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Riconoscimento reciproco delle misure di protezione in materia civile - Romania


Articolo 17 - Informazioni messe a disposizione dei cittadini

Articolo 18, lettera a)(i) - le autorità competenti a disporre misure di protezione e a rilasciare certificati a norma dell’articolo 5

Articolo 18, lettera a)(ii) - le autorità dinanzi alle quali deve essere invocata una misura di protezione disposta in un altro Stato membro e/o che sono competenti a eseguire tale misura

Articolo 18, lettera a)(iii) - le autorità competenti a effettuare l’adeguamento di misure di protezione a norma dell’articolo 11, paragrafo 1

Articolo 18, lettera a)(iv) - i giudici ai quali la domanda di diniego del riconoscimento e, ove applicabile, dell’esecuzione deve essere presentata a norma dell’articolo 13

Articolo 17 - Informazioni messe a disposizione dei cittadini

Ordine provvisorio di protezione

Un ordine provvisorio di protezione è emesso da un funzionario di polizia che accerta l'esistenza di un rischio sulla base di una valutazione dei fatti. Il funzionario di polizia emetterà un ordine provvisorio di protezione se risultano soddisfatte le condizioni pertinenti. Se tali condizioni non sono soddisfatte, i funzionari di polizia interessati sono tenuti a informare le vittime della possibilità di presentare una domanda per l'emissione di un ordine di protezione. L'emissione di tale ordine non preclude l'adozione di una misura preventiva ai sensi del codice penale.

Al fine di verificare le denunce, i funzionari di polizia hanno il diritto di raccogliere prove e di avere accesso a un'abitazione senza il consenso della persona interessata. I funzionari di polizia possono utilizzare la forza e attrezzature in modo appropriato e proporzionato per ottenere accesso alla proprietà.

L'ordine provvisorio di protezione riporta le seguenti informazioni: data, ora e luogo di rilascio; nome/i, cognome/i, funzione e unità di polizia; identità dell'aggressore; identità della vittima; i fatti della situazione e le prove; la base giuridica per l'emissione dell'ordine; la data e l'ora di inizio e fine dell'applicazione di misure; il diritto di impugnare l'ordine, il termine per l'esercizio di tale diritto e l'organo giurisdizionale dinanzi il quale è possibile proporre ricorso.

L'ordine provvisorio di protezione prevede, per un periodo di cinque giorni, una o più delle seguenti misure di protezione disponibili (obblighi o divieti) atte a ridurre il rischio accertato: sfratto dell'aggressore; ritorno sicuro della vittima; obbligo per l'aggressore di mantenere una determinata distanza minima dalla vittima; obbligo per l'aggressore di indossare un sistema elettronico di sorveglianza; consegna di qualsiasi arma.

Gli obblighi e i divieti imposti all'aggressore diventano efficaci immediatamente dopo essere stati emessi, senza preavviso o scadenza. Il periodo di cinque giorni è calcolato sulla base delle ore e decorre dal momento in cui viene emesso l'ordine.

Una copia o un duplicato dell'ordine sarà consegnato a mano all'aggressore e alla vittima e dovrà essere firmato da entrambi presso il luogo di emissione immediatamente dopo la sua emissione.

Entro 24 ore dalla sua emissione, l'unità di polizia alla quale appartiene il funzionario che ha emesso l'ordine sottoporrà quest'ultimo all'attenzione del pubblico ministero che opera presso l'organo giurisdizionale competente per la giurisdizione nella quale è stato emesso l'ordine.

L'ordine provvisorio di protezione sarà inviato all'ufficio del pubblico ministero competente. Il pubblico ministero si pronuncerà in merito alla necessità di mantenere in vigore i provvedimenti confermandola, a seconda dei casi, entro 48 ore dall'emissione dell'ordine provvisorio. Qualora risulti inutile mantenere in essere i provvedimenti adottati, il pubblico ministero può ordinarne la revoca e comunicarlo di conseguenza all'unità di polizia che ha presentato l'ordine provvisorio, la quale provvederà quindi a informare le persone interessate. In caso di conferma della necessità di mantenere i provvedimenti in vigore, il pubblico ministero sottoporrà l'ordine all'attenzione dell'organo giurisdizionale competente per la giurisdizione nel quale detto ordine è stato emesso, unitamente alla richiesta di emissione di un ordine di protezione. Qualora un ordine sia presentato secondo questo iter, la durata iniziale per la quale è stato emesso viene prorogata per il tempo necessario al completamento del procedimento di emissione dell'ordine di protezione da parte dell'organo giurisdizionale.

Tale ordine di protezione può essere impugnato dinanzi l'organo giurisdizionale competente entro 48 ore dalla sua notificazione. Le parti interessate vengono convocate all'udienza di appello. Il ricorso è trattato con urgenza, comunque entro e non oltre la data di scadenza dell'ordine provvisorio di protezione, nel contesto di un'udienza a porte chiuse, convocando l'ente che lo ha emesso. La partecipazione del pubblico ministero è obbligatoria. La decisione in merito all'appello è definitiva.

