Procedure per l'esecuzione di una decisione giudiziaria - Romania

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1 Che cosa significa “esecuzione” in materia civile e commerciale?

Le disposizioni relative all’esecuzione forzata sono contenute negli articoli 622-913 del codice di procedura civile rumeno. Il procedimento di esecuzione forzata rappresenta la seconda tappa della procedura civile e il suo principale obiettivo è garantire l’esercizio effettivo del diritto riconosciuto da una decisione giudiziaria o da altro titolo esecutivo. L’esecuzione forzata rappresenta il procedimento mediante il quale il creditore, titolare di un diritto riconosciuto con decisione giudiziaria/titolo esecutivo, obbliga il debitore, che si rifiuti di adempiere volontariamente alle obbligazioni derivanti da tale titolo, a rispettare queste ultime.

Il codice di procedura civile rumeno contempla un elenco di misure di esecuzione dirette e indirette.

Sono definite forme di esecuzione diretta le misure che incidono sull’oggetto dell’obbligazione contenuta nel titolo esecutivo, in particolare la consegna coatta di beni mobili – articoli 892, 893 e 894 del codice di procedura civile, la consegna coatta di beni immobili – articoli 895-901 del codice di procedura civile e l’esecuzione di un’obbligazione di fare o di non fare – articoli 902-913 (anche con disposizioni particolari riguardanti l’esecuzione delle decisioni giudiziarie relative ai minori, articoli 909-913) del codice di procedura civile e gli articoli 1527 e seguenti del codice civile. Nel caso dell’esecuzione forzata delle obbligazioni di fare, la legge opera una distinzione tra l’obbligazione che può essere adempiuta anche da una persona diversa dal debitore e l’obbligazione intuitu personae.

L’esecuzione indiretta riguarda i mezzi per ottenere la somma di denaro oggetto del titolo esecutivo attraverso la vendita forzata dei beni del debitore. Le forme indirette di esecuzione forzata sono il pignoramento di somme di denaro o il pignoramento (seguito dalla vendita) di beni. Un’altra misura è rappresentata dal pignoramento dei redditi generali degli immobili.

Le obbligazioni suscettibili di esecuzione forzata sono le obbligazioni pecuniarie, il trasferimento di un bene o del suo godimento, l’eliminazione di un edificio/una piantagione/un’opera, la custodia dei minori e la determinazione della loro residenza e del diritto di visita.

2 Quali sono la o le autorità competenti in materia di esecuzione?

In caso di pignoramento di beni immobili/frutti pendenti dalle radici e di esecuzione immobiliare diretta, l’esecuzione delle decisioni giudiziarie e altri titoli esecutivi spetta all’ufficiale giudiziario della circoscrizione della corte d’appello in cui si trova l’immobile. Il pignoramento di beni mobili e l’esecuzione mobiliare diretta sono eseguiti dall’ufficiale giudiziario della circoscrizione della corte d’appello in cui si trova il domicilio/la sede legale del debitore o in cui si trovano i beni; quando il domicilio/la sede legale del debitore si trova all’estero, qualsiasi ufficiale giudiziario è competente.

Il pignoramento è eseguito, su richiesta del creditore, da un ufficiale giudiziario il cui studio è situato nella circoscrizione della corte d’appello in cui si trova il domicilio/la sede legale del debitore o il terzo pignorato. Il pignoramento del conto di una persona fisica o giuridica è di competenza dell’ufficiale giudiziario il cui studio è situato nella circoscrizione della corte d’appello in cui si trova il domicilio/la sede legale del debitore o in cui si trova(no) eventualmente la sede principale/le sedi secondarie dell’istituto di credito presso il quale il debitore ha aperto il conto. Se il debitore dispone di più conti, il pignoramento di tutti i conti è di competenza dell’ufficiale giudiziario del luogo, qualunque esso sia, in cui questi conti sono stati aperti. Il tribunale dell’esecuzione è il tribunale nella cui sfera di competenza si trova il domicilio/la sede legale del debitore nel momento in cui è adito l’organismo di esecuzione. Se il debitore non ha domicilio/sede legale nel paese, è competente il tribunale nella cui circoscrizione si trova il domicilio/la sede legale del creditore o, se quest’ultimo è all’estero, è competente il tribunale nella cui circoscrizione si trova lo studio dell’ufficiale giudiziario incaricato dal creditore.

Il tribunale dell’esecuzione si occupa delle domande di dichiarazione di esecutività, delle impugnazioni relative all’esecuzione e di ogni altro evento sopraggiunto nel corso dell’esecuzione, ad eccezione di quelli che sono di competenza di altre autorità giudiziarie o di altre autorità in conformità alla legge.

