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Procedure per l'esecuzione di una decisione giudiziaria - Spagna

La versione originale in lingua spagnolo di questa pagina è stata modificata di recente. La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.

1 Che cosa significa “esecuzione” in materia civile e commerciale?

In generale, con il concetto di esecuzione in materia civile e commerciale si indica che, se un trasgressore non rispetta volontariamente un provvedimento esecutivo (come ad esempio una sentenza definitiva), la parte attrice deve presentare un’istanza per l’esecuzione giudiziaria in modo da garantire che la decisione venga rispettata. Di conseguenza, qualora al convenuto sia stato ingiunto di pagare un debito ma questi non provveda al pagamento, al fine di recuperare detto credito la parte attrice (creditore) presenta un’istanza per l’ottenimento dell’esecuzione giudiziaria e ottiene il recupero, ad esempio, mediante il pignoramento dei conti correnti o di beni del debitore. Questi ultimi vengono quindi venduti all’asta e i proventi ottenuti dalla vendita vengono utilizzati per pagare l’importo dovuto al creditore.

L’esecuzione costituisce parte della risposta al mandato della Costituzione spagnola del 1978 che affida ai giudici e agli organi giurisdizionali il compito di giudicare e di dare esecuzione alle loro decisioni (articoli 117 e 118 della Costituzione). Di conseguenza le parti del procedimento hanno l’obbligo di rispettare le sentenze e le altre decisioni giudiziarie, nonché di fornire la cooperazione necessaria per far rispettare ciò che è stato deciso. Spetta al giudice garantire che tali prescrizioni siano soddisfatte in maniera adeguata.

Dare esecuzione a una decisione di un organo giurisdizionale significa fare rispettare ciò che è stato ingiunto tramite la stessa e, per la parte che ha vinto il contenzioso, dare esecuzione al pieno diritto acquisito. Ciò può comportare il fatto che la parte attrice (in appresso la “parte che richiede l’esecuzione”) richieda il rimborso di una somma di denaro, il diritto di imporre che una data azione venga compiuta o meno, oppure che un diritto riconosciuto venga soddisfatto tramite l’iscrizione nel pubblico registro pertinente, a seconda del provvedimento in questione.

L’esecuzione può essere definitiva o provvisoria. In quest’ultimo caso e in determinate circostanze, una sentenza non ancora definitiva può essere oggetto di esecuzione per evitare che gli interessi del creditore possano essere lesi durante il periodo transitorio (ossia per la durata delle fasi processuali del procedimento intrapreso contro tale decisione e fino a quando non viene emessa la sentenza definitiva) a causa di ritardi inerenti al procedimento (articoli 524-537 della Ley de Enjuiciamiento Civil - codice di procedura civile).

2 Quali sono la o le autorità competenti in materia di esecuzione?

La legislazione spagnola conferisce la competenza per l’esecuzione delle sentenze ai giudici e agli organi giurisdizionali ai sensi delle leggi e delle norme in materia di competenza giurisdizionale (articolo 117, terzo comma, della Costituzione spagnola).

In linea con la Costituzione, ai sensi del codice di procedura civile (legge 1/2000, 7 gennaio 2000, Boletín Oficial del Estado (BOE) (Gazzetta ufficiale spagnola) n. 7, dell’8 gennaio 2000, e successive modificazioni), che disciplina la procedura di esecuzione in materia civile, al giudice spetta la competenza di monitorare la corretta attuazione del procedimento di esecuzione (articoli 545, 551, 552 e relative disposizioni). È il giudice che, su istanza della parte che richiede l’esecuzione, avvia il procedimento per mezzo di un “titolo esecutivo generale” che verrà emesso in seguito al riesame del titolo esecutivo. Il giudice emetterà altresì una decisione nel caso in cui il convenuto (in appresso la “parte soccombente in giudizio”) presenti un’opposizione nei confronti dell’esecuzione e avvii lo specifico procedimento di opposizione nei confronti dell’esecuzione, oggetto di descrizione qui di seguito.

