Percorso di navigazione

menu starting dummy link

Page navigation

menu ending dummy link

Successioni - Finlandia

INDICE

 

Questa scheda è stata preparata in cooperazione con il Il link si apre in una nuova finestraConsiglio del notariato dell'UE (CNUE).

 

1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

Le questioni in materia di successione sono disciplinate dal codice delle successioni (40/1965). In caso di morte, solo un testamento può stabilire come deve essere devoluto il patrimonio. Il testamento deve essere redatto per iscritto e con la presenza contemporanea di due testimoni. Il testatore deve firmare il testamento quando lo redige o riconoscere la firma precedentemente ivi apposta. I testimoni devono certificare il testamento firmandolo dopo che il testatore lo ha sottoscritto a sua volta, o dopo che egli ha riconosciuto la propria firma ivi apposta. In casi eccezionali anche un testamento verbale può essere vincolante.

È altresì possibile redigere un testamento reciproco che, nella maggior parte dei casi, è un testamento redatto dai coniugi per trasferire un diritto di proprietà tra di essi. I testamenti reciproci sono soggetti agli stessi requisiti di forma degli altri testamenti. Le regole applicabili ai testamenti reciproci tra i coniugi si applicano anche ai testamenti reciproci redatti tra le persone legate da un'unione civile.

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

In Finlandia le autorità non tengono un registro dei testamenti.

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

La libertà di compiere atti di disposizione è limitata a favore dei discendenti diretti e del coniuge del defunto. I discendenti diretti e i figli adottivi, nonché i loro discendenti, hanno diritto a ottenere una quota di legittima del patrimonio del defunto. Tale quota ammonta alla metà del valore della quota di patrimonio devoluta a tali eredi in base all'ordine di successione stabilito dalla legge.

Il coniuge gode di tutela anche dal testamento redatto dal coniuge premorto. Il coniuge superstite può tenere il patrimonio del coniuge defunto indiviso, salvo che a ciò osti la richiesta di divisione avanzata da un diretto discendente o salvo esista un testamento redatto dalla persona defunta. In ogni caso, il coniuge superstite ha sempre il diritto di mantenere il possesso indiviso della dimora permanente utilizzata dai coniugi come abitazione comune, oltre agli oggetti domestici abituali, salvo che il coniuge superstite possieda un immobile adatto a essere utilizzato come abitazione.

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

I primi beneficiari sono i discendenti diretti, che si ripartiscono in parti uguali il patrimonio. Se un figlio è morto, i suoi discendenti subentrano al suo posto e ciascun ramo della famiglia riceve una parte uguale del patrimonio.

Se il defunto era coniugato e non lascia discendenti diretti, il coniuge superstite erediterà per primo il patrimonio del coniuge defunto. I partner all'interno di unioni civili hanno diritto di ereditare alle stesse condizioni dei coniugi.

Se il defunto non lascia alcun discendente diretto e non era coniugato al momento della morte, i suoi genitori ricevono ciascuno metà del patrimonio. Se i genitori del defunto sono deceduti, detta quota sarà divisa tra i fratelli e le sorelle del de cuius. Se uno dei fratelli o delle sorelle è morto, i suoi discendenti subentrano al suo posto e ciascun ramo della famiglia riceve una quota uguale. Se non ci sono fratelli o sorelle, né loro discendenti, ma uno dei genitori del defunto è in vita, questi riceve l'intero patrimonio.

Se nessuno dei succitati eredi è sopravvissuto al defunto, l'intero patrimonio è devoluto ai genitori del padre e della madre del de cuius. Se il nonno o la nonna, di linea paterna o materna del defunto, è deceduto, la quota del patrimonio che gli sarebbe spettata è devoluta ai suoi figli. I cugini non vantano diritti ereditari.

