1 Onere della prova
1.1 Quali sono le norme sull’onere della prova?
Le questioni relative alle prove e all'assunzione di prove sono disciplinate principalmente dall'articolo 6 del codice civile del 23 aprile 1964 ("il codice civile") e dagli articoli da 227 a 315 del codice di procedura civile del 17 novembre 1964 ("il codice di procedura civile").
Ai sensi dell'articolo 6 del codice civile, l'onere di provare la fondatezza di un fatto spetta al soggetto che asserisce conseguenze giuridiche derivanti da tale fatto. L'onere di provare taluni fatti spetterà dunque all'attore, mentre, per taluni altri fatti, al convenuto.
1.2 Esistono norme che dispensano dal provare certi fatti? In quali casi? È possibile produrre prove per invalidare una determinata presunzione legale?
Ai sensi dell'articolo 228 del codice di procedura civile, non è necessaria alcuna prova di fatti noti. Non è necessario provare i fatti di cui si è generalmente a conoscenza e quelli che l'organo giurisdizionale conosce d'ufficio; tuttavia quest'ultimo deve richiamare l'attenzione delle parti su tali fatti. Né è necessario fornire una prova dei fatti riconosciuti dalla controparte nel corso del procedimento, se non vi sono dubbi in merito al riconoscimento (articolo 229 del codice di procedura civile). Se una parte non esprime alcun parere sulle affermazioni della controparte in merito ai fatti, l'organo giurisdizionale può, tenuto conto dell'esito dell'udienza nel suo complesso, considerare tali fatti come riconosciuti (articolo 230 del codice di procedura civile). Conformemente all'articolo 231 del codice di procedura civile, l'organo giurisdizionale può ritenere necessario stabilire fatti pertinenti per la risoluzione del procedimento giudiziario se tale conclusione può essere desunta da altri fatti accertati (presunzione di fatto).
Le presunzioni stabilite dalla legge (presunzioni legali), pur essendo vincolanti per l'organo giurisdizionale, possono essere confutate ogni qualvolta la legge non lo escluda (articolo 234 del codice di procedura civile).
Secondo il diritto attuale, in Polonia non esistono presunzioni legali assolute, ossia non confutabili. Tuttavia alcune presunzioni legali possono essere confutate solo in un procedimento distinto: ad esempio, la presunzione che una persona sia morta alla data indicata nella dichiarazione di morte, la presunzione che il figlio sia del marito della madre o la presunzione che la persona che è stata dichiarata titolare dell'eredità sia effettivamente l'erede. Anche il verdetto di una sentenza penale definitiva riguardante un reato può essere messo in discussione solo nell'ambito di un procedimento in cui viene impugnata la sentenza stessa.
Nello stesso procedimento altre presunzioni legali possono essere confutate da prove contrarie. Ad esempio la presunzione di buona fede, la presunzione che il bambino sia nato vivo, che un atto lesivo del benessere personale sia illegittimo, che le quote detenute dai comproprietari di un bene comune siano uguali, che il debitore abbia agito con la consapevolezza di arrecare un danno ai creditori, che i contributi dei membri di una società di persone di diritto civile siano di pari valore e che ciò che è attestato in un atto pubblico sia vero.
Ai sensi dell'articolo 233, secondo comma, del codice di procedura civile, l'organo giurisdizionale, sulla base delle proprie convinzioni e di un esame completo delle prove raccolte, valuta la rilevanza del rifiuto della parte di produrre prove o degli ostacoli che hanno impedito alla stessa di fornire quanto richiesto dall'organo giurisdizionale. Nella pratica quest'ultimo può dunque ritenere che l'onere della prova contraria ricada su una parte il cui comportamento renda difficile provare un determinato fatto, ovvero che il fatto non sussista.
1.3 In quale misura il giudice deve essere convinto di un fatto per porlo a fondamento della sua decisione?
Nei procedimenti civili si applica il principio della libera valutazione delle prove (articolo 233 del codice di procedura civile), secondo il quale l'organo giurisdizionale valuta, a proprio giudizio, l'affidabilità e la forza delle prove sulla base di un esame completo delle prove raccolte. Per poter fondare la propria decisione sulla sussistenza di un determinato fatto, l'organo giurisdizionale deve essere certo che tale fatto si sia effettivamente verificato.
