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Informazioni generali - Francia

INDICE

 

Questa scheda è stata preparata in cooperazione con il Il link si apre in una nuova finestraConsiglio del notariato dell'UE (CNUE).

 

1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

In una situazione transfrontaliera un testamento è valido se è conforme alla legge del luogo in cui è stato redatto.

Condizioni di base in Francia

  • La persona che fa testamento (il testatore) deve essere sana di mente (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 901 del codice civile).
  • Il testatore deve avere la capacità giuridica (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 902 del codice civile).
  • Sono previste disposizioni speciali per le persone sotto tutela giuridica; pertanto un minore di 16 anni non può fare testamento (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 903 del codice civile), come del resto un adulto posto sotto tutela. Le persone sotto curatela (curatelle) possono fare testamento (articolo 470 del codice civile) alle condizioni di cui all'articolo 901.

Requisiti di forma

L'ordinamento francese riconosce quattro tipi di testamento:

  • testamento pubblico: deve essere redatto dinanzi a due notai o dinanzi a un notaio e a due testimoni (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 971 del codice civile). Se il testamento è redatto dinanzi a due notai, il testatore lo detta a questi ultimi. La stessa regola vige qualora sia presente un solo notaio. In entrambi i casi, dopo essere stato redatto, il testamento viene letto al testatore (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 972 del codice civile). Il testamento deve essere firmato dal testatore in presenza del notaio e dei due testimoni (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 973 del codice civile), nonché firmato dal notaio e dai testimoni (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 974 del codice civile);
  • testamento sigillato: dattiloscritto o scritto a mano dal testatore o da un'altra persona, è firmato dal testatore, e viene consegnato al notaio in busta chiusa e sigillata, in presenza di due testimoni (articolo 976 del codice civile);
  • testamento internazionale: è consegnato dal testatore al notaio in presenza di due testimoni; viene firmato dai testimoni e dal notaio stesso, e poi allegato a un certificato redatto dal notaio presso il quale tali atti verranno conservati (Convenzione di Washington del 26 ottobre 1973).

Il testatore può revocare il testamento in ogni momento in conformità dell'articolo 895 del codice civile.

Patti successori

I patti successori sono riconosciuti fin dal gennaio 2007. Essi autorizzano il futuro erede (il figlio) a rinunciare a priori all'eredità in tutto o in parte, a favore di una o più persone che possono essere eredi o meno (fratelli, sorelle o i loro discendenti).

Per essere valida, la dichiarazione di rinuncia deve essere redatta sotto forma di atto pubblico dinanzi a due notai. Il patto deve indicare anche il nome dei beneficiari dell'eredità.

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

Tutte le disposizioni mortis causa e, in particolare, i testamenti olografi, devono essere registrati dal notaio presso il Registro generale dei testamenti (Il link si apre in una nuova finestraFichier central des dispositions de dernières volontés, in appresso: "FCDDV").

Tale Registro può essere consultato da un notaio su richiesta di una qualsiasi persona che dimostri di avere la propria qualità di erede o legatario, dietro presentazione di un certificato di morte della persona di cui è chiesto il testamento.

Il testamento pubblico è sempre registrato presso l'FCDDV.

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

Secondo la normativa francese in materia di successioni, solo i discendenti del de cuius (figli, nipoti, ecc. in ordine di priorità) e il coniuge del defunto in mancanza di discendenti, hanno diritto a una quota di legittima.

I parenti in linea ascendente e collaterale non hanno diritto a una quota di legittima.

Il diritto a una quota di legittima, che limita la libertà del testatore, non può superare i tre quarti del patrimonio. Gli eredi con diritto alla quota di riserva (legittimari – héritiers réservataires) non possono rinunciare a tale quota senza rinunciare alla successione. D'altra parte, essi possono rinunciare in anticipo al diritto di esercitare un'azione di riduzione nei confronti delle donazioni eccedenti la quota disponibile.

Pertanto, tali eredi possono invocare un diritto alla quota di legittima (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 721 del codice civile, Il link si apre in una nuova finestraarticolo 912 del codice civile).