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

Le questioni attinenti all'amministrazione delle successioni sono ripartite tra diverse autorità. L'inventario dei beni, che consiste in una lista delle attività e delle posizioni debitore del defunto, deve essere inviato all'ufficio delle entrate del luogo di residenza del defunto entro un mese dal momento della sua redazione. È anche possibile chiedere a un giudice di verificare la lista delle persone titolari di una quota dei beni oggetto dell'inventario. La tesoreria dello Stato è l'autorità centrale per le questioni attinenti all'acquisto della proprietà da parte dello Stato. Il tribunale di circoscrizione (käräjäoikeus) nella cui giurisdizione si trovava il luogo di residenza del defunto sarà il giudice competente a dirimere ogni controversia vertente sul patrimonio.

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

L'eredità può essere accettata con la concreta presa in possesso dei beni di cui trattasi. L'erede può anche rendere una dichiarazione separata di ricevimento. Se l'immobile è stato diviso, la dichiarazione di ricevimento dell'eredità dovrebbe essere effettuata nei confronti del beneficiario o dei beneficiari. Se il patrimonio non è stato diviso, la dichiarazione dovrebbe essere effettuata nei confronti della persona che amministra il patrimonio. Una siffatta dichiarazione può anche essere presentata a un giudice.

La rinuncia all'eredità è volontaria, ma la rinuncia deve essere effettuata per iscritto. Una dichiarazione di rinuncia può essere resa nei confronti di uno dei titolari di una quota del patrimonio del defunto, dell'amministratore del patrimonio, della persona incaricata di effettuarne la divisione, dell'esecutore testamentario o di ogni discendente che prenda il posto degli eredi deceduti. Affinché la rinuncia possa essere opposta a fronte di un'esecuzione a carico dell'erede, quest'ultimo deve rilasciare una rinuncia scritta al patrimonio del de cuius, per fini informativi, oppure deve depositare la dichiarazione di rinuncia dinanzi al giudice competente affinché possa essere debitamente iscritta nei registri (capo 4, articolo 81, del codice delle esecuzioni).

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

Quanto ai beneficiari del testamento, non sono previsti requisiti di forma per la manifestazione, da parte loro, delle loro intenzioni. Una dichiarazione resa dal beneficiario all'effettivo amministratore patrimoniale o al soggetto incaricato di effettuare la divisione dei beni è considerata quale dichiarazione del beneficiario del testamento, allo stesso modo dell'adozione di misure adeguate rispetto alla proprietà in questione. Ai fini della notifica agli eredi, è sufficiente una comunicazione in base alla quale un beneficiario intende affermare i suoi diritti in ragione del testamento in questione.

Ogni dichiarazione di rinuncia ad un legato deve essere compiuta per iscritto. Per opporre la rinuncia a un'esecuzione a proprio carico, il legatario deve rilasciare una dichiarazione scritta di rinuncia al patrimonio del de cuius, per fini informativi, oppure depositare la rinuncia dinanzi al giudice competente affinché possa essere correttamente iscritta nei registri (capo 4, articolo 81, del codice delle esecuzioni).

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

L'erede deve presentare la sua richiesta relativa alla quota di legittima al beneficiario mediante ufficiale giudiziario, o con una diversa modalità verificabile, entro sei mesi dal momento in cui egli è stato informato del testamento. La richiesta di riconoscimento della quota di legittima può inoltre essere compiuta mediante una pubblicazione in tal senso in un giornale ufficiale, entro il periodo sopra indicato, se tale richiesta non è stata inoltrata al beneficiario in quanto vi è motivo di ritenere che quest'ultimo non abbia fornito informazioni o se il suo indirizzo è sconosciuto.

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

In Finlandia, l'autorità non avvia d'ufficio procedimenti successori. Dopo il decesso di una persona, si procede anzitutto alla redazione della documentazione attinente al patrimonio, compreso l'inventario dei beni. L'inventario dei beni è un documento che chiarisce la composizione del patrimonio del defunto; esso elenca, in altre parole, i beni e le passività del de cuius. Le persone titolari di quote del patrimonio del defunto sono indicate nell'inventario dei beni, insieme ai beni e alle passività del coniuge superstite nonché ai beni comuni e alle responsabilità dei due coniugi. La documentazione attinente al patrimonio deve essere redatta entro tre mesi dalla morte, ma l'ufficio delle entrate può prorogare tale termine in presenza di specifiche ragioni.

