di una convenzione internazionale vincolante per la Slovenia (articolo 10 della legge sul patrocinio a spese dello Stato).

I beneficiari del patrocinio a spese dello Stato possono richiederlo in qualsiasi fase del procedimento. Per decidere sulla domanda si tiene conto della situazione economica del richiedente e di altre condizioni previsti dalla legge citata (articolo 11 della legge sul patrocinio a spese dello Stato).

Ai sensi dell'articolo 46 del regolamento, quest'esenzione si applica in tutti i casi in cui le richieste del beneficiario si fondano sull'articolo 56 del regolamento e fanno riferimento all'obbligazione alimentare che deriva dalla relazione tra genitori e figli ed è dovuta alle persone di età inferiore di anni 21.

19 Quali sono le misure adottate da questo Stato membro per assicurare il funzionamento delle attività descritte all'articolo 51 del regolamento sugli alimenti?

Non sono state adottate misure per dare attuazione all'articolo 51 de regolamento (CE) del Consiglio n. 4/2009.


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Ultimo aggiornamento: 11/03/2020