  • Quota di riserva a favore dei figli: la metà se il de cuius lascia solo un figlio al momento del decesso, due terzi se lascia due figli e tre quarti se lascia tre o più figli (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 913 del codice civile).
  • Quota di riserva per il coniuge superstite: la quota di legittima spettante al coniuge superstite è pari a un quarto del patrimonio del defunto (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 914-1 del codice civile). Tale quota spetta al coniuge solo in mancanza di discendenti o ascendenti e solo per le successioni aperte dopo il 1ºluglio 2002.

Procedura per far valere il diritto alla quota di legittima

L'azione di riduzione (action en réduction) consente agli eredi di esercitare il loro diritto alla quota di riserva. Perciò, qualora una donazione diretta o indiretta intacchi la legittima di uno o più eredi, tale donazione può essere dedotta dalla parte disponibile (non riservata) del patrimonio (articolo 920 del codice civile).

L'azione di riduzione può essere avviata unicamente dai legittimari entro cinque anni dall'apertura della successione o entro due anni dalla data in cui viene scoperta l'interferenza (articolo 921 del codice civile).

Qualsiasi legittimario adulto può rinunciare in anticipo al diritto di esercitare un'azione di riduzione (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 929 del codice civile). La rinunzia deve essere dichiarata in un atto pubblico redatto dinanzi a due notai e viene firmata separatamente da ognuna delle parti che rinuncia ai propri diritti, in presenza dei soli notai. Tale dichiarazione deve indicare dettagliatamente le conseguenze giuridiche future che ricadranno su ciascuno dei rinunciatari.

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

In mancanza di un testamento, la legge francese prescrive il seguente ordine di successione:

  • se il defunto non aveva un coniuge e ha lasciato figli, il patrimonio viene diviso tra i discendenti in parti uguali (Il link si apre in una nuova finestraarticoli 734 e735 del codice civile);
  • se il defunto non era sposato e non aveva figli, l'eredità viene trasmessa ai suoi genitori, ai fratelli e alle sorelle e ai loro discendenti (articolo 738 del codice civile);
  • se il defunto non lascia fratelli o sorelle o i discendenti di questi, il padre e la madre ereditano ciascuno la metà del patrimonio (articolo 736 del codice civile);
  • in caso di premorienza della madre e del padre del de cuius, ereditano i suoi fratelli e sorelle o i figli di questi ultimi, escludendo altri parenti, ascendenti o collaterali (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 737 del codice civile).

Se il defunto ha lasciato un coniuge, il regime patrimoniale tra i coniugi deve essere liquidato prima ancora della successione. Dopo la liquidazione del regime patrimoniale tra i coniugi derivante dal matrimonio, si procede secondo le seguenti regole:

  • se il defunto lascia il coniuge e i figli, il coniuge superstite può scegliere tra l'usufrutto (il diritto di usare e fruire) di tutti i beni esistenti o la proprietà di un quarto del patrimonio, se tutti i figli sono nati dalla coppia, e la proprietà di un quarto in presenza di uno o più figli che non siano nati dalla coppia (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 757 del codice civile);
  • se il defunto lascia il coniuge e i genitori, il coniuge eredita la metà del patrimonio, mentre il padre e la madre ereditano un quarto ciascuno. In caso di premorienza di uno dei genitori, il quarto ad esso spettante viene ereditato dal coniuge (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 757-1 del codice civile;
  • in mancanza di ascendenti o discendenti, l'intero patrimonio viene ereditato dal coniuge superstite (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 757-2 del codice civile). In deroga all'articolo 757-2 del codice civile, in mancanza di ascendenti, i fratelli e le sorelle del defunto ricevono la metà dei beni in natura compresi nell'eredità, nonché i beni che il defunto aveva ricevuto dai genitori per successione o donazione. Si tratta di un diritto reversibile (articolo 757-3 del codice civile). Tutti gli altri beni vengono trasmessi al coniuge superstite.

Unioni registrate o di fatto

Il partner superstite di un'unione di fatto e il partner superstite di un'unione registrata non hanno diritto alla successione. D'altra parte, entrambi possono ricevere un legato.