L'obbligo di redigere la documentazione relativa al patrimonio grava sul titolare di una quota del patrimonio che sia responsabile della gestione delle proprietà comprese nell'asse ereditario, oppure sull'amministratore patrimoniale o sull'esecutore. Detta persona deve individuare, per la redazione della documentazione relativa al patrimonio, due persone di fiducia. All'inventario dei beni deve essere allegato l'albero genealogico del defunto. In Finlandia, i dati relativi alla popolazione sono tenuti sia in chiesa sia nei registri pubblici della popolazione e gli estratti ufficiali dal registro possono essere richiesti al giudice o alla comunità ecclesiastica in cui il defunto era registrato. L'inventario dei beni deve essere inviato all'amministrazione fiscale finlandese (Verohallinto) entro un mese dalla redazione della documentazione relativa al patrimonio.

Quando una persona che ha redatto testamento muore, il beneficiario del testamento deve trasmettere il testamento agli eredi per informazione mediante un ufficiale giudiziario o in altro modo verificabile e ne deve fornire loro una copia autentica. L'erede che intenda impugnare il testamento deve presentare opposizione entro sei mesi dal momento in cui è stato informato dell'esistenza del testamento.

Il patrimonio può essere distribuito solo dopo essere stato liquidato. La liquidazione del patrimonio implica la determinazione della proprietà ivi compresa, l'adempimento delle obbligazioni del defunto e dei suoi beni rispetto a qualsiasi debito e il soddisfacimento dei diritti di eventuali eredi e/o legatari particolari. Ai fini della liquidazione del patrimonio, le persone che sono titolari di una sua quota hanno la proprietà congiunta dei beni che lo compongono, salvo che siano state adottate disposizioni speciali per la sua amministrazione. In luogo dell'amministrazione congiunta, i titolari di quote di patrimonio possono chiedere al giudice di nominare un amministratore patrimoniale per i beni del de cuius. Con l'affidamento del patrimonio all'amministratore, cessa l'amministrazione congiunta dei titolari delle quote di patrimonio e questi ultimi non hanno più diritto di decidere in merito al patrimonio del defunto. L'amministratore patrimoniale è tenuto ad adottare tutte le misure necessarie per liquidare il patrimonio. Una volta liquidato il patrimonio, l'amministratore patrimoniale deve informare i titolari delle quote e predisporre un rendiconto della propria amministrazione.

Conclusa la liquidazione del patrimonio, ogni titolare di una quota può chiederne la distribuzione. Se il defunto era coniugato o aveva contratto un'unione civile, la proprietà deve essere divisa prima di essere distribuita agli eredi. I titolari di quote del patrimonio possono dividere il patrimonio in base alle condizioni da loro concordate. È necessario redigere un atto di divisione del patrimonio, che deve essere sottoscritto dai titolari delle relative quote e la cui veridicità e correttezza devono essere accertate da due testimoni imparziali.

Il soggetto chiamato a effettuare la divisione del patrimonio può chiedere al giudice di emettere un provvedimento di divisione. Ciò accade di norma quando le persone titolari di quote del patrimonio non trovano un accordo in merito alla sua divisione. Salvo diversa previsione, l'amministratore patrimoniale o l'esecutore sarà il soggetto chiamato a dividere il patrimonio se questi non è titolare di una quota di esso e i titolari delle quote gli chiedono di occuparsi della divisione e non è stato indicato nessun altro soggetto a tal fine.

Il soggetto chiamato a dividere il patrimonio deve stabilire il luogo e la data in cui il patrimonio sarà diviso e deve convocare, con modalità verificabili, i titolari delle quote del patrimonio. Il soggetto chiamato a distribuire il patrimonio deve adoperarsi per garantire che i titolari delle quote siano d'accordo con la distribuzione. In caso di raggiungimento di un accordo siffatto, il patrimonio deve essere diviso in modo conforme. In mancanza di accordo, il soggetto chiamato a compiere la divisione ripartisce il patrimonio in modo tale da riconoscere a ciascun titolare di quota una parte della proprietà totale. Se il patrimonio non può essere diviso in altro modo, il giudice ordina, per volontà del soggetto chiamato a compiere la divisione, che determinati beni o, se necessario, tutti i beni che compongono il patrimonio siano da esso venduti. Egli predispone e sottoscrive un verbale di divisione del patrimonio. Il titolare di una quota del patrimonio può contestare la divisione compiuta dal soggetto chiamato ad effettuare la distribuzione, presentando un reclamo contro gli altri titolari di quote entro sei mesi dalla distribuzione.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