I Letrados de la Administración de Justicia (cancellieri), precedentemente denominati “Secretarios judiciales”, sono competenti per la definizione e l’adozione di provvedimenti specifici di esecuzione (richieste di pagamento, sequestro di beni della parte soccombente in giudizio, detrazioni dai conti correnti, trattenute sugli stipendi, ecc.). Dopo che il titolo esecutivo è stato emesso dal giudice, spetta al cancelliere monitorare il procedimento di esecuzione e adottare le decisioni corrispondenti, indipendentemente dal fatto che in alcuni casi possa essere presentato un ricorso contro tali decisioni dinanzi all’organo giurisdizionale.

3 Quali sono le condizioni per l’emissione di un titolo esecutivo o per l’esecuzione di un provvedimento giudiziario?

In generale, è necessario disporre di una sentenza definitiva o di una decisione definitiva di un organo giurisdizionale oppure di qualsiasi altro provvedimento che consenta l’esecuzione (esistono delle eccezioni secondo le quali una decisione non ancora definitiva può essere esecutiva, come nel caso dell’attuazione provvisoria di decisioni impugnate che è ammissibile in determinate circostanze).

Ai sensi delle disposizioni dell’articolo 517 del codice di procedura civile relative alla procedura di esecuzione e ai provvedimenti che consentono l’esecuzione, l’istanza per l’ottenimento dell’esecuzione deve basarsi su un provvedimento esecutivo. Possono essere oggetto di esecuzione soltanto i seguenti titoli:

  1. una sentenza definitiva; lodi arbitrali e accordi di mediazione. Gli accordi di mediazione devono essere stati autenticati da un notaio a norma della Ley de mediación en asuntos civiles y mercantiles (legge sulla mediazione in materia civile e commerciale);
  2. decisioni di organi giurisdizionali che approvano o confermano le transazioni e gli accordi giudiziari definiti nel corso del procedimento, corredate, se necessario, dalle corrispondenti deposizioni al fine di consentire una registrazione del loro contenuto effettivo;
  3. documenti pubblici autenticati, a condizione che siano prime copie. Qualora si tratti di seconde copie, queste devono essere emesse tramite un ordine dell’organo giurisdizionale che fa riferimento alla persona che subirà la perdita o alla persona che determina la perdita, oppure devono essere emesse con l’accordo di tutte le parti;
  4. strumenti di accordi commerciali sottoscritti dalle parti e da un mediatore commerciale che sia un membro di un’associazione professionale, il quale li ha esaminati, a condizione che essi siano accompagnati da un certificato nel quale il suddetto mediatore certifica che il contratto corrisponde alle iscrizioni riportate nel suo registro e alla data delle stesse;
  5. titoli nominativi o al portatore legalmente rilasciati che rappresentano obbligazioni dovute e cedole, anch’esse pagabili, maturate su tali titoli, a condizione che le cedole corrispondano ai titoli e che tali titoli corrispondano, in ogni caso, alle quietanze.

Una querela di falso di titoli formulata durante il processo di comparazione non impedirà l’emissione del titolo esecutivo, qualora le voci corrispondano, fatta salva la successiva possibilità da parte del debitore di presentare opposizione contro l’esecuzione, adducendo il fatto che il titolo è falso;

  1. certificati non scaduti rilasciati dagli organismi responsabili dei registri che mostrano i titoli rappresentati da scritture contabili stabilite nella Ley del Mercado de Valores (legge sul mercato dei valori mobiliari), a condizione che essi siano accompagnati da una copia dello strumento pubblico che rappresenta i titoli o, se del caso, l’emissione, laddove tale strumento sia richiesto dalla normativa vigente.