Pertanto, il partner di un'unione registrata non è considerato un erede del de cuius. I partner di un'unione registrata possono ricevere unicamente l'usufrutto dell'abitazione familiare dopo la morte del loro partner in conformità dell'articolo 763 del codice civile. Essi pertanto sono chiamati all'eredità unicamente se sono nominati eredi nel testamento.

Quando esistono figli, che siano nati dalla coppia o meno, solo la quota disponibile (non di riserva) può essere devoluta al partner superstite. La quota disponibile del patrimonio varia a seconda del numero di figli: un terzo dell'eredità se i figli sono due, un quarto in presenza di tre o più figli.

In assenza di figli, l'intera eredità può essere devoluta al partner superstite o a un terzo, poiché non vi sono eredi legittimari. Tuttavia, se i genitori del defunto sono ancora vivi, possono chiedere la restituzione dei beni donati al figlio scomparso, in misura pari a un quarto del patrimonio per ciascun genitore in vita.

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

In Francia, le successioni sono trattate dai notai, il cui coinvolgimento è obbligatorio se l'eredità comprende beni immobili, mentre è facoltativo in assenza di beni immobili.

Il notaio stabilisce l'ordine di successione mediante atto notorio (acte de notoriété) e redige i certificati che registrano il trasferimento della proprietà dei beni immobili dopo la morte del de cuius. Il notaio assiste gli eredi per quanto riguarda i loro adempimenti fiscali (con la redazione e il deposito della dichiarazione di successione entro i termini stabiliti dalla legge e il pagamento delle imposte di successione). Qualora la natura dei beni lo permetta e a seconda del numero degli eredi e dei loro desideri, il notaio procede alla divisione dei beni tra gli eredi, preparando un atto di divisione ereditaria (acte de partage).

In caso di controversia, il tribunale civile di primo grado del luogo in cui è stata aperta la successione ha competenza materiale e territoriale esclusiva.

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

Il tribunale civile di primo grado del luogo in cui è stata aperta la successione è competente a ricevere dichiarazioni di rinuncia o di accettazione a concorrenza dell'attivo netto.

Non è richiesto l'espletamento di particolari formalità se l'eredità viene accettata senza riserve.

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

Il tribunale civile di primo grado del luogo in cui è stata aperta la successione è competente a ricevere le rinunzie ai legati universali e a titolo universale. Ai sensi del diritto francese non è richiesta una dichiarazione di rinunzia per i legati a titolo particolare.

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Istituto sconosciuto dall'ordinamento francese.

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

La successione viene aperta al momento del decesso, nell'ultimo luogo di residenza del defunto.

Immediatamente dopo la morte, gli eredi hanno a disposizione tre possibilità: accettare l'eredità senza riserve, accettare l'eredità a concorrenza dell'attivo netto o rinunciare all'eredità.

L'accettazione pura e semplice può essere espressa o tacita. Si parla di accettazione tacita quando gli eredi intraprendono azioni che implicano necessariamente la volontà di accettare l'eredità e che essi sono legittimati a intraprendere unicamente in qualità di eredi accettanti.

L'accettazione a concorrenza dell'attivo netto richiede il deposito di una dichiarazione presso la cancelleria del tribunale civile di primo grado del luogo in cui si è aperta la successione. La dichiarazione è accompagnata o seguita dall'inventario dei beni ereditari. Tale istituto consente agli eredi di evitare che il loro patrimonio personale venga confuso con l'eredità, di conservare nei confronti dell'eredità tutti diritti vantati in precedenza sul patrimonio del defunto e di rispondere dei debiti ereditari solo per il valore del patrimonio ereditato.

La rinunzia all'eredità non può essere tacita e, per essere opponibile a terzi, deve essere inviata o depositata presso il tribunale del luogo in cui è stata aperta la successione.

