Percorso di navigazione

menu starting dummy link

Page navigation

menu ending dummy link

Successioni - Lituania

INDICE

 

Questa scheda è stata preparata in cooperazione con il Il link si apre in una nuova finestraConsiglio del notariato dell'UE (CNUE).

 

1 Come è redatta la disposizione a causa di morte (con testamento, con testamento congiuntivo o con patto successorio)?

Una disposizione mortis causa è redatta sotto forma di testamento conformemente al codice civile della Repubblica di Lituania (Lietuvos Respublikos civilinis kodeksas). Il testamento può essere autentico (redatto per iscritto in due copie autenticate da un notaio ovvero da un funzionario consolare della Repubblica di Lituania all'estero) oppure privato (testamento olografo, che deve indicare nome e cognome del testatore, la data - giorno, mese, anno - e il luogo in cui viene redatto il testamento, le volontà del testatore e la firma di quest'ultimo; il testamento olografo può essere redatto in qualsiasi lingua). I coniugi possono redigere un testamento congiuntivo in cui si nominano reciprocamente eredi, talché alla morte di uno di essi il coniuge superstite eredita l'intero patrimonio del defunto (compresi i beni in comunione), con l'eccezione di eventuali quote di legittima.

2 La disposizione a causa di morte deve essere registrata e, in caso affermativo, in che modo?

Il testamento ufficiale viene autenticato e iscritto nell'apposito registro notarile in presenza del testatore. Una copia del testamento viene detenuta dal testatore e un'altra copia rimane custodita presso l'organismo di certificazione. Il testamento olografo può essere affidato dal testatore in custodia a un notaio o a un funzionario consolare della Repubblica di Lituania all'estero. In Lituania, il registro delle successioni è gestito dall'Ufficio centrale delle ipoteche (Centrinė hipotekos įstaiga). I notai e i funzionari consolari devono notificare a detto Ufficio i testamenti autentici, accettati in custodia o annullati, entro tre giorni dal ricevimento di tali documenti. La relativa comunicazione deve indicare nome e cognome, numero personale d'identificazione e luogo di residenza del testatore, nonché la data, il luogo di emissione e il tipo di testamento, e il luogo in cui esso è custodito. Non è necessario specificare il contenuto del testamento.

3 Esistono restrizioni alla libertà di disporre causa di morte (ad esempio: quota di legittima)?

Sì, il codice civile prevede il diritto a una quota di legittima: i figli del defunto (anche adottivi), il coniuge e i genitori (anche adottivi) che erano a carico del defunto alla data del decesso ereditano, indipendentemente dal contenuto del testamento, la metà della quota cui avrebbero avuto diritto attraverso la successione ab intestato (quota di legittima) salvo che il testamento non disponga un lascito di valore superiore. La quota di legittima è determinata sulla base del valore del patrimonio compresi i mobili e gli oggetti di uso domestico contenuti nell'abitazione familiare.

