Diritto degli Stati membri

Ogni Stato membro dell’Unione europea (UE) ha il proprio sistema giuridico. Il sistema giuridico dello Stato membro può comprendere sia la legislazione a livello nazionale (o diritto nazionale, valido ovunque in un determinato Stato membro) sia le leggi che sono applicabili solo in determinate aree, regioni, o città.


Gli Stati membri pubblicano le proprie leggi nella loro lingua ufficiale/nelle loro lingue ufficiali ed esse sono giuridicamente vincolanti in questa/queste lingue. A fini di informazione talune leggi di uno Stato membro possono anche essere disponibili in una o più lingue diverse dalla lingua ufficiale/dalle lingue ufficiali.

Banche dati

La maggior parte degli Stati membri dispone di una banca di dati delle proprie leggi - si possono ottenere queste informazioni selezionando una delle bandiere a destra.

Inoltre la banca dati europea Il link si apre in una nuova finestraN-Lex collega la maggior parte delle banche dati ufficiali nazionali. N-Lex è un progetto comune in itinere gestito dall’Ufficio europeo delle pubblicazioni Il link si apre in una nuova finestraUfficio delle pubblicazioni dell’Unione europea e con la partecipazione dei governi nazionali. Attualmente esso permette di visualizzare la legislazione di 23 Stati membri.

Inoltre attraverso il Il link si apre in una nuova finestraForum europeo delle gazzette ufficiali, è possibile accedere al sito web dell’organismo responsabile della pubblicazione delle gazzette ufficiali negli Stati membri dell’Unione europea (oltre a taluni paesi candidati e altri paesi aderenti all’EFTA).

Dal punto di vista dell’UE molte leggi degli Stati membri attuano in effetti il diritto dell’Unione europea. In particolare questo è il caso delle leggi nazionali di attuazione delle direttive dell’Unione europea. Se si stanno cercando le misure di attuazione con le quali gli Stati membri hanno recepito talune disposizioni del diritto europeo, è possibile utilizzare la relativa funzione di ricerca della banca dati Il link si apre in una nuova finestraEUR-Lex.

Fonti del diritto

Il diritto degli Stati membri deriva da numerose fonti, in particolare la costituzione, i precetti legislativi, (che possono essere adottati a livello nazionale, regionale o locale) e/o i regolamenti delle agenzie governative, ecc. Inoltre le decisioni giurisprudenziali degli Stati membri possono dare origine ai precedenti giurisprudenziali.

Settori del diritto

Tradizionalmente, il diritto degli Stati membri si divide in diritto pubblico e diritto privato.

  • Il diritto privato riguarda l’area del diritto che ha ad oggetto le relazioni tra individui o soggetti giuridici e senza intervento dello stato o del governo.
  • Il diritto pubblico disciplina le relazioni tra gli individui e lo stato, i suoi enti e le sue autorità, i poteri di queste ultime e le procedure applicabili. In generale il diritto pubblico comprende il diritto costituzionale, il diritto amministrativo e il diritto penale. A causa della particolare natura del diritto penale, quest’ultimo può essere considerato una categoria speciale nell’ambito del diritto pubblico.

Per maggiori informazioni sul diritto di uno Stato membro selezionare una delle bandiera destra.


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Ultimo aggiornamento: 14/02/2018

Diritto degli Stati membri - Belgio

In questa sezione si trova una panoramica delle varie fonti del diritto in Belgio.


1. Quali sono le «fonti del diritto»?

Il diritto è un insieme di norme vincolanti, scritte e non scritte, che regolano i rapporti sociali tra cittadini e autorità e i rapporti tra i cittadini stessi; tali norme disciplinano inoltre l'organizzazione dell'amministrazione pubblica.

Si distinguono le fonti formali da quelle materiali. Contrariamente alle fonti formali, le fonti materiali non contengono vere e proprie norme. Si tratta in particolare della buona fede, dell'equità e della condotta ragionevole.

Esistono cinque categorie di fonti formali. Tre di queste hanno carattere vincolante: la legge, la consuetudine e i principi generali del diritto. Gli altri due non sono vincolanti, ma semplicemente «persuasivi»: la giurisprudenza e la dottrina.

La legislazione verrà esaminata nel dettaglio ai punti 3 e 5 qui di seguito. Essa designa per definizione le regole scritte emanate da un'autorità. La consuetudine è per definizione tacita e regola usi e costumi dei cittadini in generale e delle categorie professionali in particolare. I principi generali di diritto esprimono i valori superiori che una data società intende rispettare, come il principio di uguaglianza di tutti i cittadini, la proporzionalità delle norme e delle misure adottate e il principio secondo il quale le autorità devono agire nel rispetto della legge. Alcuni di questi principi sono fissati nelle cosiddette massime di diritto come il principio del "ne bis in idem" nel diritto penale o il principio "lex posterior derogat legi priori".

La giurisprudenza e la dottrina sono fonti di diritto "persuasive". La giurisprudenza è costituita dall'insieme delle decisioni emesse dagli organi giurisdizionali. Una sentenza è esecutiva soltanto tra le parti in causa. In Belgio, non esiste un sistema basato sui precedenti. Le uniche pronunce universalmente esecutive sono quelle della Corte costituzionale. Gli altri organi giurisdizionali superiori sono il Consiglio di Stato (giudice amministrativo supremo) e la Corte di cassazione (giudice supremo in materia di diritto comune).

Altra fonte da tenere in considerazione è il diritto internazionale, costituito, in particolare, dal trattato sul funzionamento dell'Unione europea, dai regolamenti e dalle direttive dell'Unione e dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Inoltre, esistono numerose convenzioni istituite nell'ambito del funzionamento di istituzioni internazionali come le Nazioni Unite e il Consiglio dell'Europa (convenzioni multilaterali) o tra il Belgio e un altro Stato (convenzioni bilaterali). Tale fonte del diritto ha assunto molta importanza nel corso degli ultimi decenni e tale tendenza si va accentuando. Numerose disposizioni contenute in tali strumenti influiscono direttamente sulla nostra vita quotidiana.

I siti Il link si apre in una nuova finestraLégislation belge (in francese) o Il link si apre in una nuova finestraBelgische Wetgeving (in neerlandese) danno l'accesso a una banca dati di legislazione belga consolidata. Si può effettuare una ricerca con il motore di ricerca e di aggiornamento per tutti i testi normativi ancora in vigore e pubblicati nel Moniteur belge dal 1830. Tuttavia, i testi normativi, amministrativi e fiscali pubblicati prima del 1994 non sono stati ancora integralmente inseriti.

2. Qual è la natura giuridica dei principi generali del diritto consuetudinario e della giurisprudenza?

V. la questione 1.

3. Qual è la gerarchia tra i vari strumenti giuridici?

Le persone che risiedono in Belgio devono obbedire a diverse categorie di norme: le norme emanate dalle autorità federali belghe, ma anche quelle che derivano da enti inferiori come le province e i comuni (1). Inoltre, il Belgio fa parte di un gran numero di organizzazioni internazionali e sovranazionali come le Nazioni unite, l’Unione europea, il Consiglio d'Europa e la NATO. Le norme emanate da queste organizzazioni si applicano altresì alle autorità e alla popolazione del Belgio.

Dato che non tutte le autorità legislative dispongono di un settore di giurisdizione strettamente delimitato e che non tutte le categorie della legge sono del medesimo livello (il che comporta rischi di conflittualità) esiste una gerarchia delle norme, che si basa sul principio secondo il quale le norme inferiori non possono mai essere in conflitto con le norme superiori.

Per quanto riguarda il diritto belga interno, la Costituzione è la norma di rango superiore in assoluto. Essa regola la separazione dei poteri e la maniera in cui sono esercitati. La Costituzione enuncia inoltre i valori fondamentali della nostra società e i diritti fondamentali dei cittadini. In una sentenza emessa il 27 maggio 1971 la Corte di cassazione ha affermato il primato di tutte le norme di diritto internazionale e sovranazionale su tutte le norme di diritto interno, compresa la Costituzione. In caso di conflitto tra un regolamento dell'Unione europea e la Costituzione è pertanto il regolamento dell'Unione europea che prevale.

Dopo la Costituzione, vi sono:

  1. le leggi speciali (leggi a maggioranza speciale che stabiliscono la ripartizione delle competenze e le regole essenziali del funzionamento delle istituzioni pubbliche), e inoltre,
  2. le leggi, i decreti e le ordinanze, e ancora
  3. i regi decreti e i decreti del governo che attuano le leggi o i decreti e infine,
  4. i decreti ministeriali.

4. Quali sono le modalità di entrata in vigore sul territorio nazionale delle norme contenute in strumenti sovranazionali?

I regolamenti dell'Unione europea sono direttamente applicabili. La legislazione belga non è direttamente coinvolta nella loro applicazione. Tuttavia il suo intervento interno è necessario per approvare e ratificare i trattati internazionali. In alcune materie, tutti gli organi legislativi belgi devono approvarli e ratificarli, il che può comportare necessariamente procedure lunghe e pesanti. Gli enti legislativi del paese partecipano altresì all'applicazione delle direttive dell'Unione europea, in quanto occorre sempre il recepimento nell'ordinamento nazionale.

5. Quali sono le autorità che possono emanare norme giuridiche?

I tre poteri costituzionali separati compongono lo Stato federale belga: il potere legislativo, il potere esecutivo e il potere giudiziario. Il potere legislativo elabora le leggi, il potere esecutivo le attua e il potere giudiziario dirime le controversie che derivano dall'applicazione delle leggi.

Il potere legislativo federale

Uno o più membri della Camera legislativa federale dei rappresentanti, uno o più membri del Senato o del Re possono avviare un'iniziativa. (cioè nella pratica dei suoi ministri o segretari di Stato). Queste tre entità formano le tre branche del potere legislativo in Belgio.

Le leggi derivano da proposte di legge che emana un membro del Senato o della Camera, sia da progetti di legge che emana il Re (i ministri competenti sono incaricati dal Re di depositare progetti di legge). Progetti e proposte hanno lo stesso valore.

Le norme d’applicazione del diritto federale sono elaborate dal potere esecutivo sotto l'autorità reale. Le competenze possono essere delegate a un ministro: da qui la distinzione tra regi decreti e decreti ministeriali.

Comunità, regioni, province e comuni

Il Belgio è uno Stato federale composto da comunità e regioni. Queste ultime sono a loro volta la base del diritto nei limiti delle competenze che sono concesse loro dalla Costituzione e da determinate leggi speciali.

Pertanto, le competenze delle comunità riguardano in particolare la cultura e l'insegnamento; quelle delle regioni riguardano la politica economica e la tutela dell'ambiente. Per esercitare tali competenze, ciascuna comunità e ciascuna regione dispone di un parlamento. Pertanto, le comunità e le regioni possono elaborare leggi, dette decreti (ordinanze nella Regione di Bruxelles-Capitale). I loro governi fanno parte, insieme ai parlamentari, dal potere legislativo al livello dell'Unione europea, regionale o unionale (iniziativa legislativa). I governi devono inoltre monitorare l'esecuzione dei decreti o delle ordinanze emanate.

Il territorio belga è altresì suddiviso in province e comuni. Al loro livello, i rispettivi consigli pubblicano altresì regolamenti e ordinanze nei settori che rientrano nelle loro competenze, come la pubblica sicurezza, la nettezza urbana, la cultura, l’insegnamento provinciale e comunale. Il collegio provinciale e il collegio comunale eseguono questi vari regolamenti (e, nei limiti delle loro attribuzioni, le norme superiori come le leggi, i decreti, le ordinanze ecc.).

Pertanto, si possono individuare a questi livelli due dei tre poteri: il potere legislativo, esercitato dai parlamenti delle comunità e delle regioni, dal consiglio provinciale e dal consiglio comunale, e il potere esecutivo, esercitato dai governi delle comunità e delle regioni, dal collegio provinciale e dal collegio comunale. Il potere giudiziario non rientra in questa suddivisione. L’organizzazione degli organi giurisdizionali è di competenza esclusivamente federale.

6. Qual è il procedimento d'adozione delle norme?

V. la questione 5.

Al livello federale, i disegni o progetti di legge, sono, previo eventuale esame votati dalla Camera e, se del caso, dal Senato. In seguito sono trasmessi al Re che li ratifica e li promulga, dopo aver ricevuto la controfirma ministeriale.

7. Quali sono le modalità d'entrata in vigore delle norme nazionali?

Gli atti legislativi federali esistono dalla loro adozione e dalla promulgazione da parte del Re. In linea di principio, la loro entrata in vigore interviene dieci giorni dopo la loro pubblicazione sul Moniteur belge, salvo indicazione contraria (2).

Le norme legislative degli enti federali – i decreti e le ordinanze – sono emanate e pubblicate dal governo dell'ente federale in questione. Esse entrano in vigore dieci giorni dopo la pubblicazione sul Moniteur belge, salvo indicazione contraria.

8. Quali sono i mezzi di risoluzione di eventuali conflitti fra diverse norme giuridiche nello Stato membro?

Allorché alcune norme regolarmente adottate entrano in conflitto, vi sono vari strumenti per regolarlo. La gerarchia delle norme permette di evitare la maggior parte dei conflitti, ma nel caso in cui ciò non sia possibile occorre ricorrere a tali strumenti.

L’articolo 142 della Costituzione conferisce alla Corte costituzionale l'unica competenza di riesaminare atti legislativi per verificare il rispetto delle norme che disciplinano le competenze dello Stato, delle comunità e delle regioni. Tali norme si trovano nella Costituzione e nella legge di riforma istituzionale dello Stato federale belga.

La Corte costituzionale è altresì legittimata a statuire sul caso di presunto attentato di un atto legislativo alle libertà e ai diritti fondamentali di cui al titolo II (articoli 8-32) della Costituzione. Si tratta in particolare dei principi d'uguaglianza (articolo 10) e di non-discriminazione (articolo 11). La Corte costituzionale è altresì competente per riesaminare gli atti legislativi alla luce dell'articolo 170 (principio di legalità in materia di diritto fiscale), dell’articolo 172 (uguaglianza in materia di diritto fiscale) e dell’articolo 191 (tutela dei cittadini stranieri) della Costituzione.

V. altresì il Il link si apre in una nuova finestraServizio pubblico federale "Giustizia" e la legge speciale del 6 gennaio 1989 relativa alla Corte costituzionale sotto la rubrica «Legislazione consolidata».

Il Consiglio di Stato (3), che agisce in base all'articolo 160 della Costituzione, regola tutti i conflitti tra le norme d'applicazione (atti individuali e regolamenti) e le norme legislative. Peraltro, una commissione parlamentare di concertazione è incaricata di regolare i conflitti d'interesse.
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(1) Cfr. il Il link si apre in una nuova finestraServizio pubblico federale "Giustizia" (https://justitie.belgium.be), rubrica «Legislazione consolidata », la Costituzione del 1994 e la legge speciale sulle riforme istituzionali dell'8 agosto 1980, nonché il portale federale, sotto la rubrica «Il Belgio

La Comunità fiamminga e il Consiglio fiammingo (detto anche Parlamento fiammingo)

La Comunità francese e il Consiglio della Comunità francese

La Comunità germanofona e il Consiglio della Comunità germanofona

La Regione fiamminga, il cui Parlamento è lo stesso della Comunità fiamminga, cioè il Consiglio fiammingo.

La Regione vallone e il Parlamento vallone

La Regione di Bruxelles-capitale e il Consiglio della Regione di Bruxelles-capitale (diviso nell'ambito di determinate competenze tra le Commissioni comunitarie fiamminga e francese)

Le Comunità sono competenti per:

1° le materie culturali;

2° l’educazione, salvo […];

3° la cooperazione tra le Comunità e la cooperazione internazionale, in particolare competenze in materia di conclusione dei trattati nei settori enunciati ai punti 1 e 2.

I Consigli della Comunità fiamminga e francese votano decreti applicabili al loro territorio nelle materie cosiddette "personalizzabili" e relative alla cooperazione internazionale in queste materie, e beneficiano di competenze in materia di conclusione dei trattati. Il Consiglio della Comunità germanofona ha competenze analoghe.

I parlamenti regionali beneficiano di competenze in particolare in materia di sfruttamento sistematico del territorio, di gestione dei monumenti e dell'ambiente rurale, di economia, d’agricoltura, ecc.

(2) Cfr. il Il link si apre in una nuova finestraServizio pubblico federale "Giustizia", rubrica «Legislazione consolidata», la legge del 31 maggio 1961 relativa all'uso delle lingue in materia legislativa, l’elaborazione, la pubblicazione e l’entrata in vigore delle leggi e dei regolamenti.

(3) Cfr. il Il link si apre in una nuova finestraServizio pubblico federale "Giustizia", rubrica «Legislazione consolidata», leggi coordinate del 12 gennaio 1973 sul Consiglio di Stato.

« Il link si apre in una nuova finestraOrdinamento giuridico- Informazioni generali | Il link si apre in una nuova finestraBelgio - Informazioni generali


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Ultimo aggiornamento: 18/07/2017

Diritto degli Stati membri - Bulgaria

La versione originale in lingua bulgaro di questa pagina è stata modificata di recente. La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.

Questa pagina offre informazioni sull'ordinamento giuridico bulgaro e una panoramica del diritto bulgaro.


Fonti del diritto

Fonti del diritto nazionale

Le fonti del diritto comprendono

  • la Costituzione della Repubblica di Bulgaria (prom. GU n. 56/13 luglio 1991, modif. GU n. 85/26 settembre 2003, GU n. 18/25 febbraio 2005, GU n. 27/31 marzo 2006, GU n. 78/26 settembre 2006 - sentenza della Corte costituzionale n. 7/2006, GU n. 12/6 febbraio 2007),
  • atti legislativi e
  • regolamenti.

La giurisprudenza non è una fonte formale del diritto, ma costituisce un punto di riferimento autorevole.

Fonti del diritto europee e internazionali

Una delle principali fonti del diritto in Bulgaria è la normativa dell'Unione europea.

I trattati internazionali negoziati tra la Bulgaria e Stati terzi fanno parte dell'ordinamento giuridico interno.

I trattati internazionali ratificati conformemente alla procedura costituzionale, promulgati e entrati in vigore in Bulgaria diventano parte della legislazione nazionale. Tali atti hanno la preminenza su eventuali disposizioni contrarie della legislazione nazionale.

Tutti gli atti legislativi devono essere promulgati ed entrare in vigore tre giorni dopo la data di pubblicazione, salvo se diversamente previsto negli atti stessi.

Tipi di atti normativi - descrizione

Gli strumenti scritti comprendono la Costituzione della Repubblica di Bulgaria, i trattati internazionali, gli strumenti legislativi e i regolamenti (decreti, regolamenti, ordinanze, norme, istruzioni e ordini).

La Costituzione della Repubblica di Bulgaria è la norma di grado più elevato. Stabilisce l'organizzazione, i principi, le competenze e i doveri delle istituzioni statali, oltre che i diritti e i doveri dei cittadini.

Una legge è un atto normativo che disciplina o interpreta (sulla base della Costituzione) le relazioni sociali suscettibili di regolamentazione duratura, secondo l'oggetto o gli oggetti di uno o più istituti giuridici o loro suddivisioni. Per maggiori informazioni si veda l'articolo 3 della legge sugli atti normativi della Repubblica di Bulgaria.

Tutti gli atti legislativi devono essere promulgati ed entrare in vigore tre giorni dopo la data di pubblicazione, salvo se diversamente previsto negli atti stessi.

Il Consiglio dei ministri emana un decreto quando approva regolamenti, ordinanze o istruzioni e quando emana regolamenti intesi a stabilire disposizioni sociali non disciplinate nell'ambito della sua attività esecutiva e normativa. Per maggiori informazioni si veda l'articolo 6 della legge sugli atti normativi della Repubblica di Bulgaria.

Un regolamento è un atto normativo emanato per dare attuazione a una legge nella sua integralità. Provvede all'organizzazione degli enti statali e locali o all'organizzazione interna delle loro attività.

Un'ordinanza è un atto normativo emanato per dare attuazione ad alcune disposizioni o altre sezioni di un atto normativo di rango superiore.

Un'istruzione è un atto normativo con il quale un organo superiore impartisce istruzioni a organi subordinati in merito all'attuazione di un atto normativo di cui è tenuto ad assicurare l'applicazione.

Sono altresì importanti altre fonti non scritte, quali la consuetudine e i principi generali del diritto.

Le decisioni interpretative delle corti supreme possono essere considerate fonti secondarie del diritto.

Le sentenze della Corte costituzionale devono essere pubblicate nella gazzetta ufficiale entro quindici giorni dalla data alla quale sono state emesse. Una sentenza deve entrare in vigore tre giorni dopo la sua promulgazione. Ogni atto dichiarato incostituzionale cessa di applicarsi alla data di entrata in vigore della corrispondente sentenza. Le parti di un atto normativo non dichiarate incostituzionali restano in vigore.

Gerarchia delle fonti

La Costituzione della Repubblica di Bulgaria è la legge suprema. La Costituzione non stabilisce espressamente la preminenza del diritto dell'UE, sebbene quest'ultimo sia considerato superiore alla legislazione nazionale.

A norma dell'articolo 5, paragrafo 4 della Costituzione, i trattati internazionali ratificati conformemente alla procedura costituzionale, promulgati e entrati in vigore nella Repubblica di Bulgaria diventano parte della legislazione nazionale. Tali trattati hanno la preminenza su eventuali disposizioni contrarie della legislazione nazionale.

Gli strumenti legislativi si collocano al livello successivo.

Il potere esecutivo ha la facoltà di emanare atti normativi quali decreti, ordinanze, risoluzioni, norme, regolamenti, istruzioni e ordini.

Quadro istituzionale

Istituzioni preposte all'adozione degli atti normativi

Il potere legislativo è conferito all'Assemblea nazionale che può approvare, modificare, integrare e abrogare le leggi.

Per dare attuazione alle leggi, il Consiglio dei ministri adotta decreti, ordinanze e risoluzioni. I ministri emanano norme, regolamenti, istruzioni e ordini.

Riguardo gli strumenti internazionali, il Consiglio dei ministri conclude trattati internazionali se autorizzato in tal senso dalla legge. L'Assemblea nazionale ratifica (o respinge) i trattati internazionali che:

  • sono di carattere politico o militare;
  • riguardano la partecipazione della Repubblica di Bulgaria a organizzazioni internazionali;
  • prevedono modifiche dei confini della Repubblica di Bulgaria;
  • contengono obblighi per il Tesoro;
  • prevedono la partecipazione dello Stato ad arbitrati o procedimenti giudiziari internazionali;
  • riguardano i diritti umani fondamentali;
  • incidono sull'azione di legge o richiedono nuovi atti legislativi per essere applicati;
  • richiedono espressamente una ratifica;
  • conferiscono all'Unione europea competenze derivanti dalla Costituzione.

Processo decisionale

Adozione della Costituzione

Una Grande Assemblea nazionale, composta da 400 membri, adotta, se necessario, una nuova Costituzione.

Per maggiori informazioni si veda l'articolo 158, paragrafo 1 della Costituzione della Repubblica di Bulgaria.

L'Assemblea nazionale ha la facoltà di modificare tutte le disposizioni della Costituzione fatta eccezione per quelle che sono di competenza esclusiva della Grande Assemblea nazionale. Una modifica costituzionale richiede la maggioranza dei tre quarti dei voti di tutti i membri dell'Assemblea nazionale, in tre votazioni effettuate in tre giorni diversi. Una modifica della Costituzione è firmata e pubblicata nella gazzetta ufficiale dal presidente della Grande Assemblea nazionale entro sette giorni dalla sua approvazione.

Iniziativa legislativa

A norma dell'articolo 87 della Costituzione, ogni membro dell'Assemblea nazionale o del Consiglio dei ministri ha diritto di presentare un progetto di legge.

La procedura di adozione di un progetto di legge da parte dell'Assemblea nazionale prevede due letture. Durante la prima lettura, il progetto di legge è discusso nella sua integralità. I parlamentari possono presentare per iscritto, entro il termine stabilito dall'Assemblea nazionale, proposte di emendamento di un progetto di legge adottato in prima lettura. L'Assemblea nazionale discute il progetto di legge in modo dettagliato e lo adotta in seconda lettura. Il progetto di legge adottato è inviato al Presidente della Repubblica di Bulgaria che firma un decreto per la sua promulgazione. L'atto è pubblicato nella gazzetta ufficiale ed entra in vigore dopo tre giorni, a meno che il relativo testo non stabilisca un termine diverso.

Banche dati giuridiche

La gazzetta ufficiale è disponibile gratuitamente sul sito Internet della Il link si apre in una nuova finestraGazzetta ufficiale. L'edizione on-line contiene le leggi promulgate dall'Assemblea nazionale, i decreti del Consiglio dei ministri, i trattati internazionali, altri atti giuridici, nonché tutti gli avvisi di appalti pubblici e concessioni.

Le banche dati giuridiche di tipo commerciale, quali Il link si apre in una nuova finestraApis, Il link si apre in una nuova finestraCiela e la Juridical Encyclopaedia, offrono un'ampia gamma di informazioni giuridiche, ma non sono gratuite.


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Ultimo aggiornamento: 17/12/2018

Diritto degli Stati membri - Repubblica ceca

Questa pagina contiene informazioni sull’ordinamento giuridico ceco e una panoramica del diritto della Repubblica ceca.


Fonti del diritto

L’ordinamento giuridico della Repubblica ceca, che appartiene alla cultura giuridica di tipo continentale, è fondato sul diritto scritto e trova le sue fonti nelle leggi e altri atti giuridici, nei trattati internazionali approvati e ratificati dal Il link si apre in una nuova finestraParlamento della Repubblica ceca e nelle sentenze della Il link si apre in una nuova finestraCorte costituzionale, con cui tale corte annulla, del tutto o in parte, i provvedimenti giuridici.

Tipi di atti normativi – descrizione

L’ordinamento giuridico della Repubblica ceca è costituito da tutti gli atti giuridici e dalle norme giuridiche in essi contenute.

I più importanti atti giuridici sono le leggi (zákony), raccolte di norme di comportamento che riguardano le principali sfere della vita degli individui e della società. Le leggi più voluminose, dette codici (zákoníky), disciplinano un ramo del diritto e stabiliscono norme organizzate in maniera sistematica. Le leggi che ricapitolano un intero settore del diritto procedurale e stabiliscono norme procedurali organizzate in maniera sistematica sono denominate leggi quadro (řády). Le leggi che riguardano le più importanti questioni di Stato e i diritti dell’uomo e del cittadino sono dette leggi costituzionali (ústavní zákony) (comprendono, tra l’altro, la Costituzione della Repubblica ceca e la Carta dei diritti e delle libertà fondamentali) e richiedono una speciale procedura di adozione.

Alle leggi sono collegati atti di applicazione come i regolamenti governativi, i decreti ministeriali o di organi centrali dell’amministrazione pubblica e i decreti degli enti locali autonomi.

Dell’ordinamento giuridico ceco fanno parte anche i trattati internazionali approvati e ratificati dal Parlamento ceco e diventati vincolanti per la Repubblica ceca. I trattati internazionali prevalgono sulle leggi nazionali qualora vi siano delle differenze.

Oltre agli atti di cui sopra, a partire dall’adesione all’Unione europea, nella Repubblica ceca si applica il diritto dell’Unione europea alle stesse condizioni in cui si applica negli altri Stati membri.

Nella Repubblica ceca gli usi non sono una fonte di diritto. Tuttavia, in alcuni casi specifici, la legge permette che vengano utilizzati in determinati ambiti o per determinati principi giuridici. In tali casi, ciò è indicato dalla legge e il giudice può far rispettare tali regole. In linea di massima, si ritiene che un principio giuridico o un uso in sé non costituiscano una fonte di diritto.

Neanche le decisioni giudiziarie sono fonti di diritto. D’altro canto, un giudice non può rifiutarsi di prendere una decisione a causa di una legge incompleta o poco chiara e spesso deve ricorrere all’interpretazione su cui poi si baseranno le decisioni successive dei giudici, per cui essa diventa de facto un precedente. Se la decisione è pubblicata sulla Raccolta delle decisioni giudiziarie e dei pareri (Sbírce soudních rozhodnutí a stanovisek), come è previsto dalla legge per le decisioni degli organi giudiziari supremi, essa svolge la funzione effettiva di fonte di diritto anche se ufficialmente non è considerata tale .

Gerarchia delle fonti

L’ordinamento giuridico della Repubblica ceca è strutturato gerarchicamente. Al vertice della gerarchia delle norme nazionali ci sono la Costituzione e le altre leggi costituzionali che prevalgono su tutte le altre norme e possono essere modificate solo da un’altra legge costituzionale. Seguono le leggi ordinarie, di minore livello giuridico, sulla cui base vengono emessi i regolamenti di applicazione. Una norma giuridica, in linea di principio, può essere abrogata o modificata solo sulla base di una norma di valore giuridico pari o superiore. I trattati internazionali hanno uno statuto particolare. Come si è già ricordato, essi fanno parte dell’ordinamento giuridico e, in caso di conflitto, prevalgono sulle leggi, anche su quelle costituzionali.

Gli strumenti legislativi derivanti da atti normativi sono i regolamenti governativi, le decisioni del Presidente della Repubblica, generalmente a carattere normativo (per esempio, sull’amnistia), i decreti ministeriali o degli altri organi dell’amministrazione, compresi quelli emanati dai consigli regionali e locali in virtù di deleghe di poteri. Tali atti devono essere pubblicati nei tempi e nelle modalità stabilite dalla legge.

Per quanto riguarda il diritto europeo, vale il principio per cui il diritto dell’Unione europea prevale, come in tutti gli altri Stati membri. Sulla base del diritto dell’UE in caso di conflitto tra una norma dell’UE e una norma (per esempio, una legge o un decreto) del diritto di uno Stato membro, prevale la norma dell’UE. Tale principio si applica anche in caso di conflitto tra una norma nazionale e il diritto primario dell’Unione (vale a dire i trattati costitutivi) e in caso di conflitto tra una norma nazionale e il diritto secondario dell’Unione (regolamenti, direttive, etc.). Il diritto dell’UE prevale anche sugli atti legislativi supremi dello Stato, come le leggi costituzionali.

Perché i trattati internazionali che vincolano la Repubblica ceca siano inseriti nel suo ordinamento giuridico, occorre che il Parlamento li approvi mediante ratifica, tranne nei casi per i quali la legge prevede che l’approvazione avvenga mediante referendum. I trattati internazionali sono ratificati dal Presidente della Repubblica. Una volta ratificati, la loro versione in lingua ceca deve essere pubblicata sulla Raccolta dei trattati internazionali (Sbírka mezinárodních smluv).

Quadro istituzionale

Istituzioni preposte all’adozione degli atti normativi

Nella Repubblica ceca il potere legislativo è esercitato dal Parlamento, che è composto da due camere:

  • la Camera dei deputati (200 membri);
  • il Senato (81 senatori).

Il processo legislativo

La creazione delle leggi, il cosiddetto processo legislativo, ha inizio con un’iniziativa legislativa. Singoli deputati o gruppi parlamentari, il Senato, il governo o gli enti locali hanno il diritto di proporre alla Camera dei deputati nuove leggi o modifiche delle leggi esistenti. Soltanto il governo può proporre leggi relative al bilancio e alle finanze dello Stato e soltanto la Camera dei deputati può decidere in merito a tali proposte. Il governo ha il diritto di esprimersi su tutti i progetti di legge. La Camera dei deputati discute il progetto di legge e, ove opportuno, lo modifica nel corso delle tre letture successive. Perché una legge sia approvata occorre la maggioranza assoluta dei voti dei deputati presenti.

Il presidente della Camera dei deputati trasmette tempestivamente al Senato il progetto di legge da essa approvato; a differenza della Camera in cui i dibattiti legislativi sono spesso molto lunghi e durano diversi mesi, il Senato dispone solo di trenta giorni per esaminare un progetto di legge. Entro tale termine, deve approvare, respingere o rinviare il testo modificato alla Camera. Il Senato può anche decidere di non esaminare un progetto di legge. Se il Senato approva il progetto di legge, dichiara di non volerlo esaminare o non lo esamina entro i tempi stabiliti, la legge si considera adottata e viene trasmessa al Presidente della Repubblica per la firma. Se il Senato respinge il progetto di legge, la Camera dei deputati si pronuncia di nuovo su di esso e il progetto viene adottato se è votato dalla maggioranza assoluta dei deputati. Se il Senato rinvia il testo modificato alla Camera, quest’ultima si pronuncia sulla versione approvata dal Senato. Il progetto di legge è adottato a maggioranza. Se la Camera dei deputati non approva il progetto modificato dal Senato, essa vota di nuovo la versione originale del testo trasmesso al Senato. Il progetto di legge è approvato se ottiene la maggioranza assoluta dei voti dei deputati, cioè almeno 101 voti. Alcune leggi, come quella elettorale, per essere adottate necessitano dell’approvazione sia della Camera dei deputati che del Senato.

Il Presidente della Repubblica può, nei 15 giorni successivi alla trasmissione della legge, decidere di non firmarne l’approvazione e di rinviarla alla Camera dei deputati motivando la propria decisione e chiedendo il riesame della legge. Tale procedura è chiamata veto. La Camera dei deputati può respingere il veto presidenziale a maggioranza assoluta e promulgare la legge senza effettuare alcuna modifica.

Oltre al Presidente della Repubblica, firmano una legge il presidente della Camera dei deputati e il capo del governo, anche se si tratta di una formalità.

In caso di scioglimento della Camera dei deputati, spetta al Senato adottare misure legislative per le questioni che non possono essere rimandate e che richiederebbero l’adozione di una legge. Il governo può proporre misure al Senato. Tali misure devono poi essere approvate dalla Camera dei deputati nel corso della sua prima riunione, altrimenti decadono.

Le leggi costituzionali non seguono questo iter. Per essere adottate, occorre che siano approvate dai tre quinti dei deputati (la cosiddetta maggioranza qualificata) e dei senatori anziché dalla maggioranza semplice dei parlamentari presenti, come richiesto per le leggi ordinarie. Le leggi costituzionali possono essere modificate o prorogate solo mediante altre leggi costituzionali (per esempio, nel periodo in cui la Camera è sciolta, non possono essere modificate da misure legislative del Senato) e il Presidente non può esprimere il veto nei loro confronti.

Nei limiti delle loro competenze, i ministeri, gli organi dell’amministrazione pubblica e gli enti locali possono emanare norme giuridiche di attuazione, come regolamenti e decreti, che indicano regole più dettagliate rispetto a quanto indicato nella legge.

Validità degli atti giuridici

Per poter entrare in vigore, una legge deve essere pubblicata. Le leggi costituzionali, le leggi ordinarie e gli altri atti normativi (decreti governativi, ministeriali, etc.) sono pubblicati nella Raccolta delle leggi (Sbírka zakonů) pubblicata dal ministero dell’Interno. Le leggi entrano in vigore il giorno della loro pubblicazione nella Raccolta delle leggi. Per ciascun atto pubblicato la Raccolta indica anche la data della sua applicazione, vale a dire la data a partire dalla quale diventa giuridicamente vincolante e obbligatoria per tutti i cittadini. Salvo se indicato diversamente, gli atti giuridici sono applicati quindici giorni dopo la data della loro pubblicazione. Qualora l’interesse generale lo richieda, l’inizio dell’applicazione può essere anticipato, al più presto al giorno della pubblicazione dell’atto. Il giorno di entrata in vigore e dell’applicazione possono quindi coincidere, ma un atto giuridico non può essere applicato prima della sua entrata in vigore. Le misure legislative adottate dal Senato sono pubblicate nella Raccolta delle leggi secondo le stesse modalità delle leggi. I trattati internazionali ratificati sono pubblicati nella Raccolta dei trattati internazionali (Sbírka mezinárodních smluv) . Gli atti degli enti regionali sono pubblicati nei bollettini, quelli degli enti comunali sono esposti per 15 giorni nella bacheca ufficiale dell’amministrazione comunale e poi seguono gli usi locali. Quando una legge o sue disposizioni o una normativa giuridica o una sua parte sono contrarie all’ordine o a una legge costituzionale, la Corte costituzionale ne decide l’abrogazione.

Per maggiori informazioni si può consultare il testo della Il link si apre in una nuova finestraCostituzione.

Banche dati giuridiche

La banca dati giuridica è di proprietà ed è gestita dal ministero dell’Interno della Repubblica ceca. Essa contiene le seguenti informazioni:

  • una sezione del sito istituzionale del Il link si apre in una nuova finestraMinistero dell’Interno dedicata alla Il link si apre in una nuova finestralegislazione. Contiene le versione elettroniche (in formato PDF) dei testi della Il link si apre in una nuova finestraRaccolta delle leggi della Repubblica ceca e una Il link si apre in una nuova finestraRaccolta dei trattati internazionali (parte della Gazzetta ufficiale). Il sito non ha carattere ufficiale né valore legale. La sua consultazione è aperta al pubblico e si possono effettuare ricerche sia per parole chiave sia attraverso metadati;
  • la Il link si apre in una nuova finestraSezione leggi del Il link si apre in una nuova finestraPortale della pubblica amministrazione della Repubblica ceca contiene le versioni aggiornate e consolidate delle leggi e di altre norme di diritto derivato. Il sito non ha carattere ufficiale né valore legale. Si possono effettuare ricerche all’interno della banca dati sia per parole chiave sia per nome e numero del documento;
  • il sistema informativo Il link si apre in una nuova finestraISAP consente l’accesso alle banche dati utilizzate per l’assegnazione di ruoli di coordinamento ai documenti del Consiglio nonché agli atti pubblicati sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Esso controlla altresì il processo di attuazione, l’iter legislativo nazionale e le procedure di infrazione. La banca dati mette a disposizione un archivio elettronico delle posizioni nazionali, dei documenti di lavoro, delle tavole di concordanza e di ulteriori materiali.

Giurisprudenza

Nella Repubblica ceca non esiste un’unica raccolta ufficiale in cui vengano sistematicamente pubblicate le decisioni di tutti i giudici cechi, per esempio le decisioni della Corte costituzionale e dei tribunali ordinari che possono avere un impatto generale. Le sentenze della Corte costituzionale sono pubblicate nella Raccolta delle sentenze e delle decisioni della Corte costituzionale (Sbírka nálezů a usnesení Ústavního soudu) pubblicata dall’editore C. H. Beck a Praga. Per quanto riguarda le decisioni dei tribunali ordinari, vengono pubblicate sistematicamente soltanto alcune decisioni scelte dei tribunali di grado superiore come la Corte suprema e la Corte amministrativa suprema. Le decisioni selezionate della Corte suprema e i suoi pareri, la cui finalità è di consolidare la giurisprudenza dei tribunali di grado inferiore sia del settore penale che civile, sono pubblicate nella Raccolta delle decisioni e dei pareri (Sbírka soudních rozhodnutí a stanovisek) pubblicata dall’editore LexisNexis di Praga. Le decisioni selezionate della Corte amministrativa suprema sono pubblicate nella Raccolta delle decisioni della Corte amministrativa suprema (Sbírka rozhodnutí Nejvyššího správního soudu) dall’editore ASPI di Praga. La giurisprudenza dei tribunali ordinari di grado inferiore non è pubblicata in maniera sistematica; alcune sentenze e decisioni scelte vengono occasionalmente pubblicate dalla stampa giuridica.

In questo contesto rivestono una grande importanza pratica i motori ufficiali di ricerca per la giurisprudenza della Corte costituzionale e dei tribunali ordinari che coprono integralmente le decisioni di tali tribunali. Sui server delle diverse giurisdizioni di grado inferiore cominciano a comparire selezioni della loro giurisprudenza in forma elettronica.

Il link si apre in una nuova finestraGiurisprudenza della Corte costituzionale della Repubblica ceca

Giurisprudenza della Corte suprema della Repubblica ceca

Il link si apre in una nuova finestraGiurisprudenza della Corte amministrativa suprema

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Segue una selezione di banche dati commerciali:

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Ultimo aggiornamento: 19/06/2019

Diritto degli Stati membri - Danimarca

Questa pagina contiene informazioni sull’ordinamento giuridico danese.

Per ulteriori informazioni sull’ordinamento giuridico danese si prega di consultare il sito Internet del Il link si apre in una nuova finestraministero danese della Giustizia e del Il link si apre in una nuova finestraParlamento danese.


Banche dati giuridiche

Il Il link si apre in una nuova finestraportale del diritto danese (Retsinformation) fornisce ai cittadini accesso a:

  • leggi, regolamenti amministrativi, trattati, legislazione consolidata;
  • documenti parlamentari;
  • decisioni amministrative;
  • decisioni dell'Ombudsman (difensore civico).

Questo portale contiene tutta la legislazione in vigore il 1° gennaio 1985 e tutta la legislazione introdotta successivamente a tale data.

La consultazione della banca dati è gratuita.


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Ultimo aggiornamento: 19/12/2017

Diritto degli Stati membri - Germania

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Il nuovo testo è stato già tradotto nelle lingue seguenti: tedesco.

Questa pagina contiene informazioni sull’ordinamento giuridico tedesco.


La Repubblica federale di Germania è uno Stato federale, democratico e sociale fondato sulla Costituzione. Assieme ai diritti fondamentali, i principi di uno Stato costituzionale federale, democratico e sociale formano il nucleo inviolabile della Costituzione tedesca, il rispetto della quale è garantito dalla Corte costituzionale federale.

Fonti del diritto

La base di tutte le fonti del diritto è la Costituzione tedesca, la Legge fondamentale della Repubblica federale di Germania (Grundgesetz), che:

  • stabilisce l’organizzazione di base e i principi strutturali essenziali dello Stato e dei suoi Il link si apre in una nuova finestraorgani più importanti;
  • definisce i principi secondo i quali si svolgono le elezioni del Bundestag (il Parlamento federale tedesco);
  • offre la base per lo status e i diritti dei membri del Bundestag democraticamente eletti;
  • illustra l’organizzazione del Bundestag e il modo in cui esso assolve le proprie funzioni.

Tipi di atti normativi - descrizione

Le principali fonti scritte del diritto tedesco sono la Costituzione, le leggi, gli atti normativi e gli statuti. Vi sono altresì fonti di diritto non scritte, come i principi generali di diritto internazionale, il diritto consuetudinario e la giurisprudenza (in particolare le decisioni della Corte costituzionale federale).

La Germania è uno Stato federale composto da 16 stati federati – i Länder. Vi sono pertanto leggi federali, che sono applicate su tutto il territorio della Federazione, e leggi del Land che hanno validità solamente nel Land in questione. Ciascun Land ha la propria Costituzione e, nel rispetto del quadro giuridico stabilito dalla Grundgesetz, ha anche il potere di adottare leggi, atti normativi e statuti.

