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Successioni - Estonia

La versione originale in lingua estone di questa pagina è stata modificata di recente. La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.

INDICE

 

Questa scheda è stata preparata in cooperazione con il Il link si apre in una nuova finestraConsiglio del notariato dell'UE (CNUE).

 

1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

Un testatore può redigere atti di disposizione dei beni per l'eventualità della sua morte mediante testamento o patto successorio. Il testamento può essere notarile oppure olografo. Il testatore può revocare il testamento o una parte di esso in ogni momento mediante un testamento o un patto successorio successivo. Ciò non vale nel caso del testamento reciproco dei coniugi, dal momento che disposizioni specifiche disciplinano la modifica e la revoca di tali testamenti.

Testamento notarile

Il testamento notarile è un testamento redatto mediante atto notarile o un testamento che è stato preparato dal testatore ed è stato poi depositato presso un notaio in busta sigillata per essere da questi conservato.

Nel caso del testamento notarile, un notaio redige in forma notarile un testamento da questi predisposto sulla base delle indicazioni del testatore oppure il testatore prepara il testamento e lo sottopone al notaio per l'autenticazione. Il testamento notarile deve essere sottoscritto dal testatore alla presenza del notaio.

Un testamento può essere redatto mediante atto notarile anche da un ragazzo di età pari almeno a 15 anni. Il testatore, seppur così giovane, non necessita del consenso del suo legale rappresentante.

Nel caso del testamento depositato presso un notaio affinché questi lo conservi, il testatore consegna personalmente al notaio il suo testamento in una busta sigillata dichiarando al notaio che si tratta delle sue volontà mortis causa. In tale ipotesi, il notaio redige un atto in forma notarile indicante il fatto che il testamento è stato depositato e l'atto in parola è sottoscritto dal testatore e dal notaio. Il testatore può ritirare in qualsiasi momento il testamento depositato presso un notaio. In tale eventualità, il notaio redige un atto notarile indicante che il testamento è stato ritirato e l'atto è firmato dal testatore e dal notaio.

La validità dei testamenti notarili non è soggetta a limiti temporali; essi restano quindi validi finché non sono modificati o revocati.

Testamenti olografi

I testamenti olografi sono firmati in presenza di testimoni oppure senza testimoni.

Il testo di un testamento olografo sottoscritto dinanzi a testimoni non deve essere stato preparato dal testatore (e non deve neppure essere redatto a mano), ma deve essere firmato in presenza di almeno due testimoni capaci di agire e deve contenere indicazione della data e dell'anno in cui è stato redatto. I testimoni devono essere presenti alla firma contemporaneamente. Il testatore deve comunicare ai testimoni che essi sono stati chiamati in qualità di testimoni della redazione di un testamento e che il testamento contiene le sue volontà mortis causa. I testimoni non sono tenuti ad essere a conoscenza del contenuto del testamento. I testimoni firmano il testamento subito dopo che il testatore stesso l'ha sottoscritto. I testimoni confermano con la loro rispettiva firma che il testatore ha, a sua volta, firmato il testamento e che, al meglio della loro comprensione, il testatore ha capacità di agire e di testare. Una persona non può fungere da testimone se i suoi ascendenti o i suoi discendenti, i fratelli o sorelle e i loro discendenti, il suo coniuge o gli ascendenti o discendenti di quest'ultimo sono indicati come beneficiari nel testamento.

Un testamento olografo deve essere redatto dal testatore di proprio pugno, dall'inizio alla fine (non può essere scritto a macchina, stampato o preparato meccanicamente in altro modo) e deve contenere l'indicazione della data e dell'anno in cui il testamento è stato redatto. Il testamento olografo deve essere firmato personalmente dal testatore.

Il testatore può tenere presso di sé il testamento olografo o consegnarlo a un'altra persona affinché lo conservi.

Un testamento olografo perde validità dopo sei mesi dalla sua redazione se il testatore è ancora in vita. Il testamento olografo è nullo se non contiene indicazione della data o dell'anno in cui è stato redatto e non è possibile stabilirli in altro modo.

Testamento reciproco dei coniugi

Un testamento reciproco dei coniugi è un testamento redatto congiuntamente dai coniugi nel quale ciascuno di essi nomina l'altro quale proprio erede o dispone dei propri beni in caso della loro morte.

Nel testamento reciproco tra coniugi in cui ciascuno indica l'altro come suo unico erede, i coniugi possono indicare a chi dovranno essere trasferite le quote di proprietà del coniuge sopravvissuto dopo la morte.

Il testamento reciproco tra coniugi deve essere redatto con atto notarile. Il notaio predispone il suddetto tipo di testamento in linea con le indicazioni testamentarie dei coniugi, che lo sottoscrivono alla presenza del notaio.

Una disposizione contenuta in un testamento reciproco tra coniugi può essere revocata da uno di essi fintantoché entrambi sono in vita. Un testamento con cui è revocata una suddetta disposizione deve essere redatto in forma notarile. La disposizione si considera revocata quando l'atro coniuge ha ricevuto una comunicazione, inviata mediante procedura notarile, relativa alla suddetta revoca. Dopo la morte di uno dei coniugi, il coniuge superstite può revocare le proprie disposizioni solo se rinuncia alla quota di patrimonio che gli è stata devoluta sulla base del testamento reciproco.

