Assunzione delle prove

Quando si avvia un procedimento giudiziario di solito è indispensabile presentare al giudice le prove a sostegno della propria domanda.


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L'assunzione delle prove nel procedimento civile non si limita al confine dello Stato Membro. Talvolta può essere necessario assumere prove in uno Stato membro diverso da quello di residenza, come per esempio sentire testimoni o esperti, oppure può accadere che il giudice debba recarsi sul luogo di un altro Stato membro in cui è avvenuto il fatto. Per quanto riguarda l'assunzione transnazionale delle prove nell'Unione europea, la cooperazione giudiziaria tra gli organi giudicanti degli Stati membri in materia di assunzione di prove nelle cause civili o commerciali è disciplinata dal Il link si apre in una nuova finestraregolamento (CE) n. 1206/2001 del 28 maggio 2001.

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Ultimo aggiornamento: 21/01/2019

Assunzione delle prove - Belgio

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INDICE


1 Onere della prova

1.1 Quali sono le norme sull’onere della prova?

Il sistema giuridico belga distingue fra diritto civile e diritto commerciale. Quest'ultimo è specificamente destinato a chi esercita attività commerciali, mentre il primo opera come diritto comune.

Nell'ambito del diritto civile, le prove sono disciplinate negli articoli 1315 e seguenti del Burgerlijk Wetboek (codice civile). Si tratta di un sistema chiuso, che prevede mezzi di prova rigorosamente regolamentati (si veda, nel dettaglio, il punto 5a).

Per quanto attiene al diritto commerciale, le disposizioni applicabili in materia di prova sono contenute nell'articolo 25 del Wetboek van Koophandel (codice del commercio). La caratteristica principale è che si tratta di un sistema aperto e che riconosce la libertà dei mezzi di prova rispetto alle attività commerciali. L'articolo 25 del codice del commercio stabilisce espressamente quanto segue: “Oltre ai mezzi di prova ammessi dal diritto civile, le obbligazioni commerciali possono anche essere comprovate a mezzo testi in tutti i casi in cui il giudice ritenga di poterlo autorizzare, ferme restando le eccezioni stabilite per casi specifici. Gli acquisti e le vendite possono essere provati mediante fattura accettata dal destinatario, fermi restando gli altri mezzi di prova autorizzati dalle disposizioni di diritto commerciale”.

Gli aspetti processuali in materia di prove nelle controversie civili e commerciali sono disciplinati negli articoli 870 e seguenti del Gerechtelijk Wetboek (codice di procedura civile). L'articolo 876 del suddetto codice stabilisce che il giudice definisce la vertenza nel rispetto delle disposizioni sulla prova applicabili per il tipo di controversia in esame. Si può trattare di una vertenza civile o commerciale.

L'onere di fornire la prova di un determinato evento, di una determinata tesi o di un'affermazione grava sulla parte che intende avvalersene. La parte che richiede l'adempimento di un'obbligazione deve provarne l'esistenza. Di contro, la parte che eccepisce di essere liberata dall'obbligazione deve fornire prova del pagamento o del fatto estintivo dell'obbligazione nei suoi confronti (articolo 1315 del codice civile). Nell'ambito di un procedimento giudiziario ciascuna parte deve fornire la prova dei fatti da essa dedotti (articolo 870 del codice di procedura civile: “actori incumbit probatio”). Spetta poi alla controparte confutare il valore probatorio di tali fatti ove ciò sia possibile e permesso.

1.2 Esistono norme che dispensano dal provare certi fatti? In quali casi? È possibile produrre prove per invalidare una determinata presunzione legale?

Tutti i fatti possono essere oggetto di prova, salvo sussistano eccezioni fondate su motivi di ordine pubblico e sicurezza nazionale. Il diritto alla prova nel corso del procedimento incontra tuttavia tre limiti. In primo luogo, il fatto oggetto di prova deve essere pertinente. In secondo luogo, esso deve essere decisivo, nel senso che deve contribuire a fondare il convincimento del giudice in merito alla decisione da assumere nella controversia. La legge deve, da ultimo, ammettere che sia fornita prova di determinati fatti: la vita privata, il segreto professionale e la riservatezza della corrispondenza, ad esempio, non possono essere violati.

Le presunzioni sono in linea di principio confutabili dalla controparte, ad eccezione delle presunzioni assolute (“iuris et de iure”) in relazione alle quali è previsto addirittura un divieto di addurre prova contraria. Per le presunzioni relative (“iuris tantum”) è invece ammessa la prova contraria: le forme di prova ammesse a tal fine sono disciplinate nel diritto civile, ma non nel diritto commerciale.

1.3 In quale misura il giudice deve essere convinto di un fatto per porlo a fondamento della sua decisione?

Il giudice deve essere convinto degli elementi dedotti dalle parti. Tale convincimento dipende dal loro valore probatorio e dalla loro attendibilità. Il giudice, se ritiene che l'elemento dedotto possa contribuire a definire la controversia e che esso rifletta la realtà in modo credibile, attribuisce a tale elemento valore probatorio. È solo quando il giudice ha attribuito valore probatorio a un determinato aspetto che esso può essere correttamente considerato come prova.

Il valore probatorio è un aspetto soggettivo, mentre la prova concreta è rigorosamente oggettiva. La natura di prova dipende dal grado di attendibilità richiesto al mezzo probatorio. La legge attribuisce valore probatorio solo a mezzi di prova che offrono sufficiente credibilità, poiché il giudice viene poi privato del suo potere di valutazione. È il caso della prova documentale. Il giudice che interpreta il contenuto di un documento legittimamente acquisito in modo incompatibile con la formulazione del testo, viola la natura di prova riconosciuta ai documenti formali. La parte soccombente può invocare tale circostanza quale motivo di ricorso dinanzi alla Corte di cassazione.

2 Assunzione delle prove

2.1 L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di parte o anche ad iniziativa del giudice?

La parte che formula un'affermazione, deve poterla dimostrare. In alcuni casi il giudice può imporre alla parte di utilizzare un determinato mezzo di prova, come nel caso del giuramento deferito d'ufficio (articolo 1366 del codice civile). Il giudice, nel rispetto di rigorose condizioni, può deferire il giuramento a una parte per farne dipendere la decisione in merito a una causa oppure semplicemente per fissare l'importo da riconoscere.

Il giudice può interrogare le parti od ordinare di propria iniziativa l'escussione di un teste, salvo che la legge lo vieti (articolo 916 del codice di procedura civile). Può altresì nominare un perito affinché questi rediga una perizia volta a stabilire determinati fatti o a fornirgli un parere tecnico (articolo 962 del codice di procedura civile).

2.2 Una volta accolta la richiesta di parte di assunzione delle prove, quali sono le fasi successive?

I mezzi istruttori devono essere richiesti da una delle parti mediante domanda in via principale o incidentale. Il giudice può – con provvedimento motivato ‑ accogliere o respingere tali richieste.

Nel caso della perizia calligrafica (articolo 883 del codice di procedura civile) o di querela di falso (articolo 895 del codice di procedura civile), il giudice intima alle parti di comparire (assistite o meno dai loro avvocati) e di presentare tutti i titoli, documenti e atti oggetto di raffronto, oppure l'atto di cui è contestata l'autenticità. Il giudice può esaminare immediatamente la causa o può farla iscrivere a ruolo per poi compiere indagini in proprio o consultare un perito. Il giudice si pronuncia infine sulla perizia calligrafica o sulla querela di falso.

Se una parte offre di fornire la prova attraverso una o più testimonianze, il giudice può autorizzarla ove la prova sia ammissibile (articolo 915 del codice di procedura civile). Se la legge non lo vieta, il giudice può ordinare l'audizione di testimoni. I testimoni sono citati a comparire dal cancelliere almeno otto giorni prima della data della loro audizione. Essi sono tenuti a prestare giuramento e sono sentiti singolarmente dal giudice. Il giudice può porre loro domande di propria iniziativa o su richiesta della parte. Le testimonianze sono verbalizzate, lette ad alta voce e, se necessario, corrette e completate; dopodiché l'audizione è chiusa.

Il giudice può ordinare una perizia al fine di dirimere o prevenire una controversia. La perizia può riferirsi soltanto a risultanze di fatto o a pareri tecnici (articolo 962 del codice di procedura civile). Il perito opera sotto la supervisione del giudice. Le parti gli forniscono tutti i documenti richiesti e soddisfano ogni richiesta ragionevole. La perizia deve essere presentata entro un termine fissato con provvedimento del giudice. Il giudice non è tenuto a seguire il parere dell'esperto se la perizia contrasta con il suo fermo convincimento.

Il giudice può, su richiesta delle parti o di propria iniziativa, ordinare un sopralluogo (articolo 1007 del codice di procedura civile). Il sopralluogo, cui le parti possono partecipare o meno, è condotto dal giudice che lo ha ordinato o da un terzo ufficialmente incaricato a tal fine. Tutte le operazioni e le risultanze sono registrate in un verbale che viene trasmesso alle parti.

2.3 In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove?

Il giudice non è mai obbligato ad accogliere una richiesta di mezzi istruttori di una delle parti. È invece tenuto a dare seguito alle richieste di rogatoria che gli vengono presentate (articolo 873 del codice di procedura civile).

2.4 Quali sono i mezzi di prova?

Il diritto civile (comune) prevede cinque tipologie di mezzi di prova: la prova scritta, la prova testimoniale, le presunzioni, la confessione delle parti e il giuramento (articolo 1316 del codice civile).

La prova scritta (articolo 1317 del codice civile) può essere fornita sotto forma di atto pubblico o di scrittura privata. Nel primo caso si tratta di un atto emesso nei modi di legge da un funzionario pubblico competente (ad esempio da un notaio o da un ufficiale dello stato civile) e che forma, fra le parti e rispetto a terzi, piena prova dell'accordo che vi è contenuto. Una scrittura privata riconosciuta, firmata da tutte le parti interessate e redatta in tante copie quante sono le parti, forma piena prova per le parti. La forma scritta è richiesta per le controversie che riguardano una somma o un valore superiore a 375 EUR (articolo 1341 del codice civile).

Il ricorso alla prova testimoniale (articolo 1341 del codice civile) non è ammesso per provare patti aggiunti o contrari ad un documento. La testimonianza può però essere ammessa se vi è solo un principio di prova scritta o se è impossibile fornire una tale prova.

Le presunzioni (articolo 1349 del codice civile) sono conclusioni che la legge o il giudice traggono da fatti noti per risalire a fatti ignoti. Le presunzioni non possono essere contrarie al contenuto di un documento scritto, ma possono – allo stesso modo della prova testimoniale – integrare un principio di prova documentale e sostituire la prova scritta quando quest'ultima non può essere ottenuta.

La confessione della parte (articolo 1354 del codice civile) può essere giudiziale o stragiudiziale. La confessione giudiziale è una dichiarazione resa dinanzi al giudice da una parte o da un suo rappresentante munito di procura speciale che può essere opposta alla persona che la rende. La confessione stragiudiziale non è soggetta a requisiti procedurali.

Il giuramento può essere deferito da una parte all'altra (giuramento decisorio) (articolo 1357 del codice civile) o dal giudice. Nel caso del giuramento decisorio, il giuramento forma prova soltanto a favore della parte che lo ha deferito o contro di essa.

Nelle controversie in materia commerciale (articolo 25 del codice del commercio) non esiste una disciplina della prova, ma è previsto un particolare mezzo di prova, cioè la fattura in caso di compravendita. L'esercente un'attività commerciale può sempre ricorrere come mezzo di prova a una fattura valida, mentre gli altri documenti, per poter valere come prova, devono provenire dalla controparte.

2.5 Quali sono le procedure per l'audizione di testimoni? Sono diverse da quelle per l'assunzione della testimonianza di consulenti tecnici? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di relazioni/pareri di esperti?

La prova testimoniale è prevista dal codice civile come mezzo di prova autonomo; gli aspetti processuali della prova testimoniale sono contenuti nel codice di procedura civile. La perizia è semplicemente un modo per fornire la prova ed è disciplinata dal codice di procedura civile. Le parti possono chiedere al giudice di convocare dei testimoni, ma non possono invece designare alcun perito, essendo tale nomina riservata al giudice.

Le prove documentali hanno forza probatoria e il giudice deve quindi rispettarne il contenuto, ma lo stesso non vale per i pareri o le relazioni dei periti. Se il parere o la relazione sono in contrasto con il suo convincimento, il giudice non è obbligato ad attenervisi (articolo 986 del codice di procedura civile).

2.6 Alcuni mezzi di prova hanno più forza di altri?

Esiste una gerarchia fra i mezzi di prova disciplinati dalla legge. La confessione e il giuramento si trovano al suo livello più alto. Un atto scritto prevale sempre sulla testimonianza e sulla presunzione. I documenti autentici (atti pubblici) formano sempre piena prova tra le parti e nei confronti di terzi, mentre la scrittura privata riconosciuta forma piena prova solo tra le parti. Il ricorso alla prova testimoniale e alle presunzioni è ammesso solo se la prova scritta è insufficiente o se è impossibile fornire prova scritta dell'obbligazione oggetto di prova.

2.7 Per provare determinati fatti, sono obbligatori mezzi di prova specifici?

A seconda che la questione ricada in ambito civile o commerciale, i mezzi di prova sono disciplinati dalla legge o liberi. In materia civile, per tutte le cause e transazioni che interessano una somma o un valore eccedente i 375 EUR, devono essere redatti un atto pubblico o una scrittura privata (articolo 1341 del codice civile). Solo tali documenti possono essere utilizzati come mezzi di prova, mentre non sono ammesse testimonianze o presunzioni. Di contro, in materia commerciale, le prove testimoniali e le presunzioni sono, in linea di principio, ammesse, al fine di contestare o integrare il contenuto di un documento.

2.8 I testimoni hanno per legge l’obbligo di testimoniare?

No. L'audizione dei testimoni avviene su istanza di parte o viene ordinata d'ufficio dal giudice (articoli 915 e 916 del codice di procedura civile).

2.9 In quali casi un testimone può rifiutarsi di testimoniare?

Quando un testimone citato dichiara di avere legittimi motivi per rifiutarsi di testimoniare, la questione è sottoposta al giudice. Tra i motivi legittimi rientra l'obbligo di rispetto del segreto professionale (articolo 929 del codice di procedura civile).

2.10 Chi si rifiuta di testimoniare può essere obbligato a farlo o incorrere in sanzioni?

Un testimone che viene convocato è obbligato a presentarsi. Se non si presenta, il giudice può, su richiesta di una parte, notificargli una citazione tramite ufficiale giudiziario (articolo 925 del codice di procedura civile). Il teste cui sia stata notificata una citazione a comparire e che non si presenti dinanzi al giudice può essere condannato al pagamento di una sanzione pecuniaria penale (articolo 926 del codice di procedura civile).

2.11 Vi sono persone che non possono testimoniare?

La testimonianza è nulla se proviene da una persona incapace di testimoniare in giudizio (articolo 961, punto 1, del codice di procedura civile).

Un minore che non abbia compiuto i quindici anni non può essere sentito sotto giuramento: le sue dichiarazioni possono avere solo valore informativo (articolo 931, primo comma, del codice di procedura civile).

Un minore che abbia il richiesto discernimento può essere sentito dal giudice o da una persona designata dal giudice in tutti i procedimenti che lo riguardano, su richiesta dello stesso minore o in base a una decisione del giudice; in quest'ultimo caso il minore può però rifiutarsi di essere sentito (articolo 931, 3-7, del codice di procedura civile).

I parenti in linea retta non possono essere sentiti nell'ambito delle controversie in cui i loro parenti in linea retta abbiano interessi contrastanti (articolo 931, secondo comma, del codice di procedura civile).

2.12 Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni un testimone può essere udito mediante videoconferenza o altri mezzi tecnici?

Le parti non possono rivolgersi direttamente al teste né possono interromperlo, ma devono sempre rivolgersi al giudice (articolo 936 del codice di procedura civile). Il giudice può, d'ufficio o su istanza di parte, porre al teste tutte le domande necessarie per chiarire o integrare la testimonianza (articolo 938 del codice di procedura civile).

La testimonianza de relato è ammessa, non vi è alcuna disposizione di legge o alcun principio giuridico che vi si opponga. Inoltre, l'articolo 924 del codice di procedura civile prevede la possibilità per il giudice, nel caso in cui un teste sia impossibilitato a comparire personalmente, di sentirlo nel luogo in cui esso si trova.

3 Valutazione delle prove

3.1 Se una parte si è procurata una prova illegalmente, esistono limiti alla facoltà del giudice di utilizzare tale prova ai fini della decisione?

Gli elementi di prova acquisiti contra legem non possono essere utilizzati in giudizio. Il giudice non può quindi prenderli in considerazione. Gli elementi di prova ottenuti con mezzi che integrano una violazione della vita privata, del segreto professionale o della riservatezza della corrispondenza sono illegittimi e inammissibili.

3.2 In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni avranno valore probatorio?

I documenti scritti che provengono da una parte non possono essere utilizzati come elementi di prova a suo favore. Solo in materia commerciale, la fattura (accettata dal cliente) nell'ambito di una transazione commerciale può essere impiegata come elemento di prova da un professionista a fondamento della propria causa, anche se ha emesso esso stesso il documento. Le scritture contabili correttamente tenute possono essere accettate come prova delle transazioni tra professionisti commerciali.

La confessione di una parte è una dichiarazione resa dinanzi al giudice dalla parte stessa o da un rappresentante da essa specificamente autorizzato. Essa forma piena prova contro la persona che ha reso la confessione.


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Ultimo aggiornamento: 18/11/2015

Assunzione delle prove - Bulgaria

INDICE


1 Onere della prova

1.1 Quali sono le norme sull’onere della prova?

Affinché le dichiarazioni rese da una parte in causa siano accettate dal giudice, la parte è tenuta ad addurre a dimostrazione delle stesse ogni mezzo di prova ammissibile previsto dalla legge. Esiste a tal fine una serie di atti procedurali di diverso tipo, suddivisi in categorie in base allo stadio del procedimento giudiziario.

A norma dell’articolo 153 del codice di procedura civile (GPK), tutti i fatti opinabili pertinenti per la risoluzione di una controversia e i rispettivi collegamenti devono essere dimostrati, mentre in base all’articolo 154 del GPK tutte le parti devono provare i fatti su cui si fondano le loro dichiarazioni e obiezioni.

1.2 Esistono norme che dispensano dal provare certi fatti? In quali casi? È possibile produrre prove per invalidare una determinata presunzione legale?

Conformemente alla legislazione nazionale vigente, l’onere della prova viene meno laddove siano istituite per legge presunzioni legali per i fatti in questione. Le prove addotte per dimostrare l’invalidità di una specifica presunzione legale sono sempre ammissibili, tranne quando vietato dalla legge (articolo 154, comma 2, del GPK).

Inoltre, l’onere della prova non si applica ai fatti che sono evidentemente noti al pubblico e al giudice su base d’ufficio, di cui il tribunale deve informare le parti (articolo 155 del GPK).

A tal proposito, all’inizio del procedimento, il giudice deve redigere un elenco dettagliato dei fatti da dimostrare, indicando le parti tenute a dimostrarle e cui spetta l’onere della prova. Il giudice decide anche delle richieste di assunzione di prove presentate dalle parti e ammette elementi che costituiscano una prova pertinente, ammissibile e necessaria (articolo 146 del GPK).

1.3 In quale misura il giudice deve essere convinto di un fatto per porlo a fondamento della sua decisione?

I fatti a cui le parti fanno riferimento a sostegno delle loro dichiarazioni devono essere corroborati dai mezzi di prova pertinenti prescritti dalla legge. Il giudice è tenuto a considerare ogni elemento di prova per determinarne il relativo peso nell’ambito del caso (ossia distinguere tra documenti ufficiali e scritture private).

2 Assunzione delle prove

2.1 L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di parte o anche ad iniziativa del giudice?

In una causa l’assunzione delle prove avviene su richiesta scritta della parte interessata o su mozione orale presentata in udienza, conformemente alle norme per l’applicazione del principio della libera disposizione.

Tuttavia, laddove il giudice ritenga che vi siano prove pertinenti per una controversia, può chiedere di propria iniziativa che vengano assunte.

Nella richiesta di prove, la parte indica i fatti e i mezzi di prova che utilizzerà per giustificare i fatti.

Nella richiesta di autorizzazione a interrogare un testimone, la parte deve indicare le domande che porrà al testimone, il nome completo e l’indirizzo del testimone e la data in cui desidera che il testimone sia citato a comparire.

La richiesta di interrogatorio alla controparte deve includere le domande cui questa dovrà rispondere.

La richiesta di ammissione di interrogare gli esperti deve includere il settore di conoscenza specialistica dell’esperto, l’oggetto del parere e il compito dell’esperto in qualità di testimone.

2.2 Una volta accolta la richiesta di parte di assunzione delle prove, quali sono le fasi successive?

Quando il giudice approva la fase probatoria, emette un’ordinanza in cui stabilisce un termine per l’assunzione delle prove. Il termine inizia il giorno dell’udienza in cui è stato deciso, anche per le parti che non si sono presentate in tribunale, benché debitamente citate a comparire.

Ai sensi dell’articolo 131, comma 1, e dell’articolo 127, comma 2, del GPK, le parti sono tenute a indicare le prove e le circostanze concrete corroborate da tali prove e ad addurre ogni prova scritta a loro disposizione al momento della presentazione della domanda e al momento del ricevimento della controreplica della parte convenuta.

Conformemente all’articolo 158 del GPK, quando la raccolta di determinati elementi di prova è in dubbio o particolarmente complessa, il giudice può fissare un termine per la raccolta delle prove e procedere a sentire il caso senza le prove in questione, qualora non vengano fornite entro il termine specificato. L’assunzione delle prove può avvenire anche in un secondo momento durante il procedimento, purché ciò non causi irragionevoli ritardi al procedimento stesso.

2.3 In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove?

Il giudice può respingere la richiesta di assunzione di prove con un’apposita decisione, qualora i fatti che la parte intende dimostrare non abbiano alcun legame con il caso e se la richiesta di assunzione di prove non è stata presentata entro i termini previsti. Quando una parte chiede che vengano ascoltati diversi testimoni per stabilire un fatto, il giudice può decidere di sentire solo alcuni dei testimoni proposti e, qualora il fatto non venga dimostrato, chiama a deporre gli altri testimoni (articolo 159 del GPK).

2.4 Quali sono i mezzi di prova?

Il codice di procedura civile prevede i seguenti mezzi di prova:

  • dichiarazioni dei testimoni, disciplinate dalle disposizioni di cui agli articoli da 163 a 174 del GPK;
  • spiegazioni delle parti:
    • elementi di prova che accertino un fatto specifico;
    • elementi di prova forniti in risposta a domande specifiche;
    • dichiarazioni rese dalle parti, disciplinate dalle disposizioni degli articoli da 175 a 177 del GPK;
  • prove scritte, disciplinate dalle disposizioni di cui agli articoli da 178 a 194 del GPK:
    • atti ufficiali;
    • scritture private.

Le prove scritte possono essere presentate da entrambe le parti o su richiesta del giudice, sia in formato cartaceo che elettronico. In questo ultimo caso, oltre a una copia stampata, il giudice può chiedere che il documento sia trasmesso in formato elettronico. Quando una parte presenta una copia di un documento, può esserle chiesto di presentare anche l’originale (articolo 183 del GPK).

I documenti sono di norma trasmessi in lingua bulgara. Se trasmessi in una lingua straniera, devono essere corredati da un’accurata traduzione in bulgaro, certificata dalla parte.

A norma dell’articolo 187 del GKP, se il giudice può reperire materiale stampato senza difficoltà, è sufficiente indicare dove è pubblicato il materiale.

Il giudice può ordinare che le parti o terze parti non coinvolte nella causa forniscano determinate prove scritte. In conformità agli articoli 190 e 192 del GPK, ciascuna parte può anche chiedere al giudice di agire in tal senso. Il giudice prende la propria decisione tenendo conto di tutte le prove a sua disposizione. Per ottenere prove scritte da una parte esterna al procedimento, occorre presentare un’apposita richiesta scritta al tribunale. Alla terza parte interessata è trasmessa una copia della richiesta.

Nonostante l’obbligo di presentazione delle prove cui sono sottoposte, le parti possono rifiutarsi di farlo nel caso in cui un determinato documento riguardi la loro vita personale o quella di un familiare oppure qualora la presentazione delle prove le esporrebbe a infamia o a un procedimento penale. In questo caso, e qualora siano soddisfatte talune condizioni, il giudice può invitare la parte a presentare estratti del documento.

In base alla legislazione nazionale, le parti possono contestare l’autenticità di un documento scritto presentato dalla controparte, ma devono farlo prima che ne sia notificata la ricezione. I documenti prodotti nel corso di un’udienza devono essere contestati prima della fine dell’udienza stessa. Se la controparte intende utilizzare il documento contestato, il giudice ordina un’inchiesta in merito alla relativa autenticità. L’onere della prova incombe sulla parte che contesta l’autenticità del documento. Se il documento contestato non reca la firma della parte che ne contesta l’autenticità, l’onere della prova ricade sulla parte che ha presentato il documento. Dopo aver condotto un’indagine per accertare l’autenticità del documento contestato, il giudice decide se si tratta di un documento vero o falso. Il giudice può integrare la decisione nella sentenza in merito alla causa (articoli 193 e 194 del GPK).

  • Le norme per le testimonianze di periti o consulenti tecnici sono contenute negli articoli da 195 a 203 del GPK.

I periti o consulenti tecnici quali testimoni sono nominati su richiesta delle parti o su iniziativa del giudice. Presentano la loro relazione almeno una settimana prima della data fissata per l’udienza in cui ne è previsto l’esame.

Se le risultanze del perito o consulente tecnico sono contestate, il giudice può nominare altri esperti oppure invitarlo a rivedere il parere o proporne un secondo.

  • Le norme che disciplinano le ispezioni visive e gli accertamenti sono stabilite negli articoli da 204 a 206 del GPK.

Su richiesta delle parti o di propria iniziativa, il giudice può ordinare un’ispezione visiva di determinati beni mobili o immobili o l’accertamento di talune persone, coinvolgendo o meno i testimoni e gli esperti nominati dal tribunale.

Le ispezioni visive e gli accertamenti sono metodi per la raccolta e la verifica delle prove. Sono di competenza di tutta l’autorità giudiziaria e possono essere delegati a un funzionario del tribunale o a un altro tribunale.

Il giudice notifica alle parti la data e il luogo dell’ispezione visiva, in seguito alla quale è stilata una relazione al riguardo, che illustra in dettaglio i risultati dell’ispezione, le spiegazioni fornite dagli esperti e le dichiarazioni rese dai testimoni interrogati sul luogo dell’ispezione.

2.5 Quali sono le procedure per l'audizione di testimoni? Sono diverse da quelle per l'assunzione della testimonianza di consulenti tecnici? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di relazioni/pareri di esperti?

L’assunzione delle prove dei testimoni avviene mediante interrogatorio. Non sono ammesse dichiarazioni dei testimoni presentate per iscritto. Le conclusioni di perizie o consulenze tecniche devono essere presentate per iscritto almeno una settimana prima della data prevista per l’udienza e sono quindi sentite in tribunale e ammesse come prova. Il giudice e le parti possono porre domande ai periti o consulenti tecnici in qualità di testimoni.

2.6 Alcuni mezzi di prova hanno più forza di altri?

In base al diritto procedurale ceco, non esistono tipi di prove che abbiano un peso maggiore rispetto ad altri. Le prove sono valutate nel merito e nella loro interezza alla data della valutazione dei fatti accertati, che determinano la causa dell’azione.

2.7 Per provare determinati fatti, sono obbligatori mezzi di prova specifici?

In alcuni casi espressamente previsti dalla legge, ad esempio la convalida di transazioni legali che richiedono un atto scritto, sono ammesse solo prove scritte. Le dichiarazioni dei testimoni non sono ammesse nei seguenti casi: contestazione del contenuto di un documento ufficiale, accertamento di circostanze per cui devono essere fornite prove sotto forma di atto scritto, convalida di contratti di valore superiore a 5000 BGN, a meno che il contratto non sia stato concluso tra coniugi, ascendenti o discendenti in linea diretta, parenti fino al quarto grado di consanguineità o parenti acquisiti dal matrimonio fino al secondo grado di affinità, estinzione di obbligazioni pecuniarie stabilita da una decisione scritta, convalida, modifica o annullamento di accordi scritti cui partecipa la parte che chiede l’esame dei testimoni e contestazione del contenuto di un documento privato fornito dalla parte.

2.8 I testimoni hanno per legge l’obbligo di testimoniare?

Nessuno si può rifiutare di deporre, a meno che non sia espressamente esentato per legge.

2.9 In quali casi un testimone può rifiutarsi di testimoniare?

Oltre agli avvocati delle parti o ai mediatori che intervengono nel contenzioso possono rifiutarsi di testimoniare le seguenti parti: gli ascendenti o discendenti in linea diretta di parentela, i fratelli, i parenti acquisiti per matrimonio entro il primo grado di affinità, coniugi, ex-coniugi o (articolo 166 del GPK). Il giudice valuta la testimonianza alla luce di tutte le informazioni disponibili nel caso, tenendo conto dell’incapacità o dell’interesse diretto del testimone nella causa.

2.10 Chi si rifiuta di testimoniare può essere obbligato a farlo o incorrere in sanzioni?

Ai sensi dell’articolo 163 del GPK, i testimoni sono tenuti a comparire in tribunale e a rendere una deposizione. Se un testimone ha validi motivi per non testimoniare o rispondere a determinate domande, deve comunicarli all’autorità giudiziaria per iscritto prima dell’udienza in cui dovrebbe deporre, fornendo i giustificativi richiesti (Articolo 167, del GPK). L’inosservanza di un atto di citazione e del termine di comparizione comportano una sanzione pecuniaria e, qualora il giudice decida in tal senso, l’accompagnamento coattivo del testimone in tribunale da parte della polizia giudiziaria.

2.11 Vi sono persone che non possono testimoniare?

Tutte le parti, ad eccezione di quelle di cui al punto 6B, possono testimoniare, anche in caso di incapacità o qualora vantino interessi nell’esito della controversia. Il giudice valuta la testimonianza tenendo conto dell’invalidità o dell’interesse diretto del testimone.

2.12 Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni un testimone può essere udito mediante videoconferenza o altri mezzi tecnici?

I testimoni sono ammessi su richiesta delle parti o su iniziativa del giudice. L’atto di citazione del testimone è notificato all’indirizzo indicato dalla parte che lo ha richiesto. Nel caso in cui l’indirizzo non sia corretto, il giudice fissa un termine entro il quale la parte è tenuta a indicare un nuovo indirizzo.

Tutti i testimoni debitamente citati a comparire presentatisi in tribunale sono interrogati uno alla volta in presenza delle parti. Un testimone può essere interrogato più volte. Il giudice valuta la testimonianza alla luce di tutte le altre prove raccolte nel caso. Ai sensi dell’articolo 170 del GPK, prima di sentire un testimone, il giudice lo informa delle responsabilità in caso di falsa testimonianza e ne registra i dati personali. Qualora abbia importanti ragioni, il giudice può sentire il testimone prima della data prevista per l’udienza o condurre l’esame in ambito stragiudiziale. Le parti sono convocate per partecipare all’esame. Il codice di procedura civile non contiene disposizioni riguardanti l’esame di un testimone mediante videoconferenza o altri mezzi tecnici. Laddove le prove debbano essere assunte in un altro distretto giudiziario, il giudice può delegare il compito al rayonen sad (tribunale distrettuale locale) (articolo 25 del GPK).

3 Valutazione delle prove

3.1 Se una parte si è procurata una prova illegalmente, esistono limiti alla facoltà del giudice di utilizzare tale prova ai fini della decisione?

Le prove ottenute illegalmente o dimostratesi false in seguito a obiezioni sollevate al riguardo conformemente alla procedura per la contestazione di atti scritti sono ignorate nella deliberazione della sentenza. Tali prove possono essere escluse dal caso. La stessa procedura si applica alle prove presentate rivelatesi non pertinenti per il contenzioso.

3.2 In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni avranno valore probatorio?

Le dichiarazioni rese da una parte possono avere carattere probatorio se rese conformemente alla procedura di cui all’articolo 176 del GPK, vale a dire qualora il giudice inviti la parte a presentarsi di persona e a fornire spiegazioni pertinenti alle circostanze del caso.


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Ultimo aggiornamento: 18/12/2018

Assunzione delle prove - Repubblica ceca

INDICE


1 Onere della prova

1.1 Quali sono le norme sull’onere della prova?

L’onere della prova deriva dall’“onere dell’accusa”, stabilito in primis dalla disposizione giuridica secondo cui un diritto va fatto valere dinanzi a un giudice, e rappresenta nello specifico l’insieme dei fatti dichiarati nell’ambito di un determinato caso. In base al codice di procedura civile, ciascuna parte è tenuta a dimostrare le dichiarazioni rese adducendo prove pertinenti – tale obbligo è chiamato “onere della prova”. Di norma, chiunque faccia una dichiarazione pertinente rispetto a un caso specifico è soggetto all’“onere della prova”.

Tutte le parti sono tenute a rispettare l’obbligo dell’onere dell’accusa e dell’onere della prova per le proprie dichiarazioni. Laddove le dichiarazioni di una parte e le prove addotte a sostegno siano incomplete, il giudice è tenuto a informare la parte in questione.

Se ritiene che i fatti affermati da una delle parti non siano stati dimostrati in un contenzioso, il giudice deve invitare la parte a produrre prove a sostegno di tutte le dichiarazioni rese e comunicarle che, in caso contrario, potrebbe perdere la causa. Tuttavia, il giudice è tenuto a dare indicazioni soltanto durante le udienze e non negli atti giudiziari trasmessi alle parti (ad esempio, nell’atto di citazione).

1.2 Esistono norme che dispensano dal provare certi fatti? In quali casi? È possibile produrre prove per invalidare una determinata presunzione legale?

L’assunzione delle prove non è necessaria per i fatti generalmente noti (ossia, quei fatti che sono noti a un folto gruppo di persone e in un luogo o momento dato) oppure conosciuti al giudice per le attività da lui condotte, così come per le normative pubblicate o notificate nella Raccolta delle leggi della Repubblica ceca. Il giudice può venire a conoscenza di una norma straniera attraverso le proprie ricerche, per mezzo di una dichiarazione resa del ministero della Giustizia su sua richiesta, di un parere di esperti o di una domanda presentata in conformità con i trattati internazionali. Tutti i fatti sopraelencati possono essere confutati con la proposta di prove.

Per alcune categorie di fatti, la legge può prevedere una presunzione. Possono esservi presunzioni relative, contro cui è possibile fornire una prova contraria, e, in via eccezionale, presunzioni assolute, contro cui non è ammessa la prova contraria. Nel caso di una presunzione relativa, il giudice è tenuto a ritenerla dimostrata qualora nessuna delle parti adduca prove per contestarla e, di conseguenza, per dimostrare fatti contrari nell’ambito del procedimento. Per alcune presunzioni relative, la prova contraria deve essere presentata entro un certo termine stabilito dalla legge.

Il giudice è vincolato dalle decisioni delle autorità competenti riguardanti la commissione di reati, illeciti o altre violazioni amministrative sanzionabili in base a regolamenti speciali e dalle decisioni sugli autori di tali reati. Il giudice è altresì vincolato da decisioni in materia di status delle persone. Non è invece vincolato dalle decisioni sulla commissione di reati o sui relativi autori se prese nell’ambito di un procedimento in loco. Non esistono altri verdetti di sentenze penali o decisioni su illeciti amministrativi vincolanti per il giudice.

Un particolare tipo di presunzione relativa è costituito dai fatti che mostrano che una parte è stata vittima, in modo diretto o indiretto, di discriminazioni fondate su motivi di genere, razza, credo o per altre circostanze. In questo caso l’onere della prova è a carico della controparte, che è tenuta a dimostrare che la parte in causa non è stata discriminata.

Gli strumenti emessi dai giudici della Repubblica ceca o da altre autorità statali nell’ambito delle loro competenze e gli strumenti dichiarati pubblici dalla legislazione confermano che essi costituiscono un regolamento o una dichiarazione dell’autorità che ha emesso lo strumento (se non dimostrato altrimenti) e confermano anche la veridicità dei fatti appurati o confermativi. Laddove i fatti siano comprovati da strumenti pubblici, l’onere della prova è a carico della parte che intende rifiutare l’autenticità degli strumenti. Al contrario, laddove si sia ricorso a strumenti privati, l’onere della prova è a carico della parte che se ne avvale. Se una parte motiva le proprie dichiarazioni basandosi su uno strumento privato e la controparte ne contesta l’autenticità o la correttezza, l’onere della prova passa alla parte della controversia che ha presentato la prova, tenuta quindi a giustificare le proprie dichiarazioni in altro modo.

Di norma non è necessario dimostrare le dichiarazioni identiche delle parti, di cui il giudice tiene conto quali conclusioni.

1.3 In quale misura il giudice deve essere convinto di un fatto per porlo a fondamento della sua decisione?

Nei procedimenti giudiziari è applicato il principio della libera valutazione delle prove. In altri termini, la legge non stabilisce limiti precisi che determinino quando un giudice debba considerare un fatto dimostrato o meno. In base al codice di procedura civile, il giudice valuta le prove a propria discrezione, esaminando ogni elemento di prova in modo a sé stante e tutte le prove nel rispettivo contesto, e tiene in debito conto tutti gli elementi venuti alla luce nel procedimento, inclusi i fatti presentati dalle parti.

Il giudice basa la propria sentenza sulle conclusioni tratte, che rappresentano una situazione su cui non esiste alcun dubbio ragionevole o legittimo.

In genere, laddove in base alle considerazioni nella valutazione delle prove si giunga alla conclusione che non è possibile confermare né negare la veridicità delle dichiarazioni, il giudizio sarà sfavorevole per la parte tenuta a dimostrare la veridicità delle proprie affermazioni.

2 Assunzione delle prove

2.1 L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di parte o anche ad iniziativa del giudice?

Nei procedimenti contenziosi il principio generale prevede che il giudice raccolga solo le prove addotte dalle parti. Ciononostante, il giudice può decidere di non assumere determinate prove – solitamente qualora ritenga dimostrato il fatto in questione. Il giudice può altresì procedere all’assunzione di altre prove rispetto a quelle proposte dalle parti, qualora sia necessario per stabilire i fatti e consegua dal contenuto del fascicolo. Se le parti non risalgono alle prove necessarie per giustificare le loro dichiarazioni, il giudice basa l’esame dei fatti sulle prove assunte. Il giudice può inoltre considerare conclusioni le dichiarazioni identiche delle parti.

D’altro canto, nei procedimenti non contenziosi, ossia i casi in cui il procedimento può essere avviato su iniziativa del giudice, e in alcuni procedimenti di altro tipo, il giudice deve procedere all’assunzione di prove necessarie per stabilire i fatti diverse da quelle addotte dalle parti.

2.2 Una volta accolta la richiesta di parte di assunzione delle prove, quali sono le fasi successive?

L’assunzione delle prove da parte del giudice avviene nel corso delle udienze. A fini di praticità, l’assunzione delle prove può essere effettuata da un altro organo giudiziario oppure il presidente del tribunale può, con il mandato della camera, assumere le prove al di fuori delle udienze (il che dipende anche dal tipo di prove, ecc.). Le parti hanno diritto a essere presenti al momento dell’assunzione delle prove. I risultati dell’assunzione delle prove devono essere sempre comunicati dopo l’udienza. Le parti possono commentare qualunque elemento di prova assunto.

2.3 In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove?

È il tribunale a decidere quali prove assumere. La decisione del giudice di non assumere alcune delle prove proposte dalle parti deve essere debitamente motivata. In linea generale, il giudice non assumerà prove che, a suo avviso, non siano di aiuto per chiarire il caso (prevenendo l’inutile assunzione di prove) né prove che implichino costi eccessivi rispetto all’importo del credito oggetto della controversia né laddove non sia possibile determinare l’importo del credito. Affinché il giudice possa valutare chiaramente quali prove assumere, le parti sono tenute a presentare prove specifiche, a precisare i nomi dei testimoni e altre informazioni di identificazione nonché a indicare le dichiarazione rispetto alle quali il testimone proposto deporrà la propria testimonianza. Le parti sono inoltre tenute a specificare le eventuali prove documentali o a indicare la portata di una questione che sarà oggetto di un parere di esperto.

2.4 Quali sono i mezzi di prova?

Possono essere usati come prova tutti i mezzi utilizzabili per determinare i fatti di un caso. Ne sono esempi, in particolare, l’audizione dei testimoni, i pareri degli esperti, le relazioni e dichiarazioni di autorità e persone fisiche e giuridiche, gli atti notarili e redatti da ufficiali di polizia, nonché altri strumenti, valutazioni e colloqui delle parti.

2.5 Quali sono le procedure per l'audizione di testimoni? Sono diverse da quelle per l'assunzione della testimonianza di consulenti tecnici? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di relazioni/pareri di esperti?