La Costituzione federale fornisce disposizioni precise riguardo alle competenze legislative della Federazione e dei Länder. Gli articoli 71-74 elencano i poteri legislativi della Federazione, mentre, in tutti gli altri casi, la competenza spetta ai Länder.

Potestà legislativa esclusiva della Federazione

Nelle materie in cui la Federazione ha potestà legislativa esclusiva, i Länder possono adottare leggi solamente se espressamente autorizzati in tal senso da una legge federale (articolo 71 della Costituzione).

Ai sensi dell’articolo 73 della Costituzione, la Federazione detiene la potestà legislativa esclusiva nelle seguenti materie (tra le atre): tutte le questioni di politica estera, difesa (compresa la protezione della popolazione civile), cittadinanza, libertà di circolazione, passaporti, iscrizione all’anagrafe e carte d’identità, immigrazione, emigrazione ed estradizione, valuta e moneta ufficiale, unità del territorio doganale e zona commerciale, trasporto aereo, cooperazione tra la Federazione e i Länder per le attività di polizia in materia penale, legislazione in materia di armi ed esplosivi.

Potestà legislativa concorrente

Nelle materie in cui i Länder hanno potestà legislativa concorrente, essi hanno il diritto di adottare leggi se e nella misura in cui la Federazione non esercita i propri poteri legislativi nella stessa materia (articolo 72 della Costituzione). Le materie soggette a potestà legislativa concorrente riguardano il diritto civile, penale e della circolazione stradale, nonché il diritto di associazione, il diritto di soggiorno e stabilimento dei cittadini stranieri, il diritto dell’economia, del lavoro e alcuni aspetti della tutela dei consumatori. Con riferimento ad alcuni ambiti elencati all’articolo 74 della Costituzione e rientranti nell’ambito della potestà legislativa concorrente, la Federazione può adottare leggi solo se, e nella misura in cui, la creazione di condizioni di vita equivalenti in tutto il territorio federale oppure il mantenimento dell’unità economica o giuridica rende necessaria una regolamentazione federale nell’interesse nazionale.

Le leggi statali non possono essere in conflitto con le leggi federali. L’articolo 31 della Costituzione stabilisce che “la legge federale prevale sulla legge statale”. Tale principio si applica a prescindere dallo status gerarchico delle norme giuridiche in conflitto di modo che, per esempio, una legge federale prevale sulla Costituzione di un Land.

Gerarchia delle fonti

La Costituzione è al vertice della gerarchia delle norme nazionali. Essa prevale su tutte le altre fonti del diritto nazionale e, in quanto tale, è lo strumento da cui dipende l’intero sistema giuridico tedesco. Ogni disposizione di legge adottata in Germania deve essere compatibile con la Costituzione nella forma e nella sostanza. A tal fine, l’articolo 20, comma 3, della Costituzione specifica che il potere legislativo è soggetto all’ordine costituzionale, mentre il potere esecutivo e quello giudiziario sono soggetti alla legge e alla giustizia. Inoltre il potere legislativo, esecutivo e giudiziario sono soggetti in particolare ai diritti fondamentali sanciti dagli articoli 1-19 della Costituzione, che rappresentano il diritto direttamente applicabile (articolo 1, comma 3). La prevalenza della Costituzione, in ultima analisi, è salvaguardata dalla Corte costituzionale federale.

L’articolo 79, comma 2, stabilisce che la Costituzione può essere emendata con una maggioranza di due terzi dei membri del Bundestag e con i due terzi dei voti del Bundesrat, che è l’organo attraverso il quale i Länder partecipano all’attuazione delle leggi nella Federazione, alla sua amministrazione e alle questioni connesse all’Unione europea. Alcuni principi fondamentali della Costituzione – cioè la suddivisione della Federazione in Länder, la loro partecipazione, in linea di principio, all’iter legislativo e i principi sanciti dagli articoli 1-20 – non possono essere emendati in alcun modo (articolo 79, paragrafo 3).

I principi generali del diritto internazionale sono subordinati al rispetto della Costituzione, ma gerarchicamente prevalgono sulle leggi della Federazione e dei Länder. Tali principi generali, in forza di quanto espressamente disciplinato dalla Costituzione, costituiscono parte integrante del diritto federale, sono gerarchicamente sovraordinati alle leggi federali e istituiscono direttamente diritti e obblighi in capo agli abitanti del territorio federale (articolo 25). Questi principi generali del diritto internazionale, che non solo riguardano lo Stato, ma producono anche effetti giuridici sulle persone, comprendono, per esempio, la garanzia concessa agli stranieri di un’adeguata tutela giuridica o il “principio di specialità”, secondo il quale i procedimenti penali sono soggetti alle condizioni definite nell’autorizzazione all’estradizione dello Stato estero estradante.

Le leggi si collocano in posizione subordinata alla Costituzione. I poteri legislativi esercitati dalla Federazione nei confronti dei Länder sono enumerati in dettaglio dalla Costituzione (articoli 71-74). Le leggi sono approvate dal Bundestag con la partecipazione del Bundesrat. I progetti di legge possono essere presentati al Bundestag dal governo federale, dal Bundesrat o dai deputati del Bundestag (da un gruppo parlamentare o dal 5% dei deputati). La Costituzione specifica i casi in cui per l’approvazione definitiva di una legge da parte del Bundestag è necessario il consenso del Bundesrat (attualmente – stando ai dati statistici pubblicati dal Il link si apre in una nuova finestraBundesrat sul proprio sito Internet - circa il 45% di tutte le leggi). Per quanto riguarda le rimanenti leggi approvate dal Bundestag, il Bundesrat può opporsi solo a un progetto di legge approvato dal Bundestag, che a sua volta può respingere tale obiezione. In caso di divergenze di opinioni tra Bundestag e Bundesrat sui disegni di legge può essere convocata una commissione congiunta (il cosiddetto “Comitato di mediazione”), composto dai membri delle due assemblee in numero uguale (attualmente 16 per ciascun organo). Il Comitato di mediazione ha il compito di presentare proposte di conciliazione, ma non può decidere in luogo del Bundestag e del Bundesrat.

Gli atti normativi sono gerarchicamente subordinati alle leggi e possono essere emanati dal governo federale, da un ministro federale o dai governi di un Land. Gli statuti si collocano in una posizione subordinata rispetto agli atti normativi e sono emanati da una persona giuridica di diritto pubblico (per esempio, un comune).

Quadro istituzionale

Istituzioni preposte all’adozione degli atti normativi

Le leggi tedesche sono approvate dal parlamento. Il Bundestag è pertanto l’organo legislativo più importante e decide su tutte le leggi che rientrano nella sfera di competenza della Federazione tedesca in un iter legislativo che prevede anche la partecipazione del Bundesrat.

Il Bundesrat, il governo federale, i deputati e i gruppi parlamentari del Bundestag hanno titolo a introdurre nuove leggi o emendare quelle esistenti nel Bundestag sotto forma di progetti di legge. Questi sono discussi e sottoposti a deliberazione e votazione in Parlamento secondo un iter espressamente regolamentato.

Secondo l’ordinamento federale tedesco, i Länder detengono una quota considerevole dei poteri dello Stato, per cui anche il Bundesrat partecipa all’adozione delle leggi. Tutte le leggi sono sottoposte alla votazione del Bundesrat che, a seconda della natura della proposta di legge, può anche respingerle.

Per ulteriori informazioni si rimanda al sito web del Il link si apre in una nuova finestraBundestag.

Processo decisionale

Adozione delle leggi

I progetti di legge e le proposte di discussione sono presentate per la maggior parte dal governo federale. Essendo la parte centrale del potere esecutivo, il governo è l’organo dotato di una grande esperienza nell’attuazione delle leggi e ha una conoscenza diretta dei settori in cui concretamente occorrono nuovi provvedimenti.

Tuttavia, oltre al governo federale, anche il Bundesrat e i membri del Bundestag possono presentare un progetto di legge finalizzato all’adozione di nuove leggi.

Potere di iniziativa del governo federale o del Bundesrat

Se il governo federale intende emendare o proporre una legge, il Cancelliere federale deve in primo luogo presentare il progetto di legge al Bundesrat.

Il Bundesrat, quindi, dispone normalmente di un periodo di sei settimane per presentare osservazioni sul progetto di legge, alle quali il governo può rispondere con una replica scritta. A questo punto il Cancelliere federale trasmette il progetto di legge al Bundestag, unitamente alle osservazioni del Bundesrat. Fa eccezione a questo iter la proposta di legge finanziaria, che è trasmessa simultaneamente sia al Bundesrat che al Bundestag.

Un procedimento analogo si applica anche nel caso in cui è il Bundesrat a presentare un progetto di legge. Ottenuta l’approvazione del progetto di legge con il voto della maggioranza dei membri del Bundesrat, esso viene trasmesso prima al governo federale, che allega le proprie osservazioni generalmente entro sei settimane, e poi al Bundestag.

Potere di iniziativa dei deputati del Bundestag

I disegni di legge possono essere presentati anche dai membri del Bundestag, ma in questo caso devono essere sostenuti da almeno uno dei gruppi parlamentari oppure da almeno il 5% dei membri del Bundestag.

I disegni di legge introdotti seguendo questo iter non devono essere prima presentati al Bundesrat. Questo consente al governo di presentare disegni di legge particolarmente urgenti attraverso i propri gruppi parlamentari presenti nel Bundestag.

Distribuzione di stampati

Prima che un progetto di legge possa essere sottoposto all’approvazione nel Bundestag, deve innanzitutto essere trasmesso al Presidente del Bundestag e quindi registrato e stampato dall’Amministrazione.

Esso viene poi distribuito a tutti i membri del Bundestag e del Bundesrat e ai ministri federali, come protocollo stampato del Bundestag (Bundestagsdrucksache).

Con l’inserimento del progetto di legge nell’ordine del giorno della seduta plenaria si conclude il primo stadio dell’iter parlamentare: il progetto può a questo punto essere presentato ufficialmente e pubblicamente nel Bundestag.

Tre letture in seduta plenaria

Di norma i progetti di legge sono oggetto di triplice discussione nella seduta plenaria del Bundestag. Tali discussioni vengono chiamate “letture”.

Durante la prima lettura il dibattito ha luogo solamente se in tal senso ha deciso il Consiglio degli anziani (un organo esecutivo particolare del Bundestag) o su richiesta di un gruppo parlamentare. Nella maggior parte dei casi ciò avviene per i disegni di legge particolarmente controversi o di grande interesse pubblico.

L’obiettivo primario della prima lettura è di costituire uno o più comitati aventi il compito di esaminare il progetto di legge in vista della seconda lettura. Questa operazione avviene secondo le raccomandazioni del Consiglio degli anziani.

Se vengono costituiti più comitati, uno è incaricato della supervisione generale delle deliberazioni riguardanti il progetto di legge ed è responsabile del suo iter parlamentare. Gli altri comitati devono illustrare le proprie osservazioni in materia.

Attività legislativa nei comitati

I comitati permanenti, composti dai membri di tutti i gruppi parlamentari, si occupano dei dettagli dell’iter legislativo. I membri dei comitati approfondiscono la materia in oggetto e deliberano in occasione delle riunioni. Essi possono anche invitare alle sedute pubbliche esperti e rappresentanti delle parti interessate.

Parallelamente all’attività dei comitati, i gruppi parlamentari formano anche dei gruppi di lavoro in cui si esaminano le questioni in oggetto e si definiscono le proprie posizioni.

Non è insolito che i comitati forniscano l’occasione per stabilire punti di contatto tra i gruppi parlamentari. In una certa misura, la maggior parte dei disegni di legge è sottoposta a revisione in seguito alla collaborazione tra i gruppi parlamentari del governo e dell’opposizione.

Al termine delle deliberazioni, il comitato incaricato della supervisione generale del progetto di legge presenta una relazione alla seduta plenaria sullo svolgimento della fase di deliberazione e sulle sue conclusioni. La decisione che esso raccomanda costituisce il punto di partenza della seconda lettura che si terrà in seduta plenaria.

Discussione in seconda lettura

Prima della seconda lettura, tutti i membri ricevono una copia cartacea della raccomandazione della decisione pubblicata, per cui sono ben preparati per la discussione. I gruppi parlamentari, inoltre, coordinano nuovamente le proprie posizioni attraverso riunioni interne antecedenti al dibattito, per presentare un fronte comune alla seconda lettura pubblica.

Dopo la discussione generale tutte le disposizioni stabilite nel progetto di legge possono essere esaminate singolarmente. Di norma, tuttavia, in seduta plenaria si passa direttamente al voto sul progetto di legge integrale.

Ciascun membro del Bundestag può presentare proposte di modifica, che vengono esaminate immediatamente in sede plenaria. Se l’assemblea plenaria adotta le modifiche, occorre stampare e distribuire la nuova versione del progetto di legge. Questa procedura può tuttavia essere abbreviata con il consenso di due terzi dei membri presenti. Quindi subito dopo può iniziare la terza lettura.

Votazione in terza lettura

Nel corso della terza lettura può aver luogo un’ulteriore discussione solamente su richiesta di un gruppo parlamentare o di almeno il 5% dei membri del Bundestag.

In questa fase del procedimento i singoli membri non possono più presentare proposte di modifica, prerogativa riservata ai gruppi parlamentari o su richiesta del 5% dei membri del Bundestag. In particolare, è possibile presentare proposte solo in relazione alle modifiche adottate in seconda lettura.

La votazione finale ha luogo al termine della terza lettura. Alla domanda del Presidente del Bundestag di votare a favore o contro il progetto di legge o di astenersi dal voto, i membri rispondono alzandosi in piedi.

Una volta ottenuta la maggioranza necessaria nella seduta plenaria del Bundestag, il progetto di legge viene trasmesso al Bundesrat come legge.

Consenso del Bundesrat

Il Bundesrat consente ai Länder di partecipare alla creazione di ogni legge e le modalità precise che gli conferiscono il diritto di partecipare all’iter legislativo sono ben definite.

Il Bundesrat non può presentare emendamenti alla legge adottata dal Bundestag. Se però non dà il consenso all’approvazione di una legge, può chiedere che si riunisca il Comitato di mediazione, che è composto da membri del Bundestag e del Bundesrat in ugual numero.

Per alcune leggi l’approvazione del Bundesrat è una condizione imprescindibile, tra cui, per esempio, quelle che riguardano le finanze e le competenze amministrative dei Länder.

Per quanto riguarda i disegni di legge che possono essere respinti dal Bundesrat, il Bundestag può attuare una legge anche se non si è raggiunto un accordo in sede di Comitato di mediazione. Questa procedura richiede tuttavia un’altra votazione del Bundestag che approva la legge a maggioranza assoluta.

Entrata in vigore

Una volta approvato dal Bundestag e dal Bundesrat, il progetto di legge deve attraversare ulteriori fasi prima di entrare in vigore.

La legge approvata viene prima stampata e trasmessa al Cancelliere federale e ai ministri federali competenti, che la controfirmano.

A questo punto il Presidente federale riceve il progetto di legge che, una volta firmato, diventa legge. Il Presidente valuta che la legge sia stata adottata nel rispetto della Costituzione e che non sia palesemente in conflitto con essa. Una volta eseguiti questi controlli, il Presidente federale firma la legge e ne ordina la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica federale (Bundesgesetzblatt).

La legge a questo punto è promulgata. Se non viene specificata una data precisa per l’entrata in vigore, questa si intende al quattordicesimo giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.

Per ulteriori informazioni si rimanda al sito web del Il link si apre in una nuova finestraBundestag.

Banche dati giuridiche

Il ministero federale della Giustizia, nella sua banca dati giuridica denominata Il link si apre in una nuova finestraJURIS, mette a disposizione, tra l’altro, la legge federale nella versione vigente aggiornata. Sono consultabili anche tutte le versioni precedenti, nonché le leggi che sono state pubblicate, ma non ancora entrate in vigore.

La banca dati contiene anche il Trattato di unificazione e i regolamenti della ex RDT che sono tuttora applicabili alla Repubblica federale di Germania.

La legislazione degli Stati federali (Länder) è completa e aggiornata.

Alcune leggi sono disponibili anche in lingua inglese, tra cui: per esempio:

L’accesso alla banca dati non è gratuito.

I cittadini interessati possono fare riferimento a due banche dati giuridiche contenenti la quasi totalità della legislazione federale vigente (compresi i decreti legislativi) consultabili gratuitamente attraverso il sito Internet Il link si apre in una nuova finestraGesetze im Internet (legislazione on line) e attraverso il sito web del Il link si apre in una nuova finestraministro federale della Giustizia. Entrambe le banche dati sono messe a disposizione dal ministero federale della Giustizia in collaborazione con la Juris GmbH.

Il ministero federale dell’Interno, inoltre, in collaborazione con la Juris GmbH – ha creato Il link si apre in una nuova finestrauna banca dati per la pubblicazione delle norme federali.

Link correlati

Il link si apre in una nuova finestraGoverno federale della Germania

Il link si apre in una nuova finestraPubblicazione delle leggi federali

Il link si apre in una nuova finestraDisposizioni introduttive al Codice civile

Il link si apre in una nuova finestraCodice di procedura penale

Il link si apre in una nuova finestraCodice di procedura civile

Il link si apre in una nuova finestraBundestag

Il link si apre in una nuova finestraOrgani


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Ultimo aggiornamento: 20/02/2013

Diritto degli Stati membri - Estonia

La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.
Il nuovo testo è stato già tradotto nelle lingue seguenti: estone.

Questa pagina contiene informazioni sul sistema giuridico estone e una panoramica del diritto dell’Estonia.


Fonti del diritto

Il sistema giuridico estone ricalca il modello presente nell'Europa continentale (ossia il sistema di civil law) e le più importanti fonti del diritto derivano da atti giuridici quali la Costituzione, il diritto dell'Unione europea, i trattati internazionali, le leggi e i regolamenti.

Anche le interpretazioni giuridiche fornite dal tribunale di grado più elevato, ossia la Corte suprema e i pareri espressi dagli esperti (come ad esempio l'edizione commentata della Costituzione) valgono come punti di riferimento. La giurisprudenza non è una fonte di diritto e in generale le sentenze dei giudici di ultimo grado non sono vincolanti per i giudici di grado inferiore. Tuttavia, la Corte suprema, che è anche giudice costituzionale, può dichiarare l'invalidità di atti normativi in contrasto con la Costituzione o con altri atti giuridici di fonte superiore di quelli che sono dichiarati invalidi. Nel risolvere una controversia nessun giudice può applicare simili atti e i giudici sono autorizzati a non applicare atti normativi che sono in contrasto con la Costituzione. La Corte suprema, in veste di giudice costituzionale procede all'ulteriore esame del caso e può dichiarare gli atti in questione come incostituzionali (ma non può dichiararne l'invalidità).

Altre fonti di diritto riconosciute in Estonia sono le norme e i principi di diritto internazionale e i principi generali del diritto.

Tipi di atti normativi – descrizione

Costituzione – ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, della Costituzione, l'esercizio dei pubblici poteri deve avvenire esclusivamente secondo i principi sanciti dalla Costituzione e dalle leggi costituzionali.

Leggi – a norma dell'articolo 65 della Costituzione, l'adozione delle leggi spetta al Riigikogu (Parlamento estone), organo investito del potere legislativo. Le leggi sono adottate conformemente alla Costituzione e sono pubblicate secondo le forme prescritte nella Riigi Teataja (Gazzetta ufficiale). Solo le leggi pubblicate entrano in vigore.

Regolamenti – conformemente agli articoli 87 e 94 della Costituzione, il Governo della Repubblica e i ministri hanno il potere di emanare regolamenti ai sensi di una determinata legge e per la sua attuazione. Per disciplinare questioni di importanza locale o nei casi previsti dalla legge, anche i consigli comunali locali possono adottare regolamenti. Sostanzialmente, i regolamenti sono atti di base, la cui emanazione può avvenire solo entro un limitato potere discrezionale previsto dalla legge. Oltre al Governo della Repubblica, il diritto di emanare regolamenti viene riconosciuto ad altre persone giuridiche indipendenti, costituite da persone giuridiche di diritto pubblico (università) ed enti pubblici. In aggiunta, secondo quanto disposto nell'articolo 154, paragrafo 1, della Costituzione, il potere di emanare regolamenti spetta anche ai consigli governativi locali e alla Eesti Pank (banca centrale dell'Estonia) ai sensi dell'articolo 111.

Il governo della Repubblica e i ministri sono autorizzati a adottare regolamenti ai sensi di una determinata legge e per la sua attuazione. I regolamenti entrano in vigore il terzo giorno successivo alla loro pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, salvo diversamente stabilito nel regolamento.

Ordinanze amministrative – sono atti amministrativi individuali con cui un ente di diritto pubblico adotta decisioni concernenti singole questioni giuridiche. Come stabilito nell'articolo 87, paragrafo 6, della Costituzione, il Governo della Repubblica emana ordinanze amministrative conformemente a una data legge e per assicurarne il rispetto. Il potere di emanare ordinanze amministrative viene riconosciuto anche al primo ministro, ai governatori di contea e alle amministrazioni locali.

Decisioni – si tratta di atti amministrativi individuali emanati sulla base di problemi amministrativi o di ricorsi o allo scopo di infliggere sanzioni. Le decisioni sono adottate anche dal Parlamento, dai consigli governativi locali, dalla commissione elettorale nazionale e dai tribunali.

Ordinanze – come previsto dall'articolo 94 della Costituzione, i ministri emanano ordinanze in conformità di una data legge e per assicurarne il rispetto. Le ordinanze comprendono un codice di condotta obbligatorio di portata generale concernente questioni relative alle mansioni ministeriali o la struttura e l'organizzazione delle attività di enti pubblici che operano sotto la giurisdizione di un ministero.

Accordi internazionali e primato del diritto dell'Unione europea – ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, della Costituzione, i principi e le norme di diritto internazionale generalmente riconosciuti costituiscono parte integrante del sistema giuridico estone. Il paragrafo 123 della Costituzione stabilisce che la Repubblica dell'Estonia si astiene dalla stipula di accordi internazionali che confliggono con la Costituzione. La legge di modifica costituzionale sancisce il principio del primato del diritto dell'Unione europea. L'articolo 2 della suddetta legge stabilisce che, pur appartenendo all'Unione europea, l'Estonia applica la propria Costituzione, rispettando i diritti e dei doveri contemplati nell'atto di adesione. Se le leggi dell'Estonia o altre norme giuridiche sono in contrasto con gli accordi internazionali ratificati dal Parlamento si applicano le disposizioni degli accordi internazionali.

Questi ultimi entrano in vigore secondo la procedura definita negli accordi stessi.

L'applicazione del diritto straniero è regolata dalla legge sul diritto internazionale privato.

Se una legge, un accordo internazionale o una transazione prevede l'applicazione del diritto straniero, esso è applicato dal giudice indipendentemente dalla presenza di una istanza in tal senso. Il diritto straniero è applicato conformemente all'interpretazione e all'applicazione che ne è fatta nello stato interessato. Il diritto straniero non si applica se dall'applicazione ne deriverebbe un risultato in palese contrasto con i principi fondamentali del diritto estone (ordine pubblico). In tal caso si applica la legislazione estone.

Decreti – ai sensi dell'articolo 109 della Costituzione in casi di necessità e urgenza nazionali in cui non è possibile realizzare l'adunanza del Parlamento, il presidente della Repubblica può emanare decreti aventi forza di legge che, tuttavia, necessitano dell'approvazione del presidente del Parlamento e del primo ministro. Ai sensi della Costituzione il presidente emana:

  • speciali decreti in caso di questioni urgenti di interesse nazionale se il Parlamento non può essere riunito;
  • decreti d'urgenza nel caso di necessità e urgenza quando il governo ha dichiarato lo stato di urgenza e il Parlamento non può essere riunito o non dispone di tempo sufficiente per riunirsi.

Il decreto emesso dal Presidente della Repubblica entra in vigore il decimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale (Riigi Teataja), salvo diversamente disposto nel decreto stesso.

Riunito il Parlamento, il Presidente della Repubblica presenta i decreti al Parlamento, che provvede ad adottare immediatamente una legge in base alla quale approvarli o respingerli. Ai sensi dell'articolo 110 della Costituzione il Presidente della Repubblica non può avvalersi di un decreto per approvare, modificare o abrogare la Costituzione, le leggi di cui all'articolo 104 della Costituzione, nonché le leggi sulle imposte nazionali o sul bilancio dello Stato.

Gerarchia delle fonti

La gerarchia degli atti normativi è la seguente: la Costituzione, il diritto dell'Unione europea, gli accordi internazionali, le leggi e decreti, i regolamenti governativi e i regolamenti ministeriali. Oltre agli atti giuridici di base esistono singoli atti normativi adottati sulla base di una determinata legge e gerarchicamente subordinati alle leggi e ai regolamenti. Tutti gli atti normativi gerarchicamente inferiori devono essere conformi agli atti ad essi sovraordinati.

Quadro istituzionale

Istituzioni preposte all'adozione degli atti giuridici

Il sistema istituzionale estone segue il principio della separazione e dell'equilibrio dei poteri (secondo quanto previsto dall'articolo 4 della Costituzione).

Il potere legislativo è conferito al Parlamento (Riigikogu). Ai sensi dell'articolo 103 della Costituzione il diritto di iniziativa legislativa spetta ai membri del Parlamento, ai gruppi parlamentari, ai comitati parlamentari, al governo e al Presidente della Repubblica. Tuttavia, solo il presidente può proporre modifiche alla Costituzione. Il Parlamento discute le proposte di legge e può decidere di adottarle o respingerle.

Sulla base di una decisione adottata a maggioranza assoluta il Parlamento ha il diritto di proporre al governo l'adozione di un disegno di legge che sarà poi discusso in sede parlamentare.

Il Parlamento ha il diritto di sottoporre a referendum un disegno di legge o una questione di importanza nazionale. La proposta è considerata approvata se ha il favore della maggioranza dei votanti. Le leggi adottate mediante referendum sono tempestivamente promulgate dal Presidente della Repubblica. Le decisioni adottate mediante referendum sono vincolanti per tutte le pubbliche autorità. Se un disegno di legge sottoposto a referendum non è approvato dalla maggioranza dei votanti il Presidente della Repubblica indice elezioni straordinarie del Parlamento. Le questioni relative al bilancio, alla fiscalità, alle obbligazioni finanziarie dello Stato, alla ratifica o alla denuncia di accordi internazionali, alla dichiarazione o alla cessazione dello stato di urgenza e quelle relative alla difesa nazionale non possono essere sottoposte al referendum.

Il potere esecutivo spetta al Governo. Nella maggior parte dei casi, il Governo prepara i disegni di legge presentandoli al Parlamento. I ministri presentano al Governo i progetti di legge (costituiti da atti legislativi, regolamenti e altri documenti), dopo una fase di consultazione preventiva interministeriale

Il cancelliere della Giustizia e il revisore generale dei conti partecipano alle riunioni del Governo con il diritto di esprimere i propri pareri che, pur non essendo vincolanti per il Governo, spesso vengono presi in considerazione insieme alle raccomandazioni formulate. Qualora lo ritengano necessario, il cancelliere della Giustizia e il revisore generale dei conti possono esporre tali pareri direttamente alla commissione parlamentare preposta all'elaborazione della proposta di legge. Conformemente all'articolo 139 della Costituzione, il cancelliere della Giustizia esamina tutti i pareri pervenuti in merito alle modifiche legislative, all'adozione di nuove leggi e all'attività degli enti governativi e, se del caso, invia una relazione al Parlamento. Nell'ipotesi in cui rilevi che un atto giuridico adottato dall'organo legislativo, esecutivo o da un ente locale confligga con i principi sanciti dalla Costituzione o da una legge specifica, il cancelliere presenta una proposta all'ente che ha adottato la legge in questione, con l'intento di conformarla alla costituzione o alla legge in questione entro un periodo massimo di 20 giorni. Se questo non avviene entro il termine stabilito, il cancelliere della Giustizia presenta la propria proposta alla Corte suprema affinché la legge sia dichiarata invalida ai sensi dell'articolo 142 della Costituzione.

Il presidente della Repubblica promulga le leggi adottate dal Parlamento ma può anche rifiutarsi di farlo. In tal caso, può decidere di rinviare la legge al Parlamento unitamente alle proprie motivazioni, consentendo l'apertura di un nuovo dibattito e l'adozione di una nuova decisione.

Il ministro della Giustizia pubblica le leggi promulgate dal presidente della Repubblica sulla Gazzetta ufficiale estone.

Processo decisionale

L'iter legislativo seguito in Parlamento consta delle seguenti fasi:

  • presentazione della proposta di legge
  • esame della proposta di legge
  • adozione della proposta di legge

Presentazione

Ai sensi dell'articolo 103 della Costituzione, il diritto di iniziativa legislativa spetta al Governo, ai membri del Parlamento, ai gruppi politici parlamentari, alle commissioni parlamentari e al presidente della Repubblica. Tuttavia, solo il presidente può avviare le modifiche costituzionali. La proposta di legge deve rispettare le norme tecniche adottate dal Parlamento, nonché quelle adottate dal Governo della Repubblica. Il Parlamento inoltra la proposta di legge alla commissione parlamentare permanente responsabile dell'elaborazione della proposta.

Esame della proposta di legge

La proposta di legge viene elaborata da una commissione parlamentare permanente (composta dalla commissione per gli Affari legali, dalla commissione Costituzionale, dalla commissione per gli Affari economici, ecc.) in occasione della sessione plenaria del Parlamento. Su proposta del presidente della commissione, la proposta viene inserita nell'ordine del giorno della sessione plenaria del Parlamento.

Conformemente alla legge sul regolamento interno del Parlamento, la prima lettura della proposta di legge deve avvenire entro sette settimane di attività parlamentari in seduta plenaria successive alla sua accettazione. La proposta di legge viene discussa attraverso tre letture durante la sessione plenaria del Parlamento. La prima lettura apre la discussione sui principi generali della proposta di legge e si conclude con assenza di voti qualora la commissione che ha formulato la proposta o un gruppo coinvolto nella fase di trattativa non respinga la proposta. Dopo la prima lettura, insieme alle commissioni e ai gruppi parlamentari, i membri del Parlamento possono avanzare proposte di modifica entro un periodo massimo di 10 giorni di attività. Su richiesta della commissione responsabile della formulazione della proposta di legge, il presidente del Parlamento può fissare un altro termine entro il quale è possibile proporre modifiche.

La commissione incaricata di elaborare la proposta di legge riesamina tutte le proposte di modifica e decide se tenerne conto nella formulazione del nuovo testo della proposta destinato alla seconda lettura. La nuova versione del testo comprenderà tutte le modifiche accolte, nonché eventuali emendamenti effettuati dalla commissione stessa che, inoltre, redige un elenco di motivazioni da presentare in seconda lettura. Tali motivazioni comprendono alcune informazioni relative all'esame della proposta di legge, tra cui le ragioni alla base dell'accettazione o del rifiuto delle proposte di modifica e le motivazioni addotte dalla persona che ha avviato o presentato la proposta di legge, dagli esperti coinvolti nella procedura e da altre persone.

Su richiesta della commissione competente, la proposta di legge viene inserita nell'ordine del giorno per la seconda lettura. Dietro suggerimento del consiglio del Parlamento, della commissione o della persona che ha presentato la proposta di legge, il Parlamento sospende la seconda lettura della proposta senza voti. Se proposta da un gruppo parlamentare, la sospensione della lettura viene messa ai voti. Qualora la proposta di sospensione venga accolta, è ancora possibile proporre eventuali modifiche. In caso contrario, la seconda lettura si considera conclusa e la proposta di legge passa in terza lettura.

Al termine della seconda lettura è possibile mettere ai voti una la proposta di decisione del Parlamento.

La commissione competente stila il testo definitivo della proposta di legge destinato alla terza lettura, apportando correzioni di carattere tecnico e linguistico al termine della seconda lettura. In vista della terza lettura, la suddetta commissione può preparare un elenco di motivazioni volto ad offrire una panoramica delle modifiche apportate dopo la conclusione della seconda lettura. La terza lettura segna l'inizio di trattative in cui i rappresentanti dei gruppi parlamentari rilasciano alcune dichiarazioni. In questa fase la proposta di legge viene messa ai voti finali.

Adozione

L'adozione delle leggi e delle decisioni parlamentari avviene attraverso una votazione pubblica tenuta in seno al Parlamento. Il voto finale viene espresso durante la terza lettura della proposta di legge. Il numero minimo di parlamentari favorevoli all'adozione della legge viene stabilito nell'articolo 104 della Costituzione in funzione del tipo di legge:

  • per le leggi costituzionali, che richiedono la maggioranza assoluta dei membri del Parlamento, il voto a favore dell'adozione della legge deve essere espresso da 51 parlamentari su 101;
  • per le leggi ordinarie, cioè che richiedono la maggioranza semplice, il voto a favore dell'adozione deve essere espresso dalla maggior parte dei parlamentari presenti.

Le seguenti leggi possono essere adottate o emendate solo con la maggioranza assoluta dei membri del Parlamento:

  • la legge sulla cittadinanza;
  • la legge elettorale per l'elezione del Parlamento;
  • la legge elettorale per l'elezione del presidente della Repubblica;
  • la legge elettorale per gli enti locali;
  • la legge sul referendum;
  • la legge sulla regolamento interno della Parlamento e sulle procedure parlamentari;
  • la legge sull'assegno al presidente della Repubblica e ai membri del Parlamento;
  • la legge sul governo della Repubblica;
  • la legge sull'iniziativa giudiziaria nei confronti del presidente della Repubblica e dei membri del Parlamento;
  • la legge sull'autonomia culturale delle minoranze nazionali;
  • la legge di bilancio dello Stato;
  • la legge relativa alla Banca Nazionale estone;
  • la legge relativa alla corte dei conti nazionali;
  • la legge sull'organizzazione dei tribunali e sulle leggi relative alle procedure giudiziarie;
  • la legge relativa ai prestiti stranieri e nazionali e alle obbligazioni patrimoniali dello Stato;
  • la legge relativa allo stato d'urgenza;
  • la legge relativa alla difesa nazionale in tempo di pace e la legge relativa alla difesa della nazione in tempo di guerra.

Entro un periodo massimo di cinque giorni successivi all'adozione, la legge o la decisione parlamentare viene approvata dal presidente del Parlamento o, in sua assenza, dal vice presidente parlamentare che ha presieduto la sessione.

Promulgazione

Dopo l'adozione e la firma, la legge viene inviata al presidente della Repubblica per essere promulgata. Il presidente della Repubblica può rifiutare la promulgazione di una legge adottata dal Parlamento, rinviandola al Parlamento entro 14 giorni dalla ricezione, accompagnandola dalle motivazioni, per una nuova discussione in aula e successiva deliberazione. Se una legge è stata rinviata e il Parlamento la approva nuovamente senza modifiche il Presidente della Repubblica la promulga o può ancora sottoporre la legge alla Corte suprema per il vaglio della sua costituzionalità. Se la Corte suprema decide che la legge è conforme alla Costituzione, il Presidente è obbligato a promulgarla.

La legge entra in vigore il decimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale, salvo diversamente stabilito nella stessa legge.

Pubblicazione delle leggi

Le leggi e gli accordi internazionali principali vengono pubblicati sulla Gazzetta ufficiale. L'entrata in vigore di leggi e regolamenti avviene solo dopo questa pubblicazione.

La Il link si apre in una nuova finestraGazzetta ufficiale è la banca dati centrale della legislazione estone. Dal 1° giugno 2010 la Gazzetta ufficiale è pubblicata solo su internet, in veste di pubblicazione ufficiale online.

Dal 1° gennaio 2011 la Gazzetta ufficiale è pubblicata dal ministero della giustizia.

Breve descrizione del contenuto

La pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale riguarda leggi, regolamenti, accordi internazionali, decisioni parlamentari, decreti del governo della Repubblica, nonché altri importanti atti normativi e documenti come le traduzioni di strumenti normativi e le informazioni procedimentali relative ai lavori preparatori di disegni di legge.

La Gazzetta ufficiale raccoglie la maggior parte degli atti giuridici adottati a partire dal 1990.

Dal 1° giugno 2002 essa contiene le versioni consolidate ufficiali di leggi, decreti del presidente della Repubblica, regolamenti e decreti del Governo, regolamenti ministeriali, regolamenti del presidente della Banca Nazionale estone (Eesti Pank) e regolamenti della commissione elettorale nazionale. Le versioni consolidate delle decisioni parlamentari sono pubblicate dal numero del 1º giugno al 2010 e le versioni consolidate dei regolamenti delle autorità locali dalla fine del 2011.

Ogniqualvolta si decide di modificare tali atti giuridici, una versione consolidata e aggiornata contenente le modifiche apportate viene redatta e pubblicata insieme agli atti stessi. Questa versione conterrà anche le informazioni sull'entrata in vigore di tali atti. I testi consolidati sono ufficiali e ad essi può essere fatto riferimento nell'applicazione della legge. Essi hanno forza giuridica vincolante.

Tutti gli atti giuridici sono firmati digitalmente quando sono pubblicati. Chiunque può verificare la firma digitale e ciò garantisce che l'atto non è stato modificato dal momento della sua pubblicazione. Su tutti gli atti pubblicati è apposta inoltre elettronicamente l'ora e la data in modo da permettere di riconoscere eventuali modifiche non autorizzate.

È possibile consultare le versioni consolidate entrate in vigore in una data specifica. È altresì possibile accedere ai futuri progetti di tali atti giuridici, se essi sono conosciuti. Ogni versione consolidata è collegata alle versioni precedenti e a quelle successive. Questo consente di "passare rapidamente" da una precedente versione consolidata di un testo a quella successiva e viceversa.

L'utente può confrontare varie versioni consolidate di uno stesso atto per visionare le modifiche apportate ad esso.

I collegamenti presenti nella versione consolidata consentono di accedere ai regolamenti approvati sulla base di una legge e di passare da queste regolamenti alle disposizioni della legge che ne disciplinano l'approvazione.

Gli atti normativi pubblicati sulla Gazzetta ufficiale sono corredati da informazioni procedurali, che comprendono motivazioni (collegamenti alle banche dati di consultazione e alle procedure seguite dal Parlamento) e collegamenti alla legislazione dell'Unione europea, alle traduzioni e ad altre informazioni necessarie per la comprensione degli atti normativi.

Sulla sito internet della Gazzetta ufficiale è possibile effettuare una ricerca della giurisprudenza a delle corti distrettuali, delle corti di circondariali, e della Corte suprema. Sono disponibili anche informazioni sulla data e sull'ora delle udienze.

Sono pubblicate anche le massime e gli estratti delle sentenze della Corte suprema e tutte le decisioni emesse dalla Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU). Le massime sono state ordinate ed è possibile reperire le massime della Corte suprema mediante parole chiave o riferimenti agli atti giuridici in questione. Le decisioni della Corte europea dei diritti dell'uomo possono essere ricercate facendo riferimento all'articolo della legge.

Nella Gazzetta ufficiale sono pubblicate anche numerose nuove voci relative alle leggi e alla legge in generale.

Nel 2011 traduttori giurati hanno iniziato a tradurre in inglese i testi di legge aggiornati, un lavoro organizzato dal ministero della Giustizia. Il 30 ottobre 2013 è stato lanciato il sito Il link si apre in una nuova finestraweb in inglese della Gazzetta ufficiale (Riigi Teataja). Esso contiene le traduzioni in inglese aggiornate dei testi di legge consolidati. Entro la fine del 2014 saranno pubblicate online le traduzioni aggiornate di tutti i testi di legge consolidati estoni (tranne gli atti di ratifica). Anche se le traduzioni non hanno valore giuridico, esse sono aggiornate e ai testi consolidati si aggiungono le traduzioni di modifiche, prima che queste ultime entrino in vigore. Chiunque può chiedere l'invio via posta elettronica delle traduzioni più recenti, iscrivendosi al servizio MinuRT.

Esiste anche una funzione di ricerca per i disegni di legge che consente di conoscere i differenti stadi procedurali che hanno visto l'approvazione degli atti giuridici e di conoscere quelli per i quali la procedura è ancora in corso. Da questo sito si ha accesso a tutte le informazioni relative alle procedure legislative e ai documenti pertinenti. E' anche possibile ottenere informazioni procedimentali relative all'approvazione di diversi atti giuridici da una fase legislativa a un'altra, dette informazioni sono inviate al vostro indirizzo di posta elettronica previa inscrizione al servizio MinuRT.

Utilizzando il servizio MinuRT, tutti gli utenti possono creare un proprio portale in cui aggiungere determinati atti giuridici all'elenco dei collegamenti preferiti o da utilizzare per chiedere di ricevere informazioni via e-mail concernenti nuovi atti giuridici o nuove informazioni complementari.

La consultazione della banca dati giuridica è gratuita?

La consultazione della Gazzetta ufficiale e l'accesso a tutti i servizi informativi da parte dell'utente sono gratuiti.

Tutti coloro interessati alle pubblicazioni delle amministrazioni locali e degli enti statali (circa 600) possono consultare gratuitamente la Gazzetta ufficiale, avendo anche la possibilità di ricevere assistenza nella ricerca degli atti che interessano. Gli utenti possono stampare gratuitamente un numero massimo di 20 pagine.

Storia della banca dati della legislazione estone

La Il link si apre in una nuova finestraRiigi Teataja è la Gazzetta ufficiale della Repubblica estone. La sua prima pubblicazione è avvenuta il 27 novembre del 1918 ed è stata sospesa nel 1940, per poi riprendere nel 1990.

La sua prima comparsa su Internet risale al 1996. Il 1°giugno del 2002 anche la versione online è divenuta ufficiale.

Dal 2010 la Gazzetta viene pubblicata esclusivamente su Internet ed ha valore di pubblicazione ufficiale di rete. Pertanto, a partire da quella data la versione cartacea non è più disponibile.

Nel novembre del 2010 è stato introdotto un sistema elettronico molto più semplice in grado di fornire un maggior numero di informazioni giuridiche. La sua realizzazione è avvenuta sotto la guida del Governo, grazie ai finanziamenti offerti dal Fondo europeo di sviluppo regionale.

Dal 20 gennaio 2012 sul sito della Gazzetta ufficiale sono disponibili un massimario delle sentenze della Corte suprema e delle decisioni della CEDU, diverse informazioni relative alla legge in generale, sulla giurisprudenza e sulle udienze della corte.

Alla fine del 2012 è stata anche introdotta una funzione di ricerca per progetti di atti giuridici.

Dal 2013 le versioni consolidate aggiornate di tutti i regolamenti adottati dalle autorità locali sono pubblicate sulla Gazzetta ufficiale.