4 In mancanza di disposizioni a causa di morte, chi eredita e in che percentuale?

In mancanza di un testamento si apre la successione legittima. In tale caso i soggetti che ereditano il patrimonio in parti uguali sono: gli eredi di primo grado - i figli del defunto, compresi i figli adottivi e i figli nati dopo la morte del de cuius; gli eredi di secondo grado - i genitori del defunto (inclusi i genitori adottivi) e i nipoti; gli eredi di terzo grado - i nonni paterni e materni del defunto e i suoi pronipoti; gli eredi di quarto grado - fratelli e sorelle del defunto, bisnonni paterni e materni; gli eredi di quinto grado - i figli dei fratelli o delle sorelle del defunto (nipoti) e i fratelli o le sorelle dei genitori del defunto (zii e zie); gli eredi di sesto grado - i figli degli zii o delle zie (cugini). Gli eredi di secondo grado accedono alla successione legittima solo in assenza di eredi di primo grado, nel caso in cui questi non accettino o rinuncino all'eredità, oppure qualora tutti gli eredi di primo grado siano stati privati dei rispettivi diritti di successione. Gli eredi di terzo, quarto, quinto e sesto grado ereditano in assenza di eredi di grado più prossimo o nel caso in cui questi ultimi rinuncino o siano stati privati dei diritti di successione. I figli adottivi e i loro discendenti che accedono all'eredità in seguito al decesso di un genitore adottivo o dei suoi parenti sono trattati alla stregua dei figli biologici dei genitori adottivi e dei loro discendenti. Essi non ereditano attraverso la successione legittima dopo il decesso dei loro genitori biologici e degli altri parenti consanguinei di grado più alto nell'ordine di successione, come accade in caso di decesso dei fratelli di sangue. I genitori adottivi e i loro parenti che ricevono un'eredità dopo il decesso di un figlio adottivo o dei suoi discendenti sono trattati alla stregua dei genitori biologici e degli altri parenti consanguinei. I genitori biologici di un figlio dato in adozione e i suoi parenti consanguinei di grado superiore nella linea di discendenza non ereditano in virtù di una successione legittima dopo il decesso del figlio dato in adozione o dei suoi discendenti. I figli di genitori sposati o di genitori il cui matrimonio è stato annullato hanno diritto alla successione legittima, come i figli nati fuori dal matrimonio la cui paternità sia stata accertata secondo la legge. Qualora il genitore di un nipote o di un pronipote del defunto avesse diritto all'eredità ma fosse deceduto al momento dell'apertura della successione, i nipoti e i pronipoti del de cuius accedono alla successione legittima assieme ai corrispondenti eredi di primo e di secondo grado. Essi ereditano in parti uguali le quote di eredità che sarebbero spettate al padre o alla madre premorti in base alla successione legittima. Il coniuge superstite eredita attraverso la successione legittima o assieme agli eredi di primo e di secondo grado. Al coniuge spetta un quarto dell'eredità come agli eredi di primo grado e qualora non vi siano più di tre eredi oltre al coniuge. Qualora esistano più di tre eredi, il coniuge eredita con gli altri eredi in parti uguali. Se il coniuge eredita assieme agli eredi di secondo grado, ha diritto a metà dell'eredità. In mancanza di eredi di primo e di secondo grado, il coniuge eredita l'intero patrimonio. Gli oggetti di arredo ordinario e di uso domestico dell'abitazione familiare passano agli eredi per via di successione legittima a prescindere dal loro grado di parentela e dalla rispettiva quota ereditaria, purché essi abbiano vissuto con la persona defunta per almeno un anno prima del decesso.

5 Qual è l'autorità competente:

5.1 in materia successoria?

Il notaio e il giudice del luogo in cui viene aperta la successione.

5.2 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione dell'eredità?

Il notaio del luogo in cui viene aperta la successione.

5.3 a ricevere una dichiarazione di accettazione o di rinuncia di un legato?

Il notaio del luogo in cui viene aperta la successione.

5.4 a ricevere una dichiarazione di rinuncia o di accettazione di una quota di legittima?

Il notaio del luogo in cui viene aperta la successione.

6 Breve descrizione della procedura per decidere una successione secondo il diritto nazionale (compreso lo scioglimento del patrimonio e la ripartizione degli attivi, con informazione se la procedura è iniziata su istanza di un giudice o d'ufficio da parte di un'altra autorità competente)