Qualsiasi persona fisica che non sia parte di un procedimento è tenuta, una volta citata, a comparire in tribunale e a deporre in qualità di testimone. I testimoni rendono dichiarazioni su quanto vissuto e visto. Sono tenuti a dire la verità e a non nascondere nessun elemento. I testimoni possono rifiutarsi di testimoniare solo laddove la testimonianza potrebbe esporli o esporre persone a loro vicine al rischio di un procedimento penale. Il giudice deciderà se le ragioni del rifiuto di testimoniare siano giustificate. All’inizio dell’audizione occorre stabilire l’identità del testimone, così come ogni altra circostanze che possa incidere sulla sua credibilità. Inoltre, i testimoni vengono di norma informati della valenza della loro testimonianza, dei loro diritti e doveri nonché delle conseguenze penali del rendere dichiarazioni mendaci. Il presidente del tribunale chiede ai testimoni di illustrare tutto ciò che sanno sull’argomento dell’audizione. Il giudice pone quindi le domande necessarie per integrare e chiarire la testimonianza. Possono porre domande anche i membri della camera e, con il permesso del presidente, le parti e gli esperti.

La presentazione delle prove da parte di esperti avviene secondo modalità differenti, in particolare perché nella maggior parte dei casi gli esperti redigono un parere scritto, che poi corredano con osservazioni orali. Le prove fondate su pareri di esperti sono assunte nei casi in cui è necessario valutare circostanze che richiedono conoscenze specialistiche. I pareri degli esperti sono composti di tre parti: la constatazione, in cui l’esperto descrive le circostanze esaminate, il parere, che contiene la valutazione dell’esperto (conclusioni dell’esperto), e la clausola dell’esperto. Di norma, gli esperti si interessano a questioni specifiche definite dal tribunale, a meno che il parere non sia soggetto a disposizioni prescritte dalla legge (in particolare, in materia di diritto societario). Gli esperti sono nominati dal giudice, che li seleziona da un registro di periti e interpreti (tenuto dai tribunali regionali). Se previsto dalla legislazione pertinente, gli esperti hanno diritto a una compensazione finanziaria per la redazione di una valutazione o un parere.

Il presidente del tribunale può ordinare a una parte o un terzo di presentarsi dinanzi a un esperto, presentargli gli elementi richiesti, fornirgli le spiegazioni necessarie, sottoporsi a una visita medica o ad analisi del sangue, nonché agire in modo attivo o passivo se necessario per la presentazione del parere.

Anche le parti del procedimento possono presentare il parere di un esperto. Laddove il parere di un esperto proposto da una parte del procedimento presenti tutti gli elementi previsti della legge e includa una clausola dell’esperto che ne attesti la consapevolezza circa le conseguenze di un parere deliberatamente mendace, le prove vengono assunte come se si trattasse di una perizia richiesta dal giudice. Il giudice deve consentire agli esperti cui le parti hanno chiesto una consulenza tecnica di consultare il fascicolo o, in caso contrario, di acquisire familiarità con le informazioni necessarie per redigere il parere.

I testimoni rendono dichiarazioni sui fatti osservati in prima persona, mentre gli esperti formulano pareri solo per gli ambiti in cui la valutazione dei fatti dipende da conoscenze specialistiche. Le conclusioni degli esperti non sono sottoposte, a livello di correttezza, a una valutazione del tribunale. Il giudice esamina la persuasività del parere in termini di completezza rispetto ai requisiti stabiliti, coerenza interna e conformità con altre prove assunte.

Per quanto concerne le prove documentali, l’assunzione da parte del presidente del tribunale avviene nel corso dell’udienza mediante lettura di tutto il documento o di parte di esso o comunicazione del suo contenuto. Il presidente del tribunale può chiedere che le parti in possesso di strumenti necessari come mezzi di prova li presentino o che tali strumenti gli siano fatti pervenire da altri organi giurisdizionali, autorità o persone giuridiche.

2.6 Alcuni mezzi di prova hanno più forza di altri?

Nessuno dei metodi applicati prevale sugli altri. Ciononostante, alcuni mezzi di prova possano essere utilizzati solo quando è impossibile assumere prove statutarie (di norma, diversi atti in forma scritta obbligatoria – solo se, ad esempio, vengono distrutti, la prova può essere ottenuta con altri mezzi, ad esempio con audizione dei testimoni). L’assunzione di prove mediante l’esame di una parte in merito alle relative dichiarazioni può essere ordinata solo se il fatto in questione non può essere dimostrato con altri mezzi (ad eccezione del consenso per un esame). In caso contrario prevalgono altre prove.

2.7 Per provare determinati fatti, sono obbligatori mezzi di prova specifici?

In alcuni casi, le prove da assumere sono previste dalla legge e dipendono dalla controversia in questione (ad esempio, nei procedimenti per l’autorizzazione a contrarre matrimonio devono essere esaminate entrambe le parti che intendono sposarsi).

Alcuni fatti possono essere dimostrati solo con procedure specifiche (per esempio, un ordine di pagamento con cambiale o assegno può essere emesso solo su produzione della fattura originale, di una decisione sul rimborso della fattura o di un altro strumento; un atto esecutivo può essere applicato solo in seguito all’emissione di una decisione esecutiva o di un titolo esecutivo; ecc.).

Per l’istituzione di determinati obblighi o diritti reali (in particolare, per quanto concerne gli immobili), la legge richiede un contratto scritto – la modalità di presentazione delle prove si basa quindi su questo requisito.

2.8 I testimoni hanno per legge l’obbligo di testimoniare?

Sì, se convocate, tutte le persone sono obbligate per legge a comparire davanti a un tribunale in qualità di testimoni e a rendere testimonianza. Non è possibile essere rappresentati da un’altra persona. Ai testimoni che adempiono all’obbligo di testimoniare spetta un’indennità per la testimonianza (il rimborso delle spese in contanti e dei guadagni persi).

2.9 In quali casi un testimone può rifiutarsi di testimoniare?

I testimoni possono rifiutarsi di testimoniare laddove la testimonianza potrebbe esporli o esporre persone a loro vicine al rischio di un procedimento penale. Il giudice deciderà se le ragioni del rifiuto di testimoniare siano giustificate. Il giudice è altresì tenuto a rispettare l’obbligo dei testimoni previsto dalla legge riguardante la riservatezza delle informazioni classificate protette da una legge speciale, nonché altri obblighi di riservatezza previsti dalla legge o riconosciuti dallo Stato (ad esempio, fatti indicati nella documentazione sanitaria di un paziente - “segreti medici”; segreti bancari, ecc.). In questi casi, una persona può essere esaminata solo se il richiedente è stato esonerato dall’obbligo dall’autorità competente o dalla persona nel cui interesse è stato istituito l’obbligo.

2.10 Chi si rifiuta di testimoniare può essere obbligato a farlo o incorrere in sanzioni?

Il rispetto dell’obbligo di testimoniare è garantito con l’accompagnamento coattivo dell’interessato in tribunale da parte della polizia ceca o, in casi estremi, dall’imposizione di una sanzione pecuniaria.

2.11 Vi sono persone che non possono testimoniare?

In genere non esistono categorie di persone che possono essere esentate dal testimoniare. Esistono invece tipologie di fatti in merito ai quali alcune persone potrebbero non deporre (vedi domanda 2.9).

2.12 Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni un testimone può essere udito mediante videoconferenza o altri mezzi tecnici?

Solo un giudice (il presidente del tribunale) può sentire un testimone e condurne l’esame. Gli altri membri della camera e le altre parti o gli esperti possono porre ai testimoni ulteriori domande con l’autorizzazione del presidente del tribunale, il quale può respingere domande specifiche che possano, ad esempio, riguardare elementi di fondo, intese a trarre in inganno, inappropriate o sconvenienti.

L’uso delle tecnologie moderne (compresa la videoconferenza), che consentono l’esame dei testimoni a distanza, è oggi possibile nei tribunali che dispongono delle attrezzature tecniche necessarie.

3 Valutazione delle prove

3.1 Se una parte si è procurata una prova illegalmente, esistono limiti alla facoltà del giudice di utilizzare tale prova ai fini della decisione?

Sì. Se una parte adduce a sostegno delle proprie dichiarazioni prove ottenute o procurate contravvenendo a una normativa vincolante e l’ottenimento o l’assunzione delle prove ha comportato una violazione dei diritti di altre persone fisiche o giuridiche, il giudice rifiuta le prove per irricevibilità.

3.2 In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni avranno valore probatorio?

Il giudice può ordinare che le prove siano assunte mediante esame delle parti se non è possibile dimostrare in altro modo il fatto in questione e previo consenso della parte da sentire. Questa norma non si applica nei procedimenti non contenziosi, ossia nei procedimenti che possono essere avviati su iniziativa del giudice (cfr. paragrafo 2.1), e nei procedimenti in materia di divorzio o di scioglimento, annullamento o inesistenza di una società. Solo l’esame delle parti, ordinato a parte dal giudice come prova procedurale per dimostrare i fatti dichiarati, è ritenuto un mezzo di prova.


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Ultimo aggiornamento: 27/08/2019

Assunzione delle prove - Irlanda

INDICE


1 Onere della prova

1.1 Quali sono le norme sull’onere della prova?

L’onere di provare un determinato fatto generalmente ricade sulla parte che lo asserisce o che ne fa domanda in tal senso. Ad esempio, in un ricorso in negligenza (negligence action) l’onere di provare la negligenza è a carico dell’attore e l’onere di provare il concorso nella violazione della diligenza è a carico del convenuto. In generale, la prova dei fatti necessari all’esperimento di un’azione giudiziaria è a carico dell’attore, mentre l’onere della difesa compete al convenuto e qualora egli esperisca un’azione riconvenzionale deve sopportarne il relativo onere della prova. Tuttavia, taluni obblighi legali spostano talvolta l’onere della prova sul convenuto. Ad esempio, nelle cause di illegittimo licenziamento l’onere della prova ricade sul datore di lavoro convenuto, cioè egli deve dimostrare l’esistenza di fondati motivi che abbiano giustificato il licenziamento. [Si veda la Il link si apre in una nuova finestraLegge sull’illegittimo licenziamento del 1977 nell’ultima versione modificata].

1.2 Esistono norme che dispensano dal provare certi fatti? In quali casi? È possibile produrre prove per invalidare una determinata presunzione legale?

Non è necessario provare i fatti che sono ammessi. I giudici possono fare affidamento basandosi sulle loro conoscenze generali o prendere nota da un punto giuridico dei fatti che sono chiaramente accertati o conosciuti o parte di conoscenze generali e quindi la prova dei suddetti fatti non è necessaria. La legge prevede talune presunzioni che possono essere contrastate da prove. Ad esempio le presunzione di filiazione legittima, di validità del matrimonio, della capacità di intendere e di volere di un adulto e la presunzione di morte qualora un soggetto non sia stato visto o non se ne abbiano notizie da 7 anni, nonostante siano state svolte tutte le indagini del caso. La regola res ipsa loquitur si applica nel caso in cui sia fatta valere una presunzione di negligenza nella situazione in cui si dimostri che la causa dell’incidente era stata sotto il controllo del convenuto o dei suoi preposti o mandatari al momento dell’incidente e l’incidente era tale che non si sarebbe verificato in circostanze normali, qualora i responsabili avessero utilizzato una ragionevole diligenza. Quando si chiede l’applicazione del principio res ipsa loquitur, l’onere della prova è trasferito al convenuto che deve provare l’assenza di qualsiasi tipo di sua negligenza. Tuttavia, l’onere della prova dell’esistenza del nesso causale incombe sempre alla parte attrice. Occorre notare che l’attore non deve necessariamente invocare o fare affidamento sul principio res ipsa loquitur nel suo ricorso per poter ad esso fare riferimento nel corso dell’udienza, qualora i fatti provino che esso è manifestamente applicabile.

1.3 In quale misura il giudice deve essere convinto di un fatto per porlo a fondamento della sua decisione?

Nell’ambito di una controversia di diritto civile una parte ottiene vittoria di causa su un punto quando riesce a convincere il giudice sulla base del principio del “bilanciamento delle probabilità” (balance of probabilities). Una parte perde quindi la causa se non riesce a convincere il giudice che la sua versione degli eventi è più probabile di quella della parte avversaria. Si tratta di una norma flessibile e il giudice generalmente richiede prove ulteriori in talune cause, quali quelle relative a un’accusa di frode, tenuto conto della gravità dell’accusa.

2 Assunzione delle prove

2.1 L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di parte o anche ad iniziativa del giudice?

Nei procedimenti civili la prova è ottenuta mediante produzione di documenti, comunicazione di informazioni, nonché deposizioni di testimoni.

Produzione di documenti: nei procedimenti dinanzi alla High Court la produzione dei documenti è ottenuta mediante domanda scritta della parte nei confronti della controparte al fine di ottenere la produzione volontaria dei documenti. Il giudice ordina la produzione di documenti soltanto nel caso in cui l’altra parte abbia omesso o rifiutato di produrli volontariamente o ne abbia ignorata la richiesta di produzione. [Si vedano le Il link si apre in una nuova finestraRules of the Superior Courts, Ord. 31, r. 12, come modificate]. Ogni domanda di produzione di documenti deve essere pertinente e rilevante per i fatti di causa. È anche possibile chiedere la produzione di documenti a un terzo al procedimento.

Comunicazione delle prove: la parte di un’azione di risarcimento danni deve comunicare all’altra parte, senza necessità di istanza formale al giudice, i referti medici redatti da periti che saranno chiamati a deporre in qualità di testimoni duranti il processo. [Si vedano le Il link si apre in una nuova finestraRules of the Superior Courts, Ord. 39, r. 46, come modificate]. Entrambe le parti devono anche scambiare un elenco di nomi e indirizzi di tutti i testimoni che esse intendono escutere e l’attore deve fornire anche una dichiarazione completa, contenente tutti i danni particolari o le spese sostenute relative alla perdita o al pregiudizio subito oggetto del risarcimento.

Testimoni: le parti non hanno bisogno del permesso del giudice per produrre testimonianze a sostegno delle loro tesi processuali, tranne il caso in cui il processo sia pendente dinanzi alla Commercial List della High Court (tribunale commerciale), nel qual caso la parte che desidera citare un testimone a testimoniare deve produrre una deposizione firmata dal testimone che descrive le prove che quest’ultimo potrebbe apportare e citarlo a comparire in udienza. Qualora una parte non produca una deposizione del testimone prima del processo dinnanzi al tribunale commerciale, essa non è autorizzata a citarlo a comparire senza il permesso del giudice. Quest’ultimo dispone inoltre di un ampio potere per controllare gli elementi di prova accolti e può escludere prove normalmente ricevibili o limitare il controinterrogatorio di un testimone. In talune circostanze, le parti possono anche chiedere l’emissione di un’ordinanza del giudice al fine di permettere a un testimone di rendere una deposizione in via preliminare in udienza sempre sotto giuramento dinanzi a un ispettore nominato dal giudice, di norma il ruolo del giudice è quello di ascoltare tutte le prove prodotte dalle parti e non è quello di partecipare a una seduta di informazione Di solito il giudice non può citare un testimone a comparire senza il consenso delle parti, anche se può comunque ricorrervi in caso di oltraggio civile o in taluni procedimenti relativi alla custodia dei minori. Il giudice ha anche il potere di richiamare un testimone precedentemente citato a comparire da una parte.

Testimoni esperti: in generale, le parti non hanno bisogno dell’autorizzazione del giudice per produrre testimonianze a sostegno delle loro argomentazioni. Qualora la produzione di prove di esperti sia prevista, le parti devono scambiare le eventuali relazioni peritali prima del processo. Nei procedimenti dinanzi al tribunale commerciale il giudice può, nel quadro di un procedimento precontenzioso, ordinare ai testimoni esperti di consultarsi mutualmente al fine di determinare i punti sui quali essi contano di rendere testimonianza, e di mettersi d’accordo sugli elementi di prova che intendono fornire relativamente a questi punti e di esaminare ogni altra questione che venga ad essi posta dal giudice. Il giudice può ordinare a questi testimoni esperti di preparare una relazione di intenti comprendente i risultati delle loro riunioni e delle loro consultazioni, che congiuntamente presenteranno al cancelliere e rimetteranno alle parti. Questi risultati delle consultazioni tra testimoni esperti non sono vincolanti per le parti [Si vedano le Il link si apre in una nuova finestraRules of the Superior Courts, Ord. 63A, r. 6(1)(ix)].

Il giudice può nominare d’ufficio un esperto in funzione di perito per assistere il giudice relativamente ai fatti di causa. Il giudice può chiedere al perito di redigere una relazione, copia delle quali sono fornite alle parti e di essere presente al processo o di assistere la corte.

2.2 Una volta accolta la richiesta di parte di assunzione delle prove, quali sono le fasi successive?

Produzione dei documenti: il giudice ordina la produzione di documenti solo nel momento in cui la parte cui è chiesta la produzione abbia omesso, o rifiutato di produrli volontariamente. Quindi se il giudice ordina la produzione, la parte che l’aveva chiesta ha diritto al rimborso delle spese connesse alla sua domanda. Se una parte di un ricorso riceve l’ordine di produrre taluni documenti in suo possesso o di cui ne ha la disponibilità, deve farne copia e renderli disponibili alla controparte. La parte che riceve un’ordinanza di produzione di documenti deve effettuare una dichiarazione sotto giuramento elencante i documenti prodotti. Il mancato rispetto di un’ordinanza di produzione di documenti può comportante il rigetto del ricorso o della difesa, al fine di garantire che le parti della causa rispettino le ordinanze di produzione dei documenti.

Testimoni: le parti non hanno bisogno del permesso del giudice per produrre prove testimoniali a sostegno delle loro argomentazioni. Nei casi in cui il giudice ordina che la prova testimoniale debba essere raccolta in una deposizione, il testimone renderà testimonianza orale dinnanzi a una giuria di esperti nominati dal giudice. L’interrogatorio è effettuato similmente a un interrogatorio processuale, consentendo ampiamente la possibilità di procedere al controinterrogatorio del testimone e garantendo la trascrizione degli elementi di prova così prodotti.

Testimoni esperti: In generale le parti non hanno bisogno dell’autorizzazione del giudice per produrre prove di esperti a sostegno delle loro argomentazioni. Gli esperti possono elaborare relazioni scritte nelle quali essi presentano le loro conclusioni ed espongono il loro parere imparziale in quanto esperti. Quando è preparata una relazione di esperti (relazione peritale) questo deve essere comunicato all’inizio del processo. La responsabilità dell’esperto soprattutto nei confronti del giudice e non nei confronti delle parti del procedimento, anche se egli è pagato dalla parte che lo ha citato a comparire.

2.3 In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove?

Il giudice può rigettare la domanda di una parte intesa a ottenere o a produrre talune prove qualora reputi che queste ultime sono prive di pertinenza, sono inutili o irricevibili. Secondo la regola delle migliori prove (“best evidence rule”) occorre produrre le prove le più efficaci e le più dirette di un fatto o, in mancanza, l’assenza di queste prove deve essere presa in conto. Ad esempio la miglior prova del contenuto di una lettera, è la produzione della lettera stessa, e non una testimonianza orale del suo contenuto. Generalmente tutte le prove relative a un fatto di causa vengono considerate ricevibili. Talune sono tuttavia considerate irricevibili come le comunicazioni protette (ad esempio, le prove di una comunicazione confidenziale tra un cliente e il suo avvocato). Il giudice decide quindi caso per caso della ricevibilità delle prove.

2.4 Quali sono i mezzi di prova?

I fatti possono essere provati mediante mezzi di prova, mediante presunzioni e deduzioni derivanti dalle prove e dal fatto che il giudice abbia preso giuridicamente in conto taluni fatti noti. I mezzi di prova che possono essere richiesti durante un processo civile sono le testimonianze, i documenti e le prove concrete. I documenti possono comprendere dei documenti in formato cartaceo, elettronico, fotografie e registrazioni video e audio.

2.5 Quali sono le procedure per l'audizione di testimoni? Sono diverse da quelle per l'assunzione della testimonianza di consulenti tecnici? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di relazioni/pareri di esperti?

In linea di principio i testimoni si esprimono oralmente durante il processo, quando sono invitati a confermare la veridicità e l’esattezza delle loro dichiarazioni.

I testimoni esperti testimoniano mediante relazioni scritte, salvo ordine contrario del giudice. Le relazioni peritali (di esperti) devono precisare le loro conclusioni, i fatti e le ipotesi sulle quali esse si basano, nonché gli elementi essenziali dell’istruttoria compiuta dall’esperto. Il giudice determinerà la necessità o meno della presenza dell’esperto alle udienze per testimoniarvi oralmente.

2.6 Alcuni mezzi di prova hanno più forza di altri?

Il giudice dispone di un ampio potere discrezionale relativo alla forza o alla credibilità che deve essere dato a un elemento di prova. Ad esempio, le dichiarazioni rese altrimenti al di fuori del processo (hearsay evidence), se da una parte sono ammissibili, nell’ambito di un procedimento civile, hanno tuttavia meno importanza di una testimonianza diretta, a maggior ragione se l’autore della dichiarazione avrebbe potuto essere chiamato di persona a testimoniare.

Taluni documenti e fascicoli sono accettati come autentici. Ad esempio le scritture contabili o i documenti pubblici sono ritenuti autentici, se sono certificati da un agente della società o un funzionario pubblico, inoltre diversi tipi di documenti ufficiali (come gli atti legislativi, gli atti normativi, le ordinanze, i trattati e i verbali di cancelleria) possono essere semplicemente provati mediante copie stampate o certificate conformi senza che sia necessaria un’ulteriore prova.

2.7 Per provare determinati fatti, sono obbligatori mezzi di prova specifici?

Talune transazioni devono essere effettuate per iscritto e sono dunque richieste prove documentali ad esse relative. Ad esempio se si tratta di contratti di compravendita di terreni.

2.8 I testimoni hanno per legge l’obbligo di testimoniare?

Come regola generale, se un testimone ha la capacità giuridica necessaria, può essere obbligato a comparire dinnanzi al giudice e a rendere testimonianza. Una parte che intende assicurarsi che un testimone sia presente all’udienza prepara una citazione a comparire con la quale si obbliga il testimone a comparire in udienza per testimoniare. Una volta emesso dal giudice e correttamente notificato, l’ordine a comparire obbliga i testimone a presentarsi in udienza. Chiunque disobbedisca a un tale ordine viene ritenuto colpevole di oltraggio alla corte.

2.9 In quali casi un testimone può rifiutarsi di testimoniare?

La regola generale, secondo la quale i testimoni aventi la capacità giuridica possono essere obbligati a testimoniare, non si applica ai capi di Stato esteri e alla loro famiglia, ai diplomatici e agli agenti consolari, ai rappresentanti di talune organizzazioni internazionali e ai giudici e ai giurati, nell’ambito dell’attività che essi pongono in essere. I coniugi e i membri della famiglia delle parti possono essere obbligati a testimoniare nell’ambito di un procedimento civile. I testimoni devono rispondere alle domande, ma essi possono non rispondere alle domande tendenti ad autoincriminarli, essi hanno quindi il diritto di non contribuire alla loro propria accusa. In altri termini il testimone deve rispondere alle questioni salvo che egli non possa dimostrare che vi sono ragionevoli motivi di temere che la sua risposta possa incolparlo.

I testimoni che possono in modo generale essere costretti a testimoniare possono tuttavia rifiutarsi di produrre taluni documenti e di rispondere a talune domande sulla base di determinati motivi particolari. Tali motivi sono strettamente connessi alle professioni legali, alla protezione della riservatezza delle comunicazioni tra un avvocato e il suo cliente, alla comunicazione “senza pregiudizio” e come precedentemente menzionato al diritto di non contribuire alla propria auto incriminazione.

È possibile anche rifiutarsi di produrre prove facendo ricorso a un’immunità di interesse pubblico quando la produzione delle prove in questione sarebbe contraria all’interesse pubblico. Le prove che possono rientrare in questo tipo di immunità sono in particolare quelle che riguardano la sicurezza nazionale, le relazioni diplomatiche, il lavoro del governo nazionale, il benessere dei minori, le indagini criminali e la protezione dei collaboratori di giustizia. Inoltre i giornalisti non sono tenuti a rilevare le loro fonti di informazione salvo che questo sia necessario nell’interesse della giustizia o della sicurezza nazionale o per la difesa dell’ordine e la prevenzione delle infrazioni penali.

2.10 Chi si rifiuta di testimoniare può essere obbligato a farlo o incorrere in sanzioni?

Un testimone che rifiuta di rendere testimonianza, dopo essere stato debitamente notificato, può essere condannato alla reclusione in carcere per oltraggio alla corte sino all’espiazione della pena o può essere condannato al pagamento di una multa. Il mancato rispetto di un ordine di comparizione a testimoniare rappresenta in effetti una violazione di un’ordinanza del tribunale, e quindi il rifiuto di rendere testimonianza può essere un oltraggio alla corte.

2.11 Vi sono persone che non possono testimoniare?

Gli adulti non possono rendere testimonianza nei processi civili se sono incapaci di comprendere il giuramento o se sono incapaci di rendere una testimonianza oggettiva. Un minore non può rendere testimonianza se non comprende il fatto che egli è obbligato a dire la verità o se non possiede le capacità di discernimento richieste per giustificare la presa in considerazione della sua testimonianza: spetta al giudice adottare una decisione in merito.

2.12 Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni un testimone può essere udito mediante videoconferenza o altri mezzi tecnici?

I testimoni sono innanzitutto sottoposti all’interrogatorio principale, successivamente al controinterrogatorio dell’avvocato della parte avversa. Durante il controinterrogatorio l’avvocato può porre domande intese ad andare in una certa direzione (orientate). A volte il testimone è nuovamente interrogato successivamente al controinterrogatorio dalla parte che l’ha citato per prima. Il giudice può comunque porre domande al testimone, ad esempio per chiarire taluni punti.

Sono state adottate disposizioni per permettere in taluni casi ai testimoni di essere interrogati mediante videoconferenza. Nei procedimenti relativi al benessere di un minore o di una persona con deficit mentali, il giudice può sentire il minore o la persona interessata mediante videoconferenza e le questioni possono essere poste tramite un intermediario. Il collegamento diretto mediante televisione può anche essere utilizzato quando il testimone in questione risiede su un territorio che non appartiene alla giurisdizione irlandese.

3 Valutazione delle prove

3.1 Se una parte si è procurata una prova illegalmente, esistono limiti alla facoltà del giudice di utilizzare tale prova ai fini della decisione?

Le prove illegalmente ottenute non sono necessariamente irricevibili. Sono ricevibili se sono pertinenti, ma il giudice ha tuttavia la possibilità di escluderle. Se il giudice ritiene che gli elementi di prova debbano essere esclusi per ragioni di ordine pubblico, essi non sono ammessi anche se sono pertinenti per i fatti costituenti la fattispecie.

3.2 In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni avranno valore probatorio?

Le dichiarazioni di testimoni rese da parti del procedimento costituiscono mezzi di prova aventi il medesimo valore probatorio delle dichiarazioni di soggetti terzi.

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Ultimo aggiornamento: 13/11/2018

Assunzione delle prove - Grecia

INDICE


1 Onere della prova

1.1 Quali sono le norme sull’onere della prova?

In materia di onere della prova, il diritto greco applica il principio dispositivo, ovvero il tribunale agisce solo su richiesta di una delle parti e assume una decisione in base ai fatti asseriti e dimostrati dalle parti e alle domande presentate. Se non diversamente previsto dalla legge, gli atti processuali sono effettuati su iniziativa e a cura delle parti. Ciascuna parte deve dimostrare solo i fatti che hanno un’incidenza rilevante sull’esito del processo e che sono necessari a suffragare il proprio ricorso o controricorso. La domanda che non sia stata dimostrata dalla parte è destinata a essere respinta.

1.2 Esistono norme che dispensano dal provare certi fatti? In quali casi? È possibile produrre prove per invalidare una determinata presunzione legale?

Quando la legge prevede presunzioni che permettono di dimostrare l’esistenza di fatti, la prova contraria è ammessa, a meno che la legge non disponga diversamente. I fatti generalmente noti (notori), la cui veridicità non lascia spazio ad alcun ragionevole dubbio, o che siano noti al tribunale per via di un’altra azione giudiziaria sono valutati d’ufficio e senza produzione di prove. Il tribunale dispone d’ufficio e senza produzione di prove anche nel caso degli insegnamenti che si ricavano dall’esperienza comune. Sono altresì valutati d’ufficio il diritto vigente in uno Stato estero e gli usi e le consuetudini commerciali; se però il tribunale non li conosce, può ordinare la produzione di prove.

1.3 In quale misura il giudice deve essere convinto di un fatto per porlo a fondamento della sua decisione?

Il giudice valuta liberamente le prove e si pronuncia in piena scienza e coscienza sulla veridicità o meno delle asserzioni. I motivi che danno luogo all’intimo convincimento del giudice sono riportati nella decisione. Nei casi in cui la legge giudica la probabilità sufficiente (come nel caso delle misure cautelari), il tribunale non è tenuto ad applicare le disposizioni vigenti in materia di produzione delle prove, dei mezzi probatori e della loro forza, ma tiene conto di ogni mezzo che ritiene idoneo per giungere a una probabilità della veridicità dei fatti.

2 Assunzione delle prove

2.1 L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di parte o anche ad iniziativa del giudice?

Il principio di base è che le parti propongono e producono i mezzi probatori, ma il tribunale può anche ordinare d’ufficio provvedimenti istruttori apportando tutti gli elementi probatori idonei ammessi dalla legge, anche quando le parti non li hanno invocati.

2.2 Una volta accolta la richiesta di parte di assunzione delle prove, quali sono le fasi successive?

Dopo aver intrapreso provvedimenti istruttori, il tribunale si pronuncia nel merito della causa e, se giudica le prove insufficienti, può disporre ulteriori provvedimenti istruttori.

2.3 In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove?

La domanda di una parte può essere respinta se il giudice ritiene che gli elementi probatori esistenti siano sufficienti o se una delle parti non è riuscita a produrli entro i termini di legge.

2.4 Quali sono i mezzi di prova?

I mezzi probatori previsti dal codice di procedura civile sono la confessione, il sopralluogo, la perizia, le prove documentali, l’audizione delle parti, l’audizione dei testimoni, la presunzione e i giuramenti.

2.5 Quali sono le procedure per l'audizione di testimoni? Sono diverse da quelle per l'assunzione della testimonianza di consulenti tecnici? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di relazioni/pareri di esperti?

I periti intervengono a sostegno del tribunale fornendo il loro parere sulle questioni sollevate. In caso di necessità, il tribunale dispone che i periti siano presenti durante lo svolgimento di tutti gli atti processuali o di una parte di essi. Un elenco dei periti è conservato presso ciascun tribunale. Le modalità di stesura e di tenuta di questi elenchi sono stabilite da ordinanze pubblicate su proposta del ministro della Giustizia. Il tribunale chiamato a pronunciarsi sulla causa fornisce ai periti le istruzioni riguardanti le modalità di esecuzione delle loro funzioni e decide in particolare: a) se essi devono comparire durante gli atti processuali ed eventualmente per quali tipi di atti e b) se la perizia sarà effettuata dinanzi allo stesso o dai soli periti. I suddetti poteri sono conferiti al tribunale che, su richiesta o commissione, esegue gli atti processuali relativi alla perizia - oppure al giudice delegato, se il tribunale chiamato a pronunciarsi sulla causa non ha deciso diversamente. Quando viene disposta una perizia scritta, il tribunale stabilisce un termine entro il quale i periti devono presentarla. Se il giudice o il presidente (nel caso di tribunali con più membri) giudica questo termine insufficiente per formulare un parere, può prorogarlo su richiesta dei periti e senza una preventiva convocazione delle parti. In caso di più periti, essi compiono tutti gli atti necessari alla perizia e formulano congiuntamente il loro parere scritto. A tal fine, si riuniscono su invito di uno di essi. Il parere scritto deve indicare le azioni dei periti e il loro parere motivato e deve essere firmato da ognuno di essi. Se uno dei periti non si presenta al momento della perizia o si rifiuta di firmare il parere scritto, se ne dà conto nella perizia stessa. Il parere scritto è depositato dai periti, o dalla persona appositamente incaricata, presso la cancelleria del tribunale che li ha designati e viene stilata un’apposita relazione. In caso di parere depositato presso la cancelleria del tribunale che agisce su richiesta o commissione del tribunale in cui esercita le proprie funzioni il giudice delegato, la relazione viene immediatamente trasmessa alla cancelleria del tribunale che statuisce sulla causa. In ogni caso il tribunale si pronuncia liberamente sul parere dei periti.

2.6 Alcuni mezzi di prova hanno più forza di altri?

La confessione, orale o scritta, resa dalla parte dinanzi al tribunale che statuisce sulla causa o dinanzi al giudice delegato costituisce una prova irrefutabile contro colui che ha reso la confessione, mentre la confessione stragiudiziale è valutata liberamente alla stregua degli altri mezzi probatori.

2.7 Per provare determinati fatti, sono obbligatori mezzi di prova specifici?

I testimoni non possono fornire come prova contratti e atti collettivi quando il valore del loro oggetto supera i 20 000 euro, mentre la prova testimoniale non è comunque ammessa contro il contenuto di un documento, anche se il valore dell’atto giuridico è inferiore a due milioni di dracme, pari a 20 000 euro. La prova testimoniale è invece sempre ammessa: a) quando c’è un principio di prova scritta proveniente da un documento con valore probatorio; b) in caso di incapacità fisica o morale a ottenere un documento; c) se è dimostrato che il documento redatto è stato smarrito accidentalmente; d) se la natura dell’atto giuridico o le condizioni specifiche in cui è stato concluso, soprattutto nel caso degli scambi commerciali, giustificano la prova testimoniale.

2.8 I testimoni hanno per legge l’obbligo di testimoniare?

Chiunque sia chiamato a testimoniare è tenuto a comparire e a deporre sui fatti di cui è a conoscenza. Una persona che non si presenti senza addurre un motivo legittimo viene condannata dal tribunale, con decisione messa a verbale, al pagamento delle spese causate dalla sua assenza; può addirittura essere condannata a una pena pecuniaria.

2.9 In quali casi un testimone può rifiutarsi di testimoniare?

Possono rifiutarsi di deporre come testimoni: 1) ecclesiastici, avvocati, notai, medici, farmacisti, infermieri, ostetriche e relativi assistenti, come pure i consulenti delle parti, in merito ai fatti di cui siano venuti a conoscenza nell’esercizio della loro professione; 2) i parenti di una delle parti per filiazione, affinità o adozione in linea retta o collaterale fino al terzo grado, tranne nel caso in cui abbiano lo stesso legame di parentela di tutte le parti, come pure i coniugi (anche dopo lo scioglimento del matrimonio) e i fidanzati. Il testimone non è inoltre tenuto a deporre su: 1) fatti che giustifichino azioni penali per il testimone o per una persona ad esso legata in virtù dell’articolo 401, n° 2 del codice di procedura civile o che ledano il suo onore o quello di tali persone; 2) fatti che costituiscano un segreto professionale o artistico.

2.10 Chi si rifiuta di testimoniare può essere obbligato a farlo o incorrere in sanzioni?

Un testimone che si presenti e si rifiuti di deporre, pur essendo tenuto a farlo, può essere condannato a una pena pecuniaria dal tribunale dinanzi al quale viene eseguito il provvedimento istruttorio.

2.11 Vi sono persone che non possono testimoniare?

Non possono essere chiamati a rendere una testimonianza:

  1. Gli ecclesiastici in merito a informazioni che siano state confidate loro durante una confessione.
  2. Le persone che al momento dei fatti da accertare erano incapaci di comprendere tali fatti o che non siano in grado di spiegare ciò a cui hanno assistito.
  3. Le persone che al momento dei fatti soffrivano di disturbi mentali o psichici tali da limitare in modo decisivo la loro capacità di discernimento e il loro libero arbitrio o che si trovavano in tale stato al momento dell’audizione.
  4. Gli avvocati, notai, medici, farmacisti, infermieri, ostetriche e relativi assistenti, nonché i consulenti delle parti, in merito a fatti che siano stati confidati loro o che abbiano accertato nell’esercizio della loro professione e che siano coperti da segreto professionale, a meno che colui che ha confidato tali informazioni o che è interessato dal segreto non vi acconsenta.
  5. I funzionari e i militari, attivi o meno, su fatti coperti da segreto, a meno che il ministro competente non li autorizzi a testimoniare.
  6. Persone che potrebbero nutrire un interesse nell’esito del processo.

2.12 Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni un testimone può essere udito mediante videoconferenza o altri mezzi tecnici?

Prima di essere ascoltato, il testimone deve prestare giuramento con formula di carattere religioso o secondo la procedura civile. I testimoni sono ascoltati separatamente e sono messi a confronto con altri testimoni o con le parti solo se ritenuto necessario. I testimoni rilasciano una deposizione orale. Il testimone deve spiegare come è venuto a conoscenza dei fatti su cui è chiamato a deporre e, in caso di fatti di cui non abbia una conoscenza diretta, deve fornire il nome della persona che lo ha informato. Il tribunale può vietare alle parti o ai loro procuratori di porre al testimone domande che non siano palesemente pertinenti o che siano fuori luogo e dichiara l’audizione del testimone conclusa quando ritiene che quest’ultimo abbia riferito tutto ciò che sapeva sui fatti da accertare. Il tribunale decide d’ufficio o su richiesta delle parti se utilizzare la videoconferenza in una particolare causa. L’accettazione o meno di tale richiesta è di competenza del tribunale, il quale valuta la necessità di questo mezzo tecnico di trasmissione ai fini di uno svolgimento più efficace del procedimento. Dopo aver valutato le particolari circostanze di una causa, il tribunale può accogliere la richiesta di utilizzare la videoconferenza imponendo garanzie aggiuntive ai fini di un regolare svolgimento del procedimento. Il giudice, il cancelliere e coloro che partecipano alla videoconferenza devono trovarsi nelle rispettive sale prima dell’inizio previsto della trasmissione. Il tribunale stabilisce su base individuale se un giudice debba intervenire da una località remota. La strumentazione viene gestita dal giudice o dal personale autorizzato del tribunale. In caso di autorità consolare, la strumentazione viene gestita da una persona autorizzata dal capo della delegazione. La discussione in videoconferenza si svolge conformemente alle disposizioni del codice di procedura civile in base al tipo di atto processuale. Il giudice stabilisce il numero di persone che possono trovarsi nelle sale, dirige la discussione e fornisce le informazioni del caso alle persone che si trovano in entrambe le sale. Ogni membro del tribunale o chiunque abbia un ruolo nel processo ha diritto, su autorizzazione del giudice che dirige la discussione, a rivolgere domande alle parti, ai testimoni e ai periti presenti. Ai fini dell’identificazione della persona in località remota, il giudice è assistito dal cancelliere o da una persona autorizzata dal console di detta località. È il giudice che dirige la discussione a dichiarare chiusa la videoconferenza. La deposizione-audizione in videoconferenza dei testimoni, dei periti e delle parti è ritenuta svolgersi dinanzi al tribunale e ha lo stesso valore probatorio dell’esame in udienza.

3 Valutazione delle prove

3.1 Se una parte si è procurata una prova illegalmente, esistono limiti alla facoltà del giudice di utilizzare tale prova ai fini della decisione?

Il tribunale può tenere conto soltanto di mezzi probatori legali, dove per “legale” s’intende la modalità di assunzione del mezzo probatorio. Le prove ottenute illegalmente sono inammissibili e non sono prese in considerazione.

3.2 In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni avranno valore probatorio?

Sì, le deposizioni delle parti al processo hanno valore probatorio.


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Ultimo aggiornamento: 14/11/2018

Assunzione delle prove - Francia

INDICE


1 Onere della prova

1.1 Quali sono le norme sull’onere della prova?

Secondo il Codice civile, colui che chiede l’adempimento di un’obbligazione deve provare la sua esistenza. D’altra parte, colui che ritiene di aver già adempiuto, deve provare l’avvenuta estinzione della sua obbligazione.

Ciascuna parte in causa deve dunque fornire la prova dei fatti asseriti. Anche l’articolo 9 del Codice di procedura civile dispone che «spetta a ciascuno provare conformemente alla legge i fatti necessari all’accoglimento della propria domanda ».

1.2 Esistono norme che dispensano dal provare certi fatti? In quali casi? È possibile produrre prove per invalidare una determinata presunzione legale?

In certi casi, esistono presunzioni che esentano dal fornire la prova di un fatto la cui esistenza è impossibile o difficile da dimostrare.

Per le presunzioni legali è prevista in qualche modo l’inversione dell’onere della prova che grava su colui che deve dimostrare l’esistenza del fatto asserito. In generale, le presunzioni sono cosiddette «semplici»: in questo caso la prova contraria può essere fornita. Ad esempio: il figlio nato in costanza di matrimonio si presume che abbia come padre il marito della madre, ma è possibile avviare un’azione per disconoscere o comunque contestare la paternità.

Più raramente, le presunzioni sono dette «assolute» : in questo caso, non è ammessa la prova contraria.

1.3 In quale misura il giudice deve essere convinto di un fatto per porlo a fondamento della sua decisione?

Il giudice deve basare la sua decisione su fatti provati o non contestati.

2 Assunzione delle prove

2.1 L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di parte o anche ad iniziativa del giudice?

Il provvedimento istruttorio può essere disposto dal giudice su istanza di una parte, ma il giudice può altresì decidere in tal senso d’ufficio.