Un testamento reciproco tra coniugi diviene nullo se il matrimonio è sciolto prima della morte del testatore. Esso diviene nullo anche se il testatore, prima di morire, aveva presentato domanda giudiziale di divorzio, aveva dato il suo consenso scritto al divorzio o aveva titolo per chiedere l'annullamento del matrimonio e aveva presentato una domanda giudiziale in tal senso.

Patti successori

Un patto successorio è un accordo tra il testatore e un'altra persona con cui il testatore nomina la controparte o un terzo quale proprio erede e specifica un legato, degli obblighi testamentari o delle istruzioni testamentarie. Il testatore può anche stipulare un patto successorio con il suo erede legittimo che preveda la rinuncia da parte di quest'ultimo all'eredità.

Un accordo successorio può anche contenere disposizioni unilaterali previste dal testatore; in tal caso, le clausole contenute nel testamento saranno applicate alle disposizioni.

I patti successori devono essere predisposti da un notaio e redatti mediante atto notarile. Essi sono sottoscritti alla presenza del notaio.

Il patto successorio o una disposizione ivi contenuta possono essere cancellati o revocati, quando le parti sono ancora in vita, mediante un accordo redatto in forma notarile concluso tra le persone coinvolte o mediante un nuovo patto successorio.

Inoltre, è possibile recedere dal patto successorio. Il testatore può recedere dal patto successorio se tale diritto gli è stato riconosciuto nel patto stesso. Il recesso è possibile inoltre anche quando il beneficiario ha commesso un reato contro il testatore, il suo coniuge, un suo ascendente o discendente o se la controparte viola consapevolmente il suo obbligo di legge a fornire un contributo di mantenimento al testatore. Il testatore può inoltre recedere quando una parte del patto successorio che è tenuta a rendere obbligazioni ripetitive a favore del testatore durante la sua vita – primo fra tutti, il versamento di un contributo di mantenimento – violi intenzionalmente e in modo rilevante tale obbligo. La revoca del patto successorio è compiuta mediante dichiarazione in forma notarile resa alla controparte. Se un patto successorio reciproco prevede il diritto di recedere, l'intero accordo diviene nullo con il recesso di una delle parti, salvo ivi diversamente previsto. Il diritto di recedere da un patto successorio reciproco si estingue con la morte di una delle parti. Dopo la morte di una delle parti, la parte superstite del patto successorio può revocare la propria disposizione soltanto se rinuncia ai beni che le sono stati assegnati in forza di esso.

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

I testamenti notarili e i patti successori sono sempre iscritti nel registro delle successioni il giorno lavorativo successivo a quello dell'autenticazione dell'atto notarile. I notai devono inoltre iscrivere nel registro delle successioni tutte le modifiche ai patti successori, gli accordi volti a revocare tali patti e le dichiarazioni di recesso. La violazione dell'obbligo di iscrizione non inficia la validità del testamento.

La redazione di un testamento olografo può essere iscritta nel registro delle successioni dal testatore o da ogni altra persona che sia informata del fatto che esiste un testamento olografo e cui il testatore abbia chiesto di procedere alla registrazione. L'iscrizione nel registro delle successioni non è obbligatoria per il testamento olografo.

I testamenti notarili e i patti successori sono iscritti nel registro delle successioni dal notaio che ha autenticato il testamento o il patto successorio o presso il quale il testamento è stato depositato. A tal fine, il notaio deve effettuare un'iscrizione nel registro delle successioni o presentare una comunicazione in tal senso al registro. Dal 1° gennaio 2015 i notai non presentano più comunicazioni al registro delle successioni, modificando invece il registro delle successioni mediante iscrizione.

I dati relativi ai testamenti olografi possono essere inseriti nel registro delle successioni attraverso il portale statale Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.eesti.ee/ da chiunque sia a conoscenza dell'esistenza di un testamento e cui sia stato richiesto di effettuare la relativa iscrizione.

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

In linea generale, non esistono limitazioni alla possibilità di testare e il diritto del testatore a disporre mortis causa non è neppure limitato quando questi redige un testamento.

La libertà di testare subisce dei limiti con l'istituzione della quota di legittima, che limita la libertà del testatore di lasciare i propri beni ad eredi di propria scelta. Se il testatore, mediante testamento o patto successorio, ha escluso dalla successione un discendente, i genitori o il coniuge che hanno titolo di succedere quali eredi legittimi e nei cui confronti il testatore aveva, al momento della propria morte, un obbligo di mantenimento derivante dal diritto di famiglia o se il testatore ha ridotto la loro quota di eredità rispetto a quella loro spettante in caso di successione ab intestato, tali persone hanno diritto a far valere la quota di legittima nei confronti degli eredi. Pertanto, il beneficiario della quota di legittima vanta un diritto nei confronti degli eredi fondato sulle disposizioni in materia di obbligazioni. La domanda consiste nel fatto che la persona che ha titolo di ricevere la quota di legittima può chiedere il pagamento di un importo liquido pari alla quota di legittima, sulla base del valore del patrimonio. La persona che aziona la quota di legittima non ha lo status di erede. La quota in parola è pari alla metà del valore del patrimonio che un erede avrebbe ricevuto in caso di successione ab intestato, ove tutti gli eredi avessero accettato l'eredità.