In via eccezionale, nei procedimenti civili, la convinzione che un fatto si sia probabilmente verificato può essere sufficiente. È il caso di situazioni in cui il diritto richiede solo la sussistenza del fumus boni iuris e non la prova del fatto (articolo 243 del codice di procedura civile). Nei procedimenti civili è previsto che il fumus boni iuris sia sufficiente per pronunciarsi, ad esempio, sulla concessione di una garanzia, sull'intervento di una terza parte nel procedimento o sulla sospensione dell'immediata esecutività di una sentenza in contumacia.
2 Assunzione delle prove
2.1 L’assunzione delle prove avviene sempre su richiesta di parte o anche ad iniziativa del giudice?
L'organo giurisdizionale può accettare prove non indicate da una parte (articolo 232 del codice di procedura civile), ma nel procedimento contenzioso ciò avviene in via eccezionale ed è a discrezione dell'organo giurisdizionale. Ciò non avviene in alcune situazioni riguardanti i procedimenti di volontaria giurisdizione, in cui la legge prevede la possibilità di avviare un procedimento d'ufficio (ad esempio, in materia di responsabilità genitoriale o di tutela) o che l'organo giurisdizionale determini d'ufficio alcuni fatti (ad esempio, in un procedimento riguardante una dichiarazione di successione, l'organo giurisdizionale esamina d'ufficio chi è l'erede). In tal caso l'organo giurisdizionale è obbligato in pratica ad ammettere prove d'ufficio in assenza di prove sufficienti fornite dalle parti del procedimento.
2.2 Una volta accolta la richiesta di parte di assunzione delle prove, quali sono le fasi successive?
L'organo giurisdizionale non è vincolato alla richiesta di prove. Le prove fornite da una parte possono essere ammesse oppure omesse. Sia l'omissione di prove che la loro accettazione richiedono l'emissione di un'ordinanza (articolo 2352, secondo comma, del codice di procedura civile, articolo 236, primo comma, del codice di procedura civile). Fanno eccezione i documenti del fascicolo o i loro allegati. Tale documento costituisce una prova senza che sia necessario emettere una decisione distinta: l'organo giurisdizionale deve pronunciarsi solo se desidera ometterla (articolo 2432 del codice di procedura civile). Quando emette una decisione sull'ammissione delle prove, l'organo giurisdizionale indica le prove e i fatti da dimostrare e, se necessario e possibile, la data e il luogo dell'assunzione delle prove.
L'organo giurisdizionale non è vincolato alla decisione di ammettere od omettere le prove e può, se del caso, annullarla o modificarla (articolo 240, primo comma, del codice di procedura civile).
2.3 In quali casi il tribunale può respingere la richiesta di una parte di assunzione delle prove?
Ai sensi dell'articolo 2352 del codice di procedura civile, l'organo giurisdizionale può, in particolare, omettere le prove:
- la cui assunzione è esclusa da una disposizione del codice;
- che mirano a dimostrare un fatto incontestato, irrilevanti per l'esito del caso o accertate dalle dichiarazioni del ricorrente;
- non idonee a dimostrare il fatto in questione;
- impossibili da fornire;
- finalizzate esclusivamente alla proroga del procedimento;
- qualora la richiesta non indichi le prove in modo tale da consentirne la presentazione o non specifichi i fatti da provare, e la parte non abbia rimediato a tale omissione nonostante la richiesta.
2.4 Quali sono i mezzi di prova?
I mezzi di prova possono includere in particolare:
- i documenti contenenti testo e che consentono di individuarne gli emittenti (articoli 2431-257 del codice di procedura civile);
- prove testimoniali (articoli 259-277 del codice di procedura civile);
- perizie (articoli 278-291 del codice di procedura civile);
- ispezioni visive (articoli 292-298 del codice di procedura civile);
- audizioni delle parti (articoli 299-304 del codice di procedura civile);
- esami del gruppo sanguigno (articoli 305-307 del codice di procedura civile);
- documenti contenenti registrazioni audio o video (articolo 308 del codice di procedura civile).
Questo elenco non è esaustivo: la procedura civile polacca consente l'uso di mezzi di prova diversi da quelli espressamente indicati nell'atto (articolo 309 del codice di procedura civile).
2.5 Quali sono le procedure per l'audizione di testimoni? Sono diverse da quelle per l'assunzione della testimonianza di consulenti tecnici? Quali sono le norme relative alla presentazione di prove scritte e di relazioni/pareri di esperti?