I certificati di cui al paragrafo precedente non scadono quando viene richiesta od ordinata l’esecuzione;

  1. l’ordinanza dell’organo giurisdizionale che stabilisce l’importo massimo che può essere chiesto a titolo di risarcimento, emessa nelle circostanze previste dalla legge nel contesto di procedimenti penali avviati in relazione ad eventi coperti dall’assicurazione obbligatoria per responsabilità civile auto;
  2. altre decisioni e altri atti processuali che sono applicabili ai sensi della legge citata o di un’altra legge.

3.1 La procedura

L’istanza per l’ottenimento dell’esecuzione deve essere presentata al giudice del Tribunal de Primera Instancia (organo giurisdizionale di primo grado) che ha emesso la sentenza o la decisione alla quale deve essere data esecuzione. Tuttavia, qualora il titolo esecutivo non sia una sentenza, ossia qualora non risulti dalla decisione di un organo giurisdizionale o da una decisione emessa dal cancelliere che opera presso l’organo giurisdizionale (come ad esempio nel caso di documenti pubblici autenticati da un notaio che sono esecutivi), si applicano delle norme speciali per l’attribuzione della competenza a un organo giurisdizionale, a seconda dei vari legami con il caso. Il criterio di attribuzione più comune è la residenza del convenuto. La parte che richiede l’esecuzione e la parte soccombente in giudizio devono ricevere la consulenza di un avvocato e devono essere rappresentate da un procuratore legale, fatta eccezione per i casi di esecuzione di decisioni emesse in un procedimento nel contesto del quale l’intervento di detti professionisti legali non sia obbligatorio.

Per quanto concerne i restanti aspetti, la procedura è stabilita negli articoli 548 e seguenti del codice di procedura civile; va osservato che il titolo esecutivo sarà emesso soltanto su richiesta di una delle parti e avrà la forma di un’istanza, come illustrato in appresso. Dopo che l’istanza di esecuzione è stata depositata presso l’organo giurisdizionale, quest’ultimo redige il “titolo esecutivo generale”, sempre che le norme e le prescrizioni procedurali risultino soddisfatte. Dopo che detto titolo è stato emesso dal giudice, il cancelliere emette un decreto contenente gli opportuni provvedimenti di esecuzione specifici, nonché i provvedimenti di tracciamento e di indagine relativi ai beni della parte soccombente in giudizio, ritenuti adeguati per l’esecuzione.

Il titolo e il decreto di cui sopra, unitamente a una copia dell’istanza di esecuzione, vengono notificati tutti contemporaneamente alla parte soccombente in giudizio, indipendentemente dal fatto che possano essere adottate talune misure al fine di evitare che gli interessi del creditore possano essere lesi.

La parte soccombente in giudizio può opporsi all’esecuzione per motivi specifici, sostanziali (ad esempio l’avvenuto pagamento del debito) o procedurali (ad esempio qualora vi sono errori nell’esecuzione), ai sensi dell’articolo 556 e seguenti del codice di procedura civile. In questo caso, viene avviata una procedura di opposizione che consente l’esame delle prove e che si conclude con l’emissione di un provvedimento che conferma il titolo esecutivo oppure che lo annulla in toto o in parte. È possibile presentare ricorso contro tale decisione.