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

Se il testatore non ha lasciato un valido testamento o un patto successorio, si apre una successione ab intestato disciplinata dalle disposizioni di legge. Se il testatore non ha fatto testamento o non ha concluso un patto successorio rispetto a tutti i suoi beni, la successione si svolge, rispetto alla parte non considerata, in linea con le disposizioni di legge. Eredi legittimi sono il coniuge e i parenti del testatore; la successione ha luogo su tre gradi. Il coniuge succede ab intestato insieme agli eredi legittimi.

Gli eredi di primo grado sono i discendenti del testatore (figli, figli adottivi, nipoti, ecc.). Insieme a tali eredi, il coniuge eredita un importo pari alla quota riconosciuta a un figlio del testatore e non meno di un quarto del patrimonio.

In mancanza di eredi di primo grado, subentrano, come eredi di secondo grado, i genitori del testatore e i loro discendenti (fratelli e sorelle del testatore). Se entrambi i genitori del testatore sono vivi al momento dell'apertura della successione, essi hanno diritto all'intero patrimonio in parti uguali. Se il padre o la madre del defunto sono deceduti al momento dell'apertura della successione, i figli, i figli adottivi e i nipoti ecc. del genitore deceduto subentrano in suo luogo. In presenza di eredi di secondo grado, il coniuge eredità metà del patrimonio.

In mancanza di eredi di secondo grado, sono eredi di terzo grado i nonni del testatore e i loro discendenti (ad esempio, le zie e gli zii del testatore). Se tutti i nonni del testatore sono ancora in vita al momento dell'apertura della successione, essi si dividono il patrimonio in parti uguali. Se un nonno materno o paterno del testatore non è in vita all'apertura della successione, gli subentrano i suoi figli, figli adottivi, i nipoti, ecc. Se non ce ne sono, l'altro nonno dello stesso ramo della famiglia subentra nella sua quota. Se anche l'altro nonno è deceduto, il patrimonio va ai suoi figli, figli adottivi, nipoti, ecc. Se entrambi i nonni paterni o materni del testatore sono deceduti al momento dell'apertura della successione e non hanno discendenti, subentrano in loro luogo i nonni dell'altro ramo della famiglia e i loro figli, figli adottivi, nipoti, ecc. Le disposizioni riguardanti gli eredi di primo grado si applicano ai discendenti che subentrano ai loro genitori come eredi.

Se il testatore era coniugato e non aveva eredi di primo o secondo grado, il coniuge eredita l'intero patrimonio.

Se il testatore non ha eredi legittimi e non era coniugato, erede legittimo è il governo locale del luogo in cui è stata aperta la successione. Il luogo di apertura della successione è l'ultimo luogo di residenza del testatore. Se l'ultimo luogo di residenza abituale del testatore è al di fuori dell'Estonia, ma la successione è soggetta alla legge estone, erede è la Repubblica di Estonia.

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

In Estonia i procedimenti successori sono svolti dal notaio estone del luogo in cui si è aperta la successione. Il notaio iscrive l'apertura del procedimento nel registro delle successioni.

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

Le dichiarazioni di accettazione e di rinuncia alla successione devono essere presentate al notaio che sta trattando la successione. Le dichiarazioni possono anche essere autenticate da un diverso notaio che procede poi a inoltrarle al notaio che sta trattando la successione.

Anche gli uffici consolari con speciali qualifiche operanti come rappresentanze estere dell'Estonia possono certificare dichiarazioni di accettazione o di rinuncia alla successione. I funzionari consolari sono tenuti a inoltrare le dichiarazioni da essi autenticate al notaio che sta seguendo la successione.

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

Il meccanismo del legato riconosce al legatario il diritto di chiedere all'esecutore dello stesso di trasferire il relativo bene. Per riceve il legato, il legatario deve presentare una domanda di esecuzione del legato all'esecutore. Il testatore può imporre l'esecuzione del legato come onere in capo a un erede o a un altro legatario. Se il testatore non ha nominato un esecutore per il legato, l'erede agisce come esecutore.

Posto che le disposizioni in materia di accettazione o rinuncia all'eredità si applicano all'accettazione e alla rinuncia al legato, la mancata presentazione di una dichiarazione di rinuncia nei termini a tal fine previsti comporta l'accettazione del legato. Se il legatario desidera rinunciare al legato, la dichiarazione di rinuncia deve essere presentata entro il termine fissato a tal fine dalla legge, che è pari a tre mesi dalla morte del testatore e dal momento in cui si è venuti a conoscenza del diritto a ottenere un legato.

In quanto parte del procedimento successorio, il notaio deve contattare tutti i legatari nominati nel testamento e informarli del loro diritto a ottenere il legato. Prima di presentare la domanda di esecuzione del legato, il legatario ha diritto a ottenere informazioni in merito allo stesso. Analogamente a quanto previsto per l'accettazione della successione, la dichiarazione di accettazione o di rinuncia al legato è irrevocabile. Al fine di fondare il suo diritto, il legatario ha diritto di chiedere al notaio che sta seguendo la successione il rilascio di un certificato (certificato di legato) riguardante i diritti derivanti dal legato.

Se il legato si riferisce a un bene immobile o a un altro bene che richiede, in caso di vendita, un atto in forma notarile, il contratto di trasferimento del legato tra l'esecutore del legato e il legatario deve avvenire anch'esso nel rispetto di tali requisiti di forma.

Un legatario che è erede ha diritto al legato anche se rinuncia all'eredità.