2.2 Una volta accolta la richiesta di parte di assunzione delle prove, quali sono le fasi successive?

Nel caso in cui il giudice disponga un provvedimento istruttorio su istanza di parte, il cancelliere dell’organo giurisdizionale competente comunica al consulente tecnico nominato il contenuto dell’incarico affidatogli; quest’ultimo convoca le parti per tutte le operazioni che conduce. Nel caso di una perizia, quest’ultima inizierà solo nel momento in cui la parte avrà versato la somma stabilita dal giudice (deposito cauzionale) che garantisce il pagamento del consulente. Tutti i provvedimenti istruttori vengono eseguiti in presenza delle parti.

2.3 In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove?

Il giudice può rigettare la richiesta di un provvedimento istruttorio nel caso in cui ritenga che quest’ultimo possa comportare come effetto quello di ovviare alle lacune della parte relativamente all’onere della prova oppure nel caso in cui non lo ritenga necessario.

2.4 Quali sono i mezzi di prova?

Il diritto civile francese opera la seguente distinzione. Per i fatti oggetto del giudizio (ad esempio: un incidente), la prova può essere quindi fornita con qualsiasi mezzo (documenti, testimoni ecc.). Per i negozi giuridici (contratti, donazioni…), in linea di principio, la prova è indispensabile, ma la legge prevede talune eccezioni (ad esempio per gli atti relativi a una somma inferiore a un determinato importo, definito in un decreto, o nel caso sia impossibile produrre una prova scritta). Occorre notare che tra i commercianti il principio è quello della libertà di produrre prove con qualsiasi mezzo, compresi i negozi giuridici.

2.5 Quali sono le procedure per l'audizione di testimoni? Sono diverse da quelle per l'assunzione della testimonianza di consulenti tecnici? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di relazioni/pareri di esperti?

La testimonianza può essere raccolta in due forme distinte: oralmente, nell’ambito dell’istruttoria o con un documento scritto, mediante dichiarazioni che devono rispettare determinati requisiti di forma. Infatti, la dichiarazione scritta deve menzionare in particolare l’identità del testimone ed eventualmente la relazione di parentela o il suo legame di affinità, di subordinazione, di collaborazione o di comunanza d’interessi con una delle parti. Inoltre, occorre indicare che tale dichiarazione è stata redatta per produrla in giudizio e che il suo autore è a conoscenza del fatto che dichiarare il falso è un reato. Inoltre, è possibile raccogliere una testimonianza mediante atti pubblici (si tratta di un atto emesso da un giudice o da un pubblico ufficiale e che raccoglie le dichiarazioni di diversi testimoni sui fatti da provare).

La perizia si distingue dalla testimonianza poiché si tratta di un provvedimento istruttorio con il quale si affida a una persona particolarmente competente il compito di dare un parere puramente tecnico, dopo aver invitato le parti a fornire chiarimenti. Il perito esegue la perizia, dando il suo parere oralmente o per iscritto. In quest’ultimo caso, viene redatta una relazione che contiene in particolare le osservazioni scritte delle parti. Il giudice non è tenuto ad attenersi al parere del perito.

2.6 Alcuni mezzi di prova hanno più forza di altri?

L’atto pubblico redatto da un pubblico ufficiale (notaio, ufficiale giudiziario) nell’esercizio delle sue funzioni, fa fede fino a querela di falso.

La scrittura privata (documento redatto senza l’intervento di un pubblico ufficiale, dalle parti stesse e soltanto la loro firma) fa fede fino a prova contraria.

La testimonianza, e gli altri mezzi di prova, sono lasciati all’apprezzamento discrezionale del giudice.

2.7 Per provare determinati fatti, sono obbligatori mezzi di prova specifici?

Come esposto al paragrafo 2.4, la prova scritta è necessaria per provare l’esistenza di un negozio giuridico il cui valore superi i 1500 euro. Peraltro, si può provare un fatto con ogni mezzo di prova previsto dalla legge.

2.8 I testimoni hanno per legge l’obbligo di testimoniare?

Tutti i cittadini sono tenuti a fornire il proprio contributo alla giustizia per accertare la verità.

2.9 In quali casi un testimone può rifiutarsi di testimoniare?

Una persona in possesso di informazioni raccolte nell’esercizio della professione e coperte dal segreto professionale deve rifiutarsi di testimoniare; in difetto si espone a sanzioni penali. Inoltre, il testimone può rifiutarsi sistematicamente di testimoniare se ha un legittimo impedimento (esempi: impossibilità di spostarsi, malattia, motivi professionali). Il giudice valuterà la rilevanza del legittimo impedimento.

2.10 Chi si rifiuta di testimoniare può essere obbligato a farlo o incorrere in sanzioni?

I testimoni non comparsi e quelli che senza un legittimo motivo si rifiutano di deporre o di prestare giuramento possono essere condannati a un’ammenda fino a un massimo di 3 000 euro.

Inoltre, occorre precisare che si può essere condannati a sanzioni penali per falsa testimonianza.

2.11 Vi sono persone che non possono testimoniare?

Chiunque può essere escusso come testimone, ad eccezione delle persone che non possono testimoniare nell’ambito di un processo come nel caso degli incapaci (i minorenni e gli adulti interdetti) o nel caso di soggetti che hanno subito determinate condanne penali (privazione di determinati diritti). Tuttavia, il giudice può ascoltarli per avere informazioni, senza far prestare giuramento. Inoltre, nel caso di un procedimento di divorzio o di separazione, i figli dei coniugi non possono essere mai ascoltati o testimoniare.

2.12 Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni un testimone può essere udito mediante videoconferenza o altri mezzi tecnici?

Il giudice conduce l’escussione del testimone e gli sottopone dei quesiti. Nel caso in cui siano presenti, le parti non possono interrompere il testimone, né rivolgersi direttamente a lui per influenzarlo. Se lo ritiene necessario il giudice interroga il teste con i quesiti che le parti intendono sottoporre al testimone.

È possibile che il giudice registri (con supporto audio, visivo o audiovisivo) talune operazioni compiute nell’ambito dell’istruttoria quando le circostanze lo richiedano (come nel caso in cui ci sia lontananza geografica).

3 Valutazione delle prove

3.1 Se una parte si è procurata una prova illegalmente, esistono limiti alla facoltà del giudice di utilizzare tale prova ai fini della decisione?

Il giudice non terrà conto delle prove ottenute con mezzi fraudolenti (macchina fotografica nascosta, registrazione di una conversazione telefonica all’insaputa dell’interlocutore) o che non rispettino la vita privata.

3.2 In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni avranno valore probatorio?

Le dichiarazioni delle parti nel corso del processo non hanno valore di prova.

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Ultimo aggiornamento: 14/11/2018

Assunzione delle prove - Croazia

INDICE


1 Onere della prova

1.1 Quali sono le norme sull’onere della prova?

Le norme riguardanti l’assunzione delle prove e la presentazione, selezione, raccolta, analisi e valutazione degli elementi di prova nei procedimenti civili sono contenute negli articoli da 219 a 276 della legge in materia di procedura civile, Zakon o parničnom postupku (codice di procedura civile) (Narodne Novine (“NN”; Gazzetta ufficiale della Repubblica di Croazia) nn. 53/91, 91/92, 112/99, 129/00, 88/01, 117/03, 88/05, 2/07, 96/08, 84/08, 123/08, 57/11, 25/13 e 89/14, in prosieguo “ZPP”).

In base alla norma generale, ciascuna parte deve esporre i fatti e addurre le prove che sono a fondamento della propria domanda o che consentono di contestare le dichiarazioni e le prove della controparte. In altri termini, nella raccolta dei fatti e nella presentazione delle prove il diritto procedurale (civile) croato fa prevalere il principio del diritto di essere sentiti.

Di conseguenza, ciascuna parte deve dimostrare la veridicità delle dichiarazioni rese riguardo all’esistenza di fatti a suo favore, su cui si basano le loro dichiarazioni (e obiezioni), se non diversamente previsto dalla legge.

In genere, il giudice è autorizzato ad appurare solo i fatti riferiti dalle parti e ad assumere soltanto le prove presentate dalle parti. In via eccezionale e soltanto laddove presuma che le parti intendano far valere un diritto che non sono legittimate a reclamare, il giudice è autorizzato (e tenuto) a stabilire i fatti non esposti dalle parti e ad assumere le prove non presentate.

Qualora non riesca ad appurare un fatto alla luce delle prove addotte (articolo 8 dello ZPP), il giudice deciderà in merito all’esistenza del fatto applicando le norme sull’onere della prova.

1.2 Esistono norme che dispensano dal provare certi fatti? In quali casi? È possibile produrre prove per invalidare una determinata presunzione legale?

Con il termine “prova” si intende ogni fatto rilevante per la pronuncia di una decisione.

Non è necessario dimostrare i fatti riconosciuti dalla parte dinanzi al giudice durante il procedimento. Tuttavia, il giudice può chiedere di presentare prove che dimostrino detti fatti laddove ritenga che, nel riconoscerli, la parte intenda far valere un diritto che non le è lecito reclamare (articolo 3, comma 3, dello ZPP).

L’onere della prova viene meno anche per le norme giuridiche, cui si applica la disposizione secondo cui tali norme devono essere note al giudice d’ufficio (iura novit curia).

Non è inoltre necessario dimostrare fatti notori. Ciononostante è possibile dimostrare che un dato fatto non è conoscenza comune.

Non sono richieste prove per i fatti la cui esistenza è presunta per legge. Tuttavia, può esserne dimostrata l’inesistenza, se non diversamente previsto dalla legge. Le norme sulle presunzioni relative (praesumptiones iuris) facilitano quindi l’assunzione di prove, considerato che le parti che fondano la propria domanda su un fatto giuridicamente pertinente non sono tenute a dimostrarne direttamente l’esistenza. A tal fine, è sufficiente il riferimento a una norma giuridica di base inclusa in una presunzione relativa, mentre una parte che sostenga che detta norma giuridica di base non possa essere applicata a uno specifico caso sarà tenuta a dimostrarlo.

Tuttavia, ci sono casi in cui la legge non ammette la prova dell’inesistenza di fatti presunti dalla legge (praesumptiones iuris et de iure). In tal caso, il giudice è tenuto a concludere che il fatto giuridicamente pertinente esiste.

1.3 In quale misura il giudice deve essere convinto di un fatto per porlo a fondamento della sua decisione?

Compito del giudice è giungere a convinzione che i fatti su cui si basa l’applicazione della legge siano autentici o meno. Lo ZPP non contiene disposizioni esplicite sulla probabilità. Ciononostante, il grado di probabilità di un fatto dovrebbe aumentare in modo proporzionale all’importanza dell’azione da intraprendere, tenendo conto della fase del procedimento in cui è dibattuta e decisa una specifica questione procedurale e delle conseguenze procedurali nel caso in cui alcuni fatti vengano appurati o meno.

Secondo la norma generale della libera valutazione delle prove, il giudice decide, conformemente alle proprie convinzioni, quali fatti ritiene dimostrati in base a una valutazione attenta e coscienziosa di tutte le prove, presentate singolarmente e nel loro complesso, e tenendo conto degli esiti dell’intero procedimento.

2 Assunzione delle prove

2.1 L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di parte o anche ad iniziativa del giudice?

Come affermato in precedenza, la procedura (civile) croata è prevalentemente inter partes. In altri termini, significa che le parti possono raccogliere fatti e prove di loro iniziativa e il giudice può appurare fatti non presentati dalle parti e assumere prove solo se ritiene che le parti intendano proporre istanze inammissibili (articolo 3, secondo comma, dello ZPP).

2.2 Una volta accolta la richiesta di parte di assunzione delle prove, quali sono le fasi successive?

Il giudice decide quali elementi di prova assumere per stabilire i fatti decisivi.

Se il giudice approva la richiesta della parte relativa alle prove, procede di norma all’effettiva assunzione della prova.

Nelle controversie esaminate in sede di vijeće (camera), l’assunzione delle prove ha luogo nel corso dell’udienza principale dinanzi alla camera, la quale può in ogni caso decidere che, per importanti motivi, l’assunzione di alcune prove avvenga dinanzi al presidente della camera o al giudice del tribunale richiesto (il giudice richiesto). In questo caso durante l’udienza principale verrà presentato un verbale delle prove assunte.

L’udienza principale è condotta dal giudice unico o dal presidente della camera, che interroga le parti e assume le prove. Il giudice non è tuttavia vincolato dalla decisione sullo svolgimento dell’udienza, né di conseguenza alla decisione di accettare o respingere le proposte di prova presentate dalle parti.

2.3 In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove?

Conformemente alle disposizioni dello ZPP, il tribunale respinge una prova qualora la ritenga irrilevante e spiega le motivazioni del rigetto.

Lo ZPP non prevede tuttavia alcuna misura particolare per quanto riguarda le possibilità di rigetto di prove inammissibili o che non possono essere adottate in modo economicamente vantaggioso. Tuttavia, nelle controversie dinanzi a un općinski sud (tribunale municipale) di un valore fino a 10 000 HRK e in controversie dinanzi a un trgovački sud (tribunale commerciale) di un valore fino a 50 000 HRK, il giudice può, qualora ritenga che determinare fatti importanti per la composizione della controversia comporterebbe difficoltà e spese eccessive, decidere dell’autenticità dei fatti in base a una valutazione libera, prendendo in considerazione i documenti presentati dalle parti e le loro deposizioni, laddove il giudice abbia raccolto prove sentendo le parti.

Inoltre, le disposizioni dello ZPP fissano un termine entro il quale le parti sono tenute a presentare tutti i fatti e ad avanzare le proposte di prova. Nel corso di un procedimento civile ordinario, ogni parte deve presentare, nell’istanza e nella risposta all’istanza, al più tardi all’udienza preparatoria, tutti i fatti che giustificano la richiesta proposta, addurre le prove necessarie per accertare i fatti presentati e dichiarare la propria posizione sulle dichiarazioni circa i fatti e le prove presentate dalla controparte. Durante l’udienza principale le parti possono presentare nuovi fatti e prove soltanto se, non per causa propria, non siano state in grado di presentarli prima della conclusione del procedimento precedente.

D’altro canto il giudice non tiene conto di nuovi fatti e prove che le parti forniscono o presentano per colpa loro solo all’udienza principale.

Per ulteriori informazioni sulle prove e l’assunzione delle prove nelle procedure per le controversie di modesta entità, si veda la pagina informativa “Controversie di modesta entità - Repubblica di Croazia“.

2.4 Quali sono i mezzi di prova?

In base allo ZPP gli elementi di prova sono: le ispezioni giudiziarie, le prove documentali, le deposizioni di testimoni, le perizie di esperti e l’audizione delle parti.

2.5 Quali sono le procedure per l'audizione di testimoni? Sono diverse da quelle per l'assunzione della testimonianza di consulenti tecnici? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di relazioni/pareri di esperti?

Per “testimone” si intende una persona fisica in grado di dare informazioni sui fatti in corso di accertamento. I testimoni, sentiti individualmente e non in presenza di altri testimoni che verranno sentiti in seguito, sono tenuti a rispondere a voce.

Innanzitutto, i testimoni sono informati dell’obbligo a dire tutta la verità, senza alcuna omissione. Sono poi informati delle conseguenze della falsa testimonianza. In aggiunta, viene sempre chiesto loro come sono venuti a conoscenza dei fatti su cui depongono.

Un perito chiamato a testimoniare deve presentare le stesse caratteristiche di un testimone - essere in grado di osservare, ricordare e raccontare - e deve avere competenze professionali.

Alcuni periti convocati dal tribunale sono tenuti a comparire e presentare le loro conclusioni e un parere.

Il loro stesso compito comporta quindi l’elaborazione di conclusioni e di un parere. Il giudice decide se il perito dovrà presentare le conclusioni e il parere soltanto oralmente in tribunale o per iscritto prima dell’udienza e, in questo caso, fissa un termine per la presentazione delle conclusioni e del parere scritto inferiore ai sessanta giorni.

Il perito è sempre tenuto a motivare il proprio parere.

Il giudice trasmette alle parti le conclusioni e il parere scritto non oltre 15 giorni prima dell’udienza in cui dovranno essere sentite.

Lo ZPP non distingue tra le procedure di audizione dei testimoni e dei periti e non contiene pertanto disposizioni procedurali specifiche.

Per quanto concerne le prove scritte, sono le stesse parti a dovere presentare il documento su cui basano la prova delle loro dichiarazioni.

Si considera che i documenti rilasciati nella forma prescritta da un’autorità statale nel suo ambito di competenza e quelli rilasciati nella forma prescritta da persone fisiche o giuridiche che agiscono nell’esercizio dei poteri pubblici conferiti loro dalla legge o da un atto regolamentativo fondato sulla legge (un documento pubblico) comprovino la veridicità di quanto certificano o regolamentano.

In base a regolamentazioni specifiche, alcuni documenti hanno lo stesso valore probatorio dei documenti pubblici.

È possibile dimostrare che i fatti indicati nei documenti pubblici sono falsi o che il documento è stato redatto in modo errato.

Qualora il giudice dubiti dell’autenticità del documento, può chiedere all’autorità che l’avrebbe rilasciato di esprimersi al riguardo.

Se non diversamente disposto da un accordo internazionale, i documenti pubblici stranieri debitamente autenticati hanno, a condizione di reciprocità, lo stesso valore probatorio dei documenti pubblici nazionali.

Lo ZPP stabilisce inoltre norme sull’obbligo di fornire documenti a seconda che l’atto sia in possesso della parte convocata, della controparte, di un’autorità pubblica o di un’organizzazione che esercita poteri pubblici oppure di un terzo (persona fisica o giuridica).

2.6 Alcuni mezzi di prova hanno più forza di altri?

Secondo la norma generale del libero apprezzamento delle prove applicata nel diritto procedurale (civile) croato, il giudice, che agisce in base al proprio convincimento, decide quali fatti si considerano come provati, in base ad una valutazione completa e accurata di ogni singola prova e di tutti gli elementi di prova nel loro insieme, nonché in base all’esito dell’intero procedimento.

Non esistono quindi norme che stabiliscano che alcuni elementi di prova abbiano più peso o importanza di altri, benché nella pratica, le prove documentali siano considerate più affidabili (ma non più importanti) di altre prove (testimonianze, audizioni).

2.7 Per provare determinati fatti, sono obbligatori mezzi di prova specifici?

No, lo ZPP non prevede alcuna disposizione in merito all’obbligatorietà di specifici mezzi di prova per stabilire l’esistenza di determinati fatti. Conformemente al principio inter partes, le parti sono autorizzate a presentare prove e il tribunale valuta quali elementi di prova accogliere per stabilire i fatti pertinenti.

2.8 I testimoni hanno per legge l’obbligo di testimoniare?

Chiunque venga convocato come testimone deve presentarsi e, salvo altrimenti disposto dallo ZPP, deve anche deporre. Ha quindi il dovere, ai fini della testimonianza, di presentarsi in tribunale, addurre le prove e dire la verità, obbligo generale di ogni persona. I testimoni che, per anzianità, malattia o gravi problemi fisici, non possano presentarsi in tribunale, sono sentiti nella loro abitazione.

2.9 In quali casi un testimone può rifiutarsi di testimoniare?

Una persona non può essere sentita come testimone se la sua testimonianza viola l’obbligo di mantenere un segreto ufficiale o militare, a meno che l’autorità competente non lo sollevi da tale obbligo.

Un testimone può rifiutarsi di deporre:

• su argomenti che una parte gli ha confidato in qualità di suo rappresentante autorizzato;

• su argomenti che la parte o altra persona gli ha confessato in qualità di confessore religioso;

• su fatti che ha scoperto in qualità di legale o medico o nell’esercizio di qualsiasi altra professione

o attività che preveda un obbligo di riservatezza

su qualsiasi fatto scoperto nell’esercizio di detta professione o attività.

Il giudice unico o il presidente della camera informa tali persone della possibilità di rifiutarsi di deporre.

I testimoni possono rifiutarsi di rispondere a singole domande se hanno ragioni valide e, in particolare, se la loro risposta può comportare grave mortificazione, considerevoli danni finanziari o conseguenze penali per loro stessi o per i loro parenti in linea retta di ogni grado e per i loro parenti in linea collaterale fino al terzo grado, o se ciò comporta grave mortificazione, considerevoli danni finanziari o conseguenze penali per il coniuge o affini fino al secondo grado (anche dopo lo scioglimento del matrimonio), per il loro tutore o tutelato, o per il genitore o il figlio adottivo.

Il giudice unico o il presidente della camera informa i testimoni della possibilità di

rifiutarsi di rispondere.

2.10 Chi si rifiuta di testimoniare può essere obbligato a farlo o incorrere in sanzioni?

Sì, è possibile. Se i testimoni che sono stati convocati in modo corretto non si presentano e la loro assenza è ingiustificata o se hanno lasciato senza permesso né giustificata ragione il luogo in cui avrebbero dovuto deporre, il giudice può ordinarne la convocazione coatta a loro spese e può anche infliggere una sanzione pecuniaria da 500 a 10 0000 HRK.

Il giudice può infliggere un’ammenda di questo tipo anche a un testimone che si presenti alla convocazione, ma che, dopo essere stato informato delle eventuali conseguenze, rifiuti di testimoniare o di rispondere a domande specifiche per motivi che il giudice considera non validi. Se il teste continua a rifiutarsi di testimoniare, il giudice può disporne la detenzione fino a quando non sia disposto a deporre o fino a quando la sua testimonianza non sia più necessaria, per un periodo non superiore a un mese.

Se in seguito il testimone fornisce chiarimenti riguardo all’assenza e la decisione giudiziaria è revocata, il giudice può decidere di esentare il testimone dal pagamento delle spese, in tutto o in parte. Il giudice può anche annullare la decisione sulla sanzione pecuniaria, se il testimone accetta di deporre in un secondo momento.

2.11 Vi sono persone che non possono testimoniare?

Per informazioni sulla possibilità di astenersi dall’obbligo generale di deporre in relazione a segreti ufficiali o militari, ossia sul diritto per coloro che svolgono attività specifiche di rifiutarsi di testimoniare o di rispondere a domande specifiche, si veda il punto 2.9.

Di norma possono testimoniare solo le persone in grado di fornire informazioni sui fatti in questione. Il tribunale valuta caso per caso se il soggetto è idoneo a testimoniare.

Una persona direttamente coinvolta nel procedimento in quanto parte o legale rappresentante di una parte non può comparire come testimone, mentre possono farlo i rappresentati autorizzati delle parti.

2.12 Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni un testimone può essere udito mediante videoconferenza o altri mezzi tecnici?

Tutti i testimoni vengono sentiti separatamente e non in presenza di testi da sentire in seguito. I testimoni sono tenuti a rispondere a voce.

Innanzitutto, i testimoni sono informati dell’obbligo di dire tutta la verità, senza alcuna omissione. Sono poi informati delle conseguenze della falsa testimonianza.

In seguito viene chiesto loro di indicare nome, cognome, numero del documento di identificazione personale, nome del padre, professione, indirizzo, luogo di nascita, età e relazione con la parte.

Dopo queste domande di ordine generale, ai testimoni è chiesto di dichiarare tutto ciò che sanno sui fatti su cui devono deporre, e successivamente, possono essere poste domande ai fini di conferma, integrazione o chiarimento. Non è consentito fare domande che già contengono la risposta.

Ai testimoni viene sempre chiesto come sono a venuti a conoscenza dei fatti su cui depongono.

I testimoni che hanno presentato deposizioni contrastanti riguardo a fatti importanti possono essere messi a confronto di persona. In questo caso i testimoni vengono interrogati individualmente su ogni circostanza per cui esiste un conflitto e le loro risposte sono annotate nel verbale.

In Repubblica di Croazia non sono previste disposizioni speciali che prevedano l’assunzione di prove tramite videoconferenza. Tuttavia, un fondamento per questa fattispecie di audizione può essere ritrovato nelle disposizioni di cui agli articoli da 126bis a 126quater dello ZPP, secondo cui le audizioni giudiziarie possono essere audio-registrate. La decisione di registrare è presa dal giudice di propria iniziativa o su richiesta di una parte. Il metodo di archiviazione e trasmissione di una registrazione audio, le condizioni tecniche e le modalità di registrazione sono regolate dalle Regole della Procedura del tribunale.

3 Valutazione delle prove

3.1 Se una parte si è procurata una prova illegalmente, esistono limiti alla facoltà del giudice di utilizzare tale prova ai fini della decisione?

Lo ZPP non contiene disposizioni specifiche in materia di prove ottenute illegalmente. Ciononostante, il fondamento giuridico è contenuto nell’articolo 29 della Ustav Republike Hrvatske (Costituzione della Repubblica di Croazia) (NN n. 56/90, 135/97, 8/98, 113/00, 124/00, 28/01, 41/01, 55/01, 76/10, 85/10, 05/14), secondo cui qualsiasi prova ottenuta illegalmente non può essere utilizzata in un procedimento giudiziario.

Lo ZPP stabilisce soltanto che il giudice non tiene conto delle mozioni delle parti contrarie alle normative vincolanti e alle norme in materia di morale pubblica.

3.2 In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni avranno valore probatorio?

Le parti di un procedimento non possono essere sentite quali testimoni. Tuttavia, secondo le disposizioni dello ZPP, l’audizione delle parti costituisce un elemento di prova in assenza di altre prove oppure laddove, nonostante la presentazione di prove, il giudice, la ritenga necessaria per stabilire fatti importanti.

Le disposizioni dello ZPP sull’assunzione delle prove da parte dei testimoni si applicano all’audizione delle parti salvo diversa indicazione.


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Ultimo aggiornamento: 19/12/2018

Assunzione delle prove - Italia

INDICE


1 Onere della prova

1.1 Quali sono le norme sull’onere della prova?

Giova premettere che, nell’ordinamento italiano, le prove hanno una regolamentazione duplice: le norme processuali sono contenute nel codice di procedura civile, agli articoli 228 e 229; le norme cd. sostanziali si trovano, invece, nel codice civile, agli articoli 2730 – 2735. La divaricazione del regime, tra norme sostanziali e norme processuali, si deve alla elaborazione codicistica previgente, fedele alla impostazione napoleonica, in cui era invalsa l’idea che le prove dovessero essere considerate sotto un profilo statico e sotto un profilo dinamico (prettamente processuale). La Relazione al codice civile spiega, in conformità alle ragioni sin qui illustrate, che le prove servono per far valere o per difendere generalmente i propri diritti e ciò non solo in giudizio, ma anche fuori e prima di questo: da qui la loro collocazione nella codificazione dei diritti. L’onere della prova è regolato in quest’ultimo testo e non nel c.p.c.

Il riparto dell’onere della prova è regolato, in via generale, nel codice civile, all’articolo 2697, ove si prevede che “chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento. Chi eccepisce l'inefficacia di tali fatti ovvero eccepisce che il diritto si è modificato o estinto deve provare i fatti su cui l'eccezione si fonda”. In base ai principi enunciati, pertanto, l’attore deve provare i fatti costitutivi che sono a fondamento della sua domanda, ossia quei fatti che producono giuridicamente gli effetti da lui invocati. Spetta invece al convenuto la prova dei fatti impeditivi, estintivi o modificativi, che possono comportare il rigetto della domanda dell’attore, neutralizzando la sua pretesa. Se l’attore non prova i fatti costitutivi del suo diritto, la domanda è respinta, indipendentemente dalla proposizione o meno da parte del convenuto di eccezioni difensive e dalla prova delle stesse. L’articolo 2698 del codice civile stabilisce la nullità di ogni accordo volto a invertire o modificare l’onere della prova, quando esso sia relativo a diritti indisponibili o quando tale accordo abbia per effetto quello di rendere ad una delle parti eccessivamente difficile l’esercizio del diritto. L’insufficienza della prova si risolve in un pregiudizio per la parte, attore o convenuto, tenuto a dimostrare i fatti costitutivi o le eccezioni di tali fatti, nel senso che tale insufficienza è equiparata alla mancata prova.

1.2 Esistono norme che dispensano dal provare certi fatti? In quali casi? È possibile produrre prove per invalidare una determinata presunzione legale?

L’art. 115 del codice di procedura civile (come modificato dalla Legge n. 69 del 2009) consente al giudice di ritenere i fatti provati, a prescindere dalla prova offerta da chi li allega, nel caso in cui non siano specificamente contestati dalla controparte costituita. In deroga alle regole dell’art. 2697 c.c., pertanto, il fatto si considera provato se non tempestivamente contestato. Questa regola non opera in caso di contumacia: se il convenuto non si costituisce, i fatti affermati dall’attore non si reputano “non contestati”, poiché detta regola del processo contumaciale “è in contrasto con la tradizione del diritto processuale italiano, nel quale alla mancata o tardiva costituzione mai è stato attribuito il valore di confessione implicita” (Corte cost., sentenza 12 ottobre 2007 n. 340 ). In altri termini, la contumacia, nel processo civile italiano, non equivale a ficta confessio ma a ficta contestatio. In casi eccezionali, tuttavia, è la legge a prevedere espressamente ipotesi in cui la contumacia della parte equivalga a un determinato comportamento che si considera presunto: ad es. per l’art. 789 c.p.c., la mancanza di esplicita contestazione da parte dei condividenti equivale ad approvazione del progetto (v. Cass. civ., Sez. II, 6 giugno 1988, n. 3810).

L’onere della prova viene mitigato al cospetto di “presunzioni”: ossia, quando la legge determina, sul piano probatorio, gli effetti giuridici di determinati fatti, o consente al giudice di risalire da un fatto noto ad uno ignorato (art. 2727 codice civile). Le presunzioni si distinguono in: 1) presunzioni legali, che possono essere di due tipi: “iuris tantum” perché ammettono la prova contraria e “iuris et de iure” perché escludono la possibilità di fornire in giudizio la prova contraria; 2) presunzioni semplici, lasciate alla prudente valutazione del giudice il quale non deve ammettere che presunzioni gravi, precise e concordanti. Queste non sono ammesse per quei fatti per i quali la legge esclude la prova per testimoni (art. 2729 codice civile). L’onere della prova è anche mitigato nel caso di fatti notori: quei fatti che sono noti alla generalità delle persone nel tempo e nel luogo della decisione e sulla cui esistenza non può essere sollevato alcun dubbio (art. 115 c.p.c.).

1.3 In quale misura il giudice deve essere convinto di un fatto per porlo a fondamento della sua decisione?

Il giudice deve valutare le prove secondo il suo prudente apprezzamento, salvo che la legge disponga altrimenti; e può desumere argomenti di prova dalle risposte che le parti gli danno, dal loro rifiuto ingiustificato a consentire le ispezioni che egli ha ordinate e, in generale, dal contegno delle parti stesse nel processo (art. 116 c.p.c.). La decisione del giudice, sia per l’accoglimento della domanda, sia per l’accoglimento di eventuali eccezioni, deve essere basata unicamente sui fatti interamente provati o direttamente o in via di presunzione. La decisione del giudice, infatti, non può essere basata su fatti non provati, anche quando gli stessi siano possibili o altamente probabili.

2 Assunzione delle prove

2.1 L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di parte o anche ad iniziativa del giudice?

Nel nostro ordinamento vige, in materia probatoria, il “principio dispositivo” contenuto nell’articolo 115, 1° comma, del codice di procedura civile, in base al quale il giudice “salvi i casi previsti dalla legge” deve porre a fondamento della decisione le prove proposte dalle parti. Esistono tuttavia alcune eccezioni a questo principio, previste dal codice di procedura civile, e, precisamente, agli articoli: art. 117: prevede la possibilità di procedere all’interrogatorio non formale delle parti; art. 118: prevede la possibilità di ordinare l’ispezione di persone e cose; art. 61 e art. 191: prevedono la possibilità per il giudice di disporre consulenza tecnica;  art. 257: prevede la possibilità di disporre d’ufficio la citazione di un testimone cui altro testimone ha fatto riferimento; art. 281 ter: attribuisce al giudice del tribunale in composizione monocratica il potere di disporre d'ufficio la prova testimoniale quando le parti nella esposizione dei fatti si sono riferite a persone che appaiono in grado di conoscere la verità. Nel rito del lavoro il sistema dispositivo può dirsi sostituito da un sistema caratterizzato da elementi inquisitori, precisamente agli articoli: art. 420: prevede l’interrogatorio libero delle parti nell’udienza di discussione; art. 421: prevede che il giudice può disporre d’ufficio in qualsiasi momento l’ammissione di ogni mezzo di prova, anche fuori dei limiti stabiliti dal codice civile. Nei procedimenti che riguardano la responsabilità genitoriale, limitatamente ai provvedimenti che riguardano i figli minori, è disposta l’assunzione d’ufficio di mezzi istruttori da parte del giudice istruttore, ivi compresi accertamenti da parte della polizia tributaria. In sede di divorzio giudiziale, in caso di contestazioni, il tribunale dispone indagini sui redditi, sui patrimoni e sull'effettivo tenore di vita, valendosi, se del caso, anche della polizia tributaria.

2.2 Una volta accolta la richiesta di parte di assunzione delle prove, quali sono le fasi successive?

La prova dei fatti, richiesta da una parte, consente alla controparte di chiedere di provare il contrario. In tal caso il giudice ammette entrambe le richieste se ritiene che i fatti addotti a loro sostegno siano rilevanti ai fini della decisione.

Il giudice, quando ammette i mezzi di prova, procede al loro espletamento.

Dopo la chiusura della fase probatoria, la causa viene posta in decisione.

2.3 In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove?

La prova è tradizionalmente definita come un mezzo idoneo a dare la conoscenza di un fatto e perciò a fornire la dimostrazione e a formare la convinzione della verità del fatto medesimo ovvero come uno strumento per la formazione del convincimento del Giudice circa i fatti di causa. Per trovare ingresso nel processo, la richiesta istruttoria deve essere “ammissibile” e “rilevante”. Una richiesta istruttoria, per essere ammissibile, non deve porsi in contrasto con un divieto di Legge (es. 2726 c.c. in materia di pagamenti): in altri termini, il giudice deve verificare se lo specifico mezzo istruttorio dedotto è in contrasto con la Legge. Ai divieti di Legge sono sottoposte anche le prove cd. atipiche, quelle non tipizzate dal codice. La rilevanza viene, invece, in rilievo sotto altro aspetto, e riguarda “il fatto oggetto della prova”. Per ammettere la richiesta istruttoria, il giudice deve verificare se il fatto che si intende provare ha effettiva influenza sulla decisione della causa. Non vanno, quindi, ammessi fatti che, anche se provati, non influirebbero sull’accoglimento della domanda ovvero sul rigetto della stessa. Per consentire al giudice di apprezzare la rilevanza della prova, il Legislatore impone l’onere della specificità della richiesta che, quindi, deve offrire almeno tre dati: Dato topico: DOVE; Dato storico: QUANDO; Dato funzionale: A CHE FINE. Non abbisognano di prova i fatti non specificamente contestati (115 c.p.c.).

2.4 Quali sono i mezzi di prova?

Nell’ordinamento giuridico italiano i mezzi di prova si distinguono in documentali e non documentali. Le prove regolate dal codice sono dette “tipiche”.

I mezzi di prova documentale sono:

  • atto pubblico (art. 2699 ss.);
  • scrittura privata (art. 2702 ss.);
  • telegrammi (art. 2705 ss.);
  • carte e registi domestici (art. 2707);
  • scritture contabili degli imprenditori (art. 2709);
  • riproduzioni meccaniche (art. 2712);
  • copie di atti e scritture (art. 2714 ss.).

E’ anche prova il documento informatico.

Sono mezzi di prova non documentale:

  • la prova testimoniale (art. 2721 ss.);
  • la testimonianza scritta (art. 257-bis c.p.c.);
  • la confessione (art. 2730 ss.);
  • l’interrogatorio formale (art. 230 c.p.c.);
  • il giuramento (art. 2736 ss.);
  • l’ispezione (art. 258 ss cpc).

Inoltre vi è la consulenza tecnica che ha la funzione di offrire al giudice l’ausilio di cognizioni tecniche che lui non possiede. Nell'ordinamento processuale italiano manca una norma di chiusura sulla tassatività tipologica dei mezzi di prova, cosicché la loro produzione, in linea di principio non è vietata. Per la giurisprudenza italiana, tuttavia, deve escludersi che le prove c.d. “atipiche” possano valere ad aggirare divieti o preclusioni dettati da disposizioni, sostanziali o processuali, così introducendo surrettiziamente elementi di prova che non sarebbero altrimenti ammessi o la cui ammissione richieda adeguate garanzie formali.

2.5 Quali sono le procedure per l'audizione di testimoni? Sono diverse da quelle per l'assunzione della testimonianza di consulenti tecnici? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di relazioni/pareri di esperti?

La prova testimoniale è ammessa con ordinanza dal giudice istruttore (art. 245 cpc) che obbliga il testimone a comparire per essere interrogato a pena di misure coercitive e di sanzioni pecuniarie in caso di mancata comparizione. Il giudice stabilisce tempo, luogo e modo di assunzione. L’ufficiale giudiziario, su richiesta della parte interessata, intima al testimone di comparire. Il testimone legge la formula di impegno a dire la verità e viene interrogato dal giudice (è vietato alle parti interrogare direttamente i testimoni). L’ordinamento prevede la possibilità che il giudice, su accordo delle parti, possa disporre la testimonianza per iscritto (art. 257 bis cpc).  Quanto alla consulenza tecnica, il giudice nomina i consulenti, formula i quesiti e li invita a comparire all’udienza per prestare il giuramento. Di regola il consulente redige una relazione scritta ma il giudice può anche chiedere ai consulenti di rispondere oralmente in udienza (art. 195 cpc). Per quanto riguarda la presentazione di prove scritte, le stesse entrano nel processo con la loro produzione, ossia con la loro inclusione nel fascicolo di parte al momento della costituzione o anche in seguito, ma entro il termine fissato dalla legge (non oltre i termini assegnati all’udienza di cui all’art. 183 c.p.c., per il caso di rito ordinario di cognizione).

2.6 Alcuni mezzi di prova hanno più forza di altri?

Le prove dotate di maggiore efficacia nel nostro ordinamento sono l’atto pubblico e le presunzioni “iuris et de iure”. L’atto pubblico (art. 2699 ss. cc) è il documento redatto, con le richieste formalità, da un notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato ad attribuirgli pubblica fede nel luogo in cui l’atto è formato. L’atto pubblico fa piena prova fino a querela di falso, ciò significa che è dotato di un’efficacia probatoria assoluta ed incondizionata. Le presunzioni iuris et de iure ( art. 2727 cc) sono dotare di maggiore efficacia, infatti, non ammettono prova contraria.

2.7 Per provare determinati fatti, sono obbligatori mezzi di prova specifici?

La legge prevede che certi fatti possano essere provati solo con determinati mezzi di prova, in alcuni casi solo con atto pubblico, in altri solo con atto scritto (pubblico o privato).

2.8 I testimoni hanno per legge l’obbligo di testimoniare?

Il testimone è obbligato a rendere testimonianza, a meno che la legge non disponga altrimenti. Infatti è prevista l’incapacità a testimoniare, il divieto di testimoniare e la facoltà di astenersi dal testimoniare. Il dovere del testimone di deporre risulta indirettamente dai poteri che l’art 255 del codice di procedura civile attribuisce al giudice di disporre, per il caso di mancata comparizione, l’accompagnamento coattivo e la condanna a pena pecuniaria.

2.9 In quali casi un testimone può rifiutarsi di testimoniare?

Nei casi previsti dal codice di procedura penale, al quale il codice di procedura civile fa rinvio, che individuano i soggetti che hanno facoltà di astenersi dall’obbligo di deporre: coloro che sono tenuti al segreto professionale, al segreto d’ufficio e al segreto di Stato.

2.10 Chi si rifiuta di testimoniare può essere obbligato a farlo o incorrere in sanzioni?

Nel caso in cui il testimone, presentandosi rifiuti di deporre senza giustificato motivo oppure determini il fondato sospetto di falsità o reticenza, l’art 256 del codice di procedura civile dispone che il giudice istruttore lo denunci al pubblico ministero al quale trasmette copia del processo verbale.

2.11 Vi sono persone che non possono testimoniare?

Non può testimoniare la persona che sia personalmente interessata alle vicende del giudizio, perché il suo interesse potrebbe fondare una legittimazione a partecipare al giudizio (art. 246 cpc). Nei confronti della parte in causa, che ovviamente non può assumere la veste di testimone, il nostro ordinamento prevede l’interrogatorio formale, che è il mezzo di prova diretto a provocare la confessione giudiziale della parte (art. 228 cpc) e deve rispettare le norme generali sulle prove e, specificamente (art. 230 cpc e seguenti), deve essere dedotto per articoli separati e specifici. La parte deve rispondere personalmente e senza leggere appunti, a meno che ciò si renda necessario e il giudice l’abbia autorizzato. Le domande rivolte alla parte che rende l’interrogatorio formale devono riguardare i fatti dedotti nei capitoli e autorizzati nell’ordinanza di ammissione dell’interrogatorio formale. Tuttavia, possono rivolgersi domande anche su altri fatti se le parti concordemente vi consentano e il giudice li ritenga utili. La parte che senza giustificato motivo non si presenti all’interrogatorio formale o si rifiuti di renderlo può vedere Il link si apre in una nuova finestraammessi i fatti oggetto del mezzo di prova, se il giudice, alla luce di altri elementi, ritenga di ammetterli. Secondo l’orientamento consolidato della giurisprudenza il rifiuto di rispondere o la mancata comparizione della parte non producono l’effetto automatico della ficta confessio ma costituiscono una circostanza che, valutata nel quadro degli altri elementi acquisiti al processo, può fornire al giudice il mezzo per trarre il suo convincimento sui fatti dedotti nell’interrogatorio.

