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Informazioni generali - Bulgaria

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Il nuovo testo è stato già tradotto nelle lingue seguenti: bulgaro.

INDICE

 

Questa scheda è stata preparata in cooperazione con il Il link si apre in una nuova finestraConsiglio del notariato dell'UE (CNUE).

 

1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

Chiunque abbia compiuto diciotto anni e sia sano di mente può disporre a causa di morte del proprio patrimonio mediante testamento. Il testatore può disporre del suo intero patrimonio. Il testamento può essere olografo (interamente manoscritto e firmato dal testatore) oppure notarile, ossia redatto da un notaio alla presenza di due testimoni.

Il testamento olografo deve essere interamente scritto a mano, datato e firmato dal testatore. La firma deve essere apposta sotto le istruzioni dispositive. Il testamento può essere consegnato in busta sigillata a un notaio affinché lo custodisca. In tal caso, il notaio deve apporre sulla busta una dichiarazione di custodia. Tale dichiarazione viene firmata dal testatore e dal notaio ed iscritta in un apposito registro.

Il testamento notarile è redatto dal notaio alla presenza di due testimoni.

Il testatore dichiara oralmente le proprie volontà dinanzi al notaio, il quale trascrive le dichiarazioni e successivamente le rilegge al testatore alla presenza dei testimoni. Il notaio fa menzione nel testamento dell'espletamento di tali formalità, indicando il luogo e la data in cui esso è stato redatto. Il testamento viene quindi firmato dal testatore, dai testimoni e dal notaio. Ai fini della formazione del testamento notarile il notaio si attiene all'articolo 578, paragrafi 1 e 2, del codice di procedura civile.

Se il testatore non può firmare il testamento, deve dichiararne i motivi e il notaio fa menzione di tale dichiarazione prima di procedere alla lettura del testamento.

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

In seguito alle modifiche introdotte il 1° gennaio 2001 nel regolamento in materia di registrazione, le copie dei testamenti pubblici che dispongono di beni immobili o diritti immobiliari devono essere registrate.

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

Il coniuge superstite e i figli o, in mancanza di discendenti, i genitori del de cuius hanno diritto a una quota di legittima. Se il testatore lascia discendenti, genitori superstiti o un coniuge, non può effettuare disposizioni o donazioni tali da pregiudicare la loro quota di legittima. Il valore complessivo delle quote di legittima di tutti i beneficiari può ammontare a cinque sesti del patrimonio se il de cuius lascia un coniuge e due o più figli. La parte residua del patrimonio è la quota di cui il testatore può disporre.

In mancanza di un coniuge superstite, i discendenti (compresi i figli adottivi) hanno diritto alle seguenti quote di legittima: metà del patrimonio del de cuius, se vi sono un solo figlio o i suoi discendenti, e due terzi di tale patrimonio, se vi sono due o più figli o i loro discendenti.

Se vi sono discendenti e un coniuge superstite, la quota di legittima del coniuge è pari alla quota di legittima di ciascun figlio. In tal caso, la quota disponibile ammonta a un terzo del patrimonio se vi è un solo figlio, a un quarto se vi sono due figli e a un sesto se vi sono tre o più figli.

Se il testatore non lascia discendenti, la quota di legittima del coniuge è pari alla metà se questi è l'unico erede o ad un terzo se vi sono genitori superstiti.

La quota di legittima del genitore o dei genitori superstiti è pari a un terzo.

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

Nella successione intestata si applicano i seguenti principi, in funzione del caso specifico.