Il termine per l'esercizio dei diritti di accettazione o rinunzia all'eredità è di quattro mesi. Trascorso tale periodo di riflessione, qualora un erede non abbia preso una decisione, un creditore, un coerede, lo Stato o qualsiasi altro soggetto che sarebbe chiamato all'eredità in caso di rinunzia dell'erede, può chiedere a quest'ultimo di esercitare una delle tre opzioni. L'erede dispone allora di due mesi per prendere una decisione, ma può chiedere al giudice di concedergli una proroga. Se l'erede non risponde, si considera che abbia accettato senza riserve. Tuttavia, se nessuno obbliga l'erede a fare una scelta, quest'ultimo può attendere fino a dieci anni prima di prendere una decisione, dopo di che si ritiene che abbia tacitamente accettato l'eredità.

La regola generale nel diritto francese è la divisione amichevole dell'eredità, senza l'intervento del giudice. L'intervento del giudice è necessario solamente qualora esista disaccordo tra gli eredi.

Nella maggior parte dei casi l'eredità viene decisa con l'aiuto del notaio. In talune circostanze, tuttavia, l'intervento del notaio non è necessario, in particolare se il patrimonio del testatore non comprende beni immobili. Quando gli eredi consultano un notaio, possono scegliere il notaio che preferiscono. Se non giungono a un accordo sulla scelta di un notaio comune, ciascuno può rivolgersi al proprio.

Una volta scelto il notaio, il passo successivo consiste nella determinazione del patrimonio del testatore, tenuto conto del regime patrimoniale applicabile al rapporto coniugale del defunto, di eventuali donazioni effettuate in precedenza, ecc. Per determinare quali beni siano da prendere in considerazione ai fini della successione, il notaio contatta le varie organizzazioni interessate (compagnie di assicurazione, banche ecc.) e chiede agli eredi di predisporre una stima degli immobili e degli altri beni non quotati in borsa. Occorre inoltre redigere un inventario dei beni mobili. Le passività vengono determinate attraverso un elenco dei debiti del defunto, che si tratti di semplici fatture, imposte, prestazioni sociali ripetibili, fideiussioni o pagamenti compensativi a favore dell'ex coniuge.

Immediatamente dopo il decesso, gli eredi beneficiari diventano proprietari comuni di tutti i beni del defunto fino alla divisione dell'eredità. In quanto comproprietari sono anche responsabili dei debiti nelle stesse proporzioni. Gli atti di vendita dei beni immobili comuni (alienazione di beni ereditari) devono essere decisi all'unanimità, salvo che la proprietà comune non debba essere venduta per pagare debiti e oneri gravanti sulla proprietà stessa. D'altra parte, gli atti di ordinaria amministrazione possono essere decisi dalla maggioranza di almeno i due terzi degli aventi diritto. Inoltre, qualsiasi comproprietario può intraprendere le misure necessarie per mantenere la proprietà in comune. Qualora si verifichi una situazione di stallo, la questione può essere portata dinanzi al giudice, per ovviare alla necessità di ottenere l'autorizzazione di alcuni comproprietari.

La divisione dei beni tra gli eredi pone fine alla proprietà comune. La divisione è decisa amichevolmente qualora esista accordo tra i beneficiari, oppure in esito a un procedimento giudiziale in caso di disaccordo, con l'assistenza di un notaio. Inoltre, la divisione dell'eredità può essere totale o parziale, qualora continui ad esistere la proprietà condivisa dei beni (per esempio, nel caso del diritto di usufrutto).

Tale fase finale nella regolamentazione dell'eredità comprende la trascrizione del trasferimento della proprietà agli eredi. A tal fine, è necessario esibire i certificati di proprietà per provare che gli eredi sono i nuovi proprietari dei beni, a prescindere dal fatto che si tratti di beni immobili, quote societarie, veicoli a motore o valori mobiliari. Nel caso di un immobile, gli eredi devono provvedere alla trascrizione del certificato di proprietà nei registri catastali. La stessa procedura si applica alle azioni delle società di diritto civile, per cui è necessaria la pubblicazione presso la cancelleria del tribunale commerciale.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

Nell'ordinamento francese, gli eredi legittimi acquistano i diritti e gli obblighi del defunto immediatamente dopo la sua morte (articolo 724, primo comma, del codice civile).