Di norma i testimoni rilasciano una deposizione orale durante l'udienza. Un testimone che non possa comparire all'udienza alla quale è convocato per ragioni di malattia e invalidità o per altri impedimenti insormontabili sarà ascoltato presso il proprio domicilio (articolo 263 del codice di procedura civile). L'organo giurisdizionale può decidere che il testimone rilasci una deposizione scritta (articolo 2711 del codice di procedura civile). In tal caso il testimone è tenuto a presentare all'organo giurisdizionale la sua deposizione entro il termine stabilito dallo stesso. I testimoni sordomuti depongono per iscritto o con l'assistenza di un esperto (articolo 271, secondo comma, del codice di procedura civile). In caso di mancata comparizione, laddove sia ingiustificata, l'organo giurisdizionale condanna il testimone al pagamento di un'ammenda ed emette una nuova citazione; nel caso in cui il testimone non compaia nuovamente, impone a quest'ultimo un'ulteriore ammenda e può disporre l'obbligo di comparizione in tribunale (articolo 274, primo comma, del codice di procedura civile).
Ai sensi dell'articolo 266 del codice di procedura civile, prima dell'audizione il testimone viene informato in merito al suo diritto di non rendere la testimonianza e della responsabilità penale derivante dal prestare falsa testimonianza. All'atto della deposizione, il testimone presta il seguente giuramento: "Consapevole dell'importanza delle mie dichiarazioni e degli obblighi giuridici che sono tenuto a rispettare, giuro solennemente di dire la verità e di non omettere le informazioni di cui sono a conoscenza". Un testimone che depone per iscritto presta giuramento firmando il suddetto testo.
Nel caso di una deposizione orale, il testimone inizia rispondendo alle domande dell'organo giurisdizionale su quanto è a sua conoscenza e in merito alla fonte da cui provengono le informazioni relative al caso, dopodiché le parti possono rivolgergli delle domande (articolo 271, primo comma, del codice di procedura civile).
I testimoni che forniscono testimonianze contraddittorie possono essere messi a confronto tra loro (articolo 272 del codice di procedura civile).
L'esame di un testimone con l'ausilio di dispositivi tecnici che ne consentano l'esecuzione a distanza dipende dalla decisione dell'organo giurisdizionale, che valuta se la natura delle prove lo impedisca o meno (ad esempio, in ragione delle caratteristiche personali del testimone articolo 235, comma 2 del codice di procedura civile). In tal caso il testimone dovrebbe trovarsi presso un altro tribunale, oppure in carcere o in stato di custodia cautelare se privato della libertà, in modo che l'udienza possa essere trasmessa dall'aula del tribunale in cui si svolge il procedimento per poter essere seguita dal luogo in cui si trova il testimone. Partecipano al procedimento un rappresentate della direzione del carcere o del centro di detenzione in cui si trova il detenuto, un eventuale agente e un interprete, se nominato (articolo 151, secondo comma, del codice di procedura civile).
Spetta all'organo giurisdizionale decidere se la relazione del perito sarà resa oralmente o per iscritto (articolo 278, terzo comma, del codice di procedura civile). Ogni parere deve contenere una dichiarazione delle ragioni (articolo 285 del codice di procedura civile). L'organo giurisdizionale può richiedere che, dopo la presentazione del parere, quest'ultimo sia integrato da una dichiarazione scritta od orale o che sia fornita una spiegazione dello stesso, e che lo stesso perito o altri periti presentino un ulteriore parere (articolo 286 del codice di procedura civile).
Se l'assunzione delle prove avviene tramite un giudice designato o un tribunale adito, l'organo giurisdizionale può lasciare al giudice designato o al tribunale adito il compito di scegliere un perito (articolo 278, secondo comma, del codice di procedura civile).
Fino a quando l'attività del perito non sarà conclusa, una parte può chiedere l'esclusione del perito sulla base degli stessi motivi addotti per l'esclusione di un giudice (articolo 281, primo comma, del codice di procedura civile).
Un perito può rifiutarsi di esprimere un parere sulla base degli stessi motivi esposti dai testimoni per negare la propria volontà di testimoniare (articoli 280 e 261 del codice di procedura civile). Un perito non iscritto all'albo dei periti giudiziari deve prestare giuramento.
L'organo giurisdizionale può disporre che il fascicolo o l'oggetto dell'ispezione sia presentato nella misura necessaria al perito e che questi sia presente o partecipi all'assunzione di prove (articolo 284 del codice di procedura civile).