Il giudice non ha poteri coercitivi diversi da quelli sopra descritti.

2.12 Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni un testimone può essere udito mediante videoconferenza o altri mezzi tecnici?

Il giudice conduce l’esame del testimone, rivolgendogli direttamente le domande sui fatti ammessi e quelle eventualmente richiestegli, con riferimento agli stessi, dai difensori delle parti nel corso dell’interrogatorio.

La videoconferenza, pur non espressamente prevista nel codice di procedura civile, non è estranea al nostro ordinamento. L’articolo 202 codice di procedura civile prevede che il giudice istruttore, quando dispone un mezzo di prova, “stabilisce il tempo, il luogo e il modo dell’assunzione” e tra le modalità dell’assunzione il giudice potrebbe disporre la raccolta del mezzo istruttorio anche tramite la videoconferenza. Va anche ricordato che l’art. 261 codice di procedura civile prevede che il giudice può disporre una rilevazione cinematografica che richiede l’impiego di mezzi, strumenti o procedimenti meccanici.

3 Valutazione delle prove

3.1 Se una parte si è procurata una prova illegalmente, esistono limiti alla facoltà del giudice di utilizzare tale prova ai fini della decisione?

Il giudice non tiene conto delle prove non ritualmente richieste ed ammesse.

3.2 In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni avranno valore probatorio?

Non conta come prova le dichiarazioni che la parte rende di contenuto a sé favorevole. Conta invece come prova negativa a suo carico la dichiarazione confessoria – in senso quindi negativo - resa durante un interrogatorio formale(vedi par. 2.11).


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Ultimo aggiornamento: 11/01/2019

Assunzione delle prove - Cipro

INDICE


1 Onere della prova

1.1 Quali sono le norme sull’onere della prova?

Di norma, nei procedimenti civili l'onere della prova è a carico della parte che vuole far valere un diritto, cioè l'attore o il ricorrente, a seconda dei casi.

In casi eccezionali, l'onere della prova può essere trasferito sulla parte convenuta. Un esempio tipico è l'azione diretta a far valere la responsabilità per negligenza, qualora si dimostri che l'attore non sapeva o non aveva i mezzi per sapere come si è prodotto un incidente, come è stato causato un danno attraverso un oggetto che si trovava sotto il controllo esclusivo del convenuto e che il danno è stato causato dal comportamento di quest'ultimo, che non ha vigilato sull'oggetto in questione con ragionevole diligenza; in tale caso si applica il principio res ipsa loquitur (i fatti parlano da soli, ossia sono manifesti), per effetto del quale l'onere della prova viene trasferito sul convenuto.

In genere, l'attore - o il ricorrente - deve provare tutti i fatti necessari per giustificare la sua richiesta, producendo la prova testimoniale pertinente.

Il giudice valuta la prova e statuisce conformemente alla conclusione cui è pervenuto attraverso i fatti. Se, in determinate circostanze, il giudice non è in grado di pronunciarsi su un dato fatto che è importante per la definizione della causa, la pretesa avanzata da una parte sulla base di tale fatto viene respinta.

1.2 Esistono norme che dispensano dal provare certi fatti? In quali casi? È possibile produrre prove per invalidare una determinata presunzione legale?

In determinati casi non è necessario provare i fatti. Si tratta di fatti inconfutabili ed evidenti, dei quali si presume che il giudice abbia una "conoscenza giudiziaria". Si tratta, per esempio, dei fatti legati alle unità di misura, a questioni monetarie, al calendario annuale e alla differenza di orario tra paesi diversi. Altri esempi sono costituiti dai fatti di notorietà pubblica e che si presumono sulla base dell'esperienza umana, come l'aumento degli incidenti stradali, i problemi che deve affrontare una vedova con figli minorenni, e così via. Analogamente, i fatti di carattere storico, scientifico e geografico sono ampiamente conosciuti e non devono essere provati.

Esistono poi alcune presunzioni applicabili a determinati casi. Per presunzione s'intende una conclusione che può o deve essere tratta in conseguenza di determinati fatti che sono stati dimostrati. Le presunzioni possono essere relative o assolute.

Si definiscono assolute le presunzioni stabilite dalla legge che non ammettono la prova contraria. Le presunzioni assolute sono assai rare. Un esempio è dato dall'articolo 14 del codice penale, ai sensi del quale si considera che un minore di 14 anni non incorre mai nella responsabilità penale per le proprie azioni o omissioni. Le presunzioni relative sono molto più comuni. Siffatte presunzioni possono essere confutate qualora venga provato il contrario. Per esempio, in una coppia legalmente sposata si presume che il marito sia il padre del figlio concepito durante il matrimonio, salvo prova contraria.

1.3 In quale misura il giudice deve essere convinto di un fatto per porlo a fondamento della sua decisione?

Il grado della prova nei procedimenti civili è calcolato in base al principio della "probabilità prevalente". In altri termini, il giudice considera accertato un fatto qualora, in base alla prova fornita, ritenga più verosimile che il fatto sia realmente accaduto che non il contrario.

2 Assunzione delle prove

2.1 L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di parte o anche ad iniziativa del giudice?

Nei procedimenti civili le parti decidono quali prove testimoniali forniranno al giudice. Ciascuna parte citerà i testimoni che riterrà più utili per sostenere la sua causa. Il giudice non può citare testimoni d'ufficio senza il consenso delle parti.

2.2 Una volta accolta la richiesta di parte di assunzione delle prove, quali sono le fasi successive?

La procedura è semplice. La parte che intende chiamare un testimone a deporre chiede al giudice di emettere un mandato di comparizione (sub poena). Il giudice emette il mandato, che andrà notificato al testimone. Chiunque riceva un mandato di comparizione è legalmente obbligato a comparire dinanzi al giudice nel rispetto della data e dell'ora stabilite nel documento.

2.3 In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove?

A seguito della richiesta di una delle parti, l'emissione del mandato di comparizione è quasi sempre garantita. La richiesta di una parte può essere respinta in casi rari ed eccezionali, se si dimostra che tale richiesta è futile e costituisce un uso improprio del procedimento giudiziario.

2.4 Quali sono i mezzi di prova?

Esistono due tipi di prove: la prova testimoniale, che viene presentata al giudice attraverso la deposizione del testimone, e la prova scritta o documentale, che viene prodotta sottoponendo al giudice i mezzi di prova.

2.5 Quali sono le procedure per l'audizione di testimoni? Sono diverse da quelle per l'assunzione della testimonianza di consulenti tecnici? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di relazioni/pareri di esperti?

Non esistono norme prestabilite per disciplinare l'assunzione di prove peritali. Spetta alla parte che produce la prova decidere se il perito debba rendere la sua testimonianza in persona oppure per iscritto.

2.6 Alcuni mezzi di prova hanno più forza di altri?

Non esiste una regola generale in base alla quale si possa stabilire che la prova di un determinato tipo sia più affidabile o convincente rispetto ad altre. Tutte le prove prodotte nel corso del processo verranno valutate dal giudice alla luce delle circostanze specifiche del caso.

2.7 Per provare determinati fatti, sono obbligatori mezzi di prova specifici?

No, non esistono norme di questo tipo.

2.8 I testimoni hanno per legge l’obbligo di testimoniare?

La persona nei cui confronti sia stato emesso un mandato di comparizione è tenuta per legge a testimoniare dinanzi al giudice. Il mancato rispetto di tale obbligo configura il reato di oltraggio alla corte ed è passibile di sanzione.

2.9 In quali casi un testimone può rifiutarsi di testimoniare?

I testimoni non possono rifiutarsi di deporre. Tuttavia, in casi eccezionali, i testimoni possono rifiutarsi di rispondere a determinate domande o di presentare taluni documenti invocando un privilegio, come il segreto professionale.

2.10 Chi si rifiuta di testimoniare può essere obbligato a farlo o incorrere in sanzioni?

Si veda la risposta al precedente punto a).

2.11 Vi sono persone che non possono testimoniare?

Tutte le persone possono rendere una testimonianza nei procedimenti civili, tranne nei casi in cui il giudice decida, a motivo dell'età, di una disabilità mentale o di un'altra causa analoga, che una persona è incapace di valutare il proprio obbligo di dire la verità, di comprendere le domande che le vengono rivolte o di rispondere razionalmente a tali domande (articolo 13 della legge sull'assunzione delle prove).

2.12 Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni un testimone può essere udito mediante videoconferenza o altri mezzi tecnici?

Il testimone viene interrogato dalla parte che lo ha citato durante il procedimento principale d'indagine e, successivamente, controinterrogato dalla controparte. Infine, il giudice può chiedere al testimone di chiarire ulteriormente determinati punti, se lo ritiene necessario.

Una testimonianza può essere resa mediante teleconferenza o altro mezzo tecnico qualora il testimone non possa comparire personalmente dinanzi al giudice, purché il tribunale sia in grado di fornire tali mezzi tecnici. L'imposizione di eventuali condizioni particolari dipenderà dalle circostanze specifiche del caso.

3 Valutazione delle prove

3.1 Se una parte si è procurata una prova illegalmente, esistono limiti alla facoltà del giudice di utilizzare tale prova ai fini della decisione?

Qualsiasi prova ottenuta illegalmente, in violazione di diritti garantiti dalla Costituzione, verrà esclusa dal procedimento e non sarà presa in considerazione dal giudice. Un esempio tipico di prova inammissibile è dato dall'intercettazione illecita di una conversazione personale.

3.2 In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni avranno valore probatorio?

La dichiarazione resa da una parte del procedimento ha valore probatorio. Il fatto che tale dichiarazione sia resa da una persona che nutre un interesse diretto all'esito della causa è soltanto uno dei molteplici aspetti di cui il giudice deve tenere conto quando valuta e giudica le prove nel loro insieme.


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Ultimo aggiornamento: 13/05/2019

Assunzione delle prove - Lettonia

INDICE


1 Onere della prova

Le parti sono tenute a dimostrare i fatti su cui si basano, rispettivamente, le richieste avanzate o la relativa difesa. L’attore è tenuto a provare i propri diritti e il convenuto deve fare altrettanto con riferimento ai propri argomenti di difesa.

1.1 Quali sono le norme sull’onere della prova?

Le prove sono prodotte dalle parti in causa e dagli altri intervenienti nel procedimento. Laddove le parti o gli altri intervenienti siano impossibilitati a presentare la prova, il giudice, su loro motivata richiesta, può chiedere che una prova sia presentata.

1.2 Esistono norme che dispensano dal provare certi fatti? In quali casi? È possibile produrre prove per invalidare una determinata presunzione legale?

Laddove il giudice riconosca che un fatto è universalmente noto, non sarà richiesta alcuna prova.

I fatti accertati a seguito di una valida decisione pronunciata in una data causa civile non devono essere nuovamente dimostrati in occasione di altre cause civili che coinvolgano le stesse parti.

Una sentenza pronunciata in una causa penale è vincolante per l’organo giurisdizionale che giudica la causa sulla responsabilità civile della persona convenuta nel procedimento penale; tale vincolo è limitato alle azioni o alle omissioni della condotta criminosa e all’eventualità che tale condotta sia stata perpetrata o consentita dalla stessa persona.

I fatti considerati dalla legge come accertati non devono essere dimostrati: tale presunzione è confutabile attraverso le normali procedure.

Ai sensi del codice di procedura civile, non è necessario che una parte dimostri fatti che non sono contestati dalla parte avversa.

1.3 In quale misura il giudice deve essere convinto di un fatto per porlo a fondamento della sua decisione?

Il giudice esamina una prova fino a convincersi dell’esistenza di un fatto. Le prove sono valutate dal giudice in base ad una verifica integrale, approfondita e oggettiva, secondo un approccio giudiziario fondato sulla logica nonché su conclusioni scientifiche e osservazioni dettate dall’esperienza. Nella sua decisione, il giudice deve spiegare il motivo per cui ha considerato prevalente un determinato elemento di prova rispetto a un altro e perché ha ritenuto che taluni fatti fossero dimostrati al contrario di altri. Nessun mezzo di prova ha una rilevanza predeterminata per il giudice.

2 Assunzione delle prove

2.1 L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di parte o anche ad iniziativa del giudice?

Il codice di procedura civile prevede l’obbligo delle parti di presentare le prove, ma prevede anche taluni casi in cui il giudice può agire di propria iniziativa (ad esempio, ove siano coinvolti gli interessi di un minore). Qualora il giudice ritenga che non sia stata presentata alcuna prova con riferimento a determinati fatti su cui le parti fondano le proprie pretese o la propria difesa, queste ne saranno informate e, se necessario, sarà fissato un periodo di tempo entro il quale provvedere alla presentazione delle prove richieste.

2.2 Una volta accolta la richiesta di parte di assunzione delle prove, quali sono le fasi successive?

Le prove documentali e materiali sono presentate dinanzi al giudice dalle parti in causa. Qualora una delle parti faccia riferimento a una testimonianza verbale, il giudice invita i testimoni indicati dalle parti a presentarsi in udienza per ascoltare le loro deposizioni. Il giudice allega le prove al fascicolo di causa.

2.3 In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove?

Il giudice ammette unicamente le prove previste dalla legge e pertinenti al caso in esame e può rifiutarsi di assumere una prova presentata dopo il termine di 14 giorni precedenti l’udienza, a meno di non avere previsto un altro termine per la presentazione della prova. In corso di giudizio, le prove possono essere presentate su richiesta motivata di una delle parti o di un interveniente nella causa, se ciò non ritarda lo svolgimento dell’udienza e se il giudice ha accolto i motivi riguardanti la mancata presentazione tempestiva della prova, ovvero se la prova si riferisce a fatti emersi durante il procedimento.

Le dichiarazioni testimoniali basate su informazioni provenienti da fonte ignota o fornite da altre persone che non siano state interrogate non possono costituire elementi di prova.

2.4 Quali sono i mezzi di prova?

Sono considerati mezzi di prova:

le dichiarazioni rese dalle parti e da terzi interessati che contengono informazioni sui fatti addotti a fondamento delle rispettive pretese e difese, se confermate da altra prova esaminata e valutata durante l’udienza;

le deposizioni di testimoni e periti;

le prove documentali: documenti o altri scritti in cui le informazioni sui fatti che riguardano il caso di specie risultano sotto forma di lettere, cifre e altri simboli scritti o derivano dall’uso di altri mezzi tecnici e di qualsiasi supporto di registrazione (audio o videocassette, dischetti, ecc.);

  • le prove materiali;
  • le perizie;
  • i pareri degli esperti;
  • le relazioni elaborate dagli organismi pubblici.

2.5 Quali sono le procedure per l'audizione di testimoni? Sono diverse da quelle per l'assunzione della testimonianza di consulenti tecnici? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di relazioni/pareri di esperti?

Non vi è alcuna differenza sostanziale, perché sia le dichiarazioni fornite da esperti o da altri testimoni sia le dichiarazioni scritte di esperti sono considerate prove. I testimoni e gli esperti invitati a testimoniare devono comparire in giudizio e fornire una deposizione veritiera sulle circostanze ad essi note (testimoni) o il proprio parere obiettivo in merito ai fatti scientifici, tecnici, artistici o di altro genere sui quali abbiano indagato.

2.6 Alcuni mezzi di prova hanno più forza di altri?

Nessun mezzo di prova ha una rilevanza predeterminata per il giudice; tuttavia, il giudice è tenuto a spiegare, nella sua decisione, il motivo per cui ha considerato prevalente un determinato elemento di prova rispetto a un altro e perché ha ritenuto che taluni fatti risultassero dimostrati al contrario di altri.

2.7 Per provare determinati fatti, sono obbligatori mezzi di prova specifici?

Sì. I fatti che, secondo quanto previsto dalla legge, possono essere provati solo con determinati mezzi di prova, non possono essere provati mediante mezzi alternativi.

Il giudice ammette solo i mezzi di prova indicati dalla legge.

2.8 I testimoni hanno per legge l’obbligo di testimoniare?

Il testimone invitato a comparire in giudizio non può rifiutarsi di prestare testimonianza, salvo nei casi previsti dalla legge.

2.9 In quali casi un testimone può rifiutarsi di testimoniare?

Possono rifiutarsi di testimoniare:

  • i parenti in linea retta di una delle parti, i parenti collaterali di primo e secondo grado, i coniugi e i parenti di primo grado acquisiti col matrimonio e familiari delle parti;
  • i tutori o curatori delle parti e le persone che siano messe sotto tutela o curatela delle parti;
  • le persone coinvolte in un’altra controversia con una delle parti.

2.10 Chi si rifiuta di testimoniare può essere obbligato a farlo o incorrere in sanzioni?

Il testimone che abbia almeno 14 anni e si rifiuti di testimoniare per motivi non ritenuti validi dal giudice o che fornisca intenzionalmente falsa testimonianza commette un reato ai sensi del codice penale.

Il testimone che non si presenta davanti al giudice, dopo che questi lo ha invitato a comparire, e che non è in grado di giustificare la propria assenza potrà essere condannato al pagamento di una multa non superiore a 60 EUR o potrà essere obbligato a presentarsi.

2.11 Vi sono persone che non possono testimoniare?

Non sono tenuti a testimoniare:

  • i ministri di culto, in merito a fatti di cui sono venuti a conoscenza durante la confessione, e le persone alle quali, per ragioni legate alla professione esercitata o alla carica ricoperta, è fatto divieto di rivelare informazioni che sono state loro confidate;
  • i minori in merito a fatti che riguardano prove contro genitori, nonni, fratelli o sorelle;
  • le persone che, per incapacità fisica o mentale, non siano in grado di percepire nella maniera adeguata le circostanze di fatto importanti per il caso in esame;
  • i bambini fino a 7 anni.

2.12 Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni un testimone può essere udito mediante videoconferenza o altri mezzi tecnici?

Le persone chiamate a testimoniare devono presentarsi dinanzi al giudice e fornire una deposizione veritiera sulle circostanze ad esse note. I testimoni devono rispondere alle domande poste dal giudice e dalle parti. Il giudice può escutere il testimone presso il suo luogo di residenza se questi non può presentarsi a causa di malattia, età avanzata o disabilità o per altri validi motivi. Un testimone può essere interrogato dal giudice anche mediante videoconferenza, a seconda del luogo in cui si trova, o in un locale appositamente attrezzato a tal fine.

3 Valutazione delle prove

3.1 Se una parte si è procurata una prova illegalmente, esistono limiti alla facoltà del giudice di utilizzare tale prova ai fini della decisione?

Le parti possono mettere in discussione la veridicità di una prova documentale.

La persona che ha firmato una prova documentale non può contestarne l’attendibilità, ma può contestare la prova stessa intentando un’azione separata, qualora la sua firma sia stata ottenuta attraverso l’uso della forza, di minacce o frode. La parte può anche presentare un’istanza motivata sostenendo che la prova documentale è stata falsificata. Qualora il giudice confermi tale affermazione, può escludere la prova in questione e informare il pubblico ministero al riguardo. Il giudice ha facoltà di nominare un esperto o di chiedere un’ulteriore prova per verificare l’istanza relativa alla prova documentale falsificata. Il giudice potrà infliggere una multa se rileva che la parte ha sollevato tale contestazione senza motivo.

Ai sensi del codice di procedura civile, una persona che sia stata chiamata a testimoniare è tenuta a comparire davanti al giudice e a fornire una deposizione veritiera su qualsiasi fatto di cui sia venuta a conoscenza. Qualora una parte intenda provare determinati fatti attraverso la deposizione di un testimone, dovrà indicare, nell’istanza in cui chiede al giudice di interrogare il testimone, quali sono gli aspetti importanti della causa che il testimone è in grado di confermare.

3.2 In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni avranno valore probatorio?

Le dichiarazioni delle parti e di terzi, che contengono informazioni inerenti ai fatti su cui si basano pretese e difese, sono considerate prove se vengono confermate da altre prove esaminate e valutate in giudizio. Nel caso in cui una delle parti ammetta i fatti sui quali la controparte basa le proprie pretese o la propria difesa, il giudice ha facoltà di ammettere tali fatti come provati, se è certo che tale ammissione non è determinata da frode, violenza, minacce o errori, ovvero se non è stata usata per nascondere la verità.


La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata al rispettivo punto di contatto della Rete giudiziaria europea (RGE). Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea e l'RGE declinano ogni responsabilità per quanto riguarda le informazioni o i dati contenuti nel presente documento. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Ultimo aggiornamento: 07/02/2019

Assunzione delle prove - Lituania

INDICE


1 Onere della prova

Le parti sono tenute a provare i fatti su cui basano le loro domande o repliche, ad eccezione dei casi in cui tali fatti non debbano essere dimostrati (cfr. punto 1.2).

1.1 Quali sono le norme sull’onere della prova?

Secondo il Lietuvos Respublikos civilinio proceso kodeksas (codice di procedura civile della Repubblica di Lituania), l’onere della prova spetta alle parti del procedimento, le quali sono tenute a dimostrare i fatti su cui fondano le loro domande o repliche, ad eccezione dei casi in cui, conformemente al codice di procedura civile, tali fatti non debbano essere provati.

Tutte le autorità giudiziarie esaminano le cause civili secondo il principio del contraddittorio, secondo il quale ciascuna parte deve dimostrare i fatti su cui fonda le proprie domande o repliche, tranne nei casi in cui tali fatti non debbano essere provati.

1.2 Esistono norme che dispensano dal provare certi fatti? In quali casi? È possibile produrre prove per invalidare una determinata presunzione legale?

L’articolo 182 del codice di procedura civile contiene il seguente elenco di fatti oggetto di esenzione dall’onere della prova:

  • fatti riconosciuti dal giudice quali fatti notori;
  • fatti stabiliti da sentenze effettive in altri procedimenti civili o amministrativi in cui le parti sono le stesse persone, salvo nei casi in cui una sentenza giudiziaria abbia conseguenze legali per terzi non coinvolti nel procedimento (fatti pregiudizievoli);
  • conseguenze di atti personali che costituiscono un reato, laddove tali conseguenze siano state giudicate in una sentenza effettiva nell’ambito di un procedimento penale (fatti pregiudizievoli);
  • fatti presumibili dalla legge e non contestati conformemente alla procedura generale;
  • fatti ammessi dalle parti.

Le parti hanno il diritto di ammettere fatti su cui un’altra parte basa la propria domanda o replica. Il giudice può considerare provato un fatto ammesso, qualora ritenga che l’ammissione sia coerente con le circostanze del caso e non sia stata proposta dalla parte per fini di inganno, violenza o minaccia, per errore o per negare la verità.

È opportuno notare tutti i suddetti casi possono essere contestati, presentando, conformemente alla procedura generale, prove che li confutino.

1.3 In quale misura il giudice deve essere convinto di un fatto per porlo a fondamento della sua decisione?

Qualora la prova proposta permetta al giudice di concludere che vi sono forti probabilità che un determinato fatto sia esistito, il giudice considererà tale fatto provato.

2 Assunzione delle prove

Per “prova” nei procedimenti civili si intente qualunque elemento reale che funga da fondamento per il giudice, al fine di determinare, nell’ambito della procedura legale, l’esistenza o meno di fatti che provino le domande e le repliche delle parti, nonché altri fatti pertinenti per emettere una decisione giusta ed equa sul caso. Tali elementi possono essere dimostrati dai seguenti mezzi di prova: dichiarazioni delle parti o di terzi (direttamente o mediante un rappresentante), deposizioni dei testimoni, prove scritte, prove materiali, protocolli di ispezione, relazioni di perizia, fotografie e registrazioni video e audio ottenute legalmente ed altri elementi di prova.

Inoltre, un giudice può chiedere a uno Stato membro dell’UE di raccogliere prove o di procedere direttamente alla loro assunzione, a norma del regolamento (CE) n. 1206/2001 del Consiglio, del 28 maggio 2001, relativo alla cooperazione fra le autorità giudiziarie degli Stati membri nel settore dell’assunzione delle prove in materia civile o commerciale, per migliorare, semplificare e velocizzare la cooperazione tra i giudici nell’assunzione delle prove.

2.1 L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di parte o anche ad iniziativa del giudice?

Ai sensi dell’articolo 179 del codice di procedura civile, le parti e gli altri partecipanti al procedimento sono tenute a presentare elementi di prova. Laddove le prove addotte non siano sufficienti, il giudice può chiedere alle parti e agli altri partecipanti al procedimento di fornirgli altri elementi probatori, nonché fissare un termine per la loro presentazione. Il giudice può altresì raccogliere prove di propria iniziativa (d’ufficio), ma solo nei casi previsti dalla legge.

Conformemente al codice di procedura civile, il giudice ha il diritto di procedere d’ufficio in tal senso per l’esame di casi in materia di famiglia o lavoro, qualora a suo avviso lo ritenga essenziale per formulare una decisione equa sul caso (articoli 376 e 414).

Inoltre, l’articolo 476 del codice di procedura civile prevede che un tribunale adito per l’esame di una causa riguardante la dichiarazione di piena capacità di agire un minore (emancipato) è tenuto a:

  • designare un istituto statale di tutela dei minori nel luogo di residenza del minore cui presentare le conclusioni sulla capacità del minore di far valere i propri diritti civili o di onorare i suoi obblighi;
  • chiedere dati riguardo a eventuali condanne o infrazioni amministrative o di altra natura a carico dal minore;
  • qualora sia necessario determinare il livello di sviluppo fisico, morale, spirituale o mentale del minore, chiedere l’elaborazione di un esame psicologico e/o psichiatrico forense e la presentazione dei documenti medici del minore o di altro materiale necessario ai fini dell’esame;
  • compiere ogni altra azione necessaria per la preparazione dell’analisi del caso.

L’articolo 582 del codice di procedura civile prevede inoltre che, nei casi in materia di autorizzazioni al trasferimento di un titolo alla proprietà di famiglia, ipoteche su beni familiari o altri gravami sui relativi diritti, il giudice può, tenendo conto delle circostanze del caso, chiedere all’attore prove che dimostrino la situazione finanziaria della famiglia (redditi, risparmi, altre proprietà, passività), dati riguardanti le proprietà familiari oggetto di trasferimento, dati raccolti dal servizio di tutela dei diritti dei minori riguardo ai genitori del bambino, i termini e le condizioni preliminari, nonché le previsioni di rendimento della futura operazione, le prospettive riguardo ai diritti di un bambino tutelato in caso l’operazione non venga eseguita ed altri elementi di prova.

2.2 Una volta accolta la richiesta di parte di assunzione delle prove, quali sono le fasi successive?

Al fine di raccogliere prove (a norma degli articoli 199 e 206 del codice di procedura civile), un giudice può chiedere a una persona fisica o giuridica di addurre prove scritte o materiali, che dovranno essere presentate direttamente al tribunale entro un termine stabilito. Qualora la persona fisica o giuridica non sia in grado di presentare la prova scritta o materiale richiesta oppure non riesca a presentarla entro il termine fissato, è tenuta a informare il giudice al riguardo, indicando le ragioni. Il giudice può rilasciare a una persona che chieda prove scritte o materiali un certificato che la autorizzi a procurarsi le prove, in modo da poterle presentare in tribunale.

Durante la fase di preparazione per l’udienza, il giudice porta a termine anche altre attività procedurali necessarie per preparare adeguatamente la causa all’udienza (richiesta di prove che non possono essere ottenute dai partecipanti al procedimento, raccolta di prove di propria iniziativa laddove consentito dal codice di procedura civile, ecc.).

2.3 In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove?

Un giudice può respingere una prova se:

  • è inammissibile;
  • non conferma né confuta fatti pertinenti al caso (articolo 180 del codice di procedura civile);
  • avrebbe potuto essere presentata in precedenza e la loro presentazione successiva ritarderebbe il procedimento (articolo 181, secondo comma, del codice di procedura civile).

Per essere accolti dall’autorità giudiziaria, tutti i documenti o altri elementi di prova su cui il ricorrente fonda le proprie domande, i giustificativi di pagamento delle tariffe giudiziarie e le domande di assunzione di prove per gli elementi probatori che l’attore non è in grado di presentare, inclusi i motivi dell’impossibilità della presentazione, devono essere allegate all’atto di citazione per essere accettata da un tribunale (articolo 135 del codice di procedura civile).

È inoltre opportuno osservare che le corti di appello respingeranno le eventuali nuove prove sottoposte a un organo giurisdizionale di primo grado, tranne nei casi in cui questo ultimo abbia rifiutato ingiustamente di accettare le prove o se la necessità di presentare tali prove sia sorta in seguito (articolo 314 del codice di procedura civile).

2.4 Quali sono i mezzi di prova?

Come definito nel codice di procedura civile, per “prova” in un procedimento civile si intende qualunque dato fattuale che un giudice possa utilizzare quale fondamento per decidere, nell’ambito della procedura legale, se esistano o meno fatti che giustificano le dichiarazioni e le repliche delle parti, così come ogni altra circostanza rilevante per giungere a una decisione giusta ed equa sul caso. Tali dati possono essere ottenuti per mezzo di dichiarazioni delle parti o di terze persone (direttamente o tramite un rappresentante), deposizioni di testimoni, prove scritte, prove materiali, protocolli di ispezione e perizie.

Anche le fotografie e le registrazioni audio e video ottenute legalmente possono essere utilizzate come mezzi di prova.

2.5 Quali sono le procedure per l'audizione di testimoni? Sono diverse da quelle per l'assunzione della testimonianza di consulenti tecnici? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di relazioni/pareri di esperti?

Gli articoli da 192 a 217 del codice di procedura civile stabiliscono le seguenti regole che disciplinano i metodi per l’assunzione di prove testimoniali e periziali.

La procedura per la prova testimoniale

Ciascun testimone è convocato in un’aula del tribunale e sentito individualmente. Ai testimoni non interrogati può essere chiesto di lasciare l’aula durante l’udienza, mentre i testimoni sentiti sono tenuti a restare in aula fino alla conclusione dell’udienza. Se i testimoni sottoposti a interrogatorio lo richiedono, il giudice può acconsentire a che lascino l’aula dopo l’esame dei pareri dei partecipanti al procedimento.

Un testimone può essere sentito anche nel luogo in cui trova, qualora non possa presentarsi in tribunale in seguito all’atto di citazione per malattia, vecchiaia, disabilità o altre ragioni fondamentali riconosciute dal giudice e il partecipante al procedimento che ne ha chiesto la convocazione non possa garantire la presenza del testimone dinanzi al giudice.

Il tribunale deve identificare il testimone e spiegare i diritti e doveri dei testimoni nonché la loro responsabilità per violazione dei giurati e inadempienza o adempimento improprio di qualsiasi altro dei loro doveri.

Prima di sottoporsi all’esame, il testimone presta giuramento mettendo una mano sulla Lietuvos Respublikos Konstitucija (Costituzione della Repubblica di Lituania) e pronunciando la seguente frase: “Io, (nome completo), giuro onestamente e fedelmente di dire la verità senza eliminare, aggiungere o modificare nessun elemento di prova”. I testimoni giurati firmano la formulazione del giuramento, che in seguito viene allegato al fascicolo del caso.

Dopo avere chiarito le relazioni del testimone con le parti, eventuali terzi e altre circostanze rilevanti per la valutazione della prova testimoniale (istruzione, occupazione del testimone, ecc.), il giudice invita il testimone a dichiarare all’autorità giudiziaria tutto quanto in sua conoscenza riguardo al caso e a evitare di fornire informazioni di cui ignori la fonte.

Dopo la deposizione, il testimone potrà essere interrogato. Il teste è interrogato innanzitutto dalla persona che ne ha chiesto la convocazione e dal rispettivo rappresentante e, in seguito, dagli altri partecipanti al procedimento. Un testimone convocato su iniziativa della corte viene prima interrogato dall’attore. Il giudice è tenuto a ignorare le domande faziose e quelle irrilevanti per il caso e può porre domande in qualunque momento dell’esame del testimone.

Se necessario, su richiesta di un partecipante al procedimento o di sua iniziativa, il giudice può riesaminare un testimone nel corso della stessa udienza, chiamare il testimone sentito a un’altra udienza dinanzi allo stesso tribunale o convocare i testimoni per un confronto.

In casi eccezionali, qualora sia impossibile o difficile interrogare un testimone in tribunale, il giudice che esamina il caso può prendere in considerazione una testimonianza scritta, qualora a suo avviso, e tenuto conto dell’identità del testimone e del contenuto dei fatti riguardo i quali deve essere resa la testimonianza, ciò non abbia un effetto pregiudizievole sulla determinazione dei fatti essenziali del caso. Su iniziativa delle parti, un testimone può essere citato a comparire per un nuovo esame in tribunale se necessario per stabilire i fatti del caso con maggior precisione. Prima di deporre, il testimone è tenuto a firmare il testo del giuramento di cui all’articolo 192, quarto comma, ed è avvisato, con una nota firmata per ricevimento, del fatto che la falsa testimonianza costituisce reato penale. Le testimonianze scritte devono redatte in presenza di un notaio e certificate dal notaio.

Prova periziale

Il parere di un esperto viene letto ad alta voce in un’audizione giudiziaria. Prima di leggere il parere degli esperti, l’esperto (o più di uno) che presenta il parere e partecipa all’udienza è tenuto a prestare giuramento ponendo una mano sulla Costituzione della Repubblica di Lituania e pronunciando la seguente frase: “Io, (nome completo), giuro di espletare le funzioni di un esperto nel procedimento con onestà e di produrre una perizia e ragionata fondata sulla mia intera esperienza”. Se un esame è condotto al di fuori di un’udienza, il testo del giuramento firmato dall’esperto costituisce parte integrante della perizia. Gli esperti inclusi nel Lietuvos Respublikos teismo ekspertų sąrašas (elenco degli esperti giudiziari della Repubblica di Lituania) che hanno prestato giuramento al momento dell’iscrizione sull’elenco non devono prestare giuramento in tribunale e si presume altresì siano stati informati delle responsabilità in caso di dichiarazioni e pareri falsi.

Il giudice ha il diritto di chiedere all’esperto di spiegare il parere oralmente e, in tal caso, la spiegazione orale è inclusa nel verbale dell’udienza.

Agli esperti possono essere poste domande intese a chiarire o a integrare il parere. La persona che ne richiede la nomina può procedere per prima a porre domande, il loro appuntamento ha la prima opportunità di porre domande. L’esperto può poi essere interrogato da altri partecipanti al procedimento. Se l’esperto è nominato dal tribunale di propria iniziativa, le domande verranno poste in primo luogo dall’attore.

I giudici hanno il diritto di porre domande all’esperto in qualsiasi momento dell’esame.

Il parere è fornito solo su richiesta di un tribunale (e deve essere presentato per iscritto sotto forma di perizia). La perizia deve includere una descrizione dettagliata delle indagini svolte, le conclusioni tratte in base ai risultati e le risposte motivate alle domande poste dal tribunale.

Qualora un’autorità giudiziaria chieda un parere senza l’elaborazione di una perizia, il parere è considerato quale prova scritta presentata da un esperto (analoga a quelle proposte da altri partecipanti al procedimento) o chiesta dal giudice secondo la procedura stabilita dal codice di procedura civile.

L’articolo 198 del codice di procedura civile stabilisce le seguenti regole per la presentazione delle prove scritte:

le prove scritte possono essere presentate dai partecipanti al procedimento o essere chieste dal giudice secondo la procedura stabilita dal codice.

Le prove scritte devono essere trasmesse nella forma prescritta dal codice di procedura civile: un partecipante al procedimento che comprovi il contenuto di un atto procedurale con prove scritte è tenuto ad allegarne gli originali o le copie (copie digitali), certificate da un tribunale, un notaio (o da un altro soggetto autorizzato a compiere atti notarili), un avvocato che partecipi al procedimento o la persona che ha emesso (ricevuto) l’atto. Il giudice chiedere, di sua iniziativa o su richiesta di un partecipante al procedimento, di presentare i documenti originali. Un partecipante al procedimento che chieda la presentazione di documenti originali deve essere presentata insieme alla domanda, alla domanda riconvenzionale, alla memoria difensiva o ad altri documenti procedurali dei partecipanti al procedimento. I partecipanti al procedimento possono presentare tale richiesta in un secondo momento, purché il giudice consideri convincenti le ragioni per cui la richiesta non è stata presentata in precedenza oppure qualora l’approvazione della richiesta in questione non comporti alcun ritardo per la risoluzione del caso. Nel caso in cui siano correlate al contenuto degli atti procedurali solo parti di un documento, al tribunale dovranno essere trasmesse soltanto le parti pertinenti (estratti).

Tutti gli atti processuali e i relativi allegati devono essere presentati al tribunale in lingua lituana, fatte salve alcune eccezioni previste dalla legge. Se i partecipanti ai procedimenti a cui devono essere notificati gli atti processuali non capiscono il lituano, devono essere trasmesse al giudice le traduzioni degli atti in una lingua che sia loro comprensibile. Qualora, conformemente al codice civile, i documenti da presentare debbano essere tradotti in una lingua straniera, i partecipanti al procedimento sono tenuti a presentare al tribunale traduzioni certificate, in conformità con la procedura legale stabilita.

I documenti originali contenuti nel fascicolo possono essere restituiti su richiesta del mittente. In tal caso occorre conservare nel fascicolo le copie dei documenti da rendere, certificate secondo la procedura prevista dal codice.

2.6 Alcuni mezzi di prova hanno più forza di altri?

Ai sensi dell’articolo 197 del codice di procedura civile, i documenti rilasciati da autorità statali e municipali, approvati da persone autorizzate dallo Stato nei limiti delle loro competenze e in conformità ai requisiti previsti per la forma di determinati atti, possono essere considerati prove scritte ufficiali e hanno un maggiore valore probatorio. I fatti indicati nelle prove ufficiali scritte sono considerati interamente dimostrati sino a che non vengano smentiti da altre prove addotte nel corso del procedimento, ad eccezione delle prove testimoniali. Il divieto di ricorrere alla prova testimoniale non si applica se in contrasto con i principi di buona fede, equità e ragionevolezza. Il valore probatorio delle prove scritte ufficiali può anche attribuito anche ad altri documenti e atti legislativi.

2.7 Per provare determinati fatti, sono obbligatori mezzi di prova specifici?

I fatti di un caso per le quali la legge prevede l’assunzione di specifici mezzi di prova non possono essere dimostrati adducendo altri elementi probatori (articolo 177, quarto comma, del codice di procedura civile).

2.8 I testimoni hanno per legge l’obbligo di testimoniare?

Chiunque sia citato a comparire per testimoniare è tenuto a presentarsi in tribunale e fornire prove veritiere. Le persone convocate a deporre quali testi sono responsabili per legge del mancato adempimento dei doveri di un testimone (articolo 191) e, di conseguenza, passibili di un’ammenda.

2.9 In quali casi un testimone può rifiutarsi di testimoniare?

Un testimone può rifiutarsi di deporre qualora la testimonianza possa costituire una prova contro se stesso, un membro della famiglia o un parente stretto.

2.10 Chi si rifiuta di testimoniare può essere obbligato a farlo o incorrere in sanzioni?

Laddove un testimone, un esperto o un interprete non si presenti all’udienza, il giudice chiederà alle persone presenti al procedimento se il caso può essere sentito in assenza del testimone, esperto o interprete e deciderà se continuare o deferire l’udienza. Un testimone, un esperto o un interprete che non compaia in tribunale senza un valido motivo è passibile di un’ammenda sino a 1 000 LTL. Un testimone può inoltre essere accompagnato coattivamente in base a decisione del giudice (articolo 248 del codice di procedura civile).

2.11 Vi sono persone che non possono testimoniare?

Non possono essere sentiti in qualità di testimoni:

  • rappresentanti legali nei procedimenti civili e amministrativi o difensori nei procedimenti penali, in merito a fatti di cui sono venuti a conoscenza in tale veste;
  • persone incapaci di comprendere i fatti pertinenti al caso o di fornire elementi di prova imparziali, a causa di una disabilità fisica o mentale;
  • sacerdoti, in merito a fatti di cui sono venuti a conoscenza durante la confessione;
  • professionisti sanitari, in merito a fatti oggetto di segreto professionale;
  • mediatori, in merito a fatti di cui sono venuti a conoscenza nel corso di una procedura di mediazione conciliatoria.

La legge può inoltre escludere altri soggetti.

2.12 Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni un testimone può essere udito mediante videoconferenza o altri mezzi tecnici?

Dopo avere chiarito le relazioni del testimone con le parti, eventuali terzi e altre circostanze rilevanti per la valutazione della prova testimoniale (istruzione, occupazione del testimone, ecc.), il giudice inviterà il testimone a dire all’autorità giudiziaria tutto quanto in sua conoscenza riguardo al caso e a evitare di dare informazioni di cui ignori la fonte.