  • Se il de cuius non era coniugato e non aveva figli, i genitori superstiti ne ereditano il patrimonio in parti uguali (articolo 6 della legge sulle successioni; di seguito la "ZN"). Se il de cuius lascia solo ascendenti di terzo grado o oltre, quelli più prossimi ereditano in parti uguali (articolo 7 della ZN). Se vi sono solo fratelli o sorelle superstiti, ereditano in parti uguali (articolo 8, paragrafo 1, della ZN). Se vi sono fratelli o sorelle e ascendenti di terzo grado o oltre, i primi ricevono due terzi del patrimonio e i secondi un terzo (articolo 8, paragrafo 2, della ZN).
  • Se il de cuius non era coniugato ma vi sono figli superstiti, questi ultimi ereditano in parti uguali (articolo 5, paragrafo 1, della ZN). La quota di un figlio premorto si devolve ai suoi discendenti per ordine di successione (rappresentazione).
  • Se il de cuius lascia un coniuge ma non dei figli, ascendenti, fratelli o sorelle o loro discendenti, il coniuge eredita l'intero patrimonio (articolo 9 della ZN).

Se il coniuge eredita insieme agli ascendenti o ai fratelli e alle sorelle del de cuius, o loro discendenti, ha diritto a metà del patrimonio se la successione viene aperta meno di dieci anni dopo il matrimonio. In caso contrario, il coniuge riceve due terzi del patrimonio. Se il coniuge eredita insieme agli ascendenti e ai fratelli e alle sorelle del de cuius o loro discendenti, il coniuge ha diritto a un terzo del patrimonio nel primo caso e a due terzi nel secondo.

  • Se il de cuius lascia un coniuge e dei figli, l'uno e gli altri ereditano in parti uguali (articolo 9, paragrafo 1, della ZN).

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

Non esiste una procedura specifica per l'accettazione dell'eredità da parte di un erede.

Chiunque detenga un testamento olografo deve chiederne la pubblicazione a un notaio non appena venga a conoscenza del decesso del testatore.

Qualsiasi interessato può chiedere al giudice distrettuale del luogo in cui è stata aperta la successione di fissare un termine entro il quale il testamento deve essere presentato a un notaio ai fini della pubblicazione.

Il notaio pubblica il testamento redigendo una dichiarazione in cui descrive lo stato del testamento e fa menzione della sua apertura. Tale dichiarazione viene sottoscritta dalla persona che ha presentato il testamento e dal notaio. I fogli sui quali è stato scritto il testamento vengono allegati alla dichiarazione e i soggetti sopra indicati appongono le loro firme su ciascuna pagina.

Se il testamento era stato consegnato in custodia a un notaio (articolo 25, paragrafo 2, della ZN), quest'ultimo provvede d'ufficio agli adempimenti di cui sopra.

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

L'eredità si acquista con l'accettazione. Quest'ultima produce effetti all'apertura della successione.

L'accettazione può essere esplicitata presentando un'istanza scritta al giudice distrettuale del luogo in cui è stata aperta la successione. In tal caso, l'atto di accettazione viene iscritto in un apposito registro.

Si ritiene che l'accettazione sia stata esplicitata anche nel caso in cui l'erede compia un atto dal quale risulti chiaramente la sua volontà di accettare la successione, oppure occulti beni ereditari. In quest'ultimo caso, l'erede perde il diritto alla sua quota dei beni occultati.

Il giudice distrettuale, su richiesta di qualsiasi interessato, dopo avere convocato la persona avente diritto all'eredità, fissa un termine entro il quale tale persona deve accettare la successione o rinunciarvi. Se l'erede è stato convenuto in giudizio, il suddetto termine è fissato dal giudice adito.

Se l'erede non risponde entro il termine stabilito, decade dal diritto di accettare la successione.

La dichiarazione di accettazione viene iscritta in un apposito registro presso il tribunale.

La rinuncia alla successione è soggetta alla medesima procedura e viene registrata con le stesse modalità.

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

Si applica la procedura di accettazione o rinuncia.

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Non esiste una procedura specifica per l'accettazione o la rinuncia a una quota di legittima. Un erede avente diritto a una quota di legittima che non possa percepirla interamente a causa di legati o donazioni può chiedere al giudice di ridurre tali legati o donazioni nella misura necessaria per reintegrare la quota di legittima, previo recupero dei legati e delle donazioni disposti a favore dell'erede interessato, ad esclusione delle donazioni ordinarie.