In caso di mancata comparizione, laddove sia ingiustificata, di rifiuto immotivato di prestare giuramento o di fornire un parere, o di ritardo ingiustificato nella presentazione del parere, l'organo giurisdizionale può condannare il perito al pagamento di un'ammenda, ma non può ordinare che il perito sia costretto a comparire in giudizio (articoli 287 e 289 del codice di procedura civile).
L'organo giurisdizionale può accettare le prove contenute in un parere redatto per conto di un'autorità pubblica nell'ambito di un altro procedimento previsto dalla legge articolo 2781 del codice di procedura civile).
Ai sensi di un'ordinanza di un organo giurisdizionale, chiunque sia stato invitato a farlo deve presentare, nel luogo e nell'ora specificati, qualsiasi documento da lui detenuto in grado di dimostrare un fatto pertinente nel caso di specie, a meno che il documento non contenga informazioni riservate (articolo 248, primo comma, del codice di procedura civile). Possono sottrarsi all'obbligo di cui sopra solo le persone che, per quanto concerne i fatti discussi nel documento, avrebbero il diritto di rifiutarsi di deporre in qualità di testimoni o che detengono il documento per conto di terzi i quali, per le medesime ragioni, sarebbero legittimati a opporsi alla presentazione del documento. Tuttavia, anche in tal caso, un rifiuto a presentare il documento è inaccettabile, se il titolare o il terzo è tenuto a farlo in riferimento ad almeno una delle parti o se il documento è rilasciato nell'interesse della parte che richiede l'assunzione della prova. Inoltre una parte non può rifiutarsi di presentare un documento se il danno al quale tale parte si esporrebbe presentando il documento consisterebbe nella perdita del procedimento giudiziario (articolo 248, secondo comma, del codice di procedura civile).
2.6 Alcuni mezzi di prova hanno più forza di altri?
Non vi sono motivi per accettare una gerarchia formale di mezzi di prova dal punto di vista della loro affidabilità e forza. Di norma l'organo giurisdizionale valuta le prove a sua discrezione. Tuttavia i documenti devono costituire, nella misura prevista dalla legge, una prova sufficiente di determinati fatti. I documenti ufficiali redatti, secondo le modalità prescritte, dalle autorità pubbliche preposte a tale scopo e da altri organi dello Stato nel quadro delle loro attività, nonché da altri soggetti nell'ambito delle funzioni di pubblica amministrazione loro affidate dalla legge, costituiscono la prova di quanto ivi attestato ufficialmente (articolo 244 del codice di procedura civile). La parte che neghi la veridicità di un atto pubblico o che sostenga che le dichiarazioni in esso contenute, rilasciate dall'autorità da cui proviene, siano errate, deve fornirne la prova (articolo 252 del codice di procedura civile). Un documento privato redatto in forma scritta o elettronica prova che la persona che lo ha firmato è autore della dichiarazione ivi contenuta (articolo 245 del codice di procedura civile). Se la parte nega la veridicità di un documento privato o sostiene che la dichiarazione della persona che lo ha firmato non proviene dalla stessa, deve fornirne la prova. Tuttavia se la controversia riguarda un documento privato proveniente da una persona diversa dalla controparte, la veridicità del documento deve essere provata dalla parte che intende utilizzarlo (articolo 253 del codice di procedura civile).
2.7 Per provare determinati fatti, sono obbligatori mezzi di prova specifici?
No, ma quando la legge impone l'uso di una forma specifica per la stipula di un determinato contratto, la possibilità di provare tale stipula con mezzi di prova diversi dal contratto stesso è notevolmente limitata. In caso di comportamento scorretto, la persona interessata è penalizzata da un punto di vista procedurale, in quanto sarà limitata nella possibilità di presentare prove. Se la legge o un contratto prevede che un atto giuridico sia redatto per iscritto, le prove rese dai testimoni o derivanti dall'interrogatorio a cui sono sottoposte le parti contraenti in causa tra di loro sono ammissibili se riguardano il fatto che il documento che contiene l'atto è stato smarrito, distrutto o sottratto da un terzo e, se la forma scritta era riservata a fini puramente probatori, anche nei casi previsti dal codice civile (ossia, in caso di controversie diverse da quelle tra operatori commerciali, se entrambe le parti sono d'accordo, se il consumatore lo richiede in una controversia con il venditore o il fornitore o se il fatto che l'atto giuridico sia stato concluso è dimostrato in modo verosimile attraverso un documento; (articolo 246 del codice di procedura civile e articolo 74, secondo e quarto comma, del codice civile) Analogamente le prove rese dai testimoni o desunte nel contesto dell'audizione delle parti in merito al contenuto di un documento recante un atto giuridico possono essere accolte dalle parti di tale atto solo se non comportano l'elusione dell'obbligo di riservatezza, pena la nullità dell'atto stesso, e se l'organo giurisdizionale lo ritiene necessario alla luce delle particolari circostanze del caso (articolo 247 del codice di procedura civile).