Dopo la deposizione, il testimone potrà essere interrogato, in primo luogo dalla persona che ne ha chiesto la convocazione e dal rispettivo rappresentante e, in secondo luogo, dagli altri partecipanti al procedimento. Un testimone convocato su iniziativa del giudice viene prima interrogato dall’attore. Il giudice è tenuto a ignorare le domande faziose e quelle irrilevanti per il caso e può porre domande in qualunque momento dell’esame del testimone. Se necessario, su richiesta di un partecipante al procedimento o di sua iniziativa, il giudice può riesaminare un testimone nel corso della stessa udienza, chiamare il testimone sentito a un’altra udienza dinanzi allo stesso tribunale o convocare i testimoni per un confronto.

In casi eccezionali, qualora sia impossibile o difficile interrogare un testimone in tribunale, il giudice che esamina il caso può prendere in considerazione una testimonianza scritta qualora a suo avviso, e tenuto conto dell’identità del testimone e del contenuto dei fatti riguardo i quali deve essere resa la testimonianza, ciò non abbia un effetto pregiudizievole sulla determinazione dei fatti essenziali del caso. Su iniziativa delle parti, un testimone può essere citato a comparire per un nuovo esame in tribunale, se necessario per stabilire i fatti del caso con maggior precisione. Prima di deporre, il testimone è tenuto a firmare il testo predisposto per prestare giuramento ed è avvisato, con una nota firmata per ricevimento, del fatto che la falsa testimonianza è un reato penale. Le testimonianze scritte devono redatte in presenza di un notaio e certificate dal notaio.

La partecipazione dei partecipanti al procedimento alle e all’esame dei testimoni in loco può essere garantita grazie alle tecnologie di informazione e comunicazione elettronica (videoconferenza, teleconferenza, ecc.). Quando vengono utilizzate le suddette tecnologie conformemente alla procedura determinata dal Ministro della giustizia, è necessario garantire un’identificazione affidabile dei partecipanti al procedimento, nonché una registrazione e presentazione obiettiva dei dati (prove).

Inoltre, l’articolo 803 del codice di procedura civile prevede la possibilità per i giudici della Repubblica di Lituania di chiedere a un organo giurisdizionale di un altro Stato di utilizzare le tecnologie di comunicazione (videoconferenza, teleconferenza, ecc.) durante la raccolta delle prove.

3 Valutazione delle prove

Il giudice valuta le prove in un procedimento secondo le proprie convinzioni, in base a un esame completo e imparziale dei fatti presentati nel procedimento e in conformità alla legge.

3.1 Se una parte si è procurata una prova illegalmente, esistono limiti alla facoltà del giudice di utilizzare tale prova ai fini della decisione?

I dati fattuali possono essere dimostrati dai seguenti mezzi: dichiarazioni delle parti e di terzi (dirette o attraverso un rappresentante), deposizioni di testimoni, prove scritte, prove materiali, protocolli di ispezione, conclusioni di esperti, fotografie e registrazioni video e audio ottenute legalmente ed altri elementi di prova. Di norma, i dati fattuali coperti da segreto di Stato o professionale non possono essere utilizzati come prove nei procedimenti civili sino a quando non vengano considerati “non classificati”, conformemente alla procedura legale. I dati ottenuti durante una procedura di mediazione conciliativa non possono essere utilizzati come prove nei procedimenti civili, tranne nei casi previsti dalla legge in materia di mediazione conciliativa nelle controversie civili.

Va inoltre osservato che, conformemente all’articolo 185 del codice di procedura civile, Il giudice valuta le prove in un procedimento secondo le proprie convinzioni, in base a un esame completo e imparziale dei fatti presentati nel procedimento e in conformità alla legge. Nessuna prova può aver un effetto predefinito su un giudice, ad eccezione dei casi in cui è previsto dal codice di procedura civile.

3.2 In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni avranno valore probatorio?

Sì (cfr. 2.4).


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Ultimo aggiornamento: 21/11/2018

Assunzione delle prove - Lussemburgo

INDICE


1 Onere della prova

1.1 Quali sono le norme sull’onere della prova?

Nel diritto lussemburghese vige il principio generale secondo cui chi richiede l'adempimento di un'obbligazione deve provarne l'esistenza. Viceversa, chi afferma di avervi adempiuto, deve dimostrare il pagamento o il fatto che ha portato all'estinzione dell'obbligazione.

1.2 Esistono norme che dispensano dal provare certi fatti? In quali casi? È possibile produrre prove per invalidare una determinata presunzione legale?

In alcuni casi, il diritto lussemburghese prevede presunzioni che dispensano dall'onere della prova la parte che deve dimostrare un fatto impossibile o difficile da accertare. La presunzione è la conseguenza che la legge o il giudice trae da un fatto noto per risalire a un fatto ignoto.

La legge distingue due categorie di presunzioni: da un lato la presunzione legale, ovvero quella attribuita da una legge speciale a determinati atti o fatti; dall'altro le presunzioni non stabilite per legge e che sono lasciate alla valutazione del giudice, il quale ammette solo presunzioni gravi, precise e concordanti.

Di regola, le presunzioni ammettono la prova contraria. Ad esempio, si presume che un figlio nato in costanza di matrimonio abbia come padre il marito di sua madre. Tuttavia, è possibile avviare un'azione di disconoscimento della paternità.

In casi più rari le presunzioni sono assolute, nel senso che non ammettono la prova contraria.

1.3 In quale misura il giudice deve essere convinto di un fatto per porlo a fondamento della sua decisione?

La valutazione dei fatti è lasciata al potere discrezionale del giudice, che è assoluto. In caso di dubbio, il giudice verifica se esistono indizi gravi, precisi e concordanti e accetta o respinge la prova in funzione della verosimiglianza dei fatti addotti.

2 Assunzione delle prove

2.1 L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di parte o anche ad iniziativa del giudice?

L'assunzione delle prove può essere disposta dal giudice su richiesta di una parte. In alcuni casi, il giudice può tuttavia disporre l'assunzione delle prove di propria iniziativa.

2.2 Una volta accolta la richiesta di parte di assunzione delle prove, quali sono le fasi successive?

Il giudice istruisce il perito designato sulla natura del suo compito. Le parti e i terzi che sono chiamati a collaborare sono convocati dal perito. In virtù del principio del contraddittorio, l'assunzione delle prove avviene in presenza delle parti.

2.3 In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove?

L'assunzione delle prove può essere disposta quando il giudice non ha elementi sufficienti per decidere.

L'assunzione delle prove può essere disposta relativamente a un fatto solo se la parte che adduce tale fatto non ha elementi sufficienti per provarlo. In nessun caso l'assunzione delle prove può essere disposta per supplire alle carenze della parte nell'acquisizione della prova.

Il giudice deve limitare la scelta del mezzo istruttorio a quanto è necessario per la risoluzione della controversia, impegnandosi a scegliere la soluzione più semplice e meno onerosa.

2.4 Quali sono i mezzi di prova?

I vari mezzi di prova sono le prove documentali e orali, la presunzione, la confessione e il giuramento.

2.5 Quali sono le procedure per l'audizione di testimoni? Sono diverse da quelle per l'assunzione della testimonianza di consulenti tecnici? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di relazioni/pareri di esperti?

  • Metodi utilizzati per ottenere prove testimoniali e perizie

Quando è ammessa la prova testimoniale, i giudici possono avvalersi di terzi che, essendo personalmente informati sui fatti, possono fornire chiarimenti in merito. Tali prove possono essere raccolte sotto forma di dichiarazioni o con l'impiego di metodi investigativi, a seconda che si tratti di prove scritte o orali.

Il giudice può chiedere a chiunque di fornire chiarimenti sotto forma di dichiarazioni, consultazioni, ovvero di un parere tecnico su una questione di fatto che richiede l'interpretazione di un esperto. Qualora non sia richiesto un parere scritto, il giudice permette ai testimoni esperti di fornire oralmente la loro opinione all'udienza; la trascrizione delle testimonianze degli esperti è firmata dal giudice e dal cancelliere.

  • Norme applicabili alla presentazione di prove scritte e di relazioni o pareri scritti degli esperti

Prove scritte:

una parte che utilizzi un documento a sostegno delle proprie pretese deve mettere tale documento a disposizione della controparte. Il documento viene fornito dietro rilascio di una ricevuta o depositato in cancelleria. I documenti devono essere resi accessibili senza indugio.

Relazioni e pareri scritti degli esperti:

gli esperti depositano le loro relazioni presso la cancelleria. Viene redatta un'unica relazione, anche se gli esperti sono diversi; se gli esperti sono in disaccordo, ognuno esprime il proprio parere. Se un esperto chiede un'opinione a un altro esperto in una specializzazione diversa dalla sua, tale parere è allegato al verbale dell'udienza oppure al fascicolo, a seconda dei casi.

2.6 Alcuni mezzi di prova hanno più forza di altri?

Alcuni mezzi di prova prevalgono sugli altri:

  • l'atto autentico (acte authentique) è redatto da un pubblico ufficiale (notaio, ufficiale giudiziario) nell'esercizio delle sue funzioni. Fa fede fino a querela di falso;
  • la scrittura privata è redatta, senza l'intervento di un pubblico ufficiale, dalle parti stesse e unicamente con la loro sottoscrizione. Fa fede fino a prova contraria;
  • la valutazione delle testimonianze e degli altri mezzi di prova è lasciata al libero convincimento del giudice.

2.7 Per provare determinati fatti, sono obbligatori mezzi di prova specifici?

Negozi giuridici (contratti) di valore superiore ai 2 500 EUR devono essere provati per iscritto. La prova di un fatto giuridico (come un incidente) è invece libera.

2.8 I testimoni hanno per legge l’obbligo di testimoniare?

La legge obbliga il testimone a collaborare con la giustizia affinché emerga la verità.

2.9 In quali casi un testimone può rifiutarsi di testimoniare?

Possono essere esentate dal prestare testimonianza le persone che dimostrino di avere un motivo legittimo. Possono rifiutarsi di deporre i parenti o affini in linea diretta di una delle parti o il coniuge, anche divorziato.

2.10 Chi si rifiuta di testimoniare può essere obbligato a farlo o incorrere in sanzioni?

I testimoni che non si presentano all'udienza possono essere citati a loro spese se la loro audizione è ritenuta necessaria. I testimoni che non si presentano e quelli che, senza motivo legittimo, si rifiutano di deporre o di prestare giuramento possono essere condannati a una sanzione pecuniaria da 50 a 2 500 EUR.

Chi dimostra di non aver potuto presenziare nel giorno stabilito può essere esentato dal pagamento della sanzione pecuniaria e delle spese di citazione.

2.11 Vi sono persone che non possono testimoniare?

Chiunque può essere ascoltato come testimone, tranne le persone ritenute incapaci di testimoniare in giudizio.

Le persone che non possono testimoniare possono tuttavia essere sentite nelle stesse condizioni, ma senza prestare giuramento. In ogni caso, i discendenti non possono mai essere sentiti sugli addebiti formulati dai coniugi a sostegno di una domanda di divorzio o di separazione.

2.12 Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni un testimone può essere udito mediante videoconferenza o altri mezzi tecnici?

  • Ruolo del giudice e delle parti nell'audizione di un testimone

Il giudice provvede all'escussione dei testimoni separatamente e nell'ordine da lui stabilito in presenza delle parti o dopo averle convocate. I testimoni non possono leggere alcun testo già preparato.

I giudici possono ascoltare la testimonianza e interrogare i testimoni su qualsiasi argomento in relazione al quale sia legittimo assumere prove, anche se si tratta di argomenti non menzionati nella decisione relativa all'assunzione della prova. I giudici possono richiamare i testimoni, metterli a confronto tra loro o con le parti e, ove necessario, ascoltarli in presenza di un consulente tecnico.

Le parti non devono interrompere, interpellare o cercare di influenzare i testimoni che depongono, né possono rivolgersi a loro direttamente, pena l'esclusione. Il giudice, se lo ritiene necessario, pone al testimone le domande presentategli dalle parti dopo la sua escussione.

  • Videoconferenze e altri ausili tecnici

Il regolamento (CE) n. 1206/2001 del Consiglio, del 28 maggio 2001, relativo alla cooperazione fra le autorità giudiziarie degli Stati membri nel settore dell'assunzione delle prove in materia civile o commerciale, mira a migliorare, semplificare e velocizzare la cooperazione tra i giudici degli Stati membri nel settore dell'assunzione delle prove. L'ordinamento lussemburghese non contiene disposizioni specifiche sulle videoconferenze. Tale tecnica è soggetta alle disposizioni ordinarie del nuovo codice di procedura civile sull'audizione dei testimoni, la valutazione personale da parte del giudice e la comparizione personale. Le giurisdizioni dispongono del materiale tecnico necessario. Alla data stabilita per la videoconferenza sono presenti un giudice, un cancelliere, un interprete e un tecnico.

Il giudice può disporre una registrazione audio o video di tutte o di una parte delle operazioni istruttorie alle quali procede. La registrazione è conservata in cancelleria. Ogni parte può chiedere di avere, a proprie spese, una copia o una trascrizione di tale registrazione.

3 Valutazione delle prove

3.1 Se una parte si è procurata una prova illegalmente, esistono limiti alla facoltà del giudice di utilizzare tale prova ai fini della decisione?

Il giudice non tiene conto delle prove ottenute con mezzi fraudolenti, come ad esempio una telecamera nascosta o una registrazione telefonica effettuata all'insaputa dell'interlocutore.

3.2 In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni avranno valore probatorio?

In linea di principio, le dichiarazioni rese dalle parti del procedimento non hanno valore probatorio.

Link collegati

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Ultimo aggiornamento: 25/04/2019

Assunzione delle prove - Malta

INDICE


1 Onere della prova

1.1 Quali sono le norme sull’onere della prova?

L'onere della prova grava sulla persona che formula un'affermazione, come enuncia chiaramente l'articolo 562 del codice di organizzazione e procedura civile: "l'onere di provare un fatto spetta sempre alla parte che afferma tale fatto".

1.2 Esistono norme che dispensano dal provare certi fatti? In quali casi? È possibile produrre prove per invalidare una determinata presunzione legale?

Sì, tali norme esistono e sono contenute negli articoli 627 e segg. del codice di organizzazione e di procedura civile. L'articolo 627 elenca i documenti la cui autenticità non deve essere provata ma viene presunta; tra questi figurano:

  • gli atti del governo di Malta, firmati dal ministro o dal capo del dipartimento che li ha prodotti e, in mancanza di questi, dal suo vice, dall'assistente o da un funzionario di grado immediatamente inferiore, autorizzato a firmare tali atti;
  • i registri di qualsiasi dipartimento del governo di Malta;
  • tutti gli atti pubblici firmati dalle autorità competenti e pubblicati sulla Gazzetta ufficiale;
  • gli atti del governo maltese stampati sotto l'autorità del governo e debitamente pubblicati;
  • gli atti e i registri degli organi giudiziari civili ed ecclesiastici di Malta;
  • i certificati emessi dall'ufficio del registro pubblico e dal catasto;
  • una denunzia di eventi straordinari effettuata sotto l'autorità della prima sezione del Tribunale civile;
  • altri documenti menzionati nella legge sulla marina mercantile (compresi i certificati di registrazione firmati dal cancelliere o da un altro funzionario autorizzato e ogni altra nota apposta sul certificato di registrazione e firmata dal cancelliere o da un funzionario autorizzato).

Esistono altri documenti che possono essere prodotti come elementi probatori e il cui contenuto è esente dall'onere della prova, ma dei quali è tuttavia necessario provare l'autenticità; ossia:

  • gli atti e i registri di uno stabilimento o di un organismo pubblico, autorizzato o riconosciuto dalla legge o dal governo;
  • gli atti e i registri parrocchiali relativi a nascite, matrimoni e decessi, e gli atti di disposizione compiuti secondo la legge in presenza del parroco;
  • gli atti e i registri dei notai a Malta;
  • i libri commerciali tenuti conformemente alla legge, solo relativamente ad accordi o ad altre operazioni di natura commerciale;
  • i registri dei broker pubblici tenuti conformemente alla legge, relativamente a eventuali pratiche intercorse tra le parti contraenti in materia commerciale.

Sono ammesse prove che confutano il contenuto di tali tipi di documenti.

Accanto alle presunzioni a favore dei suddetti documenti, ne vige un'altra disciplinata nel capo 16 delle leggi di Malta ‑ il codice civile ‑ secondo cui, in particolare, un figlio nato in costanza di matrimonio ha come padre il marito di sua madre. Tale presunzione legale può essere contraddetta con un'azione introdotta con dichiarazione giurata dinanzi al Tribunale civile (Sezione Diritto di famiglia) e attraverso la produzione di prove che ne dimostrino l'invalidità.

1.3 In quale misura il giudice deve essere convinto di un fatto per porlo a fondamento della sua decisione?

Al fine di statuire in una causa civile, il giudice deve essere convinto che siano state fornite prove sufficienti in base al principio della probabilità prevalente.

2 Assunzione delle prove

2.1 L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di parte o anche ad iniziativa del giudice?

Ognuna delle parti del procedimento, qualunque sia il suo interesse nella causa, può testimoniare, sia su propria richiesta, sia su richiesta delle altre parti in causa, o anche se convocata d'ufficio dal giudice. Quando il procedimento è avviato con un ricorso confermato da un giuramento, viene redatto un elenco di testimoni. La stessa regola si applica per la memoria di risposta giurata – anche in questo caso si dovrà includere un elenco di testimoni. Se una parte intende chiamare a deporre un testimone che non è stato precedentemente indicato, dovrà presentare un'apposita domanda.

2.2 Una volta accolta la richiesta di parte di assunzione delle prove, quali sono le fasi successive?

Una volta accolta la richiesta istruttoria, i testimoni vengono citati a comparire con un ordine di comparizione emesso su richiesta della parte che li chiama a deporre. Presso il tribunale dei magistrati di Malta e il tribunale dei magistrati di Gozo (giurisdizione inferiore), la richiesta di ordine di comparizione può venire formulata oralmente.

2.3 In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove?

Il giudice può respingere la richiesta istruttoria di una delle parti quando il teste citato è un avvocato, un procuratore legale o un sacerdote. Inoltre, di norma, nessuno che sia presente in aula durante una seduta può essere chiamato a testimoniare nella stessa causa. Tuttavia, il giudice ha il potere discrezionale di concedere dispensa da tale regola, in casi particolari, qualora sussistano buoni motivi per farlo. Esistono inoltre leggi specifiche che disciplinano il segreto d'ufficio e le informazioni riservate. Infine, la richiesta può essere respinta se il giudice ritiene che il teste non sia rilevante.

2.4 Quali sono i mezzi di prova?

Sono tre i mezzi di prova considerati ammissibili: documenti, testimonianze e affidavit (dichiarazioni giurate).

2.5 Quali sono le procedure per l'audizione di testimoni? Sono diverse da quelle per l'assunzione della testimonianza di consulenti tecnici? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di relazioni/pareri di esperti?

La regola generale stabilisce che l'audizione di testimoni avviene nel corso di una pubblica udienza e a viva voce. Tuttavia, la legge permette di utilizzare altri metodi per ottenere le prove:

  • possono fornire la loro testimonianza per mezzo di una dichiarazione giurata (affidavit) le persone residenti a Malta o all'estero;
  • se una persona sta per lasciare Malta, o è così malata o anziana che potrebbe morire o diventare incapace di deporre prima della data in cui la causa verrà discussa in tribunale, oppure non è in grado di comparire in udienza, la corte nomina un assistente giudiziario che riceve la deposizione del testimone. In tale caso, le domande poste al testimone e le relative risposte sono registrate per iscritto e la deposizione è firmata o contrassegnata dal testimone stesso;
  • il tribunale può anche nominare un giudice supplementare al fine di ascoltare un testimone particolare che non sia in condizione di assentarsi dalla propria abitazione a causa dell'età;
  • se un testimone risiede all'estero, un avvocato può chiedere che venga emessa una lettera di richiesta (rogatoria) per ascoltare il testimone – la parte che richiede l'audizione del testimone deve formulare domande scritte e indicare il nome e l'indirizzo della persona che dovrà comparire in sua vece durante l'audizione del testimone;
  • se l'autorità giudiziaria lo ritiene opportuno, potrà autorizzare la registrazione su nastro o video della deposizione del testimone;
  • il tribunale può assumere consulenti tecnici autorizzandoli ad ascoltare i testimoni e a gestire i giuramenti.

Il consulente che è impegnato nell'assunzione delle prove dispone degli stessi mezzi di cui si avvale l'autorità giudiziaria.

2.6 Alcuni mezzi di prova hanno più forza di altri?

Tutti i mezzi di prova sono considerati di pari importanza.

2.7 Per provare determinati fatti, sono obbligatori mezzi di prova specifici?

No, ma deve sempre essere fornita la migliore prova.

2.8 I testimoni hanno per legge l’obbligo di testimoniare?

Sì, la legge obbliga tutti i testimoni citati a deporre. Tuttavia, nessuno può essere costretto a rispondere a domande per le quali potrebbe essere incriminato.

2.9 In quali casi un testimone può rifiutarsi di testimoniare?

Il marito o la moglie di una delle parti in causa sono considerati testimoni capaci e possono essere obbligati a deporre su richiesta di una delle parti, tuttavia non devono rivelare comunicazioni fatte eventualmente dal coniuge a titolo confidenziale durante il matrimonio e non devono rispondere a domande che potrebbero portare a incriminare il coniuge.

Possono essere esentati anche i fatti confidati agli avvocati, ai procuratori legali o ai sacerdoti. Tuttavia, se un avvocato o un procuratore ottiene il consenso del cliente, oppure se il sacerdote ottiene il consenso della persona che ha reso la confessione, questi possono essere interrogati su questioni di cui sono venuti a conoscenza (con il consenso degli interessati); in particolare, l'avvocato e il procuratore possono essere interrogati sui fatti confidati dal cliente ai fini del caso in esame, e il sacerdote sui fatti di cui è venuto a conoscenza sotto segreto confessionale o in loco confessionis.

Inoltre, tranne che su ordine del giudice, nessun contabile, medico, assistente sociale, psicologo o consulente matrimoniale può essere interrogato su fatti dichiarati dal cliente sotto segreto professionale, o dei quali è venuto a conoscenza nell'esercizio della sua professione. Tale privilegio è esteso all'interprete al quale si è fatto ricorso per tali comunicazioni confidenziali.

Un testimone vincolato dal segreto professionale non può rivelare informazioni segrete o riservate, tranne in determinate circostanze ai sensi della legge specifica applicabile al caso di specie.

2.10 Chi si rifiuta di testimoniare può essere obbligato a farlo o incorrere in sanzioni?

Un testimone debitamente citato che non compare per deporre è colpevole di "oltraggio alla corte" e viene immediatamente condannato e multato. Inoltre, il giudice può emettere un mandato di accompagnamento o di arresto e costringerlo a presentarsi e a rendere la sua testimonianza in una seduta successiva. Tuttavia, il giudice può revocare l'ammenda imposta se esistono validi motivi per la mancata comparizione.

2.11 Vi sono persone che non possono testimoniare?

Ogni persona sana di mente può essere chiamata a testimoniare, tranne se vi sono obiezioni concernenti la sua capacità. Inoltre, un testimone è ammissibile in quanto tale qualunque sia la sua età, purché comprenda che non si devono fornire false testimonianze.

2.12 Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni un testimone può essere udito mediante videoconferenza o altri mezzi tecnici?

Nel corso dell'interrogatorio e del controinterrogatorio il giudice può rivolgere al testimone tutte le domande che ritenga necessarie o utili. D'altronde, ognuna delle parti del procedimento può testimoniare, a prescindere dall'interesse nella causa, su propria richiesta, su richiesta delle altre parti in causa, o anche se convocata d'ufficio dal giudice.

Qualora sia coinvolto un minore, quest'ultimo viene generalmente sentito dal giudice a porte chiuse o da un avvocato per minori appositamente nominato.

I testimoni che abitano all'estero possono essere ascoltati in videoconferenza.

3 Valutazione delle prove

3.1 Se una parte si è procurata una prova illegalmente, esistono limiti alla facoltà del giudice di utilizzare tale prova ai fini della decisione?

Se la prova è stata ottenuta legalmente, il giudice non va incontro a restrizioni quando emana la sentenza. L'unica eccezione è che, di norma, il giudice non tiene conto delle prove relative a fatti che, secondo quanto dichiara il testimone, sono stati riportati da terzi, né dei fatti addotti da altre parti, che possono conseguentemente essere chiamate a deporre.

3.2 In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni avranno valore probatorio?

Sì, le dichiarazioni rese da una parte del procedimento sono ammissibili.


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Ultimo aggiornamento: 22/03/2017

Assunzione delle prove - Paesi Bassi

INDICE


1 Onere della prova

Il diritto procedurale neerlandese si basa sul seguente principio: "chi sostiene un fatto è tenuto a provarlo". In altre parole l’onere della prova per un fatto o diritto è a carico della parte che rivendica per finalità legali tale fatto o diritto. Ciononostante, in alcuni casi l’onere della prova può spettare ad altre parti, conformemente a specifiche norme di legge o ai principi di ragionevolezza ed equità.

1.1 Quali sono le norme sull’onere della prova?

Le norme di legge sulle prove contenute negli articoli da 149 a 207 del Wetboek van Burgerlijke Rechtsvordering (codice di procedura civile) si applicano ai procedimenti di citazione e di petizione, a meno che la natura del caso non lo permetta. Le suddette norme non sono obbligatorie nei procedimenti sommari e non vengono applicate d’ufficio neppure nelle procedure di arbitrato. In questo ultimo caso le parti possono comunque decidere di applicare dette norme.

1.2 Esistono norme che dispensano dal provare certi fatti? In quali casi? È possibile produrre prove per invalidare una determinata presunzione legale?

Il giudice è tenuto a ritenere provati i fatti sostenuti da una parte che la controparte non ha smentito (a sufficienza). Rappresentano tuttavia un’eccezione le situazioni in cui ciò avrebbe conseguenze legali non liberamente accessibili alle parti. In casi del genere, il giudice può chiedere che vengano presentate delle prove.

Non è necessario addurre prove per fatti o circostanze considerati universalmente noti oppure per norme di esperienza generale. Il giudice può avvalersene indipendentemente dal fatto che tali prove siano o meno presentate dalle parti. Per "fatti o circostanze considerati universalmente noti", si intendono fatti o circostanze conosciuti da tutti o di cui chiunque può prendere conoscenza, mentre con "norme di esperienza generale" si intendono le relazioni causali note a ogni persona. Non sono inoltre da provare i fatti di cui lo stesso giudice viene a conoscenza durante il procedimento – cosiddetti "fatti processuali".

In alcuni casi si applicano presunzioni previste dalla legge. Certi fatti o circostanze sono ritenuti tanto probabili da non richiedere la presentazione di (ulteriori) prove della parte che li sostiene. Il giudice può altresì ricorrere alle norme di esperienza generale per determinare una presunzione in base a specifici fatti presentatigli in giudizio. In questo caso, la controparte può confutare la presunzione. Esistono altri casi particolari. Ad esempio, in base al codice stradale, un automobilista che investe un ciclista o un pedone è tenuto al risarcimento dei danni, a meno che non venga dimostrato che l’incidente è avvenuto per cause di forza maggiore. Un altro esempio è rappresentato da una richiesta di risarcimento di danni presentata dal lavoratore, una volta stabilito che il danno è avvenuto mentre l’interessato era al lavoro. In tal caso il datore di lavoro sarà obbligato a risarcire il lavoratore per il danno in questione, a meno che non sia possibile dimostrare che non vi sono state mancanze in termini di assistenza necessaria o che il lavoratore era colpevole di un’azione deliberata o di una negligenza intenzionale.

1.3 In quale misura il giudice deve essere convinto di un fatto per porlo a fondamento della sua decisione?

Il giudice ha piena libertà nella valutazione delle prove presentategli, ad eccezione dei casi in cui la legge dispone diversamente. L’eccezione riguarda le norme sul valore probatorio conclusivo della prova. In caso di prove conclusive, il giudice è tenuto ad accogliere come vere talune fattispecie di prove o, per lo meno, a riconoscerne il valore. Esiste anche in questo caso una possibilità di contestazione.

I giudici possono basare le loro decisioni solo su fatti conformi alle norme in materia di prove.

2 Assunzione delle prove

2.1 L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di parte o anche ad iniziativa del giudice?

In alcuni casi (verifica dei conti, deposizione dei testimoni) e su richiesta di una delle parti, il giudice è tenuto a fornire prove all’altra parte. Il giudice può decidere di farlo anche di propria iniziativa.

Allo stesso modo, su richiesta di una delle parti o di propria iniziativa, il giudice può chiedere che venga elaborata una perizia o effettuata una visita o un’ispezione dei locali. L’esperto è nominato dal giudice, cui è tenuto a riferire, mentre le visite in loco sono condotte dall’autorità giudiziaria. Le parti hanno il dovere di contribuire alle relazioni preparate dagli esperti e

il diritto di presentare osservazioni e richieste sia nell’ambito di una perizia che di una visita in loco.

2.2 Una volta accolta la richiesta di parte di assunzione delle prove, quali sono le fasi successive?

La parte autorizzata dal giudice a presentare le prove o cui spetta l’onere della prova ha il dovere di dimostrare le circostanze e/o fatti presunti. La controparte ha sempre la possibilità di presentare prove contrarie, a meno che la legge non glielo consenta.

2.3 In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove?

Il giudice rigetta la richiesta di ammissione di prova se la prova non è pertinente per il caso, non è abbastanza specifica (troppo vaga), è estemporanea (troppo tardi) o superflua. Le prove presentate non possono essere ignorate in base al risultato atteso.

2.4 Quali sono i mezzi di prova?

Nei Paesi Bassi si applica il principio della libertà della prova, secondo cui, di norma, le prove non devono essere presentate in formati specifici, se non diversamente previsto dalla legge. La legge specifica una serie (non esaustiva) di prove:

  • fatti e sentenze;
  • verifiche di conti, registri e documenti;
  • deposizioni dei testimoni;
  • relazioni ufficiali o orali di esperti;
  • ispezioni e visite ai locali.

2.5 Quali sono le procedure per l'audizione di testimoni? Sono diverse da quelle per l'assunzione della testimonianza di consulenti tecnici? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di relazioni/pareri di esperti?

La prova testimoniale deve essere ammessa dalla legge ed è addotta su richiesta o iniziativa di una delle parti. Anche le parti possono deporre in qualità di testimoni (cfr. Il seguente punto 3). Quando a dovere deporre sono i testimoni, spetta alle parti chiamarli a testimoniare.

La prova testimoniale è fornita mediante deposizione ed è assunta nel corso della seduta come testimonianza orale. Le dichiarazioni di un testimone sono ammissibili quali prove solo se riferite a fatti di cui il testimone ha conoscenza diretta. Una parte che chieda di essere autorizzata a deporre potrà farlo soltanto qualora i fatti da dimostrare siano controversi e la testimonianza possa contribuire a risolvere il caso.

Su richiesta di una delle parti o di loro iniziativa, gli esperti possono presentare relazioni scritte o orali (articolo 194 del codice di procedura civile). Nel primo caso, il giudice fissa un termine per la trasmissione della relazione. mentre nel secondo l’esperto presenta le prove il giorno del processo.

2.6 Alcuni mezzi di prova hanno più forza di altri?

Esistono prove conclusive e prove non conclusive. Nel caso delle prove conclusive, il giudice è tenuto ad accettare come vero il contenuto delle prove o a riconoscere la forza della fattispecie di prova presentata conformemente alla legge. Anche per le prove conclusive è possibile addurre prove contrarie, se non vietato dalla legge. Un esempio di prove conclusive è rappresentato dalle sentenze dei tribunali penali. Per le prove non conclusive è il giudice a determinarne il valore probatorio..

2.7 Per provare determinati fatti, sono obbligatori mezzi di prova specifici?

In alcune circostanze un documento può rappresentare la prova perfetta o rivelarsi fondamentale per riconoscere l’esistenza di un diritto. Ne sono un esempio gli accordi prematrimoniali o i testamenti redatti da notai, la cui esistenza è dimostrata da un atto notarile. Anche i codicilli, ossia documenti scritto a mano, datati, firmati e contenenti le volontà del testatore, possono essere utilizzati come prova. Le volontà contenutevi possono riguardare l’eredità di, ad esempio, vestiti, effetti personali, gioielli, specifici beni domestici e libri (articolo 97 del Burgerlijk Wetboek (codice civile)). I codicilli non devono essere convalidati da un atto notarile.

2.8 I testimoni hanno per legge l’obbligo di testimoniare?

Secondo la norma di base, chiunque venga convocato per legge come testimone è tenuto a deporre. Nello specifico, dovrà presentarsi al procedimento e rendere fedelmente in tribunale le dichiarazioni necessarie.

2.9 In quali casi un testimone può rifiutarsi di testimoniare?

In specifiche circostanze è possibile astenersi dall’obbligo di deporre.

Questa possibilità è prevista in primo luogo per tutti i parenti stretti delle parti, tra cui rientrano i coniugi (ex-coniugi) o partner (ex partner) registrati della parte, i familiari per legami di sangue o matrimonio della parte oppure il loro coniuge o partner registrato, sino al secondo grado di consanguineità incluso – genitori, figli, nonni, nipoti, fratelli e sorelle.

I testimoni possono chiedere di astenersi anche laddove rispondendo a una specifica domanda possano esporre al rischio di azioni penali se stessi o un familiare per legame di sangue o matrimonio nella linea di ascendenti, discendenti o affini del secondo o terzo grado di consanguineità oppure il coniuge (ex-coniuge) o partner (ex‑partner) registrato di questo ultimo (articolo 165, comma 3 del codice di procedura civile).

È prevista anche un’esenzione di tipo funzionale per coloro che, in virtù di un rapporto privilegiato dovuto alla professione, all’occupazione o a un altro status (ad esempio, membri del clero, medici, avvocati e notai), sono tenuti a conservare il segreto.

2.10 Chi si rifiuta di testimoniare può essere obbligato a farlo o incorrere in sanzioni?

Se un testimone è stato chiamato a comparire con lettera raccomandata e non si presenta al tribunale, il giudice può, su richiesta della parte interessata, fissare una data in cui il testimone può essere chiamato a comparire con atto di citazione (notifica per mano dell’ufficiale giudiziario). Se anche in questo caso il testimone non si presenta, il giudice può ordinare che sia condotto in tribunale dalla polizia. Se un testimone si presenta in tribunale, ma si rifiuta di deporre, la parte interessata può chiedere al giudice di disporre la custodia cautelare per mancato rispetto dell’autorità giudiziaria ("contempt of court"). La parte istante dovrà sostenere i costi della custodia cautelare. Il giudice emetterà un ordine di custodia cautelare solo qualora lo ritenga necessario per appurare la verità.

2.11 Vi sono persone che non possono testimoniare?

In linea di principio, tutti hanno il dovere di deporre testimonianza, ad eccezione di coloro che possono astenersi dal farlo (cfr. risposta al punto 2.9).

2.12 Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni un testimone può essere udito mediante videoconferenza o altri mezzi tecnici?

I testimoni sono sentiti e interrogati dal giudice. Il giudice sente, in assenza dei testimoni citati a comparire, tutti i testimoni convocati alla stessa seduta che non hanno ancora testimoniato, tranne qualora il testimone sia una parte. Anche le parti e i loro avvocati possono interrogare i testimoni. Il giudice può, di sua iniziativa o su richiesta di una delle parti, chiedere un raffronto tra testimoni e con le parti. Dopo la deposizione del testimone, il giudice può interrogare le parti e le parti possono porsi domande a vicenda.

Le norme dei Paesi Bassi in materia di prove contengono disposizioni specifiche sul ricorso alla videoconferenza. Il diritto neerlandese non esclude questa procedura e non ci sono difficoltà pratiche per ricorrervi. Spetta all’organo giurisdizionale decidere in materia.

3 Valutazione delle prove

3.1 Se una parte si è procurata una prova illegalmente, esistono limiti alla facoltà del giudice di utilizzare tale prova ai fini della decisione?

Le prove illegali possono essere distinte tra prove ottenute illegalmente o utilizzate illegalmente. Una prova ottenuta in modo illegale non necessariamente viene utilizzata in modo illegale. È quindi sempre a discrezione del giudice decidere se le prove debbano essere considerate illegali o meno.

3.2 In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni avranno valore probatorio?

Le parti possono essere sentite come parti in causa, ma in tal caso le loro dichiarazioni non saranno ritenute prove a favore delle parti sentite quali testimoni, a meno che la testimonianza non serva a precisare altri mezzi di prova inadeguati (articolo 164, secondo comma, del codice di procedura civile).


La versione di questa pagina nella lingua nazionale è affidata al rispettivo punto di contatto della Rete giudiziaria europea (RGE). Le traduzioni sono effettuate a cura della Commissione europea. È possibile che eventuali modifiche introdotte nell'originale dallo Stato membro non siano state ancora riportate nelle traduzioni. La Commissione europea e l'RGE declinano ogni responsabilità per quanto riguarda le informazioni o i dati contenuti nel presente documento. Per le norme sul diritto d'autore dello Stato membro responsabile di questa pagina, si veda l'avviso legale.

Ultimo aggiornamento: 01/10/2019

Assunzione delle prove - Austria

La versione originale in lingua tedesco di questa pagina è stata modificata di recente. La versione linguistica visualizzata è attualmente in fase di traduzione.

INDICE


1 Onere della prova

1.1 Quali sono le norme sull’onere della prova?

In linea di principio, ciascuna parte è chiamata a elencare tutte le circostanze di fatto che giustificano la sua richiesta (onere di persuasione – Behauptungslast) e a fornirne adeguata prova [articoli 226, paragrafo 1, e 239, paragrafo 1, del codice di procedura civile austriaco (ZPO)]. Se i fatti di causa restano incerti (una situazione "non liquet"), il giudice deve comunque pervenire a una decisione. In tali casi, entra in gioco la regola dell'onere della prova. Ciascuna delle parti è gravata dall'onere della prova nel senso che deve assicurare che siano soddisfatte tutte le condizioni poste dalle disposizioni ad essa favorevoli. In circostanze normali, i ricorrenti devono azionare tutti i fatti posti a fondamento della loro richiesta, mentre i convenuti sono tenuti a far valere tutte le circostanze alla base delle eccezioni da essi sollevate. Sull'attore grava anche l'onere di provare che sono soddisfatti tutti i requisiti procedurali.

1.2 Esistono norme che dispensano dal provare certi fatti? In quali casi? È possibile produrre prove per invalidare una determinata presunzione legale?

I fatti rilevanti ai fini della decisione devono essere oggetto di prova salvo che essi siano esentati dall'onere della prova. Non è necessario provare i fatti che sono stati ammessi (articoli 266 e 267 ZPO), i fatti pacifici (articolo 269 ZPO) e quelli oggetto di presunzione legale (articolo 270 ZPO).

Un fatto è ammesso se una parte lo accetta quale corretta richiesta della controparte. Il giudice è tenuto in linea di principio ad accettare un fatto ammesso come corretto e ad adottare la propria decisione senza ulteriore esame.

Un fatto è pacifico se è di comune conoscenza (vale a dire noto o percepibile in modo attendibile in ogni momento da un ampio numero di persone) o noto al giudice (al giudice della controversia sulla base dei suoi accertamenti ufficiali o in quanto risultante in tutta evidenza dal fascicolo).

Nella sua sentenza il giudice deve tener conto ex officio dei fatti pacifici; essi non devono essere azionati, né provati.

Una presunzione legale trae origine direttamente dalla legge e ha l'effetto di invertire l'onere della prova. La parte opposta a quella che beneficia di tale presunzione deve fornire la prova del contrario. Essa deve dimostrare che, benché ci siano i presupposti per una presunzione legale, i fatti presunti o la situazione di legge non esiste.

1.3 In quale misura il giudice deve essere convinto di un fatto per porlo a fondamento della sua decisione?

Lo scopo del procedimento giudiziario è convincere il giudice di un determinato fatto. In termini generali occorre pervenire a una "sostanziale verosimiglianza", mentre una "certezza assoluta" non è richiesta ai fini del convincimento del giudice.

La legge o la giurisprudenza indicano diversi livelli di certezza che spaziano da una "verosimiglianza significativa" a una "verosimiglianza prossima alla certezza". Nel primo caso la presunzione o un certificato sono sufficienti quale standard di prova ai sensi del codice di procedura civile (articolo 274). La prova prima facie porta anch'essa a una riduzione del grado della prova richiesto e svolge un ruolo importante nel superare le difficoltà nel fornire la prova nelle azioni in materia di risarcimento del danno. Se esiste un corso tipico degli eventi per i quali l'esperienza di vita suggerisce uno specifico nesso di causalità o una specifica colpa, tali condizioni sono considerate come provate, anche nei singoli casi, sulla base della prova prima facie.