Un soggetto può divenire erede se è legato da un rapporto di famiglia, di coniugio o di adozione con il de cuius, come richiesto dalla legge. Un beneficiario può essere una persona fisica o giuridica.

Solo una persona che sia in vita al momento della morte del de cuius o del testatore può essere erede o beneficiario. Un'eccezione è data dal figlio concepito prima della morte del de cuius e nato successivamente vivo.

Un erede o un beneficiario che intenda far valere i propri diritti dovrebbe accettare l'eredità o affermare il proprio diritto nei confronti della persona o delle persone che hanno accettato l'eredità. Se l'eredità non è stata divisa, la domanda deve essere presentata alla persona che amministra il patrimonio. La domanda può anche essere presentata in sede giudiziale. L'erede o il beneficiario deve aver cura dell'eredità o della volontà ricevuta se si è fatto carico del patrimonio da solo o con altre persone, se ha partecipato alla preparazione della documentazione relativa al patrimonio o alla distribuzione o se ha compiuto altre azioni rispetto alla proprietà in questione.

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

Il titolare di una quota del patrimonio del defunto non ha alcuna responsabilità personale per i debiti del defunto. Il titolare di una quota del patrimonio del defunto cui è stato richiesto di predisporre la documentazione relativa al patrimonio risponde dei debiti del defunto solo se omette di presentare la documentazione in parola entro i termini.

I debiti del defunto e del suo patrimonio sono estinti attingendo ai beni del patrimonio stesso. I titolari di quote del patrimonio del defunto rispondono però personalmente per ogni debito o passività contratto in ragione dell'eredità.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

I documenti richiesti ai fini dell'iscrizione della proprietà immobiliare variano a seconda che essa sia stata trasferita in base alla successione o mediante testamento. Nel richiedere la conferma dell'iscrizione nel registro immobiliare sulla base della successione, occorre trasmettere, unitamente alla richiesta, l'inventario dei beni, il verbale di divisione del patrimonio, l'albero genealogico del defunto, eventuali registrazioni attinenti alla divisione del patrimonio e la documentazione relativa alla consegna dei beni ereditati. Il richiedente deve anche dimostrare che la divisione del patrimonio ha acquisito efficacia legale, allegando un documento di accettazione sottoscritto da tutti i titolari delle quote di patrimonio del defunto o un certificato avente effetti legali rilasciato da un giudice competente per il luogo di residenza del defunto.

Nel richiedere la conferma dell'iscrizione nel registro immobiliare sulla base del testamento, occorre trasmettere, unitamente alla richiesta, l'inventario dei beni, l'albero genealogico del defunto, il testamento in originale, un certificato attestante che il testamento ha efficacia legale e prova del fatto che tutti gli eredi sono stati informati del testamento. L'albero genealogico non deve essere allegato alla domanda nei casi in cui è richiesta la certificazione dell'elenco dei titolari delle quote inserito nell'inventario dei beni.

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

Non è obbligatorio chiedere la nomina di un amministratore patrimoniale. Il giudice, se gli è fatta richiesta in tal senso, è tenuto a procedere alla nomina di un amministratore affinché si prenda cura del patrimonio. La richiesta può essere avanzata da ogni titolare di una quota di patrimonio del defunto, dall'esecutore o dal beneficiario del testamento. I beni che compongono il patrimonio possono anche essere trasferiti all'amministratore patrimoniale affinché vengano da questi amministrati su richiesta di un creditore del patrimonio o del defunto o dalla persona responsabile dei debiti del defunto.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

I titolari di quote di patrimonio del defunto gestiscono congiuntamente la proprietà che compone l'asse ereditario, salvo che siano state previste disposizioni speciali per tale gestione. Essi possono anche concordare l'amministrazione congiunta del patrimonio e prevedere che il patrimonio resti indiviso sino a diversa comunicazione o sino a una determinata data.