2.8 I testimoni hanno per legge l’obbligo di testimoniare?
Sì.
2.9 In quali casi un testimone può rifiutarsi di testimoniare?
I coniugi delle parti, i parenti in linea ascendente e discendente, i fratelli e gli affini nella stessa linea o nel medesimo grado, nonché le persone legate da un rapporto di adozione, possono rifiutarsi di testimoniare. Il diritto di non rendere testimonianza perdura anche in seguito alla cessazione del matrimonio o del rapporto di adozione. Tuttavia non è consentito rifiutarsi di testimoniare in caso di controversie in materia di stato civile (ad es. riconoscimento o disconoscimento del legame di filiazione, annullamento del matrimonio, adozione e scioglimento dell'adozione, dichiarazione di morte), ad eccezione delle cause di divorzio (articolo 261, primo comma, del codice di procedura civile).
Il testimone può anche rifiutarsi di rispondere alla domanda che gli viene rivolta se la sua testimonianza potrebbe esporlo, insieme ai parenti summenzionati, a responsabilità penale, infamia o danni materiali gravi e diretti, o se la testimonianza può costituire una violazione del segreto professionale fondamentale. Inoltre i membri del clero possono rifiutarsi di testimoniare su fatti di cui sono venuti a conoscenza durante la confessione (articolo 261, secondo comma, del codice di procedura civile).
2.10 Chi si rifiuta di testimoniare può essere obbligato a farlo o incorrere in sanzioni?
In caso di rifiuto ingiustificato a rendere testimonianza o a prestare giuramento, l'organo giurisdizionale, dopo aver ascoltato tutte le parti presenti in merito alla validità del rifiuto, infligge una sanzione pecuniaria al testimone. Indipendentemente da tale sanzione pecuniaria, l'organo giurisdizionale può fare detenere il testimone fino a una settimana. L'organo giurisdizionale libera il testimone dalla detenzione se questi testimonia o presta giuramento oppure se il procedimento giudiziario è stato risolto da un organo giurisdizionale in relazione al quale tale prova testimoniale è stata ammessa (articolo 276 del codice di procedura civile).
2.11 Vi sono persone che non possono testimoniare?
Sì. Le persone incapaci di formulare o comunicare le proprie osservazioni non possono testimoniare (articolo 259, primo comma, del codice di procedura civile). La cessazione delle cause di tale incapacità può portare alla revoca del divieto di testimoniare. Il mero fatto di essere sottoposta a cure psichiatriche o di essere incapace di intendere e di volere non esclude automaticamente la possibilità di una persona di essere interrogata. Né vi è un limite di età al di sopra del quale un minore è ritenuto in grado di percepire e di comunicare ciò che percepisce. La possibilità che un minore possa essere ascoltato dipende quindi dalle sue capacità individuali e dal suo grado di sviluppo. Nei casi in materia di diritto matrimoniale la legge prevede limitazioni per quanto riguarda la possibilità di ascoltare minori di età inferiore a 13 anni e i parenti delle parti in linea discendente di età inferiore a 17 anni (articolo 430 del codice di procedura civile).
Inoltre vige una norma generale secondo la quale nessuno può essere ascoltato nel medesimo caso una volta come testimone e una volta come parte in causa. Il rappresentante legale di una parte può quindi essere ascoltato nel contesto dell'audizione delle parti e non come testimone (articolo 259, terzo comma, del codice di procedura civile). Il rappresentante di una parte può essere ascoltato come testimone, ma in tal caso dovrebbe nominare un sostituto per l'udienza e, non appena la testimonianza è stata resa, revocare la procura. Anche i coautori non possono fungere da testimoni (articolo 259, quarto comma, del codice di procedura civile).