3.2 Le principali condizioni

Come specificato in precedenza, è necessario che venga depositata un’istanza di esecuzione su richiesta di una delle parti, presentando la domanda contenente l’istanza di esecuzione. L’istanza di esecuzione deve contenere il titolo sul quale si basa l’esecuzione stessa, indicare l’esecuzione richiesta dall’organo giurisdizionale, i beni della parte soccombente in giudizio che possono essere sequestrati, i provvedimenti di tracciamento e di indagine per individuare i beni del debitore; la persona o le persone contro la quale o le quali va effettuata l’esecuzione, identificando le stesse e le loro circostanze. Qualora il titolo esecutivo sia una decisione emessa da un cancelliere oppure una sentenza o una decisione emessa dall’organo giurisdizionale responsabile per l’esecuzione, l’istanza di esecuzione può limitarsi all’istanza per l’ottenimento del titolo di esecuzione da emettere, specificando la sentenza o la decisione che deve essere oggetto di esecuzione (articolo 549 del codice di procedura civile). In altri casi, l’istanza di esecuzione deve essere presentata unitamente ai documenti sui quali si fonda l’esecuzione (elencati all’articolo 550 del codice di procedura civile). Se l’istanza di esecuzione soddisfa i requisiti di cui sopra e se il provvedimento presentato è tale da consentire l’ingiunzione dell’esecuzione, quest’ultima verrà imposta tramite ordinanza del giudice oppure decreto del cancelliere, i quali, in caso di esecuzione relativa a somme di denaro, determineranno la somma che costituisce l’importo del capitale oggetto dell’esecuzione, unitamente all’importo provvisorio fissato per gli interessi e le spese, ferma restando la possibilità di provvedere al successivo saldo e adeguamento di detta somma; inoltre detti provvedimenti dovranno sempre identificare le persone interessate e i provvedimenti di esecuzione da adottare.

4 Oggetto e natura dei provvedimenti di esecuzione

4.1 Quali tipi di beni possono essere oggetto dell’esecuzione?

In ogni caso, e fatti salvi taluni beni impignorabili di cui qui di seguito, va sempre sottolineato che i provvedimenti di esecuzione devono essere proporzionali all’importo per il quale è stata concessa l’esecuzione. Di conseguenza, se gli stessi sono eccessivi l’organo giudiziario può ordinarne una riduzione. Inoltre, qualora siano insufficienti, la parte che richiede l’esecuzione può richiedere che gli stessi vengano integrati ampliando o aumentando i provvedimenti da adottare. Laddove la parte che richiede l’esecuzione non conosca quali beni possieda la parte soccombente in giudizio, all’organo giurisdizionale può essere richiesto di effettuare delle indagini che vengono svolte dal cancelliere, direttamente dall’organo giurisdizionale oppure presentando richieste alle autorità competenti. Tuttavia, esistono diversi scaglioni o diverse limitazioni ai pignoramenti e ai pignoramenti presso terzi di salari e stipendi, i quali sono elencati qui di seguito. L’esecuzione derivante da un’ingiunzione di pagamento di obbligazioni alimentari (stabilite nel contesto di un procedimento relativo a obbligazioni alimentari tra parenti o di un procedimento in materia di diritto di famiglia relativo a pagamenti di obbligazioni alimentari dovuti a favore di minori) è un’eccezione in quanto in questi casi l’esecuzione non è soggetta a scaglioni stabiliti per legge; in questi casi infatti è l’organo giurisdizionale che determina l’importo che può essere pignorato.

Per quanto riguarda i beni impignorabili, gli articoli 604 e seguenti del codice di procedura civile statuiscono quanto riportato qui di seguito (nella versione spagnola originale i riferimenti al “Secretario judicial” vanno intesi essere riferimenti al “Letrado de la administración de justicia”, ossia al cancelliere).

Beni assolutamente impignorabili. I seguenti beni non possono essere oggetto di pignoramento in nessun caso:

n. 1      beni che sono stati dichiarati inalienabili;

n. 2      diritti accessori che non possono essere alienati separatamente dal diritto principale;

n. 3      beni che non hanno alcun valore di per sé;

n. 4      beni espressamente dichiarati impignorabili da una qualsiasi disposizione di legge.

Beni impignorabili della parte soccombente in giudizio. Anche i seguenti beni sono impignorabili:

n. 1      mobili e articoli per la casa, nonché vestiario della parte contro la quale è richiesta l’esecuzione e della sua famiglia, che non possono essere considerati superflui; in generale, articoli quali cibo, carburante e altri che, a parere dell’organo giurisdizionale, sono essenziali affinché la parte soccombente in giudizio e i suoi familiari possano vivere con dignità ragionevole;

n. 2      libri e strumenti necessari alla parte soccombente in giudizio per poter esercitare la propria professione, arte o mestiere, laddove il loro valore non sia proporzionale all’importo del debito vantato;

n. 3      articoli sacri e oggetti usati nella pratica di religioni legalmente registrate;

n. 4      importi espressamente dichiarati impignorabili per legge;

n. 5      beni e somme di denaro dichiarati impignorabili dai trattati ratificati dalla Spagna.