Se un erede la cui quota sia stata lesa rivendica diritti di successione nei confronti di persone che non sono eredi legittimi, deve accettare l'eredità sulla base di un inventario dei beni ereditari.

Per stabilire la quota di cui il testatore può disporre e l'entità delle quote di legittima degli eredi, tutti i beni appartenenti al testatore al momento del decesso vengono conferiti nell'asse ereditario previa deduzione dei debiti e degli eventuali accrescimenti dell'eredità ai sensi dell'articolo 12, paragrafo 2, della legge sulle successioni. Vengono quindi sommate le donazioni, ad eccezione delle donazioni ordinarie, in funzione della loro qualità al momento in cui sono state effettuate e del loro valore al momento dell'apertura della successione, nel caso degli immobili, o al momento in cui sono state effettuate, nel caso dei beni mobili.

I lasciti testamentari vengono ridotti pro rata senza distinzione tra eredi e legatari, salvo che il testatore abbia disposto diversamente.

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

Di norma si procede allo scioglimento di un patrimonio mediante divisione giudiziale o volontaria. Ogni comproprietario ha diritto alla divisione, a prescindere dall'entità della sua quota.

La divisione volontaria presuppone il consenso di tutti i comproprietari e riveste la forma di un contratto. Ai sensi dell'articolo 35, paragrafo 1, della legge sulla proprietà, la divisione volontaria dei beni mobili di valore superiore a 50 BGN e dei beni immobili deve essere effettuata per iscritto e le firme devono essere autenticate da un notaio. Nel caso della divisione volontaria, la quota nozionale di ogni comproprietario si converte in un diritto separato e autonomo di proprietà su una quota effettiva del bene comune.

La divisione giudiziale si svolge secondo un procedimento speciale disciplinato dagli articoli 341 e seguenti del codice di procedura civile. La domanda di divisione del patrimonio non è soggetta a termini. Tale procedimento speciale comprende due fasi.

La prima fase verte sull'ammissibilità della divisione.

Il coerede che chiede la divisione presenta una domanda scritta al tribunale distrettuale, allegando:

1. il certificato di morte del de cuius e un certificato di successione;

2. un certificato o altra prova scritta concernente il patrimonio ereditario;

3. copie della domanda e dei relativi allegati per gli altri coeredi.

Alla prima udienza, ogni altro coerede può presentare una domanda scritta diretta a far includere altri beni nell'asse ereditario. Sempre alla prima udienza, qualsiasi coerede può contestare il diritto di un altro coerede a partecipare alla divisione o l'entità della sua quota, o l'inclusione di determinati beni nell'asse ereditario.

Nel procedimento di divisione il giudice dirime le controversie concernenti la discendenza, le adozioni, i testamenti, l'autenticità delle prove scritte o le domande dirette alla riduzione dell'importo delle disposizioni o donazioni testamentarie.

La prima fase si conclude con una decisione sull'ammissibilità della divisione. Il giudice stabilisce quali beni debbano essere divisi e tra quali persone, nonché la quota di ciascun coerede. Nel pronunciarsi sull'ammissibilità della divisione di un bene mobile, il giudice stabilisce anche quale partecipante alla divisione debba avere il possesso del bene.

Nella medesima decisione o successivamente, se uno o più eredi non utilizzano il patrimonio ereditario conformemente ai loro diritti successori, il giudice può stabilire, su domanda di un erede, quali eredi possano utilizzare i beni ereditari in attesa del completamento della divisione e quali somme gli utilizzatori debbano corrispondere agli altri eredi per tale utilizzo.