Ai sensi del codice civile, per acquistare l'eredità un erede deve accettarla. L'accettazione non può essere parziale né soggetta a condizioni o eccezioni. Si ritiene che un erede abbia accettato l'eredità quando inizia effettivamente a gestire i beni ereditari o allorché presenta una domanda di accettazione dell'eredità con beneficio d'inventario presso un notaio del luogo in cui è stata aperta la successione. Si considera che un erede abbia accettato l'eredità quando comincia effettivamente a gestire i beni ereditari, trattandoli come se fossero di sua proprietà (qualora gestisca, utilizzi, disponga e sorvegli i beni, paghi le tasse e abbia presentato all'autorità giudiziaria una domanda in cui esprime l'intenzione di accettare l'eredità e nomina un amministratore dell'eredità ecc.). L'erede che abbia iniziato a gestire una qualsiasi parte del patrimonio o perfino un singolo bene si considera come se avesse accettato l'eredità integralmente. Un erede che abbia iniziato a gestire il patrimonio ha il diritto di rinunciare alla successione entro il termine impartito per l'accettazione dell'eredità, presentando una domanda di rinuncia a un notaio del luogo in cui si è aperta la successione. In tale caso, si considera che l'erede abbia gestito la successione nell'interesse di altri beneficiari. Tali operazioni devono essere compiute entro tre mesi dall'apertura della successione. Le persone il cui diritto di successione si costituisca unicamente a seguito della rinuncia da parte di altri eredi possono manifestare la loro volontà di accettare la successione entro tre mesi dal giorno in cui è sorto il diritto alla successione. Il giudice può prorogare il termine per l'accettazione dell'eredità qualora si riconosca che l'inosservanza del termine sia imputabile a motivi gravi. La successione può anche essere accettata dopo la scadenza del termine senza inoltrare una richiesta all'autorità giudiziaria, qualora tutti gli eredi che hanno già accettato l'eredità siano d'accordo. Il notaio è tenuto a comunicare all'Ufficio centrale delle ipoteche l'accettazione della successione entro tre giorni lavorativi. L'erede o il legatario ha il diritto di rinunciare all'eredità entro tre mesi dall'apertura della successione. La rinuncia non può essere parziale né soggetta a condizioni o eccezioni. L'atto di rinuncia produce gli stessi effetti della mancata accettazione della successione. Il soggetto chiamato all'eredità rinuncia alla successione presentando una domanda a un notaio del luogo in cui è stata aperta la successione. Non può rinunciare alla successione l'erede che abbia già presentato domanda di accettazione presso un notaio competente ovvero che abbia richiesto un certificato di successione. Nel caso in cui ci siano più beneficiari, i beni ereditari cadono in comproprietà di tutti i beneficiari salvo che il testamento contenga una disposizione contraria. Nessuno può essere costretto a rinunciare al proprio diritto di separare la quota che gli spetta dalla massa ereditaria. L'eredità è suddivisa tra gli eredi di comune accordo. L'eredità non può essere divisa prima della nascita dell'erede o del legatario e nemmeno se, nel testamento, il de cuius abbia disposto che i beni ereditati devono rimanere in comproprietà degli eredi per un determinato lasso di tempo. Tale periodo non può essere superiore a cinque anni dall'apertura della successione, tranne nei casi in cui tra gli eredi vi siano dei minorenni. In tale caso, il testatore può proibire di procedere alla divisione dell'eredità finché gli eredi interessati avranno compiuto diciotto anni. Gli eredi possono dividere la massa ereditaria di comune accordo prima di iscrivere i rispettivi diritti sui beni ereditari nel pubblico registro. La divisione dei beni immobili è formalizzata con atto notarile, che deve essere iscritto nel pubblico registro. Se gli eredi non raggiungono un accordo sulla divisione dei beni ereditari, questi sono divisi dal giudice sulla base dei ricorsi presentati da ciascun erede. I beni divisibili sono devoluti in natura e i beni indivisibili sono devoluti ad uno degli eredi in considerazione della natura del bene e delle esigenze dell'erede, mentre gli altri eredi vengono compensati per il valore del bene indivisibile con un altro bene o una somma di denaro. Con il consenso dei beneficiari è possibile vendere all'asta l'intero patrimonio ereditario o singoli beni e quindi dividere i proventi tra i beneficiari; in alternativa, gli eredi possono organizzare tra di loro una vendita con incanto dei singoli beni ereditari e devolvere il bene all'erede che offre il prezzo più alto. Il trasferimento di singoli beni ad un erede in particolare può essere stabilito di comune accordo tirando a sorte.

7 Come e quando si diventa eredi o legatari?

La successione si considera aperta con la morte del de cuius, oppure nel giorno in cui diventa definitiva la sentenza del giudice che dichiara deceduta una persona o il giorno del decesso indicato nella sentenza dell'autorità giudiziaria. Per diventare erede, una persona deve accettare l'eredità (attraverso la gestione del bene ereditato o con la presentazione dell'apposita domanda di accettazione presso un notaio del luogo in cui si è aperta la successione). Un legatario comunica la propria accettazione all'esecutore testamentario (amministratore dell'eredità), a un erede che ha accettato l'eredità e che è autorizzato a dare esecuzione al legato oppure a un notaio del luogo in cui si è aperta la successione. Qualora il legato riguardi diritti su un bene immobile, la domanda deve essere rivolta al notaio.