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Il riconoscimento di una quota di legittima comporta il diritto a far valere una pretesa pecuniaria nei confronti di un erede, in base alla normativa sulle obbligazioni, che deve essere azionata contro gli eredi. Il diritto a ottenere una quota di legittima insorge con l'apertura della successione. Non è necessario presentare una domanda al notaio per ottenerla.

Se il testatore, mediante testamento o patto successorio, ha escluso dalla successione un discendente, i genitori o il coniuge che hanno titolo di succedere quali eredi legittimi e nei cui confronti il testatore aveva, al momento della propria morte, un obbligo di mantenimento derivante dal diritto di famiglia o se il testatore ha ridotto la loro quota di eredità rispetto a quella loro spettante in caso di successione ab intestato, tali persone hanno diritto a far valere la quota di legittima nei confronti degli eredi.

Sulla base di una richiesta presentata in forma notarile da un erede, da un esecutore testamentario o da una persona avente titolo a ricevere una quota di legittima, il notaio è tenuto a rilasciare in forma autentica il certificato relativo alla richiesta di quota di legittima – anche noto come certificato del destinatario della quota di legittima. Il certificato del destinatario della quota di legittima indica il nome del beneficiario e la misura della quota di riserva come quota legale del patrimonio.

Il diritto a ottenere una quota di legittima può essere escluso con un patto successorio stipulato tra il testatore e la persona che ha diritto a succedere. Il patto deve essere stipulato mediante atto notarile.

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

Dopo l'apertura della successione – vale a dire dopo la morte del testatore – il patrimonio passa agli eredi che possono essere tali in forza di un patto successorio, di un testamento o ex lege.

Al fine di stabilire l'idoneità a rivestire la qualifica di erede, il procedimento di successione può essere avviato da un erede, da un creditore del testatore, da un legatario o da un'altra persona che vanta dei diritti sul patrimonio. Una persona che desidera aprire un procedimento deve contattare un notaio, che predispone e autentica una domanda a tal fine. Il procedimento può essere svolto soltanto da un singolo notaio; se il procedimento di successione è già stato avviato mediante una domanda presentata dinanzi a un notaio, il notaio che ha accettato la domanda successiva la inoltra al notaio incaricato di svolgere il procedimento di successione.

L'erede può accettare o rinunciare al legato. Il termine per rinunciare ai diritti successori è di tre mesi. Il periodo in parola inizia a decorrere nel momento in cui l'erede viene a conoscenza, o sarebbe dovuto venire a conoscenza, della morte del testatore e dei suoi diritti successori. Se l'erede non rinuncia al patrimonio durante tale periodo, si presume che abbia accettato l'eredità. Ai fini dell'accettazione dell'eredità, l'erede può anche fare domanda prima del suddetto termine dinanzi al notaio che si occupa della successione.

La decisione dell'erede di accettare l'eredità o di rinunciarvi è irrevocabile. Dopo aver rinunciato all'eredità egli non può più accettarla e, dopo averla accettata, non può più rinunciarvi. Il principio in parola si applica anche all'accettazione del legato e alla relativa rinuncia – con l'eccezione dei legatari che sono anche eredi, che possono ottenere il legato anche se hanno rinunciato all'eredità.

Le dichiarazioni di accettazione e di rinuncia devono essere redatte con atto notarile.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

La successione si apre con la morte del de cuius. Con l'apertura della successione, il patrimonio ereditario si trasferisce in capo agli eredi. La successione si fonda sulla legge o sulle ultime disposizioni testamentarie del testatore, espresse in un testamento o in un patto successorio. I diritti successori riconosciuti all'interno di un patto successorio prevalgono sulla successione testamentaria ed entrambi prevalgono sulla successione legittima.

Al fine di ricevere l'eredità non è necessaria la presentazione di una domanda distinta. A seguito dell'accettazione della successione, tutti i diritti e gli obblighi del testatore si trasferiscono in capo all'erede, tranne quelli che, per loro natura, sono integralmente collegati alla persona del testatore o che, in base alla legge, non sono trasferibili. Se l'erede accetta l'eredità, la proprietà sui beni ereditari si considera trasferita retroattivamente alla data dell'apertura della successione. Se l'eredità è stata accettata da più di un erede (coeredi), il patrimonio appartiene ad essi congiuntamente.

Ogni persona avente capacità giuridica può succedere, ovvero le persone fisiche vive all'atto della morte del testatore e le persone giuridiche esistenti a tale data. Un bambino nato vivo dopo l'apertura della successione può succedere all'apertura della successione se era già stato concepito alla data di apertura della stessa. Una fondazione costituita sulla base di un testamento o di un patto successorio si considera come esistente al momento dell'apertura della successione se ha in seguito acquistato la capacità giuridica.

Il coniuge superstite non ha diritti successori e neppure il diritto di avanzare pretese sulla quota di legittima se il testatore, prima di morire, aveva presentato richiesta di divorzio o chiesto l'autorizzazione scritta al divorzio o se, al momento della sua morte, aveva diritto di chiedere l'annullamento del matrimonio e aveva presentato richiesta giudiziale in tal senso.

Un genitore cui è stata integralmente revocata la custodia non può essere erede legittimo del figlio.