L’imposta di bollo sulle domande di dichiarazione di esecutività è pari a 20 RON per ogni titolo esecutivo (ordinanza d’urgenza del governo n. 80/2013 relativa alle imposte di bollo sugli atti giudiziari, come modificata e integrata).

3 Quali sono le condizioni per l’emissione di un titolo esecutivo o per l’esecuzione di un provvedimento giudiziario?

3.1 La procedura

L’esecuzione forzata può essere promossa solo in virtù di una decisione giudiziaria (sentenze definitive, sentenze provvisoriamente esecutive) o di un altro documento che costituisce titolo esecutivo ai sensi di legge (atti pubblici notarili, titoli di debito, sentenze arbitrali, ecc.).

Quando l’ufficiale giudiziario riceve la richiesta di esecuzione presentata dal creditore, ne ordina la registrazione. L’ufficiale giudiziario pronuncia la decisione relativa alla dichiarazione di esecutività senza la citazione delle parti. La dichiarazione di esecutività permette al creditore di chiedere all’ufficiale giudiziario competente di ricorrere, simultaneamente o successivamente, a tutti i mezzi di esecuzione per far esercitare i propri diritti, comprese le spese dell’esecuzione. La dichiarazione di esecutività si applica a tutto il territorio del paese e produce effetti anche sui titoli esecutivi che saranno emessi dall’ufficiale giudiziario nell’ambito del procedimento di esecuzione forzata approvato.

Gli atti processuali possono essere notificati dall’ufficiale giudiziario personalmente o tramite l’agente processuale e, ove ciò non sia possibile, conformemente alle disposizioni legali in materia di citazione a comparire e di notifica degli atti processuali.

Quando l’ufficiale giudiziario riceve la richiesta di esecuzione, con una decisione ne ordina la registrazione e l’apertura del fascicolo dell’esecuzione o, in caso contrario, esprime il suo rifiuto motivato all’apertura del procedimento di esecuzione. La decisione è prontamente notificata al creditore. Se l’ufficiale giudiziario si oppone all’avvio del procedimento di esecuzione, il creditore può presentare una denuncia al tribunale dell’esecuzione entro 15 giorni dalla notifica.

Entro massimo 3 giorni dalla registrazione della domanda, l’ufficiale giudiziario chiede al giudice dell’esecuzione la dichiarazione di esecutività e presenta a quest’ultimo le copie certificate conformi degli originali della domanda del creditore, del titolo esecutivo, della decisione e della prova del pagamento dell’imposta di bollo.

Entro e non oltre 7 giorni dalla registrazione in tribunale della domanda di dichiarazione di esecutività, viene adottata una decisione di procedere a porte chiuse senza la citazione delle parti. La pronuncia può essere differita di massimo 48 ore e la motivazione della sentenza deve essere presentata entro 7 giorni dalla pronuncia.

La dichiarazione di esecutività permette al creditore di chiedere all’ufficiale giudiziario, che ha richiesto la dichiarazione, di ricorrere simultaneamente o successivamente a tutti i mezzi di esecuzione previsti dalla legge per esercitare i propri diritti, comprese le spese dell’esecuzione. La dichiarazione di esecutività si applica a tutto il territorio del paese. Essa produce effetti anche sui titoli esecutivi che saranno emessi dall’ufficiale giudiziario nell’ambito del procedimento di esecuzione forzata approvato.

Il tribunale può dichiarare inammissibile la domanda di dichiarazione di esecutività solo se la richiesta di esecuzione forzata è di competenza di un’autorità di esecuzione diversa da quella adita, se la sentenza o l’eventuale atto non costituisce titolo esecutivo, se l’atto diverso da una decisione giudiziaria non soddisfa tutti i requisiti formali, se il credito non è certo, liquido ed esigibile, se il debitore beneficia di un’immunità di esecuzione, se il titolo prevede disposizioni che non possono essere soddisfatte mediante esecuzione forzata o se esistono altri ostacoli.

La decisione con cui il tribunale dichiara ammissibile la domanda di dichiarazione di esecutività non è appellabile, ma può essere modificata in caso di impugnazione dell’esecuzione. La decisione con cui il tribunale dichiara inammissibile la domanda di dichiarazione di esecutività può essere impugnata solo dal creditore entro 15 giorni dalla sua notifica.