2 Assunzione delle prove

2.1 L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di parte o anche ad iniziativa del giudice?

Le prove possono essere assunte dal giudice d'ufficio o a seguito di richiesta di una delle parti. Nei procedimenti aventi carattere puramente investigativo (quando il giudice è tenuto a stabilire d'ufficio fatti decisivi ai fini della fattispecie), non è necessaria un'istanza delle parti. Nei procedimenti ordinari ai sensi del codice di procedura civile austriaco, il giudice può assumere d'ufficio ogni prova necessaria per chiarire i fatti materiali (articolo 183 ZPO). Il giudice può chiedere alle parti di fornire la prova documentale, richiedere che venga compiuto un sopralluogo o disporre che la prova sia assunta sotto forma di parere peritale o esame delle parti. Tuttavia, la prova documentale può essere presentata solo se almeno una delle parti vi ha fatto riferimento e può non essere ammessa, così come i testimoni possono non essere sentiti, in caso di opposizione di entrambe le parti. In tutti gli altri casi, la prova è assunta su istanza in tal senso avanzata da una delle parti.

2.2 Una volta accolta la richiesta di parte di assunzione delle prove, quali sono le fasi successive?

In linea di principio, la prova è assunta in udienza. Durante l'udienza "preliminare" (articolo 258 del codice di procedura civile), viene redatta una scaletta del procedimento congiuntamente dal giudice e dalle parti o dai loro rappresentanti, che contiene anche la tempistica per l'assunzione della prova. Tuttavia, ove necessario, l'iter del procedimento può essere nuovamente discusso in qualsiasi momento. Una volta assunta la prova, il risultato è discusso dalle parti (articolo 278 ZPO). La prova deve essere assunta direttamente dal giudice che decide della questione. Nei casi espressamente previsti dalla legge, la prova può anche essere assunta nel corso della procedura di assistenza reciproca. Le parti devono essere citate per l'assunzione della prova e hanno diversi diritti di partecipazione, quali il diritto di porre domande ai testimoni e agli esperti. La prova è sempre assunta dal giudice d'ufficio, in linea di principio anche quando le parti, benché citate, non compaiono.

2.3 In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove?

L'istanza di una parte volta ad assumere una determinata prova può essere respinta se il giudice la ritiene irrilevante (articolo 275, paragrafo 1, del codice di procedura civile) o se è stata presentata con l'intenzione di ritardare l'iter del procedimento (articolo 178, paragrafo 2, articolo 179 e articolo 275, paragrafo 2, del codice di procedura civile). È anche possibile fissare un termine temporale per l'assunzione di una prova che sembra poter rallentare l'iter del procedimento (articolo 279, paragrafo 1, ZPO). Una volta che tale termine è scaduto, la domanda di assunzione della prova può essere respinta. Essa può anche essere respinta come superflua se il giudice ha già maturato il proprio convincimento, se il fatto non necessita di essere provato o se l'assunzione della prova è vietata. Se l'assunzione della prova comporta l'insorgere di costi (nel caso, ad esempio, della prova peritale), è possibile richiedere alla parte ricorrente il pagamento di un anticipo. Se tale parte non provvede a pagare entro il termine fissato, la prova potrà essere assunta soltanto in un momento successivo e se ciò non comporta ritardi nel procedimento.

2.4 Quali sono i mezzi di prova?

Il codice di procedura civile prevede cinque mezzi di prova "classici": la prova documentale (articoli da 292 a 319), la testimonianza (articoli da 320 a 350), il parere peritale (articoli da 351 a 367), l'ispezione giudiziale (articoli da 368 a 370) e l'esame delle parti (articoli da 371 a 383). In linea di principio, ogni fonte di informazione può essere ammessa quale prova e viene classificata come uno dei mezzi di prova sopra indicati in base alla forma che essa assume.

2.5 Quali sono le procedure per l'audizione di testimoni? Sono diverse da quelle per l'assunzione della testimonianza di consulenti tecnici? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di relazioni/pareri di esperti?

I testimoni sono sentiti singolarmente e non alla presenza degli altri testimoni. Ciò impedisce che essi si influenzino reciprocamente nella testimonianza. Se la testimonianza resa risulta contraddittoria, i testi possono essere esaminati insieme. L'esame dei testimoni inizia con domande generali dirette a stabilire se, per un qualche motivo, al teste sia preclusa la testimonianza, se egli abbia diritto di restare in silenzio o se ci siano altri elementi che gli impediscono di rendere il giuramento. Una volta che il teste è stato ammonito a dire la verità ed è stato avvisato circa le conseguenze penali della falsa testimonianza, inizia l'esame vero e proprio che prevede la richiesta ai testimoni di fornire le loro generalità. Ai testimoni sono poi posti i quesiti sulla controversia. Le parti possono partecipare all'assunzione della testimonianza e, se il giudice acconsente, possono porre domande ai testimoni. Il giudice può respingere le domande che appaiano inappropriate. In linea di principio, i testimoni devono essere esaminati direttamente dal giudice chiamato a pronunciarsi, ma è possibile, a determinate circostanze, che i testimoni siano sentiti nell'ambito della mutua assistenza giudiziale (articolo 328 ZPO).

I periti sono chiamati ad "assistere" il giudice. Mentre i testimoni forniscono delle testimonianze riguardanti i fatti, gli esperti mettono a disposizione del giudice conoscenze di cui questi non dispone. Le dichiarazioni dei periti devono essere di norma rese dinanzi al giudice. Un perito può essere convocato anche senza limitazioni dal giudice d'ufficio. I periti devono presentare i loro accertamenti e un loro parere. Un parere orale deve essere fornito durante l'udienza. Le relazioni scritte devono essere illustrate dall'esperto durante l'udienza se le parti lo chiedono. Gli accertamenti e il parere devono essere fondati. Le perizie di parte non sono considerate pareri nel senso del codice di procedura civile e hanno lo status di documenti privati.

La legge austriaca non permette che i procedimenti siano condotti interamente per iscritto. Tuttavia, posto che i mezzi di prova non sono limitati in nessun modo, c'è la possibilità che i testimoni rendano la loro testimonianza per iscritto. Tuttavia, le dichiarazioni scritte dei testimoni sono considerate prove documentali e sono oggetto di una valutazione indipendente del giudice. Se il giudice lo ritiene necessario, i testimoni devono presenziare dinanzi ad esso, salvo che entrambe le parti contestino l'esame del teste.

2.6 Alcuni mezzi di prova hanno più forza di altri?

Nel codice di procedura civile (articolo 272) è sancito il principio della "libera valutazione della prova". La valutazione della prova è l'esame delle risultanze della prova assunta dal giudice. Nel compiere tale valutazione, il giudice non è vincolato da nessuna disposizione di legge in materia di prova ma deve valutare, nel suo convincimento personale, se la prova sia corretta o meno. Non c'è alcuna gerarchia dei mezzi d prova. La prova scritta è considerata come prova documentale salvo si tratti di un parere peritale. I documenti pubblici redatti in Austria si presumono essere autentici, vale a dire si ritiene che siano effettivamente attribuibili al soggetto che li ha emanati. Anche la loro correttezza è pienamente presunta ai fini della prova. Se sottoscritti, anche i documenti privati sono integralmente accettati come prova del fatto che le dichiarazioni ivi contenute provengono dalla persona che li ha firmati. La loro correttezza è sempre oggetto della libera valutazione della prova.

2.7 Per provare determinati fatti, sono obbligatori mezzi di prova specifici?

Il codice di procedura civile austriaco non impone di considerare determinate tipologie di prova in casi specifici. L'importo dalla domanda non incide sulla scelta dei mezzi di prova.

2.8 I testimoni hanno per legge l’obbligo di testimoniare?

I testimoni sono obbligati a comparire in giudizio, a rendere la testimonianza e, se richiesto, a prestare un giuramento. Se un teste debitamente citato omette di presenziare all'udienza senza un motivo sufficientemente valido, il giudice commina in primis una sanzione amministrativa e, se il teste non compare per una seconda volta, ne dispone l'accompagnamento coattivo in udienza. I testi che si rifiutano di rendere la testimonianza, senza fornire alcuna motivazione o fornendo una motivazione ingiustificata, possono essere obbligati a testimoniare. La falsa testimonianza di un teste dinanzi al giudice porta all'apertura di un procedimento penale.

2.9 In quali casi un testimone può rifiutarsi di testimoniare?

Quando sussistono motivi per negare la testimonianza (articolo 321 del codice di procedura penale), il teste può rifiutare di rispondere alle domande o ai quesiti individuali. Non esiste un pieno diritto a negare la testimonianza. Tali motivi sono lo scandalo o il rischio di un'azione penale a carico del teste o di una persona a lui vicina, un danno economico diretto per le medesime persone, gli obblighi riconosciuti dallo Stato di mantenere il silenzio, la potenziale rivelazione di segreti artistici o economici e l'uso di un diritto di voto dichiarato segreto dalla legge. Il giudice deve avvertire il teste di tali motivi prima del loro esame. I testi che desiderano esercitare il diritto di non rispondere devono dichiararne le ragioni.

2.10 Chi si rifiuta di testimoniare può essere obbligato a farlo o incorrere in sanzioni?

Spetta al giudice stabilire se il rifiuto del teste di rendere la dichiarazione sia legittimo. I testi che si rifiutano di rendere la testimonianza senza fornire alcuna motivazione o che forniscono motivazioni che il giudice reputa infondate possono essere obbligati a testimoniare (articolo 354 dell'Exekutionsordnung, codice delle esecuzioni). I testimoni possono essere obbligati a testimoniare mediante la comminazione di multe o, in misura limitata, mediante il ricorso alla reclusione e sono anche responsabili nei confronti delle parti per tutti i danni causati quali risultato di un diniego ingiustificato di fornire la prova.

2.11 Vi sono persone che non possono testimoniare?

La prova non può essere ottenuta da persone che non erano o non sono in grado di testimoniare sui fatti da provare o di comunicare i fatti di cui si sono resi testimoni. Si ritiene che un soggetto sia gravato da un'incapacità fisica "assoluta" a testimoniare (articolo 320, paragrafo 1, ZPO). In caso di minori o di persone che soffrono di patologie psichiatriche, il giudice deve decidere sulla base di una valutazione caso per caso se esse siano in grado di rendere la testimonianza. Esistono anche tre casi di incapacità "relativa" a testimoniare (articolo 320, paragrafi 2, 3 e 4, ZPO), che si applicano ai religiosi rispetto alle informazioni fornite loro in sede di confessione o coperte in altro modo dal vincolo di confidenzialità in ragione della loro posizione, agli ufficiali di Stato rispetto alle informazioni confidenziali di cui sono venuti a conoscenza nello svolgimento della loro attività, salvo operi una qualche eccezione, e ai mediatori rispetto alle informazioni che sono state loro rivelate o che essi hanno ottenuto in altro modo nel corso della mediazione.

2.12 Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni un testimone può essere udito mediante videoconferenza o altri mezzi tecnici?

Il giudice deve porre ai testimoni domande pertinenti sui fatti che devono essere provati mediante la loro testimonianza e rispetto alle circostanze in cui ne sono venuti a conoscenza. Le parti possono partecipare all'esame dei testi e, se il giudice vi acconsente, possono porre loro domande dirette a chiarire o completare la loro testimonianza. Il giudice respinge le domande non pertinenti. Le testimonianze devono essere registrate nel loro contenuto essenziale o, se necessario, letteralmente. I registratori video e audio e i dati registrati sono di norma considerati oggetto di ispezione. L'ispezione è il risultato della percezione sensoriale diretta delle caratteristiche e delle condizioni di determinati elementi da parte del giudice. Tuttavia, in virtù del principio secondo cui la prova dovrebbe essere assunta direttamente, tale prova è ammissibile soltanto se non è disponibile una prova diretta (ad esempio un teste). L'esame di un teste mediante tecnologia video è, in linea di principio, ammesso e tale modalità dovrebbe essere impiegata in luogo dell'esame diretto in sede di esecuzione delle richieste di assistenza giudiziaria per ragioni di economia del processo. Tutti i tribunali sono stati muniti di strumentazione per video conferenza a partire dal 2011.

3 Valutazione delle prove

3.1 Se una parte si è procurata una prova illegalmente, esistono limiti alla facoltà del giudice di utilizzare tale prova ai fini della decisione?

Se una parte viola, al fine di ottenere una prova, un obbligo contrattuale, una disposizione di diritto privato o principi morali generalmente accettati, il giudice ammette e valuta la prova, ma la parte interessata è comunque tenuta al risarcimento del danno. Se, per ottenere la prova, la parte lede una disposizione di diritto penale a tutela di diritti e libertà fondamentali sanciti dalla Costituzione (commettendo, ad esempio lesioni fisiche, sequestro di persona, o coercizione di un teste a rendere la testimonianza), la prova ottenuta è inammissibile e non può essere accettata dal giudice. Se vi è motivo di dubitare che sia stato commesso un reato, il giudice sospende il procedimento civile sino a quando non è resa una sentenza nel procedimento penale. Se la condotta penalmente rilevante commessa per ottenere la prova non lede diritti e libertà fondamentali sancite dalla Costituzione, la parte in questione è considerata penalmente responsabile ma la prova non è inammissibile. Solo la prova ottenuta illegalmente che ha leso l'obbligo del giudice di stabilire la verità e mette quindi a rischio la garanzia che il giudice emani una decisione fondata e accurata è inammissibile.

3.2 In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni avranno valore probatorio?

Anche l'esame delle parti ha valore di prova. Come i testi, le parti sono tenute a presenziare, rendere la testimonianza e prestare giuramento. Le parti non possono però essere obbligate a comparire in tribunale. L'ingiustificata mancata partecipazione della parte al procedimento o la mancata prestazione della testimonianza deve essere giudicata dal giudice alla luce di tutte le circostanze del caso di specie. Solo nei procedimenti di paternità o di divorzio è possibile ricorrere alla forza per garantire che le parti compaiano in giudizio. Il fatto che la parte non dichiari la verità (diversamente da quanto accade per i testimoni) non integra reato salvo che la dichiarazione falsa sia stata resa sotto giuramento. L'esame delle parti può essere disposto d'ufficio dal giudice.


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Ultimo aggiornamento: 02/06/2018

Assunzione delle prove - Polonia

INDICE


1 Onere della prova

1.1 Quali sono le norme sull’onere della prova?

Le questioni relative alle prove e all'assunzione di prove sono disciplinate dal kodeks cywilny (codice civile, articolo 6) e dal kodeks postępowania cywilnego (codice di procedura civile, articoli 227–315).

Ai sensi dell'articolo 6 del codice civile, l'onere di provare la fondatezza di un fatto spetta al soggetto che asserisce conseguenze giuridiche derivanti da tale fatto. L'onere di provare taluni fatti spetterà all'attore, mentre, per taluni altri fatti, ai convenuti.

1.2 Esistono norme che dispensano dal provare certi fatti? In quali casi? È possibile produrre prove per invalidare una determinata presunzione legale?

Eventuali esenzioni dalla norma secondo la quale l'onere di provare un fatto spetta al soggetto che asserisce conseguenze giuridiche derivanti da tale fatto devono essere previste direttamente da un atto legislativo.

In alcuni casi particolari è possibile trasferire l'onere della prova alla controparte, ossia invertire l'onere della prova. Ciò può avvenire se ad esempio le prove vengono distrutte o l'assunzione delle prove viene impedita. Nella giurisprudenza è stata adottata la prassi decisionale secondo la quale ogniqualvolta una parte si comporta in maniera tale da impedire od ostacolare seriamente la dimostrazione dei fatti ad opera della controparte soggetta all'onere della prova, la prima parte deve dimostrare che i fatti asseriti non si sono verificati.

La questione dell'onere della prova è strettamente legata all'istituto delle presunzioni legali. Ai sensi dell'articolo 234 del codice di procedura civile, una presunzione legale è vincolante per l'organo giurisdizionale. Come norma generale, è accettabile respingere una presunzione legale.

Le presunzioni legali che modificano le norme in materia di prove riguardano, ad esempio la buona o cattiva fede (articolo 7 del codice civile), l'assunzione della nascita in vita (articolo 9 del codice civile), l'illegalità (articolo 24, primo comma, del codice civile), l'uguaglianza delle quote dei comproprietari (articolo 197 del codice civile), l'azione consapevole del debitore lesiva degli interessi dei creditori (articolo 527, terzo comma, e articolo 529 del codice civile), il pari valore delle quote di soci in una società di persone di diritto civile (articolo 826, secondo comma, del codice civile).

1.3 In quale misura il giudice deve essere convinto di un fatto per porlo a fondamento della sua decisione?

Conformemente al principio della libera valutazione delle prove (articolo 233 del codice di procedura civile), l'organo giurisdizionale valuta, a proprio giudizio, l'affidabilità e la forza delle prove sulla base di un esame completo delle prove raccolte.

L'organo giurisdizionale può basare la sua condanna esclusivamente su prove raccolte in maniera appropriata, in conformità con i requisiti relativi alle fonti dei mezzi probatori e con il principio di assunzione diretta delle prove.

Anche le perizie sono liberamente valutate dall'organo giurisdizionale.

Inoltre, l'articolo 243 del codice di procedura civile prevede l'istituzione della prova di verosimiglianza. La prova di verosimiglianza è una misura alternativa ai mezzi probatori in senso stretto e non fornisce certezze, ma rende soltanto plausibile una dichiarazione riguardante un fatto. L'assunzione formale delle prove costituisce una norma, mentre dimostrare la verosimiglianza è un'eccezione a favore della parte che invoca un determinato fatto. In materie accidentali, in ragione della loro natura e nei casi espressamente specificati in un atto legislativo, la prova di verosimiglianza è sufficiente.

2 Assunzione delle prove

Qualsiasi asserzione formulata dall'attore o dal convenuto deve essere basata su prove.

2.1 L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di parte o anche ad iniziativa del giudice?

L'organo giurisdizionale può ammettere prove non invocate da una parte, tuttavia tali mezzi probatori devono riguardare soltanto le dichiarazioni di tale parte relative a fatti materiali e controversi se, a giudizio di detto organo, le prove raccolte nel corso del procedimento giudiziario non sono sufficienti per risolverlo (articolo 232 del codice di procedura civile).

2.2 Una volta accolta la richiesta di parte di assunzione delle prove, quali sono le fasi successive?

In linea di principio l'organo giurisdizionale ammette prove su richiesta delle parti, poiché indicare le prove necessarie per risolvere la controversia è un obbligo spettante alle stesse. Tuttavia, l'organo giurisdizionale esamina se l'ammissione di prove invocate dalle parti sia opportuna o necessaria (articolo 236 del codice di procedura civile).

L'organo giurisdizionale dovrebbe emettere una decisione sulle prove ogni volta che assume delle prove, anche quando le ammette ex officio.

Al momento di decidere se ammettere nel procedimento giudiziario le prove presentate da una delle parti, l'organo giurisdizionale dovrebbe valutare:

  • se un dato fatto sia pertinente ai fini del procedimento giudiziario (articolo 227 del codice di procedura civile);
  • se il fatto deve essere provato (può ad esempio trattarsi di una questione di conoscenza comune –articolo 228, primo comma, del codice di procedura civile, oppure di un fatto ammesso dalle parti – articolo 229 del codice);
  • se le prove fornite non sono escluse nella fattispecie (ad esempio articoli 246 e 247 del codice di procedura civile);
  • se il fatto da dimostrare tramite le prove non è stato ancora sufficientemente chiarito o se esse non siano state invocate soltanto per protrarre il procedimento giudiziario (articolo 217, secondo comma, del codice di procedura civile).

2.3 In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove?

L'organo giurisdizionale respingerà la richiesta di una parte di ottenere prove qualora la stessa riguardi fatti non pertinenti per il procedimento giudiziario (articolo 227 del codice di procedura civile), fatti che sono di dominio pubblico, fatti ammessi nel corso del procedimento giudiziario dall'altra parte, se l'ammissione non solleva dubbi, così come fatti noti all'organo giurisdizionale ex officio, anche se in tal caso l'organo giurisdizionale dovrebbe rendere edotte le parti in merito a tali fatti durante l'udienza (articoli 228 e 229 del codice di procedura civile).

L'organo giurisdizionale può ritenere necessario stabilire fatti pertinenti per la risoluzione del procedimento giudiziario se tale conclusione può essere desunta da altri fatti accertati (presunzione di fatto, articolo 231 del codice di procedura civile).

2.4 Quali sono i mezzi di prova?

  • documenti (articoli 244–257 del codice di procedura civile)

I documenti sono dichiarazioni scritte; possono essere ufficiali o privati. In caso di documenti ufficiali redatti in forma appropriata dalle autorità pubbliche competenti, si presume che il loro contenuto certificato ufficialmente sia accurato e che sia stato effettivamente rilasciato dall'autorità emittente.

  • prova testimoniale (articoli 258–277 del codice di procedura civile)

Nessuno può rifiutarsi di testimoniare in veste di testimone, fatta eccezione per i coniugi delle parti, i loro parenti in linea ascendente e discendente, i fratelli e gli affini nella medesima linea e nel medesimo grado, così come i loro genitori adottivi o figli. Il diritto di non rendere testimonianza perdura in seguito alla cessazione del matrimonio o del rapporto di adozione.

  • perizia (articoli 278–291 del codice di procedura civile)

Una perizia è un parere espresso in merito a fatti, stati ed eventi, il cui esame e chiarimento richiede particolari conoscenze specialistiche, che aiuta l'organo giurisdizionale a valutare correttamente i fatti e a risolvere uno specifico procedimento giudiziario.

  • perquisizione (articoli 292–298 del codice di procedura civile)

Una perquisizione consiste nell'esame sensoriale diretto da parte dell'organo giurisdizionale delle proprietà o dello stato di persone, di un luogo o di un oggetto.

  • audizione delle parti (articoli 299–304 del codice di procedura civile)

Qualora una volta esauriti i mezzi probatori o in assenza degli stessi permangano fatti inspiegabili rilevanti per il procedimento giudiziario, l'organo giurisdizionale ordina l'audizione delle parti al fine di chiarire tali fatti.

Quando una persona giuridica è una parte del contenzioso, l'organo giurisdizionale ascolta le persone incluse in un organo autorizzato a rappresentare detta parte.

Inoltre, l'organo giurisdizionale può ammettere prove sotto forma di risultati di esami del gruppo sanguigno, riprese video, riprese televisive, fotocopie, fotografie, piani, disegni, dischi o nastri audio e altri dispositivi che registrano e memorizzano immagini o suoni.

2.5 Quali sono le procedure per l'audizione di testimoni? Sono diverse da quelle per l'assunzione della testimonianza di consulenti tecnici? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di relazioni/pareri di esperti?

Ai sensi dell'articolo 266 del codice di procedura civile, prima dell'audizione il testimone viene informato in merito al suo diritto di non rendere la testimonianza e della responsabilità penale derivante dal prestare falsa testimonianza. Il testimone che deve fornire la prova testimoniale presta giuramento dinanzi all'organo giurisdizionale.

Ai sensi dell'articolo 271, primo comma, del codice di procedura civile, la prova testimoniale viene resa in forma verbale. La prova testimoniale fornita dal testimone viene letta al testimone e integrata sulla base dei suoi commenti, se del caso.

Di norma, i testimoni non ancora ascoltati non possono essere presenti all'udienza di altri testimoni (articolo 264 del codice di procedura civile), mentre i testimoni che forniscono testimonianze contraddittorie possono essere messi a confronto tra loro (articolo 272 del codice di procedura civile).

L'organo giurisdizionale può chiedere a uno o più esperti di fornire i loro pareri, informandoli sull'opportunità che tali pareri siano presentati verbalmente o per iscritto (articolo 278 del codice di procedura civile). L'esperto può rifiutarsi di testimoniare per i medesimi motivi dei testimoni (articoli 280 e 261 del codice di procedura civile). Anche l'esperto presta giuramento a meno che le parti non lo esonerino da tale obbligo. Ogni parere deve contenere una dichiarazione delle ragioni (articolo 285 del codice di procedura civile). Gli esperti possono chiedere una remunerazione per il loro lavoro (articolo 288 del codice di procedura civile).

2.6 Alcuni mezzi di prova hanno più forza di altri?

Non vi sono motivi per accettare una gerarchia formale di mezzi di prova dal punto di vista della loro affidabilità e forza se considerati separatamente dai fatti di un caso specifico. Di norma, l'organo giurisdizionale valuta le prove a propria discrezione (articolo 233 del codice di procedura civile). La sua valutazione dovrebbe tenere conto del principio di cui agli articoli 246 e 247 del codice di procedura civile in base al quale alle prove documentali è riconosciuta una maggiore efficacia rispetto alla testimonianza di testimoni o parti.

2.7 Per provare determinati fatti, sono obbligatori mezzi di prova specifici?

Taluni negozi giuridici impongono una forma appropriata e l'obbligo di utilizzare tale forma specifica può essere introdotto da un atto legislativo o da un accordo tra le parti. Ai sensi dell'articolo 74, primo comma, del codice civile si usano prove scritte (ad probationem) in maniera tale che, se i requisiti di un atto legislativo o di un accordo non sono soddisfatti, il soggetto che non ha effettuato un atto nella forma appropriata sostenga conseguenze procedurali negative in quanto la sua capacità di addurre prove è limitata.

2.8 I testimoni hanno per legge l’obbligo di testimoniare?

Di norma, nessuno può rifiutarsi di testimoniare in veste di testimone. In effetti, rendere una testimonianza è un obbligo sancito dalla legge. Tale obbligo comprende tre requisiti:

  • comparire davanti all'organo giurisdizionale in un determinato momento;
  • testimoniare;
  • prestare giuramento.

2.9 In quali casi un testimone può rifiutarsi di testimoniare?

La legge prevede tuttavia talune eccezioni alla norma secondo la quale nessuno può rifiutarsi di rendere testimonianza ai sensi dell'articolo 261 del codice di procedura civile in base al quale i coniugi delle parti, i loro parenti in linea ascendente e discendente, fratelli e affini nella medesima linea e nel medesimo grado, così come i loro genitori adottivi o figli possono rifiutarsi di testimoniare. Il diritto di non rendere testimonianza perdura anche in seguito alla cessazione del matrimonio o del rapporto di adozione.

Il rifiuto a testimoniare non è accettabile nei procedimenti in materia di stato di famiglia, ad eccezione dei divorzi.

Prima di ascoltare il testimone l'organo giurisdizionale dovrebbe informare il testimone del suo diritto di rifiutarsi di rendere testimonianza e di rifiutarsi di rispondere alle domande. Le ragioni addotte per il rifiuto a rendere testimonianza (presentate per iscritto od oralmente, con riferimento a procedimenti stabiliti per legge) sono verificate dall'organo giurisdizionale.

Una dichiarazione in merito al rifiuto di rendere testimonianza può essere revocata. Tuttavia, dopo aver fornito la prova testimoniale, il testimone non può esercitare il diritto di rifiuto, a meno che non sia stato precedentemente informato del fatto che disponeva di tale diritto.

Il testimone può altresì rifiutarsi di rispondere alle domande se la testimonianza potrebbe esporre lui o i suoi parenti (i suoi coniugi, parenti in linea ascendente e discendente, fratelli, affini nella medesima linea e nel medesimo grado e anche i suoi genitori adottivi o figli) a una responsabilità penale, a disonore o a un danno finanziario grave e diretto oppure se ciò comporterebbe la violazione di un segreto aziendale rilevante.

È prassi comune ritenere che il termine "parenti" non si estenda alle persone che vivono effettivamente insieme come coppia (convivenza).

Un prete può rifiutarsi di rendere testimonianza su fatti che gli sono stati confidati in sede di confessione.

Ai sensi di un'ordinanza di un organo giurisdizionale chiunque deve presentare, nel luogo e nell'ora specificati, qualsiasi documento da lui detenuto in grado di dimostrare un fatto rilevante nel caso di specie, a meno che il documento non contenga informazioni riservate. Possono sottrarsi all'obbligo di cui sopra solo le persone che, per quanto concerne i fatti discussi nel documento, potrebbero rifiutarsi di testimoniare in qualità di testimone o che detengono il documento per conto di terzi i quali, per le medesime ragioni, potrebbero opporsi alla presentazione del documento. Tuttavia, anche in tal caso, un rifiuto a presentare il documento è inaccettabile, se il titolare o il terzo sono tenuti a farlo in riferimento ad almeno una delle parti o se il documento è rilasciato nell'interesse della parte che richiede l'assunzione della prova. Inoltre, una parte non può rifiutarsi di presentare un documento se il danno al quale tale parte si esporrebbe presentando il documento consisterebbe nella perdita del procedimento giudiziario (articolo 248 del codice di procedura civile).

2.10 Chi si rifiuta di testimoniare può essere obbligato a farlo o incorrere in sanzioni?

In caso di rifiuto ingiustificato a rendere testimonianza o a prestare giuramento, l'organo giurisdizionale, dopo aver ascoltato tutte le parti presenti in merito alla validità del rifiuto, infligge una sanzione pecuniaria al testimone (articolo 274 del codice di procedura civile).

Indipendentemente da tale sanzione pecuniaria, l'organo giurisdizionale può fare detenere il testimone per non più di una settimana. L'organo giurisdizionale libera il testimone dalla detenzione se questi testimonia o presta giuramento oppure se il suo procedimento giudiziario viene risolto da un organo giurisdizionale in relazione al quale tale prova testimoniale è stata ammessa (articolo 276 del codice di procedura civile).

2.11 Vi sono persone che non possono testimoniare?

L'organo giurisdizionale, agendo ex officio, dovrebbe impedire di testimoniare a una persona che non è in grado di percepire o di comunicare ciò che percepisce. La cessazione delle cause di tale incapacità può portare alla revoca del divieto di testimoniare. Il trattamento psichiatrico o l'interdizione in quanto tali non possono rendere automaticamente inaffidabile la testimonianza (articolo 259 del codice di procedura civile).

La legge non definisce l'età al di sopra della quale un minore è ritenuto in grado di percepire e di comunicare ciò che percepisce. La possibilità che un minore possa essere ascoltato dipende quindi dalle sue capacità individuali e dal suo grado di sviluppo. Nei casi in materia di diritto matrimoniale la legge prevede limitazioni per quanto riguarda la possibilità di ascoltare minori di età inferiore a 13 anni e i parenti delle parti in linea discendente di età inferiore a 17 anni (articolo 430 del codice di procedura civile).

L'articolo 259 del codice di procedura civile dà adito a una norma generale secondo la quale nessuno può essere ascoltato nel medesimo caso una volta come testimone e una volta come parte in causa. Il rappresentante legale di una parte può quindi essere ascoltato durante l'audizione delle parti. A sua volta, l'avvocato di una parte può essere ascoltato in veste di testimone, tuttavia in tal caso deve rinunciare alla sua procura.

Anche un interveniente non può fungere da testimone (articolo 81 del codice di procedura civile).

Il personale militare e i dipendenti pubblici che non sono stati esentati dall'obbligo di mantenere segrete le informazioni identificate come "secretate" o "riservate" non devono fornire prove testimoniali a meno che non siano stati esonerati dall'obbligo di mantenere il segreto professionale, qualora la loro testimonianza comporterebbe la violazione di tale segreto.

Un mediatore non può essere un testimone per quanto riguarda i fatti dei quali è venuto a conoscenza nel corso della mediazione, a meno che le parti non lo esonerino dall'obbligo di mantenere la segretezza legato alla mediazione (articolo 2591 del codice di procedura civile).

2.12 Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni un testimone può essere udito mediante videoconferenza o altri mezzi tecnici?

Un testimone viene escusso dal giudice. In taluni casi l'organo giurisdizionale può affidare tale incombenza a un giudice designato (articolo 235 del codice di procedura civile). Se la natura delle prove non lo impedisce, l'organo giurisdizionale che presiede può decidere di condurre l'audizione utilizzando dispositivi tecnici che consentano di effettuare l'escussione a distanza.

Le parti hanno il diritto di essere presenti quando i testimoni vengono escussi e di porre loro domande.

I testimoni possono essere escussi mediante videoconferenza e teleconferenza (articolo 10, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1206/2001 del Consiglio relativo alla cooperazione fra le autorità giudiziarie degli Stati membri nel settore dell'assunzione delle prove in materia civile o commerciale).

3 Valutazione delle prove

Di norma, tutto ciò che serve per stabilire fatti rilevanti per il caso può costituire una prova. Il codice di procedura civile non prevede un divieto generale contro l'uso nel contesto di procedimenti giudiziari civili di prove ottenute illecitamente. Tuttavia, un'analisi delle disposizioni della costituzione, delle diverse disposizioni del codice civile e del codice di procedura civile, della legge sulla protezione delle informazioni classificate e dei trattati internazionali ratificati dalla Polonia suffraga la tesi secondo la quale è inaccettabile utilizzare nel contesto di procedimenti giudiziari civili prove acquisite illecitamente.

3.1 Se una parte si è procurata una prova illegalmente, esistono limiti alla facoltà del giudice di utilizzare tale prova ai fini della decisione?

Nei procedimenti giudiziari civili è inammissibile utilizzare prove ottenute in una maniera tale da comportare una violazione e quindi la privazione dei diritti di una persona alla libertà di pensiero, alla libertà di parola, all'intimità e alla libertà personale. Prove ottenute con l'inganno o con una promessa il cui adempimento violerebbe la legge (ad esempio offrire un beneficio pecuniario in cambio di intercettazioni telefoniche) sono considerate illecite.

L'articolo 403, primo comma, punto 2, del codice di procedura civile, stabilisce che una sentenza ottenuta mediante un reato può essere riveduta. La richiesta di cui all'articolo 403, primo comma, punto 2, del codice di procedura civile, è possibile soltanto quando il suo adempimento è confermato da una condanna definitiva. La sentenza deve essere definitiva per garantire la persistenza dei motivi di revisione. Una copia della sentenza deve essere allegata alla richiesta di revisione di una sentenza.

3.2 In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni avranno valore probatorio?

Qualora una volta esauriti i mezzi probatori o in assenza degli stessi permangano fatti inspiegabili rilevanti per il procedimento giudiziario, l'organo giurisdizionale può ascoltare le parti (articolo 299 del codice di procedura civile).


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Ultimo aggiornamento: 26/11/2018

Assunzione delle prove - Portogallo

INDICE


1 Onere della prova

1.1 Quali sono le norme sull’onere della prova?

In relazione all'onere della prova vige il principio secondo cui la parte sulla quale incombe tale onere deve provare i fatti addotti, affinché possa essere accertata la validità degli argomenti presentati in giudizio.

La norma fondamentale sulla ripartizione dell'onere della prova, volta a definire il soggetto obbligato, è contenuta nell'articolo 342 del codice di procedura civile. Ai sensi di tale disposizione, la parte che intende far valere un diritto dovrà provare in giudizio i fatti costitutivi di tale diritto, e la parte contro cui è stato invocato tale diritto dovrà dimostrare i fatti impeditivi, modificativi o estintivi del diritto stesso. Sono impeditivi i fatti che ostacolano l'efficace costituzione del diritto; sono modificativi quelli che alterano la portata del diritto costituito e sono estintivi i fatti che, essendo il diritto validamente costituito, lo estinguono. In caso di dubbio, i fatti devono essere considerati come costitutivi.

Nelle azioni di semplice accertamento negativo, caratterizzate dall'assenza di una richiesta di condanna dell'altra parte e da una mera valutazione dell'inesistenza di un diritto o di un fatto, spetta al convenuto (la parte contro cui è stata intentata la causa) provare gli elementi costitutivi del diritto invocato.

Nelle azioni che devono essere esperite entro un certo termine a decorrere dalla data in cui l'attore (colui che intenta la causa) è venuto a conoscenza di un fatto determinato, spetta al convenuto provare che il termine è già scaduto, fatta salva un'altra disposizione specificamente stabilita dalla legge.

Se il diritto invocato dall'attore è soggetto a condizione sospensiva (evento futuro e incerto dalla cui esistenza le parti lasciano dipendere la produzione degli effetti del negozio giuridico) o al dies a quo (termine allo scadere del quale insorge il diritto), spetta all'attore provare che si è verificata la condizione o che il termine è trascorso. Nel caso in cui il diritto sia soggetto a condizione risolutiva (evento futuro e incerto dalla cui verifica le parti hanno lasciato dipendere la cessazione degli effetti del negozio giuridico) o al dies ad quem (termine allo scadere del quale avviene l'estinzione del diritto), spetta al convenuto provare che si è verificata la condizione o che il termine è trascorso.

Le norme precedenti s'invertono nel caso in cui vi sia una presunzione legale (conseguenza o illazione che la legge trae da un fatto noto per risalire a un fatto ignoto), una dispensa o un esonero dal rispetto delle suddette norme relative all'onere probatorio, oppure se vi sia un accordo valido in tal senso e, in generale, ogniqualvolta lo stabilisca la legge. L'onere della prova è altresì invertito laddove una parte abbia intenzionalmente impedito all'altra di presentare la prova.

L'accordo che inverte l'onere della prova è considerato nullo quando si tratta di diritto indisponibile (diritto di cui la parte non può disporre attraverso semplice manifestazione di volontà in tal senso) o quando l'inversione renda eccessivamente difficile per una delle parti l'esercizio del diritto. Analogamente, è nullo l'accordo che esclude un mezzo di prova legale o ammette un mezzo di prova diverso da quelli stabiliti dalla legge. Se le disposizioni legali relative alla prova si fondano su motivi di ordine pubblico, l'accordo è considerato nullo in qualsiasi circostanza.

Alla prova prodotta dalla parte cui spetta dimostrare un fatto determinato, la controparte può opporre una controprova, al fine di sollevare un dubbio; se tale dubbio insorge, la causa dovrà essere risolta a sfavore della parte incaricata di provare l'esistenza del fatto in esame.

Una prova legale piena può essere confutata unicamente dimostrando che il fatto all'origine della prova è falso, fatte salve altre eventuali restrizioni specificamente stabilite dalla legge.

Spetta a chiunque invochi una norma consuetudinaria, di diritto interno o straniero, provarne l'esistenza e il contenuto, ma il giudice deve adoperarsi d'ufficio per trarne le relative conoscenze. Il giudice ha il dovere di conoscere una norma ex officio ogniqualvolta debba basare la propria decisione su una norma di diritto consuetudinario, interno o straniero, senza che le parti l'abbiano invocata oppure qualora la controparte ne abbia riconosciuto l'esistenza e il contenuto o non abbia presentato opposizione. Qualora non sia in grado di stabilire il contenuto del diritto applicabile, il giudice farà uso delle norme del diritto consuetudinario portoghese.

1.2 Esistono norme che dispensano dal provare certi fatti? In quali casi? È possibile produrre prove per invalidare una determinata presunzione legale?

Sì, tali norme esistono.

Non sono soggetti all'onere della prova i fatti notori, ossia quelli che sono di pubblico dominio.

Ciò vale ugualmente per i fatti che siano noti al giudice in virtù dell'esercizio delle sue funzioni; quando il giudice richiama tali fatti, la relativa prova documentale deve essere allegata al fascicolo di causa.

Analogamente, i soggetti che beneficiano di una presunzione legale (sopra definita) sono dispensati dalla prova di un fatto presunto.

Le presunzioni legali possono essere confutate mediante presentazione della prova contraria, tranne nei casi in cui la legge non ammetta tale prova.

1.3 In quale misura il giudice deve essere convinto di un fatto per porlo a fondamento della sua decisione?

Il giudice valuta liberamente le prove e decide sulla base del proprio prudente convincimento in relazione a ciascun fatto.

Il principio della libera valutazione della prova non può essere utilizzato per dimostrare l'esistenza di fatti rispetto ai quali la legge chieda l'adempimento di formalità specifiche, o per provare i quali sia imposta la produzione di una prova documentale, o in relazione a fatti la cui esistenza sia pienamente provata da prove documentali, dalla presenza di un accordo o da una confessione delle parti.

Il giudice deve prendere in esame tutte le prove prodotte, che provengano o meno dalla parte incaricata di produrle, salvo nei casi in cui la legge escluda l'efficacia della prova di un fatto, qualora non sia prodotta da una determinata parte interessata.

Ogni dubbio sui fatti controversi o sull'onere della prova ha come conseguenza una decisione a sfavore della parte che trae vantaggio dal fatto.

2 Assunzione delle prove

2.1 L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di parte o anche ad iniziativa del giudice?

La legge prevede la possibilità che sia il giudice ad avviare d'ufficio le pratiche per l'acquisizione della prova.

Spetta al giudice eseguire od ordinare, anche d'ufficio, tutte le misure necessarie per appurare la verità e per la giusta composizione della controversia, in quanto ai fatti che è autorizzato a conoscere.

Il giudice può, in qualsiasi fase del procedimento, ordinare la comparizione personale delle parti per deporre su fatti rilevanti per la decisione della causa.

Spetta al giudice, di sua iniziativa o su istanza di una delle parti, richiedere informazioni, pareri tecnici, piantine, fotografie, disegni, oggetti o altri documenti necessari a chiarire la verità. Tale richiesta può essere rivolta a organi ufficiali, alle parti in causa o a terzi.

Ogniqualvolta lo ritenga opportuno, il giudice può procedere all'ispezione di beni o persone, d'ufficio o su istanza delle parti e nel rispetto della riservatezza della vita privata e familiare e della dignità umana, al fine di chiarire qualsivoglia fatto che sia rilevante per la decisione della causa. Il giudice ha la possibilità di recarsi sul luogo in questione o di ordinare di procedere alla ricostruzione dei fatti, qualora lo ritenga necessario.