Il personale militare e i dipendenti pubblici che non sono stati esentati dall'obbligo di mantenere segrete le informazioni identificate come "secretate" o "riservate" non possono fornire prove testimoniali qualora la loro testimonianza comporterebbe la violazione di tale segreto (articolo 259, secondo comma, del codice di procedura civile).
Un mediatore non può testimoniare riguardo a fatti di cui è venuto a conoscenza nel corso della mediazione, a meno che le parti non lo esonerino dall'obbligo, legato alla mediazione, di mantenere la segretezza (articolo 2591 del codice di procedura civile).
2.12 Qual è il ruolo del giudice e delle parti nell’audizione di un testimone? A quali condizioni un testimone può essere udito mediante videoconferenza o altri mezzi tecnici?
Un testimone viene escusso dal giudice. Il giudice che presiede l'udienza deve prima verificare l'identità del testimone, informarlo della responsabilità penale in cui incorrerebbe in caso di falsa testimonianza e fargli prestare giuramento. Il testimone inizia a deporre rispondendo alle domande di tale giudice su quanto è a sua conoscenza e in merito alla fonte da cui provengono le informazioni relative al caso; successivamente possono essere poste domande dagli altri giudici e dalle parti (articolo 271, primo comma, del codice di procedura civile). Il giudice che presiede l'udienza dà a questi ultimi la parola, autorizzandoli a porre domande, e ha la facoltà di togliere loro la parola se abusano con le domande, che verranno annullate se considerate inappropriate o superflue (articolo 155 del codice di procedura civile). Il testimone non può lasciare l'aula prima di averne ottenuto l'autorizzazione da parte del giudice che presiede l'udienza (articolo 273, primo comma, del codice di procedura civile).
3 Valutazione delle prove
3.1 Se una parte si è procurata una prova illegalmente, esistono limiti alla facoltà del giudice di utilizzare tale prova ai fini della decisione?
Il diritto polacco non prevede un divieto generale contro l'uso nel contesto di procedimenti giudiziari civili di prove ottenute illecitamente. La giurisprudenza degli organi giurisdizionali e il parere della dottrina giuridica non sono concordi. L'opinione prevalente è che il tribunale debba valutare caso per caso quale sia l'interesse legale da tutelare meglio: il diritto violato dall'ottenimento delle prove o il diritto al ricorso giurisdizionale. Di conseguenza, mentre le prove ottenute in seguito a un reato penale dovrebbero, in linea di principio, essere considerate inammissibili, le prove acquisite attraverso violazioni minori della legge (ad esempio, la violazione di un interesse personale come il diritto alla riservatezza) non sono necessariamente considerate tali, soprattutto quando l'accettazione delle prove presenta un importante interesse pubblico.
Di norma le prove raccolte mediante la registrazione di un interrogatorio a cui ha partecipato la parte che ha richiesto l'assunzione di prove sono ammissibili, anche se la registrazione è stata effettuata senza che l'interlocutore ne fosse a conoscenza e avesse dato il proprio consenso.
In ogni caso, se sono state acquisite in modo illecito (come stabilito da una condanna definitiva), le prove possono essere prese in considerazione dall'organo giurisdizionale per la riapertura del procedimento (articolo 403, primo comma, punto 2)), del codice di procedura civile).
3.2 In quanto parte in causa, le mie dichiarazioni avranno valore probatorio?
Le dichiarazioni orali e scritte delle parti non costituiscono elementi di prova. Tuttavia se, in caso di insufficienza o mancanza di prove, alcuni fatti pertinenti ai fini della risoluzione del caso rimangono inspiegabili, l'organo giurisdizionale può sentire le parti per chiarire tali fatti (articolo 299 del codice di procedura civile) e tale audizione è considerata come una prova.
4 Questo Stato membro ha precisato, a norma dell'articolo 2, paragrafo 1, del regolamento sull'assunzione delle prove, altre autorità competenti per l'assunzione delle prove ai fini dei procedimenti giudiziari in materia civile o commerciale ai sensi del regolamento? In caso affermativo, per quali procedimenti sono competenti al fine dell'assunzione delle prove? Possono richiedere solo l'assunzione delle prove o sono anche tenuti ad assistere all'assunzione delle prove in base alla richiesta di un altro Stato membro? Cfr. anche la notifica a norma dell'articolo 2, paragrafo 1, del regolamento sull'assunzione delle prove
In Polonia solo i tribunali sono competenti per l'assunzione di prove nei procedimenti giudiziari in materia civile o commerciale (economica).