L’ultima parte della dichiarazione di esecutività dovrà contenere la seguente formula esecutiva:

“Il sottoscritto, Presidente della Romania,

conferisce pieni poteri agli ufficiali giudiziari e ordina loro di dare esecuzione al presente titolo (elementi identificativi del titolo esecutivo), oggetto della dichiarazione di esecutività in parola. Ordina a tutti i pubblici ufficiali preposti all’applicazione della legge di sostenere l’attuazione rapida ed effettiva di tutti gli atti di esecuzione e a tutti i pubblici ministeri di insistere sull’esecuzione del titolo esecutivo conformemente alla legge”. (Segue la firma del Presidente e del cancelliere della corte)

L’unione nazionale degli ufficiali giudiziari determina e aggiorna, con il benestare del ministro della Giustizia, la remunerazione minima degli ufficiali giudiziari per i servizi da questi resi. Con ordinanza n. 2550/2006 del 14 novembre 2006 del ministro della Giustizia, come modificata e integrata, la remunerazione minima/massima per le attività esercitate dagli ufficiali è così fissata:

Comunicazione e notifica degli atti processuali 20-400 RON

Esecuzioni dirette

  • sfratti: 150-2 200 RON se il debitore è una persona fisica e 5 200 RON se il debitore è una persona giuridica
  • custodia di minore o determinazione della residenza del minore: 50-1 000 RON
  • visita di minore: 50-500 RON
  • conferimento del possesso, delimitazione dei confini della proprietà, servitù, trasferimenti di beni, ecc.: 60-2 200 RON se il debitore è una persona fisica e 5 200 RON se il debitore è una persona giuridica
  • demolizione di opere o di edifici: 150-2 200 RON se il debitore è una persona fisica e 5 200 RON se il debitore è una persona giuridica

Esecuzioni indirette

remunerazione minima

remunerazione massima

per i crediti inferiori a 50 000 RON, il 10% dell’importo e 75 RON più il 2% dell’importo superiore a 1 000 RON

per i crediti inferiori a 50 000 RON, il 10%

per i crediti inferiori a 50 000 RON e a 80 000 RON, 1 175 RON più il 2% dell’importo superiore a 50 000 RON

per i crediti tra 50 000 e 80 000 RON, 5 000 RON più il 3% massimo dell’importo superiore a 50 000 RON

per i crediti tra 80 000 e 100 000 RON, 1 775 RON più l’1% dell’importo superiore a 80 000 RON

per i crediti tra 80 000 e 100 000 RON, 5 900 RON più il 2% massimo dell’importo superiore a 80 000 RON

per i crediti superiori a 100 000 RON, tra 2 500 RON più l’1% dell’importo superiore a 100 000 RON e 5 500 RON più lo 0,5% massimo dell’importo superiore a 400 000 RON

per i crediti superiori a 100 000 RON, 6 300 RON più l’1% massimo dell’importo superiore a 100 000 RON

Pignoramento

per i crediti inferiori a 50 000 RON, il 10% dell’importo e 75 RON, più il 2% dell’importo superiore a 1 000 RON

per i crediti inferiori a 50 000 RON, il 10%

per i crediti tra 50 000 e 80 000 RON, 1 175 RON più il 2% dell’importo superiore a 50 000 RON

per i crediti tra 50 000 e 80 000 RON, 5 000 RON più il 3% massimo dell’importo superiore a 50 000 RON

per i crediti tra 80 000 e 100 000 RON, 1 775 RON più l’1% dell’importo superiore a 80 000 RON

per i crediti tra 80 000 e 100 000 RON, 5 900 RON più il 2% massimo dell’importo superiore a 80 000 RON

per i crediti superiori a 100 000 RON, 2 500 RON più l’1% dell’importo superiore a 100 000 RON e 5 500 RON più lo 0,5% massimo dell’importo superiore a 400 000 RON

per i crediti superiori a 100 000 RON, 6 300 RON più l’1% massimo dell’importo superiore a 100 000 RON

Rifiuto di pagamento di cambiali, vaglia cambiari o assegni: 150-400 RON

Constatazione di situazioni di fatto e inventario di beni: 100-2 200 RON se il debitore è una persona fisica e 5 200 RON se il debitore è una persona giuridica

Vendita all’incanto del bene oggetto di un’attribuzione giudiziaria: 150-2 200 RON

Sequestro conservativo: 100-1 200 RON se il debitore è una persona fisica e 2 200 RON se il debitore è una persona giuridica

Sequestro giudiziario: 100-1 200 RON se il debitore è una persona fisica e 2 200 RON se il debitore è una persona giuridica

Pignoramento: 100-1 200 RON se il debitore è una persona fisica e 2 200 RON se il debitore è una persona giuridica

Verbale di offerta reale: 50-350 RON

Confisca: 10% del valore realizzato (min) - 10% del valore realizzato (max)

Consulenza legale per la redazione di atti di esecuzione: 20-200 RON

3.2 Le principali condizioni

Cfr. la risposta alla domanda 2.1.