Nel corso di un procedimento giudiziario, qualora sussistano motivi per presumere che un determinato soggetto, non chiamato a deporre come testimone, sia a conoscenza di fatti rilevanti per la decisione della causa, il giudice è tenuto a ordinare che tale soggetto sia chiamato a deporre in giudizio.

Inoltre, il giudice può ordinare d'ufficio l'assunzione di prove peritali.

2.2 Una volta accolta la richiesta di parte di assunzione delle prove, quali sono le fasi successive?

Le prove sono generalmente presentate insieme alle memorie. Alla fine della domanda, l'attore deve allegare l'elenco dei testimoni e la richiesta di assunzione di altri mezzi di prova; se il convenuto contesta la domanda, deve presentare, con la comparsa di risposta, un elenco di testimoni e una richiesta di assunzione di altri mezzi di prova. Il ricorrente può modificare la richiesta originale dei mezzi di prova, nell'ambito della replica, se del caso, o entro 10 giorni dalla notifica della memoria di difesa. Qualora il convenuto presenti una domanda riconvenzionale e l'attore vi risponda, il convenuto può modificare la richiesta originale di assunzione delle prove entro 10 giorni dall'avvenuta notifica della risposta.

Di norma, l'assunzione della prova avviene nell'udienza finale. A titolo eccezionale, è ammessa la produzione anticipata di prove. Sono considerati mezzi di prova le deposizioni dei testimoni, le prove peritali e le prove ottenute attraverso un'ispezione giudiziaria. Per ottenere l'assunzione anticipata di prove è sufficiente il giustificato motivo di ritenere che diventi impossibile o molto difficile raccogliere la deposizione di alcuni soggetti nel momento processuale appropriato, oppure procedere alla verifica di determinati fatti attraverso una perizia o un'ispezione.

Una volta accolte le domande di assunzione delle prove nel corso dell'udienza preliminare, ove possono essere modificate o, se questa non è prevista dalla pertinente ordinanza, dopo che siano stati ascoltati i rispettivi avvocati, si procede alla convocazione dell'udienza finale.

È inoltre possibile aggiungere o emendare l'elenco dei testimoni fino a 20 giorni prima della data fissata per l'udienza finale e la controparte viene informata di tale possibilità affinché se ne avvalga, se lo desidera, entro cinque giorni.

La produzione di prove nell'udienza finale, fatti salvi i casi in cui le circostanze giustifichino un'alterazione dell'ordine legale da parte del giudice, inizia dalle dichiarazioni delle parti.

Segue, qualora la prova si fondasse su tali mezzi, l'esibizione di filmati o riproduzioni audio.

A tale fase possono seguire chiarificazioni orali da parte dei periti, qualora le parti o il giudice abbiano richiesto la loro comparizione in udienza, cui segue a sua volta un esame delle testimonianze.

Dopo l'assunzione della prova, inizia il dibattito sul merito. In tali dibattiti, gli avvocati espongono le conclusioni de iure e de facto cui sono pervenuti attraverso le prove presentate; ogni avvocato ha diritto a una replica.

Al termine dell'udienza finale, gli atti sono trasmessi al giudice perché deliberi entro 30 giorni. Se non ritiene di avere chiarito in modo sufficiente i fatti, il giudice può tornare in aula, ascoltare i soggetti che ritiene necessario sentire e ordinare tutti i provvedimenti che considera opportuni per dissipare i dubbi.

2.3 In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove?

La richiesta di assunzione delle prove può essere respinta qualora venga presentata al di fuori dei termini legalmente previsti a tal fine.

Una richiesta di assunzione delle prove può essere respinta in tutto o in parte, anche qualora sia stata presentata tempestivamente, nei seguenti casi: il numero di testimoni per un determinato tipo di procedimento è eccessivo (le testimonianze in eccesso devono essere respinte); il giudice considera irrilevante o dilatoria la richiesta di una prova peritale; una persona che potrebbe testimoniare come parte è convocata in qualità di testimone; sono richieste le deposizioni della parte in relazione a fatti contrari alla moralità o criminosi di cui la parte è accusata; oppure alla parte si chiede di testimoniare su fatti che non implicano una confessione. Sono inoltre inammissibili le prove che implicano la violazione di un segreto di Stato o professionale, ovvero del segreto d'ufficio al cui rispetto sono tenuti i dipendenti pubblici, dal quale tuttavia possono essere dispensati conformemente ai termini di legge.

Successivamente, durante l'udienza finale e dopo che i testimoni abbiano prestato giuramento, il giudice effettua un interrogatorio preliminare, mirante a identificare i testimoni e ad accertare se siano parenti, amici o nemici di una parte, se si trovino in rapporto di dipendenza con le parti e se abbiano un interesse diretto o indiretto nella causa. Se dalla risposta si deduce che il dichiarante non è idoneo a testimoniare o non è la persona che era stata chiamata a testimoniare, il giudice non lo ammette a deporre. Solo le persone che non soffrono di anomalie psichiche e che sono fisicamente e mentalmente atte a deporre sui fatti da provare possono rendere una testimonianza; è compito del giudice valutare la capacità naturale dei soggetti chiamati a testimoniare, con l'obiettivo di verificare l'ammissibilità e l'attendibilità delle loro deposizioni.

La prova testimoniale non è ammessa qualora, per disposizione di legge o come stipulato dalle parti, la dichiarazione negoziale debba essere resa per iscritto o provata con un documento scritto. La prova testimoniale non è ammessa neppure quando il fatto è stato interamente provato da un documento o da altro mezzo con pieno valore probatorio. La prova testimoniale è inammissibile se si basa su un accordo contrario o complementare al contenuto di un atto autentico ovvero di un documento privato con pieno valore probatorio, a prescindere dalla circostanza che l'accordo sia anteriore, contemporaneo o posteriore al documento.

2.4 Quali sono i mezzi di prova?

Costituiscono mezzi di prova:

a)      documenti;

b)      confessioni;

c)      deposizioni delle parti in causa;

d)     perizie;

e)      ispezioni giudiziarie;

f)       deposizioni dei testimoni;

g)      presentazione di oggetti;

h)      presunzioni.

2.5 Quali sono le procedure per l'audizione di testimoni? Sono diverse da quelle per l'assunzione della testimonianza di consulenti tecnici? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di relazioni/pareri di esperti?

Non è in virtù del fatto che la prova sia presentata oralmente o per iscritto che emergono differenze tra l'efficacia dimostrativa dei mezzi probatori.

Il giudice è vincolato unicamente dalle prove legali con valore probatorio predeterminato, nei termini e nei limiti specificati dalla legge: atti pubblici o scritture private, la cui autenticità sia accertata con i mezzi previsti dalla legge (v. articoli da 362 a 387 del codice civile), le confessioni (v. articoli da 352 a 360 del codice civile) e le presunzioni legali (articoli da 349 a 350 del codice civile).

Le altre prove sono valutate conformemente al principio della libera valutazione della prova, che non obbedisce ad altre regole se non a quelle dettate dall'esperienza, ossia a giudizi generali e astratti basati su un ragionamento causale. La prova sarà apprezzata in base al convincimento del giudice in relazione a ciascun fatto, tenuto conto delle suddette regole.

2.6 Alcuni mezzi di prova hanno più forza di altri?

La legge attribuisce una diversa efficacia dimostrativa ai vari mezzi probatori.

La libera valutazione dei mezzi di prova viene esclusa, e alcuni mezzi risultano prevalenti su altri, qualora la legge attribuisca uno specifico valore di convincimento a un determinato mezzo probatorio o quando esiga, per l'esistenza o la prova del fatto giuridico, una qualsiasi formalità particolare. Nei casi di prova legale negativa, la legge vieta che determinati mezzi probatori inducano il convincimento del giudice.

In relazione alla produzione di prove mediante l'assunzione di deposizioni testimoniali, l'audizione orale di periti (che, in generale, sono ascoltati solo nell'udienza finale, se risultino necessari chiarimenti orali, poiché il risultato della perizia figura già in una relazione scritta), le ispezioni giudiziarie, le relazioni peritali e i documenti non dotati per legge di particolare forza probatoria, il giudice valuta liberamente le prove prodotte.

L'efficacia dimostrativa delle deposizioni testimoniali è liberamente valutata dal giudice. Tuttavia, la prova testimoniale non può essere assunta in sostituzione di un documento legalmente richiesto o per dimostrare un accordo contrario o aggiuntivo al contenuto di determinati documenti.

Il giudice valuta liberamente la forza probatoria delle risposte dei consulenti, nonché il risultato delle ispezioni giudiziarie.

Gli atti pubblici (ossia gli atti scritti predisposti da autorità o funzionari pubblici competenti, nell'ambito delle loro funzioni) sono considerati una prova piena dei fatti che indicano come realizzati da tali agenti, nonché dei fatti in essi attestati sulla base della comprensione dell'ente che ha emanato gli atti (tale dimostrazione può essere confutata soltanto mediante prova contraria). Le scritture private la cui firma e la cui grafia - o solamente la firma - siano riconosciute o non contestate dalla parte nei cui confronti viene fatta valere la scrittura, o quando tale parte dichiari di non sapere se la firma e la grafia le appartengono, nonostante il fatto che le siano state attribuite, o le scritture private considerate autentiche legalmente e giudizialmente, e quelle la cui firma o grafia sia stata autenticata ai sensi della legislazione notarile, costituiscono piena prova in quanto alle dichiarazioni attribuite al rispettivo autore, fatte salve la contestazione e la prova della falsità del documento. I fatti contemplati nella dichiarazione sono considerati dimostrati nella misura in cui risultino contrari agli interessi del dichiarante; tuttavia, la dichiarazione ha un carattere indivisibile. Le scritture private autenticate ai sensi della legge notarile hanno valore probatorio di atti autentici, ma non sostituiscono questi ultimi nei casi in cui la legge richiede documenti di tale natura perché l'atto sia considerato valido.

Una confessione giudiziaria scritta ha pieno valore probatorio contro la parte confitente. Una confessione stragiudiziale, nella forma di una scrittura pubblica o privata, è considerata una prova nei termini applicabili a tali documenti e, qualora sia stata resa alla controparte o al suo rappresentante, ha pieno valore probatorio.

Una confessione stragiudiziale non trasposta in un documento materiale non può essere provata dai testimoni nei casi in cui non sia ammessa la prova testimoniale; qualora tale prova sia ammessa, il giudice ne valuta liberamente il valore probatorio.

Le confessioni giudiziali non scritte e le confessioni stragiudiziali rese a un terzo o contenute in un testamento sono valutate liberamente dal giudice.

Una confessione non costituisce una prova sfavorevole alla parte confitente nei seguenti casi: a) se è considerata insufficiente dalla legge o se riguarda fatti il cui riconoscimento o la cui ricerca è vietata dalla legge; b) se riguarda fatti relativi a diritti indisponibili; c) se il fatto confessato è impossibile o chiaramente inesistente.

2.7 Per provare determinati fatti, sono obbligatori mezzi di prova specifici?

Sì, è quanto prevede il diritto portoghese.

Quando la legge esige, come forma di dichiarazione negoziale, un documento conforme a determinate formalità, tale documento non può essere sostituito da un altro mezzo di prova o da un altro documento di forza probatoria inferiore.

Laddove la legge esiga, in relazione all'esistenza o alla prova del fatto giuridico, una qualsiasi formalità speciale, essa non può essere oggetto di deroga.

2.8 I testimoni hanno per legge l’obbligo di testimoniare?

Tutti i soggetti, siano parti in causa o no, sono tenuti a collaborare per scoprire la verità, rispondendo alle domande che sono loro rivolte, sottoponendosi alle indagini necessarie, mettendo a disposizione quanto sia stato richiesto e compiendo gli atti stabiliti.

2.9 In quali casi un testimone può rifiutarsi di testimoniare?

Possono rifiutarsi di deporre come testimoni, salvo nelle azioni che abbiano come oggetto la verifica della nascita o del decesso dei figli:

  • gli ascendenti nelle cause dei discendenti e gli adottandi in quelle degli adottati, e viceversa;
  • il suocero o la suocera nelle cause del genero o della nuora, e viceversa
  • uno dei due coniugi, o ex coniugi, nelle cause in cui l'altro coniuge o ex coniuge sia parte in giudizio;
  • chi convive o abbia convissuto in un'unione di fatto in condizioni analoghe a quelle dei coniugi con una delle parti in causa.

Spetta al giudice informare i soggetti summenzionati della facoltà di rifiutare di deporre.

È considerato legittimo il rifiuto di deporre eccepito da testimoni tenuti al segreto professionale, d'ufficio e di Stato, relativamente ai fatti coperti da tale segreto.

2.10 Chi si rifiuta di testimoniare può essere obbligato a farlo o incorrere in sanzioni?

I soggetti che rifiutano di testimoniare, conformemente alla risposta data alla precedente domanda, non incorrono in sanzioni né sono tenuti a collaborare con il giudice, poiché si tratta di un loro diritto.

2.11 Vi sono persone che non possono testimoniare?

Sì, esistono soggetti le cui deposizioni non possono essere assunte.

Si tratta, ad esempio, dei soggetti interdetti per anomalia psichica e tutti coloro che non sono fisicamente o mentalmente atti a deporre sui fatti che costituiscono oggetto di prova.

Spetta al giudice valutare la capacità naturale dei soggetti chiamati a testimoniare.

Coloro che nella causa possono deporre come parti, non possono rendere una deposizione testimoniale.

2.12 Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni un testimone può essere udito mediante videoconferenza o altri mezzi tecnici?

I testimoni depongono nell'udienza finale, di persona o mediante teleconferenza, eccetto quando:

  • si proceda a un'audizione anticipata (nei casi in cui esista il fondato timore che diventi impossibile o molto difficile assumere la deposizione di un determinato soggetto);
  • si proceda inviando una lettera rogatoria al consolato portoghese;
  • l'audizione avvenga presso la residenza del testimone o la sede dei servizi (prerogativa concessa al Presidente della Repubblica e agli agenti diplomatici stranieri in condizioni di reciprocità);
  • sussista l'impossibilità di comparire in tribunale;
  • sia utilizzata la prerogativa di deporre per iscritto.

Il testimone depone in modo preciso, indicando le sue motivazioni e qualsiasi circostanza che possa giustificare la sua conoscenza dei fatti; i motivi addotti dovranno essere, per quanto possibile, dettagliati e fondati.

L'interrogatorio viene condotto dall'avvocato della parte che ha citato il testimone. L'avvocato della controparte può rivolgere al testimone domande utili per completare o chiarire la deposizione, in relazione ai fatti sui quali ha deposto.

Il giudice deve impedire che gli avvocati trattino incivilmente il testimone e facciano domande o considerazioni impertinenti, tendenziose, capziose o vessatorie.

L'interrogatorio e il controinterrogatorio sono condotti dai rappresentanti delle parti, fatti salvi i chiarimenti richiesti dal giudice e le domande che quest'ultimo ritenga opportune per appurare la verità.

Il giudice condurrà l'interrogatorio, laddove risulti necessario, per garantire la serenità del testimone o per porre fine a domande inopportune.

Il testimone, prima di rispondere alle domande che gli sono rivolte, può consultare il fascicolo, esigere che gli siano mostrati determinati documenti in esso contenuti, oppure presentare documenti volti a corroborare la sua deposizione; sono ammessi e inclusi nel fascicolo solo i documenti che la rispettiva parte non poteva produrre.

3 Valutazione delle prove

3.1 Se una parte si è procurata una prova illegalmente, esistono limiti alla facoltà del giudice di utilizzare tale prova ai fini della decisione?

Le prove ottenute illegalmente non possono essere prese in considerazione dal giudice.

3.2 In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni avranno valore probatorio?

Sì, oltre al succitato diritto delle parti di testimoniare, l'ordinamento portoghese conferisce alle parti la facoltà di rendere dichiarazioni.

Effettivamente, fino al momento iniziale della fase orale del procedimento di primo grado, le parti possono chiedere il permesso di rendere una dichiarazione sui fatti che le hanno coinvolte personalmente o dei quali hanno avuto una conoscenza diretta.

Il giudice valuta liberamente le dichiarazioni delle parti, tranne quando contengano una confessione.

Al riguardo, consultare la risposta alla domanda 2.6.

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Normativa applicabile

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Ultimo aggiornamento: 30/04/2018

Assunzione delle prove - Romania

INDICE


1 Onere della prova

Il fondamento giuridico principale è contenuto negli

articoli da 249 a 365 del Codul de procedură civilă (codice di procedura civile).

1.1 Quali sono le norme sull’onere della prova?

Ciascuna parte è tenuta a dimostrare le dichiarazioni rese nel corso di un procedimento, salvo in alcuni casi espressamente previsti dalla legge. L’attore è tenuto a provare l’istanza presentata, mentre in caso di obiezioni avanzate dal convenuto l’onere della prova ricade su questo ultimo. Tuttavia, qualora entri in gioco una presunzione, l’onere della prova può passare dalla parte cui sarebbe spettato alla controparte.

1.2 Esistono norme che dispensano dal provare certi fatti? In quali casi? È possibile produrre prove per invalidare una determinata presunzione legale?

Non è necessario dimostrare elementi che l’autorità giudiziaria è tenuta a conoscere d’ufficio.

Si considera che i giudici abbiano conoscenza delle leggi in vigore in Romania. Tuttavia, la parte interessata è tenuta a provare le norme non pubblicate nel Monitorul Oficial (Gazzetta ufficiale della Romania) o con altri mezzi, le convenzioni, i trattati e gli accordi internazionali applicabili in Romania ma non integrati nella legislazione nazionale, così come il diritto consuetudinario internazionale. Le disposizioni normative incluse in documenti classificati possono essere provate e consultate soltanto alle condizioni prescritte dalla legge. Il giudice può decidere di sua iniziativa di prendere conoscenza delle leggi di uno Stato estero invocate in tribunale. Il diritto di uno Stato estero deve essere dimostrato in conformità alle disposizioni del Codul civil (codice civile) relative al contenuto delle normative estere.

Se un determinato fatto è noto alla generalità delle persone o incontestato, il giudice può decidere che, date le circostanze del caso, non sia necessario dimostrarlo. Le usanze, le norme di condotta e le pratiche stabilite tra le parti devono essere dimostrate dalla parte che le adduce quali prove. Le disposizioni e regolamentazioni locali devono essere provate dalla parte che le invoca solo su richiesta del giudice.

Le presunzioni sono conclusioni che la legge o l’autorità giudiziaria estrapola da un fatto noto per determinare un fatto non noto. L’esistenza di una prezumţiă legală (presunzione legale) esenta la persona che ne beneficia dall’onere della prova per il fatto ritenuto dimostrato dalla legge. Una presunzione legale può essere confutata da una prova contraria, se non diversamente previsto dalla legge.

1.3 In quale misura il giudice deve essere convinto di un fatto per porlo a fondamento della sua decisione?

Le prove devono essere ammissibili e pertinenti per l’esito del procedimento. Dopo avere ammesso la prova di determinati fatti, il giudice deciderà liberamente e di sua iniziativa se ritenerli dimostrati, eccetto nei casi per cui la legge prevede altrimenti.

2 Assunzione delle prove

2.1 L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di parte o anche ad iniziativa del giudice?

Se non diversamente previsto dalla legge, le prove devono essere addotte dall’attore nella domanda e dal convenuto nella difesa, a pena di decadenza della prova. Laddove le prove addotte non siano sufficienti per chiarire appieno il caso, il giudice chiederà alle parti di integrarle. Allo stesso modo, il giudice può, di sua iniziativa, attirare l’attenzione delle parti sulla necessità di addurre ulteriori prove e può altresì disporre che vengano assunte altre prove anche senza il consenso delle parti.

Su richiesta delle parti è possibile assumere le seguenti prove: documenti, perizie, deposizioni di testimoni, ispezioni in loco e interrogatori di una parte su richiesta della controparte. Il nuovo codice di procedura civile disciplina anche i mezzi di prova fisici, che potrebbero essere pertinenti per alcune categorie di azioni civili (ad esempio, le cause di divorzio).

2.2 Una volta accolta la richiesta di parte di assunzione delle prove, quali sono le fasi successive?

In primo luogo, il giudice valuta se le prove proposte dalla parti siano ammissibili e, in secondo luogo, formula una decisione in cui presenta i fatti da provare, le prove consentite e gli obblighi delle parti relativi all’assunzione delle prove. Nella misura del possibile l’assunzione della prove avverrà nel corso della stessa udienza di ammissione delle prove.

L’assunzione delle prove è disciplinata da alcune regole essenziali: le prove sono assunte nell’ordine stabilito dal giudice; nella misura del possibile, le prove devono essere assunte nel corso della stessa seduta; le prove sono assunte prima del dibattimento nel merito; nella misura del possibile, la prova e la prova contraria sono assunte nello stesso momento.

A meno che la legge non disponga diversamente, l’assunzione delle prove si svolge în camera de consiliu (a porte chiuse), presso il tribunale adito. Se per ragioni obiettive è possibile procedere all’assunzione delle prove solo in un altro luogo, le prove saranno assunte in base a rogatoria da un tribunale dello stesso livello oppure, laddove non vi siano autorità giudiziarie di analogo livello nel luogo in questione, da un organo giudiziario di grado inferiore.

2.3 In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove?

Le prove possono essere utilizzate soltanto se soddisfano alcuni requisiti: legalitate (legalità), verosimilitate (verosimiglianza), pertinenţă (pertinenza) e concludenţă (validità). A livello di legalità, la prova proposta deve essere un mezzo di prova previsto e consentito dalla legge. Sul piano della verosimiglianza, la prova richiesta non deve essere contraria alle leggi naturali universalmente riconosciute. In termini di pertinenza, la prova deve essere relativa all’oggetto del processo, nello specifico ai fatti da dimostrare a sostegno della domanda o difesa proposta dalle parti. Infine, per essere ammissibili le prove devono inoltre essere plausibili e condurre a una risoluzione del contenzioso.

Il giudice è tenuto a respingere le richieste di integrazione di documenti il cui contenuto riguardi questioni strettamente personali relative alla dignità o alla vita privata di una persona, la cui integrazione comporti la violazione di un obbligo di riservatezza o l’avvio di procedimenti penali nei confronti della parte, del coniuge o di qualsiasi familiare per legame di consanguineità o di matrimonio fino al terzo grado di parentela incluso.

Non sono ammesse prove testimoniali per dimostrare operazioni legali di un valore superiore a 250 RON, per le quali la legge richiede una prova scritta. Inoltre, non sono accolte le testimonianze contrarie al contenuto di un documento formale.

La prova è proposta dall’attore nella domanda o dal convenuto nella difesa. Le prove non proposte in questo modo possono essere chieste e accolte dal giudice nelle situazioni seguenti: la raccolta di nuove prove è dovuta a una modifica della domanda; la necessità di ottenere prove sorge nel corso del procedimento senza che la parte potesse prevederlo; la parte dimostra al giudice che, per giustificati motivi, non è stata in grado di addurre le prove richieste entro i termini prescritti; l’assunzione delle prove non comporta un rinvio del processo; tutte le parti hanno espressamente dato il loro consenso.

2.4 Quali sono i mezzi di prova?

Un’operazione legale o un fatto possono essere dimostrati attraverso documenti, testimonianze, presunzioni, dichiarazioni delle parti (di loro iniziativa o in risposta a un interrogatorio), perizie, prove fisiche, ispezioni in loco o altri tipi di prove previsti dalla legge.

2.5 Quali sono le procedure per l'audizione di testimoni? Sono diverse da quelle per l'assunzione della testimonianza di consulenti tecnici? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di relazioni/pareri di esperti?

I testimoni sono proposti dalle parti e più specificatamente dall’attore nella domanda o dal convenuto nella difesa. Dopo avere accolto la prova testimoniale, il giudice convoca i testimoni per un’udienza.

Qualora ritenga opportuno avvalersi di una consulenza tecnica per chiarire i fatti, il giudice, su richiesta delle parti o di sua iniziativa, nominerà uno o tre esperti ed emetterà una decisione per definire gli aspetti su cui dovrà vertere il parere e i tempi massimi di elaborazione. Le conclusioni degli esperti vengono raccolte in una perizia. Su richiesta delle parti o del giudice, può essere chiesta per motivate ragioni una nuova perizia formulata da un altro esperto.

Per quanto concerne le prove documentali, ciascuna parte può trasmettere una copia debitamente certificata dei documenti che intende utilizzare durante il processo. La parte deve inoltre portare con sé ed essere in grado di presentare in tribunale l’originale su richiesta. In caso contrario il documento non verrà preso in considerazione. Il giudice può disporre la produzione di un documento in possesso di una parte, laddove il documento sia comune alle parti del processo e qualora la parte stessa vi abbia fatto riferimento durante il processo o abbia l’obbligo di presentarlo. Se un documento è detenuto da una delle parti e non può essere presentato in tribunale, è possibile delegare un giudice dinanzi al quale le parti possono esaminare il documento nel luogo in cui si trova. Nel caso in cui un documento sia detenuto da un terzo, costui può essere citato a comparire per testimoniare e gli può essere chiesto di portare con sé il documento.

Le prove vengono assunte a porte chiuse dal giudice competente. Se le prove devono essere assunte in un altro luogo, l’assunzione delle prove sarà effettuata da un giudice delegato dello stesso livello o da un organo giurisdizionale di grado inferiore qualora in quel luogo non ve ne siano dello stesso livello. Se il tipo di prove lo permette e previo consenso delle parti, il giudice che assume le prove può decidere di non citare le parti a comparire.

2.6 Alcuni mezzi di prova hanno più forza di altri?

I mezzi di prova hanno forza eguale, ad eccezione dei casi previsti dalla legge.

I documenti in forma autentică (autentici) sono spesso accettati dalle parti per i vantaggi che comportano, tra cui una presunzione di autenticità, che dispensa la parte che presenta un documento autentico dall’onere della parte la parte che presenta un documento autentico.

2.7 Per provare determinati fatti, sono obbligatori mezzi di prova specifici?

Come prova di un’operazione legale di valore superiore a 250 RON sono ammesse solo prove documentali, benché esistano alcune eccezioni in cui sono ammesse anche le deposizioni di testimoni.

I documenti autentici forniscono prove conclusive sinché non vengono dichiarati falsi, dinanzi a chiunque, delle constatazioni personali di un fatto da parte del soggetto che ha autenticato il documento conformemente alla legge. Le dichiarazioni rese dalle parti e iscritte in documenti autentici possono essere considerate prove sino alla prova del contrario.

Nel caso in cui vi siano presunzioni lasciate alla discrezione del giudice, questi può avvalersene soltanto se presentano valenza e forza sufficienti per rendere probabile il fatto presunto. Presunzioni di questo tipo possono essere accolte soltanto se la legge ammette la prova testimoniale.

2.8 I testimoni hanno per legge l’obbligo di testimoniare?

Cfr. risposta alla domanda 2.11.

2.9 In quali casi un testimone può rifiutarsi di testimoniare?

Il codice di procedura civile non prevede motivi per cui un testimone possa rifiutarsi di testimoniare. Si limita a specificare i soggetti che non possono essere sentiti quali testimoni e quelli che sono esentati dall’obbligo di deporre in giudizio. Cfr. risposta alla domanda 2.11.

2.10 Chi si rifiuta di testimoniare può essere obbligato a farlo o incorrere in sanzioni?

L’autorità giudiziaria commina sanzioni pecuniarie ai testimoni che non si siano presentati o che si siano rifiutati di testimoniare. Qualora una parte non si presenti dopo il primo atto di citazione, il giudice può emettere un mandat de aducere (mandato per l’accompagnamento coattivo in tribunale). Per le questioni d’urgenza, il giudice può disporre un mandato anche per la prima udienza.

Se una parte non si presenta o si rifiuta di rispondere all’interrogatorio, il giudice può considerare la scelta una testimonianza a pieno titolo o una prova iniziale a favore della parte che ha proposto di interrogare il testimone.

2.11 Vi sono persone che non possono testimoniare?

Non possono testimoniare i familiari per legami di consanguineità e matrimonio sino al terzo grado di parentela incluso, i coniugi e gli ex coniugi, i futuri sposi o conviventi, le persone che hanno legami di ostilità o interesse con una delle parti, le persone private per decisione giudiziaria del diritto di gestire le loro proprietà (sub interdicţie judecătorească) e le persone condannate per falsa testimonianza. Nelle cause in materia di filiazione, divorzio o altre relazioni con familiari per legami di consanguineità e matrimonio, ad eccezione dei discendenti.

Sono esentati dal deporre testimonianza:

  • ministri del culto, personale sanitario, farmacisti, avvocati, notai pubblici, ufficiali giudiziari, mediatori, ostetriche e infermiere e altri professionisti tenuti per legge a osservare vincoli di riservatezza o il segreto professionale riguardo a fatti di cui sono venuti a conoscenza nell’esecuzione delle loro funzioni o la pratica delle rispettive professioni, anche dopo avere cessato l’attività;
  • giudici, procuratori e funzionari pubblici, anche dopo il termine delle rispettive funzioni, riguardo a circostanze confidenziali di cui sono venuti a conoscenza durante il loro mandato;
  • coloro che, rispondendo all’interrogatorio, potrebbero esporre se stessi, i parenti, il coniuge, l’ex-coniuge, ecc., al rischio di essere oggetto di un’azione penale o del disprezzo dell’opinione pubblica.

2.12 Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni un testimone può essere udito mediante videoconferenza o altri mezzi tecnici?

Il giudice cita i testimoni e decide l’ordine in cui verranno sentiti. Prima di essere sentiti, i testimoni vengono identificati ed è chiesto loro di prestare giuramento. Ciascun testimone è sentito separatamente. In primo luogo, il testimone risponde alla domande poste dal presidente del tribunale e, in secondo luogo, previa autorizzazione del presidente, alle domande poste dalla parte che ne ha proposto la deposizione e dalla controparte. I testimoni che non possano presentarsi dinanzi al giudice possono essere sentiti nel luogo in cui si trovano.

Non vi sono disposizioni giuridiche che disciplinano le registrazioni audio o video delle testimonianze, che sono comunque ammissibili. Possono successivamente essere trascritte, su richiesta della parte interessata, conformemente alla legge.

3 Valutazione delle prove

3.1 Se una parte si è procurata una prova illegalmente, esistono limiti alla facoltà del giudice di utilizzare tale prova ai fini della decisione?

Se la parte che ha presentato un documento ribadisce l’intenzione di avvalersene, anche laddove siano state sollevate accuse di falso al riguardo mai ritirate e sia indicato l’autore del falso o un complice, il giudice può sospendere il processo e contestualmente deferire per un’inchiesta alla procura competente il documento presumibilmente falso, corredato di una relazione elaborata a tal fine. Nel caso in cui non sia possibile avviare o proseguire un’azione penale, l’indagine sulla falsificazione sarà condotta dallo stesso giudice civile.

D’altro canto, il giudice infliggerà una sanzione pecuniaria a chi dovesse sollevare una contestazione in cattiva fede in marito a un documento, alla firma di un documento o all’autenticità di una registrazione audio o video.

Nel valutare le deposizioni dei testimoni, il giudice terrà conto della loro sincerità e delle circostanze in cui sono venuti a conoscenza dei fatti che costituiscono l’oggetto della testimonianza. Laddove, in seguito al procedimento, il giudice sospetti che un testimone abbia deposto falsa testimonianza o sia stato corrotto, elaborerà una relazione e deferirà il caso all’organo giurisdizionale penale competente.

3.2 In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni avranno valore probatorio?

Sono considerate prove le dichiarazioni di una parte circa un fatto su cui la controparte basa la domanda o la difesa. Una dichiarazione resa in tribunale costituisce una prova a pieno titolo contro chi l’ha pronunciata. Il giudice è tenuto a prendere in considerazione l’intera dichiarazione e non può estrapolarne solo alcune parti, a meno che queste non siano correlate a fatti distinti non correlati gli uni agli altri. Il giudice può decidere a sua discrezione di esaminare dichiarazioni stragiudiziali, soggette ai requisiti di ammissibilità e di assunzione delle prove previste per le altre prove dal diritto consuetudinario.

Il giudice può decidere di citare a comparire entrambe le parti per un interrogatorio su azioni personali, se pertinenti ai fini della risoluzione del caso.

Link pertinenti

Il link si apre in una nuova finestrahttp://www.just.ro/


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Ultimo aggiornamento: 27/11/2018

Assunzione delle prove - Slovenia

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INDICE


1 Onere della prova

Le norme regolanti l’assunzione, la presentazione e i metodi di assunzione delle prove sono contenuti nel codice di procedura civile (Zakon o pravdnem postopku, in prosieguo “ZPP”).

1.1 Quali sono le norme sull’onere della prova?

Secondo la regola generale, le parti devono indicare tutti i fatti su cui si basano le loro richieste e obiezioni e devono presentare i relativi elementi di prova (articoli 7 e 212, ZPP).

Gli istanti devono comprovare i fatti che sono all’origine delle loro richieste e le controparti devono comprovare i fatti che sono alla base delle loro obiezioni. Il diritto sostanziale determina quale delle parti deve affermare e comprovare un determinato fatto. Qualora un fatto non sia stato comprovato, le relative conseguenze ricadono sulla parte che, in base alle norme di diritto sostanziale, deve affermare e comprovare tale fatto (articoli 7 e 215, ZPP).

1.2 Esistono norme che dispensano dal provare certi fatti? In quali casi? È possibile produrre prove per invalidare una determinata presunzione legale?

L’oggetto dell’istruzione probatoria sono i fatti sui quali si basano le richieste e le obiezioni, le regole scientifiche e professionali e le regole derivanti dall’esperienza, ma non le norme giuridiche. Il principio applicato alle norme giuridiche è che esse devono essere note al giudice d’ufficio (iura novit curia).

Non sono richieste prove per i fatti che sono riconosciuti da una parte in un procedimento dinanzi al giudice. Il giudice può ordinare che sia comprovato un fatto già riconosciuto qualora ritenga che la parte abbia riconosciuto tale fatto con l’intenzione di far valere una richiesta che non può azionare (articolo 3, terzo comma, ZPP).

Sono considerati accertati i fatti che non sono negati da una parte o che vengono negati senza motivazione, salvo che l’obiettivo del diniego derivi da altre dichiarazioni della parte stessa. Una parte può evitare l’effetto di tale presunzione legale dichiarando che non riconosce i fatti in questione; tuttavia, tale possibilità è limitata ai fatti che non riguardano il comportamento o la percezione della parte interessata.

Non sono richieste prove per i fatti che sono riconosciuti e generalmente noti (articolo 214, primo e sesto comma, ZPP).

Il giudice considera un fatto riconosciuto come base per il suo giudizio senza verificarne la veridicità (articolo 214, primo comma, ZPP), a meno che non ritenga che la parte abbia riconosciuto tale fatto con l’intenzione di far valere una richiesta che non può azionare (articolo 3, terzo comma, ZPP).

Non devono essere provati i fatti per i quali vigono presunzioni legali; tuttavia in tali casi è ammessa la prova contraria, salvo diverse disposizioni di legge (articolo 214, quinto comma, ZPP).

1.3 In quale misura il giudice deve essere convinto di un fatto per porlo a fondamento della sua decisione?

Per decidere sul merito relativamente a una domanda giudiziale, il giudice deve avere un grado elevato di prove materiali ed essere convinto dei fatti rilevanti dal punto di vista giuridico.

A volte anche una dimostrazione di probabilità è sufficiente per emettere una decisione, in particolare quando si tratta di decisioni procedurali intermedie che non concludono un procedimento e mediante le quali il giudice dirime questioni procedurali intermedie. Affinché il giudice applichi una norma di procedura specifica, va dimostrato che i fatti rilevanti a livello giuridico sono probabili; non è tuttavia necessario che il giudice sia convinto della loro esistenza. Il codice di procedura civile non definisce i fatti la cui probabilità può essere dimostrata per poter prendere in considerazione una determinata norma.

2 Assunzione delle prove

2.1 L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di parte o anche ad iniziativa del giudice?

Conformemente al principio del contraddittorio, sono soprattutto le parti che richiedono l’assunzione delle prove.

Il giudice può assumere prove anche motu proprio (articolo 7, secondo comma, ZPP) se ritiene che le parti intendano fare un uso inammissibile delle loro richieste (articolo 3, terzo comma, ZPP).

Il giudice assume prove ex officio nell’ambito delle controversie che riguardano i rapporti genitoriali, qualora non sia vincolato da una richiesta delle parti e anche in assenza di tale richiesta; il giudice può accertare d’ufficio fatti che nessuna parte abbia dichiarato, se ciò risulti necessario per tutelare gli interessi del minore (articolo 408, ZPP).

2.2 Una volta accolta la richiesta di parte di assunzione delle prove, quali sono le fasi successive?

Il giudice decide quale prova viene assunta per stabilire i fatti decisivi (articolo 213, secondo comma, e articolo 287, ZPP), adotta una decisione sulle prove, mediante la quale accetta o respinge le istanze delle parti, e può inoltre ordinare motu proprio l’assunzione di determinate prove.

Se la richiesta della parte relativa alle prove è approvata mediante decisione del giudice, tale decisione viene eseguita e si procede all’effettiva assunzione della prova. Il giudice non è vincolato dalla propria decisione sulle prove, ma può modificarla nel corso del procedimento e assumere prove per le quali aveva respinto una richiesta precedente, nonché assumere nuove prove (articolo 287, quarto comma, ZPP).

Le prove vengono generalmente assunte durante il dibattimento dinanzi al giudice che adotta la decisione definitiva (articolo 217, primo comma, ZPP). Se vi sono ragioni valide, le prove possono essere assunte su richiesta dinanzi a un giudice specifico (articolo 217, primo comma, ZPP). In casi eccezionali è inoltre possibile l’assunzione di prove dopo la conclusione del dibattimento, qualora il collegio giudicante decida di riaprirlo. Tale riapertura viene disposta, ove necessario, allo scopo di integrare il procedimento o di chiarire alcune questioni importanti (articolo 292, ZPP).

2.3 In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove?

Il codice di procedura civile prevede specificamente che l’assunzione di una prova possa essere rifiutata soltanto qualora tale prova sia irrilevante per la decisione (articolo 287, ZPP), ossia non serva ad accertare i fatti giuridicamente rilevanti. Il codice non prevede tuttavia alcuna misura particolare per quanto riguarda le possibilità di rigetto delle prove inammissibili o delle prove la cui assunzione è antieconomica o non fattibile.

Una parte può dichiarare tutti i fatti che giustificano la sua richiesta, addurre gli elementi probatori richiesti per confermare la veridicità delle sue affermazioni e dichiarare la propria posizione rispetto alle asserzioni e ai fatti addotti dalla controparte al più tardi durante il primo dibattimento. Di conseguenza, il giudice non tiene conto delle prove che sono state fornite da una parte tardivamente. Di norma, alle parti è preclusa la possibilità di presentare prove nelle udienze successive (articolo 286, ZPP). Fa eccezione unicamente il caso in cui una parte riesca a dimostrare che ragioni indipendenti dalla sua volontà le hanno impedito di presentare le prove durante la prima udienza (articolo 286, quarto comma, ZPP).

Per quanto riguarda le prove inammissibili e le prove che non è possibile ottenere, è importante rispettare l’articolo 3, terzo comma, ZPP, che stabilisce che il giudice non riconoscerà le richieste delle parti che siano contrarie a norme cogenti o a regole e norme morali.

2.4 Quali sono i mezzi di prova?

Il codice di procedura di civile prevede ispezioni, documenti, audizione di testimoni, audizione di periti e audizione delle parti.

2.5 Quali sono le procedure per l'audizione di testimoni? Sono diverse da quelle per l'assunzione della testimonianza di consulenti tecnici? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di relazioni/pareri di esperti?

Testimoni. Chiunque venga convocato come testimone deve presentarsi e, salvo altrimenti disposto per legge, deve rendere testimonianza (articolo 229, primo comma, ZPP). I testimoni sono sentiti su proposta di una parte, che deve indicare su cosa il testimone è chiamato a testimoniare e specificarne i dati personali (articolo 236, ZPP). I testimoni sono chiamati a comparire ad una data specifica mediante una convocazione speciale nella quale devono essere informati del loro obbligo di testimoniare, delle conseguenze della mancata comparizione ingiustificata e del diritto al rimborso delle spese (articolo 237, ZPP).

I testimoni sono sentiti nel corso del dibattimento. Coloro che, a causa dell’età, di malattia o inabilità fisica grave, non possano rispettare la convocazione, possono essere sentiti presso il loro domicilio (articolo 237, secondo comma, ZPP). Ogni testimone è sentito individualmente e non in presenza di altri testimoni che devono testimoniare successivamente (articolo 238, primo comma, ZPP). Il giudice informa i testimoni del loro obbligo di dire la verità senza omettere nulla; li avverte inoltre delle conseguenze in cui incorrono qualora dichiarino il falso. I testimoni dichiarano innanzitutto quanto sanno a proposito del caso in questione; successivamente il giudice che presiede il collegio o i membri del collegio, le parti e i loro rappresentanti pongono domande per verificare le dichiarazioni dei testimoni, per completarle o chiarirle. Qualora i testimoni rilascino dichiarazioni contraddittorie, è possibile effettuare un riscontro (articolo 239, terzo comma, ZPP). Il ZPP non riconosce più i giuramenti dei testimoni.