Dal 24 settembre 2013, tutti gli atti giuridici ricevono la firma elettronica dell'organo di pubblicazione e l'apposizione elettronica della data e dell'ora al momento della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.

Una versione della Gazzetta ufficiale in lingua inglese è stata lanciata il 30 ottobre 2013.

Nell'ambito del processo di sviluppo del nuovo sistema elettronico della Gazzetta ufficiale è prevista la creazione di un collegamento alla banca dati europea N-Lex.


La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Ultimo aggiornamento: 17/03/2017

Diritto degli Stati membri - Irlanda

La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.
Il nuovo testo è stato già tradotto nelle lingue seguenti: inglese.

La presente pagina contiene informazioni sul sistema giuridico irlandese.


Il link si apre in una nuova finestraL'ordinamento giuridico irlandese deriva da una molteplicità di fonti normative ed è fondato sul diritto consuetudinario (common law). La legge fondamentale dello Stato è la Costituzione nella sua forma attuale, entrata in vigore il 29 dicembre 1937. L’articolo 15, paragrafo 2, punto 1, della Costituzione irlandese dispone che il potere esclusivo di adottare leggi in nome dello Stato è affidato all Parlamento irlandese (Oireachtas), mentre l’articolo 34, paragrafo 1, prevede che la giustizia sia amministrata da tribunali istituiti dalla legge, presieduti da giudici nominati secondo le modalità previste dalla Costituzione stessa.

La Costituzione stabilisce la tripartizione dei poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) al fine di garantire che nessun organo dello Stato possa interferire con le funzioni attribuite agli altri due.

Nonostante la separazione dei poteri, i tribunali esercitano una funzione costituzionale in sede di revisione della costituzionalità e della legittimità di altri organi dello Stato. Il potere giudiziario è indipendente dal potere esecutivo nell’esercizio delle proprie funzioni.

Gli articoli 40‑44 della Costituzione sanciscono i diritti fondamentali dei cittadini.

Fonti del diritto

Tipi di atti normativi – descrizione

Ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 1, della Costituzione irlandese, l’Oireachtas è composto dal Presidente, dalla camera bassa (Dáil Éireann) e dalla camera alta (Seanad Éireann). L’articolo 15, paragrafo 2, punto 1, prevede che il potere legislativo esclusivo spetti all’Oireachtas. Le leggi che da esso promanano prendono il nome di “legislazione primaria”.

L’articolo 15, paragrafo 2, punto 2 prevede altresì la creazione e il riconoscimento di una legislazione secondaria (o diritto derivato), sotto forma di ordinanze, regolamenti, normative, programmi o leggi locali prodotti nell’esercizio del potere conferito secondo i vincoli di legge fissati dall’Oireachtas. Detta legislazione può provenire da un ministro del governo (o da un’autorità locale, a seconda del caso) in base ai criteri e nei limiti stabiliti dall’Oireachtas.

Ai sensi dell’articolo 34 della Costituzione irlandese e di talune leggi speciali, essenzialmente la legge sull’istituzione e la creazione dei tribunali [Courts (establishment and Constitution) Act] del 1961 e la legge sulle disposizioni integrative in materia di tribunali [Courts (Supplemental Provisions) Act] del 1961 e successive modifiche, il potere giudiziario dello Stato è esercitato dalla magistratura. La giurisprudenza è il diritto creato dai giudici e dalle loro pronunce, che interpretano e sviluppano la giurisprudenza e interpretano la legge.

Gerarchia delle fonti

La Costituzione è la fonte primaria del diritto dello Stato irlandese ed è subordinata unicamente al diritto comunitario; essa si colloca a un livello superiore rispetto alle altre fonti (inferiori) del diritto, tra cui il diritto consuetudinario. La validità di qualsiasi norma che provenga da tali fonti è soggetta all’osservanza dei principi costituzionali. Una norma di legge o di common law che si ponga in contrasto con un principio costituzionale è invalida e, pertanto, inefficace. Le disposizioni contenute nella Costituzione possono essere interpretate dai giudici superiori ma gli emendamenti alla Costituzione possono essere attuati unicamente con referendum popolare.

L’Irlanda è uno Stato dualista. L’articolo 29, paragrafo 6, della Costituzione stabilisce che gli accordi internazionali hanno forza di legge nei limiti fissati dall’Oireachtas (Parlamento). Ciò significa che i trattati internazionali stipulati devono essere recepiti e attuati dal diritto nazionale con una legge prima di trovare applicazione nello Stato. Il diritto comunitario rappresenta un’eccezione a questo principio poiché, ai sensi dell’articolo 29 della Costituzione, esso ha forza di legge nello Stato; il che significa che una qualsiasi legge o misura la cui adozione è resa necessaria dall’appartenenza dell’Irlanda all' Unione europea non può, in linea di principio, essere invalidata da una norma costituzionale.

La Convenzione europea sui diritti dell’uomo è stata attuata mediante la legge sulla Convenzione europea sui diritti dell’uomo (European Convention on Human Rights Act) del 2003, che è entrata in vigore il 31 dicembre 2003. La Convenzione fa parte del diritto irlandese ma è soggetta al vincolo della costituzionalità.

Quadro istituzionale

Istituzioni preposte all’adozione degli atti normativi

Processo decisionale

Ulteriori informazioni sulle principali istituzioni dello Stato sono disponibili nei seguenti siti Internet:

Banche dati giuridiche

Raccolta elettronica delle leggi irlandesi (eISB)

L’eISB contiene:

  • documenti in formato xhtml “fully searchable”, con la possibilità di effettuare ricerche;
  • leggi dell’Oireachtas (Parlamento) 1922–2008;
  • legislazione secondaria (decreti legislativi) 1922–2008;
  • raccolta di leggi (1922–2005);
  • le leggi dell’Oireachtas (Parlamento) e della legislazione secondaria (decreti legislativi) del 2009 sono disponibili in formato PDF (“non searchable”), senza possibilità di effettuare ricerche.

Siti Internet ufficiali delle camere dell’Oireachtas

Il sito ufficiale delle Camere del Parlamento (Il link si apre in una nuova finestraHouses of the Oireachtas) contiene:

Leggi attuali

Il sito consente l'accesso al testo completo delle leggi dell'Oireachtas dal 1997 ad oggi. Le leggi vengono pubblicate nella lingua di emanazione, gaelico o inglese o entrambe, con l’obbligo di traduzione nell’altra lingua ufficiale. Il gaelico è la prima lingua ufficiale (cfr. l’articolo 8 e l’articolo 25, paragrafo 4, punto 4, della Costituzione).

Il testo è fornito in file PDF, con collegamento dall’indice ai relativi articoli della legge.

Ogni anno vengono emanate circa 40 leggi. Il testo è disponibile in formato HTML.

Progetti di legge

Il sito fornisce inoltre l’accesso ai progetti di legge dal 1997 ad oggi. In esso figurano:

  • il testo originale completo dei progetti di legge (tra cui le relazioni esplicative);
  • le versioni dei progetti di legge modificate (da una camera o da una commissione);
  • i collegamenti ai dibattiti sui progetti di legge;
  • un elenco degli emendamenti ai progetti. Il testo del progetto di legge è disponibile in formato PDF, con collegamenti dall’indice ai relativi articoli.

Leggi del passato

Il sito fornisce accesso anche alle leggi dell’Oireachtas dal 1922 al 2002 (Acts of the Oireachtas 1922 – 2002 / Achtanna an Oireachtais 1922 – 2002).

La consultazione di queste banche dati è gratuita.

Link correlati

Il link si apre in una nuova finestraInformazioni sull’ordinamento giuridico

Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.supremecourt.ie/supremecourt/sclibrary3.nsf/pagecurrent/D5F78352A387D74480257315005A419E?opendocument&l=enInformazioni sulle istituzioni dello Stato e sulla Costituzione

http://www.citizensinformation.ie/categories/government-in-ireland/irish-constitution-1/main_institutions_of_the_stateIl link si apre in una nuova finestraBreve guida al processo legislativo

Il link si apre in una nuova finestrahttps://www.oireachtas.ie/en/visit-and-learn/how-parliament-works/how-laws-are-made/Il link si apre in una nuova finestraRaccolta elettronica delle leggi


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Ultimo aggiornamento: 12/11/2018

Diritto degli Stati membri - Grecia

Questa pagina contiene informazioni sull’ordinamento giuridico greco.


Fonti del diritto

  • Leggi
  • Diritto consuetudinario
  • Norme di diritto internazionale generalmente riconosciute
  • Diritto dell’Unione europea
  • Convenzioni internazionali
  • Contratti collettivi di lavoro
  • Buona fede oggettiva (Αντικειμενική καλή πίστη)
  • Sani principi morali (Χρηστά ήθη)
  • Consuetudine e usi commerciali (Συνήθειες και συναλλακτικά ήθη - codici generali di comportamento).

Tipi di atti normativi - descrizione

  • La Costituzione (Σύνταγμα)
  • Leggi formali (Τυπικός νόμος)
  • Altri atti legislativi (Πράξεις νομοθετικού περιεχομένου)
  • Decreti presidenziali (Προεδρικό διάταγμα)
  • Provvedimenti amministrativi (Διοικητικές πράξεις)
  • Trattati costitutivi dell’UE
  • Regolamenti dell'UE
  • Direttive dell'UE
  • Decisioni quadro dell'Ue
  • Convenzioni internazionali.

Gerarchia delle fonti

La Costituzione (Σύνταγμα) prevale su tutti gli atti normativi nazionali ed è seguita, in ordine di importanza, dalle leggi, dai decreti presidenziali e dai provvedimenti amministrativi. I trattati costitutivi dell’Unione europea si collocano sullo stesso piano della Costituzione, mentre gli altri strumenti normativi internazionali prevalgono sulle norme nazionali, ma non sulla Costituzione.

Quadro istituzionale

Istituzioni preposte all'adozione degli atti normativi

Per emendare o integrare la legislazione esistente, introdurre nuove norme o recepire disposizioni di diritto internazionale nel diritto nazionale: il ministro competente assegna la redazione di un progetto di legge a una commissione legislativa speciale.

Procedimento legislativo

Il progetto di legge redatto dalla commissione legislativa speciale è trasmesso alla commissione legislativa centrale in seno alla Segreteria generale di Gabinetto, organo governativo, che ne assicura la legittimità del testo e può formulare osservazioni in materia di costituzionalità e rispetto del diritto internazionale.

Il progetto di legge è quindi sottoposto al vaglio del Parlamento unitamente a una relazione informativa che illustra le motivazioni e gli obiettivi delle disposizioni proposte. Qualora il progetto di legge abbia ripercussioni sul bilancio nazionale, è redatta una speciale relazione sulla spesa e una relazione compartiva di spesa da parte della ragioneria generale dello stato (Γενικό Λογιστήριο του Κράτους). I progetti di legge devono essere accompagnati anche da una relazione di valutazione di ogni provvedimento che dovrà essere adottato una volta entrato in vigore la legge e da una relazione sulla consultazione pubblica che ha preceduto la trasmissione della legge, tranne casi particolari.

Il presidente del Parlamento invia il progetto di legge per la discussione alla sessione plenaria o ai comitati permanenti o a comitati parlamentari. Su proposta del ministro responsabile il presidente della Repubblica controfirma i decreti necessari all'attuazione delle leggi del Parlamento. Particolari disposizioni legislative conferiscono il potere alle autorità amministrative di adottare provvedimenti in determinate materie o su determinati aspetti di carattere locale o aventi carattere tecnico o di minore importanza.

Ai sensi dell’articolo 28 della Costituzione, le convenzioni internazionali ratificate con legge costituiscono parte integrante del diritto nazionale greco e prevalgono su qualsiasi norma in contrasto, purché esse rappresentino una legge successiva, fatta eccezione per le disposizioni della Costituzione.

I regolamenti dell’Unione europea hanno validità universale in tutti gli Stati membri, sono vincolanti e sono direttamente applicabili in ciascuno Stato membro.

Le direttive vengono recepite con una legge, un decreto presidenziale o una decisione ministeriale.

Una volta che una legge è stata firmata da tutti i ministri competenti, il presidente della Repubblica provvede alla sua pubblicazione e promulgazione entro un mese dall’approvazione da parte del Parlamento.

La data di entrata in vigore è specificata nella legge stessa. In caso contrario, la legge entra in vigore dieci giorni dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale greca (Εφημερίς της Κυβερνήσεως της Ελληνικής Δημοκρατίας), nel rispetto dell’articolo 103 delle disposizioni preliminari del codice civile.

La validità di una legge di ratifica di una convenzione decorre, in linea di principio, dalla pubblicazione della legge sulla Gazzetta ufficiale; la convenzione è efficace a decorrere dalla data specificata nel testo della convenzione stessa.

Per il testo delle leggi e per accedere alle relazioni informative successive alla fine del 1999 si può consultare il sito Internet del Βουλή των Ελλήνων (Parlamento greco). Inoltre, sul sito Internet del Il link si apre in una nuova finestraΕθνικό Τυπογραφείο (Poligrafico dello Stato) sono disponibili, alla voce Αναζητήσεις, gli elenchi annuali dal 1890 dei progetti di legge adottati e dei decreti presidenziali, la relativa materia e gli estremi del numero della Gazzetta ufficiale in cui sono stati pubblicati.

Il ministro che ha redatto il progetto di legge e lo ha presentato in Parlamento è competente anche per l’emendamento della legge.

Una legge è vigente finché non viene abrogata da una nuova legge.

Banche dati giuridiche

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Βουλή των Ελλήνων (Parlamento greco)

Il link si apre in una nuova finestraΕθνικό Τυπογραφείο (Poligrafico dello Stato)


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Ultimo aggiornamento: 02/07/2019

Diritto degli Stati membri - Spagna

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Questa pagina fornisce informazioni sul sistema giuridico spagnolo e una rassegna generale dell’ordinamento giuridico spagnolo.


Fonti dell’ordinamento giuridico spagnolo

Le fonti dell’ordinamento giuridico spagnolo sono definite all’articolo 1 del codice civile:

  1. le fonti dell’ordinamento giuridico spagnolo sono la legge, la consuetudine e i principi generali del diritto;
  2. le disposizioni in contrasto con una norma di rango superiore sono prive di validità;
  3. la consuetudine si applica soltanto in mancanza di una legge applicabile, a condizione che non sia contraria ai principi della morale o dell’ordine pubblico e che risulti provata;
  4. gli usi giuridici che non siano puramente interpretativi di una dichiarazione di volontà saranno considerati consuetudine;
  5. i principi generali del diritto si applicano in mancanza della legge o della consuetudine e ad essi si ispira l’ordinamento giuridico;
  6. le norme giuridiche contenute nei trattati internazionali non hanno applicazione diretta in Spagna finché non entrano a far parte dell’ordinamento interno in seguito alla loro pubblicazione integrale nella Gazzetta ufficiale dello Stato;
  7. la giurisprudenza completa l’ordinamento giuridico mediante principi giurisprudenziali consolidati della Corte suprema [Tribunal Supremo] nell’interpretazione e nell’applicazione della legge, della consuetudine e dei principi generali del diritto;
  8. i giudici e i tribunali hanno l’obbligo inderogabile di risolvere in ogni caso le cause di loro competenza, attenendosi al sistema di fonti stabilito.

Tipi di norme

Costituzione: norma giuridica suprema dello Stato, alla quale sono sottomessi tutti i poteri pubblici e i cittadini. Ogni disposizione o atto in contrasto con la Costituzione è privo di validità. È strutturata in due parti chiaramente distinte in funzione del loro contenuto: a) la parte dogmatica, e b) la parte organica.

Trattato internazionale: accordo scritto tra più soggetti del diritto internazionale e disciplinato da quest’ultimo, che può essere costituito da uno o più strumenti giuridici collegati e può avere diverse denominazioni.

Statuto di autonomia: normativa istituzionale fondamentale spagnola di ogni Comunità autonoma, riconosciuta dalla Costituzione spagnola del 1978 e approvata mediante legge organica. Deve contenere almeno la denominazione della Comunità, la delimitazione del suo territorio, la denominazione, organizzazione e sede delle istituzioni autonome e le competenze assunte.

  • Legge: esistono diversi tipi di leggi.
  • Legge organica: quelle relative all’attuazione dei diritti fondamentali e delle libertà pubbliche, quelle che approvano gli Statuti di autonomia e il regime elettorale generale e le altre previste dalla Costituzione.
  • Legge ordinaria: quelle che disciplinano le materie che formano oggetto di una legge organica.
  • Decreto legislativo: comportano la delega al governo, da parte delle Cortes Generales [parlamento], del potere di dettare norme aventi forza di legge su determinate materie.
  • Decreto legge: disposizioni legislative provvisorie dettate dal governo in caso di straordinaria e urgente necessità, che non possono modificare l’ordinamento delle istituzioni basilari dello Stato, i diritti, i doveri e le libertà dei cittadini regolati nel titolo I della Costituzione, il regime delle Comunità autonome, né il diritto elettorale generale. Devono essere immediatamente sottoposti a esame e votazione in assemblea del Congresso dei deputati nel termine di trenta giorni successivi alla loro promulgazione.
  • Regolamento: norma giuridica di carattere generale dettata dal potere esecutivo. Il suo grado nell’ordine gerarchico è immediatamente inferiore alla legge e in genere ne indica le modalità attuative.
  • Consuetudine: definita come «l’insieme delle norme derivate dalla ripetizione più o meno costante di atti uniformi». Per poter rappresentare una volontà collettiva e spontanea, la consuetudine deve essere generale, costante, uniforme e duratura.
  • Principi generali del diritto: enunciati normativi generali che, senza essere stati integrati nell’ordinamento giuridico tramite procedimenti formali, sono considerati parte dello stesso, perché fungono da fondamento per altri enunciati normativi particolari o comprendono in modo astratto il contenuto di un gruppo di essi. Servono a colmare lacune giuridiche o interpretare norme giuridiche.
  • Giurisprudenza: si costituisce a partire da due sentenze che interpretano una norma nello stesso senso, pronunciate dalla Corte suprema [Tribunal Supremo] e, quando si tratta di materie di competenza limitata alla Comunità autonoma, dai tribunali superiori di giustizia [Tribunales Superiores de Justicia] di tale Comunità autonoma. Qualora un giudice o tribunale si discosti dalla dottrina consolidata della Corte suprema, la sentenza non è automaticamente invalidata, ma serve come motivo di cassazione. La Corte suprema può invece scostarsi in qualsiasi momento dalla sua giurisprudenza consolidata.

Gerarchia delle norme

L’articolo 1.2 del codice civile spagnolo stabilisce che le disposizioni in contrasto con altre disposizioni di rango superiore sono prive di validità. Ciò significa che occorre necessariamente stabilire una gerarchia normativa e, a tal fine, la Costituzione spagnola regola l’interrelazione tra le diverse norme e i loro rapporti di gerarchia e competenza.

Secondo la Costituzione, nel diritto spagnolo l’ordine di priorità delle norme è il seguente:

  1. Costituzione.
  2. Trattati internazionali.
  3. Legge in senso stretto: legge organica, legge ordinaria e norme aventi forza di legge (tra le quali il regio decreto legge e il regio decreto legislativo).
  4. Norme adottate dall’esecutivo, con una propria gerarchia in funzione dell’organo che le promulga (regio decreto, decreto, decreto ministeriale, ecc.).

Si è inoltre stabilito un principio di competenza per quanto riguarda le norme promulgate dalle Comunità autonome attraverso i loro parlamenti.

Quadro istituzionale

Istituzioni responsabili dell’adozione di norme giuridiche

Il quadro istituzionale in Spagna si basa sul principio della separazione dei poteri e attribuisce il potere legislativo alle Cortes Generales e alle Assemblee legislative delle Comunità autonome.

Il governo esercita il potere esecutivo, compreso il potere regolamentare, e in determinate occasioni esercita il potere legislativo per delega delle Cortes Generales.

Le autorità locali non hanno potere legislativo, ma possono esercitare il potere regolamentare.

L’iniziativa legislativa spetta al governo, al Congresso e al Senato, alle Assemblee delle Comunità autonome e all’iniziativa popolare.

Il processo di adozione delle decisioni

Trattati internazionali: esistono tre meccanismi di approvazione, in funzione del tipo di materia disciplinata dal trattato.

  • Innanzi tutto, mediante legge organica si autorizza la stipulazione di trattati con i quali si attribuisce a un’organizzazione o istituzione internazionale l’esercizio di competenze derivate dalla Costituzione.
  • In secondo luogo, il governo può prestare il consenso dello Stato per contrarre obblighi tramite trattati o accordi con la previa autorizzazione delle Cortes Generales, nei seguenti casi: trattati di carattere politico, trattati o accordi di carattere militare, trattati o accordi che riguardano l’integrità territoriale dello Stato o i diritti e doveri fondamentali stabiliti nel titolo I della Costituzione, trattati o accordi che implicano obblighi finanziari per le finanze pubbliche, trattati o accordi che comportano modifiche o abrogazione di leggi o esigono misure legislative per la loro esecuzione.
  • Infine, per le restanti materie, è sufficiente informare immediatamente il Congresso e il Senato della conclusione del trattato o accordo.

I trattati internazionali validamente stipulati, una volta pubblicati ufficialmente in Spagna, formano parte dell’ordinamento interno. Le loro disposizioni possono essere derogate, modificate o sospese soltanto nella forma prevista nei trattati stessi o conformemente alle norme generali del diritto internazionale. Per la denuncia dei trattati e accordi internazionali si utilizza lo stesso procedimento previsto per la loro approvazione.

Legge

I progetti di legge sono approvati dal Consiglio dei ministri, che li sottoporrà al Congresso, accompagnati da una indicazione dei motivi e dei precedenti necessari per pronunciarsi su di essi.

Quando il Congresso dei deputati ha approvato un progetto di legge ordinaria od organica, il suo presidente informa immediatamente il presidente del Senato, il quale lo sottoporrà a delibera di quest’ultimo. Il Senato, entro due mesi dal giorno in cui ha ricevuto il testo, può opporre il suo veto o apportare emendamenti allo stesso. Il veto deve essere approvato a maggioranza assoluta.

Il progetto non può essere sottoposto al Re per sanzione fintanto che il Congresso non abbia ratificato il testo iniziale a maggioranza assoluta, in caso di veto, o a maggioranza semplice, una volta trascorsi due mesi dall’interposizione dello stesso, o si sia pronunciato sugli emendamenti, accettandoli o respingendoli a maggioranza semplice. Il periodo di due mesi di cui il Senato dispone per porre il veto o modificare il progetto si riduce a venti giorni nel caso di progetti dichiarati urgenti dal governo e dal Congresso dei deputati.

Nel termine di quindici giorni il Re sanziona le leggi approvate dalle Cortes Generales, le promulga e ordina la loro immediata pubblicazione.

  • Legge organica: l’approvazione, la modifica o l’abrogazione delle leggi organiche richiede la maggioranza assoluta del Congresso con una votazione finale del progetto nel suo insieme.

Regolamento: per l’elaborazione dei regolamenti si segue la procedura seguente:

  • la procedura è avviata dal centro direttivo competente con l’elaborazione del progetto, che sarà accompagnato da una relazione sulla sua necessità e utilità e da una scheda finanziaria contenente la stima dei costi che comporta;
  • durante il processo di elaborazione si devono richiedere, oltre alle relazioni, ai pareri e alle approvazioni preliminari prescritte, gli studi e le consulenze ritenute necessarie per garantire l’efficacia e la legalità del testo. In ogni caso, i regolamenti devono essere accompagnati da una relazione sull’impatto di genere delle misure previste dallo stesso;
  • quando la disposizione interessa i diritti e gli interessi legittimi dei cittadini, questi ultimi possono essere sentiti durante un periodo ragionevole, non inferiore a quindici giorni lavorativi. Analogamente, se la natura della disposizione lo richiede, durante il periodo indicato il progetto sarà oggetto di informazione pubblica;
  • in ogni caso, i progetti di regolamenti devono essere presentati dal Segretariato generale tecnico [Secretaría General Técnica], fatto salvo il parere del Consiglio di Stato nei casi previsti dalla legge;
  • se il regolamento può influire sulla ripartizione delle competenze tra lo Stato e le Comunità autonome, è necessaria una relazione preliminare del ministero della Politica territoriale;
  • per entrare in vigore, i regolamenti approvati dal governo devono essere pubblicati integralmente nella Gazzetta ufficiale dello Stato.

Banche dati sulla legislazione

La Gazzetta ufficiale dello Stato dispone di una banca dati contenente tutta la legislazione pubblicata dal 1960: Il link si apre in una nuova finestraIberlex.

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Breve descrizione del contenuto

Nel sito internet della Gazzetta ufficiale dello Stato si possono consultare le Gazzette pubblicate dal 1960.

Un motore di ricerca permette di consultare la legislazione e gli annunci, nonché le banche dati della giurisprudenza costituzionale dal 1980, dell’Avvocatura dello Stato (relazioni e sentenze dal 1997) e del Consiglio di Stato. Infine, offre servizi di avvisi legislativi, avvisi di annunci pubblicati e di consultazione di informazioni e documentazione.

Link correlati

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Ultimo aggiornamento: 12/03/2019

Diritto degli Stati membri - Francia

La presente pagina contiene una panoramica sulle varie fonti del diritto in Francia.


Fonti del diritto

Il diritto in Francia è essenzialmente composto da norme scritte, denominate le fonti del diritto. Esse possono essere norme adottate dagli Stati o tra gli Stati, a livello nazionale, ma possono anche essere la giurisprudenza dei giudici nazionali o internazionali oppure norme stabilite a livello locale, quali le ordinanze comunali, o ancora norme di organismi di professionisti del tipo dell'ordine dei medici, norme concordate dai cittadini – quali i contratti collettivi o i contratti e, infine, le consuetudini.

Tutto ciò è ordinato secondo una gerarchia delle fonti. Pertanto, una nuova norma:

  • deve rispettare le norme anteriori di livello superiore,
  • può modificare norme anteriori dello stesso livello,
  • comporta l’abrogazione di norme inferiori contrarie.

Fonti di diritto internazionale

Trattati e accordi internazionali

L'entrata in vigore di un trattato in Francia è subordinata alla relativa ratifica o all’approvazione e alla pubblicazione. Alcuni trattati si applicano direttamente all’interno dell’ordinamento giuridico francese, altri devono essere trasposti da una norma interna.

Diritto dell'Unione europea

La nozione di diritto dell'Unione europea rinvia alle norme stabilite dalle istituzioni della Comunità europea e dell’Unione europea. Esse sono: raccomandazioni, pareri, regolamenti, decisioni o direttive.

Fonti di diritto nazionali

Norme costituzionali

  • la Costituzione del 4 ottobre 1958;
  • il preambolo alla Costituzione del 27 ottobre 1946 nonché la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 26 agosto 1789 e i principi fondamentali riconosciuti dalle leggi della Repubblica ai quali esso rinvia;
  • le leggi organiche presentate al Consiglio costituzionale prima della promulgazione e destinate a integrare la Costituzione.

Leggi

La legge, adottata dal parlamento, è subordinata alla Costituzione. Il Consiglio costituzionale, quando viene adito, verifica la costituzionalità delle leggi prima della loro promulgazione, ossia: ne verifica la conformità rispetto alla Costituzione. Il Consiglio costituzionale può essere adito dal Presidente della Repubblica, dal Primo ministro, dai Presidenti dell'Assemblea nazionale e del Senato oppure da sessanta deputati o da sessanta senatori. Il Consiglio costituzionale inoltre può essere adito su rinvio del Consiglio di Stato o della Corte di Cassazione, con domande per l’abrogazione delle leggi in vigore, presentate da cittadini che, nel corso di una controversia alla quale tali leggi sono applicabili, contestano la conformità ai diritti e alle libertà che garantisce la Costituzione.

Ai sensi dell’articolo 55 della Costituzione, i trattati internazionali ratificati dalla Francia sono gerarchicamente superiori alle leggi. Il giudice amministrativo e ordinario esclude dunque l’applicazione di una legge che appare incompatibile con un trattato, a prescindere che esso sia anteriore o posteriore alla legge.

Atti con valenza normativa

  1. Ordinanze
  2. Conformemente all’articolo 38 della Costituzione, il Governo può chiedere al Parlamento, per l’esecuzione del suo programma e per una durata limitata, l'autorizzazione di adottare misure di tipo legislativo.Tali ordinanze sono atti formalmente regolamentari in quanto possono essere ratificate dal legislatore e possono quindi essere contestati dinanzi al giudice amministrativo fino alla loro ratifica.

  3. Regolamenti
    I regolamenti si distinguono in base all’autorità da cui promanano:
    • decreti del Presidente della Repubblica o del Primo ministro (nel caso siano adottati in sede di Consiglio dei ministri o del Consiglio di Stato possono essere modificati soltanto alle stesse condizioni);
    • decreti interministeriali o ministeriali;
    • decisioni regolamentari prese da autorità decentrate dello Stato (prefetto, sindaco) o decentralizzate (comune, dipartimento, regione).

  4. Le convenzioni collettive
  5. Il codice del lavoro fissa le regole generali applicabili alle condizioni di lavoro. In quest’ambito, i partner sociali del settore privato (datori di lavoro e sindacati dei lavoratori dipendenti) negoziano contratti e accordi.

    Essi definiscono l’insieme delle condizioni di lavoro e delle garanzie sociali applicabili ai lavoratori dipendenti delle strutture coinvolte (industrie e commercio del recupero, alloggi per giovani lavoratori, istituzioni di pensioni supplementari ecc.). Gli accordi collettivi riguardano un settore particolare (lavoratori dipendenti, orario di lavoro ecc.). Gli accordi e i contratti collettivi possono essere conclusi a livello di settore (gruppo di imprese che esercitano la stessa attività in un dato territorio), di impresa o di stabilimento. Il contratto collettivo può essere “esteso” dal ministro del Lavoro, delle relazioni sociali e della solidarietà o dal ministero dell’Agricoltura e della pesca e si applica dunque a tutte le strutture del settore di attività che esso copre.

La giurisprudenza giudiziaria e amministrativa

La giurisprudenza può essere creata da organi giurisdizionali o amministrativi. Quella degli organi giurisdizionali interpreta il diritto ma si applica in linea di principio soltanto al caso per il quale si emette la pronuncia. La giurisprudenza amministrativa ha invece un valore sovraregolamentare, visto che può annullare un regolamento, nonché un valore infralegislativo.

Quadro istituzionale

Iter legislativo in Francia

Occorre distinguere il progetto di legge per l’iniziativa del testo di legge spetta al governo e che viene presentato in Consiglio dei ministri da un ministro, dalla proposta per la quale l’iniziativa del testo di legge spetta al Parlamento. Il progetto o la proposta di legge vengono depositati presso l’Assemblea nazionale o in Senato.

Il testo della legge viene dunque esaminato dal Parlamento e viene adottato se approvato negli stessi termini da entrambe le camere.

In caso di disaccordo tra le due assemblee, si riunisce una commissione mista paritaria. Tale commissione, composta da sette deputati e da sette senatori, ha il compito di proporre un testo di legge comune.

Tuttavia, il governo può avviare il procedimento accelerato; in questo caso, è possibile costituire una commissione mista paritaria sin dalla prima lettura.

Il testo di legge viene promulgato (cioè firmato) dal Presidente della  Repubblica entro 15 giorni dalla trasmissione al governo del testo adottato dal Parlamento. Entro tale termine, il Presidente può chiedere un nuovo esame del testo e il Consiglio costituzionale può essere adito per verificare la conformità del testo con la Costituzione.

La legge promulgata entra in vigore dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale (Journal officiel).

Pubblicazione di leggi e regolamenti

Per essere obbligatori, le leggi e i regolamenti devono essere portati a conoscenza dei cittadini. Mentre i singoli atti devono essere notificati alle persone che ne costituiscono l'oggetto, gli atti normativi devono essere pubblicati.

Le norme relative all’entrata in vigore dei testi legislativi e regolamentari sono state modificate con l’ordinanza n. 2004-164, del 20 febbraio 2004, a decorrere dal 1° giugno 2004. Infatti l’articolo 1 del codice civile prevede che, salvo disposizione contraria, i testi entrano in vigore il giorno seguente alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.

Tuttavia, in caso di urgenza, entrano in vigore il giorno stesso della pubblicazione le leggi il cui decreto di promulgazione lo prescriva e gli atti amministrativi per cui il Governo lo ordini con una disposizione speciale.

Oltre ai decreti, vengono altresì pubblicati sulla Gazzetta ufficiale gli atti normativi adottati da autorità dello Stato competenti a livello nazionale (decreti ministeriali, atti delle autorità amministrative indipendenti ecc.). I decreti dei ministri sono spesso pubblicati anche sui bollettini ufficiali dei ministeri.

La pubblicazione sul solo bollettino ufficiale è possibile unicamente se l’atto normativo riguarda una categoria assai specifica di amministrati (essenzialmente i funzionari e gli agenti del ministero).

Gli atti delle autorità locali sono soggetti a particolari modalità di pubblicazione. Essi non compaiono mai sulla Gazzetta ufficiale.

Le circolari o istruzioni sono, in linea di principio, prive di valenza normativa. Tali atti si limitano a fornire istruzioni ai servizi per l'applicazioni di leggi e decreti, ovvero a precisare l’interpretazione di talune disposizioni.

Per essere applicabili essi devono essere pubblicati sul sito internet del Primo ministro previsto a tal proposito (decreto 2008-1281 dell’8 dicembre 2008). La consueta modalità di pubblicazione consiste nel relativo inserimento nei bollettini ufficiali dei ministeri. Solo le circolari più importanti vengono pubblicate sulla Gazzetta ufficiale.

Banche dati giuridiche

Le banche dati giuridiche pubbliche presenti in Francia costituiscono un servizio pubblico di diffusione via Internet (SPDDI) organizzato dal Il link si apre in una nuova finestradecreto n. 2002-1064, del 7 agosto 2002 (Il link si apre in una nuova finestraversione in lingua inglese).

Tale sistema è spiegato in dettaglio sulla Il link si apre in una nuova finestraNotice explicative (nota esplicativa) relativa al riutilizzo dei dati disponibili su Il link si apre in una nuova finestraLégifrance.

Il link si apre in una nuova finestraLégifrance contiene quanto segue:

  • i codici, le leggi e i regolamenti in versione consolidata (banca dati “Legi”);
  • i documenti nella versione pubblicata nell’edizione “leggi e decreti” della Gazzetta ufficiale (banca dati “Jorf”);
  • i contratti collettivi nazionali estesi (banca dati “Kali”);
  • le decisioni del Consiglio costituzionale (banca dati “Constit”);
  • le sentenze della Corte di cassazione e delle Corti d’appello (banca dati “Cass” per le sentenze pubblicate sul Bollettino, banca dati “Inca” per le inedite, banca dati “Capp” per le sentenze delle Corti d’appello);
  • le decisioni del Consiglio di Stato e del Tribunale dei conflitti (Tribunal des conflits), le decisioni delle corti amministrative d’appello e una selezione delle decisioni dei tribunali amministrativi (banca dati “Jade”);
  • le delibere della CNIL (banca dati “CNIL”).

A titolo informativo, esistono anche altri siti, accessibili direttamente o tramite Il link si apre in una nuova finestraLégifrance, che partecipano al SPPDI. Più in dettaglio:

  • sito della Il link si apre in una nuova finestraCorte dei conti per le decisioni dei giudici finanziari;
  • sito di ogni ministero per il relativo bollettino ufficiale;
  • sito della Direzione generale delle imposte per la Il link si apre in una nuova finestradocumentazione fiscale;
  • sito del ministero degli Affari esteri ed europei per gli accordi internazionali (banca dati “Il link si apre in una nuova finestraPacte“).

Le informazioni relative ai requisiti di estrazione e di riutilizzo dei dati riguardanti la suddetta categoria sono disponibili su ciascun sito.

Légifrance offre altresì un Il link si apre in una nuova finestraCatalogo delle banche dati sopra elencate e l’Il link si apre in una nuova finestraelenco delle tariffe delle licenze Légifrance.

Banche dati

Segue un elenco non esaustivo delle banche dati giuridiche:

  • la banca dati Il link si apre in una nuova finestraLEGI contiene codici, leggi e regolamenti, nella versione consolidata;
  • la banca dati Il link si apre in una nuova finestraJORF contiene documenti nella versione pubblicata nell’edizione “leggi e decreti” della Gazzetta ufficiale;
  • la banca dati Il link si apre in una nuova finestraKALI contiene contratti collettivi nazionali estesi;
  • la banca dati Il link si apre in una nuova finestraCONSTIT contiene decisioni del Consiglio costituzionale;
  • la banca dati Il link si apre in una nuova finestraJADE contiene decisioni del Consiglio di Stato e del Tribunale dei conflitti (Tribunal des conflits), le decisioni delle Corti amministrative d’appello e una selezione delle decisioni dei Tribunali amministrativi;
  • la banca dati Il link si apre in una nuova finestraCNIL contiene delibere della CNIL (Commissions nationale de l’informatique et des libertés, Commissione nazionale dell’informatica e delle libertà).

La giurisprudenza della Il link si apre in una nuova finestraCorte di cassazione è disponibile sul relativo sito.

È offerto un servizio online per ordinare Il link si apre in una nuova finestrasentenze della Corte di cassazione e alcune Il link si apre in una nuova finestrasentenze della Corte di cassazione sono tradotte in inglese, arabo e cinese mandarino.


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Ultimo aggiornamento: 24/08/2018

Diritto degli Stati membri - Croazia

La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.
Il nuovo testo è stato già tradotto nelle lingue seguenti: croato.


Costituzione della Repubblica di Croazia

Il link si apre in una nuova finestraCostituzione della Repubblica di Croazia

La Costituzione della Repubblica di Croazia del 22 dicembre 1990 (di seguito "la Costituzione del 1990"), adottando il nuovo ordinamento costituzionale del 1990, ha definito la composizione della Corte costituzionale della Repubblica di Croazia (di seguito "la Corte costituzionale"), nonché la natura e i limiti dei suoi poteri.

Ai sensi della Costituzione del 1990:

  • la Corte costituzionale è composta da undici giudici eletti per un mandato di otto anni dalla Camera dei rappresentanti sulla base di una proposta della Camera delle contee del Parlamento della Repubblica di Croazia; i giudici sono scelti tra i giuristi più illustri, in particolare giudici, pubblici ministeri, avvocati e docenti universitari di diritto;
  • la Corte costituzionale elegge il suo presidente con mandato quadriennale; i giudici della Corte costituzionale non possono ricoprire altri incarichi pubblici né svolgere attività professionali;
  • i giudici della Corte costituzionale godono delle stesse immunità riconosciute ai membri del Parlamento croato;
  • i giudici della Corte costituzionale possono essere sollevati dall'incarico prima della scadenza del loro mandato su loro richiesta, in caso di condanna a una pena detentiva o qualora la Corte costituzionale li reputi permanentemente incapaci di svolgere i loro compiti.

I poteri fondamentali attribuiti alla Corte costituzionale dalla Costituzione del 1990 sono i seguenti:

  • decidere sulla conformità delle leggi alla Costituzione e abrogarle qualora le consideri incostituzionali;
  • decidere sulla conformità di altre disposizioni legislative alla Costituzione e alle leggi e abrogare o annullare altre disposizioni legislative qualora le consideri incostituzionali o illegittime;
  • tutelare le libertà e i diritti umani e costituzionali dei cittadini nei procedimenti instaurati sulla base di un'eccezione di costituzionalità;
  • pronunciarsi su conflitti di competenza tra gli organi legislativi, esecutivi e giudiziari;
  • vigilare sulla costituzionalità dei programmi e delle attività dei partiti politici ed eventualmente metterne al bando l'operato qualora il loro programma o le loro attività costituiscano una grave minaccia per l'ordine costituzionale democratico, l'indipendenza, l'unità o l'integrità territoriale della Repubblica di Croazia;
  • vigilare sulla costituzionalità e legittimità delle elezioni e dei referendum indetti dalla Repubblica, nonché risolvere conflitti elettorali che non rientrano nella competenza degli organi giurisdizionali;
  • su proposta del governo della Repubblica di Croazia, stabilire che il presidente della Repubblica è permanentemente incapace di svolgere i suoi compiti; in tali casi le funzioni del presidente della Repubblica sono temporaneamente assunte dal presidente del Parlamento croato;
  • nei procedimenti instaurati a seguito di una votazione a maggioranza di due terzi di tutti i membri della Camera dei rappresentanti del Parlamento croato, decidere, con la maggioranza di due terzi di tutti i giudici, sulla messa in stato di accusa del presidente della Repubblica. Se la Corte costituzionale conferma la richiesta di messa in stato d'accusa, il presidente della Repubblica cessa dalle proprie funzioni in virtù della Costituzione.

La Costituzione del 1990 stabiliva altresì che una legge costituzionale, da adottarsi secondo la procedura prevista per le modifiche costituzionali, avrebbe disciplinato le condizioni per l'elezione dei giudici della Corte costituzionale e la cessazione del loro mandato, le condizioni e i termini per l'instaurazione di procedimenti di controllo della costituzionalità e della legittimità, la procedura e gli effetti giuridici delle decisioni della Corte, la tutela delle libertà e dei diritti umani e costituzionali dei cittadini nonché altre questioni rilevanti ai fini dell'espletamento delle funzioni e dell'operato della Corte costituzionale.

Dal 1990 nessuna legge dell'ordinamento costituzionale della Repubblica di Croazia è stata adottata secondo la procedura prevista per la Costituzione, ossia la procedura alla quale la Costituzione attribuisce valore costituzionale, ad eccezione della legge costituzionale riguardante la Corte costituzionale della Repubblica di Croazia. Questa è un'evidente dimostrazione dell'importanza e del ruolo del controllo costituzionale nell'ordinamento giuridico della Repubblica di Croazia.

In conformità della Costituzione del 1990, nel marzo 1991 il Parlamento croato ha approvato la prima legge costituzionale riguardante la Corte costituzionale della Repubblica di Croazia (di seguito "la legge costituzionale del 1991"), che amplia ulteriormente i poteri della Corte costituzionale stabiliti dalla Costituzione del 1990.

La prima modifica della Costituzione del 1990 risale alla fine del 1997, quando è stata approvata la legge costituzionale di modifica e integrazione della Costituzione della Repubblica di Croazia. Le modifiche e integrazioni contenute in questa legge non hanno riguardato nessuna delle disposizioni della Costituzione del 1990 che disciplinano i poteri della Corte costituzionale. Nel settembre 1999 il Parlamento ha approvato una nuova legge costituzionale riguardante la Corte costituzionale della Repubblica di Croazia (di seguito "la legge costituzionale del 1999").