Alcuni eredi (legittimari e testamentari) hanno la disponibilità del bene ereditario (articolo 724, secondo comma, del codice civile). Gli altri eredi, e in particolare lo Stato, devono ottenere l'immissione in possesso (envoi en possession) (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 724, terzo comma, del codice civile). Pertanto, da quando è in vigore la legge del 3 dicembre 2001, i legatari e i donatari universali entrano in possesso dei beni senza che sia necessario l'adempimento di formalità, ai sensi dell'articolo 724 del codice civile. Tale disposizione rinvia poi all'articolo 1004 per il pagamento di un legato in presenza di eredi, all'articolo 1006 per il diritto automatico al possesso in mancanza di eredi e all'articolo 1008 per l'immissione in possesso dei beni ereditari.

L'immissione nel possesso dello Stato opera nei casi in cui non esistano eredi di sangue o legatari. In tali casi, lo Stato è rappresentato dall'agenzia del demanio (Administration des domaines).

Per acquisire i lasciti, i legatari universali e a titolo universale devono presentare una richiesta agli eredi in possesso dei beni ereditari, attraverso i quali potranno ottenere il pagamento dei loro rispettivi legati.

Accettazione pura e semplice dell'eredità

L'accettazione pura e semplice dell'eredità può essere espressa o tacita (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 782 del codice civile).

Un'azione che implica l'intenzione di accettare l'eredità e che può essere compiuta esclusivamente da un soggetto in qualità di erede costituisce un atto di accettazione tacita (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 783 del codice civile).

L'alienazione di un determinato bene implica un atto di accettazione dell'eredità (la vendita di un immobile o di un mobile), nei limiti in cui tali beni ricadano nell'eredità. Anche gli atti di amministrazione del patrimonio (tranne le misure provvisorie o di conservazione) compiuti da un erede implicano un'accettazione pura e semplice dell'eredità.

Accettazione dell'eredità a concorrenza dell'attivo netto

Gli eredi hanno anche la possibilità di accettare l'eredità solo a concorrenza dell'attivo netto (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 787 del codice civile). In tal caso essi risponderanno dei debiti del defunto solo fino a concorrenza del valore dei beni ricevuti in eredità. Occorre redigere una dichiarazione e depositarla presso la cancelleria del tribunale civile di primo grado del luogo in cui è stata aperta la successione (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 788 del codice civile).

La dichiarazione deve essere accompagnata o seguita da un inventario dei beni dell'asse ereditario. L'inventario deve essere redatto da un notaio, da un valutatore esperto di vendite all'asta, (commissaire-priseur) o da un ufficiale giudiziario (huissier) (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 789 del codice civile).

L'inventario deve essere presentato al tribunale competente entro due mesi dal deposito della dichiarazione. In mancanza di un inventario, si considera che l'eredità sia stata accettata senza riserve (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 790 del codice civile). L'inventario deve contenere tutte le voci dell'eredità, sia attive sia passive.

Rinuncia

È sempre possibile rinunciare all'eredità presentando una dichiarazione al tribunale civile di primo grado del luogo in cui è stata aperta la successione. La rinunzia deve essere dichiarata espressamente (articolo 804 del codice civile).

L'erede rinunciatario si considera come una persona che non sia stata mai chiamata all'eredità.

La revoca è retroattiva (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 807 del codice civile).

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

Gli eredi universali e gli eredi a titolo universale che accettano l'eredità senza riserve rispondono illimitatamente dei debiti e degli oneri gravanti sul patrimonio del defunto. Essi sono tenuti a pagare i legati di somme di denaro solo fino a concorrenza del valore dei beni ereditari al netto dei debiti (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 785 del codice civile).

Qualora esistano più eredi, ognuno di essi risponde personalmente dei debiti e degli oneri gravanti sull'eredità in proporzione alla quota ereditaria (articolo 873 del codice civile).

Gli eredi che hanno optato per l'accettazione pura e semplice rispondono illimitatamente di tutti i debiti e oneri del defunto. Tuttavia, gli eredi possono chiedere di essere sollevati in tutto o in parte da un'obbligazione debitoria gravante sull'eredità se, al momento della successione, potevano non essere al corrente dell'esistenza di tale obbligazione e qualora il pagamento dei debiti possa gravemente pregiudicare i loro beni.