Non può succedere chi si trova in una delle seguenti condizioni:

  • ha intenzionalmente e illegalmente causato o tentato di causare la morte del testatore,
  • ha intenzionalmente e illegalmente indotto il testatore nell'incapacità di esprimere o revocare le sue disposizioni testamentarie;
  • ha impedito al testatore, con la violenza o l'inganno, di rendere o modificare delle disposizioni testamentarie o, allo stesso modo, lo ha indotto a rendere o revocare le sue disposizioni testamentarie se non era per lui più possibile esprimere la sua effettiva volontà mortis causa;
  • ha intenzionalmente e illegalmente rimosso o distrutto un testamento o un patto successorio se per il testatore non era più possibile rinnovarlo;
  • ha falsificato il testamento reso dal testatore o il patto successorio o parti di esso.

In base alla normativa estone, un beneficiario di una quota di legittima non è considerato un erede; il destinatario di una quota di legittima ha un diritto di credito esigibile nei confronti dell'erede sulla base del diritto delle obbligazioni. Il diritto a richiedere la quota di legittima agli eredi nasce quando il testatore, mediante testamento o patto successorio, ha escluso dalla successione un discendente, i genitori o il coniuge che hanno titolo di succedere quali eredi legittimi e nei cui confronti il testatore aveva, al momento della propria morte, un obbligo di mantenimento derivante dal diritto di famiglia o se il testatore ha ridotto la loro quota di eredità rispetto a quella loro spettante in caso di successione ab intestato. La quota di legittima è pari alla metà del valore del patrimonio che un erede avrebbe ricevuto in caso di successione legittima, ove tutti gli eredi avessero accettato l'eredità.

Il procedimento successorio può essere avviato da un erede, dal creditore del testatore, da un legatario e da ogni altra persona che vanti un diritto sul patrimonio sulla base di una richiesta formulata con atto notarile. I procedimenti successori sono trattati dal notaio estone dinanzi al quale il procedimento è stato avviato e che è iscritto nel registro delle successioni come esecutore della successione. Il procedimento può essere svolto soltanto da un singolo notaio; se il procedimento di successione è già stato avviato mediante una domanda presentata dinanzi a un notaio, il notaio che ha accettato la domanda successiva la inoltra al notaio incaricato di svolgere il procedimento di successione. Il notaio emette un certificato di successione in forma autentica se è stata fornita prova sufficiente dei diritti successori di un erede. Se ci sono più eredi, il notaio indicherà la misura della quota di asse ereditario spettante a ciascun erede.

L'erede può accettare l'eredità o rinunciarvi. Se una persona avente titolo di succedere non rinuncia all'eredità entro tre mesi dal momento in cui è venuta a conoscenza o sarebbe dovuto venire a conoscenza dei suoi diritti di successione, si presume che abbia accettato l'eredità. Chi rinuncia all'eredità si sottrae alle conseguenze giuridiche della successione.

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

Sì, l'erede è tenuto ad adempiere tutte le obbligazioni del testatore. Se l'asse ereditario non è sufficiente, l'erede è tenuto ad adempiere le obbligazioni facendo ricorso ai propri beni salvo che egli, dopo aver redatto un inventario, vi abbia adempiuto secondo la procedura stabilita dalla legge e sia stato dichiarato il fallimento sull'asse ereditario o la procedura concorsuale sia terminata con un abbattimento senza dichiarazione di fallimento.

Se un erede chiede di redigere un inventario dell'asse ereditario, i creditori dell'erede non possono soddisfare i propri crediti pecuniari nei confronti di esso aggredendo i beni caduti in successione fintantoché l'inventario non sia stato redatto, ma solo fino alla scadenza del termine per la sua redazione.

Dopo la redazione di un inventario, la responsabilità dell'erede per le obbligazioni derivanti dall'asse ereditario è limitata al valore dello stesso.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

Se il testatore possedeva dei beni immobili, l'iscrizione nel registro immobiliare perde validità con la sua morte in quanto la persona ivi indicata come titolare del diritto reale non è la persona cui realmente appartiene l'effettivo diritto (in base al diritto sostanziale), poiché tutti i beni del testatore si sono trasferiti in capo a un terzo – l'erede – con l'apertura della successione.

Ai fini dell'iscrizione dell'erede o degli eredi nel registro immobiliare è richiesta la presentazione di una domanda di iscrizione da parte del nuovo titolare del diritto reale, accompagnata da un documento attestante la successione legittima, ossia il certificato ereditario.

Se il diritto reale è stato trasferito in capo a una comunione di coeredi, la dichiarazione di uno di essi è sufficiente per correggere l'iscrizione e gli altri coeredi non sono ritenuti pertinenti, nel senso che non è necessario il loro consenso a tal fine: infatti, un erede non può impedire che un diritto che gli è già stato trasferito risulti nel registro immobiliare. Lo stesso principio si applica in caso di trasferimento di una parte di comunione ereditaria.

La legge prevede requisiti specifici se, in base al certificato ereditario, i rapporti patrimoniali tra i coniugi erano disciplinati dal regime della comunione dei beni. In tal caso, ogni singolo bene può essere proprietà comune o esclusiva e tale questione non può essere chiarita in sede di emissione del certificato ereditario.

La legge prevede inoltre delle eccezioni nel caso in cui gli eredi abbiano ripartito l'asse ereditario al fine di sciogliere la comunione, stabilendo quale bene, o parte di esso, e quali diritti o obblighi caduti in successione debbano essere imputati a ciascun coerede e che i beni immobili parte dell'asse ereditario devono essere riconosciuti a uno specifico coerede.