La seconda modifica della Costituzione risale alla fine del 2000, quando è stata approvata la legge di modifica della Costituzione della Repubblica di Croazia. Queste modifiche alla Costituzione hanno considerevolmente ampliato i poteri della Corte costituzionale e aumentato il numero dei giudici da undici a tredici. In aggiunta ai poteri già previsti dalla Costituzione del 1990, alla Corte costituzionale sono stati attribuiti anche i seguenti:

  • verificare la costituzionalità di una legge e la costituzionalità e legittimità di altri regolamenti non più vigenti, a condizione che intercorra meno di un anno tra la data in cui le leggi e i regolamenti hanno cessato di essere in vigore e la data in cui è stata depositata la domanda o la proposta di avviare il procedimento di verifica;
  • vigilare sull'attuazione della costituzionalità e legittimità e relazionare alla Camera dei rappresentanti del Parlamento croato su qualsiasi caso di incostituzionalità e illegittimità riscontrato dalla Corte;
  • qualora accerti che un organismo competente, pur essendovi obbligato, non ha emesso un regolamento di attuazione di disposizioni della Costituzione, leggi e altri regolamenti, la Corte costituzionale deve informare il governo della Repubblica di Croazia e, nel caso di regolamenti la cui adozione era di competenza del governo, la Camera dei rappresentanti del Parlamento croato;
  • su proposta del governo della Repubblica di Croazia, adottare una decisione che attribuisce al presidente del Parlamento croato le funzioni di presidente della Repubblica ad interim qualora il presidente della Repubblica in carica non sia in grado di esercitare le proprie funzioni per un periodo di tempo considerevole a causa di malattia o incapacità, in particolare qualora non sia in grado di decidere in merito alla delega delle proprie funzioni a un sostituto temporaneo;
  • fornire l'autorizzazione preventiva all'arresto o all'instaurazione di procedimenti penali contro il presidente della Repubblica;
  • pronunciarsi sugli appelli contro le decisioni del Consiglio giudiziario nazionale volte a sollevare un giudice dalle sue funzioni e pronunciarsi sugli appelli avverso le decisioni del Consiglio giudiziario nazionale riguardanti la responsabilità disciplinare di un giudice, in entrambi i casi entro trenta giorni dalla presentazione degli appelli stessi (la decisione esclude il diritto di presentare eccezioni di costituzionalità).

La terza modifica della Costituzione del 1990 risale all'inizio del 2001. In questo caso non ci sono state modifiche, né integrazioni delle disposizioni costituzionali del 2000, che avevano significativamente ampliato i poteri della Corte costituzionale rispetto a quelli previsti dalla Costituzione del 1990; è stata invece armonizzata la terminologia utilizzata nella parte della Costituzione relativa alla Corte costituzionale con la terminologia usata nella Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Inoltre, dalle disposizioni vigenti della Costituzione che riguardano la Corte costituzionale sono stati espunti tutti i riferimenti alla Camera dei rappresentanti e alla Camera delle contee del Parlamento croato, perché le modifiche apportate alla Costituzione nel 2001 hanno ristrutturato il Parlamento nazionale in senso monocamerale (la Camera delle contee è stata abolita e le disposizioni che facevano riferimento alla Camera dei rappresentanti sono state sostituite da disposizioni contenenti riferimenti al Parlamento croato).

Nel marzo 2002 è stata approvata la legge costituzionale di modifica e integrazione della legge costituzionale riguardante la Corte costituzionale della Repubblica di Croazia, che ha armonizzato il testo della legge costituzionale del 1999 con i più ampi poteri attribuiti alla Corte costituzionale in seguito alla modifica della Costituzione del 2000, tuttora vigente.

Il controllo costituzionale è stato introdotto nella Repubblica di Croazia nel 1963 e la Corte costituzionale ha iniziato a operare nel 1964.

Il controllo costituzionale nella Repubblica di Croazia può essere diviso in due periodi storici:

il controllo costituzionale nell'ex Repubblica socialista di Croazia dal 1963 al 1990, ossia nel periodo in cui la Croazia era una delle sei entità federate (repubbliche) che costituivano l'ex Repubblica federativa socialista di Iugoslavia;

il controllo costituzionale nella Repubblica di Croazia dal 1990 a oggi, ossia nel periodo dopo che la Repubblica di Croazia è diventata autonoma e indipendente.

Norme principali in materia penale

Il link si apre in una nuova finestraDiritto penale

Codice penale

Codice di procedura penale

Legge sui reati minori

Legge sui tribunali dei minori

Legge sulla protezione delle persone con disturbi mentali

Legge sull'imprescrittibilità dei reati di sciacallaggio compiuti in tempo di guerra e dei reati relativi alla transizione economica e alla privatizzazione

Legge sui risarcimenti finanziari per le vittime di reati

Legge sulla responsabilità delle persone giuridiche per i reati

Legge sull'amnistia

Legge sulla procedura per la confisca dei proventi di reati e reati minori

Legge sulle conseguenze giuridiche di sentenze, iscrizioni nel casellario giudiziale e riabilitazioni

Legge sulla libertà provvisoria

Norme principali in materia civile, commerciale e amministrativa

Il link si apre in una nuova finestraDiritto civile

Legge sull'applicazione delle norme

Legge sull'arbitrato

Legge sul gratuito patrocinio

Legge sulla convalida

Legge sulla conciliazione

Legge sulla successione

Legge sugli obblighi civili

Codice di procedura civile

Legge sui diritti di proprietà e altri diritti reali

Legge sull'affitto e l'acquisto di locali commerciali

Legge sul registro fondiario

Legge sulla responsabilità della Repubblica di Croazia per i danni causati nell'ex Repubblica federativa socialista di Iugoslavia di cui quest'ultima era responsabile

Legge sulla responsabilità della Repubblica di Croazia per i danni causati da appartenenti alle forze armate e alle forze dell'ordine croate durante la guerra d'indipendenza croata

Legge sulla responsabilità per i danni causati da atti terroristici e manifestazioni pubbliche

Legge sul divieto di trasferire ad altri utenti o nella proprietà di persone fisiche e giuridiche il diritto di utilizzare e disporre di determinati beni immobili di proprietà pubblica

Legge che nega a determinate persone giuridiche il diritto di disporre e prendere possesso di beni nella Repubblica di Croazia

Legge sulla risoluzione di conflitti legislativi con le norme di altri Stati in relazioni specifiche

Il link si apre in una nuova finestraDiritto commerciale

Legge fallimentare

Legge sulle società

Legge sui registri giudiziari

Legge sull'introduzione della società europea (SE) e del gruppo europeo di interesse economico (GEIE)

Il link si apre in una nuova finestraDiritto amministrativo

Legge sugli espropri

Legge sugli espropri e la concessione di risarcimenti

Legge sui conflitti amministrativi

Legge sui risarcimenti per i beni confiscati durante il regime comunista iugoslavo

Norme e trattati internazionali riguardanti l'applicazione della legge sui risarcimenti per i beni confiscati durante il regime comunista iugoslavo


La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Ultimo aggiornamento: 22/08/2016

Diritto degli Stati membri - Italia

Questa pagina contiene informazioni sull'ordinamento giuridico italiano.


Fonti del diritto

In Italia, come in ogni democrazia moderna, il sistema politico si basa sulla separazione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario.

Le fonti del diritto italiane sono generalmente predisposte dal potere legislativo e sono attuate dal potere esecutivo. Il potere giudiziario interviene in caso di violazione della legge.

Tipi di atti normativi – descrizione

Queste le fonti del diritto in Italia, in ordine di importanza:

  • Costituzione
  • leggi (codici, altre leggi emanate dal parlamento e leggi regionali)
  • regolamenti
  • usi e consuetudini

Anche il referendum può essere una fonte del diritto nel caso in cui abroghi una legge precedente.

La legge è soggetta ad interpretazione e la giurisprudenza può influenzare le decisioni successive. Tuttavia la giurisprudenza non è pienamente vincolante in quanto in Italia vige un sistema di civil law, ossia un sistema in cui le leggi scritte costituiscono la fonte principale per gli interpreti del diritto.

La Costituzione è la fonte principale del diritto. È prodotta dal potere costituente e può essere modificata soltanto tramite un procedimento speciale, molto più complesso di quello previsto per modificare le leggi ordinarie.

L'intero Parlamento, composto dalla Camera dei deputati e dal Senato, partecipa all'adozione delle leggi, che devono essere applicate e rispettate in tutto il territorio nazionale. Fanno eccezione le leggi speciali adottate per territori o eventi specifici (ad esempio nel caso di un terremoto).

Le leggi regionali vigono soltanto nel territorio della regione interessata, e possono disciplinare soltanto materie specifiche.

In alcune materie esiste una competenza legislativa concorrente delle regioni e dello Stato, ma in assenza di normativa nazionale la legge regionale può regolare in via esclusiva determinate materie, quali commercio, istruzione, ricerca scientifica, sport, porti e aeroporti, sicurezza sul lavoro e beni culturali.

I regolamenti sono strumenti normativi di rango secondario, che precisano le modalità di esecuzione di leggi nazionali e regionali.

Gerarchia delle fonti

Il sistema giudiziario italiano rispetta le norme, gli usi e le consuetudini vigenti nell'Unione europea e a livello internazionale.

Esiste una gerarchia delle fonti del diritto. In base al principio dello Stato di diritto, una legge non può essere contraria alla Costituzione e un regolamento non può essere contrario a una legge ordinaria.

Quadro istituzionale

Istituzioni preposte all'adozione degli atti normativi

Le istituzioni competenti per l'adozione degli atti normativi sono generalmente il Parlamento e i Consigli regionali.

In casi particolari (situazioni di urgenza o delega del Parlamento) anche il governo può adottare atti normativi (che sono successivamente confermati o modificati dal Parlamento).

I regolamenti sono in genere emanati dal governo o dai Consigli regionali, e precisano le modalità di esecuzione delle leggi.

Processo decisionale

Il processo ordinario per l'adozione delle leggi consiste in tre fasi:

  • iniziativa legislativa: titolari del potere di iniziativa sono il governo, i singoli parlamentari, gruppi di elettori (cittadini), i Consigli regionali e alcune istituzioni specifiche;
  • discussione e votazione: può avvenire in modi diversi, a seconda delle regole interne al Parlamento;
  • promulgazione e pubblicazione: consiste nella proclamazione da parte del presidente della Repubblica italiana e nella pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.

Banche dati giuridiche

Il progetto "Il link si apre in una nuova finestraNormattiva" nato, nel marzo 2010, per promuovere l’informatizzazione e la classificazione della normativa statale e regionale vigente delle amministrazioni pubbliche e per facilitarne la ricerca e la consultazione gratuita da parte dei cittadini, nonché di fornire strumenti per l’attività di riordino normativo, compito affidato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al Senato della Repubblica e alla Camera dei deputati.

Le leggi presenti nella banca dati "Normattiva" potranno essere consultate nelle tre seguenti modalità:

  • nel loro testo originario, come pubblicato nella Gazzetta Ufficiale;
  • nel testo vigente, effettivamente applicabile, alla data di consultazione della banca dati;
  • nel testo vigente a qualunque data pregressa indicata dall'utente.

La banca dati, nella sua versione definitiva, comprenderà l'intero corpus normativo statale dei provvedimenti numerati (leggi, decreti legge, decreti legislativi, altri atti numerati).
Al momento sono circa 75.000 atti, tutti a partire dal 1946.
Non sono compresi i decreti ministeriali.

Il progetto è ancora in fase di sviluppo:

  • verrà introdotta (per l'intera banca dati) la possibilità di navigare attraverso link dinamici dalla norma modificata all'articolo della successiva legge modificante
  • verrà perfezionata la modalità di ricerca che potrà essere effettuata anche "per concetti" e per classi semantiche
  • saranno recuperati e resi disponibili l’insieme degli atti normativi pubblicati nel periodo del regno (1861-1946)
  • sarà arricchito con i link a tutte le altre banche dati legislative di carattere pubblico, a partire da quelle delle leggi regionali e delle norme comunitarie.

La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Ultimo aggiornamento: 18/06/2018

Diritto degli Stati membri - Cipro

Ai sensi dell’articolo 1 della Costituzione (Σύνταγμα), “lo Stato di Cipro è una Repubblica presidenziale indipendente e sovrana”, fondata sui principi della legalità, della separazione dei poteri (esecutivo, legislativo e giudiziario), dell’imparzialità della magistratura e del rispetto e tutela dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

I diritti dell’uomo e le libertà fondamentali sono tutelati dalla Parte II della Costituzione, che rispecchia la Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU, in greco Ε.Σ.Α.Δ.). Ai sensi dell'articolo 35 della Costituzione, “le autorità legislative, esecutive e giudiziarie della Repubblica sono tenute a garantire, nei limiti della rispettiva competenza, l’efficace applicazione delle disposizioni previste in questa Parte”.

La legalità è garantita non solo dalla Costituzione scritta e dalle leggi, ma anche dall'impegno del governo di rispettare i limiti costituzionali ad esso imposti e di assicurare che l'organo legislativo approvi leggi costituzionali e che la magistratura sia imparziale e indipendente.


Fonti del diritto

1. Il diritto dell’Unione europea

Il 1° maggio 2004 Cipro è divenuta a tutti gli effetti uno Stato membro dell’Unione europea e, in quanto tale, è soggetto al diritto dell'Unione europea. Secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, il diritto dell’UE prevale sul diritto nazionale degli Stati membri, compresa la Costituzione e le leggi interne.

La supremazia del diritto dell’UE sulla Costituzione della Repubblica di Cipro è tutelata dalla Costituzione stessa, che è stata modificata con la legge sul quinto emendamento della Costituzione (O περί της Πέμπτης Τροποποίησης του Συντάγματος Νόμος) (legge n. 127(Ι)/2006) per chiarire la supremazia del diritto dell'UE sulla Costituzione.

La Repubblica di Cipro ha inoltre adattato e armonizzato il proprio diritto nazionale con quello dell’UE, emanando vari atti legislativi e, nel contempo, annullando o emendando varie norme del diritto nazionale, tra cui, come si è detto, la Costituzione.

Il diritto dell’UE è pertanto la fonte suprema del diritto nella Repubblica di Cipro e comprende sia le disposizioni adottate dagli Stati membri, ossia i trattati istitutivi della Comunità europea e i relativi protocolli e allegati, quali sono stati integrati o modificati nel corso del tempo, sia gli atti normativi emanati dalle istituzioni dell'Unione europea in forma di regolamenti, direttive o decisioni. Esso comprende anche le convenzioni internazionali concluse tra l'Unione e paesi terzi od organizzazioni internazionali, i principi generali e fondamentali del diritto, il diritto consuetudinario, le norme generali del diritto internazionale pubblico e la giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, secondo cui i diritti umani fondamentali, quali principi generali del diritto, fanno parte integrante dell'acquis europeo.

2. La Costituzione della Repubblica di Cipro (Σύνταγμα της Κυπριακής Δημοκρατίας)

La Costituzione della Repubblica di Cipro è stata adottata nel 1960, quando è stata proclamata la Repubblica di Cipro, e ai sensi dell’articolo 179 costituisce la legge suprema dello Stato. In seguito all’adesione di Cipro all’Unione europea e all'emendamento della Costituzione di cui si è detto al punto 1, il diritto dell’UE prevale sull’ordinamento costituzionale interno e le norme costituzionali devono essere conformi al diritto dell’UE.

3. Convenzioni / trattati / accordi internazionali

Ai sensi dell’articolo 169 della Costituzione, le convenzioni, i trattati e gli accordi internazionali conclusi per decisione del Consiglio dei ministri, una volta ratificati mediante atto legislativo e pubblicati nella Gazzetta ufficiale della Repubblica di Cipro, prevalgono su ogni legge nazionale (a eccezione della Costituzione) e anche in caso di conflitto con tali leggi, purché siano applicati dalla controparte secondo le medesime modalità.

4. Leggi formali

Le leggi formali sono le leggi approvate dalla Camera dei rappresentanti (Βουλή των Αντιπροσώπων), che esercita il potere legislativo. Tali leggi devono essere conformi al diritto dell’Unione europea e alla Costituzione.

Ai sensi dell’articolo 188 della Costituzione, le leggi attualmente in vigore nella Repubblica di Cipro sono le leggi che erano presenti nella raccolta delle leggi del Parlamento in forza di tale articolo alla vigilia del giorno dell’indipendenza, a meno che altre disposizioni siano state o saranno emanate a norma di una legge in vigore o adottata in conformità della Costituzione, e le leggi approvate dalla Camera dei rappresentanti dopo l’indipendenza.

5. Atti normativi

Gli atti normativi sono atti legislativi emanati dall’esecutivo in virtù dei poteri ad esso conferiti dalla legge. Tali atti devono essere conformi al diritto dell’Unione europea, alla Costituzione e alle leggi nazionali.

Il potere dell’esecutivo di emanare altre norme di legge (legislazione secondaria) necessarie per l’applicazione e l’esecuzione di una legge è denominato potere regolamentare e, sebbene a Cipro il potere legislativo spetti alla Camera dei rappresentanti, esso viene attribuito al governo per la disciplina di questioni specifiche o di interesse locale o tecniche o particolari.

6. Giurisprudenza della Corte suprema (Ανώτατο Δικαστήριο)

A Cipro vige il principio secondo il quale le sentenze della Corte suprema sono vincolanti per tutti gli organi giudiziari di grado inferiore. Pertanto, una sentenza della Corte suprema che sia interpretativa di una norma di legge è considerata fonte del diritto.

7. Diritto consuetudinario Principi di equità

Il diritto consuetudinario (κοινoδίκαιο) e i principi di equità (επιείκεια) sono anch’essi fonti del diritto in mancanza di altre disposizioni di legge.

Tipi di atti normativi – descrizione

Diritto scritto

  1. La Costituzione della Repubblica di Cipro.
  2. Le convenzioni, i trattati e gli accordi internazionali conclusi con paesi terzi, ratificati mediante atto legislativo e pubblicati nella Gazzetta ufficiale della Repubblica di Cipro, che prevalgono su ogni legge nazionale purché siano applicati dalla controparte secondo le medesime modalità.
  3. Le leggi in vigore ai sensi dell’articolo 188 della Costituzione alla vigilia del giorno dell’indipendenza secondo le disposizioni in esso contenute, a meno che altre disposizioni siano state o saranno adottate ai sensi di una legge in vigore o adottata in conformità della Costituzione. Le leggi approvate dalla Camera dei rappresentanti dopo l’indipendenza.
  4. Atti normativi (κανονιστικές πράξεις), regolamenti (κανονισμοί).

Diritto non scritto

  1. Giurisprudenza della Corte suprema, della Corte di giustizia dell’Unione europea e della Corte dei diritti dell’uomo.
  2. Diritto consuetudinario e principi di equità, a meno che siano in vigore o saranno adottate altre disposizioni in un testo di legge in vigore o adottato ai sensi della Costituzione.

Gerarchia delle fonti

Con l’adesione della Repubblica di Cipro all’Unione europea, la gerarchia delle fonti di questo Stato membro è la seguente:

  1. DIRITTO DELL’UNIONE EUROPEA
  2. COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA DI CIPRO
  3. CONVENZIONI / TRATTATI / ACCORDI INTERNAZIONALI
  4. LEGGI FORMALI
  5. ATTI NORMATIVI
  6. GIURISPRUDENZA DELLA CORTE SUPREMA
  7. DIRITTO CONSUETUDINARIO E PRINCIPI DI EQUITÀ

Il diritto consuetudinario e i principi di equità  sono una fonte del diritto cipriota e si applicano in mancanza di altre disposizioni di legge o di un altro quadro istituzionale.

Istituzioni preposte all'adozione degli atti normativi

La Costituzione della Repubblica di Cipro opera una chiara distinzione fra i tre poteri dello Stato: il potere esecutivo è esercitato dal presidente, dal vicepresidente e dal Consiglio dei ministri, il potere giudiziario spetta agli organi giudiziari della Repubblica e il potere legislativo è conferito alla Camera dei rappresentanti, che è l’organo legislativo supremo della Repubblica. Sebbene la funzione legislativa spetti alla Camera dei rappresentanti, l'esecutivo può emanare norme di legge necessarie ai fini dell'applicazione di una legge e può rispondere alle varie istanze che gli possono essere rivolte. Questo potere conferito all'esecutivo di emanare altre norme di legge necessarie per l'applicazione e l'esecuzione di una legge è denominato “potere normativo”.

Processo decisionale

L'iter di adozione di una legge inizia con la proposta di un disegno o di un progetto di legge. Il diritto di presentare un disegno di legge spetta ai rappresentanti, mentre il diritto di presentare un progetto di legge è riservato ai ministri. Tutti i progetti e i disegni di legge in esame presso la Camera dei rappresentanti sono discussi inizialmente dalla competente commissione parlamentare e successivamente in seduta plenaria.

Le leggi e le risoluzioni della Camera dei rappresentanti sono approvate a maggioranza semplice dei rappresentanti presenti e votanti e, una volta approvate, vengono notificate all’Ufficio del presidente della Repubblica, che le emana promulgandole sulla Gazzetta ufficiale o le rinvia alla Camera per riesame. In questo caso, se la Camera persiste nella propria posizione, il Presidente è tenuto a emanare la legge in questione, a meno che non eserciti il proprio diritto costituzionale di ricorrere alla Corte suprema perché questa si pronunci sulla conformità di tale legge con la Costituzione o con il diritto dell'UE. Se la Corte attesta la conformità della legge, questa sarà promulgata immediatamente. In caso contrario, non si procede alla promulgazione.

Le leggi sono inserite nella raccolta delle leggi del Parlamento all’atto della promulgazione nella Gazzetta ufficiale della Repubblica di Cipro o alla data stabilita dalla legge e possono essere abrogate da un'altra legge o anche, in determinate circostanze, tacitamente.

Basi di dati giuridici

Nella Repubblica di Cipro sono disponibili le seguenti basi di dati giuridici:

  1. Il link si apre in una nuova finestraCyLaw
  2. Il link si apre in una nuova finestraCyprus Legal Portal (ΝΟΜΙΚΟΣ ΚΟΜΒΟΣ ΣΤΟ ΔΙΑΔΙΚΤΥΟ CYPRUS LEGAL PORTAL)

La consultazione è gratuita?

La consultazione di CyLaw è gratuita, mentre quella del PORTAL è consentita soltanto agli abbonati.

Breve descrizione

1. CyLaw

La CyLaw è stata creata nel gennaio 2002 come base di dati non a scopo di lucro per fornire informazioni giuridiche indipendenti e gratuite e l’accesso alle fonti del diritto cipriota, nell'ambito del movimento internazionale per il libero accesso al diritto di cui essa fa parte. La base di dati Cylaw contiene le sentenze della Corte suprema e le sentenze di secondo grado del Tribunale della famiglia dal 1997, i codici di procedura civile e vari articoli e testi di argomento giuridico.

Le sentenze contenute nella base di dati CyLaw sono state caricate in formato elettronico a cura della Corte suprema. I testi delle sentenze sono in originale, così come emessi dalla Corte, senza modifiche o correzioni.

2. Cyprus Legal Portal (ΝΟΜΙΚΟΣ ΚΟΜΒΟΣ ΣΤΟ ΔΙΑΔΙΚΤΥΟ)

Il Portale giuridico di Cipro fornisce un agevole accesso, tra l’altro, ad articoli, testi e pubblicazioni di interesse immediato per chi si occupa di questioni giuridiche e l’accesso a una base di dati giuridici per abbonati che contiene le banche dati della legislazione (Νομοθεσία) e della giurisprudenza (Νομολογία) della Repubblica di Cipro.

Il repertorio delle leggi (Ευρετήριο των Νόμων) contiene l'elenco di tutte le leggi presenti nella raccolta di leggi del Parlamento o abrogate e l'elenco di tutti i relativi regolamenti. Questi elenchi vengono costantemente aggiornati quando viene pubblicata la Gazzetta ufficiale.

Il repertorio della giurisprudenza (Eυρετήριο της Νομολογίας) consente di effettuare la ricerca del testo di pronunce giudiziali in base a vari criteri di ricerca.

Link correlati

Il link si apre in una nuova finestraΝομική Υπηρεσία της Δημοκρατίας (Ufficio giuridico)

Il link si apre in una nuova finestraΑνώτατο Δικαστήριο (Corte suprema)

Il link si apre in una nuova finestraΒουλή των Αντιπροσώπων (Camera dei rappresentanti)


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Ultimo aggiornamento: 23/07/2019

Diritto degli Stati membri - Lettonia

La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.
Il nuovo testo è stato già tradotto nelle lingue seguenti: lettone.

Questa pagina contiene informazioni sull'ordinamento giuridico in Lettonia.


Fonti del diritto

La Lettonia fa parte del sistema giuridico dell'Europa continentale. Le fonti principali del diritto lettone sono fonti scritte.

Atti normativi esterni

Gli atti normativi esterni disciplinano i rapporti giuridici tra gli organi di diritto pubblico e i singoli cittadini o altre persone giuridiche e sono vincolanti per tutti (ārējie normatīvie akti).

Tipi e gerarchia degli atti normativi esterni in funzione della loro forza giuridica:

  • la costituzione della Repubblica di Lettonia (Latvijas Republikas Satversme);
  • altre leggi;
  • regolamenti del Consiglio dei ministri;
  • regolamenti della Banca di Lettonia, della Commissione per i mercati finanziari e dei capitali e della Commissione per i servizi pubblici (nell'ordinamento giuridico lettone tali organismi godono dello stesso status e rango del Consiglio dei ministri);
  • regolamenti municipali vincolanti.

Il diritto dell'Unione europea si applica in base al rango occupato nella gerarchia degli atti prescrittivi esterni. Quando i giudici e le autorità nazionali applicano il diritto dell'Unione europea devono tenere conto della giurisprudenza della Corte di giustizia dell'UE

Le disposizioni del diritto internazionale, indipendentemente dalla fonte, si applicano in base al rango occupato nella gerarchia delle fonti degli atti prescrittivi esterni. Nel caso in cui vi sia divergenza tra una norma di diritto internazionale e una norma di diritto nazionale lettone aventi pari forza di legge, prevale la norma di diritto internazionale.

Le leggi e i regolamenti del Consiglio dei ministri sono vincolanti per l'intero territorio nazionale della Lettonia e nessuno può addurne l'ignoranza. La mancata conoscenza di leggi e regolamenti non esonera il singolo dall'obbligo di attenervisi.

I regolamenti municipali sono vincolanti per tutte le persone fisiche e giuridiche all'interno del territorio amministrativo di interesse.

Il potere legislativo per l'emanazione di atti normativi esterni spetta ai seguenti organi:

  • il popolo lettone – potere legislativo (1/10 degli elettori hanno il diritto di presentare un progetto di legge al Parlamento; diritto di referendum nazionale);
  • il Parlamento (Saeima) – potere legislativo;
  • il Consiglio dei ministri – potere legislativo di emanare atti normativi secondo la legge;
  • la Banca di Lettonia, la Commissione per i mercati finanziari e dei capitali e la Commissione per i servizi pubblici - competenza legislativa a emanare atti normativi basati su leggi;
  • l'amministrazione locale – potere legislativo di emanare atti normativi basati su leggi.

Atti normativi interni

Un atto normativo interno è uno strumento giuridico che promana da un ente di diritto pubblico allo scopo di stabilire le procedure che ne regolano l'attività interna ovvero le procedure di enti ad essi subordinati ovvero, ancora, di chiarire le procedure da applicare a un atto prescrittivo esterno che riguarda la propria sfera di competenza. Gli atti prescrittivi interni non hanno efficacia erga omnes. Pertanto, un'istituzione pubblica che pronunci una decisione che riguarda un singolo cittadino non può fondarla su un atto prescrittivo interno.

Tipi di atti normativi interni:

  • gli statuti (nolikums), che regolano la struttura e l'organizzazione dell'attività di un'istituzione;
  • i regolamenti (reglaments), che regolano la struttura e l'attività di un'unità all'interno di un'istituzione;
  • le raccomandazioni (ieteikumi), che disciplinano l'esercizio della libertà d'azione attribuita dagli atti prescrittivi, stabilendo un'azione uniforme per casi analoghi. In alcuni singoli casi, le raccomandazioni possono essere ignorate in presenza di un valido motivo;
  • le istruzioni (instrukcijas), che regolano l'applicazione di atti prescrittivi esterni o di principi generali del diritto;
  • i regolamenti interni (iekšējie noteikumi), che fissano le procedure per l'adozione delle decisioni amministrative, esecuzione delle mansioni dei funzionari e degli altri dipendenti, le norme comportamentali, la sicurezza sul posto di lavoro in servizio, nonché altre questioni connesse al funzionamento delle istituzioni.

I diversi tipi di atti normativi interni occupano il medesimo rango nell'ordinamento giuridico. In caso di conflitto tra norme interne, prevalgono quelle emanate dall'istituzione o dal funzionario di rango più elevato.

Gli organi competenti all'emanazione degli atti normativi interni sono:

  • il Consiglio dei ministri;
  • un membro del Consiglio dei ministri;
  • l'organo dell'ente pubblico subordinato;
  • il direttore dell'istituzione.

Fonti del diritto – descrizione

Tipi di fonti del diritto:

  • leggi e regolamenti (normatīvie akti): atti normativi che contengono leggi e che applicano, modificano o abrogano leggi. Gli atti normativi si dividono in due categorie: atti normativi interni (diritto interno) e atti normativi esterni (diritto esterno);
  • i principi generali del diritto, che possono essere scritti (contenuti in atti prescrittivi) oppure costituire norme generali non scritte che regolano il funzionamento di base dell'ordinamento giuridico;
  • il diritto consuetudinario, che è formato da regole comportamentali effettivamente applicate da sempre. Il diritto consuetudinario si applica se una questione non è disciplinata dalla legge o da altro atto prescrittivo esterno;
  • la giurisprudenza, che deriva dalle sentenze dei giudici che si ritiene costituiscano un precedente e contengano preziose linee guida. I giudici si servono della giurisprudenza nelle loro argomentazioni;
  • la dottrina, che spiega le leggi, la loro derivazione e applicazione. La dottrina è ampiamente usata a sostegno delle decisioni dei giudici e della pubblica amministrazione.

Gerarchia delle fonti

Fonti del diritto primario

  • gli atti normativi, che occupano la posizione più elevata nell'ordinamento giuridico nazionale della Lettonia; si applicano in base al rango occupato nella gerarchia degli atti di diritto esterno;
  • i principi generali del diritto, che si applicano nel caso in cui una data questione non sia disciplinata da norme di diritto esterno e anche ai fini dell'interpretazione della legge. Ai principi generali del diritto è riconosciuto pari rango nell'ordinamento giuridico, per cui non sono organizzati gerarchicamente;
  • il diritto consuetudinario, che si applica se una questione non è disciplinata dalla legge o da altro atto prescrittivo esterno, per l'interpretazione e l'ulteriore applicazione delle norme di legge, per il processo decisionale, ecc.

Fonti di diritto secondario

  • la giurisprudenza deriva da sentenze dei giudici che, ai sensi delle norme di diritto processuale, sono vincolanti per i giudici che si pronunciano su altre questioni. Le sentenze in questione hanno forza di legge, sono obbligatorie per tutti e considerate alla stregua della legge.

Le sentenze della Corte costituzionale sono vincolanti per le autorità pubbliche, statali o locali, le amministrazioni e i funzionari, i tribunali, e le persone fisiche e giuridiche. Qualsiasi disposizione di legge che la Corte costituzionale abbia riscontrato non essere conforme a un'altra disposizione di legge superiore cesserà di essere efficace a partire dalla data di pubblicazione della sentenza della Corte, salvo diversamente indicato dalla Corte medesima.

Nel caso in cui la Corte costituzionale abbia rilevato l'illegittimità costituzionale di un trattato internazionale siglato dalla Lettonia, al Consiglio dei ministri sarà immediatamente richiesto di modificare il trattato, renderlo invalido, sospenderne l'applicazione o revocarne l'adesione.

Qualsiasi decisione della Corte costituzionale (relativa alla conclusione di un procedimento giudiziario su una determinata questione) che fornisca l'interpretazione di una legge è vincolante per le autorità pubbliche, statali o locali, le istituzioni e i funzionari, i tribunali, e le persone fisiche e giuridiche.

  • la dottrina: ad essa i giudici e la pubblica amministrazione fanno spesso ricorso nell'argomentare le loro decisioni. La dottrina non ha forza di legge né è vincolante.

Quadro istituzionale

Organi competenti alla modifica degli atti normativi esterni

Il Parlamento (Saeima) e il popolo lettone, con lo strumento del referendum, hanno competenza legislativa.

Il Consiglio dei ministri gode della seguente competenza legislativa:

  • competenza a emanare atti normativi in virtù di legge;
  • competenza ad approvare un trattato internazionale o il progetto di un trattato internazionale, a denunciare un trattato internazionale o a sospenderne l'applicazione, ove non diversamente previsto dalla Costituzione della Repubblica di Lettonia o da un'altra legge;
  • competenza ad applicare gli atti normativi dell'Unione europea, qualora la materia pertinente non sia disciplinata dalla legge. Tali disposizioni non possono limitare i diritti fondamentali dell'individuo.

La Banca di Lettonia, la Commissione per i mercati finanziari e dei capitali e la Commissione per i servizi pubblici possono emanare atti normativi (regolamenti) previsti dalla legge e compresi nella loro sfera di competenza.

Autorità locali – possono emanare atti normativi (regolamenti vincolanti) in base alla legge o ai regolamenti del Consiglio dei ministri.

Procedimento legislativo

La presente sezione fornisce una panoramica degli iter legislativi seguiti per l'emanazione di atti normativi.

Leggi

Presentazione di disegni di legge dinanzi al Parlamento

Possono essere presentati disegni di legge al Parlamento (Saeima) dal presidente della Repubblica, dal Consiglio dei ministri o dalle commissioni parlamentari, da almeno cinque deputati del Saeima o, in base alle procedure e nei casi previsti dalla Costituzione, da un decimo dell'elettorato.

Esame e approvazione del disegno di legge

L'iter di esame dei disegni di legge consta di tre letture. Sono richieste solo due letture per l'adozione di disegni di legge riconosciuti come urgenti, per il disegno di legge di bilancio, per le modifiche al bilancio dello Stato e per i disegni di legge riguardanti la ratifica di trattati internazionali.

Un disegno di legge si considera adottato e diventa legge quando è esaminato in due o (nei casi sopra indicati) tre letture e, se messo ai voti nella sua interezza, una maggioranza assoluta dei deputati presenti in Parlamento ne ha votato l'adozione.

Promulgazione della legge

Tutte le leggi adottate sono inviate da all'ufficio di presidenza del Parlamento al Presidente della Repubblica per la promulgazione.

Il presidente della Repubblica promulga le leggi approvate dal Parlamento (Saeima) non prima del decimo giorno ed entro il ventunesimo giorno dall'adozione della legge, la quale entra in vigore 14 giorni dopo la promulgazione e la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della Repubblica di Lettonia (Latvijas Vēstnesis), salvo altro termine specificato dalla legge.

Diritto di rinviare la promulgazione di una legge

Il presidente può chiedere che una legge venga riesaminata e può rinviarne la promulgazione per un periodo di due mesi.

Il presidente può avvalersi della facoltà di chiedere il riesame di una legge entro dieci giorni dall'adozione da parte del Saeima. Almeno un terzo dei membri del Saeima può chiedere che venga rinviata la promulgazione di una legge per un periodo di due mesi. Tale facoltà può essere esercitata dal presidente o da un terzo dei membri del Saeima entro dieci giorni dall'adozione della legge da parte del Parlamento.

La legge la cui promulgazione è stata rinviata sarà sottoposta a referendum su richiesta di almeno un decimo dell'elettorato. In assenza di una richiesta di referendum nei due mesi di sospensione previsti, la legge sarà promulgata (pubblicata). Tuttavia, se il Parlamento voterà nuovamente la legge e almeno tre quarti dei parlamentari ne approveranno l'adozione, non potrà essere indetto alcun referendum.

Una legge adottata dal Parlamento e sospesa può essere abrogata con referendum nazionale se il numero dei votanti è almeno la metà degli elettori che hanno votato nelle ultime elezioni del Parlamento e se la maggioranza ha votato per l'abrogazione della legge.

Tuttavia, non tutte le leggi possono essere sottoposte a referendum. Il bilancio e le leggi su finanziamenti, imposte, diritti doganali, tariffe ferroviarie, servizio militare, dichiarazione e inizio di guerra, trattati di pace, dichiarazione di stato di emergenza e relativa fine, mobilitazione e smobilitazione, nonché i trattati internazionali non possono essere sottoposti a referendum.

Entrata in vigore

Una legge entra in vigore quattordici giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della Repubblica di Lettonia (Latvijas Vēstnesis), salvo diversamente specificato nella legge stessa. Detto termine decorre a partire dal giorno successivo dalla sua pubblicazione.

Abrogazione e invalidazione della legge

Una legge cessa di essere in vigore nei seguenti casi:

  • se entra in vigore una legge che abroga la legge anteriore;
  • se entra in vigore una disposizione transitoria di un'altra legge che abroga la legge anteriore;
  • se una sentenza della Corte costituzionale (Satversmes tiesa) ha dichiarato l'invalidità della legge in questione;
  • se viene a scadere il periodo di validità, nel caso in cui la legge sia stata approvata per un periodo determinato.

Regolamenti del Consiglio dei ministri

Presentazione dei progetti di regolamenti del Consiglio dei ministri

Un progetto di regolamento preparato da un ministro, dalla cancelleria di Stato o da un ente pubblico amministrativo subordinato al primo ministro può essere trasmesso al Consiglio dei ministri da uno dei suoi membri.

Un progetto di regolamento preparato da un'altra autorità statale o locale, o da una organizzazione non governativa o dà a una organizzazione di partenariato sociale, può essere presentata al Consiglio dei ministri dal responsabile dell'organismo in questione, tramite un membro del Consiglio dei ministri responsabile politicamente del settore o del sotto-settore interessato.

Esame e approvazione dei progetti di regolamenti del Consiglio dei ministri

I progetti di regolamenti trasmessi al Consiglio dei ministri sono comunicati e esaminati durante le riunioni dei segretari di Stato. Dopo tale comunicazione, il progetto di regolamento ministeriale è trasmesso per la necessaria attività di concertazione, ai ministeri competenti, e qualora necessario alle altre istituzioni competenti. Il Ministro della giustizia e il Ministro delle finanze possono esprimere il loro parere in merito, durante il procedimento di approvazione.

I progetti di regolamenti per i quali è stato necessario il concerto di altre ministeri sono esaminati durante una seduta del Consiglio dei ministri, mentre i progetti non oggetto di attività di concertazione, sono esaminati durante una seduta del comitato del Consiglio dei ministri. Successivamente i progetti concertati vengono esaminati durante la seduta del Consiglio dei ministri. Se il consiglio dei ministri approva il progetto di regolamento, quest'ultimo è considerato come adottato e diventa regolamento ministeriale.

Promulgazione dei regolamenti del Consiglio dei ministri

Tutti i regolamenti del Consiglio dei ministri sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale della Repubblica di Lettonia (Latvijas Vēstnesis).

Entrata in vigore dei regolamenti del Consiglio dei ministri

Un regolamento del Consiglio dei ministri entra in vigore il giorno dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, salvo che non sia stata specificata una data diversa.

Abrogazione e annullamento dei regolamenti del Consiglio dei ministri

I regolamenti del Consiglio dei ministri cessano di essere in vigore nei seguenti casi:

  • se entra in vigore un regolamento speciale del Consiglio dei ministri che ne invalida un altro;
  • se, in virtù di legge o di altri regolamenti del Consiglio dei ministri, entrano in vigore disposizioni transitorie che invalidano un altro regolamento del Consiglio dei ministri;
  • in caso di invalidità di una legge che disciplina la materia del regolamento del Consiglio dei ministri;
  • se una sentenza della Corte costituzionale (Satversmes tiesa) ha dichiarato l'invalidità del regolamento del Consiglio dei ministri;
  • se viene a scadere il periodo di validità, nel caso in cui il regolamento del Consiglio dei ministri sia stato approvato per un periodo determinato.

Regolamenti della Banca della Lettonia, della Commissione per i mercati finanziari e dei capitali e della Commissione per i servizi pubblici

Per quanto riguarda la promulgazione, l'entrata in vigore e l'annullamento dei regolamenti della Banca della Lettonia, della Commissione per i mercati finanziari e dei capitali e della Commissione per i servizi pubblici, valgono le stesse condizioni previste per i regolamenti del Consiglio dei ministri.

Regolamenti municipali vincolanti

Presentazione dei progetti di regolamenti municipali vincolanti dinanzi a un consiglio della collettività locale

Il presidente di un consiglio di un ente locale, le commissioni di un ente locale, i consiglieri di un ente locale, chi promuove un'assemblea straordinaria e il presidente di una pubblica amministrazione municipale o distrettuale possono presentare al consiglio anzidetto progetti di regolamenti municipali vincolanti.

Esame e approvazione del progetto di regolamento municipale vincolante

Un progetto di regolamento municipale vincolante è adottato e diviene vincolante se oltre la metà dei consiglieri dell'ente pubblico locale presenti lo votano e la legge non prevede altrimenti.

Un progetto di regolamento locale vincolante è adottato e diviene vincolante se approvato da oltre la metà dei consiglieri della collettività locale presenti e se non esistono disposizioni legislative contrarie.

Nei tre giorni lavorativi successivi alla firma, il consiglio della collettività locale trasmette, per iscritto e per via elettronica, il regolamento vincolante e le sue motivazioni al Ministero dell'ambiente e dello sviluppo regionale al fine di ottenerne un parere favorevole. Il Ministro valuta la legalità del regolamento entro un mese dalla sua ricezione e trasmette al consiglio della collettività locale il suo parere.

Se il parere del Ministro non contiene obiezioni rispetto alla legalità del regolamento o qualora esso non venga inviato al consiglio della collettività locale entro il termine specificato, il consiglio procede alla pubblicazione del regolamento in questione.

Nel caso in cui i consiglio riceva il parere del Ministro dell'ambiente dello sviluppo regionale e quest'ultimo affermi che il regolamento in tutto o in parte illegale, il consiglio della collettività locale lo rettifica conformemente all'avviso espresso dal Ministro e pubblica il regolamento vincolante così modificato. Se il consiglio della collettività locale non intende conformarsi al parere in tutto o parzialmente, ne fornisce giustificazione nella sua decisione e pubblica il regolamento. Il regolamento è inviato al Ministro dell'ambiente e dello sviluppo regionale in forma scritta e in formato elettronico entro tre giorni dalla data della firma.