Il creditore e il debitore possono convenire che l’esecuzione forzata si effettui, in tutto o in parte, solo nei confronti delle entrate in denaro del debitore, che la vendita dei beni oggetto del pignoramento sia effettuata previo reciproco consenso o che il pagamento del debito sia eseguito in ogni altro modo previsto dalla legge.

In caso di sentenza pronunciata da un tribunale estero, può essere necessario un procedimento supplementare, ovvero una decisione mediante la quale si riconosca e si ammetta l’esecutività (exequatur).

I redditi e i beni del debitore possono essere oggetto di esecuzione forzata se sono pignorabili, ma solo nella misura necessaria al soddisfacimento dei diritti dei creditori. I beni oggetto di un regime speciale di circolazione possono essere pignorati solo conformemente alle disposizioni di legge.

Per quanto attiene al debitore, esiste una condizione speciale secondo la quale non si può procedere all’esecuzione forzata se il debitore non è stato debitamente citato a comparire. Esistono anche altre disposizioni specifiche relative al debitore, come quelle relative al debitore minorenne o al debitore maggiorenne dichiarato interdetto contro i quali l’azione esecutiva può essere introdotta solo se esiste un tutore o un curatore.

4 Oggetto e natura dei provvedimenti di esecuzione

4.1 Quali tipi di beni possono essere oggetto dell’esecuzione?

Possono essere oggetto di esecuzione i redditi del debitore, compresi i redditi generali derivanti dai beni immobili, le somme depositate su un conto bancario, i beni mobili e immobili, ecc. Cfr. la risposta alla prima domanda.

4.2 Quali sono gli effetti dei provvedimenti di esecuzione?

Una volta individuati i beni mobili del debitore o quelli detenuti da terzi, si procede al pignoramento. Su richiesta dell’ufficiale giudiziario, il pignoramento viene iscritto nel registro del commercio, nell’archivio elettronico dei pegni, nel registro delle successioni tenuto dalla camera dei notai o in altri registri pubblici. Dopo che i beni sono stati pignorati, il debitore non può più disporne per l’intera durata dell’esecuzione, pena l’applicazione di sanzioni pecuniarie se i fatti non costituiscono un’infrazione. In caso di mancato pagamento dell’importo dovuto, l’ufficiale giudiziario procede alla valutazione dei beni pignorati attraverso una vendita all’incanto, una vendita diretta o altre modalità ammesse dalla legge (articoli 730 e seguenti del codice di procedura civile).

Possono essere oggetto di pignoramento somme di denaro, titoli o altri beni mobili immateriali pignorabili che sono dovuti al debitore o detenuti per suo conto da terzi oppure che saranno dovuti da terzi al debitore in futuro, in virtù dei rapporti giuridici esistenti. Non appena la decisione di autorizzazione del pignoramento è notificata al terzo pignorato, tutte le somme e i beni pignorati vengono congelati. Tra l’atto del congelamento dei beni e il pagamento integrale delle obbligazioni previste dal titolo esecutivo, il terzo pignorato non può effettuare nessun altro pagamento od operazione suscettibile di ridurre l’importo dei beni pignorati. Se il terzo pignorato non adempie alle proprie obbligazioni in merito al pignoramento, il creditore istante, il debitore o l’ufficiale giudiziario possono adire il tribunale dell’esecuzione per far convalidare il pignoramento. La decisione definitiva di convalida comporta la cessione del credito e costituisce titolo esecutivo nei confronti del terzo pignorato. Ad avvenuta convalida del pignoramento, il terzo pignorato procede alla registrazione o al pagamento nel limite dell’importo espressamente stabilito dalla decisione di convalida. In caso di inosservanza delle obbligazioni suindicate, viene avviata l’esecuzione forzata nei confronti del terzo pignorato in virtù della decisione di convalida (articoli 780 e seguenti del codice di procedura civile).

Per quanto riguarda l’esecuzione forzata dei beni immobili, se il debitore non paga il debito, l’ufficiale giudiziario avvia la procedura di vendita dopo aver notificato la dichiarazione di esecutività e dopo averla registrata nel registro immobiliare (articoli 812 e seguenti del codice di procedura civile).

4.3 Qual è la validità di tali provvedimenti?

Questi provvedimenti giungono a scadenza dopo 6 mesi dalla data di esecuzione di qualsiasi atto esecutivo (articoli 696 e seguenti del codice di procedura civile) se il creditore ha lasciato trascorrere questo periodo senza intraprendere altre azioni di pignoramento.