8 Gli eredi sono responsabili dei debiti del defunto e, in caso affermativo, a quali condizioni?

Un erede che ha accettato la successione compiendo atti dispositivi dei beni ereditari o presentando una domanda al notaio risponde dei debiti del testatore con l'insieme del suo patrimonio. Qualora l'eredità sia stata accettata senza riserve da più eredi, questi ultimi rispondono in solido dei debiti del testatore con il loro intero patrimonio. Il soggetto chiamato all'eredità ha il diritto di dichiarare, nella domanda di accettazione dell'eredità rivolta al notaio, che intende accettare con beneficio d'inventario. In tale caso, l'erede risponderà dei debiti del testatore solo nella misura della porzione ereditata. Se almeno una persona ha accettato l'eredità con beneficio d'inventario, si presume che anche gli altri eredi abbiano accettato l'eredità con la stessa formula. L'inventario può essere richiesto anche dai creditori del testatore. Se, al momento di redigere l'inventario, l'avente diritto omette volontariamente di indicare tutti i beni che compongono la massa ereditaria o dissimula i debiti del testatore, oppure include debiti inesistenti nell'inventario di propria iniziativa, o se l'erede non adempie il proprio obbligo di fornire dati completi ai fini della redazione dell'inventario, tale erede risponde dei debiti del testatore con l'insieme del suo patrimonio.

9 Quali sono i documenti e le informazioni che di solito sono richiesti al fine della registrazione di un bene immobile?

I beni immobili seguenti vengono iscritti nei registri immobiliari qualora siano stati classificati come singoli beni immobili e siano stati numerati conformemente alle procedure stabilite dalla legge lituana sul catasto (Lietuvos Respublikos nekilnojamojo turto kadastro įstatymas): appezzamenti di terreno, edifici, appartamenti inseriti in un fabbricato e fondi. La domanda per l'iscrizione di un immobile nel registro immobiliare (Nekilnojamojo turto registras) deve essere corredata dei seguenti documenti:

  1. una domanda di iscrizione nel registro dei diritti reali immobiliari (diritti di proprietà o di gestione) o di modifica dei dati del registro immobiliare relativi ai diritti di proprietà;
  2. i documenti relativi all'iscrizione nel registro fondiario dei dati catastali su un immobile che è stato classificato al catasto come singolo immobile, ed ogni documento di modifica di tali dati (decisione emessa da una pubblica autorità o da un ente di gestione, una sentenza, ordinanza, decisione o provvedimento del giudice, transazioni scritte, documenti ottenuti da altri uffici catastali e registri pubblici, o altri documenti previsti dalla legislazione o dal governo);
  3. i documenti attestanti la trasmissione della proprietà dell'immobile, la costituzione di diritti di proprietà, le restrizioni di tali diritti e fatti giuridici, nonché la donazione, la compravendita o la locazione di società; gli atti notarili attestanti la costituzione di diritti di proprietà, le restrizioni di tali diritti e fatti giuridici, trasmessi dal notaio alla cancelleria locale in formato elettronico;
  4. i documenti che identificano il richiedente la registrazione, tranne nei casi in cui la domanda sia inoltrata per posta ordinaria, per via elettronica o attraverso un notaio.

Nel caso della successione di un bene immobile, qualora i diritti di proprietà risultino già iscritti nel registro immobiliare, l'unico documento che l'erede deve presentare è il certificato di successione rilasciato dal notaio (o il certificato di proprietà, in caso di morte di un coniuge ove l'intera proprietà sia devoluta al coniuge superstite). Le menzioni del rilascio di un certificato di successione (ove l'immobile sia ereditato) e/o di un certificato di proprietà (in caso di morte di un coniuge) possono anche essere incluse nel registro immobiliare dopo il ricevimento di un'apposita comunicazione del notaio.

9.1 La nomina di un amministratore è obbligatoria o diventa tale solo su richiesta? Se essa è obbligatoria o lo diventa su richiesta, quali sono i necessari adempimenti a tal fine?