Ordine di protezione

Al fine di allontanare un pericolo, una vittima può chiedere all'organo giurisdizionale di emettere un ordine di protezione che stabilisca: che l'aggressore sia sfrattato dall'abitazione; che la vittima possa tornare in sicurezza all'abitazione; che il diritto d'uso dell'aggressore sia limitato esclusivamente a una parte dell'abitazione; che la vittima sia ospitata/collocata presso un centro di assistenza; che l'aggressore debba mantenere una determinata distanza minima dalla vittima; che all'aggressore sia vietato frequentare determinate località o zone designate; che l'aggressore debba indossare permanentemente un sistema elettronico di sorveglianza; che sia vietato qualsiasi contatto con la vittima; che l'aggressore debba consegnare tutte le armi alla polizia; le modalità di affidamento e la residenza di figli minorenni.

L'organo giurisdizionale può ordinare all'aggressore di sottoporsi a consulenza psicologica/psicoterapia o di partecipare a un programma di assistenza e può raccomandarne/richiederne l'ammissione presso una struttura specializzata.

L'organo giurisdizionale può ordinare l'adozione di misure destinate a monitorare l'osservanza dell'ordine di protezione e a prevenirne la violazione: presentazione periodica presso la stazione di polizia incaricata di vigilare sull'osservanza dell'ordine; notifica del nuovo indirizzo in caso di sfratto; controlli regolari e/o senza preavviso presso il luogo in cui si trova l'aggressore.

Il dispositivo della decisione conterrà una clausola secondo la quale il mancato rispetto di una qualsiasi delle misure costituirà un reato.

La durata delle misure stabilite nell'ordine di protezione sarà determinata dal giudice, ma non può superare i sei mesi a decorrere dalla data di emissione dell'ordine.

Le domande per l'emissione di un ordine di protezione rientrano nella competenza dell'organo giurisdizionale nella cui zona di competenza territoriale la vittima è domiciliata o risiede. Una domanda per l'emissione di un ordine di protezione può essere presentata da una vittima di persona o tramite un rappresentante legale, oppure, per conto della vittima, anche tramite un pubblico ministero, il rappresentante dell'autorità competente o il rappresentante di qualsiasi fornitore di servizi sociali.

La domanda deve essere redatta utilizzando il modulo standardWord(31 Kb)ro ed è esente dall'imposta di bollo. La decisione in merito alle domande viene pronunciata a porte chiuse e richiede la partecipazione obbligatoria da parte del pubblico ministero. Su richiesta, alla persona interessata può essere concessa l'assistenza o la rappresentanza tramite un avvocato. L'assistenza per la persona contro la quale si sta cercando di ottenere un ordine di protezione è invece obbligatoria. La decisione in merito sarà pronunciata con urgenza e in via prioritaria. Le domande devono essere risolte entro 72 ore dalla presentazione, fatta eccezione per i casi in cui è stato precedentemente emesso un ordine provvisorio di protezione.

L'ordine di protezione è esecutivo. La decisione ottiene esecuzione senza preavviso o termine di scadenza. Il rispetto dell'ordine di protezione è obbligatorio anche per la vittima. La decisione può essere impugnata soltanto entro tre giorni dalla sua pronuncia (se pronunciata con convocazione delle parti) o notificazione (se pronunciata senza convocazione delle stesse). L'organo giurisdizionale competente per l'appello può sospendere l'esecuzione fino alla pronuncia della decisione in merito all'impugnazione, ma soltanto a fronte della costituzione di una garanzia. Le parti interessate vengono convocate all'udienza di appello. La partecipazione del pubblico ministero è obbligatoria.

Il giorno della sua consegna, copia del dispositivo della decisione è comunicata alle unità di polizia rumene nella cui zona di competenza territoriale si trova l'abitazione della vittima e dell'aggressore. L'ordine ottiene esecuzione senza ritardi da parte della polizia o sotto la supervisione di quest'ultima. Un funzionario di polizia può accedere all'abitazione della famiglia interessata con il consenso della persona protetta, se presente, o di un altro membro della famiglia. La polizia ha il dovere di vigilare sull'osservanza della decisione dell'organo giurisdizionale e di informare l'organo competente per l'azione penale in caso di mancato rispetto.

Il mancato rispetto da parte dell'aggressore delle misure imposte da un ordine di protezione costituisce un reato punibile con l'incarcerazione da un mese a un anno.

Alla scadenza, la vittima può richiedere un nuovo ordine di protezione. Una persona nei confronti della quale è imposta una misura in virtù di un ordine di protezione per il periodo massimo possibile può chiedere la revoca dell'ordine o la sostituzione della misura imposta.

Se, nel trattare una domanda, l'organo giurisdizionale accerta l'esistenza di una delle situazioni che richiedono una misura di protezione speciale per un minore, ne informa immediatamente l'autorità pubblica locale competente per la protezione dei minori.

Si attua quindi un intervento di emergenza nel contesto del quale una squadra mobile composta da rappresentanti del servizio pubblico di assistenza sociale (SPAS) provvede all'erogazione dei servizi sociali necessari.

