Termini processuali - Portogallo

INDICE

1 Quali sono i tipi di termini rilevanti ai fini dei procedimenti civili?

Il tempo ha ripercussioni nel campo del diritto. In ambito civile, le situazioni giuridiche sono interessate e condizionate da due tipi distinti di termini: civili e processuali. I termini sono soggetti a regole e metodi di computo particolari, a seconda che si tratti di termini di natura sostanziale o procedurale.

Salvo espressa disposizione contraria, i termini sanciti dalla legge sono di tipo civile.

Con riferimento ai termini relativi alle cause civili, la legislazione portoghese indica espressamente i termini di prescrizione, decadenza e non uso (articolo 298 del codice civile).

È possibile invocare la prescrizione quando il titolare di un determinato diritto non lo abbia esercitato per un periodo di tempo previsto dalla legge, purché tale diritto sia soggetto alla libera disponibilità del suo titolare e questo non ne risulti esente per legge. Impedendo che l'esercizio dei diritti venga rinviato indefinitamente si vuole affermare l'importanza della certezza e della sicurezza delle relazioni giuridiche. La prescrizione deve essere fatta valere dalla parte che ne beneficia e non può essere rilevata d'ufficio dal giudice.

La decadenza in senso stretto consiste nell'estinzione, senza effetti retroattivi, di un diritto o di una situazione giuridica semplicemente per decorso di un termine.

Se si tratta di una materia sottratta alla disponibilità delle parti, la decadenza viene rilevata d'ufficio dal giudice e può essere fatta valere in qualsiasi fase del procedimento. Se viene rilevata in una materia non sottratta alla disponibilità delle parti, per essere efficace essa deve essere fatta valere in sede giudiziaria o extragiudiziale.

Il non uso consiste nel mancato esercizio del diritto di utilizzare qualcosa integralmente o in parte, ossia di godere dei suoi benefici o vantaggi economici, per un periodo di tempo previsto dalla legge. Esso comporta l'estinzione del relativo diritto.

Il non uso non può essere rilevato d'ufficio dal giudice.

I termini processuali sono i periodi stabiliti dalla legge per produrre un determinato effetto in un procedimento (come, ad esempio, i termini per l'avvio di un procedimento o per l'opposizione) e possono essere dilatori o perentori.

Si parla di termini dilatori quando la possibilità di compiere un determinato atto o l'avvio del computo di un altro periodo di tempo sono rinviati a un momento specifico.

Quando a un termine dilatorio fa seguito un termine perentorio, i due termini sono computati come un unico termine.

Il termine processuale può essere stabilito per legge o fissato mediante ordinanza del giudice.

2 Elenco dei giorni previsti come festivi conformemente al regolamento (CEE, Euratom) n. 1182/71 del 3 giugno 1971.

In Portogallo si considerano giorni festivi ai fini del suddetto regolamento:

Il 1º gennaio, il Venerdì Santo, il 25 aprile, il 1º maggio, il 10 giugno, il 15 agosto, l'8 dicembre e il 25 dicembre.

3 Quali sono i principi giuridici generali concernenti i termini processuali civili?

Nel diritto processuale civile portoghese vige la norma generale secondo cui, in mancanza di disposizioni specifiche, le parti dispongono di 10 giorni per richiedere qualsiasi atto o procedimento giudiziario, eccepire la nullità, proporre questioni incidentali o esercitare qualsiasi altro diritto procedurale; è di 10 giorni anche il termine di cui la parte dispone per rispondere alle istanze presentate dalla parte avversa (articolo 149 del Codice di procedura civile).

4 Quando un atto o una formalità devono essere compiuti entro un determinato termine, qual è il momento iniziale dal quale il termine decorre (dies a quo)?

Di norma, il termine per qualsiasi risposta decorre sempre dalla notificazione dell'atto a cui si risponde (articolo 149, paragrafo 2, del codice di procedura civile).

Le notificazioni alle parti nei procedimenti in corso sono trasmesse ai loro rappresentanti in giudizio.

Quando la notificazione è intesa a invitare una parte a comparire personalmente dinanzi al giudice, oltre ad essere notificata al suo rappresentante, essa viene spedita alla parte in questione a mezzo di lettera raccomandata, con indicazione della data, del luogo e dello scopo della comparizione.

Ai rappresentanti in giudizio la comunicazione viene inviata mediante posta elettronica [per ulteriori dettagli si veda il Il link si apre in una nuova finestradecreto di attuazione (Portaria) n. 280/13, del 26 agosto 2013], e il sistema informatico certifica la data della notificazione, presumendo che questa sia stata eseguita trascorsi tre giorni dall'elaborazione dell'atto oppure, se il terzo giorno non è un giorno lavorativo, il primo giorno lavorativo successivo a tale data.

La notifica inviata a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento si dà per eseguita alla data della firma dell'avviso di ricevimento e si considera effettuata al destinatario anche quando l'avviso di ricevimento sia stato firmato da terzi, presumendo, fino a prova contraria, che la lettera sia stata tempestivamente consegnata al destinatario (articolo 230, paragrafo 1, del codice di procedura civile).

Nei procedimenti per l'esecuzione di obbligazioni pecuniarie derivanti da un contratto scritto in cui le parti abbiano eletto un domicilio a fini di notifica, la notifica viene inviata per posta all'indirizzo indicato, purché il valore reclamato non superi l'importo di 30 000 EUR oppure, qualora ecceda tale importo, purché l'obbligazione riguardi la prestazione continuativa di beni e servizi. Se il destinatario rifiuta di firmare l'avviso di ricevimento o rifiuta la lettera stessa, l'agente postale ne prende nota e rinvia la lettera al mittente, e la notifica si considera avvenuta sulla base della registrazione dell'incidente. In questa situazione, il momento rilevante per iniziare il computo del termine è la data in cui viene registrato il fatto.

Se il piego è rinviato al mittente perché il destinatario non ha provveduto al suo ritiro presso l'ufficio postale entro i termini legali, o perché una terza persona ha rifiutato di firmare l'avviso di ricevimento o di ricevere il piego stesso, viene eseguita una nuova notificazione, inviando al destinatario una nuova lettera raccomandata con avviso di ricevimento. In tal caso, viene lasciata la lettera stessa, scritta su un modulo ufficiale, contenente una copia di tutti gli elementi di trasmissione obbligatoria. Il postino deve certificare la data e il luogo esatto in cui ha depositato il piego e deve trasmettere immediatamente il certificato all'autorità giudiziaria; se non può depositare il piego nella cassetta della corrispondenza del destinatario, il postino lascia un avviso. In tali circostanze, la notificazione si considera eseguita alla data certificata dall'agente postale o, se è stato lasciato un avviso, decorsi otto giorni da tale data (avendo informato il destinatario di tale termine, nell'ultima lettera inviatagli). È questo il momento dal quale decorre il termine processuale iniziato con la notificazione.

Quando la notificazione viene eseguita attraverso un rappresentante legale, un ufficiale giudiziario o un cancelliere, il termine inizia a decorrere quando la persona che la riceve firma il certificato di notificazione.

Il diritto processuale civile prevede un termine dilatorio (periodo di tempo supplementare concesso dal legislatore), in funzione della distanza geografica tra il luogo della notificazione e la sede dell'organo giurisdizionale in cui si svolge il procedimento o del fatto che l'atto non è stato notificato personalmente al destinatario. In tali circostanze, il computo del termine perentorio inizia soltanto alla scadenza di tale periodo.

La notificazione avviene mediante l'affissione di avvisi e la pubblicazione di annunci quando non si conosce il luogo in cui si trova il destinatario, cui fa seguito la pubblicazione di un avviso sulla pagina web accessibile al pubblico (v. il citato articolo 24 del decreto di attuazione n. 280/13 del 26 agosto 2013). In tale contesto, la notificazione si considera eseguita il giorno della pubblicazione dell'ultimo annuncio. Il termine dilatorio inizia a decorrere dalla data di notifica, mentre il termine per la costituzione in difesa decorre dalla scadenza del termine dilatorio stabilito dalla legge.

5 Può il momento iniziale dal quale il termine decorre essere influenzato o modificato dalle modalità di notificazione o comunicazione degli atti (a mezzo dell’ufficiale giudiziario o a mezzo del servizio postale)?

Sì. Si veda, al riguardo, la risposta alla domanda precedente.

6 Nel caso in cui l’accadimento di un fatto determina il momento iniziale per il decorso del termine, il giorno stesso dell’accadimento è incluso nel calcolo del termine?

La data effettiva dell'atto, dell'evento, della decisione, della notificazione e/o dell'avviso non rientra nel computo del termine.

7 Quando un termine è espresso in giorni, il numero ivi indicato comprende i giorni di calendario o solo i giorni lavorativi?

I termini processuali stabiliti per legge o fissati mediante ordinanza del giudice sono continui; essi vengono sospesi, tuttavia, durante le ferie giudiziarie, tranne quando la loro durata sia maggiore o uguale a sei mesi o nel caso di atti da eseguire in procedimenti considerati urgenti dalla legge, a meno che il giudice, con ordinanza motivata e sentite le parti, non decida la sospensione del termine processuale. Quando il termine per l'esecuzione di un atto processuale scade nel giorno in cui i tribunali sono chiusi, esso viene prorogato fino al primo giorno seguente non festivo.

Le ferie giudiziarie vanno dal 22 dicembre al 3 gennaio, dalla domenica delle Palme al lunedì di Pasqua e dal 16 luglio al 31 agosto.

8 Se il termine è espresso in settimane, mesi o anni?

Se il termine è espresso in mesi o anni, il momento iniziale viene determinato allo stesso modo: ossia, il periodo inizia a decorrere dal giorno successivo alla data di notifica o avviso o alla data in cui si verifica il fatto rilevante ai fini della decorrenza.

9 Se è espresso in settimane, mesi o anni, quando scade il termine?

Il termine espresso in giorni si calcola aggiungendo il numero dei giorni in esso previsti al momento iniziale e osservando le regole indicate nella risposta 7.

Il termine espresso in settimane, mesi o anni a partire da una data definita scade alla mezzanotte del giorno nell'ultima settimana, nell'ultimo mese o nell'ultimo anno, che corrisponde al giorno a partire dal quale esso comincia a decorrere; se nell'ultimo mese non vi è un giorno corrispondente, il termine scade l'ultimo giorno di tale mese [articolo 279, lettera c), del codice civile].

Poiché le domeniche e i giorni festivi sono considerati ferie giudiziarie, i termini che scadono una domenica o un giorno festivo sono prorogati al primo giorno lavorativo successivo, se l'atto in questione deve essere esaminato dal giudice.

10 Se il termine scade il sabato, la domenica o un altro giorno festivo, è prorogato fino al primo giorno lavorativo seguente?

I tribunali sono aperti soltanto nei giorni lavorativi.

Per il computo dei termini processuali vige la regola in base alla quale, qualora coincida con un giorno di chiusura dei tribunali, la scadenza del termine per l'esecuzione dell'atto processuale è prorogata fino al primo giorno lavorativo successivo.

11 Esistono circostanze in cui i termini possano essere prorogati? A quali condizioni può essere ottenuta una proroga?

Il termine processuale stabilito dalla legge può essere prorogato nei casi da essa previsti. Previo accordo delle parti, il termine può essere prorogato una volta per la medesima durata (articolo 141 del codice di procedura civile).

12 Quali sono i termini per le impugnazioni?

Il termine per proporre ricorso è di 30 giorni a decorrere dalla notificazione della decisione; esso è ridotto a 15 giorni nei casi urgenti e in quelli previsti Il link si apre in una nuova finestradall'articolo 644, paragrafo 2 e Il link si apre in una nuova finestradall'articolo 677 del codice di procedura civile.

Se una parte è contumace e non può essere citata ai sensi dell'articolo 249 del codice di procedura civile, il termine per presentare ricorso inizia a decorrere dalla data di pubblicazione della decisione, tranne quando la parte si costituisca prima della scadenza del termine; in tal caso deve ricevere notifica della sentenza o dell'ordinanza in questione e il termine inizia a decorrere dalla data della notificazione.

In caso di ordinanza o sentenza orale riprodotta nel procedimento, il termine inizia a decorrere dal giorno della pronuncia, sempreché la parte fosse presente o fosse stata invitata ad assistere all'atto.

Quando, oltre ai casi descritti in precedenza, la notificazione non è richiesta, il termine inizia a decorrere dal giorno in cui la persona interessata viene a conoscenza della decisione.

Il termine di cui dispone il convenuto per presentare la comparsa di risposta è uguale al termine previsto per la presentazione del ricorso.

Nelle sue allegazioni, il convenuto può contestare la ricevibilità o la tempestività del ricorso, nonché la legittimazione del ricorrente.

Se nel ricorso si chiede la rivalutazione di una prova registrata, il termine per la presentazione del ricorso e della comparsa di risposta è aumentato di 10 giorni.

Se il convenuto chiede di ampliare l'oggetto del ricorso, il ricorrente può rispondere alla richiesta entro 15 giorni dalla notificazione della stessa.

Qualora vi siano più ricorrenti o più convenuti, anche qualora siano rappresentati da avvocati diversi, ciascun ricorso sarà soggetto al proprio termine. Incombe alla segreteria il compito di assicurare che le cause siano esaminate entro i termini stabiliti.

13 Può il giudice modificare i termini, in particolare i termini di comparizione, o fissare una data precisa per la comparizione?

I termini processuali stabiliti per legge non possono essere abbreviati.

14 Quando un atto destinato ad una parte residente in una località in cui beneficerebbe di un termine prorogato, è notificato in un luogo in cui i residenti non beneficiano di tale proroga, l’interessato perde il beneficio di tale termine?

Il termine di cui dispone il convenuto per contestare un atto di citazione può essere prorogato qualora l'atto sia stato notificato fuori dalla circoscrizione in cui ha sede l'organo giurisdizionale nel quale si svolge il procedimento. La possibilità di ottenere una proroga del termine per presentare la memoria difensiva dipende quindi dalla distanza geografica tra il luogo della notificazione e la circoscrizione in cui ha sede l'organo giurisdizionale nel quale si svolge il procedimento, ma non dal luogo di residenza del convenuto - Il link si apre in una nuova finestraarticolo 245 del codice di procedura civile.

15 Quali sono gli effetti del mancato rispetto dei termini?

La scadenza di un termine perentorio estingue il diritto di compiere l'atto. Tuttavia, l'atto può essere compiuto dopo la scadenza del termine nei casi di forza maggiore e, qualora non sia possibile invocare la forza maggiore, entro i primi tre giorni lavorativi successivi alla scadenza del termine, dietro pagamento immediato di una multa.

16 Se il termine è scaduto, quali rimedi sono disponibili per le parti che non l'hanno rispettato, ossia le parti incorse nella decadenza?

L'atto può essere compiuto dopo la scadenza del termine nei casi di forza maggiore, come indicato nel precedente paragrafo 14, cioè a dire, in caso di evento non imputabile alle parti alle quali è stato imposto il termine o ai loro rappresentanti, che impedisca l'esecuzione tempestiva di un determinato atto. In tale caso, la parte che invoca la forza maggiore dovrà presentare immediatamente la prova dell'impedimento.

A prescindere dalla forza maggiore, l'atto può essere compiuto entro i primi tre giorni lavorativi successivi alla scadenza del termine, dietro pagamento di una multa, come indicato in precedenza; in via eccezionale, il giudice può ridurre o cancellare la multa nelle situazioni di evidente difficoltà economica o qualora ritenga l'importo manifestamente sproporzionato, in particolare, nelle azioni per le quali non sia richiesto il patrocinio di un avvocato e l'atto sia stato compiuto direttamente dalle parti interessate.

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Ultimo aggiornamento: 10/09/2019