Se il testatore non è mai stato coniugato, ai fini della correzione dei dati nel registro immobiliare devono essere presentati i seguenti documenti:

  • un certificato ereditario,
  • una richiesta di iscrizione, autenticata dal notaio o sottoscritta in via digitale; deve essere predisposta una richiesta di iscrizione da firmare in via digitale e inoltrare al dipartimento del registro immobiliare attraverso il suo sito internet (Il link si apre in una nuova finestrahttps://kinnistuportaal.rik.ee); è possibile accedere al sito utilizzando un documento di identità estone, una tessera identificativa digitale, determinati documenti di identità stranieri o attraverso il sito dello Stato Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.eesti.ee.

La correzione di un'iscrizione nel registro immobiliare non è soggetta ad alcuna tassa statale.

In tali casi, tutti gli eredi indicati nel certificato ereditario sono iscritti nel registro immobiliare come comproprietari.

Nello stesso caso, quando il patrimonio è ripartito tra gli eredi nel senso che i beni immobili sono assegnati a uno specifico co-erede, è necessario presentare i seguenti documenti ai fini della correzione dell'iscrizione nel registro immobiliare:

  • un accordo di divisione del patrimonio autenticato da un notaio estone;
  • una richiesta di iscrizione (può essere compresa nel succitato accordo di divisione autenticato da un notaio estone).

Per la correzione dell'iscrizione nel registro immobiliare è prevista una tassa statale.

In tal caso, è iscritta nel registro come proprietario la persona indicata nell'accordo di divisione come quella cui è riconosciuta, in base all'accordo, la proprietà sullo specifico immobile.

Il certificato ereditario deve essere presentato al notaio per l'autenticazione dell'accordo di divisione del patrimonio.

Se il matrimonio del testatore era terminato alla data dell'apertura della successione o è terminato con la morte del testatore, ma l'immobile caduto in successione non era in comunione tra gli ex coniugi, è necessario presentare i seguenti documenti ai fini della correzione dell'iscrizione nel registro immobiliare:

  • un certificato ereditario,
  • un certificato di proprietà, che prova che la proprietà in parola è proprietà esclusiva del solo testatore,
  • una richiesta di iscrizione, autenticata dal notaio o sottoscritta in via digitale; deve essere predisposta una richiesta di iscrizione da firmare in via digitale e inoltrare al dipartimento del registro immobiliare attraverso il suo sito internet (https://kinnistuportaal.rik.ee); è possibile accedere al sito utilizzando un documento di identità estone, una tessera identificativa digitale, determinati documenti di identità stranieri o attraverso il sito dello Stato www.eesti.ee.

La correzione di un'iscrizione nel registro immobiliare non è soggetta ad alcuna tassa statale.

Tutti gli eredi indicati nel certificato ereditario sono iscritti nel registro immobiliare.

Ai fini dell'autenticazione del certificato di proprietà, il richiedente deve provare al notaio che il bene era proprietà soltanto del coniuge (proprietà esclusiva). Di norma, devono essere presentati al notaio, se questi non è in grado di ottenerli, i documenti alla base dell'acquisto della proprietà al fine di comprovare che i coniugi hanno diviso la proprietà o specificato i beni come proprietà esclusive (ad esempio, un accordo matrimoniale sulla proprietà, un accordo sulla divisione dei beni in comunione, altri documenti relativi all'acquisto attestanti che si tratta di una proprietà esclusiva, quali un contratto a titolo gratuito, ecc.).

Se il matrimonio del testatore era terminato alla data dell'apertura della successione o è terminato con la morte del testatore e l'immobile caduto in successione era in comunione tra gli ex coniugi, è necessario presentare i seguenti documenti ai fini della correzione dell'iscrizione nel registro immobiliare:

  • un certificato ereditario,
  • un certificato di proprietà attestante che la proprietà era in comunione tra il testatore e l'ex coniuge,
  • una richiesta di iscrizione, autenticata dal notaio o sottoscritta in via digitale; deve essere predisposta una richiesta di iscrizione da firmare in via digitale e inoltrare al dipartimento del registro immobiliare attraverso il suo sito internet (https://kinnistuportaal.rik.ee); è possibile accedere al sito utilizzando un documento di identità estone, una tessera identificativa digitale, determinati documenti di identità stranieri o attraverso il sito dello Stato www.eesti.ee.

La correzione di un'iscrizione nel registro immobiliare non è soggetta ad alcuna tassa statale.

Tutti gli eredi indicati nel certificato ereditario e il coniuge superstite o l'ex coniuge sono iscritti nel registro immobiliare a prescindere dal fatto che siano eredi.

Ai fini dell'autenticazione del certificato di proprietà, il richiedente deve provare al notaio che si trattava di una proprietà in comunione. Di norma, devono essere presentati al notaio, se questi non è in grado di ottenerli, i documenti alla base dell'acquisto della proprietà (tra questi, l'accordo sulla divisione dei beni in comunione o l'accordo matrimoniale sulla proprietà).

Se il matrimonio del testatore era terminato alla data dell'apertura della successione o è terminato con la morte del testatore e l'immobile caduto in successione era in comunione tra gli ex coniugi e il patrimonio è ripartito tra gli eredi, nel senso che i beni immobili sono assegnati a uno specifico co-erede, è necessario presentare i seguenti documenti ai fini della correzione dell'iscrizione nel registro immobiliare:

  • un certificato di proprietà e un accordo di divisione dei beni coniugali in comunione, autenticato da un notaio estone,
  • una richiesta di iscrizione (può essere contenuta nel succitato accordo di divisione della proprietà e dei beni in comunione autenticato da un notaio).

