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Mediazione negli Stati membri - Grecia

Per risolvere una controversia è possibile ricorrere alla mediazione anziché agire in giudizio. La mediazione è un metodo di risoluzione alternativa delle controversie nell’ambito del quale un mediatore assiste le parti nella ricerca di una soluzione. Il governo e gli operatori di giustizia della Grecia considerano la mediazione uno strumento particolarmente valido.


Chi contattare?

In Grecia le seguenti istituzioni forniscono servizi di mediazione:

  • Ai sensi della legge n. 3898/2010 (Gazzetta ufficiale, serie I, n. 211 del 16.12.2010) che recepisce la direttiva 2008/52/CE un mediatore deve essere un avvocato con una certificazione specifica. Il Comitato di certificazione dei mediatori (Επιτροπή Πιστοποίησης Διαμεσολαβητών) istituito dalla legge summenzionata svolge le sue funzioni alle dipendenze del Ministero della giustizia, trasparenza e dei diritti umani ed è responsabile della certificazione dei mediatori. Detta certificazione avviene previo superamento di un esame dinanzi una commissione d’esame composta da due membri provenienti dal Comitato di certificazione dei mediatori e da un funzionario giudiziario. Il dipartimento per le professioni giuridiche e i funzionari giudiziari (Τμήμα Δικηγορικού Λειτουργήματος και Δικαστικών Επιμελητών) del direttorato generale per l’amministrazione della giustizia del ministero della giustizia, trasparenza e dei diritti umani responsabile della certificazione dei mediatori e dell’emanazione degli atti amministrativi necessari per la certificazione. Il dipartimento garantisce anche la redazione e la distribuzione di elenchi delle organizzazioni che si occupano della formazione dei mediatori e degli elenchi di mediatori certificati presso i tribunali. Gli elenchi di migratori certificati possono essere reperiti sul sito web del Il link si apre in una nuova finestraMinistero della giustizia, trasparenza e dei diritti umani.
  • Il ministero del Lavoro, della sicurezza sociale e del welfare offre un servizio governativo che consente ai lavoratori di chiedere un incontro ufficiale con le autorità governative per la risoluzione di una controversia di lavoro. La procedura è guidata dall’Ispettorato del lavoro (Επιθεώρηση Εργασίας). Un ispettore specializzato fissa un incontro durante il quale il lavoratore può illustrare la sua situazione. Quest’incontro non fa parte di un procedimento giudiziale.
  • Il Mediatore dei consumatori (Συνήγορος του Καταναλωτή) è un’autorità indipendente preposta alla tutela dei diritti dei consumatori che opera nell’ambito del ministero per lo sviluppo regionale e la competitività. È un organo extragiudiziale per la risoluzione consensuale delle controversie dei consumatori ed ente consultivo che agisce di concerto con il governo nella risoluzione delle problematiche di cui è competente. Il Mediatore sovraintende inoltre il Il link si apre in una nuova finestraComitato di risoluzione amichevole delle controversie (Επιτροπές Φιλικού Διακανονισμού) del locale consiglio di prefettura (Νομαρχιακές Αυτοδιοικήσεις), che ha margini di azione qualora non sia già avviato il contenzioso giudiziario.

In quali settori è ammissibile e/o più comune il ricorso alla mediazione?

La mediazione è fornita:

  • in controversie civili e commerciali
  • nel settore del diritto del lavoro e per la risoluzione in materia di controversie dei consumatori, come descritto sopra;
  • per le vittime di violenza domestica (legge n. 3500/2006); e

per talune controversie di cui alla legge n. 3094/2010.

Esistono disposizioni specifiche in materia?

La Grecia ha recepito la Il link si apre in una nuova finestradirettiva 2008/52/CE con legge n. 3898/2010 (Gazzetta ufficiale serie I, n. 211 del 16.12.2010).

Ai sensi della legge summenzionata le controversie private possono essere oggetto di mediazione con il consenso delle parti, qualora esse possano liberamente disporre dell’oggetto della controversia. Un accordo per sottoporre una controversia alla mediazione può essere provato mediante documenti o dalle risultanze procedimentali di un giudice dinnanzi al quale pende la controversia ed è disciplinata dalla legge sui contratti.

La mediazione è possibile se: a) le parti si accordano sul ricorso alla mediazione prima o dopo una procedimento giudiziario; b) la corte adita chiede alla parti di ricorrere alla mediazione, considerando tutti gli aspetti del caso, previo accordo delle parti, la corte deve quindi rinviare la discussione del caso da tre a sei mesi; c) un tribunale in un altro Stato membri ordina il ricorso alla mediazione; d) la mediazione è prevista dalla legge.