Per quanto concerne il pignoramento di stipendi e pensioni, il codice di procedura civile prevede le seguenti precauzioni:

1) non è possibile pignorare uno stipendio, un salario, una pensione, una retribuzione o il loro equivalente qualora questi non superino l’importo del salario minimo (fissato annualmente dal Governo);

2) salari, stipendi, retribuzioni o pensioni di importo superiore al salario minimo possono essere pignorati in conformità con la seguente griglia:

n. 1      per il primo importo aggiuntivo fino alla concorrenza di un importo equivalente a due volte il salario minimo, 30%;

n. 2      per l’importo aggiuntivo fino alla concorrenza di un importo equivalente a tre volte il salario minimo, 50%;

n. 3      per l’importo aggiuntivo fino alla concorrenza di un importo equivalente a quattro volte il salario minimo, 60%;

n. 4      per l’importo aggiuntivo fino alla concorrenza di un importo equivalente a cinque volte il salario minimo, 75%;

n. 5      per qualsiasi importo che superi l’importo di cui sopra, 90%;

3) qualora la parte contro la quale viene richiesta l’esecuzione percepisca più di uno stipendio o di un salario, tutti gli importi percepiti saranno sommati insieme e la parte impignorabile sarà detratta una sola volta. Allo stesso modo, verranno aggiunti anche stipendi, salari, pensioni, retribuzioni o importi equivalenti del coniuge, a meno che i coniugi non siano in regime di separazione dei beni, evenienza della quale deve essere fornita prova al cancelliere;

4) qualora la parte contro la quale viene richiesta l’esecuzione abbia familiari a carico, il cancelliere può ridurre del 10-15% le percentuali di cui ai punti 1, 2, 3 e 4 dell’articolo 607, secondo comma, del codice di procedura civile;

5) qualora stipendi, salari, pensioni o retribuzioni siano soggetti a deduzioni permanenti o temporanee di natura pubblica ai sensi della normativa fiscale o previdenziale, l’importo netto ricevuto dalla parte soccombente in giudizio dopo tali deduzioni rappresenterà l’importo utilizzato come base per determinare l’importo da sequestrare;

6) i precedenti paragrafi del presente articolo si applicano anche ai redditi derivanti da attività professionali e commerciali indipendenti;

7) gli importi pignorati a norma della presente disposizione possono essere trasferiti direttamente alla parte che richiede l’esecuzione, su un conto designato in precedenza da detta parte, qualora venga concessa l’approvazione all’esecuzione da parte del cancelliere competente.

In tal caso, sia la persona o l’organismo che realizza il pignoramento e il successivo trasferimento, sia la parte che richiede l’esecuzione, devono informare il cancelliere ogni tre mesi in merito agli importi rispettivamente inviati e ricevuti, fatta eccezione per il caso in cui la parte contro la quale è richiesta l’esecuzione presenti delle istanze perché quest’ultima ritiene che il debito sia stato completamente rimborsato e, quindi, tali istanze invalidano il sequestro, oppure perché i sequestri e i trasferimenti non sono stati effettuati come previsto dal cancelliere.

L’ordinanza emessa dal cancelliere che consente il trasferimento diretto può essere impugnata presentando un appello diretto per il riesame dinnanzi all’organo giurisdizionale.