Per la correzione dell'iscrizione nel registro immobiliare è prevista una tassa statale.

A fronte della divisione dei beni coniugali in comunione, il testatore e il coniuge superstite sono iscritti nel registro immobiliare come proprietari delle rispettive quote. Gli eredi indicati nel certificato ereditario cui, in base all'accordo, è trasferita la proprietà su uno specifico bene immobile sono iscritti nel registro immobiliare come proprietari della quota legale del testatore. Se la quota legale appartenente agli eredi è divisa tra di essi, occorre indicare la misura della quota riconosciuta a ciascuno.

Ai fini dell'autenticazione del certificato di proprietà, il richiedente deve dimostrare al notaio che si trattava di una proprietà in comunione.

Un'altra possibilità è, in tal caso, la presentazione dei seguenti documenti al fine di modificare l'iscrizione nel registro immobiliare:

  • un accordo di divisione della proprietà in comunione tra gli ex coniugi e un accordo di divisione del patrimonio, autenticato da un notaio estone,
  • una richiesta di iscrizione (può essere contenuta nel succitato accordo di divisione della proprietà e dei beni in comunione autenticato da un notaio).

Per la correzione dell'iscrizione nel registro immobiliare è prevista una tassa statale.

La persona indicata nell'accordo di divisione come quella cui è riconosciuta, in base all'accordo, la proprietà sullo specifico bene immobile, è iscritta nel registro come proprietario.

Ai fini dell'autenticazione del certificato di proprietà, il richiedente deve provare al notaio che si trattava di una proprietà in comunione.

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

In caso di morte del testatore, il giudice può adottare provvedimenti di gestione del patrimonio se:

  • non vi è alcun erede noto,
  • non vi è alcun erede presente nel luogo in cui è situato l'immobile,
  • non è noto se un erede abbia accettato la successione,
  • un erede ha una limitata capacità di agire e non è stato nominato un tutore,
  • altri motivi previsti dalla legge.

I provvedimenti di gestione di un patrimonio consistono nell'organizzazione della sua gestione e nell'applicazione di misure dirette a garantire un intervento previsto dal codice di procedura civile. Il giudice nomina un amministratore per gestire il patrimonio.

Salvo diversa previsione di legge, il giudice attua misure di gestione di sua iniziativa. Un giudice può anche pronunciarsi sull'applicazione di misure di gestione del patrimonio su richiesta di un creditore del testatore, di un legatario o di una qualsiasi persona che vanti un diritto sull'asse ereditario se la loro mancata applicazione potrebbe mettere a rischio la possibilità di soddisfare il credito riconosciuto alle suddette persone sui beni ereditari. In caso di controversia in merito al diritto a succedere, un giudice può decidere di applicare misure di gestione del patrimonio anche a fronte di un'istanza in tal senso da parte di una persona che chiede il riconoscimento dei propri diritti successori.

In caso di mancata esecuzione di una disposizione testamentaria, un giudice può nominare un amministratore affinché dia attuazione alla disposizione sulla base di una richiesta di una persona interessata. L'amministratore deve avere i diritti e gli obblighi di un esecutore testamentario rispetto ai beni oggetto di esecuzione delle disposizioni testamentarie.

Le istituzioni governative nazionali e locali, i notai e gli ufficiali giudiziari sono tenuti a comunicare al giudice la necessità, ove ne vengano a conoscenza, di adottare misure di gestione.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

Se non sono adottate misure di gestione del patrimonio, gli eredi gestiscono i beni in comunione. Gli eredi sono tenuti ad attuare tutte le disposizioni inserite nel testamento, compreso il trasferimento del patrimonio in esse previsto.

Se sono state adottate misure di gestione del patrimonio, quest'ultimo sarà gestito da un amministratore nominato giudizialmente cui il giudice può dare istruzioni circa il possesso, l'uso e gli atti di disposizione dei beni. L'amministratore può disporre del patrimonio soltanto per adempiere le sue obbligazioni e coprire le spese di amministrazione. L'amministratore deve adempiere le obbligazioni previste ex lege per l'amministratore patrimoniale.

Se nel testamento è stato nominato un esecutore, un erede non può disporre dei beni del patrimonio che l'esecutore richiede per svolgere i suoi compiti. L'esecutore è tenuto ad amministrare i beni in modo prudente e a consegnare agli eredi i beni di cui questi non necessita al fine di dare esecuzione al testamento. Fino all'accettazione della successione da parte degli eredi, l'esecutore è tenuto ad adempiere le obbligazioni dell'amministratore patrimoniale o a chiederne la nomina.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

