4 – I miei diritti dopo il processo

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Posso presentare ricorso?

In caso di reati minori, potete presentare ricorso contro alcune sentenze del tribunale di polizia e dei tribunali circoscrizionali, entro 10 giorni dalla loro emissione, presso la Chambre des appels correctionnels (Corte d’appello, sezione penale).

In caso di délits, potete presentare ricorso contro le sentenze del tribunal correctionnel entro 10 giorni dalla loro emissione, presso la Chambre des appels correctionnels (Corte d’appello, sezione penale).

In caso di reati gravi, potete presentare ricorso contro la condanna della Cour d’Assises presso un’altra Cour d’Assises entro 10 giorni dall’emissione della sentenza.

Potete presentare ricorso contro la decisione relativa al procedimento penale (condanna) o contro la decisione relativa all’azione civile (danni e interessi riconosciuti alla vittima).

Potete inoltre impugnare le sentenze sui ricorsi di grado superiore e le sentenze di ultimo grado presso la sezione penale della Corte di cassazione contro entro cinque giorni dalla data di emissione della decisione contestata.

La Corte di cassazione, in quanto organo giurisdizionale supremo, si pronuncerà entro i termini previsti sull’ammissibilità del ricorso; se il ricorso viene giudicato ammissibile, la Corte di cassazione può pronunciarsi solo sull’applicazione del diritto e non prende pertanto alcuna decisione nel merito della causa.

L’atto di ricorso deve essere depositato presso la cancelleria del tribunale che ha emesso la sentenza impugnata o consegnato al responsabile dell’istituto penitenziario qualora siate detenuti.

In ogni caso dovete tassativamente firmare tale atto.

Cosa succede se presento ricorso?

Fino alla scadenza dei termini per il ricorso in appello e durante il procedimento dinanzi alla Corte d’appello, o fino alla scadenza dei termini per il ricorso per cassazione e durante il procedimento presso la Corte di cassazione, l’esecuzione della sentenza impugnata viene di norma sospesa.

Tuttavia, se siete stati condannati a una pena privativa della libertà e quindi siete stati posti in detenzione, il ricorso contro la decisione impugnata non pone fine alla reclusione nell’attesa di una nuova sentenza.

Una volta che l’atto di ricorso viene registrato dal tribunale competente, l’udienza deve tenersi entro tempi “ragionevoli”.

Che cosa succede all’udienza dinanzi al giudice d’appello o in cassazione?

Dato che il procedimento penale si tiene oralmente, avete la possibilità di raccogliere e presentare nuovi elementi di prova durante il ricorso, che saranno oggetto di contraddittorio.

Nella sua decisione, la Chambre des appels correctionnels o la Cour d’Assises possono confermare o annullare la sentenza impugnata.

Solo in determinati casi, in particolare quando il pubblico ministero ha presentato un ricorso principale o ha impugnato la sentenza per motivi di diritto, in appello la pena può essere aggravata rispetto alla sentenza iniziale e possono aumentare i danni e gli interessi richiesti dalla parte civile (persona offesa dal reato).

La Corte di cassazione, che si pronuncia sull’applicazione del diritto, può annullare la sentenza impugnata con o senza rinvio delle parti dinanzi alla Corte d’appello.

La decisione giudiziaria diventa definitiva solo alla scadenza dei termini previsti per l’esercizio del ricorso.

Se al termine del ricorso presentato contro la condanna iniziale venite prosciolti o assolti tramite sentenza definitiva della Corte d’appello, in determinate condizioni potete presentare domanda di risarcimento per le perdite materiali e le sofferenze subite a causa della reclusione “arbitraria”.

Sarete informati in merito al vostro diritto di ottenere il risarcimento tramite notifica della sentenza di proscioglimento o di assoluzione.

Disporrete poi di sei mesi dalla notifica del proscioglimento o dell’assoluzione per presentare la domanda al primo presidente della Corte d’appello del luogo in cui è stata emessa la sentenza.

Quest’ultimo si pronuncerà sulla domanda di risarcimento con una decisione motivata, emessa a seguito di un’udienza pubblica durante la quale potete chiedere di essere sentiti personalmente o tramite il vostro avvocato.

La decisione del primo presidente della Corte d’appello può essere oggetto di ricorso presso la Commission Nationale de réparation des détentions (CNR – un organo nazionale che si occupa delle domande di risarcimento per reclusione ingiusta) entro 10 giorni dalla sua notifica.

La CNR decide in piena sovranità e le sue decisioni non sono appellabili.

Il risarcimento riconosciuto è a carico dallo Stato.

Quali informazioni sono contenute nel certificato penale?

Se al termine del ricorso presentato alla Corte d’appello o alla Corte di cassazione vi viene definitivamente comminata una pena, la condanna verrà registrata sul vostro certificato penale a cura dall’amministrazione giudiziaria del vostro paese di origine.

Sono cittadino di uno Stato membro. Posso esservi rimandato dopo il processo?

In conformità della Convenzione sul trasferimento delle persone condannate del 21 marzo 1983, il trasferimento al paese di origine può essere richiesto da quest’ultimo o dalla Francia, lo Stato che emette la sentenza.

Tuttavia, l’attuazione del trasferimento richiede il vostro consenso informato, libero e preventivo, ovvero dovete essere pienamente e precisamente informati delle conseguenze del trasferimento.

Inoltre, potete chiedere su vostra iniziativa il trasferimento volontario al vostro paese d’origine. La richiesta è accolta se sono soddisfatte determinate condizioni.

In caso di condanna, posso essere nuovamente giudicato per gli stessi fatti?

In conformità del principio del ne bis in idem, su cui si fonda il diritto penale francese, se siete stati giudicati e condannati con sentenza definitiva in un altro Stato membro, non potete essere incriminati o condannati per gli stessi fatti in un altro Stato membro.


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Ultimo aggiornamento: 30/01/2017