La seconda fase consiste nella divisione in senso stretto. Si definiscono le quote e i beni vengono assegnati in via esclusiva ai singoli partecipanti. Ciò ha luogo attraverso l'elaborazione di un progetto di divisione e un'estrazione a sorte. Il giudice redige un progetto di divisione in base al parere di un perito, conformemente alla legge sulle successioni. Convoca poi le parti per esporre loro il progetto e ascoltare le loro obiezioni. Successivamente redige il piano definitivo di divisione e lo adotta con sentenza. Una volta divenuta esecutiva la decisione sulla divisione, il giudice convoca le parti per il sorteggio. Il giudice può dividere i beni ereditari tra le parti della divisione senza procedere al sorteggio se la determinazione delle quote e l'estrazione a sorte risultano impossibili o eccessivamente onerose.

Se un bene è indivisibile e non può essere assegnato a una quota, il tribunale ne dispone la vendita al pubblico incanto, a cui le parti della divisione possono presentare offerte.

Se il bene indivisibile è una casa che rientrava nel patrimonio coniugale delle parti di un matrimonio cessato alla morte di uno dei coniugi o a seguito di divorzio, e il coniuge superstite o l'ex-coniuge che esercita la potestà sui figli nati dal matrimonio non dispone di un'abitazione propria, il giudice può, su richiesta di detto coniuge o ex-coniuge, considerare la suddetta casa come una quota, compensando le quote degli altri partecipanti alla divisione con altri beni o somme di denaro.

Se il bene indivisibile è una casa, ogni partecipante alla divisione che vi abiti al momento dell'apertura della successione e non abbia un'abitazione propria può chiedere che tale bene sia assegnato alla sua quota e che le quote degli altri partecipanti siano compensate con altri beni o somme di denaro. Se più partecipanti alla divisione soddisfano tali requisiti e rivendicano il bene, viene data priorità al partecipante che offre il prezzo maggiore.

La domanda di assegnazione deve essere presentata entro la prima udienza dopo il passaggio in giudicato della decisione giudiziaria che dichiara l'ammissibilità della ripartizione. Il bene viene valutato al suo valore attuale.

In caso di compensazione in denaro, il capitale e gli interessi legali devono essere pagati entro sei mesi dalla data in cui è divenuta esecutiva la decisione di assegnazione.

Il partecipante alla divisione che ha ricevuto un bene assegnato alla sua quota ne diviene proprietario, previo pagamento entro il termine prescritto della compensazione pecuniaria con gli interessi legali. In caso di mancato pagamento entro il termine, la decisione di assegnazione diviene nulla ipso iure e il bene viene posto in vendita al pubblico incanto. Il bene può essere assegnato senza vendita all'incanto a un altro partecipante alla divisione che soddisfi i requisiti e ne abbia chiesto l'assegnazione entro il termine prescritto, purché detto partecipante ne paghi immediatamente il prezzo stimato previa deduzione del valore della sua quota. I proventi vengono ripartiti pro rata tra gli altri partecipanti alla divisione.

È possibile porre termine al procedimento di divisione giudiziale e provvedere alla liquidazione del patrimonio ereditario mediante un accordo tra le parti omologato dal tribunale.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

Si diventa erede o legatario nel momento in cui si accetta la successione. Prima di accettare, la persona avente diritto ad ereditare può amministrare il patrimonio ed esercitare azioni possessorie per tutelarlo.

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

Ogni erede o legatario, acquisendo la sua quota (indivisa) del patrimonio del de cuius, acquista una quota nozionale delle attività e passività dell'asse ereditario.

Gli eredi che hanno accettato la successione rispondono dei debiti gravanti sul patrimonio ereditario in misura proporzionale alla loro quota.

L'erede che abbia accettato la successione con beneficio di inventario risponde dei debiti ereditari solo nei limiti del patrimonio ricevuto.

La dichiarazione di accettazione della successione con beneficio di inventario deve essere presentata per iscritto al giudice distrettuale entro tre mesi dalla data in cui l'erede ha avuto conoscenza dell'apertura della successione. Il giudice distrettuale può prorogare tale termine per un massimo di tre mesi. L'atto di accettazione viene iscritto in un apposito registro presso il tribunale.