Promulgazione dei regolamenti municipali vincolanti

Il Consiglio di un ente locale (Pašvaldības novada dome) promulga ufficialmente il regolamento vincolante pubblicandolo nel bollettino locale o in un'altra pubblicazione gratuita Il Consiglio comunale (Republikas pilsētas dome) promulga ufficialmente il regolamento vincolante pubblicandolo nella gazzetta ufficiale della Repubblica di Lettonia (Latvijas Vēstnesis). La motivazione del regolamento è pubblicata contemporaneamente alla regolamento vincolante.

Successivamente la sua entrata in vigore, il regolamento locale vincolante è pubblicato sul sito Internet della collettività locale. Il Consiglio della collettività locale sovrintende anche all'accessibilità dei regolamenti vincolanti nei suoi locali e nelle amministrazioni comunali.

Il ministero dell'ambiente e dello sviluppo regionale pubblica il regolamento municipale vincolante sul suo sito Internet.

Entrata in vigore dei regolamenti municipali vincolanti

I regolamenti municipali vincolanti entrano in vigore il giorno dopo la pubblicazione sulla gazzetta locale, salvo che non sia stata specificata una data diversa.

Abrogazione e annullamento dei regolamenti municipali vincolanti

I regolamenti municipali vincolanti cessano di essere in vigore nelle seguenti circostanze:

  • se entra in vigore un regolamento municipale vincolante che ne invalida un altro;
  • se, in virtù di legge, di un regolamento del Consiglio dei ministri o di altro regolamento municipale vincolante, entrano in vigore disposizioni transitorie che invalidano il regolamento;
  • in caso di invalidità di una legge che disciplina la materia del regolamento municipale vincolante;
  • se una sentenza della Corte costituzionale (Satversmes tiesa) ha dichiarato l'invalidità del regolamento;
  • se scade il periodo di validità nel caso in cui il regolamento municipale vincolante sia stato approvato per un periodo determinato.

Banche dati giuridiche

La gazzetta ufficiale della Repubblica di Lettonia (Latvijas Vēstnesis)

Latvijas Vēstnesis è la gazzetta ufficiale della Repubblica di Lettonia e le informazioni in essa pubblicate costituiscono pubblicazioni ufficiali.

  • Le pubblicazioni ufficiali fanno fede e sono giuridicamente vincolanti.
  • Una volta pubblicati in gazzetta ufficiale, la legislazione e gli atti giuridici sono ritenuti essere conosciuti da tutti e nessuno può ignorarli.

Dal 1° luglio 2012 la pubblicazione ufficiale è garantita in formato elettronico mediante la pubblicazione della gazzetta ufficiale Latvijas Vēstnesis sul sito Internet Il link si apre in una nuova finestrahttps://www.vestnesis.lv/. Le informazioni pubblicate sul sito Il link si apre in una nuova finestrahttps://www.vestnesis.lv/ prima del 1° luglio 2012 hanno carattere informativo. La pubblicazione ufficiale di quest'informazione può essere consultata nella versione cartacea della Latvijas Vēstnesis.

La legislazione consolidata

Le versioni consolidate di leggi, di regolamenti ministeriali di altri atti normativi sono accessibili sul Il link si apre in una nuova finestrasito Internet di diritto lettone. Tutti gli atti normativi consolidati pubblicati su questo sito hanno carattere informativo che è gestito dall'Il link si apre in una nuova finestraeditore ufficiale della Gazzetta ufficiale della Repubblica di Lettonia (Latvijas Vēstnesis).

L'ufficio di pubblicazione

L'editore della gazzetta ufficiale Latvijas Vēstnesis è lo stesso della precedente Gazzetta Ufficiale che aveva lo stesso nome Il link si apre in una nuova finestraVSIA «Latvijas Vēstnesis» .

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La Gazzetta ufficiale della Repubblica di Lettonia (Latvijas Vēstnesis) è gratuita. Gli archivi elettronici possono essere consultati gratuitamente. L'accesso al sito Internet della legislazione consolidata è anch'esso gratuito.

Link correlati

Il link si apre in una nuova finestraParlamento lettone (Saeima)

Consiglio dei ministri della Repubblica di Lettonia

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Il link si apre in una nuova finestraCommissione per i servizi pubblici (Sabiedrisko pakalpojumu regulēšanas komisija)

Il link si apre in una nuova finestraCollettività locali lettoni

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Ultimo aggiornamento: 24/08/2018

Diritto degli Stati membri - Lituania

La versione originale in lingua lituano di questa pagina è stata modificata di recente. La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.
Il nuovo testo è stato già tradotto nelle lingue seguenti: bulgarospagnoloinglesefrancesecroatopolacco.

Questa pagina fornisce informazioni sull’ordinamento giuridico lituano e una panoramica del diritto lituano.


Fonti del diritto

Le fonti del diritto sono i mezzi ufficiali mediante i quali le disposizioni sono adottate ed espresse.

Un atto legislativo è un documento ufficiale scritto adottato da un'autorità competente nazionale e contenente norme giuridiche, la loro interpretazione o indicante la base su cui si applicano queste norme in ogni caso di specie. Sulla base della natura delle informazioni giuridiche che esso contiene i tipi di atti legislativi si distinguono in:

  1. Gli atti regolamentari – sono le decisioni in forma scritta delle autorità nazionali, che stabiliscono, modificano o abrogano le regole generali, sono applicabili a un insieme indeterminato di soggetti e sono approvate dallo Stato. Gli atti regolamentari si suddividono in due categorie:
  • Leggi, sono gli atti legislativi di grado più elevato adottati dal Parlamento lituano [Seimas] o mediante referendum nazionale. Esse stabiliscono le norme giuridiche generali che intendono regolamentare le relazioni più importanti tra i soggetti e hanno forza legislativa primaria sugli altri atti. Leggi sono considerate come la principale fonte del diritto.
  • Gli atti di applicazione delle leggi sono gli atti regolamentari adottati sulla base delle leggi che ne concretizzano e assicurano l'applicazione. Gli atti di applicazione delle leggi non possono essere in contraddizione con le leggi stesse. Essi comprendono i seguenti:
    • risoluzioni parlamentari,
    • risoluzioni governative,
    • istruzioni e ordini dei dipartimenti ministeriali,
    • decreti e decisioni delle autorità locali e delle pubbliche amministrazioni,
    • altri strumenti.
  1. Gli atti interpretativi sono adottati per esplicare il senso il contenuto delle norme giuridiche vigenti. Essi sono adottati dall'istituzione competente all'emanazione della norma di cui essi sono chiamati a darne un'interpretazione.
  2. Gli atti individuali di applicazione applicano i requisiti previsti dagli atti regolamentari. Analogamente agli atti regolamentari gli atti individuali sono produttivi di effetti giuridici, ma non hanno il rango di fonte del diritto poiché essi non creano norme di portata generale ma si rivolgono, visto il loro contenuto, a determinate persone in circostanze specifiche ed esse cessano di esistere quando viene meno il rapporto giuridico (l'assunzione, l'avviso, la concessione della pensione ecc.) cui esse si applicano.

Altre fonti di diritto

Oltre agli atti regolamentari, i seguenti atti costituiscono fonti primarie di diritto:

  • i principi generali del diritto (buona fede, equità, responsabilità individuale, logicità dell'azione amministrativa) sono considerati parte integrante del sistema giuridico lituano e costituiscono la base per interpretare le norme di diritto statutario e per colmare eventuali lacune nell'ordinamento giuridico. Inoltre, ai sensi dell'articolo 135(1) della Costituzione della Repubblica di Lituania i principi del diritto internazionale generalmente riconosciuti costituiscono anche parte integrante del sistema giuridico lituano, di conseguenza, le giurisdizioni lituane devono applicarlo e tenerne conto nell'interpretazione della legge.
  • Consuetudini, vale a dire le regole di condotta approvate dallo Stato e sorte nella società in seguito a una pratica ripetuta e di lunga durata. Il codice civile in lituano riconosce le consuetudini come una fonte diretta di diritto. Esse possono applicarsi nel caso in cui la legislazione o il trattato ne prevedano la loro applicazione o qualora esista una lacuna nelle disposizioni giuridiche. Le consuetudini non possono essere applicate se sono in contraddizione con i principi generali di diritto o con le norme giuridiche imperative.

Sono riconosciute come fonti derivate del diritto:

  • i precedenti giudiziari, vale a dire una decisione giudiziaria e messa in una determinata causa, che costituisca un esempio per le giurisdizioni dello stesso grado o di grado inferiore chiamate a decidere casi analoghi. I precedenti hanno piuttosto un valore consultivo nell'ambito del sistema giuridico lituano.
  • la dottrina.

Gerarchia delle fonti

Gerarchia degli atti giuridici:

  1. Costituzione;
  2. leggi costituzionali;
  3. trattati internazionali ratificati;
  4. leggi;
  5. altri atti di applicazione delle leggi (atti del presidente, del governo, della Corte costituzionale, ecc.).

Quadro istituzionale

Il Parlamento lituano [Seimas] è la sola istituzione che ha il potere di adottare le leggi. Qualsiasi altro atto legislativo adottato dalle autorità nazionale deve essere conforme alla costituzione della Repubblica di Lituania e alle altre leggi.

Altri atti regolamentari possono essere adottati da:

  • il Parlamento lituano (risoluzioni),
  • il presidente (decreti),
  • il governo (risoluzioni),
  • i ministri e gli altri enti governativi (ordinanze),
  • le autorità locali (decisioni, ordinanze).

Banche dati giuridiche

La Il link si apre in una nuova finestrabanca dati lituana degli atti giuridici (Lietuvos teisÿs aktÿ duomenÿ bazÿ) è di proprietà del Seimas, il Parlamento della Repubblica di Lituania, che provvede anche alla sua gestione.

La banca dati contiene i seguenti tipi di informazioni:

  • atti giuridici adottati;
  • progetti di atti giuridici;
  • decreti;
  • conclusioni;
  • altri tipi di documenti legislativi.

I documenti contenuti nella banca dati non sono ufficiali né legalmente vincolanti.

La banca dati può essere consultata in inglese e in lituano; è possibile accedere ai vari tipi di documenti legislativi cliccando sulla voce "Type".

La legislazione e altri documenti giuridici sono reperibili anche nel Il link si apre in una nuova finestraRegistro degli atti giuridici della Lituania (Lietuvos teisės aktų registras). Questo sito è gestito dall'Ente pubblico «Registrų centras» (valstybė įmonė Registrų centras) sotto la sorveglianza del ministero della giustizia. Dal 31 agosto 2013 il registro degli atti giuridici è gestito dal cancelliere del Parlamento della Repubblica di Lituania.

La consultazione della banca dati è gratuita?

Sì, la consultazione del registro e della banca dati degli atti giuridici della Lituania è gratuita.


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Ultimo aggiornamento: 18/02/2019

Diritto degli Stati membri - Lussemburgo

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Questa pagina fornisce una panoramica delle fonti del diritto lussemburghese.


Fonti del diritto

Gerarchia delle fonti

L'espressione "fonti del diritto" rende perfettamente l'immagine, evocando la provenienza e l'origine del diritto.

Attualmente la Costituzione e la legge possono essere considerate le principali fondi del diritto.

La Costituzione lussemburghese

La prima Costituzione lussemburghese è stata redatta nel 1841, due anni dopo l'indipendenza del Lussemburgo nel 1839, cui hanno fatto seguito le Costituzioni del 1848 e del 1856.

La Costituzione vigente del Lussemburgo è del 17 ottobre 1868, da allora il dettato costituzionale è stato più volte rivisto.

La Costituzione lussemburghese è una costituzione scritta e rigida. Considerata la sua importanza fondamentale essa è modificabile meno facilmente rispetto alla legge ordinaria.

La Costituzione nella sua formulazione vigente si compone di 121 articoli, raggruppati in tredici capi. Essa descrive le basi costitutive dello Stato, la tutela dei diritti, le libertà dei cittadini e l'organizzazione dei poteri pubblici.

  • Capo I: lo Stato, il suo territorio e il Granduca
  • Capo II: le libertà pubbliche e i diritti fondamentali
  • Capo III: poteri sovrani
  • Capo IV: la Camera dei deputati
  • Capo V: il governo del Granducato
  • Capo V bis: il Consiglio di Stato
  • Capo VI: la Giustizia
  • Capo VII: la Forza pubblica
  • Capo VIII: le Finanze
  • Capo IX: i comuni
  • Capo X: gli enti pubblici
  • Capo XI: disposizioni generali
  • Capo XII: disposizioni transitorie e supplementari.

La legge come fonte del diritto

Sistema legislativo

Nel sistema legislativo del Granducato del Lussemburgo l'iniziativa legislativa appartiene alla Camera dei deputati o al governo.

Il diritto di iniziativa legislativa del governo si chiama "iniziativa governativa" e si esercita mediante la presentazione di "progetti di legge".

Il diritto di iniziativa legislativa della Camera dei deputati è denominato "iniziativa parlamentare" e si esercita mediante l'ha presentazione di "disegni di legge".

Successivamente, i progetti o disegni di legge sono sottoposti ai differenti pareri degli organi interessati (camere professionali), ma soprattutto al parere del Consiglio di Stato. Una volta acquisito il parere di quest'ultimo, il progetto o il disegno di legge è rinviato alla Camera dei deputati.

Nel sistema unicamerale lussemburghese la Camera dei deputati deve pronunciarsi, dopo la votazione, sull'intero progetto di legge una seconda volta dopo almeno tre mesi, tranne i casi in cui la Camera e in Consiglio di Stato decidano, indipendentemente l'uno dall'altro, che non è necessaria la seconda votazione della Camera. Votata definitivamente dalla Camera dei deputati entra in vigore successivamente alla promulgazione del Granduca e alla sua pubblicazione nella Il link si apre in una nuova finestraGazzetta ufficiale.

Sistema regolamentare

Ai sensi dell'articolo 2 della legge della 12 luglio 1996 recante riforma del Consiglio di Stato, nessun progetto di regolamento di esecuzione di leggi e trattati può essere presentato alla Granduca senza il parere del Consiglio di Stato.

Il governo tuttavia può derogare a questa disposizione generale nei casi di urgenza (che dovrà essere valutata dal Granduca sulla base di una relazione debitamente motivata dal ministro proponente) e essere dispensato dal richiedere il parere del Consiglio di Stato. Il ricorso a questa procedura di urgenza è tuttavia limitato a casi eccezionali.

Del resto, se una legge prevede formalmente l'acquisizione del parere del Consiglio di Stato nel corso dell'iter procedimentale relativo a regolamenti di esecuzione della stessa, in nessun caso si può fare ricorso alla procedura d'urgenza. Lo stesso dicasi per gli emendamenti a un progetto di regolamento sui quali è già stato acquisito un parere del Consiglio di Stato.

Analogamente all'iter legislativo, il Consiglio di Stato esprime il suo parere sui progetti di regolamento sotto forma di una relazione motivata, recante considerazioni di ordine generale, l'esame del testo del progetto di regolamento e, se necessario, un controprogetto.

L'esame del Consiglio di Stato è relativo al merito e alla forma dei progetti di regolamento e alla conformità di quest'ultimo con le norme gerarchicamente adesso sovraordinate.

Le banche dati legislative

Il sito Il link si apre in una nuova finestraLégilux è il portale giuridico del governo della Granducato del Lussemburgo su Internet.

Esso consente l'accesso alla legislazione lussemburghese, sia sotto forma di testi legislativi del Mémorial A, che sotto forma di testi coordinati contenuti per lo più nei Codici e nelle raccolte della legislazione.

Il sito è suddiviso in tre parti principali:

  • La Il link si apre in una nuova finestraparte legislativa raggruppa le pubblicazioni relative alla legislazione lussemburghese oltre a ulteriori pubblicazioni e testi legislativi coordinati.
  • La Il link si apre in una nuova finestraparte amministrativa contiene le pubblicazioni cosiddette "amministrative", consistenti principalmente nelle raccolte del Mémorial B, e dell'annuario ufficiale dell'amministrazione e della legislazione.
  • La Il link si apre in una nuova finestraparte società e associazioni contiene le raccolte del Mémorial C, pubblicazioni relative alla società commerciali e alle associazioni e fondazioni prive di scopo lucrativo.

La consultazione delle banche dati è gratuita?

Sì, la consultazione è gratuita.

Link correlati

Il link si apre in una nuova finestraSite Légilux

Il link si apre in una nuova finestraMinistero della giustizia


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Ultimo aggiornamento: 20/12/2018

Diritto degli Stati membri - Ungheria

La versione originale in lingua ungherese di questa pagina è stata modificata di recente. La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.

Questa pagina contiene informazioni sull’ordinamento giuridico ungherese.


Fonti del diritto

I. Gerarchia delle fonti

1. Legge fondamentale

Al vertice della gerarchia delle fonti del diritto nell’ordinamento ungherese vi è la Legge fondamentale dell’Ungheria, promulgata il 25 aprile 2011, alla quale deve conformarsi ogni altra norma giuridica. La Legge fondamentale è emanata dall’Assemblea nazionale; per gli emendamenti è necessaria la maggioranza dei due terzi dei membri dell’Assemblea (articolo S, comma 2, della Legge fondamentale).

La Legge fondamentale e le relative disposizioni transitorie (Disposizioni transitorie della Legge fondamentale di Ungheria, promulgate il 31 dicembre 2011) sono entrate in vigore il 1° gennaio 2012.

La Legge fondamentale si articola in sei sezioni: un Preambolo e le sezioni intitolate Fondamenti (articoli A–T), Libertà e responsabilità (articoli I–XXXI), Stato (articoli 1‑54), Ordinamenti giuridici speciali e Disposizioni finali.

La sezione intitolata Fondamenti contiene disposizioni generali e stabilisce:

  • la forma di governo;
  • i principi fondamentali del funzionamento dello Stato;
  • il trasferimento di determinate competenze all’Unione europea;
  • la capitale dell’Ungheria e gli organi amministrativi regionali;
  • le disposizioni fondamentali sulla cittadinanza ungherese e le modalità previste per ottenerla;
  • la lingua ufficiale, lo stemma, la bandiera, l’inno nazionale, le festività nazionali e la valuta ufficiale dell’Ungheria;
  • la posizione della Legge fondamentale nell’ordinamento giuridico ungherese, vale a dire che essa ne rappresenta il fondamento;
  • la procedura per adottare e per introdurre emendamenti nella Legge fondamentale;
  • i tipi di leggi ungheresi;
  • alcuni principi fondamentali, tra cui:
    • il divieto di conquistare il potere e di esercitarlo con la forza;
    • la responsabilità della situazione dei cittadini ungheresi all’estero;
    • la partecipazione alla costruzione dell’unità europea;
    • la tutela dell’istituzione del matrimonio;
    • la garanzia delle condizioni necessarie a una concorrenza leale;
    • il principio di una gestione del bilancio ponderata, trasparente e sostenibile;
    • l’obbligo di proteggere e preservare le risorse naturali;
    • la promozione e il mantenimento della pace e della sicurezza, e l’impegno a cooperare con tutti i popoli e i paesi del mondo nell’intento di assicurare lo sviluppo sostenibile dell’umanità.

La sezione intitolata Libertà e responsabilità stabilisce i diritti e gli obblighi fondamentali. Sono riconosciuti come diritti fondamentali, tra gli altri:

  • il diritto alla vita e alla dignità umana;
  • il divieto di tortura, di trattamenti o pene disumani o degradanti, nonché della riduzione in schiavitù e della tratta di esseri umani;
  • il divieto di ricorso a tutte le pratiche di eugenetica, come pure dell’utilizzo del corpo umano o di suoi organi a scopo di lucro e della clonazione umana;
  • il diritto alla libertà e alla sicurezza personale e le disposizioni che offrono garanzie riguardo alla privazione della libertà;
  • il diritto alla libera circolazione e alla libertà di scegliere il luogo di residenza;
  • il diritto alla vita privata e familiare;
  • il diritto alla tutela dei dati personali e all’accesso a dati di interesse pubblico;
  • il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione;
  • il diritto alla libertà di riunione pacifica;
  • il diritto alla libertà di espressione;
  • il diritto di partecipare alla vita culturale;
  • il diritto di scegliere liberamente il proprio lavoro, la propria occupazione e le proprie attività imprenditoriali;
  • il diritto alla proprietà;
  • il divieto di espellere cittadini ungheresi dal territorio dell’Ungheria;
  • il diritto di asilo;
  • l’uguaglianza di fronte alla legge;
  • la non discriminazione;
  • il divieto di lavoro minorile;
  • il diritto a un ambiente sano;
  • il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni dei membri dell’Assemblea nazionale, dei rappresentanti locali e dei sindaci, nonché dei membri del Parlamento europeo;
  • il diritto di ogni cittadino a un’amministrazione imparziale e giusta delle sue istanze da parte delle autorità, entro un lasso di tempo ragionevole;
  • il diritto di ogni cittadino ungherese di essere protetto dallo Stato durante un suo soggiorno all’estero;
  • inoltre, la Legge fondamentale definisce le nazionalità e i principali diritti delle persone soggette a procedimento penale.

In base alla Legge fondamentale, l’Ungheria si impegna altresì a:

  • fornire prestazioni di sicurezza sociale a tutti i suoi cittadini;
  • garantire a ogni individuo un alloggio dignitoso e l’accesso ai servizi pubblici.

La Legge fondamentale prevede anche diversi obblighi, segnatamente:

  • l’obbligo di contribuire al soddisfacimento delle necessità comuni (pari trattamento fiscale);
  • l’obbligo per i cittadini ungheresi di difendere la patria.

La sezione della Legge fondamentale intitolata Stato contiene le principali norme fondamentali che si applicano alle alte cariche pubbliche e alle più importanti istituzioni dello Stato, specificando lo status giuridico e le funzioni:

  • dell’Assemblea nazionale;
  • del presidente della Repubblica;
  • del governo;
  • degli organismi autonomi di regolamentazione;
  • della Corte costituzionale;
  • della magistratura e dell’Ufficio del pubblico ministero;
  • del commissario per i diritti fondamentali;
  • delle amministrazioni locali;
  • della Banca nazionale di Ungheria;
  • della Corte dei conti;
  • delle forze armate ungheresi;
  • della polizia e dei servizi di sicurezza nazionale;
  • dei referendum nazionali.

La sezione della Legge fondamentale intitolata Ordinamenti giuridici speciali contiene norme che disciplinano le situazioni di crisi nazionale, lo stato di emergenza, i casi di difesa preventiva, le aggressioni impreviste e le situazioni di pericolo estremo.

2. Leggi del Parlamento

In Ungheria le leggi sono emanate dall’Assemblea nazionale. Secondo quanto previsto dalla Legge fondamentale, le norme sui diritti e i doveri fondamentali sono stabilite da leggi. L’Assemblea nazionale adotta le leggi a maggioranza semplice (ossia più della metà dei voti dei membri presenti), a eccezione delle cosiddette leggi “cardinali” definite dalla Legge fondamentale, la cui adozione e modifica richiedono la maggioranza di due terzi dei voti dei membri presenti.

Ai sensi della Legge fondamentale, le leggi cardinali fissano norme riguardanti, per esempio, la cittadinanza, le confessioni religiose, i diritti delle minoranze etniche che vivono in Ungheria, lo status giuridico e la retribuzione dei membri dell’Assemblea nazionale e del presidente della Repubblica, la Corte costituzionale, le amministrazioni locali, nonché norme specifiche per l’utilizzo dello stemma e della bandiera, come pure disposizioni sulle onorificenze dello Stato.

La Legge fondamentale prevede la maggioranza di due terzi dei voti di tutti i membri dell’Assemblea nazionale nei seguenti casi: per ottenere l’autorizzazione a riconoscere la natura vincolante dei trattati costitutivi e di modifica dell’Unione europea, per dichiarare lo stato di guerra, per concludere la pace e per proclamare una situazione di ordinamento giuridico speciale.

Prima dell’adozione della legge XXXI del 1989 che modifica la Costituzione, il Consiglio presidenziale della Repubblica popolare di Ungheria aveva il potere di emanare decreti. Dal punto di vista della gerarchia delle fonti, i decreti ancora vigenti sono equiparati alle leggi.

3. Decreti

La Legge fondamentale distingue tra decreti governativi, decreti del primo ministro, decreti ministeriali, decreti del governatore della Banca nazionale di Ungheria, decreti dei responsabili degli organismi autonomi di regolamentazione e decreti delle amministrazioni locali.

Possono emanare decreti anche il Consiglio di difesa nazionale, nelle situazioni di crisi nazionale, e il presidente della Repubblica, nei casi di emergenza.

3.1. Decreti governativi

Il potere del governo di emanare decreti può essere originario o basarsi su una delega legislativa. Il potere originario è sancito dall’articolo 15, comma 3, della Legge fondamentale, che dispone che l’emanazione di decreti rientra tra le funzioni del governo su ogni materia non disciplinata da una legge. I decreti governativi non possono essere in conflitto con le leggi dello Stato. Ciò non comporta alcuna limitazione delle competenze dell’Assemblea nazionale, la quale può legiferare su ogni materia.

Ai sensi della Legge fondamentale e della legge CXXX del 2010 sulla legislazione, il governo può, anche in forza di un’apposita delega legislativa, emanare decreti per dare attuazione alle leggi. Ai sensi dell’articolo 5, comma 1, della legge sulla legislazione, nella delega all’adozione dei regolamenti di attuazione devono essere specificati il soggetto delegato, l’oggetto e l’ambito di applicazione della delega. Il soggetto delegato non può a sua volta delegare ad altri l’adozione dei regolamenti di attuazione.

3.2. Decreti del primo ministro

Ai sensi della Legge fondamentale anche il primo ministro può emanare decreti; per esempio, può nominare con decreto un vice primo ministro, scegliendolo tra i ministri. Nella gerarchia delle fonti del diritto i decreti del primo ministro occupano lo stesso rango dei decreti ministeriali.

3.3. Decreti ministeriali

I decreti ministeriali occupano un rango inferiore rispetto ai decreti del governo nella gerarchia delle fonti del diritto. In conformità della Legge fondamentale i ministri adottano decreti in forza di delega conferita con legge o con decreto (emanati nell’ambito delle loro competenze legislative originarie), sia individualmente, sia di concerto con un altro ministro; questi decreti non possono essere in contrasto con leggi, decreti governativi o decreti del governatore della Banca nazionale di Ungheria.

3.4. Decreti del governatore della Banca nazionale di Ungheria

Nell’ambito delle competenze conferitegli da una legge cardinale, il governatore della Banca nazionale di Ungheria può, in virtù di una delega prevista dalla legge, emanare decreti, che non possono essere in contrasto con leggi dello Stato.

3.5. Decreti dei responsabili degli organismi autonomi di regolamentazione

L’articolo 23, comma 4, della Legge fondamentale stabilisce che, nell’ambito delle proprie competenze definite da una legge cardinale e in virtù di una delega prevista dalla legge, i responsabili degli organismi autonomi di regolamentazione adottano decreti che non possono essere in contrasto con le leggi, i decreti governativi, i decreti del primo ministro, i decreti ministeriali o i decreti del governatore della Banca nazionale di Ungheria.

3.6. Decreti delle amministrazioni locali

Ai sensi dell’articolo 32, comma 2, della Legge fondamentale, le amministrazioni locali, nell’ambito delle proprie competenze, possono emanare decreti per disciplinare aspetti sociali a livello locale che non sono regolamentati da una legge o sulla base di deleghe previste dalla legge.

I decreti delle amministrazioni locali non possono essere in contrasto con altre leggi.

Le norme specifiche concernenti i decreti adottati dagli organi rappresentativi delle amministrazioni locali sono contenute nella legge CLXXXIX del 2011 sulle amministrazioni locali ungheresi.

4. Accordi internazionali e principi fondamentali del diritto internazionale

Il governo ungherese può concludere accordi internazionali con altri Stati o con i governi di altri Stati. In Ungheria il rapporto tra accordi internazionali e diritto nazionale si basa su un sistema dualistico, ossia gli accordi internazionali entrano a far parte dell’ordinamento interno con la loro pubblicazione tramite atto legislativo.

Principi di diritto internazionale

Conformemente all’articolo Q, comma 3, della Legge fondamentale, l’Ungheria accetta le norme generalmente riconosciute del diritto internazionale. Il diritto internazionale consuetudinario e i principi generali del diritto internazionale vengono recepiti nel diritto nazionale senza subire alcuna trasformazione.

II. Fonti del diritto in senso lato, non qualificabili come leggi

1. Strumenti giuridici di governo dello Stato

Formano parte dell’ordinamento giuridico ungherese anche altri strumenti giuridici di governo dello Stato che, pur contenendo disposizioni normative, non sono considerati leggi.

La legge sulla legislazione (legge CXXX del 2010) definisce due tipi di strumenti giuridici di governo dello Stato: le decisioni normative e i provvedimenti normativi. Si tratta in entrambi i casi di regole di comportamento non vincolanti a livello generale, ossia non vincolanti per tutti. Sono cioè disposizioni puramente interne, norme organizzative e operative che riguardano unicamente il soggetto da cui promanano o gli organismi/gli individui ad esso subordinati. Decisioni e provvedimenti normativi non possono determinare i diritti e gli obblighi dei cittadini. Gli strumenti giuridici di governo dello Stato non possono essere in conflitto con altre leggi, né possono riprodurre disposizioni di legge.

La precedente legge sulla legislazione (legge XI del 1987) annoverava tra le fonti del diritto anche comunicati statistici e orientamenti giuridici (denominandoli “altri strumenti giuridici di governo”) sia pur senza equipararli agli atti normativi, mentre la nuova legge sulla legislazione non ne fa più menzione. Tuttavia, nonostante gli orientamenti giuridici siano stati abrogati con l’entrata in vigore della nuova legge (1° gennaio 2011), i comunicati statistici emanati prima di tale data rimarranno validi fino a che non saranno abrogati (i comunicati statistici sono emanati dal presidente dell’Ufficio centrale di statistica e contengono disposizioni giuridicamente vincolanti, consistenti esclusivamente in nozioni di statistica, metodi, classificazioni, elenchi e dati numerici).

1.1. Decisioni normative

Con le decisioni normative, l’Assemblea nazionale, il governo e altri organi amministrativi centrali, nonché la Corte costituzionale e il Consiglio di bilancio, possono definire la loro organizzazione, il loro funzionamento e le loro attività e stabilire i loro programmi di azione.

Gli organi di rappresentanza delle amministrazioni locali possono anch’essi definire, mediante decisioni normative, le loro attività e i loro programmi di azione, oltre a quelli degli enti da essi gestiti, come pure l’organizzazione e il funzionamento di questi ultimi. Analogamente, l’organo di rappresentanza delle autonomie locali può definire con decisioni normative la loro organizzazione, il loro funzionamento e le loro attività e stabilire i loro programmi d’azione, così come quelli degli enti da esse gestiti.

1.2. Provvedimenti normativi

Nell’ambito delle rispettive competenze e conformemente alle disposizioni di legge, il presidente della Repubblica, il primo ministro, il responsabile degli organismi amministrativi centrali (ad eccezione del governo), il presidente dell’Ufficio nazionale di giustizia, il procuratore generale, il commissario per i diritti fondamentali, il governatore della Banca nazionale di Ungheria, il presidente della Corte dei conti, il direttore dell’Ufficio metropolitano o regionale del governo, i sindaci e i segretari comunali possono definire, con provvedimenti normativi, l’organizzazione, il funzionamento e le attività degli organismi da essi gestiti o controllati.

Inoltre, l’Assemblea nazionale, il presidente della Repubblica, la Corte costituzionale, il commissario per i diritti fondamentali, gli organismi autonomi di regolamentazione, l’ufficio del primo ministro e il direttore dell’organizzazione ufficiale di un ministero possono emanare provvedimenti normativi vincolanti per il personale dell’organizzazione.

2. Decisioni della Corte costituzionale

Le decisioni della Corte costituzionale hanno una funzione essenziale nel sistema delle fonti del diritto ungherese.

Ai sensi della legge CLI del 2011 sulla Corte costituzionale, i compiti di quest’ultima sono:

  • esaminare a posteriori la conformità delle leggi alla Legge fondamentale (procedura di esame a posteriori);
  • esaminare (preventivamente) la conformità alla Legge fondamentale delle norme giuridiche che sono state adottate, ma non ancora promulgate, e di alcune disposizioni dei trattati internazionali;
  • avviare una procedura individuale di controllo della conformità su richiesta di un giudice: qualora, durante un procedimento, il giudice debba applicare una norma che ritiene incostituzionale o che la Corte costituzionale ha ritenuto tale, egli è tenuto a sospendere il procedimento e a chiedere alla Corte di riscontrare l’incostituzionalità di tale norma o di una sua disposizione e di vietarne l’applicazione;
  • pronunciare sentenze su ricorsi costituzionali introdotti per violazione di diritti garantiti nella Legge fondamentale: la persona o l’organizzazione coinvolta nel singolo caso può presentare un ricorso costituzionale se, a seguito dell’applicazione della norma incostituzionale nel procedimento giudiziario in corso, è stato violato un suo diritto garantito dalla Legge fondamentale ed essa ha esaurito tutti i mezzi di ricorso a disposizione o non ha diritto di presentare impugnazione;
  • esaminare norme giuridiche per verificarne la conformità ai trattati internazionali;
  • porre rimedio a omissioni legislative che danno luogo a conflitti con la Legge fondamentale;
  • risolvere determinati conflitti di competenza fra enti pubblici o fra amministrazioni locali e altri enti pubblici;
  • interpretare le disposizioni della Legge fondamentale;
  • condurre procedimenti diversi che rientrano nella sua competenza, nel rispetto delle disposizioni di legge.

La Corte costituzionale motiva dettagliatamente le sue decisioni. Le decisioni della Corte costituzionale non sono impugnabili e sono obbligatorie per tutti.

3. Giurisprudenza

La Corte suprema di cassazione ungherese, “Kúria” (nota come Corte suprema fino al 1° gennaio 2012) emana decisioni volte a uniformare il diritto e decisioni giurisprudenziali di principio al fine di adempiere al compito di garantire un’applicazione uniforme del diritto e di fornire orientamenti ai tribunali di rango inferiore.

La procedura giudiziaria per uniformare il diritto può essere avviata qualora l’andamento e l’uniformità della prassi giurisprudenziale rendano necessaria l’emanazione di decisioni per uniformare il diritto su una questione di principio e nel caso in cui una sezione della Corte di cassazione voglia discostarsi da una decisione emanata da un’altra sezione. Le decisioni volte a uniformare il diritto sono vincolanti per i giudici.

Le decisioni di principio promanano dalla prassi delle sezioni giudicanti della Corte di cassazione e promuovono anch’esse l’uniformità della giurisprudenza.

Le decisioni emanate per garantire l’uniformità della giurisprudenza e le decisioni di principio sono pubblicate nella Raccolta ufficiale delle decisioni della Corte suprema di cassazione.

III. Ambito di applicazione delle leggi

L’ambito territoriale di applicazione delle leggi copre il territorio dell’Ungheria, mentre quello dei decreti delle amministrazioni locali si estende al territorio amministrativo dell’amministrazione interessata. L’ambito personale di applicazione delle norme giuridiche abbraccia le persone fisiche e giuridiche, nonché le organizzazioni senza personalità giuridica presenti in Ungheria e i cittadini ungheresi all’estero. I decreti delle amministrazioni locali hanno efficacia nei confronti delle persone fisiche, di quelle giuridiche e delle organizzazioni senza personalità giuridica presenti nel territorio amministrativo dell’amministrazione interessata.

La legge sulla legislazione sancisce il divieto della retroattività, quando afferma che le norme giuridiche non possono stabilire obblighi, ovvero renderli più gravosi, sopprimere o limitare diritti, né dichiarare illecito un comportamento nel periodo precedente la loro entrata in vigore.

La data di entrata in vigore deve sempre essere fissata nella legge, in maniera tale da lasciare un congruo lasso di tempo per la preparazione della sua applicazione.

La legge e i relativi regolamenti di attuazione devono entrare in vigore simultaneamente. Un testo normativo (o una disposizione normativa) perde efficacia se viene abrogato oppure, se contempla soltanto disposizioni abrogative o emendamenti, in forza della legge sulla legislazione.

IV. Banche dati giuridiche

La Magyar Közlöny è la Gazzetta ufficiale dell’Ungheria; è pubblicata in formato elettronico e il testo è considerato autentico.

Tale pubblicazione contiene la legislazione ungherese (esclusi i decreti delle amministrazioni locali), tra cui:

  • ordinanze e decisioni della Corte costituzionale, che devono essere pubblicate nella Gazzetta ufficiale conformemente alle disposizioni giuridiche o in base a una decisione della Corte stessa;
  • decisioni dell’Assemblea nazionale;
  • decisioni della Corte di cassazione volte a uniformare il diritto;
  • pareri della commissione elettorale nazionale;
  • atti allegati, tra cui la raccolta delle decisioni;
  • la relazione ufficiale.

Il Il link si apre in una nuova finestraRepertorio elettronico della legislazione nazionale contiene tutte le leggi (esclusi i decreti delle amministrazioni locali) e gli altri strumenti giuridici di governo dello Stato vigenti al momento della ricerca. Dal sito si accede alla versione consolidata della legislazione, agli emendamenti e ad altre eventuali modifiche.

È possibile effettuare una ricerca per titolo e numero della legge, ma anche selezionando il testo.

La consultazione di queste banche dati è gratuita, senza alcuna restrizione.

Link correlati

Versione elettronica originale della Gazzetta ufficiale

Il link si apre in una nuova finestraRepertorio elettronico della legislazione nazionale


La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Ultimo aggiornamento: 16/02/2016

Diritto degli Stati membri - Malta

Questa pagina contiene informazioni sull’ordinamento giuridico maltese.


Fonti del diritto

  • leggi del Parlamento (legislazione primaria);
  • regolamenti, normative, ordinanze, statuti (legislazione secondaria); e
  • diritto UE, comprese le decisioni della Corte di giustizia dell’Unione europea.

La Costituzione è la fonte primaria del diritto nazionale e stabilisce che le leggi vengono approvate dal Parlamento sotto forma di testi di legge, ma che quest’ultimo può delegare il potere legislativo ad altri organi (vale a dire ministeri, autorità, enti pubblici, ecc.), i quali hanno la facoltà di adottare leggi secondarie nell’ambito delle competenze loro delegate con atto legislativo.

L’ordinamento giuridico nazionale deve essere considerato alla luce del diritto dell’UE e, in particolare, del trattato di adesione all’Unione europea.

I giudici non emanano norme: gli organi giurisdizionali interpretano la legge come è articolata nelle varie disposizioni. Ciò non significa tuttavia che i precedenti giurisprudenziali non siano autorevoli. Infatti, come regola generale i giudici non si distaccano da un principio che deriva da una giurisprudenza consolidata, se non per un grave motivo. Inoltre, è la prassi degli organi giurisdizionali inferiori a seguire il principio stabilito sui vari punti di una normativa da un organo giurisdizionale superiore.

Tipi di atti normativi - descrizione

Anche i trattati internazionali fanno parte della legislazione nazionale maltese.

La Convenzione europea dei diritti dell’uomo

Ai sensi della Legge emanata dal Parlamento maltese (ACT XIV del 1987) la Convenzione europea dei diritti dell’uomo è stata recepita nell’ordinamento maltese. Le leggi dell’ordinamento maltese non possono essere in contrasto con i diritti e le libertà stabiliti nella Convenzione e gli organi giurisdizionali hanno il potere di verificare l’osservanza di tale principio.

Gerarchia delle fonti

A livello nazionale la Costituzione rappresenta la legge suprema dello Stato, seguita dalle leggi e quindi dal diritto derivato. Come si è già detto, tuttavia, il trattato di adesione e i regolamenti UE sono giuridicamente vincolanti e vigenti a Malta, come in tutti gli Stati membri, e devono essere presi in considerazione assieme al diritto UE in generale.

Quadro istituzionale

Istituzioni preposte all’adozione degli atti normativi

In sostanza, il potere esecutivo, il potere legislativo e quello giudiziario sono regolati da un sistema di equilibrio. Se, da un lato, i tre pilastri esercitano il potere legislativo, esecutivo e giudiziario nell’ambito della loro sfera di competenza, dall’altro questo sistema di equilibrio dei poteri, che Malta ha ereditato dai principi inglesi dello Stato di diritto, consente il regolare funzionamento dell’ordinamento giuridico del paese.

Processo decisionale

Dopo 180 anni di dominazione britannica non stupisce il fatto che Malta abbia un sistema parlamentare simile a quello britannico. Un ministro propone un disegno di legge, che viene pubblicato sulla Gazzetta ufficiale in previsione della prima lettura in Parlamento. A seconda dell’importanza della legge in questione, può essere anticipatamente pubblicato o meno un Libro bianco. A questo punto il Parlamento (House of Representatives) istituisce una commissione e, dopo la seconda lettura, durante la quale i deputati hanno la possibilità di esprimere osservazioni in termini generali sulla legge in esame, tale commissione esamina dettagliatamente ogni articolo della legge e propone eventuali emendamenti. Al termine di questa fase, il disegno di legge viene rinviato al Parlamento per la terza e ultima lettura, riceve il consenso del presidente della Repubblica e diviene legge.

Di norma le leggi entrano in vigore il giorno in cui vengono pubblicate, salvo non sia specificamente dichiarato nella legge stessa che il ministro competente possa adottare una data diversa per l’entrata in vigore della stessa (o di parte di essa).

Banche dati giuridiche

Banca dati giuridica nazionaleIl link si apre in una nuova finestraLeggi di Malta - Servizi giuridici

Il servizio consente di accedere gratuitamente a:

  • tutte le disposizioni nazionali del diritto primario e derivato;
  • tutte le pubblicazioni giuridiche, compresi leggi, disegni di legge, decreti e statuti.

Link correlati

Il link si apre in una nuova finestraLeggi di Malta


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Ultimo aggiornamento: 20/12/2016

Diritto degli Stati membri - Paesi Bassi

Questa pagina contiene informazioni sull'ordinamento giuridico olandese.

Il Governo olandese è costituito non soltanto dai ministri e dai relativi segretari di Stato (staatssecretarissen), bensì anche dal Re. Questo assetto istituzionale rende i Paesi Bassi una particolarità tra le monarchie dell'Europa occidentale, che per lo più escludono il Re dal governo. I Paesi Bassi sono una monarchia costituzionale con un sistema parlamentare dall'epoca della revisione radicale della Costituzione, nel 1848.