Quando la proprietà ereditata è un'impresa individuale o un'azienda agricola, o qualora i debiti del de cuius superino il valore della successione, al momento dell'accettazione dell'eredità l'avente diritto può rivolgersi al giudice del luogo in cui è stata aperta la successione per nominare un amministratore dell'eredità, o per nominare un amministratore e decidere in merito all'opportunità di condurre un'asta o di avviare una procedura fallimentare. In tale caso i debiti del defunto sono coperti unicamente dall'eredità. Se la massa ereditaria include un patrimonio da gestire (impresa individuale, azienda agricola, titoli ecc.) e tale patrimonio non può essere gestito dall'esecutore testamentario o dall'erede, oppure se i creditori del defunto intraprendono un'azione prima dell'accettazione dell'eredità, il tribunale distrettuale nomina un amministratore del patrimonio ereditario. L'amministrazione del patrimonio è decisa con decisione del tribunale distrettuale del luogo di apertura della successione. Con tale decisione il giudice nomina un amministratore dell'asse ereditario e determina il compenso di quest'ultimo.

9.2 Chi può eseguire una disposizione a causa di morte del defunto e/o chi può amministrarne il patrimonio?

Le disposizioni testamentarie sono eseguite dall'esecutore testamentario, da un erede nominati dal testatore oppure da un amministratore nominato dal giudice. Se il testatore non ha nominato un esecutore testamentario oppure se l'esecutore o l'erede nominato nel testamento non è in grado di esercitare le funzioni che gli sono state attribuite, il tribunale distrettuale del luogo in cui si è aperta la successione nomina un amministratore dell'eredità affinché compia tutte le operazioni necessarie per l'esecuzione del testamento. L'esecutore testamentario compie tutte le operazioni necessarie per l'esecuzione del testamento e, in attesa della nomina di un amministratore o della definizione degli eredi, svolge le funzioni degli eredi: provvede alla gestione dell'eredità, redige l'inventario dei beni, paga i debiti associati all'eredità, recupera i debiti dai debitori del defunto, paga gli alimenti per le persone a carico del defunto, ricerca gli eredi, verifica se gli eredi accettano la successione e così via.

9.3 Quali sono i poteri di un amministratore?

L'amministratore dell'eredità ha gli stessi diritti e doveri dell'esecutore testamentario ed è soggetto mutatis mutandis alle disposizioni relative ai diritti di proprietà contenute nel codice civile, regolanti l'amministrazione dei beni e delle attività di un'altra persona.

10 Quali sono i documenti tipicamente emessi secondo il diritto nazionale durante o alla fine del procedimento successorio che provano lo status e i diritti dei beneficiari? Essi hanno specifici effetti probatori?

Trascorsi tre mesi dall'apertura della successione, gli eredi o i legatari possono rivolgersi a un notaio del luogo in cui si è aperta la successione per ottenere un certificato di successione. Tale certificato è un documento redatto secondo la forma stabilita dallo Stato, in cui si attesta che un erede ha accettato l'eredità ed ha acquistato diritti di proprietà sui beni ereditari. È importante osservare che, ai sensi del codice civile lituano, il diritto di proprietà su un bene ereditario sorge in virtù dell'accettazione dell'eredità piuttosto che con l'emissione del certificato di successione. Inoltre, ottenere detto certificato è un diritto del beneficiario, ma non un obbligo. Il certificato di successione attesta l'accettazione dell'eredità e fornisce il titolo giuridico per registrare i diritti di proprietà sui beni immobili ereditati. Ai sensi del codice di procedura civile lituano (Lietuvos Respublikos civilinio proceso kodeksas), un certificato di successione emesso da un notaio è considerato una prova scritta ufficiale con il massimo valore probatorio. I fatti riportati in una prova ufficiale scritta sono considerati pienamente accertati finché non vengano smentiti da prova contraria, con l'eccezione delle dichiarazioni dei testimoni.


La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata al rispettivo punto di contatto della Rete giudiziaria europea (RGE). Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea e l'RGE declinano ogni responsabilità per quanto riguarda le informazioni o i dati contenuti nel presente documento. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Ultimo aggiornamento: 03/11/2015