  • Se hanno optato per l'accettazione dell'eredità a concorrenza dell'attivo netto, gli eredi rispondono dei debiti del defunto solo per il valore dei beni ricevuti.
  • Gli eredi che hanno rinunziato alla successione non rispondono dei debiti.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

Ai sensi dell'articolo 710-1 del codice civile, i documenti richiesti ai fini dell''iscrizione nei registri catastali sono l'atto pubblico redatto da un notaio che esercita in Francia, le decisioni giudiziarie e gli atti autentici redatti da un'autorità amministrativa.

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

Il diritto francese non prevede né richiede il coinvolgimento di un amministratore. È tuttavia possibile che l'autorità giudiziaria nomini un amministratore. È compito degli eredi fornire informazioni al catasto, con l'ausilio del notaio. Il testatore può nominare un esecutore testamentario, i cui poteri sono definiti dagli articoli 1025 e segg. del codice civile.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

È compito degli eredi eseguire il testamento e amministrare l'eredità. Nel caso di una controversia, è competente il tribunale civile di primo grado del luogo in cui è stata aperta la successione.

In tali casi, il giudice investito della causa può nominare un mandatario con il compito di amministrare l'eredità e di rappresentare tutti gli eredi entro i limiti dei poteri che gli sono conferiti.

L'ordinamento francese prevede anche altri tipi di mandato ai fini dell'amministrazione dell'eredità, in particolare, il mandato post mortem, mediante il quale il testatore nomina un mandatario per amministrare o gestire parte dell'eredità nell'interesse degli eredi. Altre possibilità sono date dal contratto di mandato, che è soggetto all'applicazione delle regole generali del diritto e, infine, dal mandato conferito dal giudice, menzionato in precedenza.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

Gli eredi in possesso dei beni ereditari hanno pieni poteri. Se sorge un problema o si crea una situazione di stallo, la questione può essere portata dinanzi a un giudice, il quale può decidere di nominare un amministratore. In tal caso, il mandatario è responsabile dell'amministrazione provvisoria dell'eredità, qualora vi sia stata inerzia, negligenza o errore da parte di uno o più eredi. Nel proprio ruolo, il mandatario agisce per conservare, controllare e amministrare il patrimonio (articolo 813-4). Nei limiti dei poteri che gli sono conferiti, il mandatario agisce anche in rappresentanza dell'insieme degli eredi per gli atti in materia civile e giudiziaria (articolo 813-5 del codice civile).

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

Nel diritto francese, l'atto notorio è il documento fondamentale del procedimento successorio gestito da un notaio. La successione si chiude con la divisione dei beni, che pone fine alla proprietà comune. La divisione dei beni può essere amichevole (articolo 835 del codice civile) o giudiziale (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 840 del codice civile). Ciascun erede può chiedere la divisione dei beni (Il link si apre in una nuova finestraarticolo 815 del codice civile). La divisione può essere chiesta anche dal creditore di un comproprietario (articolo 815-17 del codice civile).

La trasmissione del patrimonio agli eredi viene generalmente registrata in un documento ufficiale (atto notorio – acte de notoriété), che è rilasciato da un notaio e indica gli eredi del defunto e le quote ereditarie spettanti a ciascuno di essi.

Pertanto l'atto notorio stabilisce quali sono i soggetti chiamati all'eredità.

Quando redige un atto di notorietà, il notaio convoca due testimoni scelti dagli eredi. I testimoni devono essere adulti, non possono essere una coppia di coniugi né parenti del defunto, anche se devono averlo/a conosciuto/a molto bene.

L'atto notorio è un documento autentico.

Una volta redatto l'atto di notorietà, al termine del procedimento successorio, il notaio redige un atto di divisione ereditaria (acte de partage) stabilendo, in relazione a ciascuna quota, come deve essere suddiviso il patrimonio del testatore tra gli eredi. Anche tale atto costituisce un documento autentico.


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Ultimo aggiornamento: 13/02/2017