Fonti del diritto

Tipi di atti normativi – Descrizione

La Costituzione fornisce il quadro per l'organizzazione dello Stato olandese ed è la base della sua legislazione. I trattati conclusi fra i Paesi Bassi e altri Stati sono un'importante fonte del diritto. L'articolo 93 della Costituzione stabilisce che le disposizioni dei trattati e delle decisioni adottate da organizzazioni internazionali possono avere effetto diretto sull'ordinamento olandese. In tal caso queste disposizioni prevalgono sulle leggi olandesi. Le disposizioni di legge in vigore nel Regno dei Paesi Bassi non sono applicabili se incompatibili con le sopra citate disposizioni. Le norme dell'Unione europea contenute nei trattati, nei regolamenti e nelle direttive sono quindi un'importante fonte del diritto nei Paesi Bassi.

Lo Statuto del Regno dei Paesi Bassi disciplina le relazioni fra le tre parti costituenti del Regno (i Paesi Bassi e i due territori d'oltre mare, cioè le Antille olandesi e Aruba).

Le leggi sono elaborate a livello nazionale.

Con delega di legge, il Governo centrale può fissare (ulteriori) norme con decreti governativi e regolamenti ministeriali. Decreti governativi autonomi (non derivati da una legge) sono possibili, ma non possono essere applicate disposizioni penali.

La Costituzione conferisce competenza legislativa ad enti quali province, comuni e distretti delle acque.

I principi generali del diritto sono rilevanti per il Governo e per l'amministrazione della giustizia. A volte la legge li menziona esplicitamente, come ad esempio fa il Codice civile (ragionevolezza ed equità). I giudici possono basarsi sui principi generali del diritto nell'emettere una decisione.

La consuetudine è un'ulteriore fonte di diritto. Di regola, essa vale solo quando la legge vi fa riferimento; il giudice può tuttavia tenerne conto nelle sue decisioni, in caso di conflitti. La consuetudine non può essere fonte di diritto nell'accertamento dei reati (art. 16 della Costituzione).

Costituisce fonte di diritto anche la giurisprudenza, poiché le decisioni giudiziarie hanno una portata che va al di là del caso specifico in cui sono state emesse. Le decisioni delle corti superiori servono da orientamento. Quelle dell'Hoge Raad (Corte di Cassazione) hanno carattere d'autorità poiché il compito di questa corte è garantire l'uniformità del diritto. In casi nuovi, quindi, la corte inferiore terrà conto delle decisioni dell'Hoge Raad.

Gerarchia delle norme

In base all'articolo 94 della Costituzione, alcune norme di diritto internazionale hanno la priorità: le leggi incompatibili con tali norme non sono applicabili. Il diritto europeo ha la priorità sul diritto interno. Seguono poi lo Statuto, la Costituzione e le leggi formali, che hanno la priorità su altre norme e che sono adottate congiuntamente dal Governo e dagli Stati Generali (il Parlamento).

È anche stabilito che una legge possa perdere interamente o parzialmente effetto solo in seguito all'introduzione di una legge successiva. Vi è inoltre una norma generale di interpretazione in base alla quale le leggi specifiche prevalgono sulle leggi generali.

Nella tradizione continentale, la legge costituisce una fonte di diritto superiore alla giurisprudenza.

Quadro istituzionale

Istituzioni responsabili dell'adozione delle leggi

Iter legislativo

La Costituzione non prevede un "potere legislativo". Le leggi sono una decisione congiunta del Governo e degli Stati Generali. Le proposte di legge possono essere presentate dal Governo o dalla Seconda camera degli Stati generali. Il Consiglio di Stato (Raad van State) formula pareri sulle proposte di legge e sui decreti governativi; nel processo di preparazione di una proposta di legge vengono inoltre generalmente consultati anche altri interessati.

La Seconda Camera ha il diritto di emendamento. Di regola il Consiglio dei Ministri adotta una proposta legislativa e la invia per parere al Consiglio di Stato. Il Governo reagisce poi a tale parere con una relazione. Esso trasmette in seguito con lettera reale la proposta legislativa – eventualmente emendata – alla Seconda Camera. Durante la discussione alla Seconda Camera la proposta può essere emendata. Dopo l'approvazione da parte della Seconda Camera, la proposta viene discussa dalla Prima Camera. In questa fase non sono più possibili emendamenti, poiché la Prima Camera può solo approvare o respingere la proposta legislativa. Una volta approvata dalla Prima Camera, il Capo di Stato ratifica la proposta, che diventa legge.

Banche dati giuridiche

Il link si apre in una nuova finestraOverheid.nl è il portale di accesso a tutte le informazioni relative alle istituzioni di Governo dei Paesi Bassi. Esso fornisce accesso, tra le altre, alle informazioni seguenti:

  • pubblicazioni ufficiali;
  • gazzette ufficiali e raccolta dei trattati,
  • documenti parlamentari.

Il link si apre in una nuova finestraLa sezione dedicata alla legislazione del sito include la legislazione consolidata dal 1° maggio 2002.

La consultazione della banca dati è gratuita?

La consultazione del sito Internet e della banca dati è gratuita.

Link

Il link si apre in una nuova finestraRegering.nl (Governo), Il link si apre in una nuova finestraMinisterie van Buitenlandse Zaken (Ministero degli Affari esteri), Il link si apre in una nuova finestraTweede Kamer der Staten-Generaal (Seconda Camera degli Stati Generali)


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Ultimo aggiornamento: 23/05/2018

Diritto degli Stati membri - Austria

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Introduzione – Questa pagina contiene informazioni sull’ordinamento giuridico austriaco e una panoramica del diritto austriaco.


Fonti del diritto

Il diritto austriaco è principalmente un diritto codificato, mentre il diritto consuetudinario svolge un ruolo assai limitato. Il diritto giurisprudenziale degli organi giurisdizionali di massimo grado, nonostante fornisca importanti orientamenti per l'applicazione del diritto e rivesta una notevole importanza, non è formalmente riconosciuto come fonte del diritto.

Secondo il diritto costituzionale austriaco, le norme di diritto internazionale generalmente riconosciute costituiscono parte integrante del diritto federale, il che fa sì che i trattati internazionali siano recepiti nell'ordinamento giuridico austriaco (trasformazione generale e speciale). La posizione assunta dalla normativa dei trattati internazionali nell'ordinamento giuridico interno dipende dal suo contenuto.

Per essere approvati dal Consiglio nazionale (Nationalrat), i trattati internazionali che modificano o integrano la Costituzione necessitano dello stesso quorum richiesto per l'approvazione delle leggi costituzionali federali. Alle deliberazioni sui trattati internazionali che modificano o integrano una legge si applicano gli stessi requisiti richiesti per l'adozione dei disegni di legge.

In linea di principio, il Presidente austriaco stipula trattati internazionali su richiesta del governo federale o del ministro federale da esso autorizzato. La stipula di trattati politici internazionali che modificano o integrano la legislazione vigente necessita del previo consenso del Consiglio nazionale. Il Presidente può autorizzare il governo federale o suoi rappresentanti competenti a concludere determinate categorie di trattati internazionali che non hanno carattere politico né modificano o integrano la legislazione.

Ai sensi della Costituzione federale austriaca, nei nove Länder federali, accanto al diritto (costituzionale) federale vige il diritto (costituzionale) del Land. Il diritto costituzionale dei Länder non deve essere in contrasto con il diritto costituzionale federale ed è pertanto ad esso subordinato. In linea di massima, tuttavia, un simile rapporto gerarchico non sussiste tra le norme legislative federali e quelle dei Länder. Dal 1988 i Länder possono stipulare trattati internazionali nelle materie che rientrano nella loro competenza. Il governo federale, tuttavia, mantiene la supremazia negli affari esteri.

Tipi di atti normativi – Gerarchia delle fonti

Una norma costituzionale federale normalmente necessita dell'approvazione di una maggioranza dei due terzi dei voti nel Consiglio nazionale e della presenza di almeno la metà dei membri. La norma così creata, inoltre, deve essere espressamente designata come "legge costituzionale" o "norma costituzionale".

Per la valida approvazione delle disposizioni di legge federali nel Consiglio nazionale, invece, è richiesta la presenza di almeno un terzo dei membri e una maggioranza assoluta dei voti espressi.

1. Principi guida della Costituzione federale

I seguenti principi guida (principi fondamentali) della Costituzione federale austriaca rappresentano i pilastri dell'ordinamento giuridico austriaco:

  • il principio democratico;
  • il principio della separazione dei poteri;
  • il principio dello Stato di diritto;
  • il principio repubblicano;
  • il principio dello Stato federale;
  • il principio liberale.

Nel loro insieme, questi principi guida formano l'ordinamento costituzionale fondamentale.

La loro rilevanza costituzionale è elevata, se si considera che ogni emendamento sostanziale della Costituzione federale deve essere approvato da un referendum all'interno dell'iter legislativo. La Costituzione si considera emendata se viene meno uno dei principi guida fondamentali oppure se il rapporto tra i principi viene modificato in modo sostanziale.

2. Diritto dell'Unione europea primario e derivato

L'adesione dell'Austria all'Unione europea, avvenuta il 1º gennaio 1995, ha significato una modifica generale della Costituzione federale austriaca. Dall'epoca dell'adesione, l'ordinamento giuridico fondamentale austriaco è basato non solo sul diritto costituzionale austriaco, ma anche sul diritto dell'Unione europea (dualismo costituzionale). Secondo l'opinione dominante, mentre il diritto dell'Unione europea prevale sul diritto interno e sul diritto costituzionale federale semplice, i principi fondamentali della Costituzione federale continuano a occupare una posizione gerarchicamente superiore.

3. Diritto costituzionale federale "semplice"

Il diritto costituzionale determina le "regole del gioco" dell'azione politica, in quanto specifica:

  • l'iter legislativo;
  • lo status degli organi supremi all'interno dello Stato;
  • il rapporto tra il governo federale e i Länder in materia di legislazione ed esecuzione;
  • il controllo dell'attività governativa da parte degli organi giurisdizionali di diritto pubblico.

4. Legislazione federale

Il principio costituzionale fondamentale dello Stato di diritto vincola l'intera attività esecutiva (amministrazione e giurisdizione) alla legge. La Costituzione federale ripartisce i poteri legislativi tra il governo federale e i Länder.

5. Regolamenti

I regolamenti sono atti normativi generali emanati da autorità amministrative e diretti ai soggetti di diritto. Per l'emanazione di regolamenti di esecuzione aventi finalità di precisazione di norme generali, per lo più di leggi, esiste un'autorizzazione generale di diritto costituzionale. I regolamenti che modificano o integrano una legge necessitano di un'autorizzazione costituzionale espressa.

6. Ordinanze

Le ordinanze sono principalmente atti amministrativi di esecuzione del diritto e sono dirette a uno o più soggetti singolarmente specificati.

Quadro istituzionale

Istituzioni preposte all'adozione degli atti normativi

Conformemente alla ripartizione di poteri stabilita dal diritto costituzionale federale tra il governo federale e i Länder, diversi organi sono coinvolti nel processo legislativo.

Il Consiglio nazionale (Nationalrat) esercita, insieme al Consiglio federale (Bundesrat), il potere legislativo federale. I 183 deputati del Consiglio nazionale sono eletti direttamente dal popolo, mentre il Consiglio federale, al quale di norma spetta solo il diritto di opposizione, è eletto dalle diete provinciali.

Il potere legislativo dei Länder viene esercitato dalle diete provinciali.

Processo decisionale

Le proposte di legge federale pervengono al Consiglio nazionale sotto forma di:

  • proposte dei suoi membri (proposte di iniziativa);
  • disegni di legge del governo federale (disegni di legge governativi);
  • proposte del Consiglio federale.

Inoltre, è presentata all'attenzione del Consiglio nazionale ogni proposta avanzata da 100 000 elettori o da un sesto degli elettori di tre Länder (petizione popolare).

Nella prassi politica, i disegni di legge del governo federale svolgono il ruolo più importante. La loro adozione richiede l'unanimità dei voti del governo federale (nel Consiglio dei ministri). L'adozione da parte del governo federale è preceduta dalla pubblicazione del progetto di legge, proposto dal ministro federale competente, da parte di altri organi (Länder federali, gruppi di interesse).

I disegni di legge adottati dal Consiglio nazionale devono essere approvati dal Consiglio federale (le leggi finanziarie federali non richiedono un iter particolare nel Consiglio federale, essendo di competenza esclusiva del Consiglio nazionale), successivamente devono essere presentati per la promulgazione da parte del Cancelliere federale al Presidente federale.

Il Consiglio nazionale o la maggioranza dei suoi membri può decidere di indire un referendum popolare. In tal caso, ogni disegno di legge adottato dal Consiglio nazionale deve essere approvato da un referendum popolare prima della promulgazione. Deve inoltre essere sottoposta a referendum popolare qualsiasi revisione generale della Costituzione federale.

Il Presidente federale attesta con la sua firma che l'adozione delle leggi federali è avvenuta in conformità alla Costituzione. La promulgazione è controfirmata dal Cancelliere federale.

Una volta promulgate, le leggi federali sono pubblicate dal Cancelliere federale nella Gazzetta ufficiale federale. Salvo una legge federale non disponga espressamente altrimenti (effetto retroattivo o vacatio legis), essa entra in vigore il giorno successivo alla data di pubblicazione e distribuzione del numero della Gazzetta ufficiale federale contenente la pubblicazione stessa.

Una legge può essere abrogata espressamente (deroga formale) oppure tramite l'adozione di una legge federale che disciplina ex novo una materia oggetto di legge federale il cui contenuto è contrario a quello della norma precedente (deroga materiale - lex posterior derogat legi priori). Inoltre, le norme speciali prevalgono su quelle generali (lex specialis derogat legi generali). Infine, una disposizione di legge può determinare essa stessa la propria efficacia temporale.

Banche dati giuridiche

Coordinato e gestito dalla Cancelleria federale austriaca, il Il link si apre in una nuova finestraSistema informativo giuridico della Repubblica austriaca (RIS) consente l'accesso online alle leggi austriache.

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Breve descrizione del contenuto

La banca dati RIS fornisce informazioni su:

  • Diritto federale
  1. Diritto federale
  2. Versione originale del diritto federale austriaco dal 2004
  3. Gazzette ufficiali federali austriache 1945-2003
  4. Gazzette ufficiali 1848-1940
  5. Gazzette ufficiali 1780-1848
  6. Gazzette ufficiali tedesche 1938–1945
  7. Disegni di legge
  8. Disegni di legge del governo
  • Legislazione dei Länder
  1. Legislazione dei Länder
  2. Gazzette ufficiali attuali suddivise per Land – fatta eccezione per la Bassa Austria e Vienna
  • Diritto comunale Soltanto documenti selezionati da Comuni situati in Carinzia, Bassa Austria, Salisburgo, Stiria e Vienna
  • Giurisprudenza dei tribunali
  1. Corte costituzionale (Verfassungsgerichtshof)
  2. Corte suprema amministrativa (Verwaltungsgerichtshof)
  3. Elenco delle convenzioni redazionali e delle abbreviazioni utilizzate dal Verwaltungsgerichtshof
  4. Giurisprudenza della Corte suprema (Oberster Gerichtshof), dei Tribunali regionali superiori (Oberlandesgerichte) e di altri tribunali
  5. Sezioni amministrative indipendenti (Unabhängige Verwaltungssenate)
  6. Commissione tributaria indipendente (Unabhängiger Finanzsenat)
  7. Corte per le questioni di asilo (Asylgerichtshof)
  8. Sezione federale indipendente in materia di asilo (Unabhängiger Bundesasylsenat)
  9. Sezione competente in materia ambientale (Umweltsenat)
  10. Autorità federale per le comunicazioni (Bundeskommunikationssenat)
  11. Autorità di controllo degli appalti (Vergabekontrollbehörden)
  12. Commissione d'appello e Commissione superiore di disciplina (Berufungskommission, Disziplinaroberkommission)
  13. Commissione per la protezione dei dati (Datenschutzkommission)
  14. Commissione di vigilanza per la rappresentanza del personale (Personalvertretungs-Aufsichtskommission)
  15. Commissione per la parità di trattamento (Gleichbehandlungskommissionen)
  • Decreti
  1. Decreti dei ministeri federali
  2. Decreti del ministero federale della Giustizia

Alcune leggi austriache sono disponibili anche in lingua inglese.

Maggiori informazioni si possono reperire sul sito Il link si apre in una nuova finestraSistema informativo giuridico della Repubblica austriaca.

Link correlati

Il link si apre in una nuova finestraOrdinamento giuridico - Austria


La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Ultimo aggiornamento: 25/04/2017

Diritto degli Stati membri - Polonia

Questa pagina contiene informazioni sull’ordinamento giuridico polacco.


La Polonia è una Repubblica dotata di una forma democratica di governo. Il potere legislativo è esercitato dal Parlamento, composto dalla Camera bassa – il Sejm – e dalla Camera alta – il Senato. Il potere esecutivo è affidato al presidente della Repubblica di Polonia (Prezydent Rzeczypospolitej Polskiej) e al Consiglio dei ministri (Rada Ministrów), mentre il potere giudiziario è esercitato dai tribunali e dalle corti.

L’ordinamento giuridico polacco è basato sul modello di diritto continentale (civil law). La giurisdizione ordinaria in Polonia è costituita dai tribunali d’appello (sądy apelacyjne), dai tribunali regionali (sądy okręgowe) e dai tribunali distrettuali (sądy rejonowe), competenti per le cause civili e penali, per le controversie in materia di diritto di famiglia, affidamento, diritto del lavoro e previdenza sociale.

Il potere giudiziario in materia amministrativa compete alla  Corte amministrativa suprema (Naczelny Sąd Administracyjny), che esercita il controllo giudiziario sugli atti della pubblica amministrazione.

La  Corte suprema (Il link si apre in una nuova finestraSąd Najwyższy) è, a livello centrale, il massimo organo giurisdizionale della Repubblica di Polonia e la Corte d'Appello di ultima istanza. I suoi compiti principali consistono nell’amministrazione della giustizia in Polonia (assieme ai tribunali amministrativi e militari), nel considerare la cassazione un mezzo di impugnazione straordinario nonché nell’adozione di pronunce relative all’interpretazione delle norme giuridiche.

Il Tribunale costituzionale (Trybunał Konstytucyjny) è un organo dal potere giudiziario competente in materia di:

  • conformità delle leggi emanate con la Costituzione;
  • conflitti di competenza tra gli organi dell’amministrazione centrale;
  • conformità con la Costituzione dei fini e delle attività dei partiti politici;
  • ricorsi costituzionali promossi dai cittadini.

La versione inglese della legge che disciplina il Tribunale costituzionale e di altre leggi correlate è disponibile sul sito Internet del Il link si apre in una nuova finestraTribunale Costituzionale.

Fonti del diritto

Le fonti del diritto polacco sono la Costituzione, le leggi, i trattati internazionali ratificati e i regolamenti. La Costituzione è considerata la fonte principale del diritto polacco. Essa contiene informazioni sul sistema giuridico, sull'organizzazione istituzionale, sull'ordinamento giudiziario e sulle autorità locali in Polonia e definisce altresì le libertà e i diritti politici. La Costituzione attualmente in vigore è stata adottata nel 1992. Il testo di questa legge è disponibile sul sito Internet del Il link si apre in una nuova finestraSejm, (la Camera bassa del Parlamento polacco), in lingua polacca, inglese, tedesca, francese e russa.

Tipi di atti normativi - descrizione

Le leggi (ustawy) sono atti normativi universalmente vincolanti che riguardano materie di particolare importanza. Qualsiasi materia può essere regolamentata da una legge. In taluni casi la Costituzione impone che una determinata materia, per esempio il bilancio o lo status giuridico dei cittadini, sia disciplinata dalla legge.

La Costituzione polacca dispone che la ratifica di alcuni trattati internazionali (umowy międzynarodowe) debba essere autorizzata tramite una legge, che deve essere adottata dal Parlamento e sottoscritta dal presidente. Ciò riguarda i trattati relativi ad alleanze, accordi politici o militari, le libertà, i diritti e doveri civili, l’appartenenza a organizzazioni internazionali e altre materie disciplinate dalla Costituzione.

I regolamenti (rozporządzenia) sono emanati dagli organi indicati dalla Costituzione sulla base di una delega legislativa.

Il Consiglio dei ministri è autorizzato a emanare risoluzioni (uchwały)  di natura interna, vincolanti esclusivamente per le organizzazioni subordinate all’istituzione emanante; tali disposizioni non possono costituire la base di una decisione riguardante i cittadini, le persone giuridiche o altri soggetti.

Gli enti locali e le autorità locali dell'amministrazione statale possono, sulla base di un’autorizzazione espressa per legge, emanare disposizioni normative locali (akty prawa miejscowego) che si applicano ai settori di relativa competenza.

Gerarchia delle fonti

La Costituzione è la fonte principale del diritto polacco. Altre norme nella gerarchia stabilita dalla Costituzione polacca sono: i trattati internazionali ratificati, i regolamenti, le direttive e le decisioni dell’Unione europea, gli atti, le delibere e le leggi delle autorità locali.

Quadro istituzionale

Istituzioni preposte all'adozione degli atti normativi

Il potere legislativo è esercitato dal Sejm e dal Senato, le due camere del Parlamento polacco. I membri sono eletti con mandato quadriennale. L’iniziativa legislativa spetta ai deputati, ai senatori, al presidente della Repubblica di Polonia e al Consiglio dei ministri, nonché a un gruppo di almeno 100 000 cittadini che hanno il diritto di voto per l’elezione del Sejm.

Il Sejm esamina i progetti di legge in tre fasi. Una volta approvato dal Sejm e dal Senato, il progetto di legge viene trasmesso al presidente della Repubblica perché lo sottoscriva. Prima di firmare un progetto di legge, il presidente può rivolgersi al Tribunale costituzionale per un esame della sua compatibilità con la Costituzione.

Il Consiglio dei ministri assicura l’applicazione delle leggi, emana regolamenti, firma i trattati internazionali soggetti a ratifica e accetta o denuncia altri accordi internazionali.

Processo decisionale

Iniziativa

L’iniziativa legislativa spetta ai deputati, ai senatori, al presidente della Repubblica di Polonia, al Consiglio dei ministri e a un gruppo di almeno 100 000 cittadini che hanno il diritto di voto per l’elezione del Sejm.

Nella maggior parte dei casi, i progetti di legge sono presentati dal Consiglio dei ministri oppure dai deputati.

Un progetto di legge deve essere presentato, assieme alla sua motivazione, al presidente del Sejm (Marszałek Sejmu), che lo trasmette al presidente della Repubblica, al Senato e al presidente del Consiglio dei ministri (primo ministro).

Discussione

Il Sejm esamina i progetti di legge in tre fasi. I progetti di legge possono anche essere esaminati da apposite commissioni competenti del Sejm e del Senato.

Approvazione

Il Senato dispone di 30 giorni di tempo dalla trasmissione del progetto di legge per adottarlo senza alcuna modifica, apportarvi cambiamenti oppure respingerlo integralmente. Il Sejm può respingere gli emendamenti del Senato solo con la maggioranza assoluta, in presenza di almeno la metà del numero regolamentare di deputati.

Promulgazione

Al termine dell’iter legis nel Sejm e nel Senato, il Marszałek Sejmu trasmette il progetto di legge al presidente della Repubblica per l’apposizione della firma. Il presidente della Repubblica è tenuto a sottoscrivere il progetto di legge entro 21 giorni dalla data di presentazione e a ordinarne la pubblicazione sul Dziennik Ustaw (Gazzetta ufficiale della Repubblica di Polonia). La legge entra in vigore quattordici giorni dopo. La data di entrata in vigore, tuttavia, può essere stabilita anche nel testo di un progetto di legge. Secondo il sistema giuridico polacco, una legge può essere abrogata solo da un'altra legge. La data in cui un atto o una legge viene a perdere efficacia e validità deve essere menzionata nel testo dell’atto o della legge stessi.

Banche dati giuridiche

Gli atti normativi a partire dal 1918, unitamente a un elenco degli stessi, si possono reperire sul sito Internet della Il link si apre in una nuova finestrabanca dati giuridica polacca (sito Internet del Sejm).

La consultazione della banca dati è gratuita.


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Ultimo aggiornamento: 10/12/2012

Diritto degli Stati membri - Portogallo

Questa pagina contiene informazioni sul sistema giuridico portoghese.


1. Strumenti o fonti del diritto che enunciano le norme giuridiche

Secondo la concezione tradizionale, in Portogallo le fonti del diritto sono le seguenti:

a) le leggi costituzionali, che comprendono la Costituzione portoghese, leggi costituzionali miscellanee e le leggi di emendamento della Costituzione;

b) “le norme e i principi del diritto internazionale generale o comune”, “le norme derivanti da accordi internazionali debitamente ratificati o approvati”, “le norme emanate dagli organi competenti delle organizzazioni internazionali di cui il Portogallo fa parte …, purché ciò sia stabilito nei rispettivi trattati costituenti” e “le disposizioni dei trattati dell’Unione europea e le norme emanate dalle istituzioni dell’Unione europea nell’esercizio delle rispettive competenze” (articolo 8 della Costituzione);

c) le leggi ordinarie, che comprendono le leggi emanate dal Parlamento portoghese, i decreti legge governativi e i decreti legislativi regionali adottati dalle assemblee legislative delle regioni autonome delle Azzorre e di Madeira;

d) gli atti dotati di forza equivalente a quella delle leggi, come gli atti di approvazione di convenzioni, trattati o accordi internazionali, le dichiarazioni d’incostituzionalità o d’illegalità, aventi forza vincolante generale, pronunciate dalla Corte costituzionale, i contratti collettivi di lavoro e altri strumenti di regolamentazione collettiva dei rapporti di lavoro;

e) i regolamenti, ossia gli strumenti di grado inferiore rispetto alle leggi, il cui scopo è quello di precisarle e integrarle per renderne possibile l’applicazione o l’attuazione. Comprendono i decreti attuativi, i regolamenti, i decreti, i decreti attuativi regionali, le decisioni, le normative, i decreti ministeriali attuativi, le ordinanze, i regolamenti di polizia emanati dai governatori civili, le decisioni e i regolamenti dei consigli comunali.

2. Altre fonti del diritto

Vi sono tesi divergenti sull’ammissibilità e l’importanza di altre fonti non basate sul potere politico dello Stato di creare diritto scritto, a seconda che le fonti siano considerate un mezzo di formazione di disposizioni giuridiche o un mezzo di divulgazione delle norme o entrambi. Talvolta si distingue tra fonti dirette e indirette, ovviando così alle difficoltà causate dalle divergenze nell’impostazione di base.

Si ritiene in generale che possano rientrare nella categoria delle fonti del diritto:

a) la consuetudine, ossia l’adozione reiterata e abituale di un particolare comportamento, accompagnata dal senso generalizzato della sua obbligatorietà. Può essere considerata fonte del diritto soltanto per determinati settori tematici. Le norme create in questo modo, per esempio, si riscontrano nel campo del diritto internazionale pubblico (per esempio, il principio di immunità giurisdizionale degli Stati esteri), nel diritto internazionale privato e nel diritto amministrativo;

b) la giurisprudenza, ossia la serie di principi che emergono dalle sentenze e dalle decisioni dei tribunali. Per alcuni, non è una vera fonte del diritto, ma servirebbe soltanto come precisazione del significato delle norme, fornendo soluzioni ai problemi di interpretazione che possono essere applicate in altre istanze, in funzione del peso degli argomenti logici e tecnici su cui si basano. Per certi autori, rientrano in questa categoria non soltanto le decisioni giudiziali in cause specifiche, ma anche gli atti giurisdizionali aventi carattere normativo (sentenze della Corte costituzionale dotate di forza vincolante generale), poiché, secondo tali autori, tutti questi atti costituiscono una vera e propria creazione di disposizioni legislative di applicazione generale;

c) l’equità, che si fonda sull’attribuzione agli organi giurisdizionali della competenza per formulare norme giuridiche adeguate alle caratteristiche specifiche dei singoli casi in esame, ricorrendo a principi generali di giustizia e alla coscienza etica di chi giudica. “I tribunali possono decidere secondo equità soltanto quando a) vi sia una disposizione giuridica che lo consente; b) vi sia l’accordo delle parti e sia possibile presentare ricorso a un tribunale di grado superiore; c) le parti abbiano convenuto preliminarmente di far ricorso all’equità” (articolo 4 del Codice civile);

d) le usanze, ossia prassi sociali abituali ritenute non vincolanti, ma rilevanti nelle procedure giuridiche, in particolare per formalizzare relazioni giuridiche, soprattutto nel settore commerciale. Sono ammissibili in ambito giuridico quando la legge le prevede e se non si rivelano “contrarie ai principi della buona fede” (articolo 3 del Codice civile). Di conseguenza, le usanze non sono strumenti autonomi di creazione del diritto e, secondo il parere di molti, non costituiscono autentiche fonti del diritto;

e) la dottrina, ossia le opinioni dei giuristi, non dovrebbe essere considerata un’autentica fonte del diritto, sebbene essa abbia una funzione importante nello sviluppo scientifico e tecnico delle conoscenze giuridiche e abbia considerevoli ripercussioni sul risultato finale delle attività di coloro che interpretano e applicano le norme giuridiche.

3. Gerarchia delle fonti del diritto

Per gerarchia delle leggi s’intende il valore relativo dei vari strumenti, ossia la loro posizione in un ordine scalare.

A tale riguardo, alcuni sostengono che si possa stabilire una gerarchia soltanto in funzione della modalità di creazione delle leggi. Secondo tale punto di vista, la gerarchia non è basata sulla posizione relativa delle norme giuridiche, ma si stabilisce tra le loro fonti di creazione delle norme.

Qualunque sia l’opinione a questo riguardo, si può stabilire un ordine di precedenza.

L’ordine gerarchico delle varie fonti indicate nella sezione 1 è il seguente:

1. la Costituzione e le leggi costituzionali;

2. le norme e i principi del diritto internazionale generale o comune e gli accordi internazionali (ossia tutti gli atti menzionati alla lettera b) della sezione 1);

3. le leggi e i decreti legge;

4. i decreti legislativi regionali;

5. gli atti dotati di forza equivalente a quella delle leggi;

6. i regolamenti.

4. Procedure per l’entrata in vigore delle norme internazionali in Portogallo

Il recepimento degli strumenti normativi internazionali nel diritto portoghese è disciplinato dai seguenti principi, indicati nell’articolo 8 della Costituzione portoghese:

a) “le norme e i principi del diritto internazionale generale o comune fanno parte integrante del diritto portoghese”;

b) “le norme derivanti da accordi internazionali debitamente ratificati o approvati entrano a far parte del diritto nazionale portoghese dopo la loro pubblicazione ufficiale e per il periodo in cui sono internazionalmente vincolanti per lo Stato portoghese”;

c) “le norme emanate dagli organi competenti delle organizzazioni internazionali di cui il Portogallo fa parte entrano in vigore direttamente nel diritto nazionale portoghese, purché ciò sia stabilito nei rispettivi trattati costituenti”;

d) “le disposizioni dei trattati dell’Unione europea e le norme emanate dalle istituzioni dell’Unione europea, nell’esercizio delle loro rispettive competenze, si applicano nel diritto nazionale portoghese secondo il diritto dell’Unione europea e nel rispetto dei principi fondamentali di uno Stato democratico basato sulla legge”.

5. Le varie autorità preposte all’adozione delle norme giuridiche

Le autorità competenti per adottare norme giuridiche sono il Parlamento, il governo, i governi e le assemblee legislative regionali delle Azzorre e di Madeira, le autorità locali e alcune autorità amministrative.

6. Procedura per l’adozione delle norme giuridiche

La modalità di adozione delle norme varia in funzione delle procedure specifiche che si applicano a ciascun organo responsabile di tale adozione. I diversi tipi di atti legislativi vengono quindi elaborati secondo procedure distinte. Si descrivono di seguito le due procedure più formali e importanti per l’adozione delle norme giuridiche.

La procedura più complessa, che compete al Parlamento, comprende i seguenti elementi:

a) l’iniziativa legislativa: il potere di iniziativa legislativa spetta “ai membri del Parlamento, ai gruppi parlamentari e al governo, e anche, ai termini e alle condizioni stabiliti dalla legge, a gruppi di cittadini registrati. Per quanto riguarda le regioni autonome, l’iniziativa legislativa spetta alle rispettive assemblee legislative” (articolo 167, comma 1, della Costituzione);

b) l’ammissione iniziale, la pubblicazione, la registrazione, la numerazione e la valutazione: questa fase comprende l’esame dell’ammissibilità della proposta, la pubblicazione del testo nella Gazzetta ufficiale del Parlamento, le formalità amministrative e, infine, l’esame del contenuto;

c) la discussione e l’approvazione, che prevedono un dibattito sulle questioni generali e uno sui punti specifici, una votazione sulla proposta nel complesso, una votazione sui punti specifici e una votazione complessiva finale. Per l’adozione di una proposta, può essere necessaria la maggioranza semplice, la maggioranza assoluta o la maggioranza qualificata;

d) la supervisione del Presidente della Repubblica, entro la scadenza stabilita dalla legge. Può seguirne la promulgazione del testo proposto o l’esercizio del diritto di veto, nel qual caso il testo viene ridiscusso in Parlamento. Se la votazione è confermata oppure se vengono apportati emendamenti, il testo viene di nuovo trasmesso al Presidente per la promulgazione, che deve avvenire entro una scadenza predeterminata. Compete al Presidente della Repubblica “promulgare le leggi, i decreti legge e i decreti normativi e ordinarne la pubblicazione e firmare le risoluzioni di approvazione di accordi internazionali e di altri decreti governativi adottate dal Parlamento” (articolo 134, lettera b), della Costituzione);

e) la pubblicazione: dopo la promulgazione, il Presidente della Repubblica deve ordinare che il nuovo testo di legge sia pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica portoghese.

La procedura legislativa del Governo comprende le seguenti fasi principali:

a) l’iniziativa legislativa: la presentazione di disegni di legge compete ai ministeri competenti;

b) l’istruzione: in questa fase, il ministro che ha presentato la proposta deve raccogliere pareri, procedendo anche all’audizione degli organi indicati nella Costituzione e nei testi di legge;

c) la valutazione preliminare e nel merito: le proposte sono esaminate e valutate dopo la loro ammissione preliminare;

d) l’approvazione: anche se alcuni tipi di atti legislativi non richiedono l’approvazione del Consiglio dei ministri, di regola quest’ultimo è competente per approvare la proposta;

e) la supervisione: “entro quaranta giorni dalla data in cui ha ricevuto un decreto governativo per la promulgazione, il presidente della Repubblica lo promulga o esercita il diritto di veto,. In quest’ultimo caso, ne indica per iscritto la motivazione al governo” (articolo 136, comma 4, della Costituzione);

f) la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della Repubblica portoghese del testo definitivo.

7. Procedure per l’entrata in vigore delle norme nazionali

“Le leggi diventano vincolanti dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale”. “Tra la pubblicazione e l’entrata in vigore decorre il periodo stabilito nel testo stesso della legge o, in mancanza di tale disposizione, il periodo stabilito in disposizioni giuridiche specifiche” (articolo 5 del Codice civile).

A norma dell’articolo 2 della legge 11 novembre 1998, n. 74, modificata dalla legge 30 giugno 2006, n. 26:

“1. gli atti legislativi e gli altri atti di carattere generale entrano in vigore il giorno in essi stabilito, che in nessun caso può essere il giorno stesso della loro pubblicazione;

2. se non è stata stabilita una data, gli atti di cui al paragrafo 1 entrano in vigore in tutto il territorio portoghese e al di fuori del Portogallo cinque giorni dopo la loro pubblicazione;

4. i termini temporali di cui al paragrafo 2 decorrono dal giorno immediatamente successivo alla pubblicazione sul sito Internet gestito dall’Imprensa Nacional Casa da Moeda, SA.”

8. Mezzi per la risoluzione di eventuali conflitti tra le varie norme giuridiche

In tale campo, la funzione più importante spetta alla Corte costituzionale, che è competente per dichiarare l’incostituzionalità di disposizioni contrarie alla Costituzione portoghese o ai principi in essa enunciati.

Nel giudicare sui casi specifici che vengono loro sottoposti, i tribunali non possono applicare norme che si configurino come violazione della Costituzione o dei principi che ne derivano.

Nel processo d’interpretazione che effettuano per valutare i fatti loro sottoposti, è compito dei tribunali comporre gli eventuali conflitti che insorgono tra diverse disposizioni giuridiche, sempre nel rispetto della gerarchia delle fonti indicata in precedenza. In tale intervento, i tribunali devono considerare il sistema giuridico come un corpus unitario, escludendo divari o incoerenze, in particolare di natura logica o semantica, e devono ponderare le circostanze soggiacenti all’adozione delle norme e le condizioni specifiche prevalenti al momento del giudizio, esigendo sempre un minimo di corrispondenza letterale, anche se espressa imperfettamente, con la soluzione adottata nella legislazione, presumendo che il legislatore abbia optato per le soluzioni “più opportune” e abbia saputo “esprimere le proprie intenzioni in termini adeguati” (articolo 9 del Codice civile).

Per quanto riguarda i conflitti tra norme nel campo del diritto internazionale privato, consultare la rubrica “Legge applicabile - Portogallo”.

Banche dati giuridiche

Il link si apre in una nuova finestraDigesto è la banca dati giuridica ufficiale portoghese e contiene la Gazzetta ufficiale (Diário da República).

Digesto – sistema integrato di informazioni giuridiche

Tipologie di consultazione

Consultazione gratuita

La consultazione del sito è gratuita.

I visitatori possono effettuare le ricerche per tipo, numero e data di pubblicazione per ottenere:

  • sintesi e testi integrali degli atti legislativi;
  • date di entrata in vigore.

Consultazione a pagamento

  • Informazioni commentate, catalogate e organizzate in più categorie.

Diário da República Electrónico (DRE) – Gazzetta ufficiale elettronica

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  • Ricerca per testo.

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Banche dati della legislazione

In Portogallo esistono le seguenti banche dati della legislazione:

PCMLEX – banca dati centrale del sistema Digesto

  • Diário da República (Gazzetta ufficiale), serie I;
  • atti legislativi e amministrativi principali pubblicati nel Diário da República, serie II.

LEGAÇOR – banca dati della legislazione regionale delle Azzorre

  • Gazzetta ufficiale delle Azzorre, serie I.

Banche dati non legislative

In Portogallo esistono le seguenti banche dati di natura non legislativa:

DGO-Dout – banca dati specifica contenente le circolari e i pareri della Direzione generale del bilancio

DGAP-Opinio – banca dati specifica della Direzione generale della pubblica amministrazione

REGTRAB – banca dati specifica dei contratti di lavoro

Interoperabilità

Digesto è integrata con quanto segue:

  • Diário da República (Gazzetta ufficiale)
  • Assembleia da República (Assemblea della Repubblica, il Parlamento portoghese)
  • Tribunal Constitucional (Corte costituzionale)
  • Supremo Tribunal de Justiça (Corte suprema)
  • Supremo Tribunal Administrativo (Corte suprema amministrativa)
  • Tribunais da Relação (Corti d’appello)
  • pareri del Conselho Consultivo da Procuradoria-Geral da República (Consiglio consultivo dell’Ufficio del Procuratore generale)
  • Eur-lex

Il DRE è integrato con quanto segue:

  • Diário da República (Gazzetta ufficiale)
  • sentenze del Supremo Tribunal Administrativo
  • Gazzetta ufficiale dell’Unione europea

Link utili

Il link si apre in una nuova finestraDiário da República - Portogallo


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Ultimo aggiornamento: 18/07/2017

Diritto degli Stati membri - Romania

La versione originale in lingua rumeno di questa pagina è stata modificata di recente. La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.

Questa pagina contiene informazioni sull'ordinamento giuridico rumeno e una panoramica del diritto della Romania.


Fonti del diritto

Le fonti del diritto rumeno sono:

  • la Constituţia României (Costituzione della Romania);
  • le leggi adottate dal Parlamento (leggi costituzionali, leggi organiche e leggi ordinarie);
  • i decreti del presidente della Romania;
  • gli atti legislativi del governo (ordinanze, ordinanze straordinarie, decisioni);
  • gli atti legislativi dell’amministrazione centrale (ordinanze, istruzioni e regolamenti ministeriali);
  • gli atti legislativi dell’amministrazione locale (consigli distrettuali, consigli locali, consiglio generale di Bucarest);
  • la legislazione dell’Unione europea (regolamenti, direttive);
  • i trattati internazionali a cui la Romania ha aderito.

Tipi di atti normativi — descrizione

L’ordinamento giuridico rumeno prevede i seguenti strumenti legislativi:

  • la Constituţia (Costituzione) rappresenta la legge suprema dello Stato. Essa disciplina la struttura della Romania come Stato nazionale, unitario e indivisibile, nonché i rapporti tra i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario e tra organi dello Stato, cittadini e persone giuridiche;
  • le leggi costituzionali sono emanate dal potere costituente, ossia dall’assemblea costituente eletta e convocata a tale scopo;
  • le leggi organiche regolamentano ambiti di importanza elevata per lo Stato quali i confini nazionali, la cittadinanza rumena, lo stemma e il sigillo dello Stato, la disciplina giuridica in materia di beni immobili e successione, l’organizzazione e lo svolgimento dei referendum, i reati, le pene e le norme sulla loro esecuzione, l’organizzazione e il funzionamento del Consiglio superiore della magistratura, dei tribunali, del pubblico ministero e della Corte dei conti, i diritti delle persone lesi da un’autorità pubblica, la difesa nazionale, l’organizzazione degli organi di governo, i partiti politici;
  • le leggi ordinarie disciplinano tutti gli altri settori non regolati dalle leggi organiche. Una legge ordinaria non può emendare o modificare un atto di livello superiore, per esempio una legge organica o la Costituzione;
  • in alcuni casi particolari (sospensione dei lavori del Parlamento), determinati settori stabiliti dal Parlamento possono, sulla base di una delega legislativa, essere disciplinati mediante ordinanze governative. Tali ordinanze sono emanate sulla base di una specifica legge di conferimento di poteri, nei limiti e alle condizioni stabiliti da detta legge. In situazioni di emergenza, il governo può promulgare ordinanze straordinarie in qualsiasi settore, se ritenuto necessario;
  • le decisioni del governo determinano le modalità di effettiva applicazione delle leggi e altri aspetti organizzativi di vario tipo relativi all’applicazione delle leggi;
  • gli atti legislativi promulgati dall’amministrazione centrale (ordini e istruzioni) sono emanati esclusivamente sulla base di leggi e decisioni e ordini del governo e allo scopo di attuarli;
  • gli atti di autorità amministrative autonome;
  • gli atti legislativi promulgati dall’amministrazione locale (consigli distrettuali, consigli locali, consiglio generale di Bucarest) regolamentano gli ambiti che rientrano nella sfera di competenza degli enti locali.