Il ZPP non distingue tra la procedura prevista per l’audizione di testimoni “comuni” ed “esperti” e non prevede alcuna disposizione procedurale particolare a tale proposito. Non vi è alcuna differenza tra la procedura di audizione dei testimoni e dei periti.

Documenti. Sebbene il ZPP non metta i diversi mezzi di prova in ordine d’importanza, i documenti sono considerati le prove più affidabili. È possibile distinguere tra documenti pubblici e documenti privati. I documenti pubblici sono quelli emessi, in una determinata forma, da un’istituzione statale che agisce nel suo ambito di competenza, o i documenti rilasciati in tale forma da un’autorità locale, associazione o altra organizzazione o da singoli nell’esercizio di poteri pubblici conferiti per legge (articolo 224, primo comma, ZPP). I documenti privati sono tutti i documenti che non sono pubblici. In un documento privato la firma può essere autenticata da un organismo statale autorizzato o da una persona giuridica o fisica che eserciti poteri pubblici (ad esempio un notaio). Le clausole autenticate nei documenti privati hanno una rilevanza pubblica e anche tale parte del documento può essere considerata come documento pubblico. Il valore probatorio dei documenti pubblici è definito separatamente nel ZPP. Un documento pubblico dimostra la veridicità dei fatti ivi confermati o precisati (articolo 224, primo comma, ZPP). Sebbene il ZPP parta dal presupposto che il contenuto di un documento pubblico corrisponde al vero, è ammissibile dimostrare che i fatti sono stati registrati in modo non accurato in un documento pubblico o che un documento pubblico è stato redatto in maniera errata (articolo 224, quarto comma, ZPP). Questa è l’unica regola in materia di prove prevista nella procedura civile slovena.

I documenti pubblici stranieri, autenticati secondo le norme pertinenti, hanno lo stesso valore probatorio dei documenti sloveni, purché siano applicate le disposizioni di reciprocità, salvo altrimenti previsto dai trattati internazionali (articolo 225, ZPP).

Il ZPP prevede inoltre norme sull’obbligo di produrre documenti, che dipende dal fatto che il documento sia in possesso della parte che vi fa riferimento, della controparte, di un organismo o un ente statale che esercita poteri pubblici o di terzi (persone fisiche o giuridiche).

Periti. Il giudice assume la prova testimoniale di un perito quando sono necessarie conoscenze tecniche per stabilire o chiarire un determinato fatto e il tribunale non dispone di tali conoscenze (articolo 243, ZPP). Il giudice designa il perito mediante una decisione speciale e, prima della nomina, sente il parere delle parti in merito. Un perito può essere nominato anche dal giudice che presiede il collegio o da un giudice delegato, se autorizzati ad assumere tali prove (articolo 244, ZPP). I periti vengono generalmente selezionati in base a un albo speciale utilizzato dal tribunale. Il compito può essere affidato anche a un’istituzione specializzata. Soltanto le persone fisiche possono essere nominate come periti. I periti sono tenuti ad accettare i propri obblighi e a comunicare i propri risultati e il proprio parere (articolo 246, primo comma, ZPP). Il giudice può comminare un’ammenda a un perito che non si presenti pur avendo correttamente ricevuto la convocazione; può inoltre infliggere un’ammenda a un perito che rifiuti di svolgere i propri compiti senza fornire un valido motivo (articolo 248, primo comma ZPP). Il giudice può sollevare i periti dall’incarico, su richiesta degli stessi, soltanto per le ragioni che essi possono invocare per rifiutarsi di testimoniare o di rispondere a una singola domanda o per altri validi motivi (ad esempio un eccessivo carico di lavoro). Un esonero per tale ragione può anche essere richiesto da un dipendente autorizzato dell’istituzione o dell’organizzazione presso cui lavora il perito (articolo 246, secondo e terzo comma, ZPP). Un perito può essere escluso con le stesse modalità previste per un giudice; la sola eccezione è rappresentata dal fatto che è possibile convocare in qualità di perito un soggetto che sia stato precedentemente sentito come testimone (articolo 247, primo comma, ZPP).

Il perito ha il compito di effettuare una perizia e di dare il proprio parere. Il tribunale decide se i periti presentano la perizia e il parere soltanto oralmente nel corso del dibattimento o se devono anche presentarli prima per iscritto, inoltre, stabilisce i termini entro i quali un perito è tenuto a presentare la perizia. Se vengono nominati più periti e se si accordano in merito, essi possono presentare le proprie perizie e i propri pareri congiuntamente. In caso contrario, ciascun perito comunica le proprie conclusioni separatamente (articolo 254, ZPP). Qualora emergano differenze fondamentali tra le informazioni fornite dai periti o le conclusioni di uno o più periti siano poco chiare, incomplete o contraddittorie, o se contraddicono le circostanze su cui si è indagato, e tali anomalie non sono rettificate da un’ulteriore audizione del perito, la prova viene nuovamente assunta dagli stessi o da altri periti (articolo 254, secondo comma, ZPP). Tuttavia, se vi sono contraddizioni nei pareri di uno o più periti o se il loro parere contiene anomalie o se esistono ragionevoli dubbi in merito alla correttezza del parere espresso, vengono richiesti i pareri di altri periti (articolo 254, terzo comma, ZPP). I periti hanno diritto al rimborso delle spese e a una retribuzione per il lavoro svolto (articolo 249, ZPP).

2.6 Alcuni mezzi di prova hanno più forza di altri?

Il principio applicato è quello del libero apprezzamento delle prove. Il giudice, che agisce in base al proprio convincimento, decide quali fatti si considerano come provati, in base ad una valutazione completa e accurata di ogni singola prova e di tutti gli elementi di prova nel loro insieme, nonché in base all’esito dell’intero procedimento (articolo 8, ZPP). La procedura civile slovena non riconosce dunque delle regole in materia di prove, secondo cui il legislatore stabilisce anticipatamente e in maniera astratta il valore di particolari tipi di prova. La sola eccezione è la regola sulla valutazione dei documenti pubblici (v. il punto 2.5).

Tuttavia, nella pratica si applica la regola secondo cui la prova documentale, ad esempio, è più affidabile (senza avere maggiore valore probatorio) rispetto ad altre prove, quali le testimonianze dei testi o delle parti.

2.7 Per provare determinati fatti, sono obbligatori mezzi di prova specifici?

Il ZPP non prevede alcuna disposizione in merito all’obbligatorietà di specifici mezzi di prova per stabilire l’esistenza di determinati fatti.

2.8 I testimoni hanno per legge l’obbligo di testimoniare?

Sì. Chiunque venga convocato come testimone deve presentarsi e, salvo altrimenti disposto per legge, deve anche deporre (articolo 229, primo comma, ZPP).

2.9 In quali casi un testimone può rifiutarsi di testimoniare?

Una persona non può essere sentita come testimone se la sua testimonianza viola l’obbligo di mantenere un segreto ufficiale o militare, a meno che l’autorità competente non lo sollevi da tale obbligo (articolo 230, ZPP).

Un testimone può rifiutarsi di deporre (articolo 231, ZPP):

  • su argomenti che una parte gli ha confidato in qualità di suo rappresentante autorizzato;
  • su argomenti che la parte o altra persona gli ha confessato in qualità di confessore religioso;
  • su fatti che ha scoperto in qualità di legale o medico o nell’esercizio di qualsiasi altra professione o attività che preveda un obbligo di riservatezza su qualsiasi fatto scoperto nell’esercizio di detta professione o attività.

I testimoni possono rifiutarsi di rispondere a singole domande se hanno una ragione valida e, in particolare, se la loro risposta può comportare grave mortificazione, considerevoli danni finanziari o conseguenze penali per loro stessi o per i loro parenti in linea retta di ogni grado e per i loro parenti in linea collaterale fino al terzo grado, o se ciò comporta grave mortificazione, considerevoli danni finanziari o conseguenze penali per il coniuge o affini fino al secondo grado (anche dopo lo scioglimento del matrimonio), per il loro tutore o tutelato, o per il genitore o il figlio adottivo (articolo 233, primo comma, ZPP).

Tuttavia, il rischio di causare un qualsivoglia danno finanziario non può essere invocato dai testimoni come ragione per rifiutarsi di testimoniare sulle transazioni giuridiche di cui sono stati testimoni, sulle azioni che hanno compiuto come predecessore o rappresentante giuridico di una delle parti di una controversia, su fatti relativi a rapporti patrimoniali connessi a legami di parentela o di affinità, su fatti concernenti nascite, matrimoni o decessi, e comunque in tutti i casi in cui, in applicazione di norme particolari, sono tenuti a presentare una domanda o rilasciare una dichiarazione (articolo 234 del ZPP). Un testimone non può invocare il segreto d’impresa per rifiutarsi di testimoniare, se la divulgazione di determinati fatti va a beneficio dei cittadini o di un’altra persona, sempreché tale beneficio sia superiore al danno causato dalla divulgazione del segreto (articolo 232 del ZPP).

2.10 Chi si rifiuta di testimoniare può essere obbligato a farlo o incorrere in sanzioni?

Sì. Se i testimoni che sono stati convocati in modo corretto non si presentano e la loro assenza è ingiustificata o se hanno lasciato senza permesso il luogo in cui avrebbero dovuto deporre, il giudice può ordinarne la convocazione coatta a loro spese e può anche infliggere un’ammenda fino a 1 300 EUR. Il giudice può infliggere un’ammenda di questo tipo anche a un testimone che si presenti alla convocazione, ma che, dopo essere stato informato delle eventuali conseguenze, rifiuti di testimoniare o di rispondere a domande specifiche per motivi che il giudice considera non validi. In quest’ultimo caso, se il teste continua a rifiutarsi di testimoniare, il giudice può disporne la detenzione fino a quando egli non sia disposto a deporre o fino a quando la sua testimonianza non sia più necessaria, per un periodo non superiore a un mese (articolo 241, primo e secondo comma, ZPP).

2.11 Vi sono persone che non possono testimoniare?

Può comparire come testimone chiunque sia in grado di fornire informazioni sui fatti da comprovare (articolo 229, secondo comma, ZPP). L’ammissibilità non dipende dalla capacità giuridica del testimone. Un minore o una persona dichiarata in parte o completamente priva della capacità giuridica può essere convocato in qualità di testimone se è effettivamente in grado di fornire informazioni sui fatti giuridicamente pertinenti. Il tribunale valuta caso per caso se il soggetto è idoneo a testimoniare.

Una parte o il suo rappresentante legale non possono comparire come testimoni, mentre lo può fare un procuratore (pooblaščenec) o un interveniente (stranski intervenient).

2.12 Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni un testimone può essere udito mediante videoconferenza o altri mezzi tecnici?

Per quanto riguarda l’audizione dei testimoni, si veda la risposta al precedente punto.

La disciplina relativa alle videoconferenze è contenuta nell’articolo 114a del ZPP, secondo cui, con il consenso delle parti, il giudice può permettere a queste ultime o ai loro rappresentanti di trovarsi in un luogo diverso durante l’udienza e di compiere atti procedurali dalla loro postazione qualora sia assicurato il collegamento audio e video tra l’aula in cui si tiene l’udienza e il luogo in cui si trovano le parti o i loro rappresentanti. Le stesse condizioni si applicano all’audizione delle parti, dei testimoni e dei periti.

3 Valutazione delle prove

3.1 Se una parte si è procurata una prova illegalmente, esistono limiti alla facoltà del giudice di utilizzare tale prova ai fini della decisione?

Di norma, nei procedimenti civili le prove ottenute con mezzi illegali (per esempio ricorrendo a intercettazioni illecite) non vengono prese in considerazione. Tuttavia, la giurisprudenza ha ammesso l’utilizzo di tali prove in via eccezionale, qualora risulti giustificato da fondati motivi o sia particolarmente importante ai fini dell’applicazione di un diritto garantito dalle norme costituzionali. In tale caso, oltre al fatto che talune prove siano state ottenute con mezzi illeciti, è determinante stabilire se la prova fornita nel procedimento civile possa condurre a un’ulteriore violazione dei diritti fondamentali.

In relazione alle prove inammissibili e alle prove che non sono concretamente ottenibili, l’articolo 3, terzo comma, ZPP stabilisce che il giudice non ammette le istanze delle parti che siano contrarie alle norme cogenti o ai principi morali.

3.2 In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni avranno valore probatorio?

Se la dichiarazione fa parte dell’istanza o di una memoria, non conterà come prova, ma sarà considerata un’affermazione fattuale della parte, per la quale la parte deve presentare anche le adeguate prove. Se la dichiarazione è contenuta in un documento presentato come prova delle affermazioni di una parte, essa avrà carattere di documento.

Anche una dichiarazione rilasciata da una parte durante l’audizione conta come prova, poiché il ZPP riconosce come prova anche l’audizione delle parti (articolo 257 ZPP).

Link correlati

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Ultimo aggiornamento: 23/11/2015

Assunzione delle prove - Slovacchia

INDICE


1 Onere della prova

1.1 Quali sono le norme sull’onere della prova?

La norma riguardante l’onere della prova è l’articolo 48, comma 2, della Costituzione, secondo il quale l’assunzione delle prove da parte dell’organo giurisdizionale avviene mediante audizione.

Ove opportuno, è possibile chiedere che le prove vengano assunte da un altro giudice oppure al di fuori dell’udienza. In questo ultimo caso, il giudice informa le parti del procedimento cinque giorni prima della data prevista. Le parti del procedimento possono partecipare all’assunzione delle prove.

Le parti sono tenute ad addurre prove che dimostrino le loro domande. Il giudice decide quali elementi di prova accogliere e

può, in via straordinaria, assumere prove diverse da quelle proposte dalle parti, se necessario per decidere in merito al caso.

Il giudice può decidere che le prove assunte siano integrate o reiterate in giudizio.

1.2 Esistono norme che dispensano dal provare certi fatti? In quali casi? È possibile produrre prove per invalidare una determinata presunzione legale?

Esistono eccezioni all’assunzione delle prove durante un’udienza, nello specifico qualora siano soddisfatte le condizioni per emettere una decisione senza un’audizione orale. Ciò non significa che in questi casi le prove non vengano assunte, bensì che l’assunzione avviene al di fuori e non nel corso dell’udienza. Dal punto di vista qualitativo, l’assunzione di prove è analoga alla dimostrazione di una domanda.

Tali eccezioni includono:

  • le audizioni di una causa nel merito per cui è prevista una semplice valutazione giuridica dell’oggetto;
  • i casi in cui i fatti sostenuti dalle parti non vengono contestati e il valore della controversia, senza spese accessorie, non supera i 2 000 EUR;
  • i casi in cui vengono emessi, in base all’accordo delle parti, un ordine di pagamento, una sentenza in contumacia o una sentenza di riconoscimento, e in cui la domanda è ritirata.

In aggiunta, non devono essere ordinate audizioni nei procedimenti sui riesami in abstracto nelle cause relative ai consumatori, in caso di sentenza contumaciale a favore di un consumatore, nelle controversie in materia di lotta alla discriminazione previo consenso dell’istante, nelle controversie individuali in materia di lavoro e in caso di mozioni per l’adozione di misure urgenti.

1.3 In quale misura il giudice deve essere convinto di un fatto per porlo a fondamento della sua decisione?

Nel valutare le prove il giudice non è, in linea di principio, soggetto a restrizioni giuridiche per quanto riguarda le modalità di valutazione della veridicità di una prova. Si applica quindi il principio della discrezionalità del giudice nell’esame delle prove. Solo di rado la legge impone al giudice alcuni vincoli nella valutazione delle prove. Ad esempio, il giudice è tenuto a ritenere accertato qualsiasi fatto per il quale la legge prevede una presunzione relativa, salvo prova contraria presentata nel procedimento – articolo 133 del codice civile.

Il giudice è vincolato dalle decisioni della Corte di giustizia dell’Unione europea. È inoltre vincolato dalle decisioni della Corte costituzionale riguardo all’incongruenza di un determinato atto legislativo rispetto alla Costituzione, a una legge o a un trattato internazionale vincolante per la Repubblica slovacca. Il giudice è altresì vincolato dalle decisioni della Corte costituzionale e della Corte europea dei diritti dell’uomo in materia di diritti umani e libertà fondamentali e dalle decisioni degli organi competenti relative alla commissione di un reato, un reato minore o altro illecito amministrativo punibile in conformità a normative specifiche. Non è invece vincolato da decisioni locali in merito a sanzioni pecuniarie.

In aggiunta, un giudice può esaminare questioni di competenza decisionale di un’altra autorità. Tuttavia, se l’autorità competente ha emesso una decisione su tale questione, il tribunale prende in considerazione la decisione e la integra nella motivazione della sentenza (rispetto delle decisioni precedenti).

2 Assunzione delle prove

2.1 L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di parte o anche ad iniziativa del giudice?

Le parti in causa sono tenute a presentare prove che dimostrino le domande proposte. Il giudice decide quali elementi di prova accogliere. Può altresì decidere di assumere prove di propria iniziativa, nel caso di prove basate su registri ed elenchi pubblici e qualora tali registri ed elenchi indichino che i fatti rivendicati dalle parti non corrispondono alla realtà. Il giudice non può assumere altre prove di propria iniziativa.

Di propria iniziativa il giudice può procedere all’assunzione di prove, al fine di verificare il rispetto delle condizioni procedurali o l’esecutività della decisione proposta, nonché per prendere dimestichezza con la legislazione straniera pertinente.

2.2 Una volta accolta la richiesta di parte di assunzione delle prove, quali sono le fasi successive?

Il giudice assume le prove nel corso delle udienze, a meno che non siano soddisfate le condizioni per emettere una decisione senza un’audizione orale.

Le parti hanno il diritto di presentare osservazioni sulle domande di assunzione delle prove e su ciascun elemento di prova assunto.

2.3 In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove?

Il giudice valuta le prove a sua discrezione, esaminando ciascun elemento di prova singolarmente e in relazione agli altri e allo stesso tempo tenendo debitamente conto di ogni questione emersa nel corso del procedimento. Se non diversamente previsto dalla legge, ciascun elemento di prova può essere contestato.

Un certo limite alla valutazione discrezionale delle prove si applica ai giudici d’impugnazione e ai tribunali competenti dei ricorsi su punti di diritto, considerato che il giudice d’impugnazione non è vincolato dai fatti della causa stabiliti dal giudice di primo grado. Può quindi giungere a una conclusione diversa sui fatti. Non può ad ogni modo discostarsi dalla valutazione delle prove specifiche assunte dal giudice di primo grado e deve limitarsi a verificare le prove assunte dal tribunale di primo grado in modo diverso qualora reiterino le stesse prove. Tuttavia, a differenza del tribunale di primo grado, può dare una diversa valutazione delle prove assunte da un tribunale di grado inferiore attraverso l’autorità giudiziaria richiesta.

2.4 Quali sono i mezzi di prova?

Ogni elemento che può contribuire al corretto chiarimento della questione e che sia stato ottenuto legittimamente dai mezzi di prova può essere utilizzato come prova. Costituiscono mezzi di prova l’esame delle parti e dei testimoni, i documenti, le perizie, le deposizioni dei periti e le ispezioni. Se non prevista dalla legge, la modalità di assunzione delle prove è precisata dal giudice.

2.5 Quali sono le procedure per l'audizione di testimoni? Sono diverse da quelle per l'assunzione della testimonianza di consulenti tecnici? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di relazioni/pareri di esperti?

Per testimone si intende un soggetto diverso dal giudice e dalle parti in causa che depone su fatti vissuti in prima persona. Solo le persone fisiche possono essere chiamate a testimoniare.

Nelle materie di competenza dei tribunali civili sono spesso necessarie perizie riguardo ai fatti su cui si baseranno le decisioni sul merito del caso. Quando tali decisioni dipendono da una valutazione dei fatti che richiede conoscenze specialistiche, il giudice nomina un perito ed è tenuto a farlo anche se in possesso delle conoscenze specialistiche necessarie, ai fini di una valutazione esperta dell’oggetto del procedimento. Tali conoscenze non possono comunque sostituire la determinazione obiettiva dei fatti condotta da una parte esterna all’istituzione che decide sugli stessi fatti.

Compito principale del giudice è formulare le giuste domande ai periti. È infatti tenuto a interrogarli soltanto sui fatti e a evitare domande riguardanti la valutazione giuridica dell’oggetto della perizia.

Il giudice può far rivedere la perizia da un altro esperto oppure da un istituto scientifico o di altro tipo. L’oggetto di questo secondo parere, talvolta chiamato “parere di riesame”, sarà un’analisi del primo parere presentato. Il giudice esamina le perizie al pari delle altre prove.

2.6 Alcuni mezzi di prova hanno più forza di altri?

Il giudice valuta ogni elemento di prova in termini di affidabilità e veridicità e non è vincolato dalla legge nella valutazione dei diversi elementi di prova – si tratta del principio della valutazione discrezionale delle prove. Tuttavia, le considerazioni sulla valutazione del tribunale non sono arbitrarie. Il giudice deve tenere conto di tutto quanto emerso nel corso del procedimento. Il giudice deve rispettare tali fatti e stabilire correttamente le loro reciproche relazioni. Allo stesso tempo, il giudice non è tenuto a seguire uno specifico ordine di priorità in termini di valenza ed efficacia probatoria dei singoli elementi di prova.

2.7 Per provare determinati fatti, sono obbligatori mezzi di prova specifici?

Negli ambiti in cui i procedimenti possono essere avviati senza presentazione di un’istanza, così come in quelli in materia di autorizzazione al matrimonio, di determinazione e negazione della genitorialità, di capacità d’adozione e adozione, nonché di registri commerciali, il giudice è tenuto ad assumere altre prove necessarie per stabilire i fatti, anche se non sono state proposte dalle parti.

2.8 I testimoni hanno per legge l’obbligo di testimoniare?

Chiunque venga convocato come testimone deve presentarsi e deporre (articolo 126, secondo comma, delle norme in materia di procedura contenziosa in ambito civile). Sono tenuti a dire la verità e a non nascondere alcun elemento. Il giudice deve informare il testimone delle conseguenze del reato penale della falsa testimonianza e del diritto di rifiutarsi di deporre.

2.9 In quali casi un testimone può rifiutarsi di testimoniare?

I testimoni possono rifiutarsi di testimoniare solo qualora la deposizione potrebbe comportare la loro incriminazione o quella di persone a loro vicine. Il tribunale decide se il rifiuto di testimoniare è legittimo. I testimoni possono anche rifiutarsi di deporre laddove testimoniando violerebbero il sigillo sacramentale o la riservatezza delle informazioni comunicate loro in via confidenziale, a voce o per iscritto, in quanto responsabili delle loro cure pastorali.

2.10 Chi si rifiuta di testimoniare può essere obbligato a farlo o incorrere in sanzioni?

Il giudice decide se il rifiuto di testimoniare sia legittimo e la decisione presa non è impugnabile. Se, nonostante la decisione del tribunale il testimone si rifiuta di deporre, il giudice può infliggergli una sanzione pecuniaria.

2.11 Vi sono persone che non possono testimoniare?

I legali rappresentanti di organizzazioni parti di un procedimento civile devono sempre essere sentiti dai giudici quali parti del procedimento e non come testimoni (articolo 185 del codice di procedura civile nei procedimenti contenziosi)

2.12 Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni un testimone può essere udito mediante videoconferenza o altri mezzi tecnici?

Prima di sentire i testimoni, il giudice deve accertarne l’identità e i rapporti con le parti. Inoltre, i testimoni devono essere informati della valenza della loro testimonianza, dei loro diritti e doveri, delle conseguenze penali della falsa testimonianza e del diritto al rimborso delle spese testimoniali.

Il giudice invita i testimoni a descrivere, in modo coerente, tutto ciò che sanno sull’argomento in esame e pone quindi le domande necessarie per integrare e chiarire la deposizione.

Ai testimoni non possono essere rivolte domande tendenziose o faziose. Il giudice ritiene irricevibili le eventuali domande di questo tipo, nonché domande riguardanti la valutazione giuridica del caso, poste alle parti del procedimento o ai periti che testimoniano. Il presidente del tribunale decide dell’inammissibilità delle domande mediante un’ordinanza che non viene notificata e non è impugnabile, ma è semplicemente inserita nella trascrizione dell’audizione.

Previo consenso delle parti del procedimento, il tribunale può organizzare un’audizione orale tramite videoconferenza o altri mezzi della tecnologia delle comunicazioni.

3 Valutazione delle prove

3.1 Se una parte si è procurata una prova illegalmente, esistono limiti alla facoltà del giudice di utilizzare tale prova ai fini della decisione?

È opportuno ribadire che il giudice non è vincolato dalla legge nel valutare uno specifico elemento di prova – si tratta del principio della valutazione discrezionale delle prove previsto dall’articolo 191 del codice di procedura civile nei procedimenti contenziosi.

3.2 In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni avranno valore probatorio?

Il giudice valuta gli atti delle parti e dei loro consulenti o di altre persone coinvolte nel procedimento, meramente in termini di contenuto e non di forma. Gli atti delle parti sono disciplinati dal principio di informalità. In linea di principio, le parti possono scegliere come presentare gli atti procedurali e la loro testimonianza ha gli stessi effetti giuridici, sia presentata per iscritto che con dichiarazione orale trascritta nei verbali, purché sia espressa in termini espliciti o in modo da evitare dubbi sulle loro intenzioni reali.


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Ultimo aggiornamento: 25/09/2019

Assunzione delle prove - Finlandia

INDICE


1 Onere della prova

1.1 Quali sono le norme sull’onere della prova?

Il ricorrente deve provare le circostanze a fondamento della sua domanda, mentre sul convenuto grava l'onere di provare le eccezioni opposte alla domanda. La parte che omette di fornire la prova corre il rischio che i fatti alla base della sua richiesta siano ritenuti non provati.

1.2 Esistono norme che dispensano dal provare certi fatti? In quali casi? È possibile produrre prove per invalidare una determinata presunzione legale?

Le circostanze ammesse non devono essere provate. Non è inoltre necessario provare i fatti notori o i fatti di cui l'organo giurisdizionale è a conoscenza d'ufficio. È ovviamente ammessa la prova contraria.

1.3 In quale misura il giudice deve essere convinto di un fatto per porlo a fondamento della sua decisione?

Sul punto la legge contiene soltanto una disposizione in base alla quale l'organo giurisdizionale deve, dopo un esame attento di tutti i fatti emersi, stabilire quale deve ritenersi essere la verità nella causa in oggetto. La Finlandia applica la cosiddetta "teoria del libero apprezzamento delle prove": si tratta quindi di presentare all'autorità giudiziaria prove adeguate.

2 Assunzione delle prove

2.1 L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di parte o anche ad iniziativa del giudice?

In pratica, sono le stesse parti interessate a dover acquisire le prove di cui vogliono avvalersi. La legge consente però anche all'organo giurisdizionale di acquisire d'ufficio elementi probatori. Tuttavia, il giudice non può, di propria iniziativa, ordinare l'audizione di un nuovo testimone o l'acquisizione di un documento contro il volere comune delle parti coinvolte, se la causa rientra tra quelle che possono essere oggetto di composizione stragiudiziale.

Nell'ambito di talune cause, come quelle in materia di accertamento della paternità, l'organo giurisdizionale è tenuto ad acquisire tutti gli elementi di prova necessari.

2.2 Una volta accolta la richiesta di parte di assunzione delle prove, quali sono le fasi successive?

L'assunzione delle prove avviene durante l'udienza principale.

2.3 In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove?

Il giudice può respingere una richiesta in tal senso se, ad esempio, la prova è irrilevante o se la causa è già stata provata in relazione a tale aspetto. Una richiesta di ammissione delle prove può essere respinta anche in quanto tardiva.

2.4 Quali sono i mezzi di prova?

Tra i diversi mezzi di prova rientrano le dichiarazioni delle parti interessate, dei testimoni e dei periti, la produzione di prove documentali e di relazioni peritali, e l'interrogatorio.

2.5 Quali sono le procedure per l'audizione di testimoni? Sono diverse da quelle per l'assunzione della testimonianza di consulenti tecnici? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di relazioni/pareri di esperti?

Non vi è differenza tra la valutazione delle dichiarazioni rese verbalmente da un testimone o da un perito e quella della dichiarazione scritta di un perito. L'autorità giudiziaria non accetta tuttavia dichiarazioni scritte da parte dei testimoni.

2.6 Alcuni mezzi di prova hanno più forza di altri?

No. Il giudice valuta le prove in piena discrezionalità.

2.7 Per provare determinati fatti, sono obbligatori mezzi di prova specifici?

No.

2.8 I testimoni hanno per legge l’obbligo di testimoniare?

Di norma, un testimone non può rifiutarsi di testimoniare.

2.9 In quali casi un testimone può rifiutarsi di testimoniare?

Il coniuge, il partner e i parenti diretti in linea ascendente o discendente di una parte coinvolta, così come i fratelli e le sorelle di una parte interessata e i loro coniugi, nonché i genitori adottivi o i figli adottivi hanno il diritto di rifiutarsi di rendere la testimonianza. La legge prevede inoltre diverse altre situazioni in cui un testimone ha il diritto o l'obbligo di rifiutarsi di deporre.

2.10 Chi si rifiuta di testimoniare può essere obbligato a farlo o incorrere in sanzioni?

Un testimone che, senza un motivo legittimo, si rifiuta di testimoniare può essere obbligato, pena un'ammenda, ad adempiere i propri obblighi. Se, nonostante ciò, il testimone non intende rendere la testimonianza, il giudice può ordinarne la reclusione fino a quando acconsente a testimoniare.

2.11 Vi sono persone che non possono testimoniare?

Compete all'organo giurisdizionale decidere se (ad esempio) una persona di età inferiore a 15 anni o una persona affetta da disturbi mentali possa essere sentita come testimone.

Alcune categorie di persone, quali i medici e gli avvocati, non possono testimoniare su questioni attinenti a fatti relativi alla loro professione.

2.12 Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni un testimone può essere udito mediante videoconferenza o altri mezzi tecnici?

Di norma, l'esame di un testimone viene iniziato dalla parte che lo ha citato. La controparte ha poi il diritto di sentire a sua volta il teste. Concluso quest'ultimo esame, il giudice e le parti interessate possono porre ulteriori domande al testimone.

Qualora l'organo giurisdizionale lo reputi adeguato, un testimone può essere sentito tramite videoconferenza o mediante un altro metodo di comunicazione adatto che realizzi un collegamento audiovisivo tra le persone partecipanti all'incontro. È possibile seguire questa procedura, ad esempio, quando un testimone non può recarsi dinanzi al giudice o quando la sua presenza comporterebbe costi eccessivi, oppure quando il teste è minore di 15 anni. In taluni casi, è anche possibile sentire un testimone telefonicamente.

3 Valutazione delle prove

3.1 Se una parte si è procurata una prova illegalmente, esistono limiti alla facoltà del giudice di utilizzare tale prova ai fini della decisione?

La legislazione non contiene istruzioni specifiche per tali casi. L'autorità giudiziaria deve decidere, a sua discrezione, quale rilevanza attribuire a questo tipo di prova.

3.2 In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni avranno valore probatorio?

Sì. Le parti coinvolte possono essere sentite liberamente allo scopo di fornire determinate prove e, nell'ambito di un giudizio civile, possono essere sentite sotto giuramento in merito a fatti di particolare importanza per la definizione della causa. Una dichiarazione di una parte coinvolta resa a titolo di testimonianza è valutata in base agli stessi criteri utilizzati per le dichiarazioni rilasciate dai testimoni.

Link

Il link si apre in una nuova finestraAssunzione delle prove (ministero della Giustizia, Finlandia)

Opuscolo: Il link si apre in una nuova finestraTestimoniare in giudizio (ministero della Giustizia, Finlandia)


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Ultimo aggiornamento: 26/09/2017

Assunzione delle prove - Svezia

INDICE


1 Onere della prova

1.1 Quali sono le norme sull’onere della prova?

Il diritto svedese si basa sui principi dell'onere della prova e del libero apprezzamento delle prove. Il giudice deve stabilire, sulla base di un'analisi approfondita di tutti gli elementi emersi nel corso del procedimento, quali fatti siano stati dimostrati. Spetta al giudice decidere quale valore debba essere attribuito alle prove.

Alcune regole concernenti il libero apprezzamento delle prove sono state elaborate dalla giurisprudenza, anche per quanto riguarda la ripartizione dell'onere probatorio. Secondo una regola base molto semplificata, soggetta a numerose eccezioni, chi fa valere un diritto deve anche provarne i fatti che ne costituiscono fondamento. Se risulta più agevole per una delle parti dimostrare un determinato fatto, l'onere probatorio viene spesso posto a suo carico. Se risulta più difficile per una parte fornire la prova di un determinato fatto, tale circostanza può parimenti assumere rilevanza per stabilire su chi incomba l'onere probatorio. Ad esempio, una persona che richiede il pagamento di un debito deve dimostrare di avere un credito nei confronti della parte avversa. Se quest'ultima sostiene di aver già pagato, è tenuta a dimostrare l'avvenuto pagamento. Nei casi di responsabilità per danni l'onere della prova incombe generalmente alla parte che afferma di aver subito il danno. Può anche accadere che l'onere della prova per un determinato fatto si inverta.

Qualora le prove fornite non siano sufficientemente solide, il giudice non può decidere sulla base delle circostanze del caso. Se si tratta di valutare il valore del danno causato, vi è un'eccezione che implica che il giudice possa, se non è possibile o è molto difficile produrre prove riguardo all'ammontare del danno, stimarne ragionevolmente l'entità.

1.2 Esistono norme che dispensano dal provare certi fatti? In quali casi? È possibile produrre prove per invalidare una determinata presunzione legale?

Si veda la risposta alla domanda 1.1.

1.3 In quale misura il giudice deve essere convinto di un fatto per porlo a fondamento della sua decisione?

I requisiti stabiliti per l'efficacia delle prove dipendono dal tipo di causa in questione. Nelle cause civili il requisito normale prevede che il fatto in oggetto debba essere provato. In alcune cause civili è ammesso un livello probatorio inferiore. Un esempio è costituito dalle cause in materia di assicurazioni dei consumatori, nelle quali è ritenuto sufficiente che risulti più probabile che l'evento oggetto dell'assicurazione si sia verificato piuttosto che il contrario.

2 Assunzione delle prove

2.1 L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di parte o anche ad iniziativa del giudice?

L'onere della prova incombe alle parti. Nelle cause non soggette a composizione, ossia quelle concernenti questioni sulle quali le parti non possono conciliarsi, il giudice può presentare prove relative alla causa senza che ciò sia stato richiesto da una delle parti. Nelle cause per l'affidamento o il diritto di visita, può accadere che il giudice ritenga di dover completare l'istruttoria con altre prove. Nelle controversie civili in cui le parti possono conciliarsi, ossia quelle soggette a composizione, il giudice non può introdurre nuove prove nel procedimento di propria iniziativa.

2.2 Una volta accolta la richiesta di parte di assunzione delle prove, quali sono le fasi successive?

La prova viene esaminata nell'udienza principale.

2.3 In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove?

Il giudice può respingere le prove se ciò che la parte desidera dimostrare non ha rilevanza per la causa. Ciò vale anche se le prove non sono richieste o se non avrebbero evidentemente alcun effetto. Inoltre, alcune norme prevedono la possibilità di fare riferimento a testimonianze scritte soltanto in specifiche circostanze eccezionali.

2.4 Quali sono i mezzi di prova?

In Svezia sussistono, in linea di principio, cinque diverse forme principali di prove (mezzi di prova):

  • prove scritte;
  • interrogatorio dei testimoni;
  • interrogatorio di una parte;
  • interrogatorio di un esperto;
  • ispezione.

2.5 Quali sono le procedure per l'audizione di testimoni? Sono diverse da quelle per l'assunzione della testimonianza di consulenti tecnici? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di relazioni/pareri di esperti?

Come regola generale, un testimone deve essere sentito oralmente e in presenza del giudice. Non è ammesso l'impiego delle testimonianze scritte. Tuttavia, con l'approvazione del giudice, il testimone può utilizzare delle note come supporto per la memoria. La parte che ha citato il testimone lo esamina per prima (c.d. "esame diretto"), salvo che il giudice disponga diversamente. La controparte può quindi interrogare a sua volta il testimone ("cross-examination" - controesame).

Nel caso di una prova acquisita da un consulente tecnico, la regola principale stabilisce invece che l'esperto debba fornire una dichiarazione scritta. Su richiesta di una delle parti e se pertinente, il consulente tecnico sarà sentito anche oralmente durante il procedimento. Deve tenersi anche un'udienza orale se è necessario che il tecnico sia sentito direttamente in presenza del giudice.

Se la causa deve essere decisa dopo un'udienza principale, ad esempio allo scopo di ascoltare il testimone, la prova scritta e le dichiarazioni del consulente tecnico devono, in linea di principio, essere lette ad alta voce all'udienza, affinché il giudice possa prenderle in considerazione per la decisione. Esiste, tuttavia, la possibilità che il giudice decida di considerare come acquisite le prove scritte all'udienza principale, senza che sia necessario leggerle ad alta voce durante l'udienza.

2.6 Alcuni mezzi di prova hanno più forza di altri?

Nel diritto svedese vige il principio del libero apprezzamento delle prove. Ciò significa, tra l'altro, che non esistono norme prestabilite che definiscono la forza di alcune prove rispetto ad altre. Il giudice decide invece, dopo un'autonoma valutazione di tutti gli elementi emersi nel procedimento, ciò che può essere considerato come prova nella causa.

2.7 Per provare determinati fatti, sono obbligatori mezzi di prova specifici?

Il principio del libero apprezzamento delle prove implica che non vi siano norme che specificano che alcune circostanze richiedono certi tipi di prova per essere confermate. Il giudice effettua invece una valutazione globale delle circostanze della causa sottoposta al suo esame in merito a ciò che è stato dimostrato.

2.8 I testimoni hanno per legge l’obbligo di testimoniare?

Il diritto svedese prevede un obbligo generale di testimonianza. Ciò significa che, di regola, le persone citate come testimoni sono tenute a deporre.

2.9 In quali casi un testimone può rifiutarsi di testimoniare?

Nessuno ha l'obbligo di testimoniare in una causa di cui sia parte un suo parente stretto. Un testimone può rifiutarsi di fare commenti su un determinato fatto se ciò implicherebbe l'ammissione della responsabilità di un reato o di un atto disonorevole. Inoltre, in alcune circostanze, il testimone può rifiutarsi di rivelare segreti commerciali. L'obbligo di testimonianza è soggetto ad alcune limitazioni per talune categorie di professionisti, ad esempio i prestatori di assistenza sanitaria.

2.10 Chi si rifiuta di testimoniare può essere obbligato a farlo o incorrere in sanzioni?

Una persona che deve essere sentita come testimone viene citata a testimoniare sotto pena di un'ammenda. Se il testimone non si presenta, l'ammenda viene applicata nel caso in cui non abbia una giustificazione valida, come ad esempio una malattia. Se il testimone non si presenta, il giudice può disporre la comparizione coatta. Infine, il giudice può disporre l'arresto di una persona che rifiuta di testimoniare senza un valido motivo, soltanto perché si rifiuta di rispondere alle domande.

2.11 Vi sono persone che non possono testimoniare?

Qualora la persona chiamata a deporre sia di età inferiore ai quindici anni, o sia affetto da un disturbo mentale, il giudice valuta se la medesima possa essere sentita come testimone, tenendo conto delle circostanze. Vale quanto detto al punto 2.9.

2.12 Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni un testimone può essere udito mediante videoconferenza o altri mezzi tecnici?

L'interrogatorio dei testimoni inizia generalmente da parte della persona che ha convocato il testimone (esame diretto). Successivamente, la controparte ha la possibilità di porre domande ("cross-examination" - controesame). Dopo il controesame, la persona che ha convocato il teste e il giudice possono fare domande supplementari. Il giudice deve respingere qualunque domanda che non abbia evidentemente alcuna relazione con la causa o che sia fuorviante o inappropriata in qualche altro modo.

Le parti, i testimoni e gli altri soggetti che prendono parte all'udienza devono potervi partecipare tramite collegamento video, se non risulta inopportuno. Tuttavia, la regola principale rimane la presenza personale nella sala di udienza di tutti i soggetti che devono prendervi parte.

L'interrogatorio di un testimone può avvenire telefonicamente, nei casi appropriati, tenendo conto dei costi necessari se il testimone dovesse comparire in aula e dell'importanza che il teste venga sentito personalmente all'udienza.

3 Valutazione delle prove

3.1 Se una parte si è procurata una prova illegalmente, esistono limiti alla facoltà del giudice di utilizzare tale prova ai fini della decisione?

Il principio del libero apprezzamento delle prove implica che solo in rari casi eccezionali è vietato utilizzare certi tipi di prove. Pertanto, in linea di principio, la circostanza che le prove siano state acquisite illegalmente non osta al loro utilizzo in sede processuale. Tuttavia, tale circostanza può essere rilevante se viene attribuito alla prova un valore probatorio limitato in fase di ponderazione delle prove.

3.2 In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni avranno valore probatorio?

Le parti non possono testimoniare, ma possono essere sottoposte ad interrogatorio sotto giuramento, nel cui ambito sono penalmente responsabili per la veridicità delle deposizioni rese.


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Ultimo aggiornamento: 05/11/2015