Diritti, obblighi e compenso dell'amministratore di un patrimonio

  • Amministrare la proprietà in modo prudente e garantire la sua conservazione.
  • Garantire che i membri della famiglia che hanno vissuto con il testatore sino alla sua morte e che erano a suo carico possano trarre dall'asse ereditario i mezzi di sussistenza.
  • Adempiere gli obblighi collegati al patrimonio servendosi dello stesso e relazionare sulla gestione della proprietà al giudice e agli eredi.
  • Prendere possesso dei beni che si trovano nelle mani di un erede o di un soggetto terzo o garantire, in altro modo, la separazione dei beni caduti in successione dalla proprietà dell'erede, se ciò è necessario per assicurare il mantenimento del patrimonio.
  • Presentare a un notaio una richiesta di avvio del procedimento successorio, se necessario, o adottare altre misure volte a individuare gli eredi, qualora i notai estoni non siano competenti a trattare il procedimento di successione.
  • L'amministratore del patrimonio deve, dopo aver redatto un inventario, dare seguito alle richieste indicate in inventario divenute esigibili. Egli può soddisfare i crediti non ancora esigibili solo con il consenso dell'erede. Ove un giudice abbia altresì deciso l'applicazione di misure di gestione del patrimonio su richiesta di un creditore del testatore, di un legatario o di una qualsiasi altra persona che vanta un diritto su di esso, nel caso in cui la loro mancata adozione possa mettere a rischio la possibilità di soddisfare un credito di uno dei suddetti soggetti sui beni ereditari, l'amministratore deve, dopo aver redatto un inventario dell'asse ereditario, soddisfare tutte le domande presenti in inventario utilizzando i beni ereditari secondo l'ordine previsto dalla legge. I beni ereditari non possono essere assegnati all'erede prima che siano soddisfatti i crediti.
  • Se il patrimonio non è sufficiente a soddisfare tutti i crediti e gli eredi non consentono a soddisfare le domande con i propri beni, l'amministratore o l'erede presentano tempestivamente un'istanza di apertura del fallimento sul patrimonio. L'amministratore può disporre del patrimonio solo al fine di adempiere le obbligazioni dello stesso e per coprire le spese connesse alla sua gestione. Un amministratore non può disporre dei beni immobili parte del patrimonio senza un'autorizzazione giudiziale. Ciò non vale nel caso in cui, entro sei mesi dall'apertura della successione, non sia stato individuato alcun erede o se l'erede che ha accettato la successione non ha iniziato ad amministrare il patrimonio entro sei mesi dall'accettazione della stessa; in tal caso, l'amministratore può, dopo aver redatto l'inventario, alienare il patrimonio e depositare il denaro ottenuto dalla vendita dei beni.
  • L'erede non può disporre del patrimonio affidato in gestione a un amministratore.
  • L'amministratore del patrimonio ha diritto ad ottenere un compenso per l'espletamento dei suoi compiti, la cui misura è determinata dal giudice.

Diritti, obblighi e compenso di un esecutore testamentario

  • Un esecutore testamentario adempie gli obblighi previsti dalla legge o diversamente indicati nel testamento. Un esecutore testamentario può derogare ai compiti affidatigli nel testamento con il consenso delle parti interessate se ciò è funzionale all'esecuzione delle volontà mortis causa del testatore.
  • Dopo l'accettazione dell'incarico, l'esecutore deve prontamente inviare all'erede una lista dei beni caduti in successione di cui necessita per espletare i suoi compiti.
  • Fino all'accettazione dell'eredità da parte dell'erede, l'esecutore è tenuto ad adempiere gli obblighi di un amministratore patrimoniale o a richiederne la nomina.
  • L'esecutore testamentario è tenuto a dare esecuzione ai legati, alle obbligazioni testamentarie e alle disposizioni contenute nel testamento oltre che ad adempiere gli altri obblighi derivanti dal testamento o dal patto successorio.
  • L'esecutore testamentario è tenuto ad amministrare in modo prudente e a conservare il patrimonio necessario per adempiere i suoi obblighi.
  • L'esecutore testamentario deve prendere possesso dei beni o garantire, in altro modo, la separazione dei beni caduti in successione dalla proprietà dell'erede, se ciò è necessario per adempiere gli obblighi previsti a suo carico.
  • L'esecutore testamentario può contrarre obbligazioni riguardo alla successione e può disporre dei beni rientranti nell'asse ereditario se ciò è necessario ai fini dell'adempimento dei suoi obblighi.
  • Se il testatore ha disposto in merito alla divisione del patrimonio, l'esecutore testamentario lo ripartisce tra gli eredi.
  • L'esecutore testamentario ha diritto di rappresentare l'erede o il legatario nella misura necessaria per adempiere i suoi obblighi di esecutore.
  • L'esecutore testamentario deve consegnare all'erede i beni patrimoniali in suo possesso e di cui egli non necessita al fine di adempiere i suoi obblighi.
  • L'esecutore testamentario, se non è tenuto a dare esecuzione personalmente a una disposizione del testatore, può chiedere a un erede di darvi seguito.
  • Un erede non può disporre dei beni caduti in successione di cui l'esecutore testamentario necessita per adempiere i suoi obblighi.
  • L'esecutore testamentario è responsabile dei danni illegittimamente cagionati a un erede o a un legatario in violazione dei suoi doveri.
  • L'esecutore testamentario deve relazionare in merito alla sua attività agli eredi e ai legatari.
  • Le spese necessarie che l'esecutore testamentario sostiene nell'espletamento dei suoi compiti sono rimborsate attingendo dal patrimonio.
  • L'esecutore testamentario ha diritto di richiedere un compenso ragionevole per le sue attività, salvo che sia diversamente previsto nel testamento.

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

Se è fornita prova sufficiente del diritto degli eredi a succedere e della sua portata, il notaio deve emettere un certificato ereditario, che indichi la misura della quota di patrimonio spettante a ciascuno di essi; il certificato non deve tuttavia indicare la composizione dell'asse ereditario.


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Ultimo aggiornamento: 23/09/2015