Altre fonti del diritto

  • Giurisprudenza della CEDU (Convenzione europea dei diritti dell’uomo) e giurisprudenza dei tribunali dell’UE.
  • Sebbene la giurisprudenza nazionale non rappresenti una fonte del diritto, le decisioni della Înalta Curte de Casaţie şi Justiţie (Corte di cassazione) sono incontestabilmente fonti secondarie del diritto, che assicurano un’interpretazione uniforme di determinate disposizioni di legge. Inoltre, possono essere considerate fonti secondarie del diritto le decisioni della Curtea Constituţională (Corte costituzionale) che producono effetti erga omnes e non inter partes litigantes.
  • Ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 287/2009 sul codice civile, le fonti del diritto civile possono essere il diritto, le prassi e i principi generali del diritto. Per “prassi” s’intendono la tradizione (consuetudini) e le prassi professionali.
  • Gli atti menzionati in precedenza stabiliscono le seguenti norme per l’applicazione delle prassi come fonte del diritto:
  • le prassi si applicano in casi non previsti dalla legge. Qualora non esistano prassi, si applicano le disposizioni giuridiche riguardanti situazioni analoghe, e qualora non esistano tali disposizioni, si applicano i principi generali del diritto;
  • per le questioni disciplinate dalla legge, le prassi si applicano solo nel caso in cui la legge ne faccia esplicito riferimento;
  • possono essere riconosciute come fonti del diritto soltanto le prassi in linea con l’ordine pubblico e il buon costume;
  • la parte interessata deve dimostrare l’esistenza delle prassi e il relativo contenuto. Per le prassi pubblicate in raccolte di organismi o organizzazioni competenti in materia e autorizzati l’esistenza è presunta fino a prova contraria.

Gerarchia delle fonti

La gerarchia delle fonti in Romania è la seguente:

  • la Constituţia României e le leggi costituzionali occupano il primo posto all’interno della gerarchia delle fonti. Tutti gli altri tipi di testi normativi e fonti devono conformarsi a esse;
  • le leggi organiche occupano il secondo posto all’interno della gerarchia. Il Parlamento adotta le leggi organiche a maggioranza qualificata;
  • le leggi ordinarie occupano il terzo posto all’interno della gerarchia. Il Parlamento adotta le leggi ordinarie a maggioranza semplice. Una legge ordinaria non può emendare o modificare una legge organica o la Costituzione;
  • le ordinanze del governo rappresentano il quarto tipo di fonti;
  • le decisioni governative rappresentano il quinto tipo di fonti della gerarchia;
  • gli atti legislativi emanati dagli organi amministrativi centrali e dalle autorità amministrative autonome rappresentano il sesto tipo di fonti della gerarchia;
  • gli atti legislativi degli organi amministrativi locali (consigli distrettuali, consigli locali, consiglio generale di Bucarest) occupano l’ultima posizione all’interno della gerarchia delle fonti.

Quadro istituzionale

Istituzioni preposte all’adozione della legislazione

In conformità con la Costituzione, lo Stato è fondato sul principio della separazione dei poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) e sui principi del bilanciamento dei poteri e dei controlli ed equilibri propri di una democrazia costituzionale.

I poteri sono esercitati e suddivisi tra il Parlamento, il governo e gli organi giudiziari. La Curtea Constituţională (Corte costituzionale rumena), l’Avocatul Poporului (difensore civico), la Curtea de Cunturi (Corte dei conti) e il Consiliul Legislativ (Consiglio legislativo) garantiscono inoltre l’equilibrio dei poteri tra autorità pubbliche e cittadini.

Il Parlamento è l’organo supremo di rappresentanza dei cittadini e l’unica autorità legislativa del paese. È composto dalla Il link si apre in una nuova finestraCamera Deputaţilor (Camera dei deputati) e dal Il link si apre in una nuova finestraSenat (Senato). In linea di principio, il potere legislativo appartiene esclusivamente al Parlamento ma, in determinati casi, questa funzione è condivisa con l’esecutivo (governo) e con l’elettorato (cittadini).

Il link si apre in una nuova finestraIl governo può emettere ordinanze sulla base di una specifica legge di conferimento di poteri adottata dal Parlamento. In eccezionali circostanze di emergenza, in cui sia necessario provvedere in modo urgente, il governo può inoltre emettere ordinanze straordinarie.

Iter legislativo

L’iter legislativo si svolge in tre fasi:

1. La fase governativa o pre-parlamentare consiste:

  • nell’elaborazione e nell’adozione del disegno di legge a livello governativo;
  • nella presentazione del disegno di legge per sottoporlo al dibattito pubblico, alle condizioni stabilite dalla legge;
  • nell’approvazione da parte del Consiglio legislativo, nell’approvazione interministeriale e nell’approvazione da parte di altre istituzioni;
  • nell’adozione del disegno di legge a livello governativo.

2. La fase parlamentare consiste:

  • nella trasmissione del disegno di legge a una delle Camere del Parlamento (Camera Deputaţilor o Senat in funzione di prima Camera), a seconda delle competenze stabilite dalla Costituzione rumena;
  • nella discussione e nell’adozione della relazione/del parere sul disegni di legge da parte nelle commissioni parlamentari permanenti (in alcune situazioni possono essere costituite commissioni speciali);
  • nella sessione plenaria della prima Camera, che si pronuncia sul disegno di legge e sulle relative proposte legislative entro un termine di 45 giorni, a partire dalla data di presentazione del disegno di legge e delle relative proposte legislative all’Ufficio permanente del Parlamento.
  • In caso di codici o di altre leggi particolarmente complesse, il termine è di 60 giorni dalla data in cui sono presentati all’Ufficio permanente.
  • Per le ordinanze straordinarie del governo il termine è di 30 giorni.
  • In caso di scadenza del termine, il disegno di legge o la proposta legislativa s’intendono adottati e sono trasmessi alla Camera dei deputati, che adotta la decisione finale.

Si procede quindi al voto del disegno di legge/della proposta legislativa (approvazione o rifiuto), che successivamente sono trasmessi alla Camera decisionale (Camera Deputaţilor o Senat), la quale adotta la versione finale dell’atto legislativo.

3. La fase post-parlamentare riguarda:

  • il controllo costituzionale della legge, ossia il controllo a priori, (la Curtea Constituţională, Corte costituzionale rumena, conferma che la legge è compatibile con la Costituzione). Tale controllo può essere richiesto dal presidente della Romania, dal presidente di una delle Camere, dal governo, dalla Înalta Curte de Casaţie şi Justiţie, dall’Avocatul Poporului o da un minimo di 50 deputati o di 25 senatori. Il controllo può anche essere effettuato d’ufficio;
  • infine, la legge è promulgata dal presidente, entro 20 giorni dal ricevimento. Se il presidente richiede il riesame (tale richiesta può essere effettuata una sola volta) o la verifica della costituzionalità della legge, quest’ultima è promulgata entro 10 giorni dal ricevimento, dopo il riesame o dopo l’avvenuta ricezione della conferma di costituzionalità da parte della Curtea Constituţională;
  • la legge entra in vigore entro tre giorni dalla sua pubblicazione nel Monitorul Oficial (Gazzetta ufficiale della Romania), Parte I, o a una data successiva indicata nella legge medesima.

Banche dati giuridiche

Una Il link si apre in una nuova finestrabanca dati giuridica della Romania, istituita, amministrata e aggiornata dal Consiliul Legislativ (Consiglio legislativo) fornisce accesso gratuito alla legislazione rumena.

Si tratta della versione online del Repertoriul legislației României® (Repertorio legislativo rumeno), ossia il registro ufficiale della legislazione rumena, che fornisce informazioni precise e corrette sullo stato giuridico di ciascuna legge in momenti diversi.

La banca dati riguarda il periodo dal 1864 ad oggi.

I dati possono essere consultati utilizzando i seguenti criteri di ricerca:

  • categoria/tipo di atto legislativo;
  • numero;
  • anno (periodo) di pubblicazione;
  • intervallo di pubblicazione;
  • pubblicazione ufficiale (tipo, numero, anno);
  • parole chiave nel titolo;
  • stato dell’atto (in vigore, non più in vigore);
  • altri criteri (atto legislativo, singolo/pubblicato, non pubblicato).

L’Intranet del Consiliul Legislativ include una banca dati aggiornata con informazioni giuridiche dettagliate necessarie per l’attività specifica di approvazione di disegni di legge o per fornire informazioni da utilizzare nell’iter legislativo.

Un’altra Il link si apre in una nuova finestrabanca dati giuridica (pur essendo organizzata diversamente) è accessibile dal sito Internet della Il link si apre in una nuova finestraCamera Deputaţilor (una delle Camere del Parlamento). Le ricerche si possono effettuare utilizzando vari criteri:

  • tipo di atto legislativo;
  • numero;
  • data;
  • autorità pubblica che ha emesso l’atto legislativo;
  • data di pubblicazione e parole chiave (nel titolo e nel testo principale dell’atto).

L’accesso alla banca dati è gratuito?

Sì, l’accesso alla banca dati è gratuito.


La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Ultimo aggiornamento: 20/03/2014

Diritto degli Stati membri - Slovenia

La versione originale in lingua sloveno di questa pagina è stata modificata di recente. La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.

Questa pagina contiene informazioni sul sistema giuridico sloveno.


Fonti del diritto

Tipi di atti normativi — descrizione

Nel sistema giuridico della Repubblica slovena, le norme generali astratte sono adottate a livello statale e locale. Gli atti normativi a livello statale sono la Ustava (Costituzione), gli zakoni (leggi/atti) e le norme di attuazione, suddivise in due categorie principali: gli uredbe (decreti, occasionalmente tradotti come regolamenti) e i pravilniki (regolamenti).

I consigli locali adottano principalmente delle odloki (ordinanze).

L’ordinamento giuridico sloveno non riconosce il principio del precedente giudiziario, il che significa che i nižja sodišča (organi giurisdizionali di grado inferiore) non sono formalmente vincolati alle decisioni dei višja sodišča (organi giurisdizionali di grado superiore). Tuttavia, gli organi giurisdizionali di grado inferiore tendono a uniformarsi alla giurisprudenza di quelli di grado superiore e della Vrhovno sodišče (Corte suprema).

La Vrhovno sodišče in seduta plenaria può formulare načelna pravna mnenja (pareri giuridici di principio) su questioni importanti per l’applicazione uniforme di leggi/atti. Secondo quanto previsto dalla Zakon o sodiščih (legge sull’ordinamento giudiziario), siffatti pareri vincolano unicamente le sezioni della Vrhovno sodišče e possono essere modificati solo in una nuova seduta plenaria. Tuttavia, gli organi giurisdizionali di grado inferiore tendono a uniformarsi ai pareri giuridici di principio e la Vrhovno sodišče, nelle sue pronunce, chiede che si tenga conto dell’eventuale richiamo effettuato da una delle parti a un parere giuridico già adottato sulla questione di cui si discute.

Le leggi/gli atti e gli altri regolamenti devono rispettare i principi del diritto internazionale generalmente riconosciuti nonché i trattati sottoscritti dalla Slovenia (come indicato nell’articolo 8 della Ustava). I trattati internazionali ratificati e pubblicati trovano applicazione diretta. La Ustavno sodišče (Corte costituzionale slovena) si è espressa nel senso che i trattati internazionali si collocano in una posizione superiore rispetto alle leggi nella gerarchia delle fonti del diritto. I trattati internazionali ratificati formano parte integrante dell’ordinamento giuridico nazionale, generando, in tal modo, diritti e obblighi per le persone fisiche e giuridiche in Slovenia (purché siano direttamente applicabili).

L’ordinamento giuridico sloveno appartiene alla famiglia dei sistemi di civil law; ciò significa che il diritto consuetudinario non fa parte, in quanto tale, dell’ordinamento giuridico. Tuttavia, il diritto consuetudinario gode di un certo riconoscimento nel diritto sloveno. Per esempio, secondo quanto disposto dall’articolo 12 dell’Obligacijski zakonik (codice delle obbligazioni), che disciplina i rapporti contrattuali tra persone fisiche e giuridiche, gli usi aziendali, gli usi e le prassi in essere tra le parti devono essere presi in considerazione nella valutazione dell’azione richiesta e dei relativi effetti sui rapporti obbligatori di enti commerciali.

Il giudice, nell’esercizio delle proprie funzioni, è vincolato al rispetto della Costituzione, delle leggi/degli atti, dei principi generali del diritto internazionale e dei trattati internazionali ratificati e pubblicati. La legge sull’ordinamento giudiziario (Zakon o sodišči) prevede che, qualora una questione di diritto civile non possa essere risolta secondo le norme in materia vigenti, il giudice debba tener conto delle norme applicabili in casi analoghi. Se, ciononostante, la soluzione della questione continua a essere dubbia sotto il profilo giuridico, il giudice è tenuto a decidere basandosi sui principi generali dell’ordinamento giuridico nazionale, osservando la tradizione giuridica e i principi consolidati della giurisprudenza. Il giudice deve sempre agire come se dovesse decidere un numero indefinito di cause dello stesso tipo.

Gerarchia delle fonti

Tutte le norme giuridiche devono essere conformi alla Ustava. Le leggi/gli atti e gli altri regolamenti devono rispettare i principi del diritto internazionale generalmente riconosciuti e i trattati internazionali sottoscritti dalla Slovenia (ai sensi dell’articolo 8 della Ustava). Le norme di attuazione e le ordinanze delle autorità locali devono essere conformi anche alle leggi/agli atti.

Gli splošni akti za izvrševanje javnih pooblastil (provvedimenti generali adottati per l’esercizio dell’autorità pubblica) devono essere conformi alla Ustava, alle leggi/agli atti e alle norme di attuazione.

I provvedimenti individuali e le azioni degli organi statali, degli organi delle comunità locali e di coloro che ricoprono cariche pubbliche devono fondarsi su una legge/un atto o su una disposizione di legge.

Riguardo alla supremazia del diritto dell’Unione europea, la Ustava fornisce la base per accettare tale supremazia nel sistema giuridico sloveno, stabilendo che gli atti legislativi e le decisioni adottate in seno a organizzazioni internazionali a cui la Slovenia ha trasferito l’esercizio di parte delle proprie prerogative sovrane (in questo caso all’Unione europea) devono essere applicati in Slovenia secondo quanto previsto dalle disposizioni normative di tali organizzazioni.

Quadro istituzionale

Istituzioni preposte all’adozione degli atti normativi

Le leggi/gli atti sono adottati dalla camera bassa dello Državni zbor, il Parlamento bicamerale sloveno (Assemblea nazionale). Ai sensi degli articoli 80 e 81 della Ustava, il Državni zbor è composto da 90 deputati che rappresentano i cittadini sloveni. 88 sono eletti a scrutinio universale, uguale, diretto e segreto e i restanti due, di cui uno appartenente alla comunità italiana e uno appartenente alla comunità ungherese, sono sempre eletti dai membri di tali comunità. Il Državni zbor è eletto per un periodo di quattro anni.

Gli uredba (decreti) sono adottati dal Vlada (governo), mentre i singoli ministri emettono pravilniki (regolamenti). Ai sensi degli articoli da 110 a 119 della Ustava, il governo è formato da un predsednik vlade (primo ministro) e dai ministri. Nell’ambito delle loro funzioni, il governo e i ministri sono indipendenti e rispondono al Državni zbor, che può metterli in stato d’accusa (dinanzi alla Ustavno sodišče), esprimere un voto di fiducia o porre fine alla loro carica mediante interpellanza. Il primo ministro è eletto dal Državni zbor. Dopo la sua elezione egli propone al Parlamento la nomina o la revoca dei ministri.

La Corte costituzionale svolge un ruolo fondamentale nel quadro istituzionale giacché può abrogare leggi/atti, norme di attuazione e ordinanze locali da essa ritenute incostituzionali. La Corte può inoltre emettere pareri sulla costituzionalità di trattati internazionali e si pronuncia sui ricorsi costituzionali proposti da cittadini lesi, che possono essere presentati una volta esperiti tutti gli altri rimedi.

Le ordinanze locali sono adottate da občinski sveti, mestni sveti (consigli locali) direttamente eletti dai residenti di un comune.

Processo decisionale

Le proposte di legge/atti possono essere presentate al Državni zbor (Assemblea nazionale) dal governo, da singoli deputati del Državni zbor, dalla camera alta del Parlamento, dal Državni svet (Consiglio nazionale) o da cinquemila elettori. Secondo quanto previsto dall’iter legislativo, la Poslovnik Državnega zbora (normale procedura parlamentare) consta di tre letture della proposta di legge/atto.

L’iter legislativo prevede anche una procedura d’urgenza. Ai sensi dell’articolo 86, il Državni zbor può approvare una decisione se è presente la maggioranza dei deputati e se la legge/l’atto è adottata/o dalla maggioranza dei deputati presenti in aula, salvo che non sia prevista una maggioranza diversa. Il Državni svet può porre il veto su una legge/un atto adottata/o e il Državni zbor può superare tale veto con la maggioranza di tutti i deputati.

Il Zakonodajni referendum (referendum legislativo), definito dall’articolo 90 della Ustava, è disciplinato nella Zakon o referendumu in o ljudski iniciativi (legge sull’iniziativa pubblica e il referendum) e può essere proposto dallo stesso Državni zbor o, a seguito di richiesta del Državni svet, da un terzo dei deputati o da quarantamila elettori. Gli elettori hanno la possibilità di confermare o di respingere la legge/l’atto adottata/o dal Državni zbor prima che venga promulgata/o dal Predsednik republike (presidente della Repubblica).

Il Predsednik republike è tenuto a promulgare una legge/un atto approvata/o otto giorni dopo la sua adozione. Ai sensi dell’articolo 154 della Ustava, tutte le leggi devono essere pubblicate prima della loro entrata in vigore. Le leggi adottate dalle istituzioni dello Stato sono pubblicate sull’Uradni list Republike Slovenije (Gazzetta ufficiale della Repubblica slovena; UL RS) mentre le ordinanze e altri regolamenti locali sono pubblicati su gazzette locali.

Gli emendamenti alla Ustava sono adottati con una procedura specifica stabilita dalla Ustava stessa. Le proposte di emendamento della Ustava possono essere presentate da 20 deputati del Državni zbor, dal governo o da trentamila elettori. Sulle proposte decide il Državni zbor con voto a maggioranza di due terzi dei deputati presenti in aula, tuttavia un emendamento può essere adottato solo se è approvato da un maggioranza di due terzi dei voti di tutti i deputati. L’articolo 87 della Ustava stabilisce che i diritti e i doveri dei cittadini e di altre persone possono essere determinati dal Državni zbor soltanto con una legge.

I regolamenti e le decisioni emanati dalle istituzioni dell’Unione europea sono direttamente applicabili nella Repubblica slovena, senza che sia necessario ratificarli e pubblicarli sull’Uradni list Republike Slovenije (Gazzetta ufficiale della Repubblica slovena).

I trattati internazionali di cui la Repubblica slovena fa parte entrano in vigore dopo essere stati ratificati dal Državni zbor con una procedura specifica. I trattati internazionali vengono ratificati con l’adozione di una legge presentata dal governo. Una legge sulla ratifica di un trattato internazionale può essere adottata se è approvata da una maggioranza semplice dei deputati presenti in aula, fatto salvo quanto diversamente disposto dalla Ustava o dalla legge.

Banche dati giuridiche

Register predpisov RS (Registro delle leggi della Repubblica slovena)

La banca dati del Il link si apre in una nuova finestraRegister predpisov contiene collegamenti alla versione integrale di leggi adottate dopo il 25 giugno 1991 e di norme di attuazione adottate a partire dal 1995. L’accesso alle versioni integrali di altre norme di attuazione dipende dal tempo necessario per inserirne la versione elettronica sul sito della gazzetta ufficiale nazionale.

Zakonodaja državnega zbora (Raccolta della legislazione dell’Assemblea nazionale)

La banca dati Il link si apre in una nuova finestraZakonodaja državnega zbora (raccolta della legislazione dell’Assemblea nazionale) contiene i testi di tutte le leggi/gli atti e di altri atti normativi in discussione in Parlamento. Tra esse figurano:

  • versioni consolidate di leggi/atti (prečiščena besedila zakonov) – versioni ufficialmente consolidate di leggi/atti adottati dopo il 29 novembre 2002 e pubblicati sull’Uradni list Republike Slovenije (Gazzetta ufficiale della Repubblica slovena) e versioni non ufficialmente consolidate al 17 giugno 2007;
  • leggi/atti approvati (sprejeti zakoni) – leggi/atti approvati dal Državni zbor (Assemblea nazionale) e pubblicate sull’Uradni list Republike Slovenije (Gazzetta ufficiale della Repubblica slovena) a partire dal 25 giugno 1991, data dell’indipendenza;
  • atti normativi adottati (sprejeti akti) – atti normativi adottati dal Državni zbor e pubblicati sull’Uradni list Republike Slovenije (Gazzetta ufficiale della Repubblica slovena) a partire dal 28 novembre 1996;
  • progetti di legge/atto (predlogi zakonov) – progetti di legge/atto presentati per la discussione nella legislatura in corso del Državni zbor (la banca dati contiene anche progetti di legge/atto adottati non ancora pubblicati sull’Uradni list Republike Slovenije);
  • letture di leggi/atti (obravnave zakonov) (conclusione dell’iter) – archivio di tutte le letture di una legge/un atto presentati per essere discussi nel Državni zbor dopo il 28 novembre 1996;
  • progetti di atti normativi (predlogi aktov) – progetti di atti normativi presentati per la discussione nella legislatura in corso del Državni zbor (la banca dati contiene anche progetti di legge adottati non ancora pubblicati sull’Uradni list Republike Slovenije);
  • letture di atti normativi (obravnave aktov) (conclusione dell’iter) – archivio di tutte le letture di un atto normativo presentato per essere discusso nel Državni zbor dopo il 28 novembre 1996;
  • progetti di ordinanze (predlogi odlokov) – progetti di ordinanze presentati per la discussione nella legislatura in corso del Državni zbor (la banca dati contiene anche progetti di ordinanze adottati non ancora pubblicati sull’Uradni list Republike Slovenije);
  • letture di ordinanze (obravnave odlokov) (conclusione dell’iter) – archivio di tutte le letture di un’ordinanza presentata per essere discussa nel Državni zbor dopo il 28 novembre 1996.

Pravno-informacijski sistem — PIS (sistema di informazione giuridica)

Il Il link si apre in una nuova finestraPravno informacijski sistemRegister predpisov Republike Slovenije (Registro dei regolamenti della Repubblica slovena) è collegato alla raccolta di norme di altri organi statali e all’Uradni list Republike Slovenije.

Uradni list Republike Slovenije — UL RS (Gazzetta ufficiale della Repubblica slovena)

Tutte le leggi nazionali sono pubblicate ufficialmente sulla Il link si apre in una nuova finestraUradni list Republike Slovenije. Tutti i documenti sono pubblicati on line.

Link correlati

Il link si apre in una nuova finestraSistema legislativo sloveno, Il link si apre in una nuova finestraZakonodaja državnega zbora (Raccolta della legislazione dell’Assemblea nazionale), Il link si apre in una nuova finestraPravno informacijski sistem (Sistema di informazione giuridica), Il link si apre in una nuova finestraUradni list Republike Slovenije - UL RS (Gazzetta Ufficiale della Repubblica slovena)


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Ultimo aggiornamento: 02/11/2016

Diritto degli Stati membri - Slovacchia

La versione originale in lingua slovacco di questa pagina è stata modificata di recente. La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.

Questa pagina fornisce informazioni sul sistema giuridico in Slovacchia. Si rimanda alla pagina “Ordinamento giuridico – Slovacchia” sul sito Internet della Il link si apre in una nuova finestraRete giudiziaria europea: ordinamento giuridico della giustizia civile.


Fonti del diritto

Tipi di atti normativi – descrizione

Il termine “fonti del diritto” è usato in tre sensi:

  1. fonti del diritto in senso materiale – fonti materiali del diritto;
  2. fonti del diritto in senso gnoseologico – fonti della conoscenza del diritto;
  3. fonti del diritto in senso formale – fonti formali del diritto.

In base all’origine e al grado di obbligatorietà delle norme giuridiche, si distinguono tradizionalmente i seguenti tipi di fonti del diritto:

  • la consuetudine giuridica;
  • i precedenti (giurisprudenza);
  • la legislazione;
  • i contratti normativi;
  • i principi giuridici generali;
  • il buon senso;
  • la letteratura giuridica, i libri di attualità e i pareri degli esperti;
  • i trattati internazionali, qualora siano stati debitamente recepiti nell’ordinamento giuridico della Slovacchia.

Gerarchia delle fonti giuridiche

Uno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico slovacco è la gerarchia delle norme giuridiche. Capire qual è il posto di questo principio nella pratica legislativa e nell’applicazione delle leggi è di fondamentale importanza. La gerarchia delle norme giuridiche non è, tuttavia, una pura questione di precedenza logica e diretta o di subordinazione. Alla gerarchia si collega la questione dell’autorità legittima. Inoltre, la gerarchia presuppone l’imperativo categorico per il quale una legge può essere emessa solo da un organo autorizzato specificamente a farlo per legge, nei limiti di tale legge e dei suoi poteri legislativi.

La legislazione è classificata in funzione del suo cosiddetto “rango giuridico”. Per “rango giuridico” s’intende la proprietà delle norme giuridiche di disporsi in subordine le une rispetto alle altre (cioè a quelle di rango giuridico superiore) o di derivare da una norma giuridica di rango superiore. Nelle situazioni in cui vi siano norme giuridiche di diverso rango giuridico, la norma di rango inferiore non può essere in contraddizione con quella di rango superiore, ma quest’ultima può annullare quella di rango inferiore.

La classificazione gerarchica della legislazione sulla base del rango giuridico è la seguente:

Legislazione primaria (leggi)

  • leggi costituzionali (sempre legislazione primaria);
  • leggi (legislazione primaria o derivata da leggi costituzionali).

Legislazione secondaria (anche denominata legislazione subordinata)

  • regolamenti governativi – sempre legislazione secondaria;
  • norme giuridiche degli organi governativi centrali – sempre legislazione secondaria;
  • norme giuridiche degli organi di enti autonomi (autorità) – legislazione primaria o secondaria;
  • norme giuridiche emanate in circostanze eccezionali da autorità diverse dagli organi governativi – sempre legislazione secondaria.

Nel sistema della legislazione, il fatto che una determinata legge prevalga sulle altre implica che tutte le altre norme giuridiche devono derivare da essa, essere compatibili con essa e non opporvisi. Nella pratica significa che, quando una norma giuridica di rango inferiore è in contraddizione con una norma di rango giuridico superiore, si applica la seconda.

Quadro istituzionale

Istituzioni preposte all’adozione delle norme giuridiche

Gli organi e le autorità elencati di seguito hanno il potere di adottare leggi (organi legislativi):

  • il Consiglio nazionale della Repubblica slovacca (Národná rada Slovenskej republiky): la Costituzione (Ústavý), le leggi costituzionali, le leggi, i trattati internazionali di livello superiore alle leggi, i trattati internazionali con valore di legge;
  • il governo della Repubblica slovacca: regolamenti governativi;
  • i ministeri e gli altri organi governativi centrali: decisioni attuative, decreti attuativi e misure;
  • le assemblee comunali e locali: regolamenti di applicazione generale;
  • i cittadini (elettori) della Slovacchia: l’esito di un referendum equivale a una legge o a una legge costituzionale;
  • i residenti di un comune o gli abitanti di una città: l’esito di un referendum locale equivale a un regolamento di applicazione generale;
  • le autorità comunali e locali e gli organi dell’amministrazione locale: regolamenti di applicazione generale.

Il processo legislativo

Fasi del processo legislativo:

  • presentazione del progetto di legge – iniziativa legislativa;
  • dibattito sul progetto;
  • votazione (decisione in merito al progetto);
  • firma del progetto adottato;
  • promulgazione (pubblicazione) della legge.

Il processo decisionale

Il processo legislativo

Presentazione di un progetto di legge – iniziativa legislativa

Conformemente all’articolo 87, paragrafo 1, della legge 460/1992 (la Costituzione della Repubblica slovacca), possono presentare progetti di legge:

  • le commissioni del Consiglio nazionale della Repubblica slovacca;
  • i membri del Consiglio nazionale della Repubblica slovacca (anche denominati deputati);
  • il governo della Repubblica slovacca.

I progetti di legge sono presentati articolati in paragrafi e corredati di note esplicative.

Dibattito sul progetto

Conformemente alle norme procedurali del Consiglio nazionale della Repubblica slovacca (legge 350/1996), i progetti di legge sono oggetto di tre letture.

  1. La prima lettura consiste in un dibattito generale sul merito ovvero sulla “filosofia” della legge proposta. In questa fase non si possono proporre modifiche o aggiunte.
  2. Nella seconda lettura, il progetto di legge è discusso dalle commissioni del Consiglio nazionale a cui è stato assegnato. Tutti i progetti devono essere esaminati dalla commissione costituzionale che ne verifica in particolare la conformità con la Costituzione, le leggi costituzionali, i trattati internazionali che vincolano la Slovacchia, le leggi e il diritto dell’UE. In seguito, possono essere proposte modifiche e aggiunte, che vengono votate al termine del dibattito in seno alle commissioni. Pertanto, le diverse posizioni devono essere armonizzate prima del dibattito sul progetto in sede di Consiglio nazionale della Repubblica slovacca. Il progetto viene inviato al Consiglio nazionale una volta che la commissione di coordinamento ha approvato la relazione congiunta delle commissioni con una risoluzione speciale. Tale relazione costituisce la base del dibattito e della votazione in sede di Consiglio nazionale, in seconda lettura.
  1. La terza lettura si limita alle disposizioni del progetto di legge che sono state oggetto di modifiche o di aggiunte approvate in seconda lettura. Nel corso della terza lettura, i deputati possono proporre solo correzioni degli errori di redazione giuridica, di grammatica e degli errori ortografici. Eventuali modifiche o aggiunte volte a eliminare qualche altro errore devono essere proposte da almeno 30 deputati del Consiglio nazionale della Repubblica slovacca. Dopo il dibattito su modifiche e aggiunte, si vota sul progetto di legge nella sua interezza.

Votazione (decisione in merito al progetto)

Perché una legge sia approvata, è necessario che voti a suo favore almeno la metà dei membri presenti.

La Costituzione può essere modificata e singoli articoli possono essere abrogati solo a maggioranza qualificata, cioè dai tre quinti di tutti i membri del Consiglio nazionale della Repubblica slovacca (3/5 di 150).

Il quorum richiesto per il Consiglio nazionale della Repubblica slovacca è perlomeno la metà dei suoi membri.

Firma del progetto adottato

Il progetto adottato è firmato da:

  • il presidente della Repubblica slovacca;
  • il presidente del Consiglio nazionale della Repubblica slovacca;
  • il primo ministro della Repubblica slovacca.

Questa fase della procedura serve a verificare il contenuto, la correttezza dell’iter e la forma finale della proposta di legge adottata. Con la firma, la legge viene approvata così come essa è formulata.

Il presidente ha il diritto di esercitare un veto sospensivo e di rifiutarsi di firmare una legge adottata per il suo contenuto lacunoso. In tal caso egli rinvia il progetto di legge, insieme alle sue osservazioni, al Consiglio nazionale della Repubblica slovacca perché avvii una nuova discussione.

Il progetto di legge restituito viene quindi sottoposto alla seconda e terza lettura. A questo punto, il Consiglio nazionale della Repubblica slovacca può tener conto delle osservazioni del presidente, ma non è obbligato a farlo. Il Consiglio nazionale può revocare il veto sospensivo con una nuova votazione; in tal caso, la legge deve essere promulgata, anche se il presidente non l’ha firmata.

Promulgazione (pubblicazione) della legge

La promulgazione è l’ultima fase del processo legislativo. La legislazione applicabile su tutto il territorio del paese è pubblicata ufficialmente sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica slovacca (Zbierka zákonov Slovenskej republiky), a cura del ministero della Giustizia della Repubblica slovacca.

Entrata in vigore

La legislazione entra in vigore il giorno della pubblicazione.

Le norme giuridiche locali, in considerazione dell’ambito limitato della loro applicazione, sono esposte al pubblico su un tabellone per una durata stabilita, pari di solito a 15 giorni.

Mezzi per la risoluzione di possibili conflitti tra le diverse fonti del diritto

La legislazione di rango giuridico inferiore non deve essere in contraddizione con quella di rango giuridico inferiore.

La legislazione può essere modificata o abrogata solo da legislazione di rango giuridico pari o superiore.

In pratica, nella risoluzione di conflitti tra leggi aventi lo stesso rango giuridico si applica il principio secondo cui una legge più recente abroga o modifica una legge precedente oppure una norma giuridica specifica abroga o modifica una norma di carattere generale.

Il tribunale costituzionale della Repubblica slovacca (Ústavný súd Slovenskej republiky) verifica e si pronuncia sulla conformità:

  • delle leggi alla Costituzione;
  • dei regolamenti governativi, delle norme giuridiche di applicazione generale dei ministeri e di altri organi governativi centrali alla Costituzione, alle leggi costituzionali e alle leggi;
  • dei regolamenti di applicazione generale emessi da organi di enti autonomi alla Costituzione e alle leggi;
  • delle norme giuridiche di applicazione generale emesse da organi locali dell’amministrazione centrale alla Costituzione e ad altra legislazione di applicazione generale;
  • della legislazione di applicazione generale ai trattati internazionali promulgati analogamente a quanto stabilito dalla legge in materia di promulgazione legislativa.

Qualora il tribunale costituzionale ritenga sussistere un conflitto tra leggi, tali leggi, o parti o disposizioni delle stesse, decadono. Qualora gli organi che hanno emanato tale legge non abbiano provveduto ad armonizzarla con la legislazione applicabile avente rango giuridico superiore entro il termine successivo alla pronuncia del tribunale, la legge, o parti o disposizioni delle stesse, è annullata.

Banche dati giuridiche

Banca dati JASPI del ministero della Giustizia della Repubblica slovacca

La Il link si apre in una nuova finestrabanca dati JASPI (Jednotný automatizovaný systém právnych informácií) del ministero della Giustizia slovacco permette di consultare:

  • leggi e altra legislazione;
  • le relative versioni consolidate dopo ogni emendamento;
  • i trattati internazionali e le altre fonti del diritto (pubblicate nella Gazzetta ufficiale della Repubblica slovacca);
  • le pronunce e i pareri dei giudici (pubblicati nella Gazzetta ufficiale della Repubblica slovacca, raccolta delle relazioni) della Corte suprema della Repubblica slovacca (Najvyšší súd Slovenskej republiky);
  • le pronunce, i pareri e le sentenze del tribunale costituzionale della Repubblica slovacca;
  • una selezione delle pronunce dei tribunali regionali e distrettuali;
  • informazioni su periti, traduttori e interpreti.

La banca dati JASPI raccoglie anche quanto segue:

  • le leggi e altra legislazione pubblicate nella Gazzetta ufficiale della Repubblica slovacca a partire dal 1945;
  • i testi aggiornati delle leggi, degli avvisi pubblici e di altra legislazione adottati;
  • i testi dei pareri e delle pronunce della Corte suprema della Repubblica slovacca a partire dal 1961;
  • i documenti del tribunale costituzionale della Repubblica slovacca a partire dalla nascita della Repubblica indipendente slovacca (1° gennaio 1993);
  • una selezione delle decisioni dei tribunali regionali e distrettuali;
  • informazioni su periti, traduttori e interpreti.

La banca dati è un sistema aperto, non commerciale, concepito per offrire ai cittadini libero accesso a informazioni giuridiche complete sul paese. Lo scopo del progetto è assicurare una consultazione rapida e chiara delle informazioni giuridiche.

Il sistema di informazione sul workflow legislativo è dotato di due applicazioni funzionali:

  1. la prima è l’Editor per progetti di legge, la cui funzione principale consiste nel creare bozze di progetti di legge, bozze di modifiche e bozze di modifiche combinate. L’Editor crea automaticamente documenti giuridici (strutturati in formato XML) in linea con le norme legislative del governo della Repubblica slovacca approvate. Nel caso delle modifiche, l’utente può intervenire direttamente sulla versione consolidata di un testo giuridico esistente (leggi, regolamenti del governo, ecc.) e l’applicazione crea automaticamente una versione modificata. L’utente può visualizzare la versione consolidata di un testo giuridico con le modifiche evidenziate. Il risultato finale è un documento in formato XML. Il progetto di legge è quindi pubblicato nell’applicazione “Portale del workflow legislativo” in vari formati.
  1. Il portale segue il processo legislativo di tutti i tipi di testi giuridici. Particolare attenzione è prestata alla consultazione interdipartimentale, che prevede altresì la consultazione pubblica (chiunque può inserire le proprie osservazioni). Gli utenti del portale possono facilmente consultare i testi giuridici utilizzando più criteri e possono inoltre essere avvisati via e-mail o RSS feed in merito alle modifiche intervenute nell’iter legislativo o alla pubblicazione di una nuova bozza nei settori di interesse. L’obiettivo è rendere il processo legislativo più trasparente e accessibile a tutti.

Link correlati

Il link si apre in una nuova finestraPortale legislativo del ministero della Giustizia della Repubblica slovacca


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Ultimo aggiornamento: 18/03/2019

Diritto degli Stati membri - Finlandia

Questa pagina contiene informazioni sul sistema giuridico della Finlandia.


Fonti del diritto

Per “fonti del diritto” si intendono le fonti da cui derivano le disposizioni giuridiche. In Finlandia, alcune di queste fonti sono nazionali, altre sono internazionali. Talune fonti sono scritte, altre no. L’insieme delle fonti del diritto può essere presentato come segue.

Tipi di atti normativi – descrizione

Fonti nazionali del diritto

Tra le fonti nazionali del diritto la legge scritta riveste un ruolo centrale. Per legge scritta si intende la legge in senso lato, ossia la Costituzione, le leggi ordinarie o leggi parlamentari, i decreti del presidente della Repubblica, del governo e dei ministri, nonché le disposizioni adottate dalle autorità gerarchicamente subordinate. I decreti e le disposizioni delle autorità di livello gerarchico inferiore possono essere emanati soltanto sulla base di un’autorizzazione contenuta nella Costituzione o in una legge ordinaria, che di norma specifica anche l’organo o l’autorità competente.

Per i casi in cui non esiste legge scritta il capitolo 1, paragrafo 11, del codice di procedura considera fonte del diritto la consuetudine, a condizione tuttavia che sia giusta. Si tratta di un concetto antico diventato oggi piuttosto vago. Per “consuetudine” si intendono attualmente usi consolidati quali quelli esistenti in ambito commerciale. Dato che al giorno d’oggi la legge scritta è particolarmente esauriente, la consuetudine non ha più la stessa importanza come fonte del diritto. Tuttavia, in taluni ambiti (come il diritto contrattuale) il diritto consuetudinario riveste ancora un ruolo importante.

Anche l’attività legislativa preparatoria e la giurisprudenza costituiscono fonti del diritto. I lavori preparatori danno indicazioni sulle finalità del legislatore e pertanto sono utilizzati per l’interpretazione della legge. È considerata fonte del diritto la giurisprudenza dei tribunali di grado superiore e le decisioni pregiudiziali della Korkein oikeus (o, in svedese, Högsta domstolen: Corte suprema) e della Korkein hallinto-oikeus (Högsta förvaltningsdomstolen, la Corte amministrativa suprema). Anche le decisioni di altri tribunali possono assumere rilevanza come fonte del diritto. Se la decisione di un tribunale di grado inferiore è definitiva, la prassi dei tribunali di grado inferiore può assumere enorme rilevanza.

Tra le fonti nazionali del diritto figurano inoltre la dottrina, i principi generali del diritto e gli argomenti pratici. La dottrina si prefigge esplicitamente di esaminare il contenuto dell’ordinamento giuridico – l’interpretazione e l’organizzazione delle norme giuridiche – ed è pertanto anch’essa una fonte del diritto di rilevanza fondamentale. Anche i principi generali del diritto e gli argomenti pratici possono essere un’importante fonte del diritto, ma si collocano a un livello gerarchico inferiore, come illustrato di seguito.

Fonti internazionali del diritto e diritto dell’Unione europea

Le convenzioni tra Stati e gli altri obblighi internazionali che la Finlandia ha sottoscritto costituiscono fonti vincolanti del diritto. Ha rilevanza in quanto fonte del diritto anche la prassi degli organismi internazionali preposti all’applicazione di tali convenzioni. In questa categoria di fonti del diritto rientrano, per esempio, la Convenzione del Consiglio d’Europa sui diritti dell’uomo, per la cui interpretazione è essenziale la prassi della Corte europea dei diritti dell’uomo.

Alla Finlandia, in quanto Stato membro dell’Unione europea, si applica il diritto dell’Unione europea, costituito principalmente da regolamenti e direttive. I regolamenti sono applicabili direttamente in tutti gli Stati membri, mentre le direttive devono essere recepite nella legislazione nazionale. In sede di interpretazione possono quindi diventare rilevanti anche i lavori preparatori delle norme di recepimento del diritto dell’Unione europea, seppur in misura inferiore rispetto all’attività preparatoria delle leggi nazionali.

Per la Finlandia, come per tutti gli Stati membri, sono infine vincolanti gli altri strumenti giuridici applicati nell’UE. Costituisce fonte del diritto anche la giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea.

Gerarchia delle fonti

In Finlandia le fonti nazionali del diritto sono ripartite in tre categorie: vincolanti, obbligatorie e facoltative. Le fonti del diritto vincolanti sono la legge e la consuetudine, che si collocano quindi al livello gerarchico superiore. La loro applicazione è un obbligo assoluto per le autorità e la mancata applicazione è considerata violazione dei doveri d’ufficio. È stabilita la seguente gerarchia delle norme:

  1. Costituzione;
  2. leggi ordinarie (approvate dal Parlamento);
  3. decreti del presidente della Repubblica, del governo e dei ministri;
  4. disposizioni delle autorità gerarchicamente subordinate.

Su un gradino più basso della scala gerarchica si collocano le fonti vincolanti, ossia l’attività legislativa preparatoria e la giurisprudenza giudiziaria. La mancata applicazione di tali norme non comporta sanzioni, bensì maggiori probabilità che la decisione sia modificata a un livello gerarchico superiore. Tra le fonti ammesse figurano la dottrina, i principi generali del diritto e gli argomenti pratici. Si tratta di fonti non vincolanti, ma che possono essere utilizzate a sostegno di un argomento e che quindi possono motivare una decisione.