Il patrimonio del defunto può essere affidato in gestione a un amministratore patrimoniale mediante decisione giudiziale. In tal caso, l'amministrazione congiunta dei titolari delle quote di patrimonio cessa ed essi non possono più adottare decisioni in merito al patrimonio del de cuius, anche se tali decisioni sono adottate all'unanimità.

Il defunto può aver nominato una determinata persona per amministrare il patrimonio come esecutore del suo testamento. Il compito dell'esecutore è garantire la liquidazione del patrimonio e l'esecuzione del testamento. In tali casi, l'esecutore testamentario si occupa delle questioni che sarebbero altrimenti rientrate nella responsabilità dei titolari delle quote di patrimonio o dell'amministratore patrimoniale. La nomina di un esecutore testamentario non preclude la nomina di un amministratore patrimoniale. Se nel testamento è indicato il nome di un esecutore, questi sarà nominato amministratore patrimoniale salvo qualora vi siano buone ragioni per procedere diversamente.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

L'amministrazione congiunta del patrimonio del defunto è una forma di amministrazione unanime rispetto alla quale sono previste eccezioni solo per specifici casi. In caso di amministrazione congiunta del patrimonio del defunto, i titolari delle quote rappresentano il patrimonio nei rapporti con i terzi e possono agire ed essere convenuti in giudizio nell'ambito delle controversie vertenti sul patrimonio. Tuttavia, eventuali misure improrogabili possono essere adottate anche se non è possibile raccogliere il consenso di tutte le persone titolari di una quota del patrimonio. I titolari di quote possono autorizzare un singolo affinché si occupi del patrimonio ereditario.

Il giudice, nel nominare un amministratore patrimoniale, emette un atto di nomina che specifica i beni cui esso si riferisce. I poteri dell'amministratore patrimoniale si riferiscono soltanto al patrimonio per il quale esso è stato nominato. Dopo che il patrimonio del defunto è stato trasferito in gestione all'amministratore patrimoniale, quest'ultimo lo rappresenta nei rapporti con i terzi. Egli può agire ed essere convenuto in giudizio in relazione a questioni attinenti al patrimonio. L'amministratore patrimoniale adotta tutte le misure necessarie per liquidare il patrimonio. Egli è tenuto a chiedere l'opinione dei titolari delle quote del patrimonio del defunto rispetto a questioni che assumono importanza per uno o più di essi. Tuttavia, anche in tali casi, il consenso dei titolari delle quote di patrimonio non è una condizione essenziale dell'azione dell'amministratore patrimoniale.

L'ambito dei poteri dell'esecutore durante il procedimento di liquidazione dipende dal testamento. Salvo ivi diversamente previsto, l'esecutore testamentario ha gli stessi poteri dell'amministratore patrimoniale.

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

I documenti attestanti lo status di legatario o di beneficiario che devono essere redatti durante il procedimento successorio sono l'inventario dei beni e il registro di divisione del patrimonio.

L'inventario dei beni deve indicare i titolari di quote di patrimonio del defunto, i beni e le passività del defunto, i beneficiari e il coniuge superstite (se il coniuge non è titolare di una quota di patrimonio).

Il registro di divisione del patrimonio sta alla base della divisione del patrimonio. Tuttavia, non si tratta di un documento esecutivo, nel senso che non può essere impiegato per avviare un'azione esecutiva o quale strumento di trasferimento della gestione. Ogni provvedimento esecutivo necessita di un distinto provvedimento giudiziale avente valore legale.

In Finlandia non è riconosciuta la nozione di valore probatorio formale di un documento.


La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata al rispettivo punto di contatto della Rete giudiziaria europea (RGE). Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea e l'RGE declinano ogni responsabilità per quanto riguarda le informazioni o i dati contenuti nel presente documento. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Ultimo aggiornamento: 13/03/2017