4.2 Quali sono gli effetti dei provvedimenti di esecuzione?

Nel caso di beni immobili o di altri beni che possono essere oggetto di registrazione, su richiesta della parte che richiede l’esecuzione, l’organo giurisdizionale può ordinare un’iscrizione di sequestro conservativo nel corrispondente registro pubblico (solitamente si tratta del registro immobiliare che è il registro per i beni immobili) al fine di garantire la successiva esecuzione.

In altri casi, possono essere concesse le seguenti tipologie di provvedimenti:

- contanti: confisca;

- conti correnti: ordinanza di sequestro conservativo alla banca;

- stipendi: ordinanza di conservazione inviata al pagatore;

- interessi, proventi ed entrate: trattenuta da parte di chi effettua il pagamento, amministrazione controllata o pagamento all’organo giurisdizionale;

- titoli e strumenti finanziari: trattenuta degli interessi alla fonte, notifica alla borsa o al regolatore del mercato secondario (qualora i titoli siano quotati su un mercato pubblico) e notifica alla società emittente;

- altri beni mobili: confisca.

Inoltre, al fine di garantire che l’esecuzione abbia luogo, tutte le persone e le entità pubbliche e private sono tenute a cooperare con i provvedimenti di esecuzione (a fronte dell’avvertimento che le stesse possono incorrere in una sanzione pecuniaria o addirittura nell’accusa di oltraggio alla corte, qualora non rispettino tale requisito). Ciò significa che esse devono fornire le informazioni richieste alle stesse o adottare le misure di garanzia in questione e che devono consegnare all’organo giurisdizionale tutti i documenti e i dati in loro possesso, senza altre limitazioni se non quelle derivanti dal rispetto dei diritti fondamentali o dei limiti che sono espressamente stabiliti dalla legge in alcuni casi.

4.3 Qual è la validità di tali provvedimenti?

I provvedimenti di esecuzione non hanno una durata prestabilita e rimangono in vigore fino al completamento dell’esecuzione. Per quanto riguarda questi provvedimenti la parte che richiede l’esecuzione deve presentare istanza per ottenere l’esecuzione pertinente in ogni singolo caso. Ad esempio, in caso di pignoramento di beni mobili o immobili verrà richiesto lo svolgimento di una vendita all’asta. Il pagamento a favore dell’esecutante sarà effettuato utilizzando le somme ottenute da detta vendita all’asta. In altri casi, ad esempio quando il provvedimento prevede la consegna di un bene all’esecutante (come ad esempio in caso di sfratto per il mancato pagamento dell’affitto), i provvedimenti di esecuzione consisteranno nel restituire il possesso del bene alla parte che richiede l’esecuzione dopo che l’inquilino inadempiente del contratto è stato sfrattato dall’immobile.

5 Vi è possibilità di appello contro la decisione che emette questo tipo di provvedimenti?

Non è possibile presentare ricorso contro il provvedimento che autorizza l’esecuzione. Tuttavia, la parte soccombente in giudizio può presentare un’opposizione in seguito alla notifica dell’esecuzione. In tal caso, si svolgerà il procedimento di opposizione di cui sopra. L’opposizione può basarsi su motivi sostanziali o su vizi di forma. Tali motivi di opposizione variano in base al provvedimento al quale si intende dare esecuzione (come previsto dagli articoli 556 e seguenti del codice di procedura civile, a seconda che si tratti: di una decisione procedurale emessa dal giudice o dal cancelliere, di un lodo arbitrale; di provvedimenti che stabiliscono la sanzione massima emessi nel contesto di procedimenti penali relativi a incidenti stradali; di provvedimenti di cui all’articolo 517, punti 4, 5, 6 e 7 del codice di procedura civile, nonché di altri documenti esecutivi di cui all’articolo 517, secondo comma, punto 9. L’opposizione fondata su una pretesa eccessiva e l’opposizione basata su vizi di forma sono invece disciplinate rispettivamente dagli articoli 558 e 559 del codice di procedura civile). Va rilevato che l’organo giurisdizionale può aver già sollevato d’ufficio opposizione per alcuni di questi motivi (qualora l’organo giurisdizionale rilevi che una qualsiasi delle clausole contenute in un titolo esecutivo costituito da certificati, provvedimenti o documenti pubblici autenticati sia iniqua, detto organo è tenuto ad agire ex officio ascoltando le parti in merito alla questione ed emettendo una decisione in seguito a tale udienza). Le parti possono presentare ricorso contro l’ordinanza emessa dall’organo giurisdizionale di primo grado in risposta ai motivi di opposizione. Il ricorso sarà esaminato dall’Audiencia provincial (tribunale provinciale) pertinente.