In Finlandia le convenzioni internazionali si collocano allo stesso livello gerarchico delle relative disposizioni di applicazione. Se è una legge che dispone l’applicazione di una convenzione internazionale, quest’ultima avrà valore di legge. Se un obbligo internazionale entra in vigore mediante un decreto, le disposizioni in questione hanno valore di decreto. Le disposizioni di applicazione sono quindi analoghe a quelle delle leggi nazionali.

Quadro istituzionale

Istituzioni preposte all'adozione degli atti normativi

La Costituzione finlandese conferisce il potere legislativo al Parlamento, il quale approva tutte le leggi ordinarie nonché quelle di revisione della Costituzione. Una legge ordinaria o la Costituzione possono conferire a determinate altre autorità il potere di emanare disposizioni giuridiche su talune materie. Sulla base di tale mandato possono emanare decreti il presidente della Repubblica, il consiglio dei ministri e un ministro. Se la delega non precisa chi deve emanare il decreto, spetta al governo farlo. Un’autorità gerarchicamente subordinata può essere delegata con legge, a talune condizioni, a emanare disposizioni su materie specifiche. Occorre però che esistano motivi particolari e che la rilevanza della decisione non imponga di disciplinare la materia tramite una legge o un decreto. Il campo d’applicazione deve inoltre essere delimitato con chiarezza. Soltanto le autorità summenzionate detengono il potere di emanare norme giuridiche generalmente vincolanti.

Processo decisionale

Procedura di approvazione ed entrata in vigore delle norme giuridiche

Una legge viene approvata dal Parlamento su proposta del governo o di un deputato. I disegni di legge del governo sono preparati dai vari dicasteri e discussi in sede di Consiglio dei ministri. Successivamente viene deciso se sottoporre al Parlamento la proposta del governo.

In Parlamento la proposta del governo viene deferita in commissione, previo dibattito preliminare. Le commissioni sentono esperti ed elaborano una relazione. Il fascicolo viene quindi trasmesso alla plenaria, durante la quale si discute una prima volta la relazione della commissione. Le leggi vengono approvate in seconda lettura. Il Parlamento può approvare una legge senza modifica, oppure modificarla o respingerla. La decisione definitiva spetta quindi al Parlamento. Le leggi ordinarie vengono approvate a maggioranza semplice, mentre la revisione della Costituzione richiede la maggioranza qualificata.

Le leggi approvate dal Parlamento vengono infine sottoposte alla firma del presidente. Una legge entra in vigore alla data indicata dalle disposizioni di applicazione, ma comunque mai prima di essere stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale, “Säädöskäännökset”.

I decreti del presidente della Repubblica, del governo e dei ministri sono preparati dal dicastero competente. Il presidente della Repubblica emana i decreti presidenziali su proposta del governo. I decreti del governo vengono emanati dal Consiglio dei ministri, i decreti ministeriali dal ministro competente. Tutti i decreti sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale (Säädöskäännökset) ed entrano in vigore alla data indicata, comunque mai prima di essere stati pubblicati.

Le norme emanate da autorità gerarchicamente subordinate – in pratica, decisioni o ordinanze – sono preparate e approvate dall’autorità competente; esse entrano in vigore alla data indicata e sono pubblicate nella raccolta delle decisioni dell’autorità in questione.

Banche dati giuridiche

Finlex

Il link si apre in una nuova finestraFinlex è una banca dati giuridica che contiene oltre trenta banche dati. Le informazioni sulle leggi contenute in Finlex sono suddivise in sei banche dati. Essa comprende, tra l’altro:

  • la banca dati delle traduzioni di leggi e decreti finlandesi, tra cui le traduzioni delle leggi parlamentari finlandesi (perlopiù in lingua inglese);
  • le versioni consolidate di leggi e decreti (nelle lingue finlandese e svedese);
  • una banca dati di riferimento che contiene un elenco delle modifiche effettuate a leggi o decreti;
  • leggi e decreti in lingua sámi.

Le traduzioni di leggi e decreti finlandesi (per lo più in inglese) sono contenute in una banca dati. I testi originali di leggi e decreti sono conservati in banche dati distinte. Le leggi più recenti sono reperibili nella versione elettronica della Gazzetta ufficiale finlandese.

La giurisprudenza contenuta in Finlex occupa dieci banche dati, che comprendono i precedenti definiti dalla Korkein oikeus e le sentenze della Korkein hallinto-oikeus, nonché quelle delle corti d’appello, dei tribunali amministrativi e delle giurisdizioni speciali.

Altre banche dati del Finlex contengono trattati internazionali, leggi secondarie e progetti di legge del governo.

La consultazione di questa banca dati è gratuita.

Altre banche dati

In Finlandia esistono, oltre a Finlex, altre banche dati su leggi, giurisprudenza, progetti di legge del governo e letteratura giuridica. Il link si apre in una nuova finestraEdilex e Il link si apre in una nuova finestraSuomen laki forniscono un servizio di informazione on line esaustivo; entrambe contengono banche dati riguardanti leggi nazionali, giurisprudenza e altro. Per la maggior parte dei servizi è richiesta l’iscrizione. WSOYPro è il terzo servizio di informazione giuridica commerciale in Finlandia e la maggior parte dei contenuti è riservata agli abbonati.


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Ultimo aggiornamento: 30/06/2019

Diritto degli Stati membri - Svezia

Questa pagina contiene informazioni sull'ordinamento giuridico svedese.


Fonti del diritto

In Svezia le principali fonti del diritto sono quattro: le leggi, gli atti legislativi preparatori, la giurisprudenza e la dottrina.

Le leggi costituiscono la fonte primaria e vengono pubblicate e promulgate nell'ambito del Codice svedese delle leggi. La legislazione viene suddivisa in leggi, decreti e regolamenti. Le leggi vengono adottate dal Riksdag (Parlamento svedese), i decreti sono adottati dal governo e i regolamenti sono emanati dalle autorità competenti.

Il link si apre in una nuova finestraIl Riksdag (Parlamento svedese) è l'unico organo pubblico che ha il potere di adottare nuove leggi o di emendare quelle già esistenti. Le leggi possono essere abrogate o modificate soltanto con una nuova decisione del Riksdag.

Le pronunce emesse dai giudici (vale a dire la giurisprudenza) rivestono un ruolo importante nell'applicazione della legge. Ciò vale in particolare per le pronunce della Corte Suprema e della Corte Suprema della giurisdizione amministrativa.

I lavori preparatori sulle proposte di legge, vale a dire i testi che vengono redatti nell'ambito del processo legislativo vengono inoltre utilizzati ai fini dell'interpretazione e quindi dell'applicazione delle leggi.

Processo decisionale

Le nuove leggi o le modifiche alle leggi esistenti vengono proposte di norma dal governo. Prima che il governo presenti una proposta al Riksdag, essa è generalmente sottoposta preventivamente a un attento esame vaglio delle possibili alternative. Tale incarico è affidato a una commissione d'inchiesta appositamente costituita.

Prima che il Riksdag decida se adottare un progetto di legge o un emendamento, la proposta deve essere esaminata dai membri del Riksdag riuniti in una commissione parlamentare. Esistono quindici commissioni, ciascuna con una propria area di competenza quali i trasporti o l'istruzione.

Dopo che la commissione ha presentato alla Camera una relazione contenente le raccomandazioni in ordine alla decisione che il Riksdag dovrebbe adottare sulle proposte del governo e dei suoi membri, tutti i parlamentari discutono la proposta di legge e viene adottata una deliberazione finale.

Al governo spetta l'attuazione delle decisioni del Riksdag, di cui garantisce l'esecuzione in conformità alle disposizioni del Parlamento stesso. Gli uffici governativi, che comprendono tutti i ministeri e circa 300 enti, assistono il governo in questo compito.

Tutte le leggi e tutti i decreti vengono pubblicati nella Svensk Författningssamling (SFS), la Gazzetta ufficiale svedese, che è disponibile sia in versione cartacea sia on line.

Banche dati giuridiche

Informazioni giuridiche sull'amministrazione pubblica si possono reperire nel sito Il link si apre in una nuova finestraLagrummet. Il portale mette a disposizione link per accedere a informazioni di carattere giuridico del governo, del Riksdag, degli organi giurisdizionali di grado superiore e degli enti governativi.

L'accesso al portale è gratuito.


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Ultimo aggiornamento: 16/07/2018

Diritto degli Stati membri - Inghilterra e Galles

La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.
Il nuovo testo è stato già tradotto nelle lingue seguenti: inglese.

La presente pagina contiene informazioni sul diritto e sulle banche dati giuridiche del Regno Unito, con particolare riferimento all’Inghilterra e al Galles.


Fonti del diritto

Le principali fonti del diritto in Inghilterra e Galles sono le seguenti:

  • la legislazione primaria, in forma di leggi (acts) del Parlamento del Regno Unito, leggi (acts) dell'Assemblea nazionale per il Galles (National Assembly for Wales) e misure (measures) dell'Assemblea nazionale per il Galles;
  • il diritto dell'Unione europea;
  • la legislazione secondaria (o subordinata) in forma di statutory instruments del Sovrano, del governo del Regno Unito, del governo dell'Assemblea gallese (Welsh Assembly government) e di altre autorità. Un altro genere di atti di legislazione subordinata è rappresentato dagli administrative orders (provvedimenti amministrativi);
  • il diritto giurisprudenziale (common law), sviluppato attraverso le pronunce dei giudici.

Tipi di atti normativi – descrizione

La legislazione primaria, ossia le leggi del Parlamento, promana dal Parlamento di Westminster (a Londra) e può trovare applicazione in tutto o in parte del Regno Unito. L'Assemblea nazionale per il Galles è competente per approvare leggi in 20 materie ad essa devolute elencate nell'allegato 7 della legge sul governo del Galles (Government of Wales Act) del 2006. Un'altra tipologia di legislazione primaria può promanare dal Sovrano secondo le prerogative reali e in varie forme, quali gli Orders in Council, i proclami, i royal warrants, le royal instructions, i regolamenti e i brevetti di invenzioni.

La legislazione secondaria viene emanata in base ai poteri conferiti da Sua Maestà in Consiglio (Her Majesty in Council), un ministro, un ministero, ministri gallesi ovvero altri organi o soggetti. In tal caso si parla anche di legislazione delegata o secondaria, e la legge che conferisce i poteri è chiamata legge delega o legge "madre". La legislazione secondaria può avere varie denominazioni (orders in Council, regulations o rules), tutte congiuntamente indicate come "statutory instruments" o "statutory rules".

Nel luglio 1999 alcuni poteri legislativi sono stati trasferiti dal Parlamento del Regno Unito all'Assemblea nazionale per il Galles di Cardiff. In particolare, è stato attribuito all'Assemblea il potere di emanare statutory instruments relativi al Galles, anche se la legislazione primaria su questioni inerenti il Galles ha continuato a promanare dal Parlamento del Regno Unito. Con la legge sul governo del Galles del 2006 è stato invece conferito all'Assemblea il potere di approvare measures (legislazione primaria) su questioni concernenti il Galles per le quali il Parlamento del Regno Unito abbia autorizzato ordinanze sulla competenza legislativa attinenti a materie indicate nella medesima legge. Prima di divenire legge, tuttavia, le measures devono essere sottoposte all'approvazione del Sovereign in Council (Sovrano in consiglio). L'Assemblea ha competenza legislativa in materia di sviluppo economico, istruzione, ambiente, sanità, alloggi, turismo e trasporti; non può invece legiferare in materia di diritto civile o penale. Le leggi dell'Assemblea e dei ministri del Galles (il governo dell'Assemblea gallese) sono redatte in lingua inglese e gaelica.

Il potere di stipulare trattati internazionali per conto del Regno Unito è attribuito alla Corona, vale a dire al Sovrano che agisce per Royal Prerogative su parere del governo. Il Parlamento del Regno Unito attualmente non svolge alcun ruolo ufficiale nella stipula dei trattati ma, qualora un trattato richieda la modifica di una legge del Regno Unito o la concessione di fondi pubblici, il Parlamento vota su tali questioni secondo la normale procedura. Tutti i trattati dell'Unione europea richiedono leggi di attuazione nel Regno Unito e sono pertanto soggetti al controllo parlamentare. Una volta in vigore la legge sulla riforma costituzionale e della governance (Constitutional Reform and Governance Act) del 2010, ai fini della ratifica di un trattato internazionale sarà indispensabile che (a) un ministro della Corona abbia preliminarmente presentato al Parlamento una copia del trattato, (b) il trattato sia stato pubblicato e (c) siano trascorsi 21 giorni senza che la House of Parliament si sia espressa contro la ratifica.

Gerarchia delle fonti

I conflitti tra diverse fonti del diritto si risolvono principalmente in sede giudiziale. Le controversie sull'interpretazione della legge possono quindi trovare una soluzione in tribunale. Tuttavia, poiché il Regno Unito non possiede una costituzione scritta, non è possibile impugnare una legge del Parlamento dinanzi a un giudice a motivo della sua "incostituzionalità". Secondo il principio costituzionale della "sovranità parlamentare" il Parlamento del Regno Unito è la suprema autorità legislativa, nel senso che può emanare e abrogare leggi e nessun altro organo può abrogare o contestare la validità di una legge del Parlamento.

Tuttavia, il principio della sovranità parlamentare è limitato dall'appartenenza del Regno Unito all'Unione europea. Ai sensi della legge sulle Comunità europee (European Communities Act) del 1972, il diritto dell'Unione europea è parte integrante del diritto di Inghilterra e Galles (nonché di Scozia e Irlanda del Nord). Ove possibile, il diritto nazionale dev'essere interpretato in senso conforme al diritto dell'Unione europea.

La legge sui diritti dell'uomo (Human Rights Act) del 1998, che recepisce la Convenzione europea dei diritti dell'uomo nel diritto del Regno Unito, attribuisce ai tribunali la facoltà di contestare le leggi del Parlamento. Il diritto nazionale dev'essere interpretato, per quanto possibile, in senso conforme alla Convenzione.

Le decisioni dei tribunali, in particolare delle corti d'appello, svolgono un ruolo importante nella creazione del diritto: non solo forniscono pronunce autorevoli sull'interpretazione della legge, ma costituiscono altresì il fondamento della common law, che si basa sui precedenti giurisprudenziali.

In linea generale, per determinare quali decisioni vincolano altri giudici si applica il principio secondo cui un giudice si attiene alle precedenti decisioni del giudice di grado più elevato.

Con riferimento alle questioni di diritto dell'Unione europea, la massima autorità è la Corte di giustizia dell'Unione europea. I Law Lords all'interno della House of Lords svolgono le funzioni di Corte suprema. Il 1° ottobre 2009 è stata istituita la nuova Corte suprema e i Law Lords sono diventati i primi giudici di questo tribunale, presieduto dal Senior Law Lord.

Quadro istituzionale

Istituzioni preposte all'adozione degli atti normativi e processo decisionale

La legislazione primaria promana dal Parlamento del Regno Unito, che si trova a Londra. Prima che un disegno o progetto di legge (bill) possa diventare legge del Parlamento, deve essere approvato da entrambe le Camere: la House of Commons (Camera dei Comuni) e la House of Lords (Camera dei Lord), dove è sottoposto al seguente iter legislativo:

  • prima lettura (presentazione ufficiale del progetto di legge, senza discussione);
  • seconda lettura (discussione generale);
  • fase della Commissione (esame dettagliato, discussione ed emendamenti). Nella House of Commons questa fase è solitamente condotta in seno a una commissione pubblica per i progetti di legge, la cosiddetta Public Bill Committee;
  • fase della relazione (possibilità di introdurre ulteriori emendamenti);
  • terza lettura (ultima possibilità di discussione; la House of Lords può proporre altri emendamenti).

Quando il progetto di legge è passato al vaglio di entrambe le Camere, ritorna alla prima Camera (da dove è partito) per l'esame degli emendamenti suggeriti dalla seconda.

Entrambe le Camere devono raggiungere un accordo sul testo definitivo. Prima che il progetto di legge sia approvato integralmente possono esservi più scambi di pareri tra le Camere. Al termine di questo iter procedurale il progetto di legge può essere sottoposto alla sanzione sovrana (royal assent).

La legislazione primaria promana anche dall'Assemblea nazionale per il Galles. Per diventare legge dell'Assemblea, un progetto di legge deve essere previamente esaminato e approvato dall'Assemblea ed essere sottoposto alla sanzione sovrana. Una legge dell'Assemblea è un atto legislativo attuato in tutto il territorio del Galles in cui è applicabile.

Nell'Assemblea nazionale per il Galles l'iter previsto per l'esame di un progetto di legge del governo è generalmente articolato nelle seguenti quattro fasi:

Fase 1: esame dei principi generali del progetto di legge (bill o measure) da parte di una o più commissioni e approvazione di tali principi generali da parte dell'Assemblea;

Fase 2: esame particolareggiato, a cura di una commissione, del progetto di legge (bill o measure) e degli eventuali emendamenti presentati dai membri dell'Assemblea.

Fase 3: esame particolareggiato, a cura dell'Assemblea, del progetto di legge (bill o measure) e degli eventuali emendamenti presentati dai membri dell'Assemblea. Il presidente della sessione stabilisce gli emendamenti che saranno esaminati dall'Assemblea.

Fase 4: voto dell'Assemblea per l'approvazione del testo definitivo del progetto di legge (bill o measure).

Una volta esaurito l'iter parlamentare previsto nel Parlamento del Regno Unito o nell'Assemblea nazionale per il Galles, il progetto di legge viene inviato al Sovrano per il royal assent, con la concessione del quale esso diviene legge. Le measures dell'Assemblea nazionale per il Galles sono soggette all'approvazione della Regina in consiglio (Queen in Council).

In genere, le leggi primarie possono essere emendate o abrogate solo da nuove leggi primarie. Sono previste, tuttavia, delle eccezioni a questa regola, in forza delle quali alcune leggi possono essere modificate o abrogate tramite statutory instruments. È questo il caso, per esempio, di leggi che prevedono l'attuazione di obblighi UE o di atti di riforma legislativa che riducono o eliminano oneri normativi. Prima di poter essere promulgati, tuttavia, tali provvedimenti (orders) devono essere approvati da una risoluzione favorevole di entrambe le Camere.

Una legge primaria entra in vigore in conformità delle disposizioni di entrata in vigore contenute nella legge o nella measure stessa. La legge o la measure può specificare una particolare data di entrata in vigore, che può cadere immediatamente dopo il royal assent o in un giorno specifico (solitamente almeno due mesi dopo il royal assent) o ancora in una data che sarà indicata da un ministro o da un ministero con la promulgazione di un apposito statutory instrument (commencement order). Possono essere previste date diverse per disposizioni diverse di una stessa legge.

La data di entrata in vigore di una legge secondaria è indicata di norma all'interno della legge stessa. Eccezionalmente, la data di entrata in vigore può essere fissata con la pubblicazione di un avviso nella Gazzetta ufficiale (la London Gazette).

Banche dati giuridiche

Il sito webIl link si apre in una nuova finestraLegislation.gov.uk, gestito dagli archivi nazionali, è il sito ufficiale contenente la legislazione del Regno Unito.

Esso consente di accedere alla legislazione del Regno Unito applicabile in tutte le giurisdizioni del paese (Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord). Contiene tutta la legislazione generale dal 1988 ai giorni nostri, la maggior parte della legislazione primaria anteriore al 1988 in versione sia originale sia rivista e una vasta selezione della legislazione secondaria vigente dal 1948 in poi.


La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Ultimo aggiornamento: 05/06/2017

Diritto degli Stati membri - Irlanda del Nord

La versione originale in lingua inglese di questa pagina è stata modificata di recente. La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.

La presente pagina contiene informazioni sul diritto e sulle banche dati giuridiche del Regno Unito, con particolare riferimento all’Irlanda del Nord.


Fonti del diritto

Le principali fonti del diritto in Irlanda del Nord sono le seguenti:

  • la legislazione primaria, in forma di leggi (acts) del Parlamento del Regno Unito e di leggi (acts) dell'Assemblea dell'Irlanda del Nord. Parte della legislazione primaria dell'Irlanda del Nord promana anche dal Sovrano in consiglio (Sovereign in Council), come gli Orders in Council (decreti o, in inglese, statutory instruments);
  • il diritto dell'Unione europea;
  • la legislazione secondaria o subordinata in forma di statutory instruments e statutory rules (regolamenti) dell'Irlanda del Nord. Un altro genere di atti di legislazione subordinata è rappresentato dagli administrative orders (provvedimenti amministrativi);
  • il diritto giurisprudenziale (common law), sviluppato attraverso le pronunce dei giudici.

Tipi di atti normativi — descrizione

La legislazione primaria, ossia le leggi del Parlamento, promana dal Parlamento di Westminster (a Londra) e può trovare applicazione in tutto o in parte del Regno Unito. Il Parlamento britannico ha altresì approvato il decentramento delle competenze legislative a favore dei parlamenti e delle assemblee territoriali, che possono approvare atti di legislazione primaria in un gruppo limitato di materie di loro competenza. Un'altra tipologia di legislazione primaria può promanare dal Sovrano secondo le prerogative reali e in varie forme, quali gli Orders in Council, i proclami, i royal warrant, le royal instruction, i regolamenti e i brevetti di invenzioni.

La legislazione secondaria viene emanata in base ai poteri conferiti da Sua Maestà in Consiglio (Her Majesty in Council), un ministro, un ministero, dal governo dell'Irlanda del Nord ovvero altri organi o soggetti. In tal caso si parla altresì di legislazione delegata o secondaria e la legge che conferisce i poteri è chiamata legge delega o legge "madre". La legislazione secondaria può avere diverse denominazioni (orders in Council, regulations o rules), tutte congiuntamente indicate come "statutory instruments" o "statutory rules".

Nell'Irlanda del Nord la legislazione comprende gli "acts" o "statutes", che possono essere promanati dal Parlamento del Regno Unito, dal Parlamento dell'Irlanda del Nord (1921-1972) o dall'Assemblea dell'Irlanda del Nord (a Belfast). I governi decentrati dell'Irlanda del Nord sono stati più volte sospesi e gran parte della legislazione è compresa negli "Orders in Council", che tecnicamente fanno parte della legislazione secondaria ma che sono utilizzati quale legislazione primaria. Rientrano nella legislazione dell'Irlanda del Nord anche gli statutory rules (legislazione secondaria o subordinata), che sono adottati in base a una legge del Parlamento del Regno Unito, di un Order in Council o di una legge dell'Assemblea dell'Irlanda del Nord.

Il potere di stipulare trattati internazionali per conto del Regno Unito è attribuito alla Corona, vale a dire al Sovrano che agisce per royal prerogative su consiglio del governo. Il Parlamento del Regno Unito non svolge alcun ruolo ufficiale nella stipula dei trattati ma, qualora un trattato richieda la modifica di una legge del Regno Unito o la concessione di fondi pubblici, il Parlamento vota su tali questioni secondo la normale procedura. Tutti i trattati dell'Unione europea richiedono leggi di attuazione nel Regno Unito e sono pertanto soggetti al controllo parlamentare. Le sezioni 20 - 25 della legge di riforma costituzionale e governativa del 2010 (Constitutional Reform and Governance Act 2010) sono entrate in vigore l'11 novembre 2010 e richiedono per la ratifica di un trattato a) la presentazione da parte di un ministero della Corona di una copia del trattato al Parlamento, b) la pubblicazione del trattato e c) la scadenza del periodo di 21 giorni di sedute, oltre all'assenza di parere contrario del Parlamento.

Gerarchia delle fonti

I conflitti tra fonti diverse del diritto si risolvono principalmente in sede giudiziale. Le controversie sull'interpretazione della legge possono quindi trovare una soluzione in tribunale. Tuttavia, poiché il Regno Unito non possiede una costituzione scritta, non è possibile impugnare una legge del Parlamento dinanzi a un giudice a motivo della sua "incostituzionalità". Secondo il principio costituzionale della "sovranità parlamentare" il Parlamento del Regno Unito è la suprema autorità legislativa, nel senso che può emanare e abrogare leggi e che nessun altro organo può annullare o contestare la validità di una legge del Parlamento.

Tuttavia, il principio della sovranità parlamentare è limitato dall'appartenenza del Regno Unito all'Unione europea. Ai sensi della legge sulle Comunità europee (European Communities Act) del 1972, il diritto dell'Unione europea è parte integrante del diritto dell'Irlanda del Nord. Ove possibile, il diritto nazionale dev'essere interpretato in senso conforme al diritto dell'Unione europea.

La legge sui diritti dell'uomo (Human Rights Act) del 1998, che recepisce la Convenzione europea dei diritti dell'uomo nel diritto del Regno Unito, attribuisce ai tribunali la facoltà di contestare le leggi del Parlamento. Il diritto nazionale dev'essere interpretato, per quanto possibile, in senso conforme alla Convenzione.

Le decisioni dei tribunali, in particolare delle corti d'appello, svolgono un ruolo importante nella creazione del diritto: non solo forniscono pronunce autorevoli sull'interpretazione della legge, ma costituiscono altresì il fondamento della common law, che si basa sui precedenti giurisprudenziali. In linea generale, un giudice è vincolato dalle precedenti decisioni del giudice di grado più elevato. Con riferimento alle questioni di diritto dell'Unione europea, la massima autorità è la Corte di giustizia dell'Unione europea. I Law Lords all'interno della House of Lords svolgono le funzioni di corte suprema per le questioni di diritto civile, ma sono sostituiti dalla nuova Corte suprema a partire dal 1° ottobre 2009. Gli attuali Law Lords diventano i primi giudici della Corte suprema, che sarà presieduta dal Senior Law Lord.

Quadro istituzionale

Istituzioni preposte all'adozione degli atti normativi e processo decisionale

La legislazione primaria promana dal Parlamento del Regno Unito, che si trova a Londra. Prima che un progetto o disegno di legge (bill) possa diventare legge del Parlamento, esso dev'essere approvato da entrambe le Camere, ossia dalla House of Commons (Camera dei Comuni) e dalla House of Lords (Camera dei Lord), dove è sottoposto al seguente iter legislativo:

  • prima lettura (presentazione ufficiale del progetto di legge, senza discussione);
  • seconda lettura (discussione generale);
  • fase della Commissione (esame dettagliato, dibattimento ed emendamenti). Nella House of Commons questa fase è solitamente condotta in seno a una commissione pubblica per i progetti di legge, la cosiddetta Public Bill Committee;
  • fase della relazione (possibilità di introdurre ulteriori emendamenti);
  • terza lettura (ultima possibilità di discussione; la House of Lords può proporre altri emendamenti).

Quando il progetto di legge è passato al vaglio di entrambe le Camere, ritorna alla prima Camera (da dove è partito) per l'esame degli emendamenti suggeriti dalla seconda.

Entrambe le Camere devono raggiungere un accordo sul testo definitivo. Prima che il progetto di legge sia approvato integralmente possono esservi più scambi di opinioni tra le Camere. Al termine di questo iter procedurale il progetto di legge può essere sottoposto alla sanzione sovrana (royal assent).

Nell'Assemblea dell'Irlanda del Nord è prevista una procedura analoga (proposta di un progetto di legge, esame, discussione e voto), sebbene all'interno dell'Assemblea decentrata esista un'unica Camera. I ministri, le commissioni e i singoli membri possono proporre un progetto di legge e presentarlo al presidente (Speaker) dell'Assemblea affinché questa lo esamini. Se il presidente ritiene che le proposte rientrino nella competenza dell'Assemblea, il progetto viene inviato e discusso alla Camera e, successivamente. trasmesso alla commissione prevista dall'ordinamento per il voto. La commissione riferisce all'Assemblea, per consentire ai membri di studiare il progetto di legge in maniera dettagliata e di suggerire emendamenti. Il progetto di legge viene infine ulteriormente vagliato dall'Assemblea e sottoposto al voto finale.

Una volta esaurito l'iter parlamentare nel Parlamento del Regno Unito o nell'Assemblea dell'Irlanda del Nord, il progetto di legge viene inviato al Sovrano per il royal assent, con la concessione del quale esso diviene legge.

In genere, le leggi primarie possono essere emendate o abrogate solo da nuove leggi primarie. Sono previste, tuttavia, delle eccezioni a questa regola, in forza delle quali alcune leggi possono essere modificate o abrogate tramite statutory instruments. È questo il caso, per esempio, di leggi che prevedono l'attuazione di obblighi UE o di atti di riforma legislativa che riducono o eliminano oneri normativi. Prima di poter essere promulgati, tuttavia, tali provvedimenti (orders) devono essere approvati da una risoluzione favorevole di entrambe le Camere.

Una legge primaria entra in vigore in conformità delle disposizioni relative all'entrata in vigore contenute nella legge stessa. La legge può specificare una particolare data di entrata in vigore, che può cadere immediatamente dopo il royal assent, o in un giorno specifico (solitamente almeno due mesi dopo il royal assent) o ancora in una data che sarà indicata da un ministro o da un ministero con la promulgazione di un apposito statutory instrument (commencement order). Possono essere previste date diverse per disposizioni diverse di una stessa legge.

La data di entrata in vigore di una legge secondaria è indicata di norma all'interno della legge stessa. Eccezionalmente, la data di entrata in vigore può essere fissata con la pubblicazione di un avviso nelle Gazzette ufficiali (la London Gazette o la Belfast Gazette).

Banche dati giuridiche

Esistono alcune banche dati giuridiche.

  • Il sito Internet della legislazione del Regno Unito (Il link si apre in una nuova finestraUK Legislation website ) raccoglie le versioni integrali di tutta la legislazione primaria emanata dal Parlamento del Regno Unito, dal Parlamento scozzese, dall'Assemblea dell'Irlanda del Nord e dall'Assemblea Nazionale del Galles, nonché della legislazione secondaria applicabile in tutto o in parte del Regno Unito. La consultazione della banca dati è gratuita.
  • Le leggi primarie riviste applicabili all'intero territorio del Regno Unito a partire dal 1235 fino ad oggi sono raccolte anche nel portale del diritto del Regno Unito (Il link si apre in una nuova finestraUK Legislation website ). La consultazione della banca dati è gratuita.

Link correlati

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Ultimo aggiornamento: 28/08/2018

Diritto degli Stati membri - Scozia

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La presente pagina contiene informazioni sul diritto e sulle banche dati giuridiche del Regno Unito, con particolare riferimento alla Scozia.


Fonti del diritto

Le principali fonti del diritto in Scozia sono le seguenti:

  • la legislazione primaria, in forma di leggi (acts) del Parlamento del Regno Unito e di leggi (acts) del Parlamento scozzese;
  • il diritto dell'Unione europea;
  • la legislazione secondaria o subordinata in forma di statutory instruments e di Scottish statutory instruments. Un altro genere di atti di legislazione subordinata è rappresentato dagli administrative orders (ordinanze amministrative);
  • il diritto giurisprudenziale (common law), sviluppato attraverso le pronunce dei giudici.

Tipi di atti normativi – descrizione

La legislazione primaria, ossia le leggi del Parlamento, promana dal Parlamento di Westminster (a Londra) e può trovare applicazione in tutto o in parte del Regno Unito. Il Parlamento britannico ha altresì approvato il decentramento delle competenze legislative a favore dei parlamenti e delle assemblee territoriali, che possono approvare atti di legislazione primaria in un gruppo limitato di materie di loro competenza. Un'altra tipologia di legislazione primaria può promanare dal Sovrano secondo le prerogative reali in varie forme, quali gli Orders in Council, i proclami, i royal warrant, le royal instruction, i regolamenti e i brevetti di invenzioni.

La legislazione secondaria viene emanata in base ai poteri conferiti da Sua Maestà in Consiglio (Her Majesty in Council), un ministro, un ministero, ministri scozzesi ovvero altri organi o soggetti. In tal caso si parla altresì di legislazione delegata o secondaria e la legge che conferisce i poteri è chiamata legge delega o legge "madre". La legislazione secondaria può avere diverse denominazioni (orders in Council, regulations o rules), tutte congiuntamente indicate come "statutory instruments" o "Scottish statutory instruments".

Lo Scotland Act del 1998 ha istituito il Parlamento scozzese di Edimburgo, devolvendogli determinati poteri. Esso ha ripristinato in Scozia, a seguito di un referendum, il Parlamento indipendente che era scomparso all'epoca dell'unione con l'Inghilterra e il Galles nel 1707. Tuttavia, poiché la Scozia continua a far parte del Regno Unito, il Parlamento del Regno Unito è ancora competente a legiferare in taluni ambiti. La legislazione primaria può promanare dal Parlamento scozzese con riferimento alle aree di competenza attribuitegli dallo Scotland Act del 1998 (e dallo Scotland Act del 2012), tra le quali figurano: sanità, istruzione, enti locali, assistenza sociale, alloggio, pianificazione, turismo e sviluppo economico, taluni aspetti della politica dei trasporti, giustizia e affari interni, compresa la maggior parte dei settori del diritto penale e privato, polizia e servizi antincendio, molti aspetti ambientali, agricoltura e pesca, sport e attività artistiche nonché assolvimento degli obblighi internazionali nelle sfere di competenza decentrate. Lo Scotland Act del 2012 ha esteso dette competenze decentrate a settori quali alcuni aspetti della politica fiscale. Gli Scottish statutory instruments (SSI) possono promanare anche dai ministri scozzesi in forza dei poteri delegati dalle leggi del Parlamento del Regno Unito o da quelle del Parlamento scozzese.

Il potere di stipulare trattati internazionali per conto del Regno Unito è attribuito alla Corona, vale a dire al Sovrano che agisce per royal prerogative su parere del governo. Il Parlamento del Regno Unito non svolge alcun ruolo ufficiale nella stipula dei trattati ma, qualora un trattato richieda la modifica di una legge del Regno Unito o la concessione di fondi pubblici, il Parlamento vota su tali questioni secondo la normale procedura. Tutti i trattati dell'Unione europea richiedono leggi di attuazione nel Regno Unito e sono pertanto soggetti al controllo parlamentare. Dal momento in cui entrerà in vigore il Constitutional Reform and Governance Act (legge sulla riforma costituzionale e della governance) del 2010, ai fini della ratifica di un trattato internazionale sarà indispensabile che (a) un ministro della Corona abbia preliminarmente presentato al Parlamento una copia del trattato, (b) il trattato sia stato pubblicato e (c) siano trascorsi 21 giorni senza che la House of Parliament si sia espressa contro la ratifica.

Gerarchia delle fonti

I conflitti tra diverse fonti del diritto si risolvono principalmente in sede giudiziale. Le controversie sull'interpretazione della legge possono quindi essere risolte dai giudici. Tuttavia, poiché il Regno Unito non possiede una costituzione scritta, non è possibile impugnare una legge del Parlamento dinanzi a un giudice a motivo della sua "incostituzionalità". Secondo la teoria costituzionale della "sovranità parlamentare" il Parlamento del Regno Unito è la suprema autorità legislativa, nel senso che può emanare e abrogare leggi e nessun altro organo può abrogare o contestare la validità di una legge del Parlamento.

Tuttavia, la teoria della sovranità parlamentare è limitata dall'appartenenza del Regno Unito all'Unione europea. Ai sensi della legge sulle Comunità europee (European Communities Act) del 1972, il diritto dell'Unione europea è parte integrante del diritto di Inghilterra e Galles (nonché di Scozia e Irlanda del Nord). Ove possibile, il diritto nazionale dev'essere interpretato in senso conforme al diritto dell'Unione europea.

Lo Human Rights Act (legge sui diritti dell'uomo) del 1998, che ha recepito la Convenzione europea dei diritti dell'uomo nel diritto del Regno Unito, attribuisce ai giudici la facoltà di contestare le leggi del Parlamento. Il diritto nazionale dev'essere interpretato, per quanto possibile, in senso conforme alla Convenzione.

Le decisioni dei giudici, in particolare delle corti d'appello, svolgono un ruolo importante nella creazione del diritto: non solo forniscono pronunce autorevoli sull'interpretazione della legge, ma costituiscono altresì il fondamento della common law, che si basa sui precedenti giurisprudenziali. In linea generale, per determinare quali decisioni vincolano altri giudici si applica il principio secondo cui un giudice si attiene alle precedenti decisioni del giudice di grado più elevato. Con riferimento alle questioni di diritto dell'Unione europea, la massima autorità è la Corte di giustizia dell'Unione europea. La High Court of Justiciary è la corte suprema penale scozzese, mentre i Law Lords all'interno della House of Lords svolgono le funzioni di corte suprema per le questioni di diritto civile in Scozia. Entrambi gli organi sono tuttavia stati sostituiti dalla nuova Corte suprema a partire dal 1° ottobre 2009. Gli attuali Law Lords sono divenuti i primi giudici della Corte Suprema, presieduta dal Senior Law Lord.

Quadro istituzionale

Istituzioni preposte all'adozione degli atti normativi e processo decisionale

La legislazione primaria promana dal Parlamento del Regno Unito, che si trova a Londra. Prima che un progetto o disegno di legge (bill) possa diventare legge del Parlamento, esso dev'essere approvato da entrambe le Camere, ossia dalla House of Commons (Camera dei Comuni) e dalla House of Lords (Camera dei Lord), dove è sottoposto al seguente iter legislativo:

  • prima lettura (presentazione ufficiale del progetto di legge, senza discussione);
  • seconda lettura (discussione generale);
  • fase della Commissione (esame dettagliato, dibattimento ed emendamenti). Nella House of Commons questa fase è solitamente condotta in seno a una commissione pubblica per i progetti di legge, il cosiddetto Public Bill Committee;
  • fase della relazione (possibilità di introdurre ulteriori emendamenti);
  • terza lettura (ultima possibilità di discussione; la House of Lords può proporre altri emendamenti).

Quando il progetto di legge è passato al vaglio di entrambe le Camere, ritorna alla prima Camera (da dove è partito) per l'esame degli emendamenti suggeriti dalla seconda.

Entrambe le Camere devono raggiungere un accordo sul testo definitivo. Prima che sia raggiunto il consenso sul testo completo del progetto di legge possono esservi più scambi di opinioni tra le Camere. Al termine di questo iter procedurale il progetto di legge può essere sottoposto alla sanzione regia (royal assent).

Nel Parlamento scozzese è prevista una procedura analoga (proposta di un progetto di legge, esame, discussione e voto), sebbene all'interno del Parlamento decentrato esista un'unica Camera. La procedura è articolata in tre fasi:

  • Prima fase: la commissione o le commissioni parlamentari competenti esaminano il progetto di legge e redigono una relazione sui suoi principi generali. Successivamente, il Parlamento si riunisce, esamina la relazione e valuta se approvare o meno i principi generali del progetto. Se il Parlamento approva tali principi, il progetto di legge passa alla fase successiva.
  • Seconda fase: il progetto di legge viene esaminato nel dettaglio dalla commissione competente oppure, in talune circostanze, da una commissione che rappresenta l'intero Parlamento (Committee of the Whole Parliament). In questa fase possono essere presentate modifiche, denominate emendamenti.
  • Terza fase: il progetto di legge viene nuovamente esaminato in Parlamento. Possono essere presentati ulteriori emendamenti e, successivamente, il Parlamento discute e decide se adottare o respingere il progetto di legge nella sua versione definitiva.

Una volta esaurito l'iter parlamentare nel Parlamento del Regno Unito o in quello scozzese, il progetto di legge viene inviato al Sovrano per il royal assent, con la concessione del quale esso diviene legge. In Scozia è prevista una sorta di vacatio legis di quattro settimane durante la quale la legge può essere impugnata dai Law Officers se questi ritengono che essa esuli dalle competenze legislative del Parlamento scozzese.

In genere, le leggi primarie possono essere emendate o abrogate solo da nuove leggi primarie. Sono previste, tuttavia, delle eccezioni a questa regola, in forza delle quali alcune leggi possono essere modificate o abrogate tramite statutory instruments. È questo il caso, per esempio, di leggi che prevedono l'attuazione di obblighi derivanti dal diritto dell'Unione europea o di atti di riforma legislativa che riducono o eliminano oneri normativi. Prima di poter essere promulgati, tuttavia, tali provvedimenti (orders) devono essere approvati da una risoluzione favorevole di entrambe le Camere.

Una legge primaria entra in vigore in conformità delle disposizioni relative all'entrata in vigore contenute nella legge stessa. La legge può specificare una particolare data di entrata in vigore, che può cadere al momento dell'adozione del royal assent, o in un giorno specifico (solitamente almeno due mesi dopo il royal assent) o ancora in una data che sarà indicata da un ministro o da un ministero con la promulgazione di un apposito statutory instrument (commencement order). Possono essere previste date diverse per disposizioni diverse di una stessa legge.

La data di entrata in vigore di una legge secondaria è indicata di norma all'interno della legge stessa. Eccezionalmente, la data di entrata in vigore può essere fissata con la pubblicazione di un avviso nelle Gazzette ufficiali (la London Gazette o la Edinburgh Gazette).

Banche dati giuridiche

Esistono alcune banche dati giuridiche.

  • Il sito internet dell'Il link si apre in una nuova finestraOffice of Public Sector Information (OPSI) (Ufficio informazioni del settore pubblico) raccoglie le versioni integrali di tutta la legislazione primaria emanata dal Parlamento del Regno Unito, dal Parlamento scozzese, dall'Assemblea dell'Irlanda del Nord e dall'Assemblea nazionale del Galles, nonché della legislazione secondaria applicabile in tutto o in parte del Regno Unito. La consultazione della banca dati è gratuita.
  • Le leggi primarie modificate applicabili all'intero territorio del Regno Unito a partire dal 1235 fino ad oggi sono raccolte nel portale del diritto del Regno Unito (Il link si apre in una nuova finestraUK Statute Law Database). La consultazione della banca dati è gratuita.

Sebbene tutte le leggi scozzesi siano disponibili sul sito Internet dell'OPSI, tutta la legislazione primaria e secondaria emanata a partire dal decentramento del 1999 si trova anche sul sito Internet dell'ufficio autorizzato a pubblicare le leggi e altri atti pubblici per conto della Corona (Il link si apre in una nuova finestraOffice of the Queen's Printer for Scotland). L'accesso alla legislazione è gratuito.

Il Il link si apre in una nuova finestraportale unico della legislazione del Regno Unito, che riunisce i siti internet dell'OPSI e della UK Statute Law Database, oltre a sostituire la legislazione pubblicata dall'Office of the Queen's Printer for Scotland rappresenta il sito ufficiale di tutta la legislazione del Regno Unito.

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La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata allo Stato membro interessato. Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea declina qualsiasi responsabilità per le informazioni e i dati contenuti nel documento e quelli a cui esso rimanda. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Ultimo aggiornamento: 30/04/2019