Articolo 18, lettera a)(i) - le autorità competenti a disporre misure di protezione e a rilasciare certificati a norma dell’articolo 5

Ai sensi dell'articolo 22/1 della legge n. 217/2003 concernente la prevenzione e il contrasto della violenza domestica, ripubblicata, i funzionari di polizia che nell'esercizio delle loro funzioni accertano un rischio imminente che la vita, l'integrità fisica o la libertà di una persona sia minacciata da un atto di violenza domestica possono emettere un ordine provvisorio di protezione al fine di attenuare tale rischio.

Le autorità competenti per l'emissione di ordini di protezione sono i tribunali distrettuali aventi competenza territoriale per il luogo in cui le vittime sono domiciliate o residenti, ai sensi dell'articolo 25 della legge n. 217/2003 concernente la prevenzione e il contrasto della violenza domestica, ripubblicata.

Ai sensi dell'articolo 3 dell'articolo I/5 del decreto d'urgenza del governo n. 119/2006 relativo a talune misure necessarie per l'attuazione di determinati regolamenti comunitari a decorrere dalla data di adesione della Romania all'Unione europea, approvato come modificato dalla legge n. 191/2007 e successive modificazioni, gli organi giurisdizionali decidono in merito alle domande per il rilascio di certificati emettendo decisioni a porte chiuse, senza convocazione delle parti.

Una decisione di accoglimento di una domanda non può essere impugnata. Una decisione di respingimento di una domanda può essere impugnata soltanto entro cinque giorni dalla notificazione.

Il certificato viene rilasciato alla persona protetta e una copia dello stesso viene notificata alla persona che rappresenta una minaccia, la quale viene informata che la misura di protezione così certificata è riconosciuta ed esecutiva in tutti gli Stati membri dell'Unione europea.

Articolo 18, lettera a)(ii) - le autorità dinanzi alle quali deve essere invocata una misura di protezione disposta in un altro Stato membro e/o che sono competenti a eseguire tale misura

Ai sensi dell'articolo 22/5 e dell'articolo 31 della legge n. 217/2003 concernente la prevenzione e il contrasto della violenza domestica, ripubblicata, un ordine provvisorio di protezione o un ordine di protezione ottiene esecuzione senza indugio da parte della polizia o, se del caso, sotto la supervisione della stessa.

Articolo 18, lettera a)(iii) - le autorità competenti a effettuare l’adeguamento di misure di protezione a norma dell’articolo 11, paragrafo 1

Ai sensi dell'articolo 8 dell'articolo I/5 del decreto d'urgenza del governo n. 119/2006 relativo a talune misure necessarie per l'attuazione di determinati regolamenti comunitari a decorrere dalla data di adesione della Romania all'Unione europea, approvato come modificato dalla legge n. 191/2007 e successive modificazioni, al fine di ottenere l'esecuzione di una sentenza pronunciata in un altro Stato membro dell'Unione europea che impone misure di protezione sconosciute o diverse da quelle previste dal diritto rumeno, conformemente all'articolo 11 del regolamento (UE) n. 606/2013, gli organi giurisdizionali rumeni competenti adegueranno gli elementi fattuali delle misure di protezione in maniera da consentirne l'esecuzione in Romania in conformità con il diritto rumeno e ordineranno misure che abbiano effetti equivalenti e perseguano obiettivi e interessi analoghi. Una misura adottata da un organo giurisdizionale rumeno non può avere effetti che vadano oltre quelli previsti dalla legge dello Stato membro di origine nel caso di una misura stabilita in una sentenza emessa da un organo giurisdizionale dello Stato membro di origine.

L'adeguamento avviene d'ufficio o su richiesta della parte interessata nel corso dell'iter di decisione in merito alle domande per la dichiarazione di esecutività o di diniego del riconoscimento o di esecuzione di una sentenza oppure nel contesto del procedimento principale.

L'organo giurisdizionale competente è il tribunale distrettuale.

Laddove l'organo giurisdizionale ritenga che sia necessario un adeguamento, ordina una convocazione delle parti. La presenza del pubblico ministero è obbligatoria.

Una sentenza nel contesto della quale un organo giurisdizionale ha adeguato una sentenza emessa in un altro Stato membro può essere impugnata entro dieci giorni dalla sua notificazione. La sentenza pronunciata in appello non può essere oggetto di impugnazione.

Articolo 18, lettera a)(iv) - i giudici ai quali la domanda di diniego del riconoscimento e, ove applicabile, dell’esecuzione deve essere presentata a norma dell’articolo 13

Ai sensi dell'articolo 1 dell'articolo I/5 del decreto d'urgenza del governo n. 119/2006 relativo a talune misure necessarie per l'attuazione di determinati regolamenti comunitari a decorrere dalla data di adesione della Romania all'Unione europea, approvato come modificato dalla legge n. 191/2007 e successive modificazioni, le domande di diniego del riconoscimento e le domande di diniego dell'esecuzione in Romania di sentenze contenenti misure di protezione adottate in un altro Stato membro dell'Unione europea rientrano nelle competenze dei tribunali distrettuali, ai sensi del regolamento (UE) n. 606/2013.


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Ultimo aggiornamento: 04/03/2021