Le persone legalmente incapaci e le organizzazioni governative o non governative possono accettare un'eredità esclusivamente con beneficio di inventario.

Se un erede accetta la successione con beneficio di inventario, gli altri eredi possono trarne vantaggio, senza pregiudizio per il loro diritto di accettare la successione o di rinunciarvi.

L'inventario è redatto conformemente al codice di procedura civile.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

Le copie dei testamenti pubblici che dispongono di beni immobili o diritti immobiliari devono essere registrate. Nel caso delle successioni universali, l'esistenza di un immobile nel distretto giudiziario di pertinenza viene attestato con una dichiarazione, recante la firma del beneficiario autenticata da notaio, che identifica gli immobili ubicati in tale distretto dei quali il beneficiario è a conoscenza. La dichiarazione deve essere presentata, unitamente al testamento, al giudice competente per la registrazione del distretto in cui si trova l'immobile.

Il giudice della registrazione dà istruzioni all'ufficio competente del luogo in cui è ubicato l'immobile affinché ne effettui la registrazione collocando gli atti pertinenti nei registri accessibili al pubblico.

Alla domanda di registrazione devono essere allegate due copie autenticate da notaio del testamento che dispone degli immobili o dei diritti immobiliari.

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

Non è obbligatorio nominare un amministratore. Il testatore può designare come amministratori una o più persone legalmente capaci di agire.

Su richiesta di qualsiasi interessato, il tribunale distrettuale competente in relazione al luogo in cui è stata aperta la successione può fissare un termine entro il quale la persona designata può accettare l'incarico. Se, alla scadenza del termine, detta persona non ha accettato l'incarico, si presume che l'abbia rifiutato.

Il giudice distrettuale può revocare l'amministratore qualora il medesimo perda la capacità giuridica oppure agisca negligentemente o in modo incompatibile con la fiducia che gli è stata accordata.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

Si veda la risposta alla domanda precedente.

Se il de cuius non ha lasciato testamento o non ha designato un esecutore testamentario, ogni avente diritto ad ereditare può amministrare i beni ed esercitare azioni possessorie per tutelarli nelle more dell'accettazione dell'eredità.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

L'amministratore deve redigere un inventario dei beni invitando gli eredi e i legatari a partecipare.

L'amministratore prende possesso del patrimonio ereditario e lo gestisce nella misura necessaria per dare esecuzione alle disposizioni testamentarie.

L'amministratore non può cedere beni, salvo che sia necessario e consentito dal tribunale distrettuale, che statuisce al riguardo dopo avere sentito gli eredi.

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

Se il de cuius ha lasciato un testamento olografo, il notaio lo pubblica, redigendo una dichiarazione in cui descrive lo stato del testamento e fa menzione della sua apertura.

Lo status di erede legittimo è attestato da un certificato di successione rilasciato dal sindaco del comune dell'ultima residenza permanente del de cuius. I certificati di successione vengono rilasciati solo in relazione a persone iscritte all'anagrafe alla data del decesso per le quali sia stato redatto un certificato di morte.

Il certificato di successione viene rilasciato conformemente all'articolo 24, paragrafo 2, della legge sulle registrazioni civili e all'articolo 9 del regolamento sul rilascio di certificati in base al registro anagrafico. Detto certificato è rilasciato agli eredi legittimi o ai loro rappresentanti, oppure a terzi che lo richiedano per poter esercitare legittimi poteri o che siano espressamente autorizzati con procura notarile.

Ai fini del rilascio del certificato occorrono:

–          una domanda redatta sul modulo del centro informazioni del registro civile (GRAO), indicante le generalità degli eredi del de cuius, che deve essere presentata dall'erede o da una persona da questi autorizzata;

–          una copia del certificato di morte (se rilasciato da un comune diverso);

–          il documento di identità del richiedente;

–          una procura notarile, se la domanda è presentata da un rappresentante autorizzato.


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Ultimo aggiornamento: 11/12/2015