Si prescrivono dopo 3 anni (articoli 705 e seguenti del codice di procedura civile).

5 Vi è possibilità di appello contro la decisione che emette questo tipo di provvedimenti?

L’impugnazione può essere proposta nei confronti degli atti di esecuzione veri e propri nonché nei confronti del titolo esecutivo per chiarire l’interpretazione, la portata o il campo di applicazione di quest’ultimo. Se l’esecuzione forzata viene intrapresa in virtù di una decisione giudiziaria, il debitore non può contestarla invocando motivi di fatto/di diritto che avrebbe potuto opporre durante il giudizio di primo grado o impugnando la decisione. La stessa parte non può promuovere una nuova impugnazione per motivi esistenti al momento della prima impugnazione.

Il tribunale competente è il tribunale dell’esecuzione oppure, qualora si tratti di chiarire l’interpretazione, la portata o il campo di applicazione del titolo esecutivo, il tribunale che ha emesso la sentenza da eseguire.

L’impugnazione può essere proposta nel termine di 15 giorni a decorrere dal giorno in cui:

  • il ricorrente ha avuto notizia dell’atto di esecuzione;
  • l’interessato ha ricevuto la comunicazione relativa alla realizzazione del pignoramento;
  • il debitore ha ricevuto l’ingiunzione oppure ha avuto notizia del primo atto di esecuzione.

Le impugnazioni relative all’interpretazione, alla portata o al campo di applicazione del titolo esecutivo possono essere promosse in qualsiasi momento entro il termine di prescrizione per richiedere l’esecuzione forzata. L’impugnazione con la quale un terzo intende far valere un diritto di proprietà o un altro diritto reale sul bene pignorato può essere presentata entro 15 giorni dalla realizzazione della vendita o della consegna forzata del bene. La mancata introduzione dell’impugnazione nel termine previsto non pregiudica il terzo dall’esercitare i suoi diritti mediante una richiesta separata.

Se l’impugnazione è dichiarata ammissibile, il giudice, a seconda dei casi, annulla l’atto di esecuzione contestato o ne dispone la correzione, dispone l’annullamento o la cessazione dell’esecuzione stessa oppure dispone l’annullamento o la chiarificazione del titolo esecutivo o la realizzazione dell’atto di esecuzione di cui è stato rifiutato il compimento. In caso di rigetto dell’impugnazione, il ricorrente può essere obbligato a pagare un indennizzo per i danni causati dal rinvio dell’esecuzione e, qualora l’impugnazione sia stata proposta in malafede, dovrà pagare anche una sanzione pecuniaria.

6 Esistono limiti all'esecuzione, in particolare legati alla protezione del debitore o alla prescrizione?

Esistono determinati beni e proprietà che non possono costituire oggetto di misure di esecuzione. Per quanto attiene ai beni mobili, sono esenti dall’esecuzione forzata i beni destinati ad uso personale o domestico indispensabili alla vita quotidiana del debitore e della sua famiglia, le cose sacre; gli oggetti indispensabili alle persone disabili e quelli destinati alla cura dei malati; gli alimenti necessari al debitore e alla sua famiglia per tre mesi e, ove il debitore lavori esclusivamente nel settore dell'agricoltura, gli alimenti necessari fino al nuovo raccolto, gli animali destinati a ottenere mezzi di sussistenza e il cibo necessario a questi animali fino al nuovo raccolto; il combustibile necessario al debitore e alla sua famiglia per i tre mesi invernali; le lettere, le fotografie e i dipinti personali o familiari, ecc.

Inoltre la retribuzione o la pensione del debitore possono essere pignorati solo fino a concorrenza della metà della retribuzione mensile netta, per quanto riguarda le somme dovute a titolo di obbligazioni alimentari, e fino a concorrenza di un terzo della retribuzione mensile netta per le altre obbligazioni.

I redditi da attività professionale o i pagamenti effettuati a intervalli regolari a favore del debitore per garantirne i mezzi di sussistenza, ove inferiori alla retribuzione minima netta, possono essere oggetto di pignoramento solo sulla parte eccedente la metà di tale somma.

È esclusa dall’esecuzione una categoria di redditi comprendente: assegni statali e familiari, aiuti per l’assistenza ai figli malati, assegni di maternità, assegni in caso di morte, borse di studio concesse dallo Stato, assegni giornalieri, ecc.

Cfr. anche la risposta alla domanda 4.3.

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Ultimo aggiornamento: 24/08/2017