La decisione 109088 del Ministero della giustizia, trasparenza e dei diritti umani: a) fissa i termini specifici e le condizioni di certificazione dei mediatori e la procedura per il riconoscimento della certificazione in altri Stati membri dell’UE; tale riconoscimento e la perdita temporanea o definitiva della certificazione richiede il consenso preliminare del Comitato di certificazione dei mediatori; b) fissa un codice deontologico per i mediatori certificati; c) determina le specifiche condizioni per l’applicazione di sanzioni in caso di violazione del codice deontologico; queste sanzioni che richiedono il consenso preliminare del Comitato di certificazione dei mediatori, consistono nella perdita temporanea o definitiva della certificazione; e d) specifica tutti gli altri aspetti correlati.

Durante il procedimento di mediazione le parti o i rispettivi rappresentanti legali sono presenti con i loro avvocati.

Il mediatore è scelto dalle parti o da un’altra persona di loro scelta.

Il procedimento di mediazione è determinato dal mediatore in accordo con le parti che possono porre fine al procedimento quando vogliono. Il procedimento di mediazione è riservato, nessuna registrazione della conversazione è conservata. Un mediatore può contattare e incontrare le parti nell’ambito del procedimento di mediazione. Un mediatore non può trasferire informazioni ottenute da una parte all’altra senza il suo consenso.

La persona proposta in qualità di mediatore non è obbligata a accettare la nomina. Durante la mediazione in mediatore può essere considerato responsabile soltanto se intende frodare una delle parti.

Il mediatore redige un verbale del procedimento di mediazione sul quale devono figurare:

a) il nome completo del mediatore;

b) il luogo e l’ora della mediazione;

c) il nome completo di tutti i partecipanti al procedimento di mediazione;

d) l’accordo raggiunto in sede di mediazione;

e) l’accordo raggiunto dalle parti durante la mediazione o la conferma del mancato raggiungimento dell’accordo, nonché il motivo della controversia.

Dopo la mediazione, il verbale è firmato dal mediatore, dalle parti e le loro avvocati. Su richiesta di almeno una delle parti, il mediatore garantisce il deposito del verbale originale presso la segreteria del tribunale di prima istanza della regione dove é avvenuta la mediazione. Ciò richiede il pagamento di un corrispettivo, il cui ammontare di base o l’importo adeguato sono stati fissati da a una decisione congiunta del ministero delle finanze e del ministero della giustizia, trasparenza e dei diritti umani. In caso di mancato raggiungimento dell’accordo di mediazione, il relativo verbale può essere firmato anche solo dal mediatore.

Una volta depositato il verbale di mediazione presso la segreteria del tribunale di prima istanza, detto verbale costituisce un titolo esecutivo di cui all’articolo 904, paragrafo 2, lettera c) del codice di procedura civile nei casi in cui esso includa un accordo tra le parti in tal senso.

Applicazione pratica del metodo di risoluzione alternativa delle controversie (ADR)

L’unico metodo di risoluzione alternativa delle controversie che può essere considerato operativo in Grecia è l’arbitrato.

Ai sensi degli articoli 99 e seguenti del codice fallimentare greco, un mediatore può essere nominato per una procedura transattiva dopo la presentazione della relativa domanda da parte di una persona fisica o giuridica dinanzi al Tribunale fallimentare (πτωχευτικό δικαστήριο).

Il Tribunale fallimentare valuta la validità della domanda e può nominare un mediatore da un elenco di esperti. Il ruolo del mediatore consiste nel raggiungimento di un accordo tra il debitore e la maggioranza dei suoi creditori, al fine di garantire la sopravvivenza della società del debitore.

Il mediatore può richiedere agli istituti di credito e finanziari qualsiasi informazione relativa all’attività economica del debitore che potrebbe essere utile per il completamento della sua missione.

Se non si raggiunge alcun accordo, il mediatore deve darne immediata informazione al presidente del tribunale; si inizia così il procedimento dinanzi al Tribunale fallimentare. A questo punto la missione del mediatore si conclude.

Informazione e formazione

Il Comitato di certificazione dei mediatori è responsabile della certificazione dei mediatori e garantisce che l’organizzazione di formazione dei mediatori rispetti i requisiti, in modo tale che i mediatori certificati rispettino il codice deontologico e raccomanda inoltre al ministero della giustizia, trasparenza e dei diritti umani sanzioni fissate da norme di legge.

La formazione in materia di mediazione può essere fornita da un ente privo di scopi di lucro che comprenda almeno un ordine degli avvocati e almeno uno degli ordini nazionali e che operino con una licenza del dipartimento per le professioni giuridiche e i funzionari giudiziari della direzione generale dell’amministrazione della giustizia del ministero della giustizia, trasparenza e dei diritti umani. Su raccomandazione del Comitato di certificazione dei mediatori. Il decreto presidenziale n. 123/2011 emesso su proposta del ministero della giustizia, trasparenza e dei diritti umani di concerto con il ministero delle finanze, il ministero della concorrenza e il mistero dell’educazione, dell’aggiornamento professionale e degli affari di culto, fissa i termini e le condizioni specifiche per l’autorizzazione e lo svolgimento delle organizzazioni di formazione professionale dei mediatori, i requisiti dei curricula per la formazione iniziale e quella successiva, la durata della formazione, il luogo della formazione, la qualifica dei formatori, il numero dei partecipanti e le sanzioni da applicarsi alle organizzazioni di formazione in caso di inosservanza degli obblighi. Le sanzioni consistono in una multa o nel ritiro temporaneo o definitivo della licenza. I criteri di selezione di applicazione delle sanzioni saranno definiti nel decreto presidenziale summenzionato. Per ottenere la licenza l’organizzazione di formazione deve pagare una tassa pubblica, il cui importo base e il relativo importo adeguato sono stabiliti in una decisione congiunta del ministero delle finanze e del ministero della giustizia, trasparenza e dei diritti umani.

Il ministero della giustizia, trasparenza e dei diritti umani si avvale di tutti i mezzi idonei, in particolare Internet, per informare il pubblico di come sia possibile accedere alla mediazione.

Quanto costa la mediazione?

I mediatori ricevono un compenso orario per un massimo di 24 ore, compreso il tempo necessario alla preparazione per la mediazione. Un mediatore può convenire altri metodi di remunerazione con le parti per una determinata controversia. Il costo della mediazione è equamente diviso tra le parti, salvo diversamente concordato. Ogni parte paga le rispettive spese per l’avvocato. L’importo orario massimo di base e adeguato è fissato con decisione del ministero della giustizia, trasparenza e dei diritti umani.

L’accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo?

Conclusasi la mediazione il verbale è firmato dal mediatore, dalle parti e dai loro avvocati. Su richiesta di una delle parti in mediatore garantisce che il verbale o originale è depositato alla cancelleria del tribunale di prima istanza della regione in cui ha avuto luogo la mediazione. A tal fine è necessario il pagamento di una tassa di cui importo di base e gli eventuali adeguamenti sono stabiliti da a una decisione comune del ministero delle finanze e del ministero della giustizia, trasparenza e dei diritti umani. Se la mediazione fallisce il rispettivo verbale può essere firmato anche solo dal mediatore.

Depositato alla cancelleria del tribunale di prima istanza il verbale di mediazione costituisce un titolo esecutivo come disposto all’articolo 904, comma 2, lettera c) del codice di procedura civile qualora esso comprenda a un accordo tra le parti in tal senso.

È uno processo di mediazione iniziato ex lege sospende i termini di decadenza e i termini per la presentazione dei ulteriori istanze fino al suo completamento. Ai sensi dell’articolo 261 dei codici civile i periodi di sospensione e i termini per la presentazione delle domande iniziano nuovamente a decorrere dal deposito del verbale di mancato raggiungimento dell’accordo di mediazione o dalla notifica all’altra parte e al mediatore dell’intenzione di porre fine al processo di mediazione.

Ai sensi dell’articolo 10 della direttiva 2008/52/CE le richieste in tal senso devono essere presentate alla cancelleria del tribunale di prima istanza della regione in cui ha avuto luogo la mediazione, che costituisce l’autorità competente (come disposto all’articolo sei, paragrafo 1 e paragrafo 2 della direttiva).

Link correlati

Il link si apre in una nuova finestraΔικηγορικός Σύλλογος Αθηνών (ordine degli avvocati di Atene)

Il link si apre in una nuova finestraΥπουργείο Εργασίας, Κοινωνικής Ασφάλισης και Πρόνοιας (ministero del lavoro, della sicurezza sociale e del welfare)

Il link si apre in una nuova finestraΣυνήγορος του Καταναλωτή (mediatore dei consumatori)

Il link si apre in una nuova finestraΥπουργείο Δικαιοσύνης, Διαφάνειας και Ανθρωπίνων Δικαιωμάτων (ministero della giustizia, trasparenza e dei diritti umani)

Il link si apre in una nuova finestraCentro greco per la mediazione e l’arbitrato (centro greco per la mediazione e l’arbitrato)


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Ultimo aggiornamento: 20/02/2017