6 Esistono limiti all'esecuzione, in particolare legati alla protezione del debitore o alla prescrizione?

Il provvedimento di esecuzione può decadere. Di conseguenza un provvedimento di esecuzione che si basa su una sentenza o una decisione di un organo giurisdizionale, su una decisione del cancelliere che approva una transazione giudiziaria o un accordo raggiunto nel corso del procedimento oppure su un lodo arbitrale o un accordo di mediazione, decade qualora la corrispondente richiesta di esecuzione non venga depositata entro cinque anni dal momento in cui la sentenza o la decisione sono diventate definitive (articolo 518 del codice di procedura civile).

Esiste anche un periodo di attesa prima dell’istituzione dell’esecuzione di decisioni procedurali (adottate dal giudice o dal cancelliere) oppure di lodi arbitrali o accordi di mediazione. Tale periodo intende concedere del tempo al convenuto affinché questi rispetti volontariamente il provvedimento in questione e la parte vittoriosa in giudizio non sia tenuta a presentare istanza per ottenere l’esecuzione. Di conseguenza, non sarà ordinata alcuna esecuzione di decisioni procedurali o arbitrali o di accordi di mediazione entro venti giorni dalla data in cui la condanna diventa definitiva oppure dalla data in cui la decisione di approvare o di firmare l’accordo è stata notificata alla parte soccombente in giudizio (articolo 548 del codice di procedura civile). In definitiva, tale periodo di attesa è inteso a incoraggiare il rispetto volontario da parte del convenuto.

Come spiegato in precedenza al punto 4.1, al fine di proteggere il debitore, il codice di procedura civile stabilisce che alcuni beni sono impignorabili, oltre a definire limiti quantitativi proporzionali per i sequestri di salari, stipendi, retribuzioni o pensioni.

Alle aste immobiliari, deve essere realizzata la vendita al miglior offerente per importi minimi in proporzione al valore della perizia relativa al bene o all’importo del debito. Questi limiti di tutela del debitore sono più elevati se viene messa all’asta la residenza abituale del debitore (articoli 670 e 671 del codice di procedura civile).

Il codice di procedura civile stabilisce inoltre che, come norma generale, l’esecuzione di interessi sulla quota in conto capitale dovuta e di costi procedurali non può essere effettuata per un importo superiore al 30% del capitale (articolo 575 del codice di procedura civile).

Laddove l’esecuzione venga effettuata nei confronti della residenza abituale, i costi rivendicabili dalla parte soccombente in giudizio non possono superare il 5% dell’importo rivendicato nella richiesta di esecuzione (articolo 575 del codice di procedura civile).

Nel caso di pignoramenti di ipoteche e per i debitori la cui situazione sociale e finanziaria è particolarmente vulnerabile, lo sfratto dalla residenza abituale è rinviato.

Ai sensi degli articoli 55 a 57 della Ley Concursal (legge in materia di fallimenti), singoli titoli esecutivi non possono essere attuati nei confronti di società commerciali che sono state dichiarate fallite, dal momento che il giudice incaricato di decidere del procedimento fallimentare ha competenza esclusiva in relazione all’esecuzione contro la parte insolvente; tale norma mira a evitare che taluni creditori vengano trattati in maniera preferenziale rispetto ad altri.


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Ultimo